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Teatro come sperimentazione

Shakespeare e la scrittura romanzesca

1. Il teatro di Shakespeare: generi e sperimentazione

Shakespeare, attraverso la voce dei personaggi affermava che il mondo è un

palcoscenico, e sulle tavole del Globe egli rappresentava la vita, le mille pieghe e

sfaccettature dell'animo umano per ricomporre nella finzione teatrale la complessità e

l'armonia dell'esistere. Nei suoi drammi coesistono gioia e amarezza, riso e pianto,

felicità e dolore, proprio come accade nella realtà della vita, per cui è difficile

collocarli in un genere teatrale codificato. Il problema dell’attribuzione dei drammi

shakespeariani a questo o a quel genere teatrale è stato spesso affrontato dalla critica

che ha notato come la tendenza del teatro elisabettiano a trasgredire le forme

codificate divenga in Shakespeare un elemento costante di sperimentazione e di

che possano ‘dire’ e rappresentare l’uomo nuovo, un uomo

ricerca di nuovi linguaggi

che si lascia lo splendore e le certezze di un’epoca alle spalle per affrontare un mondo

destabilizzato proprio dalle tante conquiste e acquisizioni realizzatesi nel Cinquecento.

del teatro di Shakespeare emerge nell’esplicita sfida a ogni

La natura sperimentale

regola precostituita, nella grande forza creativa con cui il drammaturgo re-inventa e ri-

crea le ‘sue’ regole, le regole di un teatro vivo e vitale che a distanza di secoli parla

ancora il nostro linguaggio, il linguaggio della vita e della letteratura per sua natura

non definibile in termini rigidi e schematici e non riconducibile ad una precisa

distinzione di genere. Nel processo continuo di costruzione e di formazione dei generi,

i drammi di Shakespeare diventano momenti di esplorazione e di sperimentazione

legati a una tradizione che viene costantemente rivisitata, modificata, rielaborata in

senso innovativo e creativo. La scrittura di Shakespeare fornisce una visione della vita

complessa ed incline a sottolineare il senso tragico delle cose, più che quello comico

ed ottimista, e questo emerge in modo particolare nella commedia shakespeariana che,

per quanto comica, presenta il senso di malinconia e sperdimento presenti sulla scena

della vita dell'uomo moderno. Fin dagli esordi, dunque, il teatro shakespeariano è

popolato da personaggi fortemente problematici e si pone come specchio di una

società in trasformazione, con i suoi squilibri e le sue lacerazioni, i conflitti e i

compromessi e tutte le sue complesse dinamiche, delineando così il nuovo modello

della società del Seicento. Il mondo moderno, il mondo di Shakespeare, è infatti un

mondo fluido in cui le vecchie regole sono oramai sconnesse, scardinate, e l’uomo si

trova di fronte alla possibilità e alla responsabilità di ripensare e di ricostruire un

intero universo, con nuove regole e con un nuovo sistema di valori. Le scoperte

scientifiche e geografiche tra Quattrocento e Cinquecento modificano la visione del

mondo e il senso di centralità dell'uomo nell'universo; le concezioni politiche e

religiose vengono stravolte dall'affermarsi di nuovi modelli e di una molteplicità di

possibili visioni facendo sgretolare quella monolitica compattezza su cui l'ideologia

dominante si era assestata. Il vecchio sistema feudale viene sostituito dallo scambio

commerciale. Si mettono in discussione quegli assoluti sui quali era incardinata

l’ideologia medievale: nulla è più determinato dal volere divino o da una

organizzazione naturale immodificabile ma tutto può essere ripensato, riscritto,

ricreato secondo nuovi criteri e, soprattutto, secondo un nuovo modo di sentire. Il

teatro inglese fiorisce come grande espressione della cultura coeva. Il teatro riesce a

cogliere quell’insieme di atteggiamenti, di ideologie e di elementi che componevano

la variegata società elisabettiana, integrando le diverse visioni sociali, i codici

culturali, le convenzioni drammatiche e rielaborando tutti questi elementi in una

produzione aperta alla varietà e alla pluralità di voci e di modi. Shakespeare, capace di

riflettere il senso di trasformazione dell'epoca nella creazione poetica e drammatica,

ha ripercorso il teatro e i suoi generi con la sua forza immaginativa, mescolando di

continuo comico e tragico, farsa e dramma, storia e tragedia, dando così espressione al

senso di indefinitezza del suo tempo attraverso sia complessi protagonisti sia la stessa

forma teatrale. La complessità del teatro shakespeariano si manifesta nella variegata

gamma di registri linguistici e di stili letterari con cui il drammaturgo riesce a

esprimere la polifonia del testo, del personaggio e dei punti di vista, mentre la grande

flessibilità nel rappresentare una realtà altrettanto flessibile viene determinata anche

dall’ampia utilizzazione di espedienti e di convenzioni legate al teatro stesso

dell’epoca. La scena teatrale del tempo i presenta infatti con tratti essenziali, spesso

simbolici, che pertanto suggeriscono al pubblico possibili percorsi del sentire

e immaginare una propria realtà. L’uso ricorrente

individuale lungo i quali disegnare

del travestimento sembra quasi voler rammentare quanto la realtà possa essere

trasformata, a teatro come nella vita, sottolineando la grande flessibilità dei ruoli

sociali che possono pertanto essere modificati in maniera anche profonda, in

particolare rispetto al rango e alla classe (The taming of the shrew). Inoltre, la

proibizione per le donne di calcare la scena e il conseguente impiego di giovanissimi

attori in ruoli femminili sottolinea come non solo il concetto di class ma anche quello

di gender presenti confini mobili, facilmente scavalcabili con la modificazione dei

ruoli sociali che risultano pertanto definiti sulla base di distinzioni culturali più che

biologiche. Da questo punto di vista, sono davvero tante le eroine shakespeariane che,

indossando gli abiti maschili entrano nel mondo degli uomini appropriandosi di ruoli

da cui le donne venivano solitamente escluse (The Merchant of Venice).

2. La scrittura storica

La distinzione dei drammi di Shakespeare nelle diverse forme teatrali va dunque

intesa come una semplice convenzione. Una prima grande rielaborazione di genere

viene offerta dalle histories, un tipo di dramma che rispecchia una realtà storica

imprescindibile e immodificabile, ma che pure viene rivisitato da Shakespeare al fine

di suggerire riflessioni sulla contemporaneità grazie ad elementi meta teatrali che

tende a riportare di continuo il pubblico alla ‘realtà della finzione’ teatrale e, quindi,

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/10 Letteratura inglese

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