Che materia stai cercando?

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

-‘There is no table in the room’.

- No, there isn’t (non c’è!) -Yes, there is! (c’è!)

Così in italiano e francese, si assume il punto di vista della realtà oggettuale. In russo invece…

- Da, ne est’ -Net, est’

Riferendosi direttamente all’asserzione.

1.1.2 – Mentire

Mentire è una particolare modalità di negazione. Si può mentire sia affermando che negando, ma in

entrambi i casi abbiamo una negazione alla realtà. La possibilità di mentire è data solo all’uomo, e il

mentitore per eccellenza, il diabolos, è colui che disgiunge ciò che non è realmente disgiunto.

Il comportamento linguistico, però, nasce con la capacità di mentire: quando la mamma allatta il figlio

lo invita a succhiare producendo un suono con le labbra, all’udire il suono il bambino volgerà il capo verso

di lei. Se la madre volendo attirare il figlio, usasse lo stesso suono, il bambino lentamente apprenderebbe i

significati diversi di quel suono, usando per la prima volta un meccanismo linguistico.

Dire no = - mentire, dire no alla realtà

- rifiutare di fare

- asserire la falsità: per rifiutare l’adesione a p o per smentirla.

1.2 – Un primitivo semantico-concettuale

In tutti i sistemi di comunicazione umana è presente la negazione.

Anna Wierzbicka ha individuato una sessantina di universali semantici comuni a tutte le lingue, che

sono stati testati empiricamente su vasta scala analizzando lingue dissimili.

NB: Natura epistemologica del primitivo semantico: un a priori concettuale?

Coem facciamo a stabilire che i primitivi siano proprio quelli individuati? Il ricorso all’intuizione

nell’individuazione dei primitivi semantici non deve far pensare ad un apriorismo, perché la ricercatrice verifica

attentamente le ipotesi attraverso l’analisi linguistica empirica fin dagli inizi. Inoltre i primitivi vengono

sottoposti successivamente ad un lavoro di analisi interlinguistico ad ampio raggio.

La lista dei primitivi individuati subisce continuamente processi di sistemazione. Tuttavia è

significativo che la negazione compaia fin dagli inizi e figuri fra i primitivi stabili.

La ricercatrice ha potuto constatare la ricchezza delle funzioni della negazione, anche se all’inizio era

caduta in errore semplificando il primitivo della negazione in ‘don’t want’: la negazione come rifiuto (This

table is not back = I don’t want to say that this table is black).

La ricercatrice si è ricreduta dopo aver osservato il linguaggio infantile: la negazione infatti compare

fin dall’inizio con un ampio spettro di valori. La negazione viene usata come quantificatore esistenziale:

there is no pencil here. Per esprimere un giudizio negativo ‘no truck’, come replica dopo che gli viene

mostrato un oggetto non pertinente. Un rifiuto: no soap, non voglio il sapone.

La non-riduzione del not, spinge la ricercatrice ad accettare che ‘not is simply not’.

Lo scope: La portata della negazione

Senza dubbio, la negazione può coinvolgere tutto l'enunciato. Di importanza cruciale è però il

problema dell’oggetto preciso della negazione, che non deve necessariamente corrispondere alla frase intera.

Ad esempio, un’asserzione come

Io non ho preparato la pasta al forno per te

è passibile di diverse interpretazioni:

La pasta al forno per te non è stata preparata

Non sono stato io a preparare la pasta al forno per te

Non è per te che ho preparato la pasta al forno

...

In questi casi, l’oggetto della negazione abbraccia spesso solo un ambito ristretto dell’enunciato,

chiamato appunto portata (in inglese scope).

La negazione sub specie rhetoricae

La negazione usate pour persuader: ci sono alcune figure retoriche costruite sulle opposizioni negative.

La nozione attorno a cui ruota la dinamica della comunicazione persuasiva è quella di pistis, un termine che

assume significati diversi rispetto al punto di vista da cui lo osserviamo.

In rapporto al parlante dice la sua credibilità, in rapporto al destinatario la sua benevolenza (che può

essere ottenuta smuovendo il suo pathos), rispetto al logos, la sua veridicità (quel fondamento da cui dipende

la sua forza probatoria).

Non si può quindi prescindere dalle interazioni a livello pragmatico con le illocuzioni. Le figure

retoriche negative hanno una funzione di modulazione della forza illucutoria,n che può essere di

attenuazione (downtone) o di rinforzo (booster).

5.1 - Nagazione contraria, contraddittoria e figure retoriche negative


ACQUISTATO

2 volte

PAGINE

5

PESO

22.87 KB

PUBBLICATO

+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in lingue, comunicazione e media
SSD:

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher HelderRoze di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Linguistica generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Cattolica del Sacro Cuore - Milano Unicatt o del prof Gatti Maria Cristina.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Corso di laurea in lingue, comunicazione e media

Elizabeth I - Kenilworth & Elvetham Progresses
Appunto
Tecniche Espressive Dell'Italiano Esame Completo
Appunto
Paper Grande Fratello Radio e TV
Appunto
The Fairie Queene
Appunto