Estratto del documento

Che cos'è la finanza aziendale?

Ogni decisione di un'impresa ha delle implicazioni finanziarie; quindi tutte le attività svolte in un'impresa rientrano nell'ambito della finanza aziendale. La finanza aziendale deve massimizzare il valore dell'impresa:

  • Politica d'investimento: investire in progetti con rendimento atteso superiore alla soglia minima di rendimento accettabile (qualsiasi cosa renda di più va bene, meno no);
  • Politica di finanziamento: scegliere una struttura finanziaria che massimizzi il valore dei progetti che sia in linea con il tipo di investimenti da finanziare;
  • Politica dei dividendi:

Finalità dell'analisi di bilancio

Una corretta analisi delle risultanze del bilancio costituisce un presupposto essenziale per assumere decisioni di finanza ordinaria e straordinaria corrette e sostenibili nel tempo.

Relazione sulla gestione

Contiene dati ed informazioni essenziali per una corretta analisi finanziaria. La relazione non è obbligatoria, viene spiegato cos'ha fatto l'impresa nell'anno e in seguito alla chiusura del bilancio, deve contenere:

  • Le attività di ricerca e sviluppo,
  • I rapporti con le imprese,
  • Il numero delle azioni,
  • I fatti di rilievo,
  • L'evoluzione della gestione,
  • Gli obiettivi,
  • I rischi,
  • Le sedi secondarie della società.

Dal 1/1/16 i conti d'ordine vanno inseriti nello stato patrimoniale (s.p.).

Schemi di riclassificazione

  • Metodo a liquidità ed esigibilità: agevola nell'analisi per indici. Suddivide le poste attive e passive di breve o medio/lungo termine, distinguendole tra quelle la cui liquidità/esigibilità è inferiore o superiore all'anno ed ordinandole per liquidità/esigibilità decrescente o crescente (faccio una scala dal meno al più liquido);
  • Metodo a pertinenza gestionale: agevola nell'analisi per flussi. In questo caso attivo e passivo sono analizzati insieme, ha come obiettivo vedere quali aree della gestione hanno richiesto investimenti e quali hanno generato finanziamenti, dobbiamo quindi trovare nell'attivo e nel passivo gli investimenti/finanziamenti tipici, atipici, straordinari e finanziari (serve poi per fare il rendiconto finanziario).

Grazie all'approccio funzionale si mette in evidenza il capitale circolante netto operativo, ottenuto dalla differenza fra attività e passività operative correnti; deve essere positivo, se non lo è vuol dire che non sono capace a fare bene la mia attività caratteristica.

Conto economico

Il conto economico è il documento di Bilancio che mette in evidenza la formazione del risultato economico d'esercizio, calcolando i ricavi e costi generati dalle attività e passività riportate in stato patrimoniale. Le metodologie di riclassificazione sono due:

  • Conto economico riclassificato a fatturato e costo del venduto: detto anche "funzionale" mette in evidenza il contributo di ciascuna area gestionale alla formazione del risultato economico aziendale (lo uso solo se ho tutti i costi dettagliati altrimenti no).
    Costo del venduto: costi dell'attività operativa (monetari e non monetari, cioè gli ammortamenti). EBIT: espressione del risultato aziendale prima delle imposte e degli oneri finanziari; esprime il reddito che l'azienda è in grado di generare con la sola area caratteristica. Risultato di competenza: capacità dell'impresa di generare risorse senza il contributo di componenti straordinarie.
  • Conto economico riclassificato a valore della produzione e valore aggiunto: (si usa per aziende esterne poiché non ci servono bene i dettagli sulle aree se operative o no) al fatturato dell'esercizio si somma la variazione delle rimanenze di prodotti finiti e semilavorati e i "lavori in economia" e sottrae gli acquisti di beni destinati alla rivendita, ottenendo il valore della produzione realizzata nell'esercizio. Per pervenire alla determinazione del valore aggiunto vengono sottratti i costi d'acquisto delle materie prime e la relativa variazione delle rimanenze e gli altri costi (trasporti, consulenze, …). Il valore aggiunto, misurato in % sul valore della produzione, è un indicatore significativo per misurare il livello di integrazione verticale della società; sottraendo i costi del personale si ottiene il margine operativo lordo (MOL/EBITDA) è importante per la redditività aziendale. Da qui si perviene al risultato operativo deducendo gli ammortamenti e la quota capitale dei canoni di leasing finanziario, sotto è uguale al precedente EBITDA: misura il margine disponibile per il reintegro del capitale fisico consumato nell'attività aziendale, per remunerare le fonti di finanziamento onerose e per pagare le imposte. Mi esprime la capacità di remunerare la gestione operativa, finanziaria e tributaria; viene spesso messo a rapporto con l'indebitamento finanziario e gli oneri finanziari netti per valutare la sostenibilità dell'indebitamento stesso. È ancora più significativo dell'EBIT, perché? Per i costi non monetari (che l'utile, cioè l'EBIT, non mi evidenzia); quindi è un risultato di gestione più veritiero del precedente perché tiene conto dei costi che non spendo, cioè quelli non monetari (ammortamenti), ma che avvengono.

Analisi per indici

Serve per rappresentare attraverso le informazioni contenute in bilancio la salute dell'azienda; si tratta di un'analisi a consuntivo ma con un'ottica anche prospettica. 3 tipi:

  • Analisi economica: attraverso il calcolo di indici di redditività.
  • Analisi patrimoniale: attraverso il calcolo di indici di solidità patrimoniale.
  • Analisi finanziaria: attraverso il calcolo di indici finanziari.

L'esame congiunto di questi 3 tipi di indici permette di eseguire una valutazione critica dei risultati della società, congiuntamente all'analisi della dinamica finanziaria (rendiconto fin.).

Posizione finanziaria netta

Rappresenta la capacità dell'impresa di coprire con le sole disponibilità liquide i debiti finanziari, solo i debiti finanziari (è il più manipolato dall'azienda). PFN Finanziari b = Cassa − Debiti a lungo termine.

Nella composizione della PFN si esaminano le tipologie di finanziamento, le fonti di finanziamento e le scadenze dei debiti a valori contabili; importanza rilevante nella determinazione della PFN è rivestita dai debt like items (serie di errori che vanno a modificare o il valore dei debiti finanziari o della cassa; possono essere fatti sia in buona che cattiva fede), elementi che pur non essendo rappresentati in bilancio come tali sono in realtà debiti finanziari. Comprendono voci di diversa natura:

  • Off balance sheet financing: sono impegni finanziari attualmente non espressi in bilancio, ma che in futuro produrranno uscite di cassa (leasing);
  • Debiti scaduti: il mancato pagamento entro le date concordate di debiti operativi migliorano artificiosamente la PFN;
  • Errori di cut-off e classificazione: consistono in errate registrazioni contabili o di classificazione in bilancio di poste aventi natura finanziaria, il cui effetto produce un miglioramento della PFN (per es. RIBA non scadute classificate in liquidità);
  • Cash like items: non sono parte del capitale circolante, ma diventeranno a breve cassa.

Rendiconto finanziario

Evidenzia la dinamica finanziaria dell'esercizio, lo schema più usato è quello "a scalare" che evidenzia le variazioni della posizione finanziaria netta a breve; margini e indici non evidenziano a sufficienza quali aree di gestione abbiano generato o assorbito liquidità. Un'impresa si dice in equilibrio quando il flusso delle entrate è in grado di fronteggiare quello delle uscite.

L'analista si pone il problema di trasformare le informazioni contenute in stato patrimoniale e conto economico in dati significativi dal punto di vista finanziario. I prospetti contabili e quelli finanziari sono costituiti secondo criteri molto differenti: i primi seguono una logica di tipo contabile (inseriscono i ricavi e i costi di pertinenza del periodo in esame), mentre i secondi seguono logiche finanziarie che considerano solo i movimenti di moneta, senza considerare il momento in cui ha avuto luogo l'origine economica.

In seguito a tali considerazioni è ovvio che tra risultato economico e finanziario vi sia un disallineamento, tale fenomeno è dovuto a:

  • Sfasamento temporale tra i ricavi e i costi da una parte ed entrate ed uscite dall'altra (mancata coincidenza tra ciclo economico e ciclo monetario), con il conseguente insorgere di crediti e debiti;
  • Diverso principio di rilevazione dei ricavi e costi e delle entrate ed uscite, poiché vige il principio di competenza per i primi e il principio di cassa per i secondi (cioè operazioni che non hanno manifestazione finanziaria tipo ammortamenti e); inoltre nel risultato finanziario si usano tutte le entrate e uscite di un certo periodo, in quello economico si usano solo ricavi e costi di competenza;
  • Esistenza di processi di valutazione cui sono soggette alcune voci economiche ma che non hanno impatto sui flussi di cassa (rimanenze, fondi rischi).

Mentre è plausibile che nel breve i costi siano superiori ai ricavi, nella dimensione finanziaria questo non può accadere, è sempre indispensabile che le entrate siano almeno pari alle uscite. Il rendiconto consente agli analisti di comprendere meglio le relazioni che legano voci economiche e finanziarie; la composizione degli investimenti e delle fonti, decifrando la politica di destinazione delle risorse raccolte, nonché la provenienza delle fonti. L'analisi dei flussi di cassa (cash flows) può anche riferirsi a singole aree dell'azienda; il rendiconto consente anche di valutare la sostenibilità nel tempo di un progetto. Il rendiconto viene costruito attraverso il confronto tra la situazione patrimoniale iniziale e quella finale in un determinato periodo (anche se non è così per tutte le voci).

  • Impieghi: tutti gli incrementi delle voci dell'attivo e le diminuzioni del passivo e del capitale proprio (crescita rimanenze o diminuzione debiti vs fornitori); quindi qualsiasi operazione che abbia assorbito denaro, è un elemento NEGATIVO.
  • Fonti: tutti gli incrementi delle voci del passivo e del capitale proprio e le diminuzioni dell'attivo, quindi qualsiasi operazione abbia generato denaro, è un elemento POSITIVO.

È dunque necessario, partendo dal bilancio riclassificato, calcolare i flussi finanziari e interpretarli; partendo dalla situazione patrimoniale iniziale (cioè dal bilancio dell'anno precedente; stato patrimoniale pertinenza gestionale) e aggiungendo la variazione dei flussi determinare una situazione finale.

Il modello a 4 aree

Le aree di provenienza e di destinazione delle risorse finanziarie sono (alle quali è possibile ricondurre qualsiasi movimento finanziario):

  • Area della gestione corrente: è l'area dove confluiscono tutte le risorse monetarie generate e assorbite dalla gestione core (anche se nel risultato d'esercizio ci sono gli oneri e proventi della gestione finanziaria e atipica); viene suddivisa in 2 parti:
    • Autofinanziamento allargato: si ha autofinanziamento quando l'impresa soddisfa dati fabbisogni di capitale senza ricorrere (o ricorrendo in misura minore) ad acquisizione di nuovi finanziamenti (a titolo di credito o di capitale); le voci che lo compongono sono per l'azienda una riserva interna di liquidità anche se non formalmente costituita. L'autofinanziamento è espresso globalmente dalla misura in cui l'impresa copre con mezzi interni i detti fabbisogni. AF = UN + AMM + FAC − UTA (fondi accantonati per rischi, spese e perdite meno l'utilizzazione di tali fondi)
    • Cash flow operativo: all'cash flow (ciò che è stato appena ottenuto) viene sommata la variazione del capitale circolante netto, cioè la variazione delle attività e passività correnti operative (crediti e debiti riguardante attività core); per fare una corretta lettura della dinamica finanziaria del CCN è necessario esaminare gli indici di giacenza media dei crediti verso i clienti, del tempo medio di pagamento verso fornitori e della rotazione delle scorte.
  • Area gestione degli investimenti/disinvestimenti in attività operative non correnti: è l'area che rappresenta la categoria di operazioni che assorbono o generano flussi di cassa inerenti l'attivo immobilizzato (gestione operativa a lungo termine, però non è completa perché non vuol dire che se le immobilizzazioni mancano le ho vendute, magari le ho buttate o si sono svalutate). Le immobilizzazioni sono divise da materiali e non in modo da capire meglio dove siano concentrati gli investimenti. Questo metodo quantifica i disinvestimenti a valore contabile e non a prezzo di realizzo, mentre le plus/minusvalenze sono conglobate nel risultato d'esercizio.
  • Area degli investimenti/disinvestimenti in attività non operative non correnti: si guarda la gestione atipica e straordinaria.
  • Area gestione attività di finanziamento: area delle variazioni delle fonti di finanziamento onerose a medio-lungo termine (quanti debiti ha in più e quanti ne ha rimborsati, cioè guardo se ho generato o assorbito liquidità.) e le variazioni di patrimonio netto che comportino una movimentazione finanziaria (aumenti o riduzioni del capitale netto diversi dal pagamento dei dividendi).

Quando ci si riferisce alle quattro aree congiuntamente si parla di gestione complessiva. Il saldo sarà la risultante delle operazioni di entrata e di uscita monetaria delle singole gestioni, e fornirà la sintesi del risultato delle variazioni finanziarie avvenute nel corso del periodo esaminato.

Fasi di costruzione del rendiconto finanziario

  1. Calcolo delle variazioni grezze delle voci patrimoniali e suddivisione delle stesse in fonti e impieghi: si fa una stesura di un prospetto a sezioni contrapposte: nel lato sinistro sono inseriti gli impieghi (sono elementi negativi e comprendono le Δ positive dell'attivo e le Δ negative dell'attivo), nel lato destro sono inserite le fonti (sono elementi positivi e comprendono le Δ negative dell'attivo e le Δ positive del passivo); faccio quindi un confronto fra gli stati patrimoniali dei due anni in questione.
  2. Rettifiche ai dati grezzi: si effettua la rettifica dei dati grezzi in modo da rendere significative le variazioni dei flussi finanziari; costi e ricavi monetari e non, sono tramutati in entrate e uscite di cassa facendo prevalere la logica finanziaria. Operazioni da compiere:
    • Rivalutazione di attività: se un credito diminuisce perché il debitore è fallito, non devo considerarlo perché il credito non esiste più, ma non perché ho incassato e devo fare attenzione;
    • Quantificazione degli investimenti/disinvestimenti relativi ad immobilizzazioni: le immobilizzazioni di solito diminuiscono per l'ammortamento, devo fare attenzione perché a differenza del disinvestimento l'ammortamento non genera cash flow;
    • Quantificazione dei dividendi: andrà quantificata la variazione intervenuta tra le riserve di utili a inizio e fine periodo e confrontata con l'utile dell'anno precedente;
    • Evidenziazione di operazioni sul capitale netto aventi impatto sulla liquidità: perché aumenta o diminuisce il patrimonio netto? Lo analizzo secondo le sue componenti: capitale sociale, riserve, utili. Noto quindi quale componente aumenta o diminuisce.
  3. Prospetto fonti impieghi rettificato a seguito di integrazioni: la terza fase comporta l'inserimento delle rettifiche ottenute nella seconda fase nel prospetto delle fonti e degli impieghi a dati grezzi, per rettificarlo.
  4. Flussi risultanti aggregati nelle aree gestionali: la fase conclusiva si articola nell'aggregazione dei diversi flussi finanziari nell'ambito delle aree, consentendo così una visione allargata della dinamica dei flussi e conseguentemente la comprensione della provenienza e della destinazione dei medesimi. La somma dei flussi positivi e negativi esprime il saldo finale delle disponibilità liquide o, se negative, dell'indebitamento finanziario netto a breve termine.

Autofinanziamento

Capacità dell'impresa di fronteggiare l'eventuale fabbisogno finanziario non ricorrendo all'incremento di capitale proprio o di indebitamento ma a risorse provenienti dalla gestione stessa dell'azienda (attraverso la trattenuta degli utili o accantonamenti). È considerato come una scelta di politica interna di finanziamento e di risparmio, volta a coprire il necessario incremento di capitali programmati per sostenere lo sviluppo dell'impresa. Ci sono due nozioni di autofinanziamento:

  • Autofinanziamento come fenomeno finanziario: capacità dell'azienda di coprire il fabbisogno finanziario grazie alle risorse finanziarie generate dall'attività e dalla gestione generate dall'attività e dalla gestione aziendale attraverso:
    • La ritenzione degli utili netti conseguiti: l'utile non distribuito è la principale componente di autofinanziamento;
    • Gli ammortamenti: in virtù del ruolo che essi svolgono per la rigenerazione delle risorse investite nelle attività immobilizzate; è un processo tecnico contabile che permette la ripartizione del costo di un bene (detto a fecondità ripetuta), il cui sfruttamento si ripete per più esercizi e quindi anche benefici connessi al bene;
    • Gli accantonamenti per rischi e oneri: si possono usare i soldi nei fondi per r
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Scienze economiche e statistiche SECS-P/09 Finanza aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher albi94r di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Finanza aziendale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Battisti Enrico.
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