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Riassunto esame Lingua e Letteratura Italiana, prof. Zangrandi, libro consigliato Storia della letteratura italiana (1910-1945), Giulio Ferroni

Riassunto esame Lingua e Letteratura Italiana, prof. Zangrandi, libro consigliato Storia della letteratura italiana (1910-1945), Giulio Ferroni.
Analisi vita, elenco opere e analisi di particolari opere di: Grazia Deledda, Sergio Corazzini, Guido Gozzano, Filippo Marinetti, Federigo Tozzi, Luigi Pirandello, Italo Svevo, Dino Buzzati, Dino Campana, Clemente Rebora, Camillo Sbarbaro,... Vedi di più

Esame di Lingua e letteratura italiana docente Prof. S. Zangrandi

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NOVELLE PER UN ANNO, 1922: si aggiunge postumo Una giornata, 1937. Intendeva rifarsi a una

struttura aperta, una novella al giorno per un anno intero, senza nessun ordine. Dei 24 volumi ne portò a

termine soltanto 14. Nel suo sviluppo ha al centro l’ambiente siciliano e girgentino (personaggi di tutte le

classi sociali che crea gesti, comportamenti, situazioni stravolte, che si fissa in maschere grottesche) e

che si ostinano a difendere l’immagine di sé di fronte

quello piccolo borghese romano (professori, impiegati

Il caso e l’aggressività sono presenti in questi personaggi. Dietro

a una società dominata da regole ferree).

tanti casi e comportamenti si affacciano i segni traumatici avvenuti in qualche momento originario, un male

da cui non è possibile liberarsi. Nelle novelle Pirandello usa un linguaggio comune, un medio italiano

borghese e piccolo-borghese. Evita ricerche di preziosità, lavora sulla sintassi, ma anche sul lessico, ricco

di termini ibridi, in cui si mescolano caratteri colti e dialettali, aperture verso il linguaggio tecnico e

burocratico. “Una giornata”:

Analisi del brano il discorso si svolge in prima persona. Partendo da una condizione di

sonno e di incoscienza, il personaggio viene buttato fuori dal treno nella notte, la novella segue l’ingresso

nella vita concentrato in una sola giornata. Il buio iniziale è illuminato solo da uno spettrale lanternino cieco

che sparisce dietro la stazione, ma poi il personaggio si incammina in una città, atterrito anche dall’eco dei

propri passi. Lo stupore del personaggio è rafforzato dal fatto che per tutti gli altri quella realtà sembra del

tutto ovvia e naturale, e allora anche per lui scatta la necessità di comportarsi come gli altri. A questo punto

si affaccia la scoperta di aver lavorato, nonostante la sensazione di non sapere far nulla. Egli avverte poi

uno strano impaccio per l’abito che porta, si fruga addosso e scopre un portafoglio dove trova una piccola

immagine sacra, segno di una fede dimenticata, e una fotografia di una bellissima giovane. L’uomo spinto

dalla fame si reca in una trattoria, dove si accorge di essere ben conosciuto, di essere trattato come un

ospite di riguardo, e dato che il biglietto che vuole pagare è fuori corso, si reca alla banca, dove è ben

ricevuto e gli viene dato addirittura un libretto degli assegni. Ormai entrato nella propria identità, si accorge

di avere un’automobile con un autista e una casa, dove si reca e trova la stessa donna della fotografia. Ma,

passata la notte, ella è svanita e guardandosi allo specchio il personaggio si scopre ormai vecchio.

Appaiono poi in rapida successione i figli e i figli dei figli. Ormai non potendo più muoversi dal posto in cui è

stato fatto sedere, resta a guardare i suoi figli stessi, anch’essi vecchi.

tema dell’incoscienza,

Analisi tematica: essere buttato fuori da un treno si pone come evidente figura della

l’assumere

casualità di una nascita, di un ingresso nel mondo sentito come una caduta, il sogno, un ruolo e

un abito, angoscia).

il teatro di Pirandello appare guidato da un’attenzione

IL TEATRO: esasperata ai meccanismi scenici, agli

incastri tra finzioni e recitazioni diverse, tra apparenza e realtà. La rappresentazione teatrale rivela come la

vita stessa non è altro che una costrizione al teatro, come ogni essere umano è insediato nella duplicità,

dalle maschere, da ciò che lo sguardo degli altri proietta su di lui. Al centro vi sono quasi sempre

complicazioni famigliari, rapporti deviati, entro lo schema del triangolo (moglie-amante-marito). A questo

teatro si adatta la definizione di grottesco usata per tutto un gruppo di esperienze drammatiche che

esprimono i loro risultati più significativi negli anni della prima guerra mondiale. Tra le opere essenziali vale

ricordare: Pensaci Giacomino, Cosi è se vi pare, Il giuoco delle parti 1918. Anche il teatro dialettale (La

patente, La Giara, Liolà 1916)

SEI PERSONAGGI IN CERCA D’AUTORE, 1921

Mentre una compagnia di attori sta provando Il giuoco delle parti, irrompono sulla scena sei figure spettrali,

membri di una famiglia (il Padre, la Madre, la Figliastra, il Figlio, il Giovinetto, la Bambina), personaggi

dall’autore che li ha concepiti, i quali chiedono con insistenza al capocomico di mettere in scena il

rifiutati

dramma che hanno vissuto. Dopo molto resistenze, essi convincono la compagnia ha prendere in

considerazione la loro richiesta, provando a rappresentare la loro storia: ma ne derivano scontri tra i

personaggi stessi, che raccontano e ripetono scene della loro vita, e gli attori, che cercano di

Alla fine l’irruzione finisce per disintegrarsi, facendo sparire i

rappresentarle con i loro mezzi teatrali.

personaggi con una sospensione che non è una conclusione e lasciando l’opera aperta.

“L’irruzione dei personaggi”: vi è la scena dell’apparizione dei personaggi, che irrompono

Analisi del brano

nel mezzo alla compagnia teatrale che sta provando il Giouco delle parti. Il suggeritore (figura sempre

presente, nascosto dentro una buca) comincia a leggere le prime battute della commedia da recitare,

suscitando le critiche e proteste degli attori, irritati dalla stranezza della situazione iniziale e incapaci di

capirne i significati, che il capocomico tenta faticosamente di spiegare. A questo punto irrompono i

personaggi, attribuendo a ciascuno un sentimento fondamentale, che dovrebbe essere fissato in apposite

maschere (inteso come personaggi appartenenti alla vita dell’arte). Vi si impone la disperata volontà di

ricerca di un autore, nel voler rappresentare sulla scena il proprio dramma. I personaggi aspirano a

trasformare una realtà privata, i tristi eventi della vita familiare, in qualcosa di assoluto, in una realtà che li

riscatti e li salvi. Ma il loro tentativo di trasformare se stessi si risolverà nella ripetizione di una serie di

eventi traumatici.

Analisi tematica: conflitto tra vita autentica e i meccanismi teatrali.

Nella seconda fase del teatro Pirandello sostituisce i personaggi umoristici e grotteschi a personaggi

drammatici e tragici, all’analisi della contraddizione tra realtà e maschera, al mondo della grande borghesia

e la sua tragedia. ITALO SVEVO (ETTORE SCHMITZ)

VITA: Trieste, 1861-1928. Nato da una famiglia ebrea, di origine tedesca da padre e italiana da parte della

madre. Si fidanzò con Livia Veneziani, figlia di un industriale cattolico, da cui ebbe una figlia. Entrò nella

ditta del suocero, compì lunghi viaggi in Francia e in Inghilterra (dove conosce Joyce). Viene a conoscenza

Morì in seguito a un incidente d’auto.

di Freud e della psicanalisi.

ELENCO DELLE OPERE:

Una vita,1892 (Alfonso Nitti, venuto dalla campagna nella città di Trieste, giunge al suicidio dopo inutili

tentativi di superare i limiti della sua condizione)

SENILITÀ, 1898

Si concentra sulle vicende e sul punto di vista di un personaggio inetto, Emilio Brentani, intellettuale fallito

di 35 anni, che fa l’impiegato e vive un rapporto con la popolana Angiolina. Ma Emilio è tutto rivolto a

costruire sé stesso, i propri rapporti umani, la propria vita sentimentale. La sua esistenza pare sempre

essere in attesa di occasioni che non si realizzano. Non sa vivere il presente, perché si guarda vivere, si

sente continuamente minacciato dall’errore, teme di cadere nel ridicolo. Da una parte c’è l’amico Stefano

Balli, generoso, sicuro e spregiudicato, che per Emilio rappresenta una figura paterna dall’altra le due

Amalia (figura triste e grigia di ragazza condannata all’inerzia

opposte figure femminili, della sorella

sconvolta fino alla follia e alla morte dall’impossibile amore per il Balli), e di

sentimentale, riservata,

Angiolina (donna del popolo, rappresenta la vitalità, il piacere di essere guardata e di guardare). Emilio

vorrebbe godere di Angiolina, ma vive questo rapporto solo attraverso intermediari come Stefano. Emilio si

lascia prendere tanto più fortemente dalla passione per lei, quanto più avverte la sua estraneità, la sua

distanza. Ad ogni inganno della donna, egli sostituisce nuove illusioni. La situazione giunge al punto

quando Emilio incontra per l’ultima volta Angiolina, quasi in concordanza con la morte della sorella.

estremo “Emilio e gli altri”:

Analisi del brano il capitolo iniziale di Senilità, presenta subito la relazione tra Emilio e

Angiolina con le prime parole rivolte alla donna. Svevo non pretende di riferire le precise parole dette da

Emilio, ma preferisce darne una trascrizione approssimativa (incipit originale, il rapporto tra i personaggi è

continuamente dominato dal non detto e dal malinteso). Queste parole chiamano in causa la sua famiglia,

che viene presentata rapidamente (costituita solo dalla sorella, che vive per lui). Amalia è più giovane di lui,

ma più vecchia per carattere e destino. La natura scissa di Emilio viene ricondotta alla sua carriera doppia,

divisa tra la sua condizione di impiegato e la sua piccola reputazione acquisita come letterato. Dopo la

presentazione dei caratteri del protagonista, spunta di nuovo l’immagine di Angiolina, che si presenta con i

tratti della sanità, di una femminilità che dona salute ed Emilio si costruisce subito una sia immagine della

donna e del tipo di rapporto da avere con lei, senza farsi nessuna domanda sulla vera natura di lei. La sua

tra questi l’amico Stefano, a

vicenda sentimentale però si rifletterà sempre attraverso lo sguardo degli altri;

cui chiede subito un parere sulla storia che sta per nascere. Lui, uomo maturo e sicuro, molto amato dalle

donne, verrà imitato da Emilio, che lo vede come un modello, sia nel modo di parlare che di camminare. Il

mette in guardia e gli fa notare come troppo facile sia stato l’approccio.

Balli lo Alla confidenza col Balli

segue quella con la sorella, che entra come nell’avventura del fratello, che si lascia catturare dall’illusoria

immagine di vitalità e felicità che egli attribuisce a questo suo amore. Se Emilio vive di riflesso, Amalia vive

di ulteriore riflesso, proiettato su quello che vive il fratello.

Analisi tematica: inettitudine, passione e illusione, vivere di riflesso.

LA COSCIENZA DI ZENO, 1923

E’ scritto in come un’autobiografia aperta,in cui non si segue un discorso, ma vengono

prima persona,

presentate diverse situazioni e occasioni di vita del protagonista. Zeno Cosini è un ricco triestino che per

liberarsi di una nevrosi che si manifesta nei rapporti con se stesso e con gli altri, e che si riconosce

nell’impossibilità di di liberarsi del vizio di fumare, e nel continuo fallimento dei propositi di fumare l’ultima

si è sottoposto a una cura psicoanalitica e ha ricevuto dal dottor S. l’incarico di ripercorrere per

sigaretta,

iscritto il proprio passato, in funzione della cura. Ma questa ricostruzione si compie per salti e si interrompe

per l’insofferenza del paziente nei confronti del medico e della sua cura. Il testo ha otto capitoli, due

brevissimi all’inizio (Prefazione, Preambolo, Il fumo, La morte di mio padre, La storia del mio matrimonio, La

moglie e l’amante, Storia di un’associazione commerciale, Psico-analisi).

Analisi del brano: qui il protagonista annuncia la sua decisione ad abbandonare la cura, svolge critiche alla

psicoanalisi, mostra come tante confessioni fatte al dottore fossero finte, come la finzione e la menzogna

hanno insidiato il cammino stesso della cura e come hanno gravato in modo determinante sui ricordi e sui

sogni, parla della sua improvvisa scoperta della realtà della guerra, sostiene di essere guarito dalla malattia

grazie a una serie di successi commerciali, ottenuti per effetto della situazione bellica. In uno sforzo

continuo di trovare la salute, la salute del mondo equivale così alla sua distruzione.

Analisi tematica: malattia e salute, coscienza e inganno, pessimismo.

è scritto in prima persona, come un’autobiografia

Analisi linguistica: aperta, in cui non si segue un discorso,

ma vengono presentate diverse situazioni e occasioni di vita del protagonista. Ultimo capitolo forma di

scrittura diaristica. SURREALISMO ITALIANO

Sviluppatosi in Francia negli anni Venti per azione di un gruppo guidato da André Breton, è un movimento

che:

- costruzione di una realtà superiore a quella grigia e convenzionale del mondo borghese e

industriale;

lotta per un’umanità che sapesse reggersi sull’amore, sulla libertà, sulla poesia;

- della vita dell’uomo, dando libero campo al sogno, al desiderio,

- mira a liberare ogni aspetto

all’erotismo, alla follia, al gioco di parole, al mondo dell’infanzia, alla fantasia e al meraviglioso;

- lo scrittore surrealista deve abbandonarsi al flusso di immagini con cui si riproducono nella mente, in

questo modo si può dare libero spazio all’inconscio.

- alcuni autori: Savinio, Landolfi, Delfini, Buzzati

DINO BUZZATI

VITA: Belluno, 1906-1972

ELENCO DELLE OPERE:

Bàrnabo delle montagne, 1933, Il deserto dei Tartari, 1940

LA BOUTIQUE DEL MISTERO, 1968

La raccolta nasce come selezione dei trentuno racconti più rappresentativi dell'opera di Buzzati, i quali

rappresentano al meglio tutte le tematiche più care all'autore come la solitudine, la paura, l'angoscia e vari

paradossi dell'età contemporanea narrati con uno stile magico e surreale.

“Una goccia”:

Analisi brano è il racconto di una goccia che sale i gradini della scala, di gradino in gradino, a

differenza delle altre gocce che cadono perpendicolarmente. Se ne accorse una servetta del primo piano,

che andò a chiamare la padrona, la quale la prese per matta, un’ubriacona. Quando la padrona torna a

letto, se ne accorge anche lei e quando esce per vedere, ma non trovò niente. nei giorni successivi la voce

si sparse, e di notte tutti tendono le orecchie per sentire la goccia e quando passa al piano successivo

pensano di essere al sicuro. Al mattino si guarda se è rimasta qualche traccia, ma al mattino nessuno

prende questa storia sul serio. Non si possono fare reclami, ne rimedi, né trovare una spiegazione. Ma si

chiedono che cos’è questa goccia, un topo, sarebbe per caso un’allegoria per simboleggiare la morte,

qualche pericolo, gli anni che passano? O si intende raffigurare le chimere, i sogni, le terre lontane che

prosperano felicità o i posti nei quali mai si giungerà? Il racconto si conclude rispondendo di no, che non è

uno scherzo, che non ci sono doppi sensi, si tratta soltanto di una goccia, che di notte viene su per le scale,

misteriosamente di gradino in gradino. E perciò si ha paura.

la paura, l’angoscia.

Analisi tematica:

LE NOTTI DIFFICILI, 1971

Insieme di racconti.

“L’elefantiasi”: malattia che provoca l’enorme ispessimento della pelle e del

Analisi del brano Elefantiasi

qui si tratta di elefantiasi delle cose o cancro della materia. Si parla dell’invenzione dei

tessuto connettivo,

polimeri a partire dalla seconda guerra mondiale, grazie al quale dei chimici crearono nuove sostanze che

la ceramica, il vetro. Con l’andare del tempo furono

potevano sostituire il ferro, il legno, il cuoio, le stoffe,

create stoviglie, attrezzi domestici, attrezzi sportivi, vestiti e calzature, ponti, case, motori, grattacieli di

sostanza plastiche, poiché tutto veniva a costare di meno. Successivamente vengono riportati alcuni

incidenti capitati in alcune città, dove per una rottura delle molecole artificialmente collegate tra loro, gli

oggetti aumentavano o rimpicciolivano le dimensioni (sedie, automobili, oggetti, piroscafi, ponti). Soltanto le

vecchie case con mobili di legno sono ancora abitabili. Di giorno in giorno, di ora in ora, tutto viene meno, e

la cosa più terrificante è il silenzio di tomba in cui tutto questo invade il felice paradiso dell’uomo.

LA LIRICA DEL NOVECENTO

poeta vate di D’Annunzio e Pascoli, con

Nasce dal confronto con il la poesia crepuscolare, con la

distruzione degli schemi dei futuristi, con il frammento autobiografico messo in atto dai vociani. Questa

lirica: dentro di sé un’esperienza

- tende a porsi come voce di un soggetto solitario e assoluto, che assume

carica di significati, e non sente la realtà come qualcosa da riprodurre direttamente;

- il soggetto poetico abbandona i modi della tradizione classica e romantica, cerca nuove possibilità

metriche e ritmiche, preferisce concentrarsi in misure brevi ma intense;

- tende quindi a raggiungere il massimo di purezza.

- alcuni autori: Campana, Rèbora, Sbarbaro, Saba, Ungaretti

DINO CAMPANA

Fu preda già dall’adolescenza di violenti turbamenti psichici. Cercò di

VITA: Marradi, Firenze, 1885-1932.

arruolarsi volontario nella prima guerra mondiale, ma fu respinto. Fu internato in un manicomio a Firenze

fino alla morte.

ELENCO DELLE OPERE:

CANTI ORFICI, 1914

Il titolo allude agli antichi misteri orfici (con riferimenti al poeta Orfeo. Si usano questi termini per indicare

una poesia che intendono presentarsi come rivelazione assoluta, sintesi del valore originario della vita, in

contatto con il mistero e la magia). Emergono figure mitiche come la Chimera (figura amata da Campana),

si afferma la fascinazione della notte, i sentimenti, i gesti, sembrano negarsi appena vengono pronunciati.

Analisi del brano/breve riassunto: si tratta di due lunghi periodi entrambi divisi a metà:

- con una prima parte dubitativa, introdotta in tutte e due i casi da Non so, che formula ipotesi

sull’apparizione di un’inquietante figura femminile indicata con nomi e immagini diverse, sullo sfondo

di un paesaggio montano;

- la prima parte è divisa a sua volta in due, ognuna introdotta da Ma, e affermano la consistenza

dell’immagine della musica fanciulla esangue e la forza con cui agisce sulla fantasia dei poeti;

- gli ultimi versi riconducono al poeta una serie di immagini del cosmo, sulle quali si impone la finale

invocazione alla figura femminile, solo alla fine designata come Chimera.

Analisi tematica: la Chimera è un essere fantastico, insieme mostruoso e fascinoso (nella mitologia la

Chimera era un mostro a tre teste creato da un incrocio tra tre diversi animali). Essa si pone qui come

figurazione della poesia, di una poesia notturna e visionaria, tra le forme di natura esterna e le figure

umane, ma allo stesso tempo evoca una femminilità sentita come forza fascinosa e distruttiva. L’immagine

femminile viene quasi estratta a forza dal paesaggio e messa a confronto con il punto di vista del poeta e

con l’ordine dell’universo. –ore –enti,

Analisi linguistica: effetto di ripetizione, molte rime che finiscono per o si sente nel linguaggio la

di D’Annunzio,

presenza soprattutto lo sfondo di spettacoli naturali e figure mitiche sensuali e misteriose.

CLEMENTE REBORA

Ebbe un’educazione laica. Partecipò alla grande guerra e riportò un grave

VITA: Milano, 1885-1957.

un’esplosione. Il suo bisogno di fede lo portò a una conversione al cattolicesimo,

trauma nervoso dovuto a

con abbandono della poesia. Fu ordinato sacerdote.

ELENCO DELLE OPERE:

FRAMMENTI LIRICI, 1913

Sono costituiti da 72 testi, alla ricerca di una parola che possa uscire da sé e ritrovare una coscienza

collettiva, ostacolato da una realtà insidiosa e difficile, da un mondo cittadino senza amore; a questo mondo

malsano si oppone la campagna, che suscita spesso visioni positive di natura serena.

Analisi del brano: il carro rappresenta un senso di sofferenza. Il suo essere vuoto sul binario morto e poi

passare, con il carico della merce e il lento muoversi del treno, ad una vita il cui movimento è qualcosa di

forzato, si inserisce in una legge delle cose, in un cammino che è dato dal continuo liberarsi e poi

trattenersi di forze inespresse. Questa realtà è costituita da oggetti meccanici il cui muoversi suscita

immagini di carattere animale (rantoli, fumida, aggiogarti, gregge). Ma nella seconda parte (v.20) la

prospettiva sembra quasi modificarsi: lo sguardo si rivolge al cielo, secondo il punto di vista umano,

segnato dalla noia, prigioniero del succedersi del tempo. Qui, il cielo appare un varco verso l’eterno e

l’amore: è la terra stessa che soffre nelle cose e negli uomini a chiedere al cielo il suo verbo (verità

suprema).

Analisi tematica: questa poesia si pone come registrazione di un desiderio verso la verità, ed è la forza di

questo desiderio a produrre quella visione cosi sconcertante, violentemente espressionistica, degli oggetti

materiali. densa serie di sincopi e corrispondenze, uso costante dell’enjambement, della rima al

Analisi linguistica:

mezzo, di assonanze, allitterazioni, paronomasie, di parallelismi sintattici.

Canti dell’infermità, 1955-56

Canti anonimi, 1922, Curriculum Vitae, 1955,

CAMILLO SBARBARO

VITA: Santa Margherita Ligure, 1888-1967. Sbarbaro visse sempre appartato rispetto al mondo letterario,

in un semplice e solitario spazio privato e quotidiano.

ELENCO DELLE OPERE

PIANISSIMO, 1914

Analisi del brano: apre la raccolta Pianissimo.

con una voce verbale “Taci” che il lettore può percepire come imperativo, un invito al silenzio

- inizia

rivolto dal poeta a sé stesso, alla propria anima. Ma, continuando la lettura, non si tratta di

presente dell’indicativo, alla constatazione di una situazione di

imperativo, ma di un semplice

immobilità, di silenzio;

- ai due estremi emotivi (il godimento e la sofferenza) il poeta è rassegnato, senza mai vivere fino in

fondo quegli stati dell’io che per gli altri sono così intensi e carichi di significato;

il poeta vede la propria anima dall’esterno, ammutolita, così come il corpo;

- la condizione dell’individuo assomiglia a un paradossale letargo, nel quale giunge addirittura a

- cessare il battito del cuore, del respiro;

“invece camminiamo”: resta una sola possibile forma di attività al soggetto e la sua anima, il mettersi

- in cammino;

- la gioia e il dolore (ripresa di godere e soffrire) costituiscono la vita degli altri, che appare al soggetto

come una vicenda che non li può coinvolgere;

non vi è nessuna sirena, nessuna speranza, ma solo un deserto dove l’io del poeta non può fare

- altro che contemplare il proprio essere immobile.

Analisi tematica: Sbarbaro mira a una specie di canto sommesso, a bocca chiusa, senza parole, che si

limita a tratteggiare istantanee di vita rappresa, fatta di sentimenti appena abbozzati, che hanno perduto

ogni tensione. Un canto dell’essere dell’uomo solo nell’affollato deserto urbano, in una realtà ridotta alla sua

essenza elementare, senza significato.

Rimanenze, 1955, Trucioli, 14-18 (prosa) periodare breve ed elementari.

UMBERTO SABA (UMBERTO POLI)

VITA: Trieste, 1883-1957. Nato da madre ebrea, il padre abbandonò la famiglia e fino a tre anni fu affidato

a una balia slovena. In questo difficile ambiente famigliare ebbe molteplici traumi che produssero più tardi

una grave forma di nevrosi. Come cittadino italiano compì il servizio militare. Sposò Carolina Wolfler da cui

ebbe una figlia. La malattia nervosa spingeva lo scrittore alla terapia psicoanalitica, approfondendo la

conoscenza dell’opera di Freud. Nel 1943 dovette fuggire con la famiglia da Trieste, cambiando

continuamente casa. La sua malattia di aggravò, iniziò una lunga serie di ricoveri, fino a quando morì.

ELENCO DELLE OPERE:

Il canzoniere, 1921 si formò dalla successione delle diverse raccolte, disposte in ordine cronologico,

ognuna legata a una situazione della vita del poeta. Nelle poesie giovanili è evidente un legame tra scrittura

e situazioni del quotidiano, con un mondo cittadino e campestre visto con occhio adolescenziale. I primi

grandi esiti sono:

1. CASA E CAMPAGNA, 1909-10 (si celebra la vita famigliare come un porto di salute e dolcezza, dove la

figura della moglie assume in sé caratteri benigni di un mondo animale);

“A mia moglie”: (Saba racconta l’origine della poesia, quando la moglie un pomeriggio si

Analisi del brano

era recata in città, rimasto solo attese il suo ritorno, quando una cagna gli si avvicina e quando poche ore

dopo la moglie torna a casa Saba ha composto la poesia. Si aspettava un complimento o un elogio, ma la

moglie era rimasta male, per poco litigarono. Ma Saba le disse che era la sua più bella poesia e che la

doveva a lei. Saba deve aver sentito le identità che correvano tra la giovane donna e gli animali della

campagna dove allora abitava). La poesia nata da questa “scoperta” si compone di sei strofe, dove ad ogni

animale sono attribuite qualità essenziali: Tu sei come… e vi è l’identificazione tra la donna e un diverso

- tutte e sei le strofe iniziano con

animale (la pollastra, la giovenca, la cagna, la coniglia, la rondine, nella sesta vi sono due animali, la

formica e l’ape);

- nel discorso si alterna il Tu rivolto alla donna ad un tu che appare nello stesso tempo impersonale

(indica un essere umano in rapporto con la donna) e autoriflessivo (indica lo stesso poeta);

Analisi tematica: ogni strofa evidenzia la semplicità elementare di atti e movimenti che sono insieme della

donna e di ciascuno degli animali, al punto che il lettore ogni volta vede sovrapporsi i gesti femminili a quelli

dell’animale evocato; ma ciò mostra anche l’inafferrabilità della stessa figura femminile, familiare ed

estranea, accogliente e inquietante allo stesso tempo.

2. TRIESTE E UNA DONNA, 1910-12 (dominata da disagio e sofferenza, volontà di cantare un amore che

accetta il tradimento e la menzogna, che rivendica la propria purezza per le difficoltà del rapporto, le

incomprensioni, la non comunicazione).

“Città vecchia”:

Analisi del brano nel tornare a casa il poeta attraversa la città vecchia, cioè il centro più

antico di Trieste, dove si trovava anche il ghetto ebraico, e sembra come specchiarsi in quel mondo povero

e affaticato del quartiere, dove si muove un’umanità che insieme alle merci è come il detrito del grande

porto. Ma proprio in questa difficile umanità egli sente il respiro profondo della vita, il senso dell’infinito. In

mezzo a questo mondo, insieme alla gente che affolla i vicoli della città, il pensiero viene come a purificarsi.

Analisi linguistica: anafora (qui, qui, qui), rima (friggitore, amore, dolore).

Cose leggere e vaganti, 1920, Preludio e canzonette, 1922, Fanciulle, 1925, Ultime cose, 1944

MEDITERRANEE, 1946

Domina la figura di una giovinezza perduta, dove si proietta in nomi di personaggi mitici, che percorrono

paesaggi marini. “Ulisse”: qui vi è la figura di Ulisse, figura del viaggiatore infaticabile. E’

Analisi del brano nominato solo nel

titolo, ma è evidente che è il poeta stesso a presentarsi come un moderno Ulisse, nella rievocazione dei

viaggi lungo la Dalmazia durante la sua giovinezza. Ma nel ricordo di questa navigazione si impone

l’immagine degli isolotti che l’alta marea e la notte nascondono alla vista e costituiscono un pericolo per le

imbarcazioni, che infatti si tengono da esse lontane. Questo andare al largo delle vele il poeta vede una

metafora della propria irrequietezza, di un doloroso amore della vita che lo conduce lontano da ogni porto.

Analisi tematica: la consueta tematica autobiografica si fissa qui con un paesaggio marino, in una forte

concentrazione delle immagini. L’ERMETISMO:

Si diffuse in un’accezione fortemente negativa dal critico Francisco Flora. Già negli anni Venti, ma in modo

più ampio negli anni Trenta, si rivela una nuova generazione di poeti impegnata in questa ricerca che:

- rifiuta ogni comunicazione diretta, cercando invece la difficoltà e la concentrazione linguistica;

- il termine sottolinea il carattere chiuso della poesia;

- alcuni autori: Ungaretti, Montale, Quasimodo, Gatto

GIUSEPPE UNGARETTI

Alessandria D’Egitto,

VITA: 1888-1970. Apparteneva a una famiglia emigrata da Lucca. Si trasferì a Parigi

e a Milano. Fu acceso interventista e all’entrata in guerra partì come soldato semplice: combatté sul Carso.

Sposò Jeanne Dupox da cui ebbe due figli. Durante un viaggio in Sud America, chiamato a insegnare

letteratura italiana all’università, decise di trasferirsi con la famiglia, ma in questi anni perse il fratello e il

figlio Antonietto.

ELENCO DELLE OPERE:

L’ALLEGRIA, 1931

Caratterizzato da un’assoluta concentrazione linguistica, che riduce al minimo la parola e spezza il ritmo del

verso fino a una sillabazione. Si articola in cinque parti: Ultime, Il Porto Sepolto, Naufragi, Girovago, Prime.

L’allegria

Il titolo (più esplicito nella forma originario Allegria dei naufragi) allude alla paradossale vitalità che

si afferma in mezzo alla morte e alla distruzione, alla forza “allegra” di sopravvivere.

“I fiumi”:

Analisi del brano:

- prima strofa si svolge al presente, indicando la posizione del poeta nella dolina del Carso e il

immobile contemplare il movimento delle nuvole;

il bagno mattutino nell’Isonzo

- si evoca poi e il disporsi del corpo del poeta ad asciugarsi al sole;

strofe al bagno dell’Isonzo viene attribuito il significato di un riconoscersi nel

- nelle successive

profondo respiro dell’universo, di un superamento dell’angoscia di non credersi in armonia;

- nei versi successivi si ricollega questa felicità a uno sguardo indietro alle epoche della vita del

poeta. Si passa in rassegna ai fiumi della vita del poeta (Serchio, Nilo, Senna). Tutte le immagini

sacre dei fiumi divengono oggetto di nostalgia che si fissa nella notte, in un prolungarsi delle

tenebre. uso massiccio dell’anafora (Questi/questo/questa)

Analisi linguistica:

SENTIMENTO DEL TEMPO, 1933

Qui recupera le forme più eleganti, preziose della tradizione, ritorna in parte alla metrica tradizionale e il

linguaggio non tende più a ridursi al minimo.

Analisi del brano “La madre”:

- il poeta immagina il proprio ricongiungimento con la madre dopo la propria morte, quando cioè il suo

cuore avrà avuto l’ultimo battito. La separazione tra il mondo dei vivi e quello dei trapassati trova

una raffigurazione nel muro d’ombra;

- la figura solenne della madre non gli appariva diversa di quando era ancora in vita;

la severità della madre è sottolineata da questa mancanza di tenerezza: solo all’atto del perdono

- nei confronti del proprio figlio, l’anziana donna, da tanto tempo da lui divisa dal muro d’ombra,

divino

pone gli occhi su di lui;


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DESCRIZIONE APPUNTO

Riassunto esame Lingua e Letteratura Italiana, prof. Zangrandi, libro consigliato Storia della letteratura italiana (1910-1945), Giulio Ferroni.
Analisi vita, elenco opere e analisi di particolari opere di: Grazia Deledda, Sergio Corazzini, Guido Gozzano, Filippo Marinetti, Federigo Tozzi, Luigi Pirandello, Italo Svevo, Dino Buzzati, Dino Campana, Clemente Rebora, Camillo Sbarbaro, Umberto Saba, Giuseppe Ungaretti, Eugenio Montale, Carlo Emilio Gadda.
Analisi correnti: crepuscolarismo, futurismo, espressionismo, surrealismo italiano, lirica del Novecento, ermetismo,


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in Interpretariato e comunicazione
SSD:

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher lazzerimartina9 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Lingua e letteratura italiana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Libera Università di Lingue e Comunicazione - Iulm o del prof Zangrandi Silvia.

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