Al-Ajurumiyyah
Al-Ajurumiyyah (dal nome di "Ajurum" - scrittore arabo - si è venuto a creare questo sostantivo, che significa: "Testo esplicativo di una materia") è un testo esplicativo della grammatica araba.
"Perché io sono AbdAllah Muhammad, figlio di Muhammad, figlio di David, figlio del famoso Agrom".
Il Dio misericordioso ha detto:
Tipi di discorso
Discorso: È un composto realizzato da suoni, che è stato fondato per essere utile. È diviso in tre parti: con significato di nome, verbo, particella.
Il nome si riconosce: dalla flessione del genitivo (it. complemento di specificazione) e dal tanwin, dall'aggiunta di "alif+lam" (= articolo), dall'aggiunta di particelle che sono: men (= da), ila (= verso), ean (= per, circa), ale (= su), fi (= nel), rubba (= forse), ba (ب), chef (ك و ت, ب), lam (ل), dalle particelle di giuramento che sono: ت.
Il verbo si riconosce da: qad, alsiyn, sauf, e dalla quiescente del genere femminile.
La particella: non le si applica né il segno del nome né il segno del verbo.
Capitolo delle declinazioni
Declinazione: È il cambiamento della fine delle parole causato dal cambiamento dell'agente che entra in essa in modo implicito o esplicito. È diviso in quattro parti: nominativo, accusativo, caso obliquo e condizionale iussivo.
I nomi reggono questi casi: nominativo, accusativo, caso obliquo, ma non il condizionale iussivo.
I verbi reggono questi casi: nominativo, accusativo, condizionale iussivo, ma non il caso obliquo.
Capitolo sulla conoscenza dei segni delle declinazioni
Il caso nominativo ha quattro segni: la dhammah, la و, la أ e la ن.
In quanto alla dhammah questa è segno del nominativo in quattro luoghi: nel nome singolare, nel plurale fratto, nel plurale femminile sano, nel verbo imperfetto quando non è legato qualcosa alla sua fine (quando non ci sono i suffissi).
In quanto alla و questa è segno del nominativo in due luoghi: nel plurale maschile sano e in cinque nomi che sono: tuo padre, tuo fratello, tuo suocero, la tua bocca, denaro.
In quanto alla أ questa è segno del nominativo esclusivamente nei nomi duali.
In quanto alla ن questa è segno del nominativo nel: verbo imperfetto se vi è aggiunto il pronome del duale o il pronome del plurale, o il pronome femminile alla seconda persona singolare.
Il caso accusativo ha cinque segni: la fatha, la أ, la kasra, la ي, e l'apocope della ن.
In quanto alla fatha questa è segno dell'accusativo in tre luoghi: nel nome singolare, nel plurale fratto, nel verbo imperfetto se vi entra l'influenza dell'accusativo e non è legato qualcosa alla sua fine (quando non ci sono i suffissi).
In quanto alla أ questa è segno dell'accusativo in cinque nomi come: "ho visto tuo padre e tuo fratello" e simili.
In quanto alla kasra è segno dell'accusativo nel plurale femminile sano.
In quanto alla ي è segno dell'accusativo nel duale e plurale (maschile sano).
In quanto all'apocope della ن è segno dell'accusativo in cinque verbi il cui nominativo è determinato dalla ن.
Il caso obliquo ha tre segni: la kasra, la ي, la fatha.
In quanto alla kasra questa è segno nel caso obliquo in tre luoghi: nei nomi declinabili al singolare, nei nomi declinabili al plurale fratto e nei plurali femminili sani.
In quanto alla ي questa è segno nel caso obliquo in tre luoghi: in cinque nomi, nel duale e nel plurale.
In quanto alla fatha questa è segno nel caso obliquo nel nome che non è declinabile.
Il condizionale iussivo ha due segni: il sukun e l'apocope.
In quanto al sukun questo è segno nel condizionale iussivo nel verbo imperfetto la cui terminazione è regolare.
In quanto all'apocope questa è segno nel condizionale iussivo nel verbo imperfetto la cui terminazione è irregolare e in cinque verbi il cui nominativo è determinato dalla ن.
Capitolo sulla declinazione delle parole
Le parole declinabili sono di due tipi: le parole declinate dal segno degli accenti (haraka) e le parole declinate dalle lettere.
Per quanto riguarda le parole declinate dal segno degli accenti sono di quattro tipi: il nome singolare, il plurale fratto, il plurale femminile sano e il verbo imperfetto quando non è legato qualcosa alla sua fine (quando non ci sono i suffissi).
Queste parole sono caratterizzate dalla dhamma al nominativo, dalla fatha all'accusativo, dalla kasra al caso obliquo e dal sukun al condizionale iussivo.
Ci sono tre casi di eccezioni: il plurale femminile sano che ha una kasra al nominativo, il nome che non è declinabile ha una fatha al caso obliquo, e il verbo imperfetto irregolare nell'ultima sillaba è caratterizzato al condizionale iussivo dall'apocope della sillaba finale.
Per quanto riguarda le parole declinate dalle lettere sono di quattro tipi: il duale e il plurale maschile sano, i cinque nomi e le seguenti cinque forme verbali: yafa'alan (loro due maschile), tafa'alan (loro due femminile).
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