Norton Anthology: letteratura fino al 1620
Nel 1494 un uomo che aveva attraversato l’Atlantico in una grande nave ritornò a casa raccontando di una nuova terra piena di meraviglie, da sogno. Quest’uomo poteva essere Cristoforo Colombo ma non lo era. Faceva parte della spedizione, ma non aveva navigato da Palos (Spagna) con gli altri uomini il 6/8/1492 e non era con loro quando videro San Salvador il 12/10. Ha attraversato due volte l’Atlantico con Colombo, ma nell’altro senso (prima dalle Indie verso la Spagna, e poi al contrario). Non sappiamo il suo nome, ma sappiamo che era delle Bahamas, uno dei 7 nativi che Colombo riportò in Spagna con sé, dove fu chiamato Diego Colón. Degli altri nativi uno rimase in Spagna, quattro morirono di nausea mentre ritornarono in America con Colombo e Colón. Colón e il sesto uomo si salvarono. Tornati ai Caraibi i due divennero traduttori, Colón aveva già servito come intermediario durante il primo viaggio.
La storia di Colón ci ricorda che la scoperta fu da entrambe le parti piuttosto che una sola. Sempre più europei viaggiarono verso l’America che il contrario, inviando a casa migliaia di lettere descrivendo cosa vedevano nel nuovo mondo. Molti di questi viaggiatori andarono in America per rimanerci. L’Europa era presente anche nel settore tessile dei colonizzatori, negli strumenti che usavano, nella chiesa e nello stato (schiavitù). L’America non era solo una terra prima sconosciuta ma un nuovo modo di relazionarsi per i prossimi secoli tra Europa e America.
La scoperta destò meraviglia quando Colombo vide alberi di migliaia di tipi diversi che sembravano toccare il cielo e verdi come quelli spagnoli a maggio. Più che di cooperazione comunque si trattava di battaglia, perché comunque le popolazioni precoloniali avevano una loro storia, diversa dalla nostra: ogni persona usava le sue tradizioni e i suoi strumenti per sovrastare gli altri. L’Europa usava le sue nuove tecnologie e prese la violenza più seriamente: i nativi usarono velocemente le armi e le tattiche europee sia tra di loro che con gli europei. Le “guerre Indiane” erano nate dalla ferocia con cui si erano abbattuti gli europei sui nativi.
Dal 1492 i nativi, stimati tra i 4 e i 7 milioni, iniziarono a morire sempre in numero crescente, a causa di guerra e schiavitù o malattia (causata dallo spostamento di microbi dall’Europa all’America, a cui gli europei erano immuni ormai, ma che decimarono gli americani). Le popolazioni si spostarono verso i Caraibi e l’America Centrale e Meridionale. Gli abusi degli spagnoli decimarono l’isola di Hispaniola con il loro arrivo: introdussero la schiavitù in quest’isola già nel 1501. Quando uno schiavo moriva veniva rimpiazzato da un altro, e il territorio americano era quindi pieno di schiavi africani.
Non furono solo vittime perché usarono comunque le tecniche ed il mercato europeo, un vantaggio per il popolo dato dall’arrivo degli europei. Resistettero, trasformarono e sfruttarono la cultura degli Europei a loro vantaggio. Colombo fece altri viaggi in America, così come Caboto o Vespucci (in Sudamerica. L’America venne chiamata così grazie ad Amerigo Vespucci nel 1507) o Cabral, Cortés e molti altri successivamente. Quest’ondata, a differenza di quella vichinga di 500 anni prima, si estese sia a nord che sud dei Caraibi. Gli europei lasciarono insediamenti ovunque (il primo nel 1493 dopo che Colombo andò via, ma venne distrutto. Nel secondo viaggio però l’equipaggio arrivo predisposto per conquistare e da quel punto l’Europa mantenne una presenza aggressiva nelle Indie Orientali).
La Spagna tra il 1515 e il 1520 raggiunse il golfo del Messico, tra il 1520 e il 1540 la Florida e il golfo di California, e in Sud America. Il Portogallo invece invase il Brasile, la Francia e il Canada. Nel 1584 Walter Raleigh arriva a Roanoke chiamandola Virginia per la Regina Elisabetta “Virgin Queen”. Nel 1607 nacque la prima colonia inglese a Jamestown – Virginia (nel 1619 arrivarono i primi 20 schiavi africani qui). 50 anni dopo il 1492 la costa occidentale americana era stata quasi tutta esplorata, e gli abitanti sconfitti. La Spagna fu la più aggressiva nella conquista perché Francia e Inghilterra non si resero conto rapidamente di cosa stava succedendo e i primi esploratori ebbero sfortuna (esploratori persi, poco supporto dalla corona). Soltanto dal 1570 con una nuova generazione di colonizzatori l’Inghilterra entrò in America, anche in seguito ai racconti di Richard Hakluyt che illuminarono gli inglesi. Dal 1603 anche la Francia iniziò a interessarsi ai profitti che potevano derivare da questo nuovo mondo.
Letteratura americana: il periodo 1620-1820
Per quanto riguarda la letteratura, molti testi furono persi prima del 1492. Dopo il 1493 apparve la lettera che Colombo mandò alla Corte Spagnola in cui narrava del viaggio nelle Indie Orientali. Gran parte delle scritture americane iniziali quindi furono scritte dagli Europei più che dai nativi, anche se esistono alcune eccezioni (Azteco, 1528, scrisse sulla perdita della loro capitale col verso formulario di Omero). La distanza tra Europa e America creò fraintendimenti, rendendo l’intesa molto difficile: gli esploratori inviavano a casa testi brevi per influenzare le decisioni politiche, a cui l’Europa rispondeva inviava direttive atte a controllare gli eventi in America. Questi scritti di Bartolome De Las Casas, Diego Cortes, John Smith o Diaz del Castillo, servivano anche a testimoniare la devastazione Europea delle Indie Orientali e i pensieri di persone che si opponevano a queste politiche di distruzione.
Gli Europei parlavano 20-30 lingue, molto simili tra loro, ed erano Cristiani. Avevano un alfabeto scritto e l’invenzione della stampa di Gutenberg ebbe molto successo. In Nord America invece gli americani parlavano centinaia di lingue molto diverse, con forme politiche ed economiche diverse tra loro, così come quelle religiose. Erano culture orali che si basavano sulla lingua parlata. Non si può parlare di literature nel senso della parola (literature deriva da littera – lettera): si può parlare di letteratura orale o orature. Mentre in Europa c’erano molti generi letterari, in America c’erano canti canzoni e riti. La stampa apparve in America nel 1539. Solo dal 700 si iniziò a sviluppare la letteratura in seguito al Romanticismo che fece intendere la letteratura come modo di esprimersi, non come mezzo di esprimersi. La letteratura dei nativi americani ha comunque origine nell’orale.
La traduzione da orale a scritto come deve essere fatta? È una questione rimasta aperta, non si sa se usare i termini arcaici dell’oralità anche nello scritto anche se sembrano di vecchio stile. Colombo fu un uomo di mare sin da piccolo che cercò di arrivare in Asia. Nel 1492 ebbe il supporto degli Spagnoli per la conquista delle indie. Ci furono disordini durante l’assenza di Colombo in Cuba e Jamaica che lo costrinsero a tornare in Spagna per liberarsi dalle accuse degli altri Europei nelle Indie. Nel 1498 raggiunse il sud America, che vedeva come un Paradiso, in cui però venne sfidato dai colonizzatori spagnoli al suo ritorno. Fu arrestato successivamente e dopo altri tentativi morì. Ci diede la prima descrizione scritta dell’America nel 1493 in Spagna e tradotta in tutta Europa. Il secondo viaggio ci fornisce invece le ambiguità e i problemi della colonia di Hispaniola. Il terzo e quarto viaggio invece descrivono i suoi problemi spirituali e terreni.
Early American Literature 1620-1820
Prima che il capitano John Smith si stabilisse a Jamestown nel 1607, l’Europa vedeva l’America come un territorio misterioso. Smith convinse i lettori inglesi che c’era un paradiso in “Description of New England”, in cui regnava la libertà e che poteva essere sfruttato. Anche Jefferson fece lo stesso 170 anni più tardi descrivendo uno stato con montagne, fiumi e cascate straordinarie per cui valeva la pena attraversare l’Atlantico.
I Separatisti non erano d’accordo con Smith sull’idea di attraversare l’Atlantico: non erano interessati al successo mercantile, erano impegnati nella guerra contro Satana che volevadistruggere il regno di Dio sulla terra. Successivamente vennero scacciati e andarono in Olanda, ma lì avendo paura di perdere la loro identità come comunità religiosa vivendo come stranieri, decisero di spostarsi in Virginia in New England. Volevano processare la loro religione senza interferenze esterne.
Il puritanesimo è un movimento religioso che si sviluppò all’interno della Chiesa anglicana nel corso del Cinquecento: Puritani volevano riportare la chiesa alla semplicità delle origini. Il termine puritano deriva dal latino purus «puro», e fa riferimento al movimento religioso di ispirazione calvinista che si batté per abolire nella Chiesa anglicana tutto ciò che ancora ricordava il cattolicesimo: per esempio, il grande sfarzo delle cerimonie religiose accompagnate dall’organo, il segno della croce, i ricchi paramenti sacerdotali. Ispirandosi al calvinismo, i puritani sostenevano che tutto quel che accade sulla Terra dipende unicamente dalla volontà imperscrutabile di Dio, ed essi stessi si sentivano eletti, cioè scelti da Dio. Rifiutavano la gerarchia ecclesiastica, presente anche nella Chiesa anglicana, e aspiravano a costruire una Chiesa dove la Sacra Scrittura venisse considerata come l’unica e assoluta norma da seguire: per i puritani il rapporto tra i fedeli e Dio doveva essere diretto e personale.
Dopo la restaurazione della monarchia (1660), in Inghilterra ripresero le persecuzioni contro i dissidenti religiosi. Fu per sfuggire alla repressione che nel 1620 un centinaio di puritani, chiamati i padri pellegrini, s’imbarcò sul Mayflower, una piccola nave diretta in America Settentrionale. La loro aspirazione era quella di realizzare una società dove mettere in pratica, liberamente, i profondi convincimenti religiosi che li animavano. Nei luoghi dove sbarcarono fondarono una città, Plymouth, e nei decenni successivi i loro discendenti fondarono altre colonie lungo la costa atlantica (Massachusetts, Rhode Island, Connecticut, New Hampshire). Qui, nel XVI secolo, sorse un movimento nell'ambito del protestantesimo calvinista noto come “puritanesimo”. Lo scopo di tale movimento era, appunto, quello di purificare la chiesa anglicana da tutte le forme non previste dalle Sacre Scritture.
Puritani andarono in America per fondare una city upon a hill (una nuova Gerusalemme). "siamo il nuovo popolo eletto". Fondano un "faro" per il resto del mondo. Individuo ha un rapporto diretto con la Bibbia e la religione. Colonie iniziarono a litigare: capo della tribù e chi non è d'accordo con lui. Colonie si moltiplicarono spostandosi 20 miglia a ovest. Sconfinata quantità di terra tra atlantico e pacifico. Natura concepita come selvatica (wilderness) ma anche vergine e pronta ad essere conquistata (Virgin land).
New England simbolizza lo sforzo per realizzare la città di Dio sulla terra, non possibile in England. Cotton Mather, storico puritano, scrisse Magnalia Christi Americana, rappresentando le differenze tra la New England presente e passata.
Già solo l’incremento demografico ci fa capire l’importanza del cambiamento: l’area coloniale era passata da 111 mila nel 1670, a 250 mila nel 1700 a 1.6 milioni nel 1760. La richiesta e i prezzi dei beni coloniali era aumentata in Inghilterra, e ciò arricchì molto la New England, ricca di riso e tabacco. I nativi della New England invece erano 25 mila nel 1600, poi man mano scomparvero durante questo periodo di espansione.
La vita nelle colonie era difficile, ma era molto meglio rispetto alle razzie e guerre iniziali dei primi invasori. Arrivarono olandesi, tedeschi, francesi protestanti intorno al 1700. Filadelfia nel 1750 divenne la capitale delle colonie seconda solo a Londra per il commercio. Questi nuovi immigrati non si vedevano come inglesi trasferitisi, ma come Americani.
L’illuminismo rivoluzionò la scienza e la filosofia del 1700 specialmente grazie a Newton e Locke: resero l’universo più razionale rispetto alla dottrina Puritana, dando meno attenzione alla religione. Ammettevano l’esistenza di un creatore, ma erano più interessati al progresso dell’individuo nel mondo, buono per natura. Locke diceva che non bisognava sapere tutto, ma solo ciò che ci riguarda. Non siamo nati con idee innate di buono a cattivo, ma siamo un libro vuoto su cui scrivere (tabula rasa).
Ci fu ovviamente una reazione conservativa all’inizio del 700 da parte dei religiosi in Europa e Americani, ma furono tentativi disperati di ristabilire il vecchio sul nuovo. Questo periodo religioso che aveva il duplice proposito di farne rivivere il fervore spirituale e soprattutto di raggiungere quelle masse popolari che il formalismo delle chiese aveva allontanato, viene chiamato “Great Awakening” (1726-56): Jonathan Edwards era interessato al sovrannaturale, ma era comunque influenzato da Locke. La sovranità di Dio era quella più ragionevole. La predicazione di Edwards riproponeva i temi della tradizionale ortodossia calvinista, ravvivati da una originale riflessione biblica che spaziava dalla Genesi all'Apocalisse. Non è un caso se quelli di Edwards sono tra i sermoni più famosi del Great Awakening. Il risveglio esercitò un'opera vastissima di rinnovamento morale e sociale delle masse popolari. Gioco d'azzardo, ballo, bevande alcoliche, erano bandite.
Nei “meetings” di risveglio le donne partecipavano tanto quanto gli uomini, i neri si univano ai bianchi e i poveri potevano proclamarsi “Figli di Dio” come i ricchi. La sua reazione però non fu ben accolta e venne messo a tacere.
Il 7\6\1776 Richard Henry Lee di Virginia disse che le colonie avevano il diritto di unirsi. Il 4 luglio si dichiarò l’Indipendenza. Con questo volevano protestare contro l’usurpazione dei diritti da parte del re e del parlamento e ottenere un compromesso con la terra madre, ma anche contro la Stamp Act che tassava qualsiasi documento stampato. Anche il Boston Tea Party è da ricordare (?): gli americani si opponevano a tutto ciò che era British. Nel 1789 George Washington divenne primo presidente e Washington DC nel 1791 divenne capitale americana.
“Common Sense” di Thomas Paine diede la spinta decisiva alla rivoluzione: si rifece a Dio e ai principi dell’illuminismo sull’individualità, opponendosi alla tirannia dell’Inghilterra. Paine era un giornalista (il primo giornale apparve nel 1704 in USA, ma c’erano già una cinquantina di giornali 70 anni dopo). Voleva una letteratura nazionale (anti-British), ma nessuno degli scrittori che scrivevano riuscivano a vivere solo con le loro opere. Irving fu il primo a riuscirci. La crisi Americana causata dalla rivoluziona rese gli artisti consapevoli dei soggetti americani.
John Adams, 2° presidente degli USA, fu testimone di una comunità basata sull’amore, in cui ognuno conosceva il suo posto nella società, stabile. Non tutti erano liberi, c’erano ancora gli schiavi, e le donne non avevano diritti ed erano rinchiuse nelle case a lavorare. Gran parte della seconda metà del 700 fu spesa a correggere errori istituzionali come la tirannia della monarchia, la tolleranza alla schiavitù, l’abuso delle prigioni.
Benjamin Franklin fu colui che meglio intese lo spirito dell’Illuminismo in America: auto-istruito, uomo del mondo, sociale, ambizioso e uomo pubblico, attento alla condotta dell’umanità piuttosto che occupato nel sovrannaturale. “Noi riteniamo che le seguenti verità siano di per sé stesse evidenti; che tutti gli uomini sono stati creati uguali, che essi sono dotati dal loro Creatore di alcuni Diritti inalienabili, che fra questi sono la Vita, la Libertà e la ricerca delle Felicità”. Si giunse quindi a capire cosa era giusto e cosa era sbagliato e fu possibile ristabilire l’ordine.
Differenze culturali
North America abolì schiavitù all'inizio dell'Ottocento, nel 1806, perché stava diventare un'area industrializzata. Forte individualismo liberale, enfasi su libertà individuale, transcendentalism. South America era basata su un plantation system. Erano a favore della schiavitù. Sistema patriarcale, attitudine conservatrice, e aristocratica. Aristocrazia che ora è vietata. Due mondi diversi all'interno dello stesso continente. Poe ha fatto esperienza di entrambi i mondi, perché nacque a Nord e crebbe a Richmond.
American Literature 1820-1865
Presidente Andrew Jackson, icona degli ideali democratici americani. Rappresentante dell'uomo qualunque. Nato sulla frontiera, povero, che si è fatto da solo. Mito del self-made-man. Reputazione collegata al Removal Act, che costrinse 5 tribù indiane a spostarsi al di là del Mississippi (1830). In generale gli anni trenta segnano una svolta nell'espansione verso ovest.
Gli americani istruiti nella nuova repubblica erano più familiari con la storia greca e romana, e con la storia e letteratura europea, rispetto ai primi scrittori americani dell’era coloniale. Essi avevano studiato la letteratura latina e greca – tragedie, commedie, storie, satire – e la tradizione inglese attraverso la lettura di alcuni libri di scrittori inglesi famosi, verso fine 800. Questo grazie a navi che permettevano la ripubblicazione in America dei libri venduti in Inghilterra pochi mesi prima. I prezzi per la stampa si abbassarono, i giornali migliorarono, e si ampliò la rete che permetteva lo spostamento dei libri. Le donne venivano comunque escluse dalla letteratura di alcune scritture per evitare che le loro menti venissero inquinate da immaginazione e passione, mentre altri famosi scrittori ebbero una scarsa istruzione: leggevano solo pochi libri, alcuni dei quali anche censurati (come Gul...
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