Introduzione
Il volume “Le nuove migrazioni: luoghi, uomini, politiche” è stato scritto da Catherine Withol de Wenden (politologa, giurista, direttrice di un centro di ricerca internazionale).
L'autrice:
- Si occupa di diritto internazionale delle migrazioni;
- È molto presente in Italia per la sua attività di conferenziera e di docente presso l'Università “La Sapienza” di Roma;
- Si interessò di studi comparativi, le ricerche sul terreno;
- Pubblicò un Atlas mondial des migrations, tradotto in Italia da Vallardi nel 2012.
Le migrazioni internazionali
Le migrazioni fanno parte della storia del mondo e quest'ultimo ne è stato costantemente modificato. Su sette miliardi e più di abitanti che il pianeta conta oggi, circa un miliardo è interessato da una mobilità spaziale ( = indica un movimento da un luogo ad un altro).
La maggior parte della popolazione in movimento è coinvolta in:
- Migrazioni interne → caratterizzate da spostamenti di residenza nel proprio paese;
- Migrazioni internazionali → caratterizzate dal superamento dei confini degli Stati. (queste ultime sono l'oggetto di studio di questo libro).
Esse sono spesso mal conosciute e occasione di polemiche ed assumono configurazioni così diverse rispetto al passato da non essere più prevedibili e facilmente controllabili dalla politica. Secondo alcuni esperti, saremmo entrati a partire dal 1990 nella seconda ondata delle migrazioni di massa. (La prima ondata delle migrazioni di massa risale tra il 1850 e il 1930).
Le motivazioni principali delle migrazioni internazionali sono:
- La ricerca di un lavoro;
- Motivi di studio;
- Perché costretti in seguito a guerre o alla formazione di nuovi Stati o per motivi ambientali (→ esse sono denominate: “migrazioni coatte”).
I termini
- Immigrato = è colui che vive in un Paese diverso da quello in cui è nato;
- Straniero = è colui che non appartiene a quella Nazione;
- Colui = cioè il migrante costretto ad abbandonare la patria, quindi che chiede asilo in cerca dello status di rifugiato;
- Migrazione volontaria = è l'immigrazione familiare o per lavoro o per studio;
- Emigrato = è colui che ha lasciato il proprio Paese d'origine, secondo il punto di vista del Paese di partenza diventando poi un immigrato nel Paese di arrivo;
- Modus vivendi = è una categoria di persone che fanno parte anch'essi della mobilità spaziale ma difficilmente vengono considerate nelle statistiche e sono ad esempio: “i commercianti con le valigie” cioè ci si riferisce a quel tipo di circolazione cosiddetta commerciale la cui motivazione risiede unicamente nell'acquistare beni di consumo che poi vengono rivenduti in altri Paesi o in patria.
Si parla di immigrazione e di emigrazione a partire da un soggiorno superiore ai 3 mesi e generalmente, ad 1 anno. Abbiamo:
- Migrazioni permanenti e migrazioni temporanee di lavoratori ospiti;
- Migranti altamente qualificati – qualificati – semplice manodopera;
- Migranti regolari e migranti irregolari.
Nelle statistiche
I Paesi d'arrivo censiscono:
- L'immigrazione legale degli stranieri per nazionalità, oppure,
- Le persone nate all'estero e aventi, eventualmente acquisito la cittadinanza del Paese di accoglienza;
E trovano più difficoltà a contabilizzare i flussi di ritorno dei migranti in patria perché questi non vengono sempre indicati. I Paesi di partenza elaborano, a volte, statistiche sull'emigrazione e dei loro connazionali, fornendo la lista dei Paesi dove si sono stabiliti e non prendendo però in considerazione l'acquisizione della cittadinanza degli emigrati nel Paese di destinazione, dando via così alla doppia cittadinanza.
Ed è per questo che i dati sull'immigrazione e l'emigrazione di una stessa nazionalità coincidono raramente, tra Paese di destinazione e Paese di origine. Inoltre, è importante anche dire che il migrante oggi, generalmente, conosce il mondo che si appresta ad incontrare grazie ai media, al cursus scolastico, alla costruzione di reti familiari, economiche, sociali, culturali, associative e religiose.
Il fattore distanza è così ridotto grazie all'apparente prossimità del mondo, anche se le frontiere sono chiuse e difficili da oltrepassare. I Paesi del Nord e del Sud del mondo attraverso le loro politiche hanno messo in atto un nuovo tipo di diplomazia:
- La cooperazione della polizia con i Paesi vicini non europei;
- La firma di accordi di riammissione con i Paesi da cui provengono i migranti irregolari;
- Gli accordi di sviluppo attivati spesso in un contesto bilaterale;
- Scambi e accordi commerciali con i Paesi di accoglienza o permessi di soggiorno per i lavoratori qualificati dei Paesi di partenza.
La frontiera e i fattori di mobilità spaziale
Per definire le migrazioni, si può utilizzare il termine configurazione = un insieme caratterizzato da un sistema migratorio in cui la logica degli individui e delle reti si lega alle strategie a scala regionale e mondiale e dove la gestione delle politiche migratorie influisce sui profili dei flussi. (queste ultime sono caratterizzate da istituzioni, regole e compromessi che vengono messe in atto dai paesi di accoglienza per regolamentare i flussi di ingresso).
Il ruolo della frontiera diventa perciò centrale nelle configurazioni migratorie. (= linea/zona di confine di uno Stato, dove termina la sovranità territoriale).
Ed in merito alla frontiera possiamo dire che:
- La frontiera è chiusa → quando i migranti sono considerati all'interno o all'esterno come sconosciuti o non graditi e quando gli Stati agiscono a circuito chiuso. (ad es: è il caso del blocco comunista fino agli anni '90 del novecento, in cui gli unici a poter emigrare furono una élite privilegiata e gli esiliati del regime, mentre, potevano entrare solo i rifugiati e i migranti amici cioè le catene migratorie, indipendentemente o quasi dai bisogni migratori come i militanti comunisti in esilio, lavoratori e esperti di Paesi amici);
- La frontiera può essere chiusa ai flussi migratori in uscita e aperta a quelli in entrata → (ad es: è stato il caso della maggior parte dei Paesi europei del XIX secolo, dai quali risultava difficile emigrare perché i regimi autoritari consideravano la loro popolazione come una risorsa demografica, economica e militare, ma dove era possibile entrare nel momento in cui i Paesi di destinazione necessitavano di manodopera e di ripopolamento).
Esempi di frontiere
Ad esempio si ha:
- La frontiera può essere chiusa ai flussi in entrata e aperta a quelli in uscita come nelle migrazioni Sud-Nord. (ad es: è il caso di molti Paesi di recente immigrazione, in cui cittadini statunitensi, canadesi, europei, australiani o neo-zelandesi possono liberamente viaggiare nella maggior parte dei Paesi del mondo ma dove agli stranieri risulta difficile entrare a causa dei visti e di altri strumenti di controllo. Come nelle migrazioni Sud-Nord che sono disciplinate da queste norme, che possono essere derogate nei casi di esigenze demografiche cioè popolamento e di manodopera e nel rispetto delle convenzioni internazionali sull'asilo e sul diritto del ricongiungimento familiare → questo compromesso è noto anche come “chiusura della porta principale e apertura della porta di servizio”);
- Le frontiere possono essere aperte ai flussi in uscita e in entrata come nelle migrazioni Sud-Sud (ad es: ...
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