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Riassunto esame Linguistica Generale, prof. De Masi, libro consigliato: La frase: l'analisi logica, Graffi

Appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente De Masi: La frase: l'analisi logica, Giorgio Graffi.
Gli argomenti trattati sono i seguenti: analisi logica, analisi grammaticale, atto locutivo e illocutivo, verbi performativi, valenze verbali, ecc.

Esame di Linguistica generale docente Prof. S. De Masi

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LA FRASE: L’ANALISI LOGICA

logica categorie

L’analisi è un procedimento con il quale si dividono le

sintattiche grammaticale

che costituiscono una frase, l’analisi consiste

categorie lessicali,

nelle individuazioni delle ovvero degli insiemi, classi

che raccolgono tutti gli elementi che si comportano nello stesso modo

soggetto

rispetto a qualche proprietà. Nel caso del non ci sono

elementi che compongano una classe perché non dipende dall’essere

nome o verbo ecc., dipende da come funziona quell’elemento

all’interno della frase; soggetto non è una categoria ma una funzione

che può essere assunta da diverse categorie sintattiche (es.: Correre è

bello, un verbo occupa la posizione di soggetto perché è utilizzato

come se fosse un nome). Dietro può essere avverbio o preposizione:

come avverbio viene utilizzato da solo (mi sono spostato dietro), se

regge un sintagma nominale viene utilizzato come preposizione (ho

guardato dietro la casa).

frase

La è l’unità minima di comunicazione ed esprime un senso

compiuto, caratteristica questa delle frasi principali e non di quelle

dipendenti, anche alcune parole singole possono esprimere un senso

compiuto. È concepita come contenente un soggetto e un predicato,

contiene sempre un verbo di modo finito ed è espressione di un

giudizio; tutte queste definizioni, però sono insoddisfacenti. La

competenza linguistica è articolata in 3 sotto competenze:

competenza sintattica che ci permette di costruire le frasi,

competenza semantica che ci consente di capire il significato della

frase, se c’è corrispondenza tra la situazione descritta da una frase e la

semantica

situazione del mondo reale. La è fondata su un punto di

vista logico, il significato di una frase coincide con le sue condizioni di

pragmatica,

verità, la invece, riporta aspetti del significato che noi non

riusciamo a capire dal punto di vista puramente semantico.

Secondo una teoria, quando noi parliamo compiamo delle azioni. Il

significato di un enunciato è il modo in cui l’enunciato è usato, cioè la

illocutivo

sua forza. Atto locutivo. L’atto è quell’aspetto della frase che

trasmette l’intenzione comunicativa del parlare, coincide con gli effetti

concreti ottenuti dal parlante. Nella comunicazione c’è un equilibrio tra

la comunicazione verbale e non verbale, intesa sia come uso di altri

canali comunicativi come la testualità ecc. ma anche con quei filoni

impliciti, cioè in un discorso la parte che non viene esplicitata è molto

performativi

amplia. Ci sono verbi detti perché la loro esecuzione

coincide con la loro enunciazione, per es.: ti prometto, l’atto della

promessa coincide con il pronunciamento del verbo. Questo verbo ha

un valore performativo quando è usato alla prima persona perché se

dico Luigi promette di venire non è più performativo, la promessa di

Luigi non coincide con l’enunciazione. Ci sono casi in cui il performativo

implicito

rimane (Chiudi la porta è come se dicessi Ti ordino di chiudere

la porta) e altri in cui ricorriamo all’espressione intera (Se dico chiudi la

porta e il destinatario non lo fa posso esplicitare il fatto che si tratta di

un ordine). Non sempre c’è corrispondenza tra quello che vogliamo

ottenere e il modo in cui lo esplicitiamo (Se uno dice: vuoi uscire? in

realtà non è una domanda ma un consiglio, una richiesta, un ordine).

La disposizione delle parole può generare significati particolari presenti

in un caso e non presenti in un altro. Può non esserci coincidenza fra il

soggetto e l’entità di cui si afferma qualcosa: In casa mia ci sono molti

mobili, sto parlando della casa ma non è il soggetto. Il tema è ciò di cui

si parla, il rema ciò di cui si dice; negli esempi di Port-Royal, però il

soggetto è il tema e il predicato è il rema, quindi: tema è in casa mia

che non soggetto e mobili è soggetto, questo significa che c’è sempre

un tema che può essere il soggetto ma può anche non esserlo e un

rema che può contenere anche il soggetto della frase. In italiano

quando il soggetto è rematico (a Maria piacciono i fiori) acquista una

posizione post verbale, in inglese prevale invece il principio dell’ordine

grammaticale: At home I am helped by my father, tema è at home,

rema è am helped by my father. Secondo Firbas, che introduce il

dinamismo comunicativo,

concetto di nella comunicazione ci sono


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6 mesi fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze della comunicazione
SSD:
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Saxbrina97 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Linguistica generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Salento - Unisalento o del prof De Masi Salvatore.

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