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In principio fu Tondelli

Negli anni novanta si diffondono uno sperimentalismo accompagnato da provocazioni linguistiche, narrazioni trasgressive, con la messa in scena di universi giovanili e esistenziali. La rottura con le scritture precedenti può essere connessa con i dibattiti tecnici su prosa e poesia, la tendenza antiromanzesca, che si erano verificati nel decennio precedente tra l’86 e 89, ma già avviati dal Gruppo '63.

Molti degli esordienti degli anni 90 derivano da una manifestazione di Barilli e Balestrini, appartenenti al gruppo 63, intitolata Ricercare. Laboratorio di nuove scritture che riteneva le opere di grandi scrittori degli anni 80 isolate: Tabucchi, Del Giudice, Veronesi, erano scrittori solitari. L’unico che ha saputo originare una sua discendenza è stato Tondelli, che è presente dietro tutti i narratori degli anni ’90, grazie anche al progetto Under 25, che produrrà 3 antologie: Giovani e blues, Belli & perversi, Paperang.

Tondelli è rintracciabile nei narratori degli anni ’90 attraverso una serie di elementi: è il classico della modernità letteraria cui i giovani sentono di appartenere. Palandri in Boccalone mette in scena la stessa gioventù di Altri libertini; immerge nella pagina una generazione attraverso stile, lingua, mitologia che la rispecchiava perfettamente. In Altri libertini ci sono drogati e prostitute, la scoperta di sé, le occupazioni universitarie, il tema del viaggio, l’ansia di vivere e il senso di frustrazione, la voglia di uscire dalla provincia.

Inoltre ci sono due novità a livello di testo e contesto, che pongono Tondelli in rottura con l’orizzonte letterario coevo: il livello testuale e quello dell’innovazione linguistica, che costituisce un’impalcatura al primo elemento. La materia che Tondelli mette in scena è generazionale, ricade nel romanzo di formazione con il passaggio dell’adolescente alla vita adulta, con la differenza rispetto ai classici romanzi di formazione, che a vivere il passaggio è un’intera generazione.

Tondelli ha messo in scena nei suoi romanzi soggetti emarginati, come i giovani del ’77, superando il contrasto tra scrittura e società giovanile, alimentata da lotte, occupazioni, manifestazioni. Gli anni ’70 avevano lasciato un segno nella narrativa: parlare della propria esperienza era una prospettiva reazionaria, si era verificata un’interdizione verso i soggetti non normalizzati, che non trovano posto nella scrittura dei nuovi esordienti degli anni ’80.

Questi scartati entrano come protagonisti di una condizione giovanile consistente e non totalizzante nella narrativa di Tondelli, infatti lo scrittore emiliano è un classico perché segue nel suo percorso letterario le tracce di una generazione che dagli anni della contestazione ripiega nel privato. Inoltre Tondelli è percepito come classico perché irrompe nella letteratura con un linguaggio giovanile e la pulsione verso la scrittura che gli permetta di comprendere l’altro da sé. Perché si scrive? Tondelli afferma che si scrive per assimilare la realtà mettendola in scena, proponendosi come modello sia per la trama che per il linguaggio trasgressivi. Tondelli amava affrontare il tema e costringere il lettore a seguirlo nelle sue citazioni, aprendo un rapporto di uno a uno con il pubblico, in un dialogo esplicito con ogni lettore.

Altri libertini è un libro che invita i giovani ad entrare con forza nella letteratura, con le proprie storie, miti, linguaggi. È un’opera democratica, nel senso del messaggio culturale di un giovane che invita altri giovani a parlare della propria esperienza. Tondelli propone la via di una letteratura aggressiva e trasgressiva, che provenisse dai nuovi linguaggi della comunicazione, persino dai videogiochi, come Desperados, che Tondelli costruisce attorno al videogioco Galaxy.

Il Mc mondo è dietro l’angolo

In quarto luogo Tondelli è un classico della modernità perché traspone in sede narrativa il sistema consumi-identità influenzato dal linguaggio dei media. La musica è una colonna sonora continua, catalogo dei gusti generazionali, che compartecipa al processo di emozionalizzazione del testo e di scansione dei tempi narrativi. In Altri libertini la citazione di vari gruppi musicali sonorizza la scena del rito collettivo dello spinello, altre volte la musica evoca un’atmosfera, come quella del juke-box del Posto Ristoro, altre ancora l’esibizione di un gruppo freak fa scendere il silenzio all’osteria, oppure la musica può avere funzione solidaristica come in Mimi e istrioni in cui le protagoniste, reduci dall’osteria, cantano la Marsigliese e la Contessa.

La musica in queste scritture è un codice che serve a rendere incomprensibile la narrazione a chi non ne conosce le specificità, è un subcodice che include o esclude i lettori; ad esempio la Fender, la Jaguar e la Stratocaster sono nomi di chitarre che pregiudicano la comprensione di Jack Frusciante.

La letteratura degli anni ’90 va oltre le citazioni musicali di Tondelli: Destroy di Santacroce è costruito sui tracks di un CD. L’autore si trova in rapporto con un immaginario filmico, letterario, musicale alto e basso. Tondelli predilige cinema e musica, mentre nel decennio successivo si afferma la televisione. Un altro medium presente nelle storie di Tondelli è la radio libera, strumento che si diffonde in Italia dal 1975, quando la Rai smette di avere il monopolio sull’etere e si diffondono migliaia di emittenti locali in situazioni di clandestinità.

Queste prime radio divennero simbolo del diritto a comunicare a basso costo. Esse si divisero in radio di movimento, che erano espressioni di realtà politiche e radio commerciali e di intrattenimento che attraverso la proposta di brani sondavano il gusto dei giovani. Dal 1985 il mercato si assestava e presero piede le prime radio nazionali. Queste prime radio erano luoghi di aggregazione che esprimevano il bisogno dei giovani di un’appartenenza politica, culturale e territoriale. La testimonianza di queste radio libere ci viene data in due film: Radio Freccia di Ligabue e Lavorare con lentezza di Chiesa. Tondelli racconta una notte di trasmissioni delle protagoniste di Mimi e istrioni, che trasmettono Mondina centoradio, in un sottoscala, accavallandosi alla conduzione.

Tondelli può essere definito un classico moderno per la capacità di intuire gli orientamenti giovanili in termini di merci, così i suoi romanzi si popolano di Diane, Folonari, MS, Invicta. In Tondelli l’uso di etichette è una precisa scelta linguistica, che connota i primi segnali del mcmondo, secondo la definizione di Ritzer, un mondo con un’espansione capitalistica di un marchio che produce piattezza culturale.

I luoghi descritti da Tondelli sono i luoghi dei giovani: bar, enoteche, la via Emilia disseminata di discoteche, luminose come Broadway, l’Europa e il mito della fuga, mentre nel decennio successivo esordiscono sulla scena letteraria i nonluoghi, i paradisi delle merci, Esselunga e Ikea, ambientazioni estranee a Tondelli, gli unici non luoghi che mette in scena sono le stazioni.

Alla ricerca delle scritture giovanili: il progetto Under 25

La prima antologia prodotta dal progetto fu Giovani blues nel 1986, che ricevette così tante critiche che Tondelli fu costretto a dedicare tutta la postfazione della seconda antologia per rispondere alle obiezioni. Il progetto Under 25 nasce nel 1985, momento in cui Tondelli è arruolato nelle fila dei nuovi romanzieri, sono passati 5 anni dall’esordio di Altri libertini, pubblica su L’espresso e sul Corriere della Sera, collaborando anche a Linus, una testata cult simbolo di un’area giovanile dove pubblica Il Bronx è a Borgo Panigale, Desperados, De-generation.

Tondelli su Linus attua una riflessione fondamentale, ormai trentenne la realtà raccontata nei suoi romanzi si è evoluta, dunque non si sente più legittimato a prendere la parola dall’interno, ma la passa al mondo giovanile. Manda a Linus un articolo dal titolo Gli Scarti che si sforza di avvicinarsi al mondo dei giovani. Tondelli teme di diventare come uno degli specialisti di generazione che ne parlano dall’esterno, senza viverne la vita, perché ormai aveva 30 anni. Pone al centro del discorso il termine massa, dove però è necessario che emergano le diverse identità giovanili, con il desiderio di inventarsi una propria immagine, salvo poi ricadere nell’omologazione collettiva.

Teorizza una sorta di appello ai giovani a un impegno in chiave letterario esistenziale, che derivava dalla devastazione degli anni 70. Nell’ottobre dell’85 in Scarti alla riscossa, lancia concretamente il progetto, attraverso una piccola casa editrice di Ancona di Canalini, con la pubblicazione di un’antologia. Il cuore del progetto è costituito dalla volontà di Tondelli di spingere i giovani alla lettura e alla scrittura, UNDER 25 si pone come un’inchiesta non giornalistica sulla creatività dei ragazzi degli anni 80. Il progetto ebbe vasta eco su testate e radio, a Il lavoro editoriale presso Ancona giunsero 400 dattiloscritti. Escono dall’86 all’90:

  • Giovani e blues
  • Belli e perversi
  • Paperang (Ballestra, Culicchia)

Le tre raccolte sono volumi autonomi, che rispettano le principali indicazioni tondelliane di scrivere il proprio vissuto, la riscrittura come esercizio stilistico e la lettura per l’arricchimento espressivo. La divisione rispettava i generi: intimista, generazionale, di genere, sperimentali e poesie, che vennero abolite dalla seconda edizione.

In Giovani e blues, il background generazionale era dato da un linguaggio gergale e consumista, dal secondo volume si avverte di più questa necessità di tagliare con la neutralità del linguaggio. La terza antologia si pone come cerniera tra gli anni 80 e 90, con la presenza dei testi ironici di Ballestra sulla vita di una fuorisede a Bologna e di un personaggio post-punk, tra Montesilvano e Berlino.

Le antologie di Tondelli attuano un superamento del testo gutenberghiano, per lasciare spazio ai media, ad esempio l’indice di Ballestra ha la struttura di una scaletta radiofonica, in Culicchia entrano la tv con i suoi spot, il rapporto consumi/identità. Il progetto di Tondelli, venne affiancato da Mouse to Mouse di Mondadori, dedicata al mondo della moda, dello spettacolo e del rock e il progetto della rivista Panta.

Giunse la neoavanguardia e nacque Ricercare. Laboratorio di nuove scritture

Nell’estate del 97 Balestrini annunciava su La Bestia, periodico che ebbe vita breve, l’esordio dei cannibali, narratori pulp, tondelliani: Ballestra, Brizzi, Campo, Culicchia, Santacroce. La moltiplicazione delle etichette riferite a questo gruppo di giovani cerca di circoscrivere elementi tematici e linguistici ricorrenti, ma anche di creare un nuovo prodotto editoriale.

Ricercare. Laboratorio di nuove scritture nasce nel 93 per celebrare il trentennale del Gruppo 63. Balestrini afferma che dopo la vitalità degli anni 60 la narrativa italiana si era inaridita ed era tornata ad uno stallo. Egli registra con entusiasmo l’entrata in scena dei nuovi soggetti, che non devono fuggire da media, ma immergersi nei media, appropriandosi dei registri linguistici, per poi deformarli. Nei narrative invaders la scrittura di massa passa a quella di moltitudine, è la scrittura metropolitana a generare nuove forme espressive, pretendendo di porsi come antagonista alle forme che va descrivendo.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/10 Letteratura italiana

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