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Sistemi di cambio e politiche economiche

Valuta e sistemi di cambio

Se in quel paese c'è un sistema di cambi flessibili, quella valuta si deprezza nei confronti del dollaro o euro perché c'è una forte ondata di vendite. Se in quel paese c'è un sistema di cambi fissi, allora quando c'è una forte ondata di vendite la banca del paese andrà sul mercato a vendere dollari fino a che possiede riserve in dollari in modo da riequilibrare la vendita della propria valuta.

Identità risparmio e investimenti nel mercato chiuso

S = I

Il risparmio è una grandezza che riguarda l’economia reale; non tutto il reddito è impiegato nel mercato di produzione.

  • Variazione delle scorte: quando le famiglie decidono di consumare di meno, le scorte di produzione delle imprese aumentano.

S = I + SALDO della BILANCIA DEI PAGAMENTI CORRENTI

Moltiplicatore keynesiano

Il moltiplicatore keynesiano è attivato nei momenti come il nostro in cui c'è una capacità produttiva inutilizzata, ovvero ci sono disoccupati che vorrebbero lavorare e ci sono impianti inutilizzati. Questa presenza di capacità produttiva inutilizzata è causata da una bassa domanda.

Soluzione: le famiglie dovrebbero consumare di più (+ domanda) ma non hanno un reddito sufficiente quindi consumano solo quello che riescono.

Il moltiplicatore keynesiano:

  • Non viene messo in moto dai consumi (perché i consumi dipendono dai redditi e nei momenti di crisi, i redditi sono bassi);
  • È messo in moto da alcune operazioni di investimento da parte delle imprese che prima non investivano e da parte del pubblico.

Questi investimenti creano un aumento di domanda di beni di investimento: + domanda + reddito.

Riassunto: presupposto del moltiplicatore keynesiano: capacità produttiva inutilizzata.

Tassi di investimento più bassi ΔI = 100 ΔY = 100. Se la propensione marginale al consumo è pari a: c = 0,8. Allora la variazione dei consumi è pari a: ΔC = 0,8*100 = 80. Otteniamo così più reddito per 80. Questo è il secondo incremento di reddito: ΔY = 80. Il processo va avanti con ΔC = 80*0,8 = 64 ΔY = 64.

La somma di tutti gli incrementi di reddito è pari a: ΔY + ΔY + ΔY + ... + ΔY = ΔY = 500.

In conclusione: ΔY = 1 / (1 – c) *ΔI dove c = propensione marginale al consumo in mercato chiuso.

Attenzione: se non c'è il presupposto e viene applicata una politica keynesiana si crea Inflazione.

Mercato aperto e identità economiche

In mercato aperto, invece, si utilizza la relazione del CERI.

Y + M = C + I + E

I beni possono essere creati:

  • Ottenendoli in loco;
  • Ottenendoli dagli altri.

L’economia intesa come sistema produttivo serve ad ottenere ciò che è necessario per soddisfare i bisogni. Le esportazioni ovvie si formano in un mercato aperto, dato che se si importa allora ci si aspetta anche che si esporti.

Se utilizziamo questa identità: Y + M = C+ I + E E teniamo conto dei suoi incrementi:

ΔY + ΔM = ΔC + ΔI + ΔE

C = propensione marginale al consumo = ΔC / ΔY

M = propensione marginale all’importazione = ΔM / ΔY

Quello che importo dipende da molte variabili:

  • Da ciò che produco e da quanto produco, correlazione positiva tra ciò che produco e ciò che importo;
  • Dalle condizioni del mercato;
  • Dai prezzi;
  • Dai trasporti.

Da cosa dipende ciò che importo?

  • Risposta più rigorosa: quello che importo dipende dal reddito e quindi dipende da quello che esporto, quindi bisogna considerare le esportazioni che avvengono in tantissimi paesi (dovrei utilizzare un’equazione molto complicata);
  • Risposta più sintetica: considero solo 2 paesi;
  • Risposta sportiva: le esportazioni non le calcolo all’interno dell’equazione ma le prendo come date al di fuori del modello.

ΔC = cΔY

ΔM = mΔY

ΔM + ΔY = ΔC + ΔI + ΔE

mΔY + ΔY = CΔY + ΔI + E

mΔY + ΔY – cΔY = ΔI + ΔE

ΔY (1 – c + m) = ΔI + ΔE

ΔY = ΔI + ΔE / (1- c + m)

Quindi se voglio uscire dalla recessione posso sperare che la Cina, gli Usa e gli altri paesi continuino a crescere così posso esportare. Tanto più elevato è c tanto maggiore è l’impatto sul consumo e quindi tanto più è efficace il moltiplicatore keynesiano. Quindi mi devo rassegnare che m va ad incentivare la domanda finale nei paesi da cui importo (segno positivo: +m) dato che ci troviamo in un mercato aperto.

Nel caso di un singolo paese che decide autonomamente di incentivare gli investimenti pubblici il suo reddito aumenta ma meno di quanto aumenterebbe in mercato chiuso perché una parte della sua domanda incrementata va all’estero; provoca un miglioramento in tutti gli altri paesi (unilateralmente); peggiora la sua bilancia con l’estero. Se poi si è trattato di una politica fiscale, peggiora la sua finanza pubblica. Per questo motivo, in una situazione di crisi un paese da solo ci pensa bene prima di muoversi da solo. Se invece un gruppo di paesi si muove insieme e contemporaneamente allora la situazione è diversa.

Esempi di politiche economiche

La bolla speculativa

Nel 2008, dopo il fallimento della Limans Brothers, si vede un continuo taglio mese dopo mese. Fino ad una riunione del G20 (formato dai paesi industrializzati e i BRICS) che decide l’attuazione di politiche espansive tutti insieme. Era necessario che ciascun stato facesse investimenti pari al 2% del PIL. Una volta attuate queste politiche, nel 2010 si vedono i primi risultati.

Tema sulla deflazione, ovvero l’indice dei prezzi che presenta un lieve decremento. Abbiamo capito che questo lieve decremento è dovuto ad una dinamica dei prezzi nei paesi avanzati: discesa dei prezzi delle materie prime nei paesi avanzati (esempio: il petrolio).

Distinzione tra inflazione core e headline

  • Core Inflation: non si considera le dinamiche dei prezzi delle fonti di energia e delle materie prime agricole importate. Di solito non è negativo (anche se non raggiunge numeri elevati);
  • Headline Inflation: misurata nel momento in cui andiamo sul mercato a rilevare il prezzo dei beni e servizi; considera tutti i beni e servizi. Di solito è negativa.

Deflatore del PIL ≠ Core inflation o Headline inflation. Sono due indici paralleli che misurano cose diverse ma che è importante valutare insieme. Sotto il profilo metodologico, è importante non confondere core e headline inflation; in relazione agli effetti sulle aspettative, se le aspettative sono diffuse e condivise influenzano le decisioni degli operatori. Se la Headline inflation è negativa e gli operatori hanno motivo di pensare che continuerà ad essere negativa allora si avranno conseguente concrete: decisione di posporre gli acquisti sacrificare i margini di profitto ed altre conseguenze.

Contabilità aziendale e nazionale

Nella contabilità aziendale, il conto economico è così strutturato:

C.E. impresa tipo

  • Rimanenze iniziali di beni intermedi
  • Acquisti di beni intermedi
  • Quote di ammortamento
  • Stipendi
  • Interessi
  • Utile

TOT. DARE

  • Rendite di beni di consumo
  • Rendite di beni intermedi
  • Rendite di beni di investimento
  • Rimanenze finali (che sono beni intermedi)

TOT. AVERE

I soggetti sono:

  • Imprese (che producono e cedono alle famiglie remunerazione e redditi come risposta a ciò che le famiglie hanno investito nell’impresa, sia come lavoro sia come capitali);
  • Famiglie (che cedono i servizi lavorativi e i servizi del capitale a favore delle imprese).

Ci occupiamo dell’estensione del mercato nazionale alla situazione del mercato aperto + le diverse dinamiche della variazione del prezzo e delle conseguenze, in riferimento alla presenza di inflazione o deflazione.

C.E riclassificato, ovvero aggregato e disaggregato da alcune voci.

∑ C.E. (in mercato chiuso) ∑ Rimanenze iniziali di beni intermedi ∑ Rendite di beni di consumo ∑ Acquisti di beni intermedi ∑ Rendite di beni intermedi ∑ Quote di ammortamento ∑ Rendite di beni di investimento ∑ Stipendi ∑ Rimanenze finali (che sono beni intermedi) ∑ Interessi ∑ Utile

TOT. DARE TOT. AVERE In mercato chiuso:

  • ∑ acquisti beni intermedi = ∑ vendite beni intermedi
  • ∑ RI - ∑ RF = ∑Δ scorte di beni intermedi (che chiamiamo investimenti in scorte)

(somma incremento scorte) Investimenti fissi + investimenti in scorte = investimenti ∑ Quote di ammortamento + ∑ Stipendi + ∑ Interessi + ∑ Utile = REDDITO LORDO o PRODOTTO LORDO

Il reddito lordo (o prodotto lordo) è composto:

  • Dall’aggettivo “Lordo” perché sono compresi nel calcolo la voce degli ammortamenti;
  • Da reddito perché è la composizione di tutti i redditi.

Dal punto di vista economico, la voce di costo “Utile” è omogenea perché di solito l’imprenditore apporta dei capitali propri e apporta il proprio lavoro/la propria attività e alla fine della gestione troviamo tutto questo all’interno dell’utile (ovvero la remunerazione dell’imprenditore e di chi ha investito).

Valore aggiunto

Definizione semplicistica: Il valore aggiunto è il contributo produttivo della singola impresa; aggiunto perché l’impresa parte da qualcosa che ottiene a monte da altre impresa che poi trasforma, dandogli un valore aggiunto.

Valore Aggiunto = Totale Vendite + Δ scorte – Acquisto Beni Intermedi = (Totale Avere – RI) – Acquisto Beni Intermedi flussi monetari = Stipendi + Interessi + Utile + Quote Ammortamento = somma dei redditi che l’impresa dà ai fattori produttivi = Reddito Lordo o Prodotto Lordo

Inserire il concetto di valore aggiunto a livello aziendale vuol dire trovare il valore aggregato a livello di settore: La somma di tutti i valori aggiunti di un sistema produttivo corrisponde al Prodotto Interno Lordo.

∑ C.E. ∑ Acquisto beni intermedi all’interno ∑ Rendite di beni C all’interno ∑ Acquisti di beni intermedi all’estero ∑ vendite di beni intermedi ∑ Quote di ammortamento ∑ Rendite di beni di investimento ∑ Stipendi ∑ Esportazioni di beni di cons, intermedi, di invest. ∑ Interessi ∑ Δ scorte ∑ Utile

TOT. DARE TOT. AVERE Investimenti fissi + investimenti in scorte = investimenti ∑ Quote di ammortamento + ∑ Stipendi + ∑ Interessi + ∑ Utile = PIL ∑ Stipendi + ∑ Interessi + ∑ Utile = somma dei redditi corrisposti ai fattori produttivi operati all’interno del nostro paese. Riclassificando il C.E, si ottiene il C.E.R.I. conto economico risorse-impieghi C.E.R.I. PIL + M = C + I + E PIL C PIL = C + I + E – M M I E

A sinistra ho il PIL che è la somma di stipendi, interessi, utili e ammortamenti e le importazioni: quindi la somma di flussi monetari. A destra ho una somma di flussi reali: consumi, investimenti ed esportazioni.

La contabilità nazionale italiana nasce nel 1951: la contabilità nazionale è una disciplina recente, che si sviluppa nel 2° dopoguerra. Si faceva su base annua, ultimamente si fa anche su base trimestrale. I dati vengono rilevati anno per anno (trimestre per trimestre) e riguardo prezzi e quantità: quando abbiamo una serie abbastanza lunga, dobbiamo considerare sia la componente dei volumi sia la componente della variazione dei prezzi.

Allora gli istituti di statistica elaborano delle serie basandosi su una simulazione che si basa su un ipotesi: misuriamo la variazione delle quantità prodotte mantenendo invariato il livello di prezzi togliamo la componente inflazionistica, in modo da misurare la variazione reale.

Esempi numerici di contabilità delle risorse e degli impieghi

Partiamo da un conto delle risorse e degli impieghi molto semplice:

C.E.R.I. ai prezzi costanti dell’Anno 0

C.E.R.I. a prezzi correnti (anno 1)

  • PIL 68,69 C 59,09
  • PIL 80 C 65
  • M 22,22 I 12,73
  • M 20 I 14
  • E 19,09
  • E 21

TOT. 90,91 TOT. 90,91 TOT. 100 TOT. 100

Ora, vogliamo ottenere lo stesso CERI a prezzi costanti dell’anno precedente, considerando che le variazioni % prezzi dall’anno 0 all’anno 1 sia per le:

  • M = -10%
  • C, I, E = +10%

Produzione aggregata

Tre definizioni:

  1. Valore dei beni e dei servizi finali prodotti nell’economia in un dato periodo di tempo;
  2. Somma del valore aggiunto nell’economia in un dato periodo di tempo (valore della produzione – valore dei beni intermedi);
  3. Somma dei redditi dell’economia in un dato periodo di tempo (redditi da lavoro + redditi da capitale + imposte indirette).

La dinamica dei prezzi del prodotto interno lordo rappresenta la dinamica media dei prezzi dei componenti a parità di prestazioni dei fattori prodotti: sarebbe la dinamica, autonomamente, più difficile da valutare. Quello che voglio ottenere lo chiamo X = valore dei consumi dell’anno 1 valutato ai prezzi dell’anno 0.

C = 65 e la variazione del C = 10% X + 0,10X = 65 1,10 = 65 X = 65/1,10 X = 59,09

Faccio lo stesso calcolo per le altre voci del CERI:

  • I = 14/1,10 = 12,73
  • E = 21/1,10 = 19,09
  • M = 20/0,90 = 22,22

PIL = 90,91 – 22,22 = 68,69

Ora posso analizzare la dinamica del PIL dall’anno 0 all’anno 1:

80 1 1 = = indice dei prezzi del PIL Anno 1 base anno 0 = 168,69 1 1 = 1,1647 lo chiamo “deflatore implicito dei prezzi del PIL”

Variazione % prezzi PIL + 16,47% C +10% M - 10% I +10% E +10% Tot. Risorse +10% Tot. Impieghi +10%

I cittadini si sentono più ricchi perché il PIL rappresenta le remunerazioni monetarie dei fattori produttivi operanti all’interno ed il PIL è aumentato del 16,47% in confronto ad un aumento dei prezzi dei C e degli I del 10%. provoca un arricchimento perché esportare ci costa meno/ fa guadagnare di più.

La variazione media tra tot. Risorse e tot. Impieghi deve essere uguale 10%.

Esercizio numerico per il conto economico delle risorse e degli impieghi

Esercizio numerico per capire come arriviamo ai dati della Tabella 5 (Conto economico delle risorse e degli impieghi – Deflatore – anno di riferimento 2010 – variazioni percentuali sull’anno precedente) derivano dalla Tabella 1 (Conto economico delle risorse e degli impieghi – Valori ai prezzi correnti – milioni di euro) ed alla Tabella 3 (Conto economico delle risorse e degli impieghi – Valori concatenati – anno di riferimento 2010 – milioni di euro). (milioni di €)

Tabella 1

  • PIL 2015 a prezzi correnti 1.636.372
  • PIL 2014 a prezzi correnti 1.611.884

Tabella 2

  • PIL 2015 a prezzi costanti 1.546.233
  • PIL 2014 a prezzi costanti 1.535.570

1° domanda: qual è la dinamica del PIL a prezzi correnti?

Calcolo il rapporto tra così trovo l’indice unitario: 2015 2014 1.636.372 = = 1,0152 indice unitario 1.611.884 = +1,52% variazione percentuale 1.636.372 – 1.611.884 =

Altro metodo: +1,52% (oppure 0,0152) 1.611.884 In questo secondo metodo, calcolo l’incremento e lo rapporto al valore di partenza.

2° Domanda: qual è stata la variazione del PIL a prezzi costanti?

1.547.233 Faccio lo stesso lavoro sul PIL a prezzi costanti: = 1,0076 +0,76% 1.535.570

3° domanda: qual è la variazione tra i prezzi del PIL tra il 2014 e il 2015?

1,0152 = 1,0075 l’indice che misura la variazione dei prezzi del PIL tra 2014 e 2015. 1,0076 +0,75% la variazione percentuale.

Metodo alternativo (senza utilizzare i risultati delle prime domande): 1,636,372 2015 = = 1,0576 indice dei prezzi del PIL del 2015 con 1,547,233 2015 (2010) base 2011 misura la dinamica dei prezzi del PIL dal 2010 al 2015.

Fatti pari ad 1 i prezzi del 2010, i prezzi del 2015 sono pari a 1,0576. 1,611,884 = 1,0497 indice dei prezzi del PIL del 2014 con base 2010 = 1. 1,535,570 misura la dinamica dei prezzi del PIL dal 2010 al 2014. 1,0576 L’incremento che i prezzi del PIL subiscono tra il 2014 e il 2015 è pari a: = 1,0075 1,0497

4° domanda: qual è stata la variazione media annua tra il 2010 (che è l’anno si riferimento) e il 2015? Indice dei prezzi del PIL 2015 base 2010 = 1 1,0576 (1,0576/5 NO! Perché negli anni si ha una dinamica esponenziale tramite una cartolizzazione composta).

Risparmio e investimenti

In mercato chiuso, diciamo che il risparmio coincide con gli investimenti:

S = I

Definizione di risparmio: Il risparmio è il reddito non consumato per acquistare beni di consumo; le famiglie lasciano qualcosa per acquistare qualcosa che non sia beni di consumo.

S = Y – C S è un flusso perché è la differenza tra due flussi; Nel mercato chiuso in cui non ci sono né esportazioni né importazioni, allora Y = C + I Questa è un’identità contabile, che mi dice che in un’economia chiusa il reddito è costituito dai beni di consumo e dai beni di investimento.

Se metto insieme la prima relazione (S = Y-C) e la seconda identità (Y = C+I) allora il risparmio è uguale agli investimenti. S = I

Ma come è possibile che in mercato chiuso S = I, se chi risparmia è una figura diversa da chi consuma? Prevalentemente...

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/02 Politica economica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher cristina.mellano di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia internazionale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof De Battistini Roberto.
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