L'epistemologia di Bruno Widmarche
Cos'è l'epistemologia
Si dà il nome di epistemologia o filosofia della scienza a quelle spiegazioni o descrizioni del mondo che si valgono di principi, metodo, delle logiche, sui quali, oggi, si costituiscono la matematica, la fisica, la chimica, la biologia, ecc. Va subito sottolineato il carattere antimetafisico e antidogmatico che l'epistemologia si propone, ossia nessun principio, nessuna metodologia, nessuna logica è assunta come principio o spiegazione ultima della natura, considerando che ogni principio e ogni spiegazione non possono sottrarsi ad una dimostrazione, mai solamente astratta ma sempre connessa all'esperienza.
L'antidogmatismo precisa che i risultati delle scienze o da una singola scienza non sono mai da considerarsi come risultati definitivi, ma che ogni risultato può e deve essere messo in discussione da ulteriori ricerche. L'autonomia delle singole scienze è inesistente, al concetto di autonomia delle singole scienze si va sostituendo il concetto di interdisciplinarità, che sta a significare che il discorso sulle singole scienze non viene fatto su un fenomeno omogeneo, ma che un discorso su un oggetto può essere fatto da più scienze, anche se per qualcuna di esse l'oggetto o il fenomeno di cui si tratti può essere eterogeneo rispetto al suo compito specifico.
L'applicazione della metodologia per conoscere il vivente, applicata alla conoscenza del non vivente, difficilmente è attuabile allo stato presente della ricerca come il porre una sola logica a base di tutte le scienze. Lo scienziato e il ricercatore non si prestano mai a studi ed esperienze per il solo piacere di sapere come vanno le cose del mondo, ma essi sono sempre mossi nella loro attività da un interesse e da un fine che può rivolgersi contro il singolo o la collettività o essere a favore del singolo o della collettività.
Tra ricerca di base e ricerca applicata esiste una differenza: la ricerca di base cerca di individuare gli elementi e i modi coi quali un fenomeno si manifesta e cerca di individuarli o per poterli riprodurre o per poterli combattere; la ricerca applicata, a sua volta, cerca di produrre su scala industriale quanto la ricerca di base è venuta precisando ma con un scopo ben preciso.
Tipologie di epistemologia
Oggi, l'epistemologia viene distinta in speciale, quando è riferita all'analisi delle procedure e dei principi concettuali riferiti a singole scienze (es. epistemologia della fisica) e in epistemologia generale o pura, quando tratta di interpretazioni filosofiche, di aspetti e strutture universali della ricerca scientifica (es. la riflessione sui numeri e sui fenomeni da parte dei pitagorici).
Una descrizione dell'epistemologia presenta delle difficoltà; le difficoltà maggiori nel trattare questa disciplina sono costituite dal fatto che i suoi limiti non sono sempre precisi, altre difficoltà provengono dal vasto campo d'indagine del quale dovrebbe occuparsi l'epistemologia. Una buona epistemologia non può non legarsi alla storia, al cammino percorso da ciascuna scienza, e per vedere come nel tempo mutino i principi, le metodologie, le logiche, particolari e ciascuna scienza o generali, e per vedere anche come da una scienza si originino altre scienze.
In un significato più generale l'epistemologia misura il valore delle ipotesi adottate dalla scienza contemporanea comparandole ad altre ipotesi del passato o a ipotesi possibili ad esser verificate in un tempo successivo. La storia delle scienze è quindi chiamata in causa da tale procedimento, però non si può intendere questa storia sradicata dal terreno politico-sociale-economico in cui certe ipotesi sono state formulate.
Storia ed epistemologia
Dal discorso di Aristotele potremmo trarre la conclusione che la scienza è conoscenza per cause coll'uso del sillogismo dimostrativo. In questa definizione la logica, rappresentata dal procedimento sillogistico, chiarisce la definizione stessa di scienza, in quanto nel sillogismo il termine medio funziona da causa nella conclusione e ci consente due tipi di dimostrazione; un primo tipo costituisce la dimostrazione perfetta, propter quid, vale a dire che il ragionamento procede dalla causa all'effetto, ed è questo il procedimento tipico della metafisica; il secondo tipo è dato dalla dimostrazione imperfetta, quia, il ragionamento procede dall'effetto alla causa, ed è questo il procedimento tipico della fisica.
La metodologia moderna della scienza impiegata a cominciare da Galileo, risponde che non è sufficiente a descrivere i fenomeni naturali né sono sufficienti il solo metodo deduttivo né la sola esperienza; quest'ultima da sola è inconcludente ma ci fornisce il quomodo. Comte dirà che il carattere della scienza è sperimentale e induttivo e che il suo compito è di descrivere, coordinare e prevedere fenomeni. Ma tale presa di posizione da parte del positivismo richiama, a volte in modo esplicito, altre volte in modo implicito, forti tendenze e ispirazioni di natura metafisica. Infatti, gli epistemologi contemporanei mettono in risalto come nel meccanicismo deterministico, tesi fondamentale del positivismo, si ritrovi una base metafisica.
Il linguaggio scientifico deve tendere: alla eliminazione di ogni elemento intuitivo, alla eliminazione di ogni dato, alla eliminazione di ogni essenza; ossia, la ragione deve eliminare tutto ciò che sta oltre se stessa o fuori il decreto della ragione. Così la ragione formula delle proposizioni che possono esser distinte in proposizioni significanti e in proposizioni prive di significato; questa distinzione è possibile attraverso la verifica, che è un aspetto empirico della ricerca. Una proposizione che non può essere verificata è priva di significato; tali sono, ad esempio, le proposizioni metafisiche.
I principi
Ogni scienza si presenta in modo rigoroso e accessibile quando fissa delle invarianti che stanno alla base. Le invarianti vengono intese come grandezza, relazioni, proprietà che restano tali anche in presenza di trasformazioni che si possono osservare in natura o nelle scienze matematiche; tale principio di ricerca consente di fissare, non una volta per tutte, le leggi che regolano i fenomeni in rapporto ai presupposti matematici e ai fatti sociali, economici e politici della convivenza.
È necessario constatare che ogni invariante sia fondata su principi che le sono propri e non su principi ad essa estranei. Le invarianti vengono concepite e descritte in forme diverse: alcune delle invarianti sono conosciute sotto forma di strutture matematiche che possono essere numeri o figure; altro modo di presentare le invarianti è di servirsi delle essenze qualitative; infine, le varianti possono essere rappresentate come funzioni o relazioni.
Specie in matematica e in fisica, le invarianti sono gli elementi costitutivi di quella che chiamiamo legge. Sicché la misura, espressa attraverso il numero o il simbolo, diventa l'elemento essenziale delle scienze sperimentali. La misura avviene entro due termini fondamentali: spazio e tempo. Nei modi storicamente diversi e diversi rispetto ai fenomeni, noi misuriamo i fenomeni stessi dentro le coordinate del tempo e dello spazio. Quindi, invarianti, legge, misura, spazio e tempo costituiscono le basi di una struttura scientifica.
La ricerca scientifica moderna non è volta al ritrovamento dell'essenza ideale o materiale degli oggetti, come avevano fatto i pitagorici e i platonici, né è volta alla ricerca della struttura del pensiero, come aveva indicato Kant. Lo scienziato, oggi, non si dà la pena di cercare una garanzia assoluta, che stia oltre la scienza stessa, oltre i risultati conseguiti attraverso procedimenti matematici. Matematizzare vuol dire generalizzare e, a sua volta, vuol dire astrarre. Questo procedimento ha il vantaggio di dare alle scienze ricchezza e precisione del linguaggio che comporta chiarezza e possibilità di fornire lo scienziato di nuovi mezzi per la sua ricerca.
La tendenza attuale è di classificare la ricerca scientifica in due grandi gruppi: quello delle scienze formali o astratte, come la logica e la matematica; quello delle scienze empiriche, le quali comprendono le scienze naturali e sociali, queste ultime chiamate dagli studiosi francesi scienze umane, comprendenti la sociologia, l'antropologia, la psicologia ecc.
Caratteristica delle scienze formali è che le proposizioni di cui sono formate sono formali analitiche e anche sintetiche, convenzionali; tali proposizioni sono convalidate da procedimenti postulazioni, cioè da procedimenti deduttivi e, in alcuni casi, anche da procedimenti empirici. Quando si parla di scienze empiriche o reali è sottinteso che si fa riferimento all'esperienza. L'esperienza, cioè il rapporto nostro col mondo delle cose esterne, si costituisce tramite percezione e si organizza per mezzo di procedure inferenziali, deduttive o induttive.
Chiamiamo esperienza diretta quando gli oggetti sono accessibili ai sensi dell'osservatore; parliamo di esperienza indiretta quando l'oggetto sperimentato non essendo accessibile ai sensi dell'osservatore, la sperimentazione viene compiuta inferendo l'oggetto da fenomeni osservati.
Da Aristotele in poi si pensa che il formarsi di un concetto intorno ad un oggetto o ad un fenomeno equivale a definire l'oggetto o il fenomeno. Due tipi di definizione vanno presi in considerazione: quella reale e quella verbale. La definizione verbale tende a chiarire il significato di espressioni linguistiche. Si parla di definizione reale quando ad una entità o a certi fenomeni noi diamo gli attributi. Esempio: gli atomi hanno carica elettrica.
Il linguaggio scientifico
Proponimento della scienza tramite il linguaggio è di dare agli enti o ai fenomeni un significato più o meno ristretto delimitando e precisando quello vago del linguaggio comune. Nel processo di formazione dei concetti si deve tener conto dei criteri di verificabilità e di significanza. La legge scientifica è un asserto generale e deve uniformarsi ai seguenti requisiti:
- L'asserto deve avere valore universale senza limiti, vale a dire, non circoscritto alla totalità dei membri di classi finite di individui o di determinati eventi spazio-temporali;
- L'asserto deve essere di portata empirica e informato ad alto grado di probabilità induttiva.
I metodi della ricerca scientifica
Un metodo può essere: un procedimento che imposta in generale le grandi linee della ricerca scientifica, o può essere un procedimento tecnico particolare elaborato da una singola scienza per affrontare e risolvere i problemi da essa posti. Altro momento essenziale della conoscenza è costituito dal rapporto che si instaura tra soggetto e mondo esterno; ossia l'esperienza. Il soggetto può stabilire il rapporto... (testo interrotto).
-
Riassunto esame Psicologia generale, prof. Marhaba, libro consigliato Elementi di base per la storia e l'epistemolo…
-
Riassunto esame Psicologia prof. Marhaba, libro consigliato Elementi di Base per la Storia e l'Epistemologia: Corre…
-
Riassunto esame Psicologia prof. Marhaba, libro consigliato Elementi di Base per la Storia e l'Epistemologia della …
-
Riassunto esame Psicologia Generale, prof. Marhaba, libro consigliato " Elementi di base per la storia e l'epistemo…