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- Nel terzo punto veniva evidenziata in grassetto la frase :” Per tal

modo la nostra collana costituisce una vera e propria

enciclopedia per ragazzi”.

La collana assume connotazione enciclopedica poiché illustrava 3

diversi tipi di opere: I capolavori della letteratura infantile, I

capolavori classici di tutte le letterature e le opere originali

istruttive.

LA SPINTA DELL’ENCICLOPEDISMO

Fernando Palazzi, fu celebre per il suo “Novissimo dizionario della

lingua italiana” pubblicato nel 1939 e più volte ristampata. Egli si

occupò anche di letteratura per l’infanzia e si occupò per un breve

periodo del Giornalino della Domenica pubblicato da Vamba nel

1906 ( Nel 1921 si era trasformato in un quindicinale ).

Nel 1927, Palazzi diresse il giornalino e appena presa la direzione

iniziò una corrispondenza con Angelo Fortunato Formiggini. Palazzi

chiedeva esplicitamente pubblicità gratuita del giornalino e

contrapponeva due elementi distinti:

Da un lato “novelle e poesiole, letteratura di svago definita

 come inutile passatempo.

Dall’altro l’idea di un’enciclopedia periodica per ragazzi

 che al contrario era ritenuta utile.

Palazzi, era convinto che la letteratura per ragazzi non avesse un

unico scopo ovvero quello del divertimento ma doveva anche

formare ed educare, inoltre lo strumento enciclopedico è uno

strumento non secondario.

Palazzi era pronto ad adattare la funzione enciclopedica ad altre

forme di espressione, in questo caso il periodico per ragazzi e la sua

corrispondenza con Formiggini fu utile a questo progetto. Quest’

ultimo infatti fu autore di “Grande enciclopedia italica” del 1922 e

dell’ “ Enciclopedia delle enciclopedie” del 1925 della quale Palazzi

fu invitato a collaborare dal punto di vista pedagogico.

I due direttori della “Scala d’Oro”, parteciparono a molti progetti di

enciclopedie.

Palazzi ad esempio, fu coinvolto nella “Grande Enciclopedia”

Mondadori i cui primi volumi furono stampati nel 1927.

9

Con la casa editrice Ceschina, Palazzi pubblicò un’enciclopedia

degli aneddoti a partire dal 1934 in parallelo con la prima

edizione della Scala d’Oro, tale enciclopedia fu addirittura

ripubblicata nel 2005 dalla Zanichelli.

Nel 1941, Principato iniziò a stampare l’Enciclopedia della

fiaba in più volumi divisi per aree geografiche: curata da Fernando

Palazzi e altri autori conteneva non solo fiabe ma anche miti e

leggende da tutto il mondo

Nel 1956 la Utet pubblicò Trame d’oro. Enciclopedia di

letteratura narrativa: Si offriva ai lettori una serie di capolavori di

tutti i tempi narrati da scrittori italiani.

Nel 1959 sempre la Utet pubblicò l’enciclopedia pratica

della casa: risultato di Vincenzo Errante ( sebbene fosse morto nel

1951) e Fernando Palazzi.

La Scala d’Oro : Si proponeva come enciclopedia per ragazzi

coniugando quindi enciclopedismo e libro per ragazzi.

L’unico rivale e paragonabile alla Scala d’Oro che mescolava

scienza e narrativa, storia e geografia era :

L’enciclopedia dei ragazzi di Mondadori: Nel 1921, Arnoldo ne

aveva acquistato i diritti da Cagliati che la avviò nel 1909. Si

trattava di una traduzione della Children’s Encyclopaedia di Arthur

Mee. La traduzione venne fatta in modo tale da avvicinare

l’enciclopedia il più possibile alla realtà italiana e di eliminare gli

elementi legati alla cultura londinese, a cura di Ettore Fabietti.

ELEMENTI DI CONFRONTO TRA LA SCALA D’ORO E

L’ENCICLOPEDIA PER RAGAZZI:

- Innanzitutto l’arco cronologico, entrambi si concentrano nel

biennio 1930-31 , biennio assai intenso per le case editrici che

cercavano delle soluzioni possibili per i danni che avrebbe recato il

testo unico per la scuola elementare. L’unico consapevole che per

la sua casa editrice ci sarebbero stati degli introiti fu Mondadori.

-L’enciclopedia per ragazzi fu iniziativa di Mondadori e sia Errante

sia palazzi collaborarono nella scuderia di Arnoldo ( Mondadori) ,

inoltre il caporedattore di Mondadori, Aldo Gabrielli, aveva

collaborato alla Scala d’Oro e collaborò anche con Palazzi alle

“Trame d’oro”, inoltre alcuni illustratori come Gustavino, lavorarono

sia alla Scala sia all’enciclopedia per ragazzi.

- Il successo dell’editoria Mondadoriana fu tale che Arnoldo poté

ristamparla fino al 1953 non modificando nulla. Nel 1935

10

l’enciclopedia per ragazzi creò un punto di svolta per l’editoria per

ragazzi, riconosciuto anche da Errante e Palazzi che da tempo

coltivavano l’idea di un’enciclopedia per ragazzi che si concretizzò

solamente nel 1939, dopo che Mondadori però aveva già occupato il

mercato.

L’enciclopedismo coinvolge tutte le discipline, si trovano testi di

storia-geografia-storie dell’arte-cultura-biografie.

Obiettivo principale della collana era presentare ai giovani i

capolavori della letteratura dal momento che si presentava

come “letteratura e scienza nel libro per ragazzi”. Il panorama

letterario che si voleva offrire era vastissimo dunque fu necessaria

una accurata selezione : I racconti letterari furono circa 60 e

comprendevano opere singole, romanzi, novelle, leggende.

Tutti i testi appartenevano ad una novantina di autori. Alcuni

racconti non erano associati ad una persona bensì a posizioni

geografiche come ad esempio “ Una buona moglie, leggenda

norvegese”.

Le due nazioni con il maggior numero di autori erano: Italia e

Francia con 26 autori ciascuna, seguite da Inghilterra 17, Germania

11.

Emerge un peso maggiore dato alla letteratura straniera ed una

visione non solo europea ma mondiale, così si trasmettevano anche

usi e costumi di realtà più lontane ed extraeuropee.

Nell’enciclopedia secondo Errante e Palazzi era fondamentale che

per mezzo della letteratura servisse trasmettere anche nozioni

storiche, geografiche e artistiche, questo perché il libro serve a

formare il ragazzo che il prossimo anno andrà al ginnasio come

esplicitato nelle istruzioni per il volume “Quo Vadis”

indirizzato a Eugenio Treves.

La collana offriva anche una lunga estensione cronologica del

panorama che recuperava dal passato più lontano i miti greci e

latini fino a giungere al Peter Pan di Barrie pubblicato per la prima

volta del 1906, tuttavia non giungerà alla contemporaneità, si

arresta all’inizio del secolo.

L’enciclopedismo si trovava anche nella vastità dei generi

presentati: raccolte di fiabe, favole, miti , leggende , racconti ,

novelle, principalmente inserite nella prima serie della collana

dedicata ai bambini più piccoli in quanto questi testi erano più facili

e brevi. 11

Un passo azzardato fu trasformare in narrativi testi teatrali come

quelli di Shakespeare, Molière, Goldoni, Manzoni.

Erano inoltre presenti la mitologia greca e romana, l’epica classica ,

grandi cicli eroici cortesi del medioevo e del rinascimento fino

all’adattamento dei grandi poemi cavallereschi italiani ( Ariosto,

Tasso, Barberino , Boiardo ).

Nei testi veniva ridicolizzato l’ideale cavalleresco.

Anche i poemi del Sette-Ottocento sono inseriti nella collana

( Robinson Crusoe, Scott, Allan Poe ).

Venivano anche proposti testi non noti , come leggende

extraeuropee.

Il ragazzo dunque alla fine dell’ottava serie, si trovava davanti ad

una conoscenza sommaria della letteratura mondiale.

Per quanto riguarda la scienza, quest’ultima doveva ricoprire

all’interno della collana un elemento di rilievo, ritenuto

fondamentale per la formazione del ragazzo moderno.

venne chiesto agli scrittori di testi di divulgazione, di spiegare la

scienza fin dalle sue scoperte più recenti, per preparare i ragazzi al

mondo contemporaneo.

I testi di divulgazione scientifica, comprendevano anche la

divulgazione tecnologica e furono 13, distribuiti nelle serie in

modalità crescente. Dei sei autori scientifici, uno solo era uno

scienziato vero e proprio Giuseppe Scortecci, biologo e zoologo

autore di numerosi viaggi in Africa che ne preparò 6.

Tutti gli altri autori furono giornalisti o scrittori, da qui si deduce una

riflessione sull’attendibilità scientifica, Palazzi ed Errante, non

avendo formazione scientifica, si basarono semplicemente sulla

fiducia, infatti erano presenti alcuni errori ( Ad esempio nell’edizione

dedicata ai piccoli, i pinguini al polo nord => errore che potrebbe

essere giustificato dalla prevalenza di divertimento e narrazione) .

Nei testi per i ragazzi più grandi, l’attendibilità scientifica era

maggiore, si teneva conto anche degli avvenimenti più recenti ( es:

Le meraviglie della natura, Carotino e la sua famiglia assistono alla

caduta di un pallone sovietico ).

Le nozioni scientifiche erano sempre comunque inserite in un

racconto che fungeva da cornice ed erano : fisica, chimica, biologia,

zoologia. Non si affronta mai nella collana il tema

dell’evoluzione dell’uomo di Darwin, uno dei grandi temi della

divulgazione scientifica dell’Ottocento, ciò probabilmente a causa

12

della chiesa che non accettò ufficialmente l’opera di Darwin fino al

1950.

Nei testi scientifici particolare importanza ebbero le illustrazioni,

utilizzate nei testi letterari per allietare la lettura e sviluppare

l’immaginazione, nei testi scientifici hanno un rilievo di gran lunga

maggiore poiché favorivano una maggiore comprensione del testo

scritto.

L’apparato illustrativo , fu graduato in base alle necessità dei

giovani lettori.

Mentre nei primi tomi erano presenti illustrazioni colorate e giocose,

in quelli successivi erano presenti tavole fotografiche in bianco e

nero che rappresentavano realisticamente quello che era spiegato e

furono proprio tali illustrazioni a rendere vicina La Scala d’Oro al

carattere enciclopedico.

L’illustrazione scientifica, lasciava meno spazio alla creatività

dell’autore.

Il fatto di trattare molte discipline rendeva la Collana d’Oro sul

confine tra le collane per ragazzi che trattavano solo il genere

letterario e le enciclopedie letterarie, ramo del mercato poco

esplorato a differenza delle collane.

Nella collana viene bandito qualsiasi tipo di moralismo e

didascalismo, sono la narrazione e il divertimento i capisaldi della

collana.

3. STORIE PROPRIO COSI’ … IL RACCONTO DI ANIMALI

DALLA PREISTORIA A KIPLING

Pitture e incisioni rupestri

L’uomo è legato da sempre agli animali da un rapporto narrativo-

simbolico-emozionale, inoltre l’uomo ha sempre utilizzato l’animale

come metodo di rappresentazione del proprio mondo interiore e

come segno della propria spiritualità.

A circa 32 mila anni fa, risalgono i dipinti delle caverne dell’Era

glaciale in Francia e Spagna, sorprendente è come queste pitture

rappresentino in maniera dettagliata solo animali, senza sfondo che

li accompagni, poco presenti le figure umane.

Nelle pitture, sono rappresentati: leoni, bisonti, uro cervi, mammut

disposti in un ordine difficile da ricomporre per noi. L’uomo

13

preistorico non si serviva del concetto della prospettiva, non ancora

introdotto (XV Secolo ) perciò lo spazio pittorico veniva utilizzato in

maniera del tutto differente da come lo utilizziamo noi.

Lo scenario è sempre presente ma gli atti non sono mai

rappresentati, si tratta di immagini “statiche”. Gli antichi artisti

avevano però immaginato le loro immagini come in movimento e

come ipotizzò l’archeologo e regista Marc Azéma, probabilmente le

loro immagini, si animavano, una volta proiettate su di esse le luci

del fuoco.

Anche il primo scienziato che entrò nella grotta di Chauvet Jean

Clottes, crede che le immagini della grotta siano state concepite per

essere fruite allo stesso modo in cui guardiamo un film, una

rappresentazione teatrale.

Tuttavia le pitture , non svolgevano solo funzione ornamentale ma

sono considerate come strumento per istruirsi gratuitamente ,

laddove non è ancora avvenuto lo sviluppo culturale.

La favolistica classica

Cambiando epoche, civiltà e culture, gli animali hanno continuato

ad essere soggetti privilegiati degli artisti con significati più

allegorici e metaforici soprattutto dall’invenzione della scrittura.

Con la nascita e lo sviluppo delle antiche civiltà, le narrazioni scritte

utilizzano sempre più spesso gli animali per raccontare episodi di

vita quotidiana, mettere in luce scorrettezze, ingiustizie ecc..

Nelle favole di Esopo, Fedro, La Fontaine, gli animali sono

antropomorfizzati, incarnano i diversi tipi umani: lo stolto, il

cattivo, l’avulso; sono utilizzati anche per divulgare norme morali.

A grande distanza di tempo gli stessi protagonisti animali si

ritrovano in autori appartenenti a culture diverse, ciò è il risultato di

un processo di fissazione di uno stereotipo divenuto emblematico.

Tutto il cammino della storia dell’uomo ha sempre visto un

allontanamento dell’uomo dall’ animale, ciò si fortifica ancor di più

nell’era industriale dove l’uomo è concepito come assoluto

dominatore.

Nonostante ciò le storie con animali come protagonisti, rimangono

legati alla favolistica classica , soltanto con L’origine della specie

di Darwin , la narrazione con animali inizierà ad assumere

caratteristiche diverse. 14

Le “Favole nuove” di Kipling

Le favole di Kipling, si inseriscono all’interno di quel cambiamento

culturale che era già in atto in ambito scientifico a partire dalla

seconda metà dell’Ottocento e che viene divulgato ad una più

ampia cerchia , oltre gli specialisti, proprio dopo la pubblicazione

dell’opera Darwiniana.

Kipling : contribuisce al cambiamento dell’immaginario relativo agli

animali, è il portavoce. Egli segue in maniera totalmente autonoma

la via tracciata da Darwin e anticipa le proposte innovative di

Konrad Lorenz e dell’etologia.

Gli animali non sono più semplici surrogati del mondo umano, bensì

denotano molte delle caratteristiche comportamentali della

loro specie e dell’ambiente in cui vivono.

L’autore capisce non solo la loro voce ma anche il loro carattere, le

loro disposizioni naturali, esigenze, attraverso il racconto, la

narrazione.

La vera svolta viene raggiunta con la pubblicazione nel 1894-95

dei “Libri della giungla” , qui viene data una nuova e inedita

rilevanza agli animali ed al loro tormentato rapporto con l’uomo.

Mowgli => il ragazzo selvaggio “ cucciolo di uomo” allevato dai

lupi, sancisce la nascita di una nuova alleanza tra uomo-animale.

Questa alleanza richiama alle antiche mitologie ( Romolo e Remo)

ma ad essa si aggiunge il fatto che Mowgli sia un eroe moderno alle

prese con la complessità del mondo moderno; Egli è un cucciolo di

uomo che appartiene a due mondi distinti ma ha la possibilità di

accedere ad entrambi.

Attraverso Mowgli, l’autore da voce ad un mondo da tempo

dimenticato, quello animale.

Kipling è sempre dalla parte dell’ animale, si immedesima, parla per

lui, si commuove , soffre per lui.

Per comprendere fino in fondo gli animali occorre uno sguardo

diverso , occorre abbandonare lo sguardo umano , reso sempre più

artificiale dall’evolversi della civiltà ed abbracciare lo sguardo del

lupo, della pantera, della tigre .

L’intento di Kipling, del tutto innovativo, non è quello di educare

l’uomo ma di far lui spostare lo sguardo verso quella realtà che è il

mondo degli animali. 15

Per essere lupi non basta seguire l’istinto ma comportarsi da tali e

rispettare le regole.

Ciò che conta sono i fatti e non le parole il valore è la concretezza e

la tangibilità.

Kipling è del tutto distante dalle favole di Esopo, Fedro, La Fontaine.

Egli qualche volta cede alla tentazione di esaltare la superiorità

della giungla ma non lo fa mai consapevole del fatto che i due

ordinamenti sono incomparabili.

La separatezza dell’animale dall’uomo è delineata dalle descrizioni

che Kipling fa, utilizzando semplici aggettivi che ne delineano pregi

ed eventuali difetti ( Esempio : la pantera Bagheera). Per descrivere

la Pantera Nera, Kipling cerca aiuto nel mondo animale e

nell’ambiente in cui vive paragonata solo agli esseri più vicini a lei,

questo perché gli animali conoscono molto bene le caratteristiche

degli altri esseri viventi.

Alcuni personaggi come Il Bandar- log, il popolo delle scimmie non

sono descritti in maniera dettagliata.

Le scimmie non sono connotate positivamente e le loro

caratteristiche stereotipiche sono ancora ricorrenti e citate anche in

epoche assai remote, nel VII secolo, Amorgo utilizza le scimmie

come metafora della peggiore femminilità.

Kipling però, per descrivere il Bandar- Log si affida alla

nuova scienza evoluzionistica:

La scimmia non è un animale vero perché è antenata dell’uomo e

non può quindi sottostare alle leggi della giungla, alla quale si sente

superiore; non è neppure un uomo perché non ha compiuto lo

stesso salto qualitativo e non ha le stesse capacità intellettive.

Kaa , il serpente, non è scelto a caso => Le scimmie hanno timore

dei serpenti ma nonostante la paura, la curiosità li spinge ad

osservarli da vicino.

Le storie proprio così… 16

Sono altri racconti di animali di Kipling nelle quali compaiono

profondi rimandi alle teorie evoluzionistiche.

Il genio di Kipling sta nello stravolgere ogni cosa ( miti di creazione )

rimaneggiando tutto in maniera originale e trasgressiva.

All’interno delle “Storie proprio così” vi è tutta la cultura di Kipling.

Qui come nel libro della giungla, rimane indubitabile il patto

stipulato con la natura.

Il primo racconto “Come mai la balena si ritrova quella gola” è

la storia di un uomo che decreta l’evoluzione del cetaceo; La balena

tenta di mangiare il marinaio che però con il suo coltello a

serramanico, aveva trascinato la grattella nella bocca della balena,

permettendo al cetaceo da quel giorno di mangiare solo piccoli

pesci.

Anche in “come mai il rinoceronte si ritrova quella pelle” è l’uomo a

conferire all’animale il suo caratteristico aspetto:

Un parsi un giorno si preparò un’enorme torta ma mentre si

accingeva a mangiarla sulla spiaggia apparve un rinoceronte la cui

pelle a quel tempo non faceva una grinza. Il Parsi impaurito del

rinoceronte si arrampicò su una palma e l’animale divorò la sua

torta. 5 settimane dopo a causa del caldo nel Mar Rosso il

rinoceronte si tolse la pelle , così l’uomo ne approfitta per riempirla

di briciole secche , il rinoceronte rimettendosi la pelle ebbe voglia di

grattarsi peggiorando la situazione sfregandosi e sfregandosi si

formò una grossa piega sopra le spalle e un’altra sotto.

Nel racconto “Come mai il leopardo si ritrova quelle

macchie”, lo scrittore cambia improvvisamente punti di riferimento

scientifico e questa volta è l’ambiente a giocare la parte del leone:

Kipling scrive che nell’alto Ved, vivevano : la giraffa, la

zebra,l’antilope, il damalisco di color giallo-brunastro-sabbioso , ma

più sabbioso-giallo-brunastro era il leopardo.

Gli animali imparano ad evitare tutto ciò che sembra un leopardo o

un Etiope adattandosi in una foresta dove la giraffa si fece

picchiettata, la zebra a righe ecc…

Questa storia si rifà all’insegnamento evoluzionistico per cui nella

lotta alla sopravvivenza sopravvivono gli individui che meglio si

camuffano, sviluppano abilità specifiche per adattarsi ad un

particolare ambiente. 17

Il leopardo e l’Etiope continuano a cercare le loro prede ma il

babbuino Baavian dice loro che la selvaggina si era data ad altre

macchine così il leopardo e l’etiope si recano alla foresta in cerca

delle prede , solo allora capiscono le parole del babbuino e non

intonandosi con lo sfondo, cambiano la loro pelle. ( pag 95 )

Nel racconto “Il gatto che se ne andava per i fatti suoi” ,

Kipling inizia quel processo di allontanamento dalla giungla e la

fierezza della natura per rifugiarsi in un contesto umano in cui

domina la dimensione domestica, famigliare.

L’addomesticamento segna il momento in cui la distanza uomo e

animale inizia a ridursi.

Kipling, nella narrazione sembra ripercorrere le tappe del processo

di avvicinamento tra l’uomo e l’animale e afferma che fu proprio la

donna ad avvicinare alla propria capanna e del proprio compagno

gli animali, attraverso pratiche seduttive.

Il primo animale a fermarsi alla capanna dei due, è il cane attratto

dall’arrosto ma ancor più dalle parole della donna.

Qualche tempo dopo, la donna avvicina il cavallo , l’unico animale

che non si avvicina è il gatto, che si era accorto dei raggiri della

donna, al punto tale che anche la donna non vuole più che egli entri

nella caverna.

Il gatto sarebbe entrato prima o poi non appena la donna lo avesse

lodato.

Un giorno però, il gatto capisce che è giunta la sua ora, alla nascita

del bambino della coppia, si reca alla caverna per consolarlo

durante un pianto e da allora , la donna iniziò a lodarlo e il gatto

conquista il diritto di entrare nella caverna, pur rimanendo il gatto

che va dove vuole e per il quale un posto vale l’altro.

“Quel servo del tuo cane”

Pubblicato nel 1930. Kipling già da tempo allevava terrier e

dall’amore che lo lega a loro decide di scrivere un libro che li abbia

come protagonisti.

Lustrino, il terrier , è il protagonista per lui il suo Dio è il padrone

quindi lo stesso Kipling e fra i due si intuisce come ci sia un legame

intimo e vero.

Kipling non analizza però la condizione umana volge solo lo

sguardo alla prospettiva canina.

Tuttavia le varie specie animali hanno inclinazioni e natura diversa

18

come ad esempio cani e gatti . Nel racconto infatti Lustrino e il suo

compagno Pianelle sono in lotta continua con la gatta Cucina che li

prende in giro per la loro completa convinzione nell’affidabilità

umana.

Un giorno quando i padroni ritornano a casa con il loro figlio , la

gatta convince i due cani di occupare ormai una posizione

subalterna così si rifugiano sconsolati nella loro tana , in realtà poi i

cani capiscono che le profezie della gatta erano soltanto un falso

allarme.

La gatta è un po’ la metafora delle scoperte dell’epoca della

microbiologia che porterà ad una frattura nel rapporto uomo-cane,

visto come portatore di malattie.

L’innovazione di Kipling sta nell’introdurre nelle sue opere sempre le

nuove scoperte, tendenze attraverso un filtro potentissimo ma

ironizzate, sdrammatizzate.

4.UN CASO DA MANUALE. MANGIAFUOCO E ALTRI ORCHI TRA

FIABA E MITOLOGIA.

Nel 1877 Vittorio Imbriani scriveva che l’orco in tutti i dialetti

lombardi si chiamava “el mago”, la sua figura fiabesca deriva da de

‘Gentili i quali chiamavano orco l’Inferno o Plutone poiché

conduceva alla morte.

Lo stereotipo del mago nel XIX Secolo era quello di Merlino e

Atlante, stereotipi ancor oggi presenti; a sostituirli nell’ambito della

realtà ed in particolare di quella positivista sono gli scienziati.

Tuttavia la figura dell’orco non scompare e appare sotto le spoglie

dell’assassino seriale o dell’uomo delinquente ( Cesare Lombroso ) .

Lo scienziato entra a far parte dei personaggi letterari tipici del

secondo Ottocento così come l’orco continua ad essere un

personaggio prediletto nella letteratura.

L’orco di Lombroso, il delinquente, diventa presto antagonista per

eccellenza della nuova letteratura di consumo.

L’orco, ancor prima di essere il delinquente, incarna il volto

primitivo di chi alla comunità umana, preferisce la foresta buia

vivendo dell’istinto animale legato alla sopraffazione del più debole.

L’orco rappresenta nella fiaba l’espressione più arcaica della

violenza. 19

Jack London, nel romanzo Before Adam, tratta il tema del terrore

della primordialità e del venire divorati, trattato tempi addietro da

Lucrezio, quel terrore sublime. Nel racconto di Jack London:

Un bambino della buona borghesia americana, sogna ogni notte la

sua infanzia selvaggia e preistorica e ciò gli reca paura e terrore; la

sua infanzia è l’infanzia del mondo => All’epoca, l’analogia tra

pensiero infantile e primitivo fu un vero paradigma per le scienze

antropologiche (XIX secolo).

Tale suggestione nel 1797, ebbe già un avvio scientifico grazie agli

studi di Itard sul ragazzo selvaggio Victor del quale si prese cura.

Nel 1894, Paola Lombroso, figlia di Cesare Lombroso, pubblicò

“saggi di psicologia del bambino” fu Cesare stesso a delinearne

la prefazione sottolineando come la psicologia italiana fosse in

debito con l’antropologia. In realtà fu proprio da questa prima opera

che Paola Lombroso, emancipò la psicologia dall’antropologia, con il

superamento del topos pre-positivista del bambino selvaggio.

Nel 1907, Jack London invece , pubblica a puntate Before Adam ,

facendo raffiorare dall’inconscio del giovane protagonista la

primitiva natura dell’umanità identificata nel dualismo bambino-

selvaggio. Tale binomio trovò sviluppo in un periodo in cui

evoluzionismo e paleontologia spesso studiavano il primitivo, il

selvaggio.

Lo scrittore mette in scena Gran Dente, l’immaginario antenato del

narratore che rappresenta uno specchio dell’infanzia del

protagonista e dell’infanzia del mondo intero ed è qui che torna in

vita l’archetipo evocato un tempo da Lucrezio , quel terrore

primordiale di essere divorati che attraversa tutte le epoche, dal

mito , alla contemporaneità; da Polifemo a cappuccetto rosso.

L’archivio è il cervello che reca i segni di una vita primordiale

infantile e le orme di selvaggi trascorsi animali: L’infanzia

primordiale errava per le foreste, scappando dalle belve che

avrebbero potuto divorarla.

Con l’avvento della modernità, l’orco si spoglia dei panni

tradizionali diventando il “mostro metropolitano” di Allan Poe. L’orco

si confonde tra la folla e si nasconde nel nuovo bosco che è la città,

più tardi invece è la metropoli, luminosa ma anche ricca di angoli

bui.

L’uomo delinquente può nascondersi e colpire ovunque e chiunque.

Fu Cesare Lombroso il grande scrittore dell’incubo di fine Ottocento

20

e riscosse un grande successo ispirando anche altri autori da Carlo

Dossi a De Amicis.

In “Cuore”, la descrizione di Franti ricorda come il piccolo

delinquente paghi la sua cattiveria con il riformatorio. Chi nasceva

nel ventre di Torino fra le classi più derelitte erano coloro che

necessitavano maggiore attenzione morale e pedagogiche. La

borghesia tuttavia era intimorita da tali classi sociali.

C’è chi sostiene che nello sviluppo della fiaba di fine Ottocento inizi

Novecento, la figura dell’orco subisca un indebolimento e scompaia

in realtà ciò non accade, esso va oltre la letteratura per l’infanzia,

calcando la scena della nuova criminologia ed incarnando il

criminale.

L’orco quindi scompare dalle fiabe moderne a causa alla rottura che

la fiaba contemporanea stabilisce rispetto a quella tradizionale, così

anche mostri e paure si ridimensionano.

Gli orchi si trasformano ma non scompaiono, nemmeno dalla

letteratura giovanile, anzi incarnano caratteristiche più realistiche

come ad esempio quella del brigante.

L’orco moderno è colui che fa chiedere l’elemosina ai bambini, colui

che li fa lavorare per lui pur di guadagnare qualche spicciolo e

questa sorte purtroppo spettava ai bambini che provenivano dalle

famiglie più povere e liberarsi da tali contratti e riacquistare la

propria libertà era molto difficile. Talvolta i padroni li seguivano e

strappavano loro di mano l’incasso. L’osteria diventa, nello

stereotipo comune, il luogo ideale che riassume tutto il male =>

scrittura realistica

Per quanto riguarda la scrittura fantastica: l’orco non muta o

meglio, subisce una trasformazione meno evidente. Ad esempio

nell’opera di Carlo Collodi “Le avventure di Pinocchio. Storie di

un burattino”: L’orco non è più l’essere malvagio delle fiabe,

viene trascritto nelle forme borghesi. Collodi aveva già avuto

dimestichezza con gli orchi già a partire dal 1875 , traducendo le

fiabe di Perrault.

Tra il 1881-1883 in Italia nasce il nuovo triangolo dell’orco:

Mangiafuoco, Il Pescatore verde e l’Omino di Burro.

Soltanto il Pescatore Verde manterrà il suo carattere da

divoratore mentre Mangiafuoco è un orco potenziale che

addirittura libera la sua preda di legno.

Il pescatore verde è una sorta di Polifemo per bambini.

21

L’omino di burro, incarna il pericolo nascosto celato dalle buone

maniere di un crudele criminale.

Al triangolo degli orchi va aggiunto un quarto elemento ovvero il

contadino che obbliga Pinocchio a fare da can da guardia del suo

pollaio.

L’orco tradizionale era dunque sostituito dall’orco pedagogico.

Lorenzini divide le tipologie del criminale, mettendo in guardia

anche i bambini => Il messaggio è ancora più inquietante perché

l’orco moderno non è più nella selva ma può abitare ovunque.

5. GIAN BURRASCA PICCOLO CHIMICO. OVVERO,

L’ESPLOSIVO LABORATORIO DELLA SCIENZA PER

RAGAZZI

Tra il 1907-1908, veniva pubblicato a puntate “il giornalino di

Giamburrasca” di Vamba, pubblicato poi in un unico volume nel

1912.

Tale giornalino può essere letto come la dichiarazione di

indipendenza del bambino italiano dalle severe regole di patria,

scuola, famiglia alle quali invece il protagonista di Cuore Enrico

Bottini doveva sottostare, ignorate da Giannino Stoppani,

protagonista di Vamba.

La “Golden Age” della letteratura per l’infanzia in Italia con il

sopravvento della fantasia, del gioco, divertimento si ha proprio con

Gian Burrasca.

Nell’episodio dell’ “anilina “, assistiamo ad una scena nella

quale all’interno del collegio Pierpaoli, Giannino e i suoi compagni

mettono dell’anilina ( elemento chimico ) nel brodo vegetale per

vedere se tale brodo di rigovernatura utilizzato per i piatti della

settimana serva a preparare la minestra del venerdì.

Questo ci suggerisce innanzitutto che i ragazzi possiedono nozioni

di fisica e chimica: nei testi divulgativi della seconda metà

dell’Ottocento la chimica era resa una scienza famigliare e

dilettevole.

Chimica, divertimento per famiglie

Nell’Italia post-unitaria, uno dei primi testi a trattare di chimica è

22

del francese Louis Figuier: Egli scrive testi sulle invenzioni, le

conquiste e le meraviglie della scienza.

“La scienza in famiglia “di Figuier è tradotto da Anfosso e

pubblicato a Milano nel 1879.

Dalla Francia arriva anche Jules Verne, divulgatore di una scienza

avventurosa ed appassionante come dimostra nell’ “Isola misteriosa

dove con poche nozioni di chimica si può far saltare in aria un’isola.

Nel 1881, presso Treves si pubblicano “Le ricreazioni

scientifiche, ovvero l’insegnamento coi giuochi”, dove la

cultura scientifica sembra diventare sempre più accessibile e di

facile sperimentazione, come un gioco appunto.

Nel 1883 viene pubblicato a Milano “magia, prestigio e fisica

dilettevole” presso Emilio Croci editore. In quest’opera, come di

consueto nell’Ottocento, chimica e fisica sono mescolate a magia e

giochi di prestigio. La divulgazione scientifica si divulga infatti nella

versione più popolare associandosi alla domesticità, ai momenti di

svago.

Giannino Stoppani, si cimentava in giochi di prestigio. Negli

spettacolini per le famiglie sono presentate poche e semplici

reazioni chimiche.

La diffusione scientifica dell’epoca, si avvale della scienza

positivista ma anche di divulgazioni verso l’ignoto=> Non a caso

nel collegio di Giannino Stoppani, non esistono solo il gabinetto di

fisica e di chimica ma anche un tavolo a tre gambe in quanto la

famiglia Pierpaoli era dedita alla spiritualità.

La scienza è divulgata, accompagnata da :

- gioco di prestigio

- spiritismo

- fenomeni meravigliosi e inspiegabili

Dalla Francia, giungono anche i tre volumi della “Science

amusante” di Tom Tit:

Le illustrazioni mostrano vari esperimenti dei giovanotti che si

possono effettuare anche sul tavolo di casa. Le immagini degli

esperimenti diventano poi, immagini pubblicitarie ( di una nota

marca di caramelle )=> La chimica diventa importante nella vita e

nella cultura domestica delle famiglie di fine Ottocento.

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Carlo Anfosso, sulla scia di Tom Tit, scrive “La chimica

dilettevole, libro per la gioventù “:

Il primo elemento che emerge è l’ambiente domestico sulla

copertina. Il giovane infatti è chino sulla cucina e non in un

laboratorio.

Anfosso fu anche un divulgatore scolastico, i destinatari ovviamente

erano insegnanti ma anche alunni e alunne, alle nozioni di chimica,

si aggiungono quelle sull’industria dei giocattoli.

Giocare con la chimica in Europa e negli Stati Uniti

In Germania ed Inghilterra vengono prodotti i primi Chemestry set,

valigette contenenti sostanze e strumenti per esperimenti chimici,

rivolte ad adulti e ragazzi.

In Inghilterra, la John J. Griffin, produce 11 diversi tipi di scatole per i

differenti acquirenti.

Mentre in Europa scoppiava la Grande Guerra nel 1915, iniziano a

diffondersi in Maryland, i corredi chimici prodotti dai fratelli Porter

con il marchio Chemcraft.

Per tutto il Novecento verranno creati poi una serie di corredi

chimici in concorrenza con la Chemcraft.

La valigetta del piccolo chimico si propone ai genitori e ragazzi

come gioco istruttivo ed eccitante, visto come primo passo

potenziale verso una solida carriera professionale.

Anche il giocattolo come il libro si propone a due destinatari il

ragazzo e il genitore che dovrà approvarlo.

Le prime scatole avevano al loro interno: fialette, ampolle di vetro,

alcune sostanze reagenti , una bilancina e un fornello a spirito; Le

scatole di cartone riportano sul coperchio immagini di ragazzi

sorridenti e contenti di giocare nel loro ambiente domestico.

La vendita di questi prodotti in America diventa ancora più

persuasiva allo scoppio della Grande Depressione.

Le valigette del piccolo chimico erano destinate ai maschi e si

evolvevano insieme alla cultura e all’ideologia dominante

dell’epoca. 24

Chimica e radioattività negli Stati Uniti

A partire dagli anni Quaranta, con la tragica conclusione della

guerra, la conquista della tecnologia relativa all’energia atomica

muta i messaggi del piccolo chimico, dove subentra il messaggio

positivo riguardante l’atomo e il materiale radioattivo.

Le nuove scatole, offrono composti di uranio e radio. I ragazzi

potevano grazie a posta richiedere altro materiale.

La diffusione di questi giocattoli delinea il concetto della supremazia

mondiale americana.

Le scatole ora non riportano più sul coperchio il bambino sorridente

ma orbite atomiche e immagini astratte.

Anche l’immagine di Superman appare nelle scatole per

promuovere la campagna pubblicitaria del piccolo chimico atomico.

Superman è immune alla radioattività, è il nuovo supervisore e non

solo esprime un potere illimitato.

In questi anni, le scatole sono caratterizzate anche dal color rosa,

destinate quindi anche alle bambine femmine, i produttori non

rinunceranno mai più a questo tipo di pubblico, esplicitando sulle

scatole entrambi i generi.

In questo periodo, negli anni 50, il consumatore americano ancora

non conosce i rischi, a partire dal 1962, con le dichiarazioni sulla

pericolosità del DDT e sulle conseguenze ambientali, il piccolo

chimico calerà nettamente; Negli Stati Uniti, si individuano nei

giocattoli chimici dei potenziali periodi.

Negli anni ’60, vengono effettuati numerosi controlli sui giocattoli

ed il Piccolo Chimico, scompare dal mercato.

Gilbert e Porter chiudono i battenti rispettivamente nel 1967 e nel

1984.

ITALIA

In Italia i giochi del Piccolo Chimico si sviluppano dopo la Grande

Guerra, anche qui sono materiali potenzialmente pericolosi.

In Italia il giocattolo radioattivo non è mai arrivato ma le scatole di

esperimenti scientifici abbondano e l’azienda produttrice principale

è la Clementoni.

Dalla Clementoni uscì anche il Sapientino.

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze pedagogiche e dell'educazione
SSD:
Docente: Boero Pino
Università: Genova - Unige
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Naomi1995 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura per l'infanzia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Genova - Unige o del prof Boero Pino.

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