Argomenti trattati:
mediazione culturale,
linguistica, grammatica
contrastiva tedesco-italiano,
mediazione linguistica tedesco
italiano (aspetti teorici,
applicativi ed esempi di
strategie traduttive)
Riassunto esame
Lingua Tedesca
Docente Cinato - Libro consigliato
Mediazione Linguistica Tedesco-
Italiano, di Lucia Cinato 0
CONTENUTI
1. CAPITOLO UNO: SCOPI E METODI ............................................................................................................................. 1
1.1. PERCHÈ QUESTO MANUALE .................................................................................................................................................... 1
1.2. QUALE DIDATTICA? .................................................................................................................................................................. 1
2. CAPITOLO DUE: LA TRADUZIONE COME OGGETTO DI STUDIO ................................................................ 3
2.1. PREMESSA TERMINOLOGICA ................................................................................................................................................... 3
2.2. ORIENTAMENTI TRADUTTOLOGICI CONTAMPORANEI .......................................................................................................... 3
2.3. FATTORI DEL PROCESSO TRADUTTIVO .................................................................................................................................... 5
2.4. TIPOLOGIE TESTUALI E TRADUZIONE ...................................................................................................................................... 6
3. LE COMPETENZE DEL MEDIATORE LINGUISTICO-CULTURALE ................................................................ 8
3.1. LE COMPETENZE DI BASE ......................................................................................................................................................... 8
3.2. LE COMPETENZE CULTURALI ................................................................................................................................................... 8
4. IL PROCESSO TRADUTTIVO .......................................................................................................................................... 9
4.1. FASE RICETTIVA ........................................................................................................................................................................ 9
4.2. FASE PRODUTTIVA ................................................................................................................................................................. 10
5. STRATEGIE MORFOSINTATTICHE ........................................................................................................................... 13
5.1. IL VERBO ................................................................................................................................................................................. 13
5.1.1. LA TRADUZIONE DEL PRÄTERITUM .............................................................................................................................. 15
5.1.2. VERBI CON SATELLITE .................................................................................................................................................... 15
5.1.3. COSTRUZIONI PARTICIPIALI .......................................................................................................................................... 17
5.2. LA FRASE................................................................................................................................................................................. 20
5.2.1. IL VORFELD .................................................................................................................................................................... 21
5.2.2. IL MITTELFELD ............................................................................................................................................................... 23
6. STRATEGIE TESTUALI ................................................................................................................................................... 25
6.1. COERENZA TESTUALE ............................................................................................................................................................. 25
6.2. PREFERENZE STILISTICHE ....................................................................................................................................................... 25
6.3. STRUTTURA DELL’INFORMAZIONE E MARCATEZZA ............................................................................................................. 25
6.3.1. ESEMPIO: LA STRUTTURA INFORMATIVA NEL TESTO LETTERARIO ............................................................................. 26
7. STRATEGIE LESSICALI .................................................................................................................................................. 27
7.1. POLISEMIA ED INTRADUCIBILITÀ .......................................................................................................................................... 27
7.1.1. UNITÀ LESSICALIZZATE COMPOSTE DA PIÙ PAROLE .................................................................................................... 27
7.2. I NOMI COMPOSTI ................................................................................................................................................................. 27
7.3. I REALIA .................................................................................................................................................................................. 28
7.4. IL DIZIONARIO DEL TRADUTTORE.......................................................................................................................................... 28
1
1. CAPITOLO UNO: SCOPI E METODI
1.1. PERCHÈ QUESTO MANUALE
La traduzione è un’attività praticata da lungo tempo, oggigiorno sempre più necessaria a causa del rapido
intensificarsi dei rapporti internazionali dovuti ai processi di globalizzazione.
La traduzione non riguarda soltanto l’inglese, ma anche le lingue dei paesi che stanno vivendo un forte
sviluppo economico, oppure le lingue occidentali, spesso perché spinte da un desiderio di conservazione.
L’aumento della richiesta traduttiva non riguarda quindi solamente l’inglese, che ormai si è imposto come
lingua dominante in molti ambiti, tra cui spicca sicuramente quello scientifico, ma anche il tedesco. La lingua
tedesca viene infatti tradotta molto spesso in ambito tecnico-commerciale e con riferimento alla saggistica.
In generale, l’ambito della traduzione si è allargato arricchendosi di nuove forme legate in particolare al
settore dei mass media e agli enti pubblici, oppure alla localizzazione dei prodotti multimediali (per es.
l’adattamento in italiano di un sito e-commerce concepito originariamente per il mercato tedesco).
Circa l’80% dei traduttori occupati in questo settore lavora regolarmente a traduzioni tecniche e solo il 20% si
occupa invece di ambito letterario. Ciononostante, la maggior parte dei manuali di traduzione sono dedicati a
quest’ultima tipologia di traduzione e solo negli ultimi anni ha cominciato a crearsi un interesse accademico
in merito ai problemi traduttivi relativi ad ambiti specialistici. Tale interesse ha però prevalentemente
riguardato specificità traduttive della lingua inglese. Manca tutt’oggi un manuale che si rivolga agli studenti
che apprendono il tedesco e che focalizzi l’attenzione sugli specifici problemi riscontrabili nelle traduzioni dal
tedesco all’italiano, illustrando asimmetrie tra lingua di partenza (L1) e lingua di arrivo (L2), nonché tenendo
conto di differenti tipologie testuali.
Questo manuale nasce dalla convinzione che, per ogni lingua straniera, occorre indagare con sistematicità le
strutture linguistiche rispetto alla propria lingua madre in ottica traduttiva, per creare una vera e propria
“grammatica della traduzione”.
La traduzione è una forma che insieme comprende e dà corpo all’esperienza di opere in un’altra lingua e
questa esperienza è l’unità dialettica di forma e contenuto.
Occorre riconoscere che le traduzioni in ambito letterario costituiscono la punta di un iceberg, una specie di
osservatorio privilegiato, data la difficoltà di una resa che tenga conto non solo del trasferimento semantico
ma anche di tutto un contesto storico, letterario, culturale, linguistico-emotivo proprio di un particolare
autore. Non per questo, tuttavia, le problematiche che si presentano in altri tipi di testo sono di minore
interesse o più facilmente risolvibili.
Aldilà dell’opposizione binaria tra traduzione letteraria e traduzione specialistica, si ritiene proficuo
confrontarsi inizialmente con diversi tipi di testo e affinare le capacità di riflessione e la messa in atto di
strategie traduttive consone alle differenti tipologie testuali (questo approccio didattico afferma che è più
utile agli studenti che vengano proposti prima dei modelli ampiamente generalizzabili e solo successivamente
dei modelli di differenziazione).
1.2. QUALE DIDATTICA?
La maggior parte degli studenti in lingue straniere ha scarsissime conoscenze di quello che è il processo
traduttivo, sia letterario, sia settoriale. Tuttavia, nel campo della teoria e della pratica della traduzione sono
1
avvenuti considerevoli cambiamenti e la competenza traduttiva rappresenta una quinta abilità che va ad
aggiungersi a quelle della comprensione e della produzione orale e scritta, e che quindi va utilizzata in maniera
feconda per aumentare le competenze linguistiche complessive degli studenti.
Quale didattica della traduzione si deve adottare dunque nei corsi di mediazione linguistica? Innanzitutto, una
didattica che tenga conto del fatto che la traduzione, richiedendo un confronto continuo tra le strutture
morfosintattiche e lessicali della L1 e della L2, favorisce maggiori competenze metalinguistiche, incoraggiando
lo studente a migliorare e perfezionare la conoscenza della L1.
Inoltre, il traduttore dovrà confrontarsi con le differenze esistenti fra diverse tipologie testuali, poiché è
evidente, che ad esempio all’interno di un testo poetico la forma stessa svolge una funzione che è anche
comunicativa e pertanto va rispettata, mentre per una pubblicità quello che è rilevante è l’effetto che il testo
produce sul lettore dal punto di vista del convincimento a comprare qualcosa e non tanto il rispetto della
forma linguistica. In base al tipo di testo si darà più o meno importanza alla L1 (per es. con un testo letterario),
alla L2 (per es. con un manuale d’istruzioni), o alla funzione (per es. con una pubblicità).
Ne deriva la convinzione che si può insegnare a tradurre, così come si può insegnare a scrivere, a comporre
temi e a lavorare sulla grammatica. Ovviamente, così come non basta un corso di scrittura creativa a diventare
uno scrittore, non è neanche immediato il fatto che si diventi degli abili traduttori semplicemente seguendo
un corso di traduzione, dato che l’attività traduttiva è atto creativo, finalizzato al trasferimento semantico da
una lingua all’altra e alla produzione di un testo in piena autonomia. 2
2. CAPITOLO DUE: LA TRADUZIONE COME OGGETTO DI STUDIO
2.1. PREMESSA TERMINOLOGICA
Il termine mediazione linguistica, cui spesso si affianca l’aggettivo “culturale”, è stato introdotto dalla recente
riforma universitaria e unisce sotto un’unica etichetta quelle che prima venivano considerate due discipline
distinte, ossia la traduzione e l’interpretazione. Mediare, nel contesto socio-istituzionale, significa rendere
possibile una comunicazione tra soggetti non parlanti la stessa lingua e non appartenenti alla stessa cultura.
All’interno della riforma universitaria, il concetto di mediazione è più ampio e abbraccia la traduzione scritta
e l’interpretazione nelle sue svariate forme, dall’interpretazione di conferenze, a quelle di trattative,
comprendendo anche la figura del mediatore culturale. Il termine traduzione invece ha diverse definizioni,
poiché può essere realizzata in diverse forme, per ognuna delle quali occorre mettere in atto strategie e
competenze diverse. Può essere intesa come esegesi, ossia spiegazione di enunciati incomprensibili per
l’interlocutore, trasposizione grafica di suoni o di segni (traduzione intersemiotica di JAKOBSON), come
traduzione intralinguistica o endolinguistica (ossia la riformulazione di un testo da una forma generalmente
più antica a una più recente, all’interno dello stesso codice linguistico) e infine come traduzione
interlinguistica, ossia la trasposizione di testi da una lingua naturale verso un’altra lingua naturale.
Quest’ultima forma è inerente ad un processo di elaborazione e di verbalizzazione molto articolato che da un
testo di partenza (TP) porta ad un altro testo il più possibile equivalente (o meglio adeguato) nella testo
d’arrivo (TA) e che presuppone la comprensione linguistica, contenutistica e stilistica del testo originale.
Invece di TP e TA, Osimo propone i termini prototesto e metatesto, in quanto la terminologia TP e TA utilizzata
in Italia, a suo parere richiama solo la metafora spaziale tralasciando, tuttavia, quella temporale e culturale.
Con il termine metatesto Osimo indica quelli insieme di testi che accompagnano da vicino o da lontano la
pubblicazione di un testo tradotto, così che la traduzione risulta essere l'insieme della metà testo I parentesi
la traduzione vera e propria parentesi è del metà testo due parentesi che raccoglie le componenti paratestuali.
In tedesco si utilizzano i termini Ausgangstext (AT) e Zieltext (ZT). La definizione di Kautz su che cos’è la
traduzione riassume in maniera coerente la complessità di questa attività:
“Tradurre e una attività complessa, funzionalmente determinata e pianificata, sia riproduttiva, sia creativa,
nell’ambito della comunicazione linguistica transculturale tra Partner parlanti lingua diverse. Essa consiste nel
riprodurre, sulla base di un incarico traduttivo, un testo d'arrivo di regola scritto, che tenga conto delle
intenzioni dell'autore, individuate grazie all'analisi del testo di partenza, anch'esso generalmente scritto. Il
testo d'arrivo deve corrispondere, per quanto possibile nella specifica situazione comunicativa, alle
aspettative del destinatario sul piano della comprensibilità linguistica e culturale, e contemporaneamente non
andare contro le legittime lealtà dell’autore”.
Per ogni testo da tradurre occorre valutare molteplici fattori, tenendo sempre presente per quale scopo si
traduce. Semplificando, possiamo individuare principalmente due diversi procedimenti, ossia la traduzione
letterale, il metodo che veicola il significato del testo di partenza nel modo più diretto possibile, e la parafrasi,
una rielaborazione della formulazione originale per tradurre il potenziale semantico. Quest’ultima viene
ulteriormente divisa in trasposizione (parafrasi sintattica), modulazione (parafrasi semantica), adattamento
(parafrasi pragmatica), spiegazione, espansione, riduzione e eliminazione.
2.2. ORIENTAMENTI TRADUTTOLOGICI CONTAMPORANEI 3
Esistono diverse teorie che parlano del processo traduttivo. Holmes (1988) descrive il testo tradotto come il
risultato di un complesso processo mentale di comprensione e elaborazione definito mapping theory, secondo
il quale il centro mentale di elaborazione permette al traduttore di proiettare nella sua mente la mappa del
testo da tradurre. La conoscenza sempre ancora teorica di come le lingue strutturano il loro pensiero ha
indotto inoltre alcuni linguisti e studiosi a formulare il principio di indeterminatezza della traduzione, in base
al quale ogni lingua naturale seleziona forme particolari per esprimere una cultura a volte molto distante da
quella del traduttore, che quindi non potrà mai assolvere appieno alla sua funzione per mancanza di mezzi
espressivi adeguati. La consapevolezza delle differenze esistenti tra le visioni del mondo, mutuamente
incommensurabili, non significa che non sia possibile trovare un corrispettivo nella lingua d’arrivo, ma
sottolinea l’importanza del ruolo del traduttore e delle sue scelte.
L’attività traduttiva viene infatti anche definita problem solving activity, un'attività che consiste nel risolvere
problemi, un processo decisionale a cui, dal punto di vista pragmatico, il traduttore non può sottrarsi, come
ben evidenzia Levy: “l’attività del traduttore è un processo decisionale, una serie di un certo numero di
situazioni consecutive che impongono al traduttore la necessità di scegliere tra un certo numero di
alternative”.
Il concetto che oggi domina nel settore della traduttologia e quello dell’equivalenza sul piano funzionale. Esso
si riferisce a quei processi mentali che consentono di trasformare un testo X (in una lingua naturale di
partenza) in un testo X1 (in una lingua naturale di arrivo). L'Equivalenza è da intendersi come la riformulazione
di un’unità linguistica. Ciò significa che la traduzione non deve necessariamente coincidere con la traduzione
di ogni singolo costituente, ma deve essere la traduzione del significato unitario corrispondente, secondo il
grado di marcatezza pragmatica stabilito a priori. Solo con un’attenta analisi dei fattori macro- e micro-testuali
del TP, il traduttore potrà stabilire infatti quale tra le molteplici funzioni individuate abbia maggiore rilevanza
ai fini traduttivi e quali inneschi vadano riprodotti nella LA per attivare la reazione cognitivo-emotiva che dalla
sua analisi può ricreare quelle funzioni particolari. In questo consiste la scommessa del traduttore, che
naturalmente sarà tanto più vincente quanto più sarà in grado di considerare la tipologia dei destinatari reali.
Da quanto esposto risulta evidente l’importanza dell’aspetto pragmatico in traduzione, infatti, il suo
ricono
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