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Introduzione

Ciascuna lingua si caratterizza per una propria specificità e documenta il modo in cui un popolo mappa la realtà e fa focalizzazioni diverse per lo stesso segmento di realtà. Il dono della parola è indizio della sua razionalità.

Aspetti della comunicazione

Pervasività e rilevanza negli aspetti pragmatici e culturali della vita umana sono sovrapponibili alla sua esperienza in diverse dimensioni. Possiamo infatti considerare la lingua da vari punti di vista: politico, sociale, filosofico, economico, in rapporto con la cultura, la scienza e l’ideologia.

Complessità

La stessa res è interpellata con domande diverse da discipline diverse:

  • Scienze linguistico-semiotiche
  • Scienze umane
  • Scienze tecnologiche

Oggetto della linguistica

Spiegare come la lingua funzioni, ponendosi in un atteggiamento sincronico e formulando delle ipotesi esplicite e coerenti. Il linguaggio umano è la competenza che hanno i parlanti di produrre eventi comunicativi che sfruttano lo strumento verbale (semiosi verbale) - il fatto che delle sequenze di elementi fisici fonici, grafici, gestuali siano portatori di messaggi.

La comunicazione

L'etimologia di “comunicazione” deriva da "com-munico", che rimanda a “communis”: l'idea del mettere in comune qualcosa. "Com" < "cum" = "con", idea di relazione. "Munico" < "munus" = "dono", "impegno", "compito" - idea di scambio a cui segue responsabilità e impegno. Qualcosa a metà strada tra il dono (caro, amato e gradito) e il compito (responsabilità richiesta dal dono).

La comunicazione è uno scambio di beni/messaggi che veicolano sensi/significati e che aprono responsabilità (commitment), ovvero un assetto che nasce in risposta a richieste costanti. Infatti responsare = intensivo di rispondere. Lo scambio comunicativo quindi è sempre uno scambio di commitment. Ciò significa che è necessaria un’alterità di soggetti diversi, che possono appartenere alla stessa cultura (comunicazione intraculturale) o a culture diverse (comunicazione interculturale).

C'è un nesso profondo tra la comunicazione e la dimensione economica, di scambio, commerciale da sempre a partire dalle civiltà classiche pagane. Esempio: Mercurius (messaggero degli dèi e dio del commercio) = medius currit --> mediatore; merc --> mercato. Hermes --> Hermeneia --> hermeneno = interpretare (cercare di dare un senso a un testo che non lo esplicita direttamente oppure dare un messaggio a un senso esistente --> scambio di sensi e testi) [= duplicità del processo interpretativo]

È l'insieme degli atti comunicativi con il quale i due comunicanti si "aggiornano" a vicenda. È un concetto sovra definito in due grandi gruppi:

  • Definizioni induttive: ovvero una somma di eventi comunicativi; dal particolare saliamo all'universale attraverso la generalizzazione.
  • Definizioni deduttive: la grammatica che sta alla base degli eventi comunicativi; dall'universale ci si addentra nel particolare ricercando il meccanismo che sta dietro agli atti comunicativi.

Questi due gruppi sono di natura complementare, non confliggono perché guardano l'oggetto da due angolature diverse. COMUNICARE = mettere in comune, condividere qualcosa con l'altro. È quindi necessaria un'alterità, una molteplicità di soggetti diversi che possono appartenere alla stessa cultura (comunicazione intraculturale) o a culture diverse (comunicazione interculturale).

Comunità linguistica

Saussure: “massa parlante” di coloro che parlano la medesima lingua storico-naturale. Hymes parla di "speech community" = comunità di discorso. Studia infatti l’interazione in cui si trovano coinvolti i parlanti delle lingue, ma tenendo poco conto dei processi inferenziali (interpretativi) messi in atto per interpretare il senso.

Analisi moderna: se il testo/messaggio è l'interazione comunicativa fra persone, la comunità linguistica è l'insieme di coloro che comunicano fra loro, facendo uso di una lingua storico-naturale (tratto ripreso da Saussure). La comunicazione è quindi un cambio di beni che implica novità, una differenza di cultura tra mittente e destinatario comporta potenziale di arricchimento ma esige anche un certo common ground. Il compito essenziale della comunicazione è quindi quello di “fare comunità” = creare consenso, intesa, impegno comune. Nesso comunicazione-comunità mediato da cultura evidenziati dalla scuola di pensiero russa.

Informazione non genetica

  • Configurazione di segni mediante i quali una comunità interpreta e comunica l'esperienza.
  • Insieme di testi la cui condivisione condiziona l'appartenenza stessa alla comunità.

Origini della linguistica

  1. Antica India e, successivamente, gli studi di Panini sulla grammatica del sanscrito
  2. Nella democrazia ateniese, la comunicazione era rilevante nell’ottenimento del consenso, quindi le origini delle figure professionali che si occupano dello studio della lingua è tra i sofisti, che introducono anche la differenza tra comunicatore e comunicazionista.
  3. Comunicatore è colui che sa gestire le dinamiche della comunicazione in pubblico, la cui competenza può essere quasi un’abilità innata o acquisita che viene naturale. Comunicazionista è colui che conosce le dinamiche profonde della comunicazione in modo tale da sapersi assumere davanti alla società civile la responsabilità della buona salute della comunicazione. È colui che può risolvere situazioni di crisi della comunicazione.

Crisi della comunicazione

Si ha quando sono violate le condizioni di sensatezza:

  • Mancanza di relazione con la realtà
  • Mancanza di pertinenza/involvement/interesse > inter-esse = qualcosa che entra nell’interlocutore e crea un habit-change (tesi di Peirce) – se il messaggio è pertinente rispetto al destinatario si ha una notizia, altrimenti una semplice informazione.

La comunicazione nasce quando al tema (id de quo dicitur), che parte dal common ground tra i due interlocutori, si vuole aggiungere qualcosa di nuovo (focus/rema) che cambia l’habitus dell’interlocutore rispetto alla realtà. ES: film "La strada di Fellini" ----> È arrivato Zampanò ≠ Zampanò è arrivato. Ciascun messaggio nasce da una domanda. Quando il soggetto è dislocato sulla sinistra, in posizione tematica, indica ciò di cui si parla e riferisce a un'entità che è già nota al destinatario e sembra che ci si trovi in un mondo/discorso condiviso, abolendo la suspense e distruggendo la struttura comunicativa ----> come risultato la percezione del destinatario cambia.

Fondamentali della sensatezza di un discorso

Perché i nostri messaggi siano sensati devono essere in rapporto con la realtà e avere un nesso con il contesto/situazione, essere pertinente e catturare il nostro interesse, coinvolgerci.

Modello comunicativo della retorica classica

La comunicazione verbale era studiata come tecnica della produzione di un discorso o testo con funzione argomentativa e persuasiva. Vi era un approccio filosofico e logico con contributi importanti di Platone (indica le due categorie fondamentali del nome e del verbo come costitutive dell’atto linguistico e due possibili spiegazioni del linguaggio > convenzione e posto per natura) e Aristotele (enumerazione delle parti del discorso > nome, verbo, articolo, caso ed enunciato).

Contributo di Dante Alighieri, si avverte l’esistenza di un problema storico della lingua e Grammatica di Port-Royal (ricerca in tutte le lingue di un’unica struttura soggiacente connessa con un livello di razionalità).

Avvento dell’età romantica -> connettendo la sua attenzione per la storia e la riscoperta del sanscrito si ha la nascita della linguistica come scienza storico-comparativa.

Passaggio da scienza storico-comparativa a linguistica strutturale grazie a Saussure, che vuole capire come opera la lingua. Egli distingue nella linguistica interna due momenti complementari ma distinti: la langue (sistema di segni condiviso da una comunità) e la parole (uso individuale e concreto della langue da parte di ogni parlante, che tiene conto del contesto).

Saussure inoltre cerca di definire il segno, come l’equivalenza di un significato e di un significante, un’immagine acustica e un concetto. Caratteri fondamentali di questo segno linguistico sono l’arbitrarietà, la linearità, la convenzionalità e la definizione per opposizione.

Parentesi sulla teoria della comunicazione

Punto massimo raggiunto, in ambito pragmatico: modello fondato sul rapporto tra comunicazione verbale e azione umana: uomini intrecciano azioni (creano joint-action) grazie alla comunicazione verbale.

  • Modello non verbale: Claude Shannon: comunicazione ha information source, ricevente, noise source e canale. Teorema di Shannon: si può calcolare la portata del canale e, facendo in modo che la quantità di informazioni trasmesse sia inferiore a essa, si elimina il disturbo.
  • Modelli verbali:
    • Saussure (1857-1913): circuit de la parole: c’è mittente in grado di inviare messaggi a un destinatario in grado di interpretarli, dal momento che i due hanno in comune la competenza linguistica. Novità: interviene semiosi di lingua storico-naturale.
    • Bühler (1879-1963): Novità: i segni linguistici sono destinati alla comunicazione. Segno ha una natura funzionale ed è inserito in una triplice relazione:
      • Emittente: lo coglie come stimolo → funzione di emissione.
      • Destinatario: lo coglie come segnale → funzione di appello.
      • Livello oggettuale: funziona come simbolo → funzione di rappresentazione.
    • Jakobson: Novità: lingua ha innanzitutto una destinazione (≠ studi dell’800: non più solo prospettiva storica ma anche teleologica). Individua fattori costitutivi e funzioni corrispondenti:
      • Mittente → funzione emotiva = rispondere all’esigenza di esprimersi; espressione della sua soggettività.
      • Destinatario → funzione conativa = far scattare un habit change nel destinatario.
      • Contesto → funzione referenziale = descrivere e rappresentare un aspetto della realtà.
      • Messaggio → funzione poetica = creare un messaggio bello; il testo è funzionale a sé stesso.
      • Canale → funzione fàtica = stabilire o mantenere il contatto con l’interlocutore es. “Pronto? Mi senti?”
      • Codice → funzione metalinguistica = spiegare il significato di una parola; riflettere sulla lingua.

Qualsiasi messaggio ha orientamento prevalente rispetto a una delle componenti (che però non è l’unica).

La svolta pragmatica

Linguistica si unisce alla theory of action; riflessione sul λεγειν come πραξεις.

  • John Austin: alcune azioni possono essere compiute solo pronunciandole (usi performativi); altri usi invece si limitano a constatare la realtà (usi constativi) → svolta: in realtà tutto il linguaggio è performativo → teoria degli speech acts: ogni volta che compiamo uno speech act compiamo tre atti:
    • Atto locativo: atto stesso del dire.
    • Atto illocativo: azione specifica compiuta dal parlante.
    • Atto perlocativo: contesto → ogni speech act produce effetti anche sul contesto.
  • Searle: tassonomia di atti linguistici:
    • Rappresentativi (enunciati assertivi).
    • Direttivi (comandi, divieti).
    • Commissivi (promesse).
  • Grice: sia mittente che destinatario presuppongono cooperazione. Ci sono massime da rispettare affinché la comunicazione sia “felice”: più importante è massima della pertinenza/relevance (anche se talvolta la pertinenza può essere recuperata tramite inferenza).

Tutti questi autori hanno messo a tema il dire come agire → sviluppo ulteriore: osservare il dire come mediazione linguistica che rende possibile intrecciare azioni (creare joint-action) non comunicative nella realtà.

Evento = qualcosa che arriva e si impadronisce di colui al quale capita l’evento → la comunicazione è fatta da un tipo particolare di evento: gli eventi comunicativi, prodotti per comunicare.

Si apre quindi l’analisi della struttura dell’azione:

  1. Punto di origine dell’azione è un soggetto agente = colui che è capace di azione.
  2. Da cosa è mosso il soggetto agente?
    • Dalla conoscenza del contesto.
    • Dal desiderio: il soggetto agente immagina uno stato di cose che lo soddisfi → interviene nella realtà con uno scopo: raggiungere questo stato di cose.
  3. Soggetto agente attiva una catena di realizzazione.

Analisi di due diversi fenomeni legati all’azione

Interazione: un soggetto agente A prova desiderio => attiva catena di realizzazione => entra in un luogo di interazione dove, attraverso l’attivazione di uno speech act, attiva un commitment nei confronti di un soggetto agente B. A sua volta questo soggetto agente B prova desiderio e ha attivato un commitment. Ogni agente quindi ha scopo che non può raggiungere autonomamente => deve appoggiare la sua catena di realizzazione a quella di un altro agente.

Cooperazione: co-agente A e co-agente B: condividono common-ground e hanno in comune lo scopo. Messaggio: scambio di segni che produce senso.

Ma cos’è il “senso”?

Lo si definisce ex negativo partendo da “insensatezza” =

  • Parlare di una non-realtà come se esistesse => si va a ledere la legge di sensatezza dei messaggi data dal rapporto con la realtà.
  • Venir meno del rapporto con il contesto => messaggio non è pertinente/coinvolgente.

Dopo queste definizioni, per capire meglio il significato di “insensatezza” si passa dal piano linguistico a quello dell’azione: ogni azione deve essere adeguata allo scopo => insensatezza è irragionevolezza. Si torna quindi all’ambito linguistico: un messaggio ha senso quando ha rapporto con la ragione (ragionevolezza) e rispetta il rapporto con l’altro (pertinenza).

Ma il non-senso esiste davvero? In realtà non è quasi mai l’ultimo livello di un testo, spesso il senso va colto a un livello più alto => il non-senso esiste solo come esito metalinguistico.

Percorso storico

Bisogna riguadagnare il rapporto con chi ci precede, in quanto la cultura fornisce strumenti per entrare in contatto con la realtà.

Linguistica pre-scientifica

  • Studio delle essenze => “strutturalismo spontaneo”
    • Filone indiano
    • Filone classico: Platone e Aristotele => identificazione con la filosofia
    • Medioevo: Dante + tarda Scolastica
    • Grammatica di Port-Royal
  • Età Romantica: prospettiva storicista => glottologia

Linguistica autonoma

Nasce nel 1816 con il testo di Franz Bopp. Caratteristiche: è linguistica storico-comparativa che predilige l’approccio diacronico e lo sguardo storico.

Precursori dello strutturalismo (entrambi della scuola di Kazan’)

  • Courtenay: la fonetica ha un duplice oggetto:
    • Il suono dal punto di vista fisico
    • Il ruolo che il suono svolge nel meccanismo della lingua (un suono, se non è osservato anche da questo punto di vista, non è linguisticamente pertinente, è mero suono come gli altri) → lo diventa se corrisponde a una costante a livello psichico

Fa anche riflessione sul fonema: è una unità fonetica viva sul piano psichico che svolge una sorta di funzione di “prototipo” affinché il parlante possa articolare infiniti suoni.

  • Kruszewski:
    • In ogni lingua ci sono uno strato di parola “nativo” di quella lingua e uno strato di altra origine → questo strato si modella sulle regole formali (fonetiche e morfologiche) e sull’aspetto interno/semantico della lingua d’origine → ogni lingua è un “tutto strutturato”.

Riflessione su come si apprendono le lingue: ogni parola è associata naturalmente ad altre parole conosciute (quindi tramite associazione):

  • Di somiglianza o similarità
  • Di contiguità: con regole sintattiche / con contiguità semantica.

Asse della selezione: ogni elemento della catena è selezionato dal parlante all’interno di un insieme di elementi equivalenti, mediante associazione per similarità.

Saussure

METODOLOGIA:

  • Prospettiva sincronica: lingua va osservata nella sua contemporaneità.
  • La lingua è quindi osservata nella sua struttura => STRUTTURALISMO CLASSICO

Percorsi possibili

  • Linguistica esterna: lingua osservata nei suoi aspetti esterni e concomitanti (disposizione geografica, classi sociali dei parlanti, dialetti, etc.) => dà origine a sociolinguistica e politica linguistica.
  • Linguistica interna: osservazione del fenomeno linguistico, del funzionamento della lingua => è la strada che sceglie. Emergono due concetti fondamentali: LANGUE e PAROLE:
LANGUE Definizione funzionale Definizione sociopsicologica
Langue Lingua come sistema di segni, Momento sociale, patrimonio mnemonico virtuale Coincide con la competenza dei parlanti che fanno parte di una comunità.
Parole Uso ed elocuzione del sistema Momento individuale
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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/01 Glottologia e linguistica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Andrea9906 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Linguistica generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Gatti Maria Cristina.
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