Estratto del documento

Fondamenti di neuropsicologia

La percezione

Si deve a Lissauer e Freud la classificazione attuale tra due tipi di agnosie:

  • Agnosia appercettiva: primo livello di analisi, elaborazione delle caratteristiche sensoriali dello stimolo e della loro integrazione a livello percettivo.
  • Agnosia associativa: secondo livello di analisi, accesso della rappresentazione percettiva alle conoscenze visive strutturali, funzionali e categoriali dell'oggetto e alla rappresentazione della conoscenza.

Per disturbi della percezione si intendono quei disturbi del riconoscimento di uno stimolo limitato a un canale sensoriale (visivo, uditivo o tattile) che può riguardare vari livelli di elaborazione:

  • Elaborazione sensoriale: disturbi sensoriali elementari. Deficit percettivo.
  • Analisi delle conoscenze strutturali: agnosia appercettiva.
  • Analisi delle conoscenze semantiche, categoriali e funzionali dell'oggetto: agnosia associativa.

A livello visivo tutto arriva alla corteccia occipitale, dalla quale partono due vie:

  • Via ventrale o occipito temporale (“via del cosa”).
    • I suoi disturbi correlati sono i seguenti:
      • Acromatopsia.
      • Agnosia.
      • Prosopagnosia.
  • Via dorsale o occipito parietale (“via del dove”).
    • I suoi disturbi correlati sono i seguenti:
      • Achinetopsia.
      • Atassia ottica.
      • Negligenza spaziale unilaterale.

Deficit nel riconoscimento dei colori

  • Incapacità di nominare i colori: il paziente riconosce lo stimolo ma non riesce a nominarlo, accesso alla traccia ma disconnessione con il nome, anomia.
    • Lesione: occipito temporale sinistra e splenio.
  • Il paziente può avere accesso alla traccia ma questa non c'è perché si è deteriorata. Amnesia.
    • Lesione: temporo occipitale inferiore sinistra.
  • Il paziente non riesce ad accedere alla traccia. Agnosia. Non sa categorizzare tonalità diverse di colore.

I deficit di elaborazione dei colori si dividono in:

  • Appercettivo: deficit di percezione.
    • Acromatopsia: il paziente vede il mondo in sfumature di grigio, deficit della via ventrale. Consigliato test Ishiara.
  • Associativa: deficit di elaborazione semantica.
    • Anomia per i colori.
    • Amnesia per i colori.
    • Agnosia per i colori.

Disturbi sensoriali primari

  • Cecità corticale: lesione bilaterale completa della corteccia visiva primaria (V1) produce cecità corticale. Caratterizzata dalla perdita completa della vista. Questi pazienti possono mostrare una forma particolare di anosognosia.
  • Sindrome di Anton – Babinsky: negazione della cecità. Il paziente non riconosce il proprio deficit e può attribuire il proprio deficit a scarsa illuminazione. Questi pazienti possono anche avere allucinazioni che loro riportano come se vedessero realmente, queste possono essere il frutto delle esperienze percettive passate. Una delle cause più comuni è l'ischemia cerebrale, tale evento può mostrare anche un deficit nella generazione e confronto delle immagini mentali visive.
  • Blindsight: visione cieca. Lesione bilaterale o unilaterale della corteccia occipitale primaria che determina uno scotoma, ovvero, una zona di assoluta cecità in un emicampo. Il fenomeno della visione cieca consiste nel mantenimento della capacità di localizzare uno stimolo visivo situato nella parte del campo visivo colpita da scotoma. Il comportamento è guidato dalla visione senza esperienza. Dissociazione tra esperienza cosciente e prestazioni.

Lesioni

  • Prechismatiche: Il deficit interessa solo un occhio.
  • Chiasmatiche: restringimento bilaterale del campo visivo, emianopsia.
  • Postchiasmatiche: perdita della porzione destra o sinistra della vista, emianopsia laterale.

Disturbi del movimento

  • Achinetopsia: deficit selettivo della percezione visiva del movimento. Lesione lobo parietale, implicata la via dorsale superiore o il giro fusiforme. Questo deficit è l'opposto del fenomeno di Riddoch, in cui i pazienti percepiscono il movimento di un oggetto senza percepirne la forma.
  • Atassia ottica: agnosia visuo-motoria senza agnosia visiva per gli oggetti. Incapacità di raggiungere uno stimolo visivo con l'arto superiore. Vengono fatti errori di localizzazione, prensione e manipolazione. Solitamente la visione è sulla via dorsale nella regione parietale, in particolare nel solco interparietale e lobulo parietale superiore. Difficoltà nel raggiungere gli oggetti sotto la guida della vista.

Agnosia per gli oggetti

Deficit del riconoscimento di oggetti tramite un canale sensoriale. Il concetto di agnosia è stato introdotto da Lissauer nel 1890. Egli riconobbe due livelli che possono essere selettivamente compromessi:

  • Livello percettivo: analisi delle caratteristiche sensoriali dello stimolo, codificazione struttura.
  • Livello associativo: elaborazione semantica, ricerca del nome.

Agnosia appercettiva: il paziente non è in grado di riconoscere l'oggetto anche se ne sa descrivere le dimensioni, la consistenza e alcuni aspetti della forma. Generalmente si riscontra una lesione del lobo parietale destro.

Agnosia associativa: il paziente riesce a formare un percetto visivo strutturato, ma ha problemi ad associarlo al suo significato.

Modelli della psicologia cognitiva per interpretare le agnosie

Modello di Humphreyes e Riddoch prevede diversi stadi di elaborazione che possono essere compromessi, si possono avere quattro forme di agnosie:

  • Per la forma.
  • Integrativa.
  • Trasformazionale.
  • Semantica di accesso.

Modello di Marr: vari stadi per l'identificazione di oggetti.

  • Elaborazione visiva precoce.
  • Trasformazione di prospettiva.
  • Descrizione strutturale depositata in memoria.
  • Conoscenza concettuale.
  • Lessico fonologico.

Altri tipi di agnosia

  • Tattile stereoagnosia: incapacità di riconoscere un oggetto utilizzando il tatto, in assenza di disturbi sensoriali primari si distingue in:
    • Amorfognosia.
    • Ailognosia.
    • Asimbolia.
  • Prosopagnosia: difficoltà a riconoscere le persone tramite il viso. Il riconoscimento è immediato su altre basi, come il suono della voce, la maniera di camminare. Il paziente non riconosce neanche volti molto familiari, e nei casi più gravi, nemmeno la propria immagine riflessa in uno specchio.

Le lesioni sono posteriori:

  • Giri linguali.
  • Fusiforme.
  • Paraippocampale.
  • Parte della corteccia temporale anteriore e occipitale inferiore.

Si può distinguere una forma:

  • Appercettiva: difficoltà nel fare un'analisi strutturale del volto, nei casi estremi il paziente non riesce a distinguere il volto animale da uno umano, oppure non sa dire se due volti sono uguali o meno.
  • Associativa: il paziente non riconosce se un volto è familiare o meno. Non vengono dunque recuperate le informazioni semantiche del volto.

Dagli anni ’70 in poi i pazienti prosopagnosici vengono valutati sulla base di due nuovi modelli cognitivi. Quello preponderante è il seguente.

Modello cognitivo di Bruce e Young, 1986

Questo si compone di stadi gerarchicamente organizzati.

  • Codifica strutturale.
    • Deficit: incapacità di stabilire se due facce sono uguali, di valutare l'espressione e stabilirne l'età.
  • Unità di riconoscimento della faccia.
    • Deficit: incapacità di distinguere se la faccia sia familiare o meno.
  • Nodo di identità personale.
    • Deficit: il paziente è incapace di dare informazioni anche se sa dire se il volto è familiare o meno.
  • Attribuzione del nome.
    • Deficit: incapacità di recuperare il nome.

Valutazione della prosopagnosia

Test di Benton e Von Allen, 1968. Viene presentata al paziente la fotografia di una faccia ripresa di fronte; vengono poi presentate altre sei foto delle quali solo tre appartengono allo stesso individuo rappresentato nello stimolo, ma possiedono caratteristiche percettive diverse. Il paziente deve individuare le tre foto appartenenti all’individuo dello stimolo.

Test di stima dell’età, 1989. Vengono presentate quattro facce di individui dello stesso sesso ma appartenenti a differenti fasce di età. Il soggetto deve ordinare le facce secondo l’età.

È stato dimostrato che anche se i pazienti non sono in grado, consciamente, di riconoscere i volti, rimane intatto un riconoscimento inconscio delle facce note. Nella registrazione di risposte automatiche si vede che se vengono presentate facce note, anche se il paziente non le riconosce, aumenta comunque la conduttanza cutanea. Nel test di apprendimento di facce si registra l’attività elettrica. Vengono presentate delle facce, poi vengono riproposte insieme a facce ignote. Per quelle già presentate c’è un'attività cerebrale diversa. Ci sono aree cerebrali specifiche per il riconoscimento di volti:

  • Giro fusiforme medio si attiva quando dobbiamo riconoscere un volto.
  • Giro occipitale inferiore si attiva in fase di identificazione di una faccia.

La sindrome di Capgrass è opposta alla prosopagnosia. Il soggetto in questo caso crede che la persona che si presenta come familiare sia un impostore, un sosia. È presente qui una disconnessione funzionale tra la regione anteriore temporale (elaborazione fisica + cognitiva) e l’amigdala destra (elaborazione emotiva). Non si attiva la parte emotiva, c’è un riconoscimento asettico del volto. Infine, la prosopagnosia è reversibile, mentre non lo è la Sindrome di Capgrass.

Eminegligenza spaziale unilaterale (Neglect)

Disturbo che riguarda l’elaborazione dello spazio. Ciò che viene alterata è l’attenzione. Tale disturbo consiste nella tendenza a negligere una metà dello spazio extrapersonale, in compiti che richiedono una buona esplorazione simmetrica dello spazio.

L’attenzione selettiva spaziale consta di due componenti:

  • Selezione dello stimolo nello spazio: implicazione del sistema attenzionale posteriore.
    • Lobo parietale.
    • Collicoli superiori.
    • Pulvinar.
  • Selezione ed integrazione degli attributi dello stimolo: sistema attenzionale anteriore. Giro del cingolo.

Manifestazioni cliniche includono:

  • Tendenza a deviare gli occhi verso destra, come se l’emicampo sinistro non esistesse.
  • Non usano l’arto sinistro, anche in assenza di emiparesi.
  • Problemi di orientamento, nel vestirsi, mangiano solo ciò che si trova nel lato destro del piatto.

Sintomi nucleari includono:

  • Esplorazione: non esplorano ciò che si trova a sinistra.
  • Incapacità nel prestare attenzione.
Anteprima
Vedrai una selezione di 6 pagine su 25
Riassunto esame Fondamenti di Neuropsicologia, prof. Viaggiano Maria Pia Pag. 1 Riassunto esame Fondamenti di Neuropsicologia, prof. Viaggiano Maria Pia Pag. 2
Anteprima di 6 pagg. su 25.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Fondamenti di Neuropsicologia, prof. Viaggiano Maria Pia Pag. 6
Anteprima di 6 pagg. su 25.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Fondamenti di Neuropsicologia, prof. Viaggiano Maria Pia Pag. 11
Anteprima di 6 pagg. su 25.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Fondamenti di Neuropsicologia, prof. Viaggiano Maria Pia Pag. 16
Anteprima di 6 pagg. su 25.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Fondamenti di Neuropsicologia, prof. Viaggiano Maria Pia Pag. 21
1 su 25
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/02 Psicobiologia e psicologia fisiologica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Martab_ di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Fondamenti di neuropsicologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Firenze o del prof Viggiano Maria Pia.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community