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Materia: Geografia

Libro: Insegnare geografia: teoria, metodi e pratiche

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Capitolo 1: Ricerca e didattica

La geografia

La parola geografia deriva da due parole greche: geo = terra + graphia = scrittura/descrizione → GEOGRAFIA = DESCRIZIONE DELLA TERRA. Essa nasce in Grecia, nel mondo occidentale ed è studiata dal geografo.

La geografia era:

  • Prima → un sapere caratterizzato da conoscenze diversificate e scollegate tra loro (che spaziano: dalle nozioni astronomiche alle cartografiche, dalle geodetiche alle geologiche, dalle etnografiche a quelle descrittive e fantastiche, comprese tutte quelle derivanti dai racconti di viaggio e dai resoconti di esplorazioni, che tanto hanno contribuito alla conoscenza del mondo).
  • 700-800 → un sapere scientifico = nascita della geografia scientifica.

Dal mondo classico alla "geografia scientifica"

Nel mondo classico abbiamo:

  • Dicearco di Messina - autore di un'opera andata perduta "Descrizione del mondo"; egli tentò di razionalizzare il disegno della Terra, grazie soprattutto all'introduzione di una coordinata, rappresentata dal parallelo centrale passante per Rodi, da cui determinare la localizzazione dei vari luoghi.
  • Eratostene - erede del patrimonio di conoscenze di Dicearco e direttore della celebre Biblioteca d'Alessandria; dà un grande contributo alle indagini geografiche, scrivendo un'opera articolata in 3 libri:
    • Relativo alla storia della geografia (da Omero ai suoi tempi);
    • Relativo alla geografia astronomica e fisica;
    • Riguarda la descrizione del mondo allora conosciuto.
    Nell'opera sono presenti sia interessi matematici e cartografici (le dimensioni della Terra), che interessi descrittivi che hanno portato alla diffusione di itinerari, per terra e per mare e all'assegnazione dei nomi delle regioni della Terra.
  • Strabone - scrisse la "Geografia" che è una trattazione di argomento storico-geografico redatta in 17 libri. Egli alla trattazione dell'ecumene mette come premessa due libri di Prolegomena → dove definisce la geografica come materia da filosofo.

La divisione dell'Impero romano porta a delle gravi conseguenze nella vita intellettuale e nel mondo scientifico e danneggia la conoscenza e l'interpretazione della Terra. Infatti, come vedremo, nel Medioevo scompare il termine Geografia, anche se in alcune opere troviamo temi in qualche modo riconducibili a questo sapere. L'impulso alla spiritualità comporta una scarsa attenzione al mondo sensibile, favorendo una divisione tra scienza ed esperienza, con esiti negativi anche per le conoscenze geografiche, le quali non avendo un collegamento con la realtà, spesso oltrepassano il limite nel magico e nel fantastico.

Successivamente, grazie al pensiero umanistico, ripreso grazie al ritorno del pensiero di Aristotele attraverso le traduzioni delle sue opere, dall'arabo prima e dal greco poi, ritorna a fiorire la conoscenza della geografia e nacquero:

  • Le università (considerati centri importanti di vita intellettuale);
  • Le monarchie europee;
  • La nuova civiltà urbano-borghese;
  • L'invenzione della stampa e della polvere da sparo;
  • Le grandi scoperte geografiche;
  • La scienza moderna.

La geografia scientifica

Nacque tra il 700-800, grazie a un progresso negli studi geografici dovuti in buona parte a:

  • L'evoluzione scientifica e tecnica,
  • Il pensiero illuministico,
  • Il pensiero idealistico.

Bisogna dire che: il cambiamento è grande ed esplicito soprattutto in Germania. → Qui la geografia si modella sulle scienze della natura e nascono i più noti geografi della prima metà dell'800, considerati proprio i fondatori della geografia contemporanea e sono:

  • Alexander von Humboldt e Karl Ritter - i due studiosi sono accomunati per il notevole contributo alla costruzione di quei caratteri di scientificità che hanno fatto della geografia una disciplina moderna. Essenziale è il loro contributo epistemologico riguardo ai problemi legati alle relazioni tra uomo e donna e soprattutto al principio di interdipendenza che sono alla base della geografia scientifica.
  • Friendrich Ratzel - un altro tedesco, egli ha il merito di giungere a una concezione unitaria della geografia, cercando di creare un metodo comprensivo per lo studio della connessione tra tutte le caratteristiche della superficie terrestre e la storia umana.
  • In Italia → la geografia si conforma, più o meno al modello tedesco.
  • In Francia → abbiamo Paul Vidal de la Blanche che basa la geografia sul cosiddetto "genere di vita" = l'insieme dei comportamenti abituali e stabili di un gruppo umano, che si organizza su un determinato territorio, dal quale ottiene il necessario sostentamento. Questo gruppo, successivamente, risponde agli stimoli provenienti dall'ambiente naturale, scegliendo tra tante possibili azioni e la scelta adottata è in funzione sia dell'ambiente in cui si colloca e sia delle proprie esperienze storiche e socio-culturali.

L'obiettivo della nuova geografia è un'originale concezione dei rapporti tra umanità e ambiente. → Questa nuova concezione venne poi chiamata dallo storico Lucien Fevbre "Possibilismo geografico".

La geografia dal dopoguerra a oggi

La ricerca geografica, dopo la Seconda guerra Mondiale, si trova di fronte a quadri ambientali e sociali in rapida evoluzione, che necessitano, per essere comprese, di nuove chiavi interpretative, di metodologie moderne e di nuovi strumenti. La fine degli anni Settanta e l'inizio del decennio successivo segnano poi, un periodo socio-politico denso di conflittualità, in un'atmosfera di generale insofferenza e anche la geografia risente del nuovo clima. Con la riscoperta e l'attuazione del pensiero marxista vennero proposte diverse riflessioni concettuali con spiegazioni politico-ideologiche concordi nel rifiuto di una geografia intenta a vedere il territorio come un semplice stato di fatto, immobile e fissato. Vennero così avviati vari studi e analisi sugli ecosistemi e sul cambiamento globale.

Grazie allo sviluppo di metodologie matematico-statistiche si diffuse una nuova geografia chiamata: rivoluzione/geografia quantitativa = intende circoscrivere ogni fatto geografico entro una misurazione espressa quantitativamente. → bisogna dire che le leggi e le teorie matematiche e fisiche, nonostante diano un contributo importante, non sempre possono essere trasportate nello spazio degli esseri umani, ovvero nello spazio sociale. Tale indirizzo, però, ha consentito di introdurre tra i geografi, le tecniche di rilevazione e del calcolo statistico, con risultati positivi in molti settori, tra cui: la cartografia tematica computerizzata e i sistemi informativi geografici (GIS).

Ci sono anche altre varie geografie, che però propongono e utilizzano collegamenti con arte e letteratura e sono:

  • Geografia della percezione = il mondo visto dagli esseri uomini/come lo percepiscono;
  • Geografia del comportamento;
  • Geografia umanistica.

Queste altre geografie esistono perché lo spazio antropico deriva sia da esigenze economiche o di adattamento e adeguamento all'ambiente naturale e sia da altri itinerari che le società percorrono mosse da passioni, sentimenti, impulsi e rappresentazioni.

Didattica generale e didattiche disciplinari

Per portare a scuola il sapere elaborato nei molteplici campi d'esperienza e realizzare in modo efficace l'azione di apprendimento-insegnamento ci aiuta la scienza della didattica generale. Didattica generale = insieme di orientamenti, di principi e di tecniche da applicare ai processi di apprendimento e di insegnamento: in sintesi è una scienza della comunicazione e sia della relazione educativa. Per Mauro Laeng, la didattica = rappresenta la teoria della corretta ed efficace pratica di insegnamento.

La scuola, come sede principale e specifica dell'azione di apprendimento-insegnamento, è dimora della didattica. Nell'organizzazione scolastica, fondamenti essenziali della didattica sono:

  • Continuità,
  • Collegialità,
  • Partecipazione sociale,
  • Temi e spazi del processo di apprendimento-insegnamento.

Nella progettazione didattica si possono collocare 3 momenti di un percorso scientifico completo e sono:

  • Il teorico;
  • Il metodologico;
  • L'operativo.

La didattica è in relazione con i diversi insegnamenti impartiti dalla scuola e ciascuna disciplina infatti ha i propri specifici contenuti, linguaggi e metodi. Definiamo tutto ciò: didattiche disciplinari = es: didattica della geografia, didattica dell'italiano, didattica della matematica → studiano i rispettivi programmi e le strategie di apprendimento e insegnamento delle singole materie scolastiche.

Didattica della geografia

La didattica della geografia = disciplina entrata di recente nelle università italiane e tratta degli argomenti (contenuti, strumenti, metodi) correlati all'insegnamento della geografia. Essa deve indagare su:

  • Rapporto tra il sapere elaborato dai geografi e quello da trasmettere, attraverso l'insegnamento;
  • Evoluzione della ricerca geografica, per individuare come questi possano tradursi efficacemente nella quotidiana pratica dell'insegnamento scolastico, in funzione dello sviluppo delle strutture cognitive degli studenti;
  • Rapporti tra gli studenti e la geografia, come scienza che aiuta a comprendere molti problemi del mondo;
  • Sussidi e strumenti, che sono in grado di agevolare l'apprendimento della geografia.

Quindi, l'obiettivo della didattica della geografia è quello di tradurre per la scuola, mediante un'appropriata elaborazione scientifica, i risultati e i progressi conseguiti dalla ricerca, in modo che oggetti, metodi e finalità della geografia possono partecipare al progetto educativo-didattico.

Ogni area disciplinare scolastica, ha una o più associazioni d'insegnanti che la rappresenti (italiani, chimici, fisici, storici, linguistici, naturalisti, matematici, ecc.). → Queste associazioni sono un importante luogo d'incontro:

  • Sia per svolgere ricerca, didattica e attività di formazione,
  • E sia per esprimere l'impegno continuo nell'innovazione didattica, nella diffusione di esperienze, conoscenze, abilità e competenze metodologiche.

Importante: Nel 1954, le città di Padova e Venezia ospitano i lavori del XVI Congresso Geografico Italiano e il 22 aprile all'Università di Padova, si svolge la Sezione di geografia didattica, presieduta da Elio Migliorini, che propone ai congressisti di creare un'associazione insegnanti di geografia, per cercare di stringere rapporti tra i docenti di geografia di varie scuole (dalle università alle elementari) → venne così fondata l'Associazione Italiana Insegnanti di Geografia (AIIG), di cui primo presidente fu proprio Elio Migliorini (gli sono poi succeduti: Aldo Sestini, Giorgio Valussi, Peris Persi e dal 2002 Gino De Vecchis).

Gli obiettivi dell'AIIG sono:

  • Favorire l'incontro degli insegnanti di discipline geografiche di ogni formazione e indirizzo;
  • Diffondere l'educazione e la cultura geografica a ogni livello;
  • Promuovere la conoscenza e la tutela dei beni ambientali e culturali, per una corretta educazione geografica ed ecologica.
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-GGR/01 Geografia

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher piccolina221192 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Geografia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale o del prof Riggio Lucia.
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