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Riassunto esame Epigrafia cristiana, prof Bisconti, libro consigliato Damaso e i martiri di Roma, Ferrua Appunti scolastici Premium

Riassunto per l'esame di Epigrafia cristiana, basato sulla studio autonomo del testo consigliato dal docente Bisconti: "Damaso e i Martiri di Roma", Ferrua e Carletti dell'università degli Studi di Roma Tre - Uniroma3. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Epigrafia cristiana docente Prof. F. Bisconti

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Testi, Traduzioni, Commenti

Capitolo 1 – Prosciugamento del Cimitero Vaticano

L’iscrizione doveva essere nei pressi della sorgente che alimentava la piscina del battistero

vaticano, sempre opera di Damaso. Damaso riuscì a drenare l’acqua dell’area cimiteriale del

colle Vaticano sbancando una grande quantità di terra ed una serie di scavi in profondità,

dopo venne fatto asciugare il terreno e canalizzata la sorgente.

La sorgente “che porta doni salutari” alimentava la fonte battesimale e la fontana posta al

centro dell’atrio della basilica costantiniana.

Forse l’acqua aveva causato danni al sepolcreto vaticano e pagano della via Trionfale.

Il risanamento fu affidato al diacono Mercurio.

Il carme è affisso nelle cripte della confessio vaticana, la parte sx è originale, la destra venne

rifatta o dal Bosio o dal Sarazani nel XVII secolo.

Capitolo 2 – Elogio dei martiri Nereo e Achilleo

Dell’originale carme damasiano vennero rinvenuti solo due grossi frammenti nel 1874

presso l’abside della basilica sotterranea del cimitero di Domitilla (via Ardeatina), la

ricostruzione è fondata sulle sillogi di Einsiedeln, Tours e Lorsch.

In Domitilla Damaso fece fare il sepolcro per i due martiri rimpiazzando la vecchia cripta

con una basilichetta cui si accedeva tramite una scala (non si hanno molte tracce).

La colonnina superstite con il martirio di Achilleo (data l’iscrizione “Acilleus” sopra la

scena in bassorilievo) faceva parte del ciborio (la colonnina di Nereo è scalpellata), viene

rappresentato il martire in fuga con indosso solo una lunga tunica e privato degli attributi

militari (cioè il cingulum, la tunica corta, la clamide), sullo sfondo una croce egizia.

Nereo e Achilleo erano militari vittime della persecuzione Dioclezianea (295-298 fase

iniziale) perché avevano manifestato obiezione di coscienza.

Damaso fa una descrizione con parole del lessico militare (“abbandonando il campo

dell’empio duce” dove dux può riferirsi o al prefetto pretorio o all’imperatore; oppure

“gettan gli scudi,le decorazioni e le armi insanguinate” sono le insegne militari rigettate).

Tuttavia Damaso non ha fonti certe quindi vi è la solita affermazione perentoria che

rimpiazza.

Capitolo 3 – Elogio di Tarsicio e del protomartire Stefano

Questa iscrizione è presente solo sulla silloge di Lorsch ed è l’unica che riguarda il martire

Tarsicio, deposto a Callisto vicino a papa Zefirino (secondo il De Rossi furono deposti nella

cella tricòra est). Damaso presenta Tarsicio come martire ucciso mentre portava l’eucarestia,

non necessariamente era un ecclesiastico. Lo accomuna a Santo Stefano perché entrambi

sono stati uccisi per lapidazione.

Capitolo 4 – Elogio dei santi e pontefici sepolti a Callisto

Il carme fu trovato frammentato dal De Rossi nel 1854, doveva trovarsi nella parete di fondo

della cripta dei papi di San Callisto, nel quale Damaso aprì due grossi lucernari.

I primi tre versi del carme sono un appello al lettore (si quaeris se vuoi saperlo) il quale può

trovare i corpi dei santi all’interno del Cimitero, e dal verso 4 enumera i martiri: quattro

diaconi di Sisto II (comites Xysti) morti durante la persecuzione di Valeriano e Gallieno 258.

Dal verso 5 segue la schiera dei pontefici presenti nella cripta. Nel verso 6 è ricordato un

vescovo non martire (sacedos) vissuto in un periodo senza persecuzioni, forse tra Decio o in

periodo predioclezianeo. Nel verso 7 vengono ricordati il gruppo dei martiri greci, dei quali

non si hanno notizie certe. Nei versi 8-9 si accenna a un indefinito gruppo di martiri o

confessori dei quali lo stesso Damaso ignorava i nomi.

Damaso conclude dicendo che anche lui avrebbe preferito essere sepolto in quel luogo ma in

questo modo avrebbe turbato il riposo dei giusti (sappiamo infatti che è sepolto con la madre

e la sorella nella basilica cimiteriale tra via Appia e Ardeatina), condannando implicitamente

tutti coloro che invece si facevano seppellire in prossimità delle tombe venerate.

Capitolo 5 – Elogio del Papa Sisto II

Il De Rossi trovò nella cripta dei papi solo due frammenti del carme damasiano in onore di

papa Sisto II, il testo venne poi ricostruito grazie alla silloge di Lorsch del IX-X secolo.

L’iscrizione doveva collocarsi nella parete di fondo della cripta dei papi forse sopra il carme

del Capitolo 4.

Nei primi due versi Sisto II, definito rector vescovo di Roma, venne arrestato mentre

svolgeva l’attività catechetica all’interno del cimitero callistiano e suppliziato in loco

insieme ai suoi quattro diaconi (durante la persecuzione di Valeriano e Gallieno del 258).

Nei versi 3-7 viene descritta l’impazienza dei persecutori e la decapitazione si Sisto II.

Capitolo 6 – Elogio del Papa Eusebio

Siamo sempre all’interno del cimitero callistiano, l’iscrizione venne ricostruita dal De Rossi

e dal Wilpert fondandosi sulle sillogi di Lorsch e Tours e su una copia della fine del VI sec.

L’iscrizione damasiana era incisa sul retro di un’altra iscr. risalente al III sec (caracalla).

Il carme è diviso in due parti, nella prima (costituita dal primo e ultimo rigo) vi è la dedica

(Damaso vescovo fece ad Eusebio vescovo e martire), nella seconda troviamo l’elogium.

Nell’elogio si ricorda Eraclio, ispiratore della fazione avversa ad Eusebio, che non voleva la

riammissione dei lapsi a seguito della persecuzione dioclezianea (per Eusebio potevano

rientrare dopo un periodo di penitenza). Il dissidio sfocia in conflitto e il tyrannus

Massenzio li esilia in Sicilia, dove Eusebio muore, le spoglie vengono traslate a Roma.

*New* ai lati della lastra due scritte verticali si riferiscono a Filocalo che ha inciso il carme

perché estimatore del papa Damaso (papa: termine che viene utilizzato solo nel VI sec)

Capitolo 7 –Elogio dei SS. Pietro e Paolo “in catacumbas”

Il carme è conservato solo nelle sillogi di Tours e Einsieldeln, si trovava sulla via Appia

nella basilica di S.Sebastiano. Secondo il Liber Pontificalis sappiamo che il carme venne

posto da Damaso in catacumbas dove vennero deposti, per un periodo breve, i corpi di

Pietro e Paolo (come attesta il Martirologio Geronimiano del 258 e una iscrizione presente

in situ, precisamente nella “triclia”, ambiente porticato).

Damaso accoglie la tradizione della sepoltura dei principi degli apostoli venuti dall’Oriente,

vengono però considerati romani a tutti gli effetti per il loro martirio sulla via ostiense.


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AUTORE

Shrewa

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+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in storia e conservazione del patrimonio artistico e archeologico
SSD:
A.A.: 2016-2017

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Shrewa di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Epigrafia cristiana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Roma Tre - Uniroma3 o del prof Bisconti Fabrizio.

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