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Un mondo in formazione

Una nuova potenza in un vecchio mondo

Il mondo in cui sopraggiunsero gli Arabi era un mondo che sottostava all'Impero Romano. Grandi commerci. Era partecipe della cultura greca e latina. Nel IV secolo d.C., il centro di potenza imperiale si sposta ad oriente: da Roma a Costantinopoli, che esercitava controllo su Italia meridionale, Sicilia, Nord Africa, Egitto, Anatolia e Grecia. L'imperatore governava attraverso funzionari statali greci. L'impero era diventato cristiano, i templi vennero trasformati in chiese.

Nel 451, il Concilio di Calcedonia discusse la natura di Cristo: Cristo aveva due nature, quella divina e quella umana. I monofisiti credevano in Cristo come unica natura (Chiesa Armena), mentre i nestoriani credevano in Cristo umano (Iraq). Nel VII secolo, i monoteliti pensavano che Cristo avesse due nature, ma una sola volontà.

L'Impero Sassanide (Iran, Iraq e Asia centrale) praticava la religione del Zoroastrismo, che vedeva l'universo come un campo di battaglia tra buoni e cattivi. La capitale era Ctesifonte (zona fertile). Vi erano anche nestoriani ed ebrei. La lingua era il Pahlavi. In Etiopia, la religione era il cristianesimo e la lingua il copto. In Yemen, vi erano lingue particolari e religioni proprie. La Penisola Araba ospitava nomadi e sedentari, tra di loro vi era un equilibrio precario. Erano guidati da capi famiglia che esercitavano potere nelle oasi. Pregavano divinità locali incorporate in entità naturali. Gli dèi vivevano in un haram, cioè una città fuori da conflitti tribali, come centro di pellegrinaggio e custodito in genere dalla tribù più vicina.

I Lakhmidi avevano come capitale Hira (centro cristiano) e i Ghassanidi contribuivano alla diffusione della lingua della poesia. L'identità culturale si esprimeva attraverso la lingua poetica, in particolare nella forma poetica Qasidah (ode) che poteva arrivare fino a 100 versi, ogni verso formato da due emistichi. Veniva recitata in pubblico dall'autore o da un rawi (recitatore) che improvvisava. La poesia era come un diwan, cioè un registro delle gesta dei poeti.

Maometto e la comparsa dell'Islam

Gli Arabi instaurano un nuovo ordine e Dio fa scendere la rivelazione su Muhammad sotto forma di Qur'an, nasce così una nuova religione: l'Islam. I primi anni di Muhammad sono tra i più oscuri. Nacque a La Mecca nel 570 circa; apparteneva ai Quraysh, commercianti. Muhammad sposò Khadija, una vedova commerciante. Si ritirava sui monti e un giorno un angelo gli rivelò che era il Profeta. Muhammad comunicava messaggi divini e, poco a poco, i credenti aumentavano. Distacco dai Quraysh, che lo vedevano come una minaccia. Nel 622, avvenne il trasferimento a Yathrib (poi Medina), noto come hijra. Ci fu una rottura con gli ebrei che non potevano ammettere che Muhammad fosse Profeta; alcuni clan ebrei furono espulsi o soppressi; ci fu un cambio di direzione durante la preghiera da Gerusalemme a Mecca. Nel 629 ottenne il permesso di pellegrinaggio a Mecca e nel 632 compì l'ultimo pellegrinaggio prima di morire.

La formazione di un impero

La successione a Maometto: la conquista di un impero

Alla morte di Muhammad vennero identificati tre gruppi di seguaci: i primi compagni della Hijra, i notabili di Medina e le famiglie più importanti della Mecca. Si susseguirono i Califfi Ben Guidati (Rashidun):

  • Abu Bakr, uno dei primi compagni, era cognato di Muhammad, fratello di Aisha. Compì azioni militari per imporre la sua autorità.
  • Umar ibn al-Khattab (634-644) conquistò l'Impero Sassanide, la Siria e l'Egitto. Nacquero nuovi insediamenti come Basra e Kufa. Ricompense per chi combatteva per l'Islam.
  • Uthman ibn Affan (644-656) nominò governatori per le province, membri del suo clan. Ci furono ribellioni. Nel 656 venne ucciso e ci fu una guerra civile.
  • Ali ibn Abi Talib (656-661), cugino di Muhammad e marito di Fatima, si insediò a Kufa e sconfisse i dissidenti. Poi Muawiya, governatore della Siria e parente di Uthman, si oppose e si scontrarono a Siffin. Fecero un accordo, ma i sostenitori di Ali lo abbandonarono e venne infine assassinato a Kufa.

Califfi Omayyadi

Muawiya (661-680) si proclamò Califfo e rese la carica ereditaria. La capitale fu spostata a Damasco, dove poteva esercitare maggiore controllo. Prima la base era a Qayrawan (Tunisia), poi si espanse in Marocco, Spagna e infine India. Abd al-Malik (685-705) coniò una nuova moneta e creò edifici monumentali come la Cupola della Roccia a Gerusalemme e moschee anche per assemblee.

Il califfato di Baghdad

Califfi Abbasidi

Abu-l-Abbas (749-754) spostò la capitale a Baghdad e uccise coloro che lo avevano aiutato a salire al potere. Al-Monsur (754-775) accolse molti non arabi musulmani a corte, alienando molti dei loro sostenitori arabi, in particolare gli arabi Khorasanian che li avevano sostenuti nelle battaglie contro gli Omayyadi. Harun al-Rashid (786-809) istituì il wazir, o consigliere del Califfo, e divise il governo in ministeri. Nacque il sistema coranico di tassazione: Kharaj su terra e prodotti e Jizya sui non-musulmani.

Quando Harun morì, ci fu una guerra civile tra i figli al-Amin e al-Mamun. Al-Amin divenne Califfo (809-813). Acquisizione di schiavi e reclutamento di soldati turchi. Al-Mutasim (833-842) spostò la capitale a Samarra per tenere i soldati lontani dalla popolazione di Baghdad, che divenne ostile al califfato. Tra il 868-883, ci fu la rivolta degli zans, ossia una rivolta di schiavi neri. Al-Mutadid (892-902) ritornò a Baghdad.

La formazione di una società

La fine dell'unità politica

Nacquero dinastie locali:

  • Saffaridi (Iran)
  • Samanidi (Khurasan)
  • Tulunidi (Egitto)
  • Aghlabidi (Tunisia): conquistarono la Sicilia (fino all'XI secolo)

Nel 945, i Buyidi, una famiglia di comandanti militari, si impadronirono di Baghdad assumendo il titolo di shahanshah, Re dei Re. Nacquero politiche spartite. Il Kharigismo sosteneva che l'imam doveva essere la persona più degna. Nel VIII secolo, uno di questi arrivò in Oman e nel IX secolo venne soppresso dagli Abbasidi (sciiti). Gli Ismailiti appoggiavano l'imamato di Ismail (sesto imam per gli Sciiti); sostenevano il ritorno di Muhammad. Nel 910, Ubaydullah si proclamò Califfo (sosteneva discendenza da Ali e Fatima), dando origine alla dinastia fatimide. Occupò l'Egitto e poi la Siria. Nacque il Cairo.

Nel frattempo, uno dei pochi membri superstiti della famiglia reale degli Omayyadi, che era stata quasi annientata, Abd ar-Rahman I, portò le sue truppe verso la Spagna dove costituì un emirato indipendente nel 756. Questo emirato prosperò al punto che, nel 929, Abd ar-Rahman III assunse il titolo di califfo, costituendo il regno di Al Andalus con capitale Cordoba, che divenne così importante da rivaleggiare con Baghdad come capitale legittima dell'impero islamico.

Una società unificata: le basi economiche

Molti centri di potere e cultura, grandi commerci (via mare). Nacquero grandi città, il che comportò la modifica dell'organizzazione del commercio a lunga distanza. Il trasporto via mare richiedeva che le città fossero lungo le coste o un fiume navigabile.

Unità di fede e di lingua: nel VIII secolo, i musulmani rappresentavano circa il 10% della popolazione. I convertiti abitavano vicino ai maggiori centri urbani. Nel X secolo, il numero di musulmani era maggiore, creando una differenza netta con i non-convertiti. In Iran, il persiano si mantenne come lingua parlata, mentre la lingua scritta era l'arabo in tutto il mondo musulmano. Nell'VIII secolo, dalla Cina arrivò la carta, sostituendo il papiro.

Ibn Qutayba fu il primo teorico della letteratura, descrivendo la Qasidah-tipo con invocazione al luogo perduto e amore perduto, descrizione del viaggio ed elegia/panegirico. L'ADAB divenne un nuovo genere di letteratura, come "Khalifa wa Dimna", una raccolta di favole moralistiche sulla vita degli animali.

Nel IX-X secolo, il mondo islamico aveva preso forma. L'edificio tipico era la moschea...

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-OR/12 Lingua e letteratura araba

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher itscay di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura araba e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Benigni Elisabetta.
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