Linguistica generale
Cos'è la linguistica?
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La linguistica è fondamento della comunicazione, e la comunicazione fondamento della società. Una società permette una trasmissione di cultura da una generazione all'altra e colloqui tra individui (dunque trasmissione di pensiero tramite un atto volontario di linguaggio).
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La linguistica è una disciplina formalizzata, che non ha carattere estetico, e si occupa del linguaggio e delle lingue. Si divide in:
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Linguistica generale che si occupa degli aspetti delle lingue e del linguaggio senza dimensione storica, che prescindono dal fattore tempo: non hanno una dimensione diacronica (storica) es. articolazione del pensiero: facoltà generali valide per tutti i tempi. La linguistica teorica è inclusa in quella generale e si occupa soprattutto della linguistica formale (sintassi).
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Glottologia (linguistica storica) si occupa dell'evoluzione delle lingue, rapporti tra le lingue, rapporti tra lingua e cultura.
Lingue e linguaggio
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Il linguaggio è la facoltà che ciascun essere umano possiede innata per comunicare in modo complesso (a differenza delle altre specie animali) con ogni altro essere umano (con una propria lingua, ma con forme linguistiche).
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Le lingue sono dei sistemi complessi che funzionano all'interno di una comunità di parlanti, determinata diacronicamente e diatopicamente (in un punto del tempo e dello spazio: es. italiano dal 900 ad oggi, nella zona della penisola italiana, prima area minore – Toscana). Le lingue sono differenti da comunità a comunità, il linguaggio è uno.
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Il dialetto funziona altrettanto bene, perché due parlanti di dialetto si capiscono così come si capiscono due parlanti di lingua nazionale. Quest'ultima però ha un riconoscimento ufficiale, si usa nella prassi scritta. Dunque deve avere una tradizione scritta letteraria come punto di riferimento per la lingua nazionale che viene standardizzata. Inoltre non può essere disgiunta da un'entità politica, ci deve essere un'istituzione che impone l'uso di quella lingua. Dunque il criterio che differenzia una lingua nazionale da un dialetto è politico e culturale, non linguistico.
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Il simbolo è qualcosa che sta per qualcos altro: elementi casuali e convenzionali usati nelle lingue e nel linguaggio umano per rappresentare oggetti nelle nostre menti: es. per comunicare il concetto di albero (pianta con tronco e fogliame) devo utilizzare una sequenza. La funzione simbolica ci permette di elaborare una frase in cui i concetti sono sostituiti da una sequenza di suoni. Simbolo è una parola che viene dal greco, indica due parti di un coccio spezzate in modo irregolare che combaciano solo tra di loro.
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Il segno è come un foglio con due facce inseparabili, la prima è il significante (la sequenza fonica, la forma) la seconda è il significato (il concetto).
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Comunicazione come termine in senso largo vuol dire il passaggio di un'informazione, tutto può comunicare qualcosa. In senso stretto si intende una comunicazione con intenzionalità di emittente e ricevente.
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Comunicazione in senso stretto: un emittente intenzionale e un ricevente intenzionale. Può essere verbale, quindi attraverso la parola ed intenzionale, o non verbale, sempre intenzionale (es. lingua dei segni). Si divide in umana e animale (miagolare). Umana si divide in naturale (verbale o non verbale, è naturale quando trasmette il patrimonio culturale, viene insegnata alle generazioni) e artificiale (es. segnalazioni stradali o lingue che non appartengono a nessuna tradizione culturale come l'esperanto).
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Passaggio di informazione: emittente non intenzionale, ricevente intenzionale (es. gestualità: sbadiglio, lo interpreto come noia).
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Formulazione di inferenze: nessun emittente e viene interpretato dal ricevente (es arcobaleno). Mano a mano c'è meno formalizzazione, il codice è meno rigoroso.
Segni
In senso lato è la singola entità, l'unità fondamentale che fa da supporto alla comunicazione. Esistono diversi tipi di segni basati sull'intenzionalità e sulla motivazione.
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Indici (sintomi): la motivazione è naturale, non c'è intenzionalità (es. febbre, arcobaleno).
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Segnali: la motivazione è naturale, c'è intenzionalità (cane che abbaia).
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Icone: la motivazione è analogica (mediata attraverso un'associazione di immagini o di idee che ci richiamano a un certo concetto: il triangolo col punto esclamativo ci richiama alla mente fare attenzione!) es. segnali stradali, carte geografiche.
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Simboli: la motivazione è culturale, c'è intenzionalità: riflette una tradizione culturale condivisa da una comunità. Es: il vestito bianco della sposa, il nero per il lutto, le bandiere, ecc.
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Segni: motivazione convenzionale/arbitraria e c'è intenzionalità. Quando i segni linguistici associano a una sequenza di suoni un concetto (significato) ma in modo arbitrario (nessuno mi obbliga a chiamare un oggetto come lo chiamo, la dimostrazione che è arbitrario è che cambia in base ai Paesi: l'intenzionalità è condivisa da una comunità di parlanti).
Dall'1 al 5 l'intenzionalità aumenta e cambia la motivazione facendosi sempre più convenzionale, dipendente dalla tradizione culturale.
Codice
Il ricevente interpreta il segno perché lo riconduce a un codice, a un insieme di conoscenze condivise.
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