Estratto del documento

Capitolo 1. La linguistica, il linguaggio e i linguaggi

Il linguaggio

Il linguaggio è, per definizione, un sistema di comunicazione tra un individuo detto emittente ed uno detto destinatario. La linguistica è lo studio scientifico del linguaggio cioè non studia ciò che si deve o non deve dire ma ciò che effettivamente viene detto. Essa formula ipotesi generali sulla struttura del linguaggio.

Caratteristiche del linguaggio umano

Il linguaggio umano viene definito discreto, ossia può essere diviso in parti che hanno ognuna di esse dei limiti ben definiti. Per esempio, in una frase riusciamo a distinguere le parole e tra le parole distinguiamo le lettere. Questa possibilità di distinzione tra parti aventi significato e parti non aventi significato viene chiamata doppia articolazione. La possibilità di creare frasi di lunghezza indefinita viene detta ricorsività. La possibilità cozza tuttavia con l’effettiva realizzazione di frasi, questo marca la differenza tra competenza ed esecuzione. Le caratteristiche del linguaggio umano sono dunque: discretezza, doppia articolazione e ricorsività. Le frasi nel linguaggio non sono semplici successioni di parole ma dipendono da una struttura.

Il linguaggio e le lingue

Il linguaggio è la capacità generale di comunicare e la possibilità di sviluppare un sistema di comunicazione, la lingua è invece una particolare realizzazione del linguaggio. Gli universali linguistici sono le caratteristiche che le varie lingue possono avere in comune, come per esempio l’ordine predefinito delle parole all’interno della frase.

Capitolo 2. Parlato e scritto

Parlato e scritto

In una lingua lo scritto viene sempre dopo il parlato, va da sé che l’evoluzione dello scritto sia più lenta rispetto a quella del parlato. Di conseguenza, gli alfabeti delle singole lingue non coprono tutte le possibilità di realizzazione fonetica.

Astratto e concreto

Se si provasse a registrare un parlante pronunciare una singola lettera per, ad esempio, 12 volte si otterrebbero 12 realizzazioni diverse, tuttavia il parlante della stessa lingua riuscirà perfettamente a capire di quale lettera si stia parlando. Questo ha fatto pensare che in una lingua esista un livello astratto ed uno concreto.

Langue e parole

Saussure nel suo Corso di linguistica generale diede l’importante definizione di langue e parole. Egli si riferiva alla parole come all’esecuzione linguistica realizzata da un individuo, una produzione di suoni concreti. Essa avviene attraverso la langue, che è il sistema generale di una lingua, non è individuale ma collettivo, non concreto ma astratto, grazie al quale i parlanti della stessa lingua possono capirsi.

Codice e messaggio

Jackobson distinse sulla stessa lunghezza d’onda il codice dal messaggio, sempre sulle basi di una separazione di astratto e concreto. Il codice è un insieme di realizzazioni possibili, quindi astratto, il messaggio è ciò che viene effettivamente detto.

Competenza ed esecuzione

Allo stesso modo, Chomsky distinse tra competenza ed esecuzione. La competenza è il livello astratto della lingua ma a differenza della langue è individuale non collettiva, l’esecuzione è quello che viene detto.

Conoscenze linguistiche di un parlante

Ogni parlante madrelingua porta quindi con sé delle competenze che stanno nel livello astratto ed individuale della sua lingua, che egli ha raccolto empiricamente, e successivamente grazie ad un’eventuale scolarizzazione, tramite lo studio.

Competenza fonologica

Un parlante sa riconoscere quali sono i suoni che appartengono alla sua lingua e quali probabilmente lo sono o no. Conosce inoltre le regole fonologiche della sua lingua senza averle dovute studiare.

Competenza morfologica

Un parlante sa quali parole appartengono alla sua lingua e quali no. Sa inoltre formare parole nuove da parole basi attraverso prefissi e suffissi. Sa formare parole composte e sa tuttavia riconoscere ad orecchio quando una parola risulta malformata.

Competenza sintattica

Un parlante conosce senza saperlo le regole di sintassi della propria lingua e sa dire anche senza saper spiegare perché una frase è strutturalmente malformata oppure è costruita correttamente. Le regole di sintassi principali vengono immagazzinate dal bambino in modo automatico, per cui non corrispondono ad eccezioni. I bambini inglesi, per esempio, per formare il passato del verbo scrivono goed.

Competenza semantica

Un parlante sa risalire al significato di una parola pur senza conoscerla e può istituire tra le parole relazioni di sinonimia e di antonimia. Conosce però che non esiste la sinonimia completa, pur volendo dire la stessa cosa e non possono essere usati nelle stesse situazioni.

Grammatica dei parlanti

Tutte queste competenze fanno parte della grammatica del parlante ossia tutto un insieme di conoscenze immagazzinate nella mente. Questi dati vengono raccolti durante l’infanzia e sono detti dati linguistici primari.

Una lingua non realizza tutte le possibilità

Ogni lingua è fondamentalmente costituita da due livelli: le unità di base e le regole che combinano queste unità. Le lingue del mondo non utilizzano tutte le possibilità né a livello di regole né a livello di unità.

Sintagmatico e paradigmatico

Queste due distinzioni vennero fatte da Saussure. Rapporti sintagmatici significano rapporti in praesentia, per esempio la trasformazione del suono di da amico ad amici, o ancora la differenza tra anfora e ancora. Considerando una parola come stolta, tra i suoni s e t potrebbero comparire altri suoni ma la realizzazione di uno esclude l’altro. Questi sono detti rapporti paradigmatici o in absentia. Un altro esempio di rapporto paradigmatico possono essere le declinazioni della lingua latina.

Sincronia e diacronia

Anche questa distinzione venne fatta da Saussure. Per studio diacronico di una lingua si intende lo studio dei suoi cambiamenti secondo la variabile del tempo. Se vogliamo vedere come funziona l’accordo tra nome e aggettivo in italiano senza ricorrere alla variabile tempo facciamo uno studio sincronico.

Il segno linguistico

Una parola è un segno ed un segno è, secondo Saussure, un’unione di significante e significato. Il significante è la realizzazione fonetica di una parola. Il significato è la rappresentazione mentale che associamo a quel suono, ossia il concetto. Il segno ha tre proprietà: distintività (cioè è unico), linearità (cioè ha un prima e un dopo), arbitrarietà (cioè il segno in sé è una convenzione, uno stesso concetto viene espresso con significanti diversi).

Le funzioni di una lingua

Secondo Jackobson i componenti necessari per un atto comunicativo sono: emittente, referente, messaggio, canale, codice, ascoltatore. A ciascuna di queste componenti Jackobson associa una funzione della lingua: emotiva (serve per parlare di sé), referenziale (serve per parlare di concetti appartenenti al mondo esterno), poetica (serve per invitare l’ascoltatore a sentire un messaggio), fatica (serve per verificare il canale attraverso cui si parla), metalinguistica (serve alla lingua per parlare di sé stessa), conativa (serve per dare ordini).

Lingue e dialetti

In Italia la lingua ufficiale è l’italiano ma sappiamo che storicamente esso venne imposto. I parlanti di italiano all’epoca dell’unità d’Italia erano meno del 2%. Nel parlato l’italiano ha ancora oggi diverse realizzazioni a seconda di dove ci si trovi. La lingua dunque è stratificata sia socialmente che geograficamente. Potremmo riconoscere 7 livelli di italiano: scritto, parlato formale, parlato informale, regionale, dialetto di koinè, dialetto di capoluogo di provincia, dialetto locale. Esistono quindi diversi registri linguistici che un parlante può adoperare a seconda delle occasioni.

Capitolo 3. Introduzione

Abbiamo già visto come le lingue del mondo vengano unite attraverso gli universali linguistici ossia caratteristiche comuni a tutte. Esistono dei precisi criteri di classificazione: genealogico, tipologico, areale. Due lingue sono genealogicamente collegate se esse derivano da una stessa lingua madre. Per esempio, l’italiano e il francese derivano dal latino, il latino fa parte a sua volta della famiglia indoeuropea. La famiglia è l’unità genealogica più grande, seguono i gruppi e i sottogruppi. Due lingue si dicono tipologicamente correlate se manifestano una o più caratteristiche comuni a livello sintattico. Dal punto di vista areale due lingue sono correlate dal punto di vista areale se anche essendo genealogicamente lontane parenti presentano alcune caratteristiche comuni. Il serbocroato, il macedone, il bulgaro. Il romeno, l’albanese e il neogreco sono tutte lingue indoeuropee ma facenti parte di gruppi diversi. Essendo geograficamente vicine hanno sviluppato alcune caratteristiche comuni tra cui la cosiddetta assenza dell’infinito.

La famiglia indoeuropea

Indoeuropeo: indo-iranico, anatolico, tocario, armeno, albanese, slavo, ellenico, baltico, italico, germanico, celtico.

Indiano, iranico, occidentale, orientale, orientale, italo-falisco, orientale, occidentale, gaelico, britannico.

Classificazione tipologica

La classificazione tipologica morfologica

Morfologicamente le lingue vengono divise in lingue isolanti, agglutinanti, flessive e polisintetiche. Il tipo isolante è caratterizzato da una mancanza quasi totale di morfologia, i nomi non hanno né caso né numero e i verbi sono in un’unica forma. Nelle lingue agglutinanti ogni parola contiene tanti affissi ognuno dei quali aggiunge un significato in più alla parola base. Nelle lingue flessive vi è invece un’ampia morfologia e i suffissi hanno per la maggior parte un valore grammaticale. Le lingue polisintetiche sono per esempio il latino dove l’affisso –os è portatore di più significati (accusativo, plurale).

La classificazione tipologica sintattica

La tipologia sintattica tiene conto dell’ordine delle parole all’interno delle frasi. Le combinazioni sintattiche sono le seguenti: la presenza di proposizioni (Pr) o di posposizioni (Po), la disposizione di soggetto, verbo e oggetto all’interno della frase dichiarativa (SVO, SOV, VSO), l’ordine di aggettivo e nome (AN, NA), l’ordine del complemento di specificazione rispetto ad un nome (GN, NG). Tutte queste caratteristiche possono essere messe insieme e formano le implicazioni dette universali.

Sistemi di scrittura delle lingue del mondo

Nel sistema ideografico un simbolo corrisponde ad un’idea. In quello sillabico ogni simbolo sta ad una sillaba. In quello alfabetico vale la regola generale di ‘ogni suono un segno’ anche se non è sempre così. Chiesa è scritto con sei lettere ma sono cinque suoni [kjeza].

Capitolo 4. La fonetica

La fonetica

La disciplina che studia la produzione di suoni è la fonetica articolatoria.

Apparato fonatorio

L’apparato fonatorio si divide principalmente nella cavità orale, cavità nasale, glottide, epiglottide, laringe e corde vocali.

Classificazione dei suoni

I suoni sono classificati in base a 3 parametri: modo di articolazione, punto di articolazione e sonorità. Se ne ricava la seguente tabella IPA.

Classificazione dei suoni

Tutti i suoni si dividono in 3 grandi classi: vocali, semivocali, consonanti. Inoltre, vocali semiconsonanti liquide e nasali formano la classe delle sonoranti, tutte le altre vengono dette ostruenti.

Combinazioni di suoni in italiano

Le consonanti possono accoppiarsi e combinarsi in nessi consonantici, questa combinazione non è libera ma è soggetta a regole. Per esempio, se una parola inizia con tre consonanti la prima deve essere una s. Vocali e semivocali si associano in dittonghi che possono essere ascendenti (sv+V’), discendenti (V’+V) o in trittonghi.

Suoni e grafia

L’italiano è una lingua abbastanza coerente cioè ad ogni suono corrisponde un solo simbolo. Ci sono tuttavia alcune incoerenze: due simboli diversi per un solo suono (c, ch [k]), due suoni diversi con lo stesso simbolo (c) e due o tre simboli per un solo suono (gli [ʎ]).

Fonetica e fonologia

La fonetica si occupa dell’aspetto fisico dei suoni o foni, la fonologia dei fonemi, cioè un segmento fonico che ha una funzione distintiva, non può essere ulteriormente scomposto, è definito da caratteri che abbiano un valore distintivo. Per riconoscere un fonema si ricorre alle coppie minime, ossia coppie di parole che differiscono per un solo suono nella stessa posizione. [bara] e [tara] sono coppie minime, [b] e [t] in quella posizione fanno cambiare significato alla parola, saranno quindi due fonemi della lingua italiana. Il fonema fa parte della componente astratta della lingua, il fono di quella concreta.

Le regole di Trubeckoj

  • Prima regola: quando due suoni ricorrono nelle stesse posizioni di una parola e non possono essere scambiati senza far mutare significato alla parola allora essi sono due realizzazioni fonetiche di due diversi fonemi.
  • Seconda regola: quando due suoni ricorrono nelle stesse posizioni in una parola e possono essere scambiati senza far mutare di significato la parola allora esse sono varianti libere di un unico fonema.
  • Terza regola: quando due suoni di una lingua, simili dal punto di vista articolatorio, non ricorrono mai nelle stesse posizioni, essi sono varianti combinatorie di un unico fonema.

La linguistica statunitense ha elaborato le definizioni di distribuzione contrastiva e distribuzione complementare: si dicono in distribuzione contrastiva quando due fonemi mutano il significato di una parola e sono quindi due fonemi, si dicono in distribuzione complementare quando non possono comparire nello stesso contesto e sono dunque allofoni di un unico fonema.

Allofoni

Si consideri in italiano la lettera s. Essa compare in varie parole ma il suono con cui la si pronuncia cambia. Il fono [s] ricorre in posizione iniziale prima di vocale, in posizione finale e prima di consonante sorda. Il fono [z] compare tra due vocali o prima di una consonante sonora (sera, lapi[s], sparito, rosa, znaturato). Ci sarà dunque un unico fonema /s/ che avrà due realizzazioni fonetiche [s] e [z] che saranno dette allofoni.

Varianti libere

Le varianti libere sono due foni di uno stesso fonema che non comportano variazioni di significato. Per esempio in italiano [rema] e [Rema] sono la stessa cosa pur essendo foneticamente diverse.

Opposizioni fonologiche

In ogni lingua i fonemi sono in opposizione. Un’opposizione è detta bilaterale se la base di comparazione è propria solo dei membri dell’opposizione, altrimenti è unilaterale. Consideriamo /p/ e /b/:

  • /p/ e /b/: Occlusiva, bilabiale, sorda, sonora

L’opposizione è bilaterale perché /p/ e /b/ sono gli unici due fonemi occlusivi e bilabiali. Consideriamo /p/ e /k/. Il primo è occlusivo sordo e bilabiale, il secondo è occlusivo velare e sordo. L’opposizione è unilaterale perché esiste il fonema /t/ che è occlusivo e sordo. Le opposizione possono essere privative o non privative. Sono privative nel caso di /p/ e /b/ perché /b/ ha tutto quello che ha /p/ più la sonorità. Il termine dell’opposizione con una proprietà in più è detto marcato.

Tratti distintivi

Le opposizioni privative costituiscono la base della teoria fonologica del binarismo di Jackobson. Ogni fonema può essere analizzato in un insieme di tratti distintivi che il fonema può avere (+) o non avere (-).

Regole fonologiche

Una regola fonologica collega una rappresentazione astratta ad una concreta. Può essere anche espressa in tratti binari. Le regole fonologiche possono: far cambiare i tratti, inserire dei segmenti, cambiare l’ordine delle parole (metatesi), cancellazioni.

Assimilazioni

Le assimilazioni sono un altro tipo di regola fonologica. Possono essere totali o parziali, progressive o regressive. L’assimilazione si dice totale regressiva in questo caso: i[n+r]agionevole irragion...

Anteprima
Vedrai una selezione di 7 pagine su 26
Riassunto esame Linguistica generale, prof. Fabrizio, libro consigliato Graffi, Scalise Pag. 1 Riassunto esame Linguistica generale, prof. Fabrizio, libro consigliato Graffi, Scalise Pag. 2
Anteprima di 7 pagg. su 26.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Linguistica generale, prof. Fabrizio, libro consigliato Graffi, Scalise Pag. 6
Anteprima di 7 pagg. su 26.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Linguistica generale, prof. Fabrizio, libro consigliato Graffi, Scalise Pag. 11
Anteprima di 7 pagg. su 26.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Linguistica generale, prof. Fabrizio, libro consigliato Graffi, Scalise Pag. 16
Anteprima di 7 pagg. su 26.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Linguistica generale, prof. Fabrizio, libro consigliato Graffi, Scalise Pag. 21
Anteprima di 7 pagg. su 26.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Linguistica generale, prof. Fabrizio, libro consigliato Graffi, Scalise Pag. 26
1 su 26
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/01 Glottologia e linguistica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher alex1395 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Linguistica generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi Gabriele D'Annunzio di Chieti e Pescara o del prof Fabrizio Claudia.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community