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Ritroviamo un taglio nei costi delle imprese che dovrebbe essere traslato a valle in una riduzione dei prezzi

della produzione ma il contemporaneo aumento dell’imposta sul valore aggiunto porta ad avere un prezzo

uguale a quello precedente.

Per i beni esportati conta soltanto il primo taglio dei contributi sociali mentre l’aumento dell’Iva non incide

quindi il prezzo del bene all’estero ↓.

Per i beni importati, viceversa, non godono dell’abbattimento dei contributi sociali ma vengono caricati

dall’aumento dell’Iva quindi il risultato è che i beni importati rincarano.

La riduzione di prezzo dei beni esportati e l’aumento di prezzo dei beni importati crea una svalutazione

fiscale.

Quando è nata, nel ’73 l’Iva era al 12%, ora è al 21%. Questo aumento non è del tutto dovuto ad aumenti

dell’inflazione ma in parte sì.

Cos’è successo del punto di vista della competitività alla Germania quando è caduto il muro di Berlino?

Alla caduta del muro di Berlino, i due tronconi della Germania si uniscono, c’è un’unificazione politica e c’è

unificazione monetaria. Prima c’erano due valuta il deutschmark e il marco dell’Est: avviene un

inglobazione nel senso che il marco dell’Est scompare e si diffonde il deutschmark.

Risposta tecnica: Germania dell’Est C= 2

Il marco dell’Est si scambiava 2 a 1 in confronto al marco della deutschland. Il marco dell’Est vale la metà.

Risposta politica: dovremmo dare una risposta tangibile della parità tra le due aree della Germania quindi

introduzione di un cambio irrevocabile 1 a 1.

La proposta politica vince e viene introdotto il cambio 1 a 1. Così facendo, si ha una rivalutazione reale

fortissima e il cambio reale della Germania passa da 1 a ½. 

Il che ha significato la chiusura di molte società e di conseguenza disoccupazione conseguenze sociali

  

della disoccupazione. interventi di politica pubblica + disavanzo pubblico + tasso di interessi a

causa del finanziamento degli stati e dalla linea di grande prudenza da sempre seguita dalla Bundesbank

che ha ↑i.

L’aumento dei tassi d’interesse in Germania porta un aumento dei tassi d’interesse anche in Italia e nel

resto d’Europa.

2° parametro di Maastricht: tasso d’interesse

I tassi di interesse nominali a lungo termine non devono superare di più del 2 % quelli dei tre Stati membri,

al massimo, che avranno conseguito i migliori risultati in termini di stabilità dei prezzi (si tratta di fatto dei

medesimi presi in considerazione per il parametro della stabilità dei prezzi).

N.B.: i paesi migliori sono quelli con i tassi di inflazione più bassi.

Quando confrontiamo i tassi d’interesse in due paesi con due valute diverse, possiamo motivare la

differenza tra i due tassi d’interesse in base a:

1. Il rischio debitore considerare due debitori con differente rating;

2. Il rischio di cambio.

Se consideriamo due contratti con rischio debitore simile e stesso rating, possiamo dire che la differenza tra

i due tassi d’interesse è motivata dal rischio di cambio.

Se una valuta è in odore di svalutazione e ci aspettiamo che tra un anno questa valuta sarà svalutata del 5

%. Se voglio investire in questa valuta e so che ci sarà una svalutazione del 5% allora chiederò una

compensazione alta abbastanza da coprire la perdita relativa alla svalutazione attesa.

Se voglio investire in una valuta estera e la mia valuta è in odore di svalutazione devo stare molto attento a

non farmi abbagliare perché sul debito che contraggo dovrò pagare 5punti in più.

Esempio: l’interesse sul Franco Svizzero è molto più alto di quello della mia valuta ma non devo aprire

debiti in franchi svizzeri perché bisogna stare attenti alla differenza di rating tra la mia valuta e la valuta

svizzera.

In questa situazione sono cadute molte famiglie italiane, mal consigliate, che hanno aperto mutui in ECU

presso istituti svizzeri. Subito dopo convertivano gli Ecu in Lire e Al momento del rimborso, si andava a 16

vendere lira e comprare Ecu: quando la Lira si svaluta (di molto intorno al ’72) con un rincaro del 30% le

rate del mutuo si sono rincarate del 30% le famiglie si trovano in una brutta situazione e accusano gli

istituti per essere stati mal consigliati.

Il parametro n°2 è un rafforzamento del primo parametro di Maastricht.

Se in Italia i tassi d’interesse sono più alti di quelli della Germania, ci si aspetta che la Lira sarà svalutata.

Tale aspettativa si basa sull’esperienza vissuta e su ragioni analitiche.

Nel vissuto e nel ragionamento analitico, l’andamento dell’inflazione è legato alla presenza di una

sistematica divaricazione dei tassi d’interesse.

Tassi d’interesse riflettono il rischio di cambio e il rischio di cambio a sua volta è legato al fatto che

inflazioni molto diverse in termini di intensità troveranno un rimedio.

Allora tassi d’interesse diversi alla fine sono collegati a tassi d’inflazione diversi: così arriviamo a capire che

il parametro n°1 è strettamente legato al parametro n°2.

Dal punto di vista analitico,

S + Si = S(1+i)


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia e commercio
SSD:
Università: Torino - Unito
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher cristina.mellano di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia internazionale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Torino - Unito o del prof De Battistini Roberto.

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