Geografia al di là di altrove
I. Rappresentazione grafica della terra
La lettura di una carta può fornire le indicazioni iniziali di una determinata area. Le carte geografiche ci permettono di seguire le tappe di una progressiva conoscenza del mondo da parte dell’uomo. Da sempre l’essere umano cerca di collocarsi al centro di ogni cosa, e la cartografia è la conferma di questa sua abitudine. La carta geografica può essere considerata uno strumento utile per interpretare la concezione che un determinato popolo ha di se stesso e dei rapporti con gli altri. La figura della Terra, fin dall’età antica, è stata il riflesso delle concezioni scientifiche e dell’ideologia religiosa. Bisogna ricordare, inoltre, che alla ricerca e alla scoperta di nuovi spazi da colonizzare si è affiancata la ricerca filosofica.
In conclusione, si può affermare che la carta geografica può essere definita come una "rappresentazione approssimata, ridotta e simbolica" di una superficie.
- Si parla di approssimazione perché la Terra è quasi sferica; la sua superficie subisce deformazioni/alterazioni quando viene riportata su un piano, ed è possibile limitarle grazie alle proiezioni.
- Si parla di riduzione perché la Terra non viene rappresentata a grandezza naturale, ma secondo un rapporto espresso dalla scala. In base alla scala, è possibile distinguere le mappe, le carte topografiche, quelle corografiche e le geografiche.
- Si dice che è una rappresentazione simbolica perché si utilizzano simboli per rappresentare i diversi elementi che si vogliono mettere in evidenza.
II. Geografi greci
- Talete di Mileto: l’acqua è il principio di tutte le cose.
- Anassimandro si è dedicato allo studio della Terra, ai movimenti del Sole, stagioni ed equinozi.
- Anassimene: l’aria è il principio di tutte le cose. La terra galleggia sull’aria.
- Ecateo: considerato il primo geografo.
- Ecfanto ha attribuito alla Terra un moto rotatorio attorno al suo asse.
- Empedocle si dedicò a trattati cosmologici.
- Filolao affermò la prima teoria non geocentrica. Al centro del Cosmo c’è un fuoco, intorno al quale ruotano Terra, Luna, Sole e pianeti.
- Democrito: padre della fisica. Il principio di tutto è l’atomo, e dal loro incessante movimento si è originato il tutto.
- Dicearco misurò la circonferenza terrestre.
- Cratete: conosciuto per la rappresentazione della Terra suddivisa in quattro parti.
III. Erodoto di Alicarnasso e le sue storie
Egli realizzò numerosi viaggi in diverse province dell’Impero Persiano. Le sue "Storie", opera di carattere prettamente storico, fornisce anche una rappresentazione dettagliata del mondo conosciuto nel V secolo a.C. Vi sono infatti digressioni geografiche, etnografiche. All’interno dell’opera c’è uno schema costante: breve descrizione dei luoghi, elenco dei nomi dei popoli, schemi riguardanti usi e costumi di questi ultimi per mettere in luce la differenza da quelli dei Greci. Per Erodoto, la Geografia è in stretto contatto con la Storia. Egli era a conoscenza delle teorie sulla sfericità della Terra, ma egli credeva che fosse discoidale e piana.
IV. Eratostene
Fu il primo a utilizzare il termine Geografia con il significato di descrizione della Terra. Egli tentò il calcolo della circonferenza terrestre con un risultato molto vicino alla realtà. Si deve a lui la misurazione dell’inclinazione eclittica, con un solo errore di 7’. Sembra che sia l’inventore della sfera armillare, uno strumento che consentiva la rappresentazione della sfera celeste e la descrizione delle stelle attorno alla Terra. Per Eratostene, il fine ultimo della geografia era quello della rappresentazione cartografica della Terra.
V. Rappresentazione dell'ecumene nel mondo greco
La prima rappresentazione della Terra sarebbe stata realizzata su una tavoletta da Anassimandro, nel VI secolo a.C. Egli attribuiva alla Terra una forma di cilindro, immobile, sospeso nell’aria, al centro dell’universo. Solo la parte superiore di questo cilindro risultava abitata. Ecateo perfezionerà questa tavoletta (Pinax, in greco). Egli introduce una toponomastica regionale, collegata all’ampliamento delle conoscenze geografiche in seguito all’espansionismo territoriale dell’Impero Persiano. Ecateo dona descrizioni molto più precise dei determinati territori e popoli.
Già dal VI-V secolo a.C. si inizierà ad abbandonare l’idea della Terra piatta, iniziando a sostenerne la sua sfericità. Il primo passo verso l’introduzione di un reticolato geografico venne compiuto da Dicearco, il quale introdusse una linea di riferimento che tagliava orizzontalmente le terre emerse.
VI. I geografi greci del V-IV secolo a.C.
I geografi di questo periodo si scontrarono con il problema delle dimensioni della Terra. Fin dal IV secolo a.C., la misurazione si è basata sul principio che sia sufficiente determinare la lunghezza di un arco mediano e calcolare l’ampiezza dell’angolo al centro corrispondente.
- Il primo studioso che si basò su questa teoria fu Eudosso, il quale calcolò la lunghezza della circonferenza terrestre in 400.000 stadi.
- La seconda misurazione fu effettuata da Dicearco, che la calcolò in 300.000 stadi.
- Il risultato più preciso fu quello di Eratostene. Il suo calcolo si basava su 3 presupposti: che la Terra fosse perfettamente sferica e che fosse un piccolo punto nell’universo; che il sole si trovasse ad un'enorme distanza; e che le città di Siene e Alessandria si trovassero sullo stesso meridiano. I suoi calcoli erano sbagliati di solo 500 km.
- Una quarta misurazione fu effettuata da Posidonio. All’inizio calcolò la lunghezza della circonferenza terrestre in 240.000 stadi, e infine ridotta in 180.000 stadi. Questo ultimo risultato fu adottato da Cristoforo Colombo.
VII. La geografia di Aristotele
Aristotele fu il più grande filosofo e scienziato dell’antichità. Egli si dedicò alla matematica, astronomia e dialettica. Si spostò alla corte di Filippo il Macedone diventando precettore di suo figlio, futuro Alessandro Magno. Rientrando ad Atene, egli fondò una sua scuola, che guidò per 12 anni. Aristotele non trattò direttamente di geografia, ma il suo interesse scientifico verso i fenomeni naturali gli valsero l’appellativo di “padre della scienza geografica”. Egli concepiva l’universo come sferico, finito e circoscritto in un involucro materiale. Esso era costituito da 55 sfere, animate da un motore immobile. Al centro del Cosmo, vi è la Terra, immobile, costituita da quattro elementi (terra, acqua, fuoco, aria); egli aggiunge l’etere, un elemento perfetto e incorruttibile. Al limite del cosmo c’è la sfera delle stelle fisse e il Primo Mobile, ovvero la divinità suprema che è la causa di tutti i moti celesti.
VIII. Rapporti tra Roma e Cina
Già nel 166 a.C. vengono registrati i primi contatti di carattere commerciale tra Roma e la Cina. Questi rapporti furono molto intensi già a partire dal I secolo a.C. e rimasero tali fino a quando Roma poté far fronte ai costosi prodotti dell’Estremo Oriente. Con la dinastia T’ang vi fu un'espansione coloniale che causò un maggior controllo sulle aree circostanti all’impero cinese per stringere alleanze contro i nemici. A questo periodo si fanno risalire quindi i contatti con l’Impero Romano d’Oriente.
IX. Il Periplo del Mare Eritreo
Il “Periplo del Mare Eritreo” è un'opera del X secolo che fornisce informazioni utili alla navigazione e ai commerci delle zone dell’Africa, Arabia, Golfo Persico e India, che possono essere ricostruite grazie ad un testo greco-egiziano del I secolo d.C., tramandato proprio in questo codice. Grazie a questo elenco dei porti, scali e merci è possibile ricostruire la fitta rete di scambi commerciali tra l’Occidente romano, l’Oceano Indiano e la Cina.
X. Strabone
Storico e geografo greco. La sua opera più famosa è “La Geografia”: i primi due libri espongono i contenuti e le finalità della disciplina; gli altri quindici libri sono dedicati alla descrizione dell’ecumene. Per Strabone, la geografia è una disciplina che rientra negli studi del filosofo ed il suo scopo è quello di descrivere lo spazio in cui l’uomo vive. La geografia è accompagnata dallo studio della geometria e dell’astronomia. Egli propone un modello di carta geografica: l’ecumene di forma rettangolare, completamente circondato dall’oceano, collocata nell’emisfero settentrionale; a nord vi è la zona climatica fredda; a sud quella equatoriale, e a ovest due meridiani. Le dimensioni dell’ecumene sono ridotte. Per realizzare quest’opera geografica, egli ricava le informazioni sia dalla sua personale esperienza di viaggiatore sia da altre opere letterarie e geografiche. Egli menziona frequentemente autori greci, tralasciando quelli latini. “La Geografia” fu rivalutata in epoca medievale e umanistica, quando fu tradotta in latino.
XI. La geografia in Seneca e Plinio
Entrambi sostengono l’importanza della geografia non solo in ambito amministrativo, ma anche nel campo della cultura in età Augustea. Seneca e Plinio non possono essere considerati geografi.
- Nella sua opera, Seneca fa una riflessione sulla natura e i suoi fenomeni con lo scopo che possa aiutare gli uomini a liberarsi dalle superstizioni. Afferma che la Terra è in continuo mutamento e così facendo vuole dimostrare che l’unico modo di affrontare la vita è quello di accettare che prima o poi essa debba finire. Lo studio della natura per Seneca, libera gli uomini dalla paura e può procurare piacere. La natura non ha generato nulla che fosse immobile. L’aria è il più forte dei quattro elementi aristotelici. Studiare la natura oltre ad insegnarci cose utili, dà la possibilità di farci ammirare ciò che circonda l’uomo. Conclude la sua opera dicendo che se l’uomo non può evitare le forze della natura, può affrontarle con coraggio, così come deve affrontare la morte.
- Plinio, nella sua opera Naturalis Historia, dedica spazio anche alla descrizione dell’universo e alla geografia dell’area mediterranea, del Medio Oriente e della Turchia. Plinio il Vecchio è interessato alla forma e alle dimensioni della Terra. Egli suddivide la Terra in fasce climatiche: il mondo è suddiviso in cinque fasce, dette zone. Tutta la parte della terra che è sotto alle due zone estreme è caratterizzata dal freddo e dal ghiaccio perenne. La parte di mezzo della Terra, è costantemente colpita dai raggi e dal caldo del sole. Tra queste due zone si trovano le temperate.
XII. Claudio Tolomeo
È il più famoso astronomo e matematico della classicità e ultimo geografo dell’antichità. In Alessandria d’Egitto si dedicò agli studi astronomici e geografici. Fu Tolomeo a dare forma alla teoria del Geocentrismo, accettata fino al XVI secolo. La sua più importante opera di contenuto geografico è la “Geografia”, che è la massima espressione delle conoscenze greco-romane del II secolo d.C. Tradotta in arabo, divenne la Bibbia geografia del Rinascimento.
- Il primo libro contiene i fondamenti della geografia, scienza alla quale riconosce il ruolo primario di rappresentare la Terra in tutta la sua estensione, con tutte le sue caratteristiche e la sua posizione.
- Dal secondo al settimo libro Tolomeo redige un elenco delle coordinate geografiche di circa 8000 località, fornendo notizie sui confini, popoli, religioni e costumi.
- L’ottavo libro propone la divisione della Terra in fasce climatiche.
Tolomeo accetta la misurazione della terra di Posidonio di 180.000 stadi; propone quindi un globo molto più piccolo del reale. Egli propone la Terra rappresentata in modo continentale.
XIII. La forma della Terra nell’alto medioevo
Tolomeo non fu conosciuto dagli autori dell’Alto Medioevo. Questi ultimi fecero riferimento alla Periegesi o Descrizione della Terra abitata di Dionigi Periegete, 117 – 136 d.C. La terra era descritta come un globo diviso in fasce climatiche; l’ecumene occupa una delle due fasce temperate. Le mappe mundi, dette a “T in O”, si limitavano a rappresentare in un circolo i continenti allora conosciuti nei loro rapporti di dimensioni. In alto, la metà era occupata dall’Asia; gli altri due quarti dall’Europa e Africa. Queste carte non avevano funzione pratica e non descrivevano fedelmente l’ecumene: erano solo schemi. Pochi furono gli autori a negare la sfericità della Terra, come Lattanzio, uno dei primi Padri della Chiesa e Cosma Indicopleuste. L’immagine che quest’ultimo propone è frutto di un’interpretazione particolare delle Sacre Scritture. La Terra è di forma rettangolare, secondo gli ordini che diede Dio a Mosè. Lo stesso Sant’Agostino non riusciva a concepire che nell’emisfero meridionale ci fossero altri continenti abitati da uomini.
XIV. I mappamondi dell’alto medioevo
Il cartografo dell’Alto Medioevo si poneva come finalità non tanto la rappresentazione scientifica e fedele del territorio, ma donava un significato mistico e esegetico. La carta diveniva una sintesi grafica di un sapere universale. Gerusalemme rappresenta la città santa per eccellenza.
XV. San Bernardo e la sua navigazione
Egli fu un abate irlandese del VI secolo, che compì la sua peregrinatio pro Christo fra le terre e le isole dell’Atlantico settentrionale, fondando nuove comunità monastiche. La Navigatio Sancti Brandani divenne un’allegoria del percorso di salvazione del cristiano.
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