Teatro dell'occidente
Capitolo 6
La stagione del rinnovamento
La stagione del rinnovamento, collocata nei primi tre quarti del Seicento, ha come finalità restituire una dignità formale al genere teatrale, volendo dar vita a una drammaturgia coerente. Il Settecento rappresenta il primo passo per la costruzione della moderna civiltà teatrale, che va sempre di pari passo con i movimenti letterari, filosofici e politici che investono il mondo dello spettacolo. Nel teatro drammatico (non musicale) vengono eliminate le distinzioni tra teatro accademico (divertimento raffinato, riservato ad un pubblico di élite) e teatro popolare (povero e privo di ambizioni culturali, superato = commedia dell'arte). Il teatro si avvia ad assumere una funzione morale e pedagogica attraverso il luogo teatrale, la recitazione e il rapporto con il pubblico.
L'Illuminismo mette in atto le riforme che fondano il teatro moderno attraverso una drammaturgia rinnovata, spettatore criticamente attivo e il compito di far riflettere nei confronti della società. Per quanto riguarda l'Italia, invece, l'obiettivo degli autori più celebri è quello di ristabilire la definizione dei vari generi e assegnare all'attore una figura qualificata, oltre ad un rapporto attivo con il pubblico. In questo secolo il mondo dello spettacolo percepisce il proprio ruolo di rinnovamento e affronta una ripresa artistica, anche attraverso il dibattito legislativo, andando di pari passo con la situazione politica in continuo mutamento.
Il luogo scenico
Gli edifici teatrali realizzati nel corso del Settecento trovano origine nel modello del teatro all'italiana, con una pianta barocca caratterizzata dalla platea a U allungata, palchetti ad alveare e una casa scena con frontespizio. Nasce dalle esigenze di fruibilità dello spettacolo, soprattutto quello in musica. Si sviluppano i teatri pubblici a gestione impresariale, con sale più capienti per ospitare un pubblico pagante numeroso. La sala teatrale diventa luogo di incontro privilegiato, per ospitare ogni genere di manifestazione pubblica. Il pubblico è suddiviso in palchetti (personalizzabili negli arredi interni in base alle proprie possibilità economiche) che consentono alle classi sociali elevate di affermare il proprio privilegio sociale:
- Palchetti di proprietà: aristocrazia e alta borghesia;
- Panche nella platea/Loggione: media/piccola borghesia e la servitù.
Si creano inoltre spazi destinati alla vita sociale, dove si trovano cucine e salotti per distrarsi da ciò che accade in scena. Importante è la presenza di sale per il gioco d'azzardo, che diventa opportunità per finanziare i teatri nelle stagioni artistiche. Per quanto riguarda il palcoscenico, troviamo una divisione in sottopalco, piano scenico e soffitta. Adiacenti al palcoscenico si trovano locali utilizzati per custodire oggetti, costumi e attrezzi. L'edificio teatrale si propone come espressione del prestigio sociale della città, e acquisisce autonomia rispetto al tessuto urbano.
1. Pianta a forma di U allungata: contiene un pubblico numeroso, crea problemi di visibilità ai palchetti a causa della prospettiva (Fortuna a Fano);
2. Pianta a ferro di cavallo: garantisce una buona visibilità da ogni punto della platea e dei palchetti (La Scala a Milano);
3. Pianta a campana: ampia apertura sulla scena, agevola la piena visibilità del palcoscenico (Comunale a Bologna);
4. Pianta a elesse tagliata: buona visibilità del palcoscenico anche dai palchi adiacenti al proscenio (Regio a Torino);
5. Pianta ovoidale: dà luogo a un palcoscenico concavo suddiviso in due pilastri con tre aperture, migliora la visibilità e l'acustica (Teatro a Imola).
Il luogo scenico - La scenografia
La scenografia italiana domina i teatri europei del Settecento. Accanto agli scenografi si distinguono i pittori di paesaggi, che contribuiscono alla diffusione della scena-quadro e la veduta per angolo.
- Ferdinando Bibiena
Inventore della prospettiva per angolo, impostata sulla diagonale del palcoscenico, presenta una visione asimmetrica della scena: il punto di vista dello spettatore viene spostato ai lati della scena, così da dilatare l'ambiente in cui si colloca l'azione in larghezza; il palcoscenico risulta organizzato secondo assi obliqui e non centrali. Questo rappresenta una rappresentazione dello spazio innovativa, che consente allo sguardo di spingersi oltre la scena. - Prospettiva accidentale (più punti di convergenza); - Dal basso verso l'alto (respiro più ampio, scorci e punti di vista inusuali). - Filippo Juvarra
Intende la scenografia come mezzo autonomo di espressione teatrale, preferisce forme meno movimentate e più sobrie con una decisa impronta fantastica per sollevare la scena da ogni peso realistico. Risponde le quinte dipinte in ogni posizione, introducendo una grande libertà nel disegno. La scena si compone di due spazi: - Spazio reale, delimitato da quinte e soffitti (utilizzabile da attori/ballerini/cantanti); - Spazio apparente, completamente illusorio (fondale e quinte).
Lo spettacolo - Il trionfo del melodramma
Nel corso dell'ultimo Settecento si registrano alcune novità nel panorama teatrale, dovute all'esigenza di rifondare la civiltà dello spettacolo e portare alla discussione di problemi concreti. L'intera Europa vive un momento di intensa riorganizzazione, i generi proposti sono travolti dal melodramma (dramma in musica), mentre commedia e tragedia perdono ogni interesse. In Italia continua la tradizione della commedia dell'arte, ovunque si rappresentano opere in musica italiane. Nascono voci prestigiose, capaci di virtuosismi che appassionano continuamente il pubblico, così da diventare una preoccupazione per gli impresari, costretti a spendere cifre esorbitanti pur di assicurarsi una prestazione. Ne deriva il crollo del dramma in musica, che si trasforma in un vero e proprio concerto, dove il cantante impone i propri gusti seppur non centrino nulla con l'azione scenica.
- La riforma di Metastasio
Dopo svariati tentativi, Metastasio avvia l'opera di riconciliazione tra testo musica e testo poetico. Ricerca l'equilibrio tra le esigenze dello spettacolo e l'aspirazione a riportare lo spettacolo al decoro poetico. Processo di rigenerazione dello spettacolo musicale: - Necessità per il cantante-attore di essere addestrato nella recitazione e dizione; - Importanza del coordinamento scene/costumi con il contesto d'azione; - Restituire dignità alla professione comica. - Diderot
Apre la strada a una concezione moderna di teatro, dato che il teatro francese era in una condizione troppo lontana dalla verosimiglianza. - Esigenza di rappresentare in teatro i sentimenti e conflitti dell'uomo medio, ponendo attenzione all'ambientazione sociale della vicenda; - Trattare soggetti quotidiani (così come la recitazione e il tono devono essere vivi); - Nuovo genere: il dramma borghese (che si pone tra comicità e tragicità); - Esigenza di realismo, che induca lo spettatore ad immedesimarsi e commuoversi, a riflettere e poi a perfezionarsi moralmente; - Attore realista, mancanza di sensibilità, recitazione distaccata, estraneo alle passioni, per non risultare falso (es. commuovendosi). - Garrick
Più grande attore del Settecento, innalza la figura dell'attore come massimo artista. La rivoluzione che introduce consiste nel recuperare la dimensione naturale della recitazione, ponendo attenzione alla psicologia e ai sentimenti dei personaggi; oltre a liberare tutte risorse espressive del corpo (gesto, movimento, dizione…), aprendo nuovo con scelte di repertorio che rispettino i testi. - D'Alembert
Mette in luce la connotazione sociale e il valore educativo del teatro, come scuola di virtù e di costumi, sottraendo la professione dell'attore al pregiudizio che lo affligge da secoli. - Rousseau
Si dichiara contrario allo spettacolo teatrale, secondo lui può essere pericoloso in quanto non si pone come finalità l'educazione ma il divertimento, deve assecondare l'opinione pubblica e lusingarla, anche negli aspetti più riprovevoli. Una delle principali critiche riguarda la professionalità dell'attore: secondo lui, essendo abile nell'arte del mentire, non potrà fare altro che nella vita quotidiana; l'unica forma di spettacolo segna di uomini veri e liberi è la festa, dove tutti sono spettatori e attori. - Lessing
Riassume il pensiero illuminista, proponendo una recitazione e una drammaturgia legate alla realtà contemporanea, tentando di elevare la scena rispetto al basso livello dove si trova nella concezione tedesca. La sua riforma riguarda appunto il rinnovamento del teatro tedesco, affidando un nuovo ruolo al pubblico: non più spettatore ma chiamato ad elaborare un giudizio critico sullo spettacolo, in rapporto con la realtà contemporanea (economica, politica, sociale). Il teatro dev'essere specchio morale della nazione insieme ad insegnamento etico. L'allestimento non deve essere più sfarzoso e entusiasmare lo spettatore, dato che deve rimanere concentrato sul realismo critico nel testo. La recitazione deve essere realistica e familiare. Il personaggio-attore è oggetto di una mediazione tra abilità tecnica e immediatezza del sentimento: deve entrare nella parte ma col supporto nelle pratiche dell'arte della scena: - Recitazione soggettivizzata; - Tono medio e quotidiano; - Attenzione al particolare realistico, che rende vera la rappresentazione. - Goldoni
Considerato l'autore più importante nel teatro italiano settecentesco. Ciò che lo differenzia dagli altri drammaturghi è l'essere un uomo di teatro: egli scrive appositamente per la scena, è un autore a ridosso del palcoscenico. Introduce una riforma che permette al teatro di uscire dalla Commedia dell'arte, la quale perdeva sempre più significati e interessi, migrando principalmente nel resto dell'Europa e in Russia. Le prime opere appartengano ancora prettamente alla Commedia dell'arte, ma riesce a riformare gradualmente il teatro in tutte le sue componenti, mutando anche le abitudini del pubblico. Aspetti della riforma goldoniana: A) Introduzione dell'attore polivalente, non più ruoli fissi; B) Attore psicologicamente connotato (dotato di sentimenti, pensieri, anima); C) Recitazione premeditata, basata su un testo scritto e non più sul canovaccio; D) Eliminata la maschera come oggetto, viene inglobata nel personaggio stesso; E) Recitazione familiare e naturale; F) Triade autore-attore-spettatore, ogni elemento imprescindibile nell'evento; G) Coinvolgimento psicologico che presume una riflessione morale; H) Eliminazione dei personaggi stereotipati. - Alfieri
Per Alfieri gli elementi inscindibili per rifondare lo spettacolo sono autori-attori-spettatori, inteso come insieme dinamico di numerose componenti (insieme al testo drammaturgico) dove la responsabilità maggiore spetta all'attore, che deve valorizzare il testo e educare il pubblico; quest'ultimo deve fornire il proprio contributo attivo, analizzando, criticando e indirizzando gli attori e sollecitando gli autori. Importante è la formazione tecnico-culturale dell'attore, che gli permette di riqualificarsi a livello morale, togliendosi lo stereotipo di comico tradizionale.
La drammaturgia - L'opera seria
Nel panorama teatrale settecentesco, il melodramma domina la scena, e il testo suddiviso in azioni drammatiche (recitativi) e soste liriche (arie) risulta sempre più condizionato dalle richieste dei musicisti. Nasce quindi la necessità di stabilire un equilibrio che possa riportare dignità al testo drammaturgico.
- Metastasio
Ricondurre il melodramma ad un rapporto equilibrato tra musica e poesia. Il primo successo è Didone abbandonata, dominata da un tono tragico; seguono altri libretti meno fortunati e su invito si sposta a Vienna per rappresentare le sue opere più celebri, caratterizzate da una cura nella psicologia dei personaggi e un equilibrio fra elementi patetici e eroici, in vicende intricate (Adirano in Siria, L'Olimpiade, Demofoonte). Metastasio cerca di rimediare alla mancanza di incoerenza dei personaggi tipici del melodramma, cercando unità in ogni elemento. L'attenzione dello spettatore è focalizzata sul contrasto tra passione e dovere: l'eroe è combattuto da sentimenti di natura opposta che dominano le sue scelte. I soggetti sono tratti dalla mitologia o dalla classicità greca/romana, mentre la divisione dell'opera è classica in tre atti: presentazione dei personaggi, svolgimento dell'intreccio, felice scioglimento.
La drammaturgia - La tragedia
- Alfieri
Opera in un contesto più aperto, che gli permette di instaurare un nuovo modello di tragedia, basato sull'essenzialità dove il poeta infonde nello spettatore un'aspirazione libertaria. Il fine della tragedia è educare moralmente lo spettatore attraverso il pensiero. Per compiere il suo fine è necessario toccare l'animo dello spettatore attraverso una vicenda unitaria, concentrata sulla catastrofe e svolta in cinque brevi atti, senza dispersioni e contenuti superflui, focalizzata sui rapporti violenti tra protagonista e antagonista. I soliloqui sono brevi e rari, mentre i monologhi sono interminabili e svelano le emozioni dei protagonisti, il loro travaglio interiore e sintetizzano il senso della tragedia.
La prima fase alfieriana riguarda il conflitto tirannide-libertà, dove prende rilievo la vittoria morale dell'eroe, riscatta con il destino suicida l'impossibilità di vivere liberi. Fa parte di questa fase Filippo, dove l'autore si oppone alla società contemporanea avvertendo il crollo del mondo aristocratico. Segue una serie di tragedie dove l'uccisione del tiranno non basta a soddisfare il desiderio di libertà, l'eroe rimane tormentato. Lo schema tirannide-libertà entra in conflitto con Oreste, l'ansia di libertà si trasforma in follia, uccidendo la madre. In Timoleone tiranno e eroe rappresentano due aspetti diversi e complementari della realtà. Alla fine lo schema cade definitivamente: il tiranno non è più termine negativo, ma è vittima di una situazione che lo domina.
1. Filippo: l'autore si oppone alla società contemporanea avvertendo il crollo del mondo aristocratico;
2. Oreste: l'ansia di libertà si trasforma in follia, uccidendo la madre;
3. Timoleone: tiranno e eroe rappresentano due aspetti diversi e complementari della realtà. Lo schema cade definitivamente: il tiranno non è più negativo, ma vittima di una situazione che lo domina;
4. Saul: tiranno vittima in conflitto col mondo, famigliari, dio, e con se stesso. Dramma dell'uomo: dominato da una sete di gloria, si ripiega nella solitudine;
5. Agamennone: ripresa la disgregazione dello schema compositivo;
6. Mirra: eroina è vittima di un dramma interiore, nato dall'incesto con il padre e ora ne subisce le conseguenze.
Alfieri non si discosta mai da un profilo di tragicità sofferta, senza rinunciare al sentimentale, creando un equilibrio tra struttura drammatica del testo e psicologia dei personaggi.
La drammaturgia - La commedia
- Goldoni
Metodologia:
Goldoni nasce come avvocato, proveniente da una colta famiglia borghese, per poi trasformare la sua passione in lavoro: inizia a scrivere, venendo pagato, per una serie di compagnie, il che gli permette una vicinanza tale al mondo del teatro da permettergli un'interazione da cui trarre ispirazione per le sue opere successive. - Contenuti:
Tematica principale delle opere è la profonda denuncia goldoniana attuata verso l'aristocrazia, ritenuta da lui parassitaria, capace solo di consumare senza produrre nulla, né tantomeno di rinnovarsi. La fiducia di Goldoni è riposta nella borghesia emergente, costituita da piccoli imprenditori, mercanti e artigiani, in grado di generare ricchezza per la società. - Successo e critica:
Le opere di Goldoni non riscontrano molto successo, in quanto le critiche mosse verso l'aristocrazia non erano ben accettate: tendenzialmente non piace riconoscersi in qualcosa che conferisce accezioni negative; da qui ne conferisce il successo non costante, alternato tra gli aspetti positivi/negativi della società rappresentata, che costrinsero Goldoni all'esilio in Francia. Con il suo esilio si ha dimostrazione di uno degli aspetti principali della società settecentesca: il fallimento nel voler cambiare. Il popolo preferisce Carlo Gozzi (favole) e Pietro Chiari (commedie lacrimevoli). - Periodi dell'attività goldoniana:
Prima fase (1738-1749):
Fase in cui appartengono le prime opere (es. Momolo Cortesan, Arlecchino servitore di due padroni). Viene introdotta la parte scritta del protagonista, una recitazione non buffoneggiata, linguaggio quotidiano. - Periodo del ripensamento (1750-1753):
Fase del Teatro Comico, opera dove i personaggi fanno riflessioni filosofiche su cos'è il teatro nel mondo e come dev'essere rappresentato. In questo periodo Goldoni scrive per la compagnia Medevak, dalla quale riceve un ingente compenso economico, produce infatti sedici commedie che gradualmente portano alla riforma. - La Locandiera (1753):
La Locandiera è la più caratteristica opera goldoniana del periodo del ripensamento, celebre in quanto tratta una storia fuori da tutte quelle comuni: per la prima volta la protagonista è una donna, tra l'altro non nobile, ma borghese (= fiducia di Goldoni nella borghesia emergente).
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