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Quando l’adulto impara

Andragogia e sviluppo della persona

Knowles: divulgatore del termine andragogia, i suoi principi derivano da una filosofia profondamente democratica perché ogni partecipante è visto come una persona responsabile, valida, disponibile a mettersi in gioco. L’approccio del formatore deve essere concreto e orientato alla soluzione dei problemi delle persone.

Principi base dell'andragogia

  • Capire il perché gli adulti debbano apprendere
  • Rispettare e valorizzare il concetto di sé dell’adulto, evitando la regressione verso paradigmi scolastici e infantili (aiutare le persone ad auto-apprendere e farsi responsabili del proprio percorso di crescita) = ruolo attivo del partecipante
  • Uso attivo e programmato dell’esperienza delle persone = privilegiare approcci induttivi ed esperenziali = la motivazione e l’orientamento all’apprendimento dell’adulto è rivolto alla concretezza, alla risoluzione dei problemi e all’ottenimento di risposte concrete ai propri dubbi (alternare momenti di lezione a momenti di esercitazione per favorire la trasferibilità degli apprendimenti) = passare dalla logica dell’insegnamento (efficienza) a quella dell’apprendimento (efficacia).

A inizio anni ’70 Knowles introduce per la prima volta in USA il concetto che adulti e bambini imparano diversamente.

I 6 principi dell'andragogia

  • Il bisogno di sapere del discente: Perché, che cosa, come
  • Il concetto di sé del discente: Autonomo – autodiretto
  • L’esperienza pregressa del discente: Risorse, modelli mentali
  • La disposizione ad apprendere: Correlata alla vita, compiti evolutivi
  • L’orientamento verso l’apprendimento: Centrato su problemi, contestuale
  • La motivazione ad apprendere: Valore intrinseco, ritorno personale

Che cos'è l'apprendimento?

La formazione è un’attività intrapresa o promossa da uno o più agenti allo scopo di determinare cambiamenti nelle conoscenze, abilità, atteggiamenti di individui, gruppi, comunità. L’apprendimento è l’atto o il processo attraverso cui il cambiamento comportamentale, le abilità, le conoscenze sono acquisite. Implica un cambiamento. Può essere inteso come prodotto (esito dell’esperienza di apprendimento) o processo (ciò che avviene nel corso dell’esperienza).

Carl Rogers e l'apprendimento

Carl Rogers (psicologia umanistica) definisce l’apprendimento come:

  • Coinvolgimento personale (sia nei sentimenti che aspetti cognitivi)
  • Auto-iniziazione (la spinta a scoprire viene sempre dall’interno)
  • Pervasività (l’apprendimento cambia il comportamento e atteggiamenti del discente)
  • Valutazione da parte del discente (sa se l’apprendimento soddisfa le sue esigenze)
  • La sua essenza è il significato (ciò che è significativo per il discente è incorporato nell’intera esperienza)

Teorie dell'apprendimento

Rientrano in due famiglie fondamentali:

  • Comportamentiste – connessioniste
  • Cognitiviste – gestaltiste

Due sistemi hanno pervaso le scienze naturali e sociali, quello riduzionista-meccanicistico (universo come macchina composto di elementi che interagiscono in un campo spaziotemporale, l’uomo ha un ruolo reattivo) e quello olistico (universo come organismo unitario e in evoluzione, l’uomo ha un ruolo attivo).

Teorie basate su modelli riduzionisti

Thorndike: i discenti privi di esperienza sono organismi vuoti, una specifica risposta è connessa a uno specifico stimolo, lo stimolo è interamente sotto controllo dell’insegnante che deve semplicemente connetterlo alla risposta desiderata.

Pavlov: condizionamento classico (cibo e salivazione del cane = riflesso incondizionato; la luce può diventare riflesso condizionato). Può essere oggetto di studio solo ciò che è osservabile. A lui seguono gli studi di Watson e Skinner.

Teorie basate su modelli olistici

Dewey è il primo a contestare apertamente il modello riduzionista. Enfasi posta sul ruolo dell’interesse, impegno e motivazione del bambino (funzionalismo). Gestalt (apprendimento per introspezione). L’uomo non apprende semplicemente connettendo stimoli/risposte ma ha bisogno di percepire gli stimoli in complessi organizzati.

La teoria del campo di Lewin (individuo immerso in uno spazio vitale in cui operano forze diverse, il comportamento è il prodotto dell’interazione di queste forze). L’apprendimento risulta o da un cambiamento nella struttura del campo cognitivo stesso e nelle esigenze/motivazioni dell’individuo. Il successo costituisce una motivazione più forte della ricompensa.

Piaget ha concettualizzato gli stati evolutivi del processo di sviluppo cognitivo; Bruner si è occupato del processo di crescita intellettuale (teoria dell’istruzione).

L'andragogia

Per molto tempo mancanza di interesse per questo campo di attività anche se tutti i grandi maestri dell’antichità insegnavano agli adulti e non ai bambini (concepivano l’apprendimento come processo di ricerca intellettuale: es. il metodo dei casi usato da ebrei/cinesi, il dialogo socratico). Dal 7o sec le scuole si organizzano per insegnare ai bambini (scuole monastiche) e nasce il termine pedagogia (arte/scienza di insegnare ai bambini).

Nel 1926 fondazione Associazione Americana per Educazione Adulti, con due indirizzi (scientifico e artistico-riflessivo) = consapevolezze e prove scientifiche che gli adulti possono apprendere e che hanno capacità/interessi diversi dai bambini.

L’indirizzo artistico si interessava anche al modo in cui gli adulti apprendono: l’approccio avviene attraverso situazioni basate sui bisogni dello studente e non materie. La risorsa di maggior valore è l’esperienza del discente. Non c’è posto per l’insegnamento autoritario, esami che escludono la possibilità di riflessione dello studente; funzionano i piccoli gruppi che apprendono confrontandosi su situazioni pertinenti.

Linderman: la formazione degli adulti è un processo attraverso cui i discenti imparano a prender coscienza delle loro esperienze significative e a valutarle. Il docente assume una funzione nuova: è una guida che fornisce indicazioni e partecipa all’apprendimento (antiautoritario e informale), ha come scopo principale la scoperta del significato dell’esperienza.

  • Gli adulti sono motivati ad apprendere quando avvertono bisogni e interessi che l’apprendimento può soddisfare
  • Gli adulti sono orientati verso un apprendimento centrato sulla vita reale (situazioni di vita)
  • L’esperienza costituisce la risorsa più importante per l’apprendimento degli adulti
  • Gli adulti sentono fortemente l’esigenza di muoversi autonomamente, il ruolo del docente è di impegnarsi con loro in un processo di ricerca e scambio
  • Le differenze individuali aumentano con l’età, occorre disporre di una molteplicità di stili, tempi, situazioni, ritmi di apprendimento

Linderman non individua una dicotomia fra formazione adulti e formazione giovani, ma tra formazione adulti e formazione convenzionale: anche i giovani potrebbero imparare meglio se si tenesse conto di questi principi. Si fa gradualmente strada una concezione della formazione come processo che continua per tutta la vita (vedi Erikson, le otto età dell’uomo).

In particolare la psicologia umanistica (Maslow, Rogers) si interessa dell’apprendimento come forma di autorealizzazione.

Rogers e l'approccio all'istruzione centrato sullo studente

  • Non possiamo insegnare direttamente a qualcuno, possiamo solo facilitare il suo apprendimento (ogni individuo vive in un mondo dell’esperienza in continua evoluzione di cui è il centro)
  • Una persona apprende in modo significativo le cose che percepisce come coinvolte nel mantenimento o crescita della struttura del sé
  • L’esperienza comporta un cambiamento nell’organizzazione del sé, se ha la forma di negazione o appare incompatibile, può essere assimilata solo se l’organizzazione attuale del sé è rilassata (l’apprendimento significativo appare spesso una minaccia per l’individuo, è importante assicurare un clima di accettazione e sostegno)
  • La situazione formativa che promuove più efficacemente l’apprendimento significativo è quella in cui la minaccia per il sé è ridotta al minimo.

Il termine andragogia fu introdotto da un formatore degli adulti iugoslavo e diffuso poi da Knowles nel 1968, per distinguerlo da pedagogia (deriva da pais + agogos = bambino + guida). La pedagogia è stata per molto tempo l’unico modello di riferimento è si è insegnato agli adulti come ai bambini.

Il modello pedagogico

Attribuisce al docente piena responsabilità di decidere cosa/come/quando verrà appreso; è un’istruzione diretta dal docente che lascia al discente un ruolo subordinato. Si basa su queste ipotesi:

  • Bisogno di sapere: i discenti hanno solo bisogno di sapere che se vogliono proseguire devono apprendere ciò che è richiesto
  • Il concetto di sé del discente: personalità dipendente (con progressivo aumento dell’autonomia)
  • Il ruolo dell’esperienza: quella del discente ha poco valore come risorsa per l’apprendimento, quella che conta è quella del docente, il cui ruolo principale è di trasmissione dei contenuti stabiliti
  • L’orientamento verso l’apprendimento: verso la materia (acquisizione dei contenuti della materia)
  • Motivazione ad apprendere: proviene da fattori esterni (voti, approvazione insegnante, pressione genitori)

Il modello andragogico

Si basa su assunti diversi:

  • Il bisogno di sapere: l’adulto ha bisogno di sapere perché deve apprendere qualcosa (esaminano i vantaggi). Il primo compito è quindi aiutare gli adulti a prendere coscienza del proprio bisogno di sapere (vantaggi in termini di miglioramento prestazioni o qualità di vita). Devono essere condotti a sperimentare il divario fra ciò il punto in cui sono attualmente e dove vogliono arrivare = risveglio di consapevolezza (Paulo Freire)
  • Il concetto di sé: gli adulti hanno un concetto di sé come persone responsabili delle proprie decisioni, pertanto hanno bisogno di essere trattati come persone autonome. La formazione – se impostata su modello infantile - rischia di far retrocedere a un condizionamento come quello ricevuto dalle precedenti esperienze scolastiche.
  • Il ruolo delle esperienze: l’adulto ha esperienze maggiori e di qualità diversa rispetto al giovane; occorre personalizzare le strategie di apprendimento a partire dal background in possesso dal singolo/gruppo (stili di apprendimento, bisogni, interessi). Accento posto sulle tecniche esperenziali anziché trasmissione contenuti, stimolo nell’apertura verso nuovi approcci.
  • Disposizione ad apprendere: gli adulti sono disposti ad apprendere ciò che hanno bisogno di sapere, in quel momento della sua vita (considerare i compiti evolutivi). È importante sincronizzare le esperienze di apprendimento con i compiti evolutivi.
  • Orientamento verso l’apprendimento: centrato sul
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PED/01 Pedagogia generale e sociale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Ankh79 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Educazione degli adulti e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Mariani Anna Marina.
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