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Viene esaminata dal Senato che può deliberare modifiche

entro 15 giorni dalla loro trasmissione: sull’ iter legislativo

ordinario interviene la posizione del governo e il governo

con con iniziativa legislativa presenta i disegni alla camera,

ad eccezione delle leggi bicamerali delle leggi di bilancio, e

può deliberare entro 5 giorni in cui il disegno di legge è

iscritto ad ordine di priorità entro 70 giorni dalla sua

deliberazione.

Il termine viene allungato a 15 giorni perché dove il Governo

è interessato, presenta la sua proposta alla camera, chiede

di votare entro 5 giorni e ha un termine però di 85 giorni per

l’ approvazione definitiva. Così il Governo ha la sicurezza di

una delibera legislativa certa e riduce il rischio di abuso dei

decreti legge perché per questo incolpa l’ azione

parlamentare.

( manca la parte della riforma di come è strutturato il

senato)

La magistratura

La costituzione riprende lo Statuto Albertino che introduce

prerogative di garanzia, volte a garantire la democraticità

ultima del sistema per evitare una deriva autoritaria come era

accaduto nel periodo del fascismo in cui la magistratura era

strumento di potere.

Il potere della magistratura per questo motivo é nullo, perché

il potere giudiziario non ha funzione di indirizzo politico e non

deve averlo.

Il magistrato è pur sempre un funzionario ma è chiamato solo

per applicare coattivamente il diritto, la sua applicazione

della legge è coattiva e può avere conseguenze anche

coattive.

Come é strutturata? Da chi é composta?

. Pubblico Ministero (magistratura di pubblica accusa o

magistratura requirente e può anche svolgere funzioni per il

diritto civile che da un suo giudizio per es. In caso di

adozione. La sua funzione è uguale a quella del procuratore

della repubblica, perché è una funzione del pubblico ministero

che viene esercitata da enti pubblici o organi che sono il

procuratore della repubblica e poi ci sono i sostituti dei

procuratori che sono magistrati che lavorano in ufficio

giudiziario ma non sono titolari dell’ufficio stesso. (Es. A Torino

c’e solo un procuratore che è capo dell’ufficio e ha squadra di

sostituti procuratori che sono comunque magistrati requirenti

che svolgono la funzione di procuratori in aula, ma c’è anche

procuratore aggiunto perché la complessità del territorio

richiede che ci sia un altro soggetto che svolge funzioni

autonome). Ma sia che siano titolari o meno, svolgono la

funzione di pubblico ministero.

.prefetti ( rappresentante territoriale del governo),

.magistrati

. procuratori della repubblica, generali della repubblica

presso corte d’appello, generali della repubblica presso la

corte di cassazione, sostituto procuratore;

. giudici,

. consiglio magistratura,

. corte di cassazione,

. corte di appello,

. corte dei conti,

. TAR,

. corte costituzionale,

. giudice di pace,

. tribunale,

. corte d’assise,

. appello corte di assise

I prefetti non sono magistrati!

Non sono magistrati neanche la corte costituzionale perché

non ha potere giudiziario, è il giudice delle leggi ma è un

organo costituzionale!

Come strutturiamo la giustizia?

C’é una divisione tra magistratura ordinaria e magistratura

speciale: speciale perché ha competenza su determinati

settori del diritto o della vita della comunità. Quali sono? 3

settori, magistratura contabile, magistratura amministrativa,

magistratura militare. In esse ci sono strutture giudiziarie per

applicare il diritto, il resto è nella magistratura ordinaria.

Quello ordinario invece ha 2 settori, penale e civile.

Altra divisione della magistratura ordinaria ma che

interessa anche quella contabile e militare è la divisione tra

magistratura giudicante e requirente ( o inquirente).

Gli inquirenti appartengono alla pubblica accusa, fanno le

indagini e chiedono al giudice di applicare lo iuris dicere. I

giudici hanno funzione di applicare il diritto(iuris dicere)

mentre i magistrati possono avere funzione di giudici ma

anche funzione requirente. Magistrati e giudici non sono quindi

sinonimi!

La struttura della magistratura ordinaria come quella speciale

è caratterizzata da due elementi: elemento piramidale ed

elemento territoriale (non c’e solo un tribunale in tutta

Italia!)

La struttura è dunque in distretti giudiziari in quasi tutte le

regioni (es. Aosta non ha corte d’appello) e in tutti territori ci

sono uffici.

Piramidale perché si va dal basso verso l’alto.

Assetto piramidale:

Alla base:

Pubblico Ministero > procuratore generale della repubblica

presso corte cassazione, P.G.R. Presso corte di appello,

procuratori della repubblica.

I magistrati si trovano nei tribunali, sotto i tribunali c’e il

Giudice di Pace e poi c’e la corte d’appello e poi la corte di

cassazione.

Nel tribunale c’é un giudice di primo e secondo grado per le

decisioni del giudice di pace.

Corte di Assise e Corte di Assise di Appello sono equivalenti del

tribunale e corte di appello su determinate questioni perché

sono giudici chiamati a giudicare i reati più efferati: sono

organi collegiali, organi composti da una pluralità di persone,

perché ci sono più magistrati che compongono il

funzionamento di un organo. Il giudice di pace per esempio è

sempre monocratico mentre tribunale è tendenzialmente

monocratico ma alcune volte è collegiale (3 magistrati e 3

giudici che formano un collegio).

La corte di appello è un giudice SEMPRE collegiale (5

magistrati che decidono insieme) come la corte di cassazione è

giudice collegiale. Quella requirente non è collegiale.

Corte di Assise e Corte di Assise d’appello si differenziano dalle

altre perché hanno 8 giudici che sono giudici togati e 6 giudici

popolari ( non sono magistrati ma cittadini ma che hanno

licenza media e vengono estratti per far parte del collegio e

concorrono nella decisione con i giudici togati. Potrebbero

essere la giuria!)

Accanto alla magistratura ordinaria c’é quella speciale: la

magistratura contabile e quella amministrativa.

Quella contabile è esercitata dalla Corte dei Conti che al suo

interno è divisa tra magistrati requirenti e magistrati

giudicanti. C’è divisione gerarchica, ci sono le sezioni

regionali della corte dei conti e le sezioni centrali della corte

dei conti.

Le sezioni centrali sono 6: 3 hanno la funzione di controllo e 3

funzione giurisdizionale ( sentenze delle sezioni regionali).

La magistratura amministrativa, è formata da TAR ( tribunali

amministrativi regionali) e sopra il TAR c’ è il consiglio di Stato

(7 sezioni, 4 di consulenza/controllo e 3 giurisdizionali che

giudicano sulle inclinazioni dei TAR).

La Corte di Cassazione ( è una sola) decide sulla competenza

degli altri organi giudiziari, viene definita come giudice con

funzione nomofilattica ( funzione di protezione delle norme

perché è giudice di ultima istanza e giudice unico. Quindi è

organo che riesce da interpretazione autentica di cosa dice la

regola e non può essere smentita).

Quali sono le norme che la costituzione dedica alla

magistratura?

. Titolo 4, da 24 a 27 che parlano dei diritti legati alla

magistratura.

L’ art. 24 parla del diritto di difesa , quindi una garanzia nei

confronti del cittadino

L’art. 27 parla della responsabilità penale, che deve essere

personale. La costituzione pone al centro l’individuo, la pena

non deve essere castigo ma anche rieducazione del soggetto

emendando il proprio comportamento e deve tornare a far

parte della comunità politica dando contributo positivo alla

società.

L’art.25, primo comma: nessuno può essere distolto dal

giudice naturale precostituito per legge( la ratio è la stessa del

secondo comma, il giudice naturale precostituito per legge e la

tipologia degli organi giudicanti devono essere creati dalla

legge prima del fatto compiuto perché rientra nella certezza

del diritto, sapere che ci sarà da una azione una conseguenza

sostanziale e procedurale. Il giudice naturale è allora

naturalmente competente ad affrontare quella fattispecie:

io creo dei danni, il giudice precostituito che giudica sarà il

giudice di Aosta e non quello di Palermo perché questi non

avrebbe una vera funzione naturale. L’attribuzione del giudice

deve essere data per efficienza perché deve svolgere meglio

la funzione in quell’area territoriale.)

Secondo comma: Nessuno può essere punito se non per forza

di una legge entrata in vigore prima del fatto commesso ( la

norma vuole che ci sia il cittadino non in quanto tale ma come

soggetto razionale che deve sapere quali sono le

conseguenze delle sue azioni perché altrimenti se non c’ è la

certezza del diritto, quali parametri posso tenere? Se nessuno

ha codificato una legge, il soggetto non può sapere che è

sbagliato. Si vuole anche evitare un uso delle norme politico, i

reati politici). l’ art. 102 comma secondo:

Alla stessa garanzia dell’art. 25 é

non possono essere istituiti giudici straordinari o speciali ma

possono istituirsi presso organi ordinari sezioni specializzate

per determinate materie; i giudici straordinari hanno

competenze speciali su determinate aree del diritto ( es.

Amministrazione pubblica), non sono creati per

l’amministrazione ordinaria di determinate competenze!

Sono creati ad hoc per svolgere la funzione giurisdizionale

su un determinato aspetto, non hanno competenza ordinaria

ma hanno natura transitoria nel tempo con competenze

speciali , cioè lavorano su determinate aree dell’ordinamento.

La giustizia è stata uno degli strumenti di azione del regime

fascista attraverso la creazione di tribunali straordinari che

dovevano reprimere il dissenso del regime e quindi la

Sono essi

costituzione vieta l’istituzione dei giudici speciali.

stessi inseriti in costituzione il TAR e Gli altri giudici

speciali(art. 163) quindi questi sono accettati.

Art. 108, assicura anche l’ indipendenza stabilita con legge,

dei giudici delle giurisdizioni speciali: l’indipendenza e

autonomia deve essere rispetto al potere esecutivo, per non

essere uno strumento di politica nelle mani dell’esecutivo.

Questo parifica i giudici speciali con i giudici ordinari.

L’autonomia garantisce che il potere della magistratura sia

nullo.

Art.102, magistrati ordinari regolati da norme di regolamento

giudiziario.

Art.101, ad esso rispondono gli altri articoli visti prima, dice

che la giustizia è amministrata in nome del popolo e i giudici

sono soggetti solo alla legge( i giudici giudicanti, non i

requirenti! );

la funzione giurisdizionale è strumentale alla comunità

politica ma non vuol dire che ci sia legittimazione politica dei

giudici ma che è una strumentalizzazione tra attività dei

giudici e sovranità del popolo che è esercitata attraverso il

parlamento che fa le leggi. Il giudice lavora in funzione del

popolo ed è soggetto solo alla sovranità del popolo che si

manifesta nelle modalità legislative e non è soggetto ad altre

indicazioni. La magistratura è indipendente anche dal

parlamento perché il parlamento non può costringere la

magistratura.

La sottoposizione della magistratura alla legge fa sì che i

magistrati siano indipendenti da altri organi e poteri dello

stato, indipendenza interna e esterna (cioè da altri magistrati).

Questo comporta che nella struttura piramidale il giudice di

tribunale sia per es. Soggetto alla legge anche se la applica.

Art.107: i magistrati sono inamovibili e si distinguono tra loro

per diversità di di funzioni (primo, secondo grado);

Art.106: i magistrati accedono per concorso, accede chi è più

bravo e questo garantisce indipendenza del magistrato nella

struttura in cui si differenzia per le funzioni che svolge e non

può essere rimosso se non con il proprio consenso perché

altrimenti la sentenza che viene fuori non è dettata dalla legge

ma da interessi politici e di potere. I magistrati vengono tolti

per anzianità indipendentemente dalle cariche che esercitano.

Sono tutti sullo stesso piano e l’ unica differenza è per lo

svolgimento delle funzioni.

. Separazione delle carriere: chi fa il giudice non può avere

collegamenti di chi fa l’ inquisitore, separazione tra magistrati

inquirenti e giudicanti.

La costituzione non vieta distinzione tra le due funzioni, ma

prevede che sia il procuratore che i giudici siano parte della

magistratura e quindi debbano essere indipendenti da

Nell’ art. 107 dice che i

pressioni che vengono dall’ esterno.

magistrati sono inamovibili ma che il pubblico ministero gode

di garanzie stabilite nei suoi riguardi dalle norme di

l’ art. 112 dice che il pubblico

ordinamento giudiziario e

ministero ha l’ obbligo di esercitare l’ azione penale cioè dove

arrivi la notizia criminoso ( fatto messo come reato) il

procuratore è tenuto a esercitare l’ azione penale, deve

assumere informazioni e dati per verificare se quel fatto è

riconducibile responsabilità di natura penale e in questo

caso deve portare avanti l’ azione giudiziaria. Deve applicare la

legge. Non ha la facoltà dell’ azione penale per garantire l’

uguaglianza dei cittadini e bisogna agire in qualsiasi caso

per difendere la comunità politica. Se non ci sono poi

responsabilità si blocca.

Sempre l’ art.107, quando parla del PM spiega in modo

sottinteso che le garanzie della magistratura giudicante

possono non essere le stesse di quella requirente perché

hanno funzioni differenti, una di iuris dicere e l’ altra deve

indagare. La struttura degli uffici dei PM non è struttura

unicamente piramidale ma anche veristica perché ci sono

anche i sostituti procuratori oltre ai procuratori titolari dell’

ufficio.

Il potere legislativo si può inquadrare in una analisi del

Parlamento,

Il potere esecutivo può essere inquadrato sulla figura del

Governo,

Il potere giudiziario è un potere che è in capo ad ogni

giudice e l’ assenza di una struttura gerarchica fa sì che ogni

giudice abbia il potere giudiziario.

La costituzione da alla magistratura un potere costituzionale

e per questo possiamo ipotizzare dei conflitti tra poteri dello

stato. Laddove il conflitto riguardi il potere legislativo ed

esecutivo in realtà i soggetti per risolvere il conflitto si

ritrovano ad essere i rappresentanti ultimi di quel potere.

Ma non c’ è un soggetto rappresentativo del potere

giudiziario perché difficilmente arriveremmo ad un picco di

subordinazione all’ interno della struttura giudiziaria. C’e la

gerarchia solo per la magistratura requirente che è

funzionalizzata allo svolgimento della funzione di pubblico

ministero, ma tutti i magistrati sono autonomi tra di loro.

La sottomissione del giudice alla legge e la sua autonomia

interna rispetto agli altri giudici fa sì che le sentenze assunte

da ogni organo giudiziario siano il frutto della libera

valutazione dell’ organo che li pronuncia. Per esempio, il

giudice di Torino che non è soggetto alla corte e alle sue

sentenze.

Nel nostro sistema quindi i giudici non sono legati al

precedente sistema giudiziario, altrimenti avremmo la

violazione dell’ art. 101 ( i giudici sono soggetti solo alla

legge).

Pur nell’ assenza di struttura gerarchica, la presenza di

pluralità di grado di giudizio fa sì che i giudici di prima

istanza ( es. Giudici onorari) tendenzialmente guardano le

sentenze dei giudici di seconda istanza e sopratutto le

sentenze della corte di cassazione come punti di riferimenti

perché rischiano che la propria sentenza venga impugnata

perché non si è adeguata alla sentenza della corte di

cassazione.

I giudici si adeguano alle decisioni degli altri ma è una

sentenza e non un obbligo per legge, la stessa corte di

cassazione molte volte contraddice se stessa perché i giudici

non dipendono da nessuno, sono giudici autonomi che

decidono per conto proprio e danno la loro interpretazione.

Essendoci pluralità di tribunali e giudici di seconda istanza

sottoposti solo alla legge, senza vincoli ad adeguarsi alle

decisioni di un soggetto terzo, hanno il problema della

certezza del diritto : come potrò infatti capire qual’ è la

conseguenza di un determinato atto in anticipo? Per questo c’e

il CSM.

CSM: Consiglio supremo superiore della magistratura,

organo di alto governo della magistratura.

Art. 104, la magistratura costituisce un ordine autonomo e

indipendente da ogni altro potere;

Per garantire indipendenza esterna c’ è bisogno di organo

che governi questo potere che è il consiglio superiore della

magistratura.

Art 105, spettano a loro le assunzioni, le assegnazioni,

trasferimenti, promozioni e provvedimenti disciplinari dei

magistrati;

( questo lo conferma anche l’ art. 107) hanno potere

disciplinare che non è amministrativo ma deve avere le

garanzie della difesa. I giudici devono potersi difendere.

L’ art.104 parla della composizione del CSM: presieduto dal

presidente della repubblica, il procuratore della corte di

cassazione e il procuratore generale della corte di cassazione,

gli altri vengono tirati a sorte per due terzi, eletti da tutti

magistrati ordinari delle varie categorie e per un terzo sono

eletti dal parlamento in seduta comune.il voto del parlamento

è per i tre quinti.

Durano in carica quattro anni e non sono immediatamente

rieleggibili.

Il Presidente del CSM è il presidente della repubblica e il vice

presidente è un membro del CSM eletto tra i membri designati

dal parlamento: c’e il presidente per la funzione di garanzia

del corretto funzionamento del sistema perché la costituzione

Dice che il capo dello stato è membro ma anche presidente del

CSM, è una garanzia somma dell’ operato del presidente e

non ha potere formale ma potere sostanziale. I suoi atti non

saranno controfirmati perché sono atti del CSM e non c’ è il

governo che controlla, vuole avere la garanzia che il CSM non

sia irresponsabile ma sia autonomo.

Per quanto riguarda i procuratori, sono gli organi di vertice

della piramide, non quelli gerarchicamente superiori! Il

procuratore generale è capo dell’ ufficio, questo vuol dire che

nella magistratura fanno parte i giudici e i MR ( magistratura

requirente) dell’ ordine della magistratura e sono tutelate in

ultima istanza dalla CSM.

Oltre a loro, ci sono i due terzi eletti dai magistrati ( non

giudici) delle varie categorie: magistratura requirente, di primo

grado.. Tutti eleggono i due terzi del CSM, tutti gli altri membri

sono eletti dal parlamento che può individuare o professori

universitari oppure avvocati con 15 anni di servizio.

La CSM ha la competenza su tutta la vita lavorativa del

magistrato, serve un soggetto terzo che li controlli per evitare

che vadano alla deriva perciò mettono il Parlamento a

controllarli, dandogli una forza inferiore ( un terzo) perché

rischierebbero di prendere il potere politico. La magistratura

autogovernandosi deve essere responsabile.

Questi soggetti tecnici non possono però svolgere ne attività

professionale ne politica ( non possono esserci ne parlamentari

ne consiglieri) perché la politica non deve entrare nel CSM e

per questo ci devono essere soggetti tecnici con sensibilità

politica che pongono freno a eventuale deriva nel

funzionamento del’ autogoverno della magistratura.

La posizione di bilanciamento la troviamo nell’ individuazione

del vice presidente eletto dal Parlamento: questo perché

quando fu fatta la costituzione Si voleva dare l’ imparzialità

perché il presidente non può presiedere sempre alle sedute

della magistratura e se non c’ è lui, presiede il vice.

La costituzione, ci dice che la maggioranza decisionale è data

dalla magistratura ma la gestione dell’ attività è data da un

soggetto che non è magistrato, è un politico! All’ interno di

questo sistema ci sono altre due garanzie: durata in carica di

4 anni e non immediata rieleggibilità ( la mia elezione sarà

indipendente da eventuali pressioni esterne perché nello

svolgimento della funzione non posso cercare il consenso della

mia direzione. Quello che faccio come consigliere non lo faccio

per un tornaconto personale ma questo serve per garantire

imparzialità dell’ operato)

CSM: garantisce indipendenza della magistratura e evita una

irresponsabilità della stessa.

Ministro giustizia: altro elemento di vertice dell’

amministrazione della giustizia, egli non entra nel

funzionamento della magistratura ma nel funzionamento delle

strutture amministrative necessarie alle derogazioni. La

deroga sta nel potere di iniziativa dell’ azione disciplinare. Il

ministro della giustizia ha l’ iniziativa dell’ azione disciplinare!

Ha facoltà di promuoverla ed è una sua prerogativa.

Ha potere di iniziare il procedimento disciplinare avviato come

istanza che sarà comunque un procedimento che si svolge nel

CSM con le garanzie di difesa dei magistrati sottoposti al

procedimento. Questo per evitare che i magistrati possano

sentirsi vulnerabili da parte di un organo esecutivo o di un

rappresentante e anche per evitare l’irresponsabilità possa

essere fatta da soggetti alla magistratura.

Come abbiamo visto dunque, possiamo notare che c’ è un

continuo controllo tra i poteri dello stato che esercitano

reciprocamente tra di loro.

Sistema delle fonti del diritto:

Sono quelle “cose” da cui si origina il diritto, cioè regole di

condotta caratterizzate dalla coattività ( vengono esercitate

coattivamente, è prevista sanzione se non rispettate).

Le “cose”da cui nascono le regole di condotta possono essere

atti o meglio consuetudini costituzionali che si ritiene di

dover seguire. Le consuetudini sono regole di condotta ma

orali, quindi sono atti o fatti. Dietro atti e fatti c’ è l’

elemento di manifestazione di una volontà, con l’ atto esprimo

la mia volontà manifestando che voglio creare quella regola

del diritto. Con la consuetudine è difficile perché c’e

ripetizione del comportamento accompagnata dalla volontà

che quella condotta sia voluta.

Le fonti del diritto: definizione: la fonte del diritto è

manifestazione di volontà da cui nasce la regola di condotta ed

è fonte del diritto la legge e la singola disposizione normativa e

da cui nasce la regola. La fonte è l’ oggetto esteriore e il

contenuto formato da essa.

Da queste articolazioni si fanno distinzioni:

fonti che possono essere atto o fatto; possono essere portate

non solo da atti/ documenti ma create anche da fatti. La

distinzione tra atto e fatto assume rilievo all’ interno di un

ordinamento. Noi parliamo dell’ ordinamento giuridico e quindi

delle fonti del diritto in Italia che possono essere create da atti

o fatti.

In realtà il concetto di atto dipende dall’ ordinamento

giuridico, atto è ciò che l’ ordinamento riconosce come

tale ovvero il risultato di una determinata procedura che arriva

da un determinato soggetto.

Es. Nella nostra costituzione La legge è prodotta dal

parlamento sulla base di una certa procedura e tutte le altre

manifestazioni di volontà del parlamento non sono atti

legislativi.

Fatto quindi è tutto il resto, ciò che non è disciplinato dall’

ordinamento.

La differenza è data da intermezzo dell’ordinamento, tal per

cui se io non rispetto le condizioni dell’ ordinamento quell’ atto

non è valido. Siamo al di fuori della giurisdizione dell’

ordinamento, non ci sono procedure ma la fonte del fatto si

afferma per quello che è, indipendente dal soggetto e dalla

procedura.

Le fonti fatto: consuetudine, regole non disciplinate dal

nostro ordinamento di cui esso non dice nulla e vengono

assunte così come sono dal nostro ordinamento.

Che il fatto sia proceduralizzato in altri ordinamenti, da noi non

si applicano comunque.

Le fonti atto sono regole di condotta frutto di un processo

tipizzato, adottata da soggetti tassativamente individuati dal

nostro ordinamento e su cui gli organi del nostro sistema sono

chiamati su un attività di controllo, le fonti atto sono regole che

si affermano e si riconoscono nel nostro sistema


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze politiche e delle relazioni internazionali ì
SSD:
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher fabianaangelini4 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto pubblico e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Valle d'Aosta - Univda o del prof Tosi Dario Elia.

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