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Autori esame letteratura (1910-1945)

Grazia Deledda – Vita

Nuoro, 1871-1936. Nata da una famiglia benestante, la famiglia venne colpita da una serie di disgrazie: il fratello maggiore abbandonò gli studi e divenne alcolizzato, il più giovane fu arrestato per piccoli furti. Il padre morì per una crisi cardiaca e la famiglia dovette affrontare difficoltà economiche. Quattro anni più tardi morì anche la sorella. Il 10 dicembre 1926 le venne conferito il premio Nobel per la letteratura, finora unica scrittrice donna italiana ad aver ricevuto tale riconoscimento. Un tumore al seno di cui soffriva da tempo la portò alla morte nel 1936.

Elenco delle opere

  • L'edera
  • Elias Portolu, 1903
  • Cenere, 1904
  • Canne al vento, 1913

Il significato di questo titolo è già indicato in una frase del primo romanzo Elias Portolu: <<Uomini siamo, Elias, uomini fragili come canne, pensaci bene. Al di sopra di noi c’è una forza che non possiamo vincere>>. È costituito da 17 capitoli, che seguono le vicende di una famiglia baronale ridotta in povertà, i Pintor, dal punto di vista del vecchio servitore Efix, legato alla famiglia da un tremendo senso di colpa (ha ucciso involontariamente il barone Pintor). Le tre sorelle vivono una vita povera, che viene turbata dall’arrivo del nipote Giacinto e crea scompiglio nella famiglia. Efix vive di tutti questi fatti, cerca di porvi rimedio, sentendone la sua responsabilità. Il romanzo si conclude con il ritorno di Efix nella famiglia dopo un allontanamento e con la sua morte, che è come una liberazione della colpa inconfessata. La vicenda si svolge con degli schemi tipici del romanzo naturalistico (dove sono diffusi i temi della rovina economica e della famiglia, della vita infelice delle sorelle zitelle, del nipote scapestrato).

Analisi del brano “L’inizio del romanzo”

L’apertura del romanzo vede Efix nel piccolo poderetto (l’attività nel podere consiste nella cura di questo argine – metafora dell’impegno e della fatica dell’uomo nel porre argini all’assalto della sorte) alla fine di una giornata di faticoso lavoro, quando nella campagna scende la sera e tramite una serie di rumori (grido del cuculo, dei grilli, qualche gemito d’uccello, sospiro delle canne e voce del fiume) capisce che la giornata è finita, ma comincia la vita fantastica dei folletti, delle fate, degli spiriti. Tutta la natura campestre, specialmente nelle notti di luna, appare abitata da presenze misteriose, da spiriti mitici e leggendari (spiriti, fate, giganti, draghi) a cui l’uomo deve ritirarsi. Come loro hanno rispettato lui durante il corso del sole, Efix accetta questa divisione mitica del giorno, fatto per gli uomini e per il loro lavoro, e tempo notturno, abitato da antiche presenze spettrali.

Analisi tematica

Si riconoscono già alcuni motivi essenziali della narrativa della Deledda, come l’attenzione al paesaggio e ai colori della natura, legata a una conoscenza diretta dei luoghi sardi, la concezione della vita (legata a un senso antico, biblico) e della religiosità. Il pensiero mitico e folclorico che affolla la natura di antiche presenze.

Analisi linguistica

Il linguaggio di tipo lirico (usato specialmente per la descrizione dei paesaggi) e l’immissione di modi dell’oralità.

Corrente

La critica in generale tende a incasellare la sua opera di volta in volta in questo o in quell'-ismo: regionalismo, verismo (ma le manca quell’atteggiamento di stacco iniziale), decadentismo, oltre che nella letteratura della Sardegna. Altri critici invece preferiscono riconoscerle l'originalità della sua poetica.

Crepuscolarismo

Il crepuscolarismo è una corrente letteraria sviluppatasi in Italia all'inizio del XX secolo. Venne usato per la prima volta il termine "crepuscolare" per indicare una categoria letteraria. La metafora del crepuscolo voleva indicare una situazione di spegnimento, dove predominavano i toni tenui e smorzati, di quei poeti che non avevano emozioni particolari da cantare se non la vaga malinconia. Il termine "crepuscolare" cominciò così ad essere usato dalla critica per delineare quel gruppo di poeti che, pur non costituendo una vera scuola, si trovavano concordi nelle scelte tematiche e linguistiche e che, soprattutto, rifiutavano qualsiasi forma di poesia eroica o sublime. I massimi esponenti sono: Govoni, Palazzeschi, Corazzini.

Sergio Corazzini – Vita

Roma, 1886-1907. Il passare da una vita agiata alla povertà, dovuta alle errate speculazioni in borsa e al libertinaggio del padre, cambiò completamente le condizioni spirituali del poeta che da questo momento non ebbe certo vita felice (la madre era ammalata di tisi, il fratello Gualtiero morirà della stessa malattia, il fratello Erberto perirà in un incidente d'auto in Libia e il padre morirà in un ospizio). Nella primavera del 1905 la precaria salute del giovane poeta, malato di tubercolosi, lo costrinse a soggiornare in un sanatorio a Nocera Umbra dove conobbe una giovane danese, Sania, per la quale provò un intenso e platonico innamoramento. Nel maggio del 1907 Corazzini ritornò a Roma ma il suo stato di salute peggiorò e il 17 giugno morì di etisia (tubercolosi).

Elenco delle opere

  • L’amaro calice, 1905
  • Dolcezze, 1904
  • Piccolo libro inutile, 1906 (contiene poesie anche di Alberto Tarchiani)

Analisi del brano “Desolazione del poeta sentimentale”

È articolata in 8 strofe:

  • 1: Il poeta non ha messaggi da trasmettere, se non lacrime.
  • 3: Angioli/cattedrali = gli angeli raffigurati nelle grandi vetrate delle chiese, specchio = immagine molto presente; la figura del rosario (preghiera rivolta alla Madonna) suscita un’analogia tra l’anima dolente del poeta e l’immagine devota della Madonna dei sette dolori.
  • 5: Ogni giorno il poeta si comunica del silenzio, come di Gesù, i sacerdoti del silenzio sono i rumori, senza l’invadenza dei quali non avrebbe cercato Dio.
  • 7: Quante passioni ho visto sfogliarsi, perdere vitalità, inaridirsi, di fronte al consumarsi e allo sparire delle cose, agli oggetti a cui erano rivolte.

Analisi tematica

Rifiutando il nome stesso di poeta, rifiuta in realtà ogni partecipazione della poesia a grandi programmi culturali, ideologici e morali. Al modello del poeta-vate, Corazzini oppone la propria condizione di piccolo fanciullo che piange; oppone la propria stanchezza e desiderio di morte. Mentre Pascoli, attraverso il fanciullino, tendeva a ritrovare un valore umano originario, il fanciullo di Corazzini vuol ridurre la poesia a voce semplice e desolata e sommesso silenzio. Si tratta di una riduzione al minimo della voce e della funzione del poeta, che sembra solo destinata a contemplare lo svuotarsi delle cose e l’esaurirsi della persona. Questa condizione è certamente determinata dalla malattia di Corazzini e dal senso di morte che egli sentiva incombere su di sé.

Guido Gozzano – Vita

Torino, 1883-1916.

Elenco delle opere

  • La via del rifugio, 1909
  • I colloqui, 1911

Analisi del brano “La signorina felicita, ovvero la felicità”

La figura della signorina, che vive nella remota villa del Canavese, viene seguita in una serie di situazioni, attraverso lo sguardo del poeta malato, che si lascia attrarre dalla mediocre vita della ragazza, dal suo mondo di valori semplici, di sicurezze prevedibili, dal suo limitato orizzonte. Il poemetto è articolato in otto pezzi:

  • 1: Ricordo della Signorina Felicita e dell’arredo di Vill’Amarena.
  • 2: Le conversazioni con il padre della Signorina (anafora da, da, da);
  • 3: L’aspetto della Signorina, le visite alla sua casa e il piacere di stare in cucina con lei;
  • 4: Le visite nel solaio, tra i vecchi oggetti, la visione del Canavese e la conversazione sentimentale;
  • 5: Nel parco della Villa, la proposta di matrimonio e il pianto della Signorina;
  • 6: Riflessione del poeta sulla propria distanza dalla Signorina, dalla sua vita sterile e sul proprio desiderio di non essere più sé stesso;
  • 7: Conversazione con il farmacista, pettegolezzi sul rapporto tra i due, decisione di partire e visita al cimitero;
  • 8: L’addio e l’annuncio del proprio viaggio verso l’Oriente.

Analisi tematica

La Signorina Felicita è in fondo una donna da non amare, non presenta nessun accenno di bellezza o dell’essere femminile. Ma proprio per questo Felicita rappresenta la Felicità impossibile e attira il poeta. Rifugiandosi in quel mondo così schematico e convenzionale sembra poter trovare la possibilità di fuggire da sé stesso, di negare il proprio io. Ma nello stesso tempo egli sa di non potersi in nessun modo identificare con il mondo della Signorina; da esso resta distante, lo può contemplare solo da lontano. Può solo esservi partecipe recitando la parte dell’intellettuale disilluso, costruendo così un nuovo inganno davanti all’ignara Signorina. Questo atteggiamento si appoggia sull’ironia: verso se stesso, verso la propria figura di poeta e ironia verso il piccolo mondo della ragazza, verso i suoi modi e le sue abitudini quotidiane. Gozzano fa vivere in tutta evidenza il mondo concreto e quotidiano della vita di provincia. Il linguaggio della poesia si accorda all’orizzonte mediocre della ragazza. I versi tendono a succedersi con un ritmo di falsetto.

Futurismo

Fondato ufficialmente con il Manifesto del futurismo redatto da Filippo Tommaso Marinetti e comparso su Le Figaro il 20 febbraio 1909, i futuristi:

  • Rifiutano tutta la tradizione affermando la necessità di abolire musei, accademie e biblioteche, sostenendo l’amore per la velocità, la tecnologia, la violenza, il disprezzo verso la donna.
  • L’arte deve porsi come guida del potenziamento delle capacità dell’uomo, espressione dell’energia dei forti contro i deboli; ne viene un’esaltazione della guerra come strumento di potenza, ma anche come occasione di rinnovamento.
  • Sul piano letterario il futurismo disintegra i linguaggi tradizionali, diffonde il verso libero, rompe ogni separazione tra poesia e prosa.

Il primo Manifesto del futurismo esalta l’amore del pericolo, l’energia, la velocità delle macchine, si esalta la guerra come sola igiene del mondo, si augura la distruzione di musei, biblioteche ed accademie.

Filippo Tommaso Marinetti – Vita

Alessandria d’Egitto, 1876-1944. Fu poeta in francese, divide la sua attività tra Parigi e Milano. Fu acceso interventista, partecipò al conflitto mondiale, fiancheggiò il fascismo e divenne uno dei personaggi più autorevoli del regime.

Elenco delle opere

  • Manifesto futurista, 1909
  • Manifesto tecnico della letteratura futurista, 1912

Analisi del manifesto

Delinea gli schemi portanti della rivoluzione formale futurista, ovvero:

  • Distruggere la sintassi disponendo i sostantivi a caso, usare il verbo all’infinito perché dà il senso di continuità, abolire l’aggettivo che suppone una sosta, abolire l’avverbio, abolire la punteggiatura impiegando segni matematici, ogni sostantivo deve avere il suo doppio e quindi sopprimere il come, il quale, il così, il simile a…
  • Svolgimento di un’immaginazione senza fili, fondata su un uso dell’analogia.
  • Distruggere l’io e sostituirlo con la materia.
  • Bisogna introdurre nella letteratura il rumore (dinamismo), peso (volo) e l’odore (sparpagliamento).

Espressionismo

Il termine è emerso nell’ambito delle arti figurative all’inizio del Novecento, ma dal 1910 si è cominciato a usarlo in Germania. In senso molto generale l’espressionismo è caratterizzato:

  • da un rifiuto dei valori e delle forme di comunicazione borghese, da una tensione aggressiva e violenta.
  • Si creano nuove possibilità della visione, si guarda in modo nuovo al brutto e al deforme, si subisce l’ossessione del dolore, della distruzione, della morte.
  • Vi è uno stravolgimento del linguaggio che agisce sulla sintassi, sul lessico, sulle strutture metriche e narrative. Si parla di espressionismo linguistico quando vengono utilizzati dialetti, l’intreccio tra lingue e dialetti diversi.

Federigo Tozzi – Vita

Siena, 1883-1920. Sviluppa un carattere aggressivo dovuto ai continui conflitti con il padre. La sua morte lo rese erede di una notevole fortuna. Sposa Emma Palagi da cui avrà un figlio.

Elenco delle opere

  • Bestie, 1917: brevi testi che si riferiscono alle situazioni più diverse; prova eccezionale di frammentismo.
  • Con gli occhi chiusi, 1919

È il capolavoro di Tozzi. Con una narrazione in terza persona, in un succedersi di brani disposti come frammenti, vi segue la vicenda, carica di elementi autobiografici, di Pietro Rosi e del suo innamoramento per la contadina Ghisola, nipote di due vecchi contadini al servizio del padre di Pietro, Domenico. Il padre si dimostra scontento degli atteggiamenti del figlio, della sua scarsa vitalità e il suo scarso impegno negli studi e rimanda la ragazza dalla famiglia. Pietro vive in solitudine, continuamente rimproverato dal padre. Ghisola intanto è diventata amante di un commerciante separato dalla moglie a Firenze. Pietro va a trovarla e lei gli confessa il suo amore, ma lei è incinta e siccome l’amante non può più mantenerla decide di sposare Pietro, facendogli credere di essere incinta di lui. Egli non vuole rapporti prima del matrimonio e questo fa allontanare Ghisola. Ma poi, abbandonata dall’amante finisce in una casa di prostituzione. Pietro riceve una lettera dove gli viene detto che Ghisola lo tradisce; lui si reca a Firenze in questa casa e di fronte all’uomo ancora disposto a ignorare la realtà e perdonare, Ghisola si alza in piedi e a questo punto Pietro riesce a vedere e a capire.

Analisi del brano “Pensiero di Ghisola. Morte della madre”

Il padre Domenico non vede di buon occhio il rapporto di Pietro con Ghisola e la caccia dal podere. Dopo una breve descrizione del paesaggio, il racconto prosegue con gli scarsi progressi di Pietro negli studi e il proposito della madre Anna di consultare il parroco di nascosto dal marito. Ma proprio in quel momento Anna muore in modo fulmineo. Tozzi descrive nel brano le reazioni dei vari personaggi di fronte a quella morte. Da una parte Domenico, che col suo carattere violento sembra dimostrarsi più forte di quello che è realmente, e dall’altra Pietro che invece non prova niente, che si costringe a imitare i gesti di dolore visti nelle altre persone. Poi, al momento del funerale, è assalito da uno sgomento, dal desiderio di cancellare ogni presenza. E mentre segue il trasporto in carrozza chiusa è costretto a subire l’estraneità degli sguardi di coloro che al passaggio si alzano in piedi e allungano il collo per vedere meglio.

Analisi tematica

Pietro si presenta come un inetto, il cui non voler vedere è anche un modo di sfuggire alla vita. Il personaggio chiudendosi nella sua inettitudine vive l’estraneità dell’io ai processi sociali. La morte di Anna è conseguente alla sua natura, al suo carattere remissivo, alla sua tendenza a mettersi sempre da parte, a subire tutta la violenza. Temi: delusione, crudeltà, sofferenza, solitudine.

Analisi linguistica

Brevità dei periodi, breve discorso diretto.

  • Il podere, 1921
  • Tre croci, 1920

Luigi Pirandello – Vita

Girgenti, 1867-1936. La famiglia subisce un grave dissesto economico per l’allagamento di una miniera che fece perdere tutto il capitale investito. La notizia causò nella moglie una gravissima crisi. Il successo del teatro lo porta a viaggiare (i buoni rapporti con Mussolini gli consentiranno di trovare parte dell’Accademia d’Italia).

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/10 Letteratura italiana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher lazzerimartina9 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Lingua e letteratura italiana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Libera Università di Lingue e Comunicazione (IULM) o del prof Zangrandi Silvia.
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