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Riassunto per l'esame di Economia e gestione delle imprese, basato su appunti personali e

studio autonomo del testo consigliato dal docente Cioppi: Economia e Management delle

Imprese: Strategie e Strumenti per la Competitività e la Gestione aziendale (cap 1, 3, 4, 5, 6,

7, 9, 10, 14, 16, 17, 18, 19) di Tunisini A., Pencarelli T., Ferrucci L., 2014.

Reddito = ricavi (prezzo unitario di vendita x quantità di prodotti venduti) – costi di produzione

Elementi distintivi di un’impresa:

Presenza di un’organizzazione (insieme di risorse)

 Produzione di valore (input -> trasformazione -> output)

 Relazioni con soggetti esterni (stakeholders)

 Generazione di un reddito

L’impresa è un sistema aperto, dinamico, vitale, sociale, tecnico e cognitivo.

L’ambiente-mercato: complessità e dinamismo -> l’impresa, per essere competitiva, deve

avere le capacità di rinnovarsi, di prevedere e di cambiare.

Pre-fordismo (produzione imprenditoriale/artigianale – l’impresa dipende dall’ambiente)

Produzione artigianale -> primo impiego di macchinari

No specializzazione

 Lavoro empirico, no processi scientifici

 Fabbriche con macchine isolate, che svolgono compiti elementari e forme di energia

 semplici e rigide

L’impresa ha funzione di trasformazione

 Impresa piccola, quindi ha basso potere di mercato

 Volumi di produzione bassi (no economie di scala)

 Mira solo al profitto

 Coincidenza proprietà e controllo

 Prezzi definiti dal mercato

Fordismo (grande impresa manageriale – l’impresa cerca di controllare l’ambiente)

Produzione di massa

Energia elettrica

 Macchine specializzate che eseguono operazioni parcellizzate e complesse (processo

 produttivo scomposto in operazioni elementari e ripetitive eseguite da una macchina o

da un uomo)

Catena di montaggio (ciascuno è specializzato, mansioni in sequenza, il prodotto si

 muove secondo il suo processo produttivo) -> maggiore efficienza

Le macchine hanno un’elevata produttività

 Specializzazione e ripetitività del lavoro umano

 Alti volumi di produzione -> economie di scala

 Impresa di grandi dimensioni

 Prodotti standardizzati (Ford Model T)

 Necessità di conoscere il comportamento dei consumatori -> prime esigenze di

 marketing (importanza della funzione commerciale)

Salari alti

 Alla produzione si affiancano altre funzioni che devono essere coordinate

 Necessità di ampi capitali

 Separazione tra proprietà e controllo -> capitalismo manageriale

 Pianificazione per ridurre l’incertezza

 Conoscenze firm-specific (conoscenze tacite e interne all’impresa)

 Modello organizzativo gerarchico-burocratico

 Modello verticalmente integrato

 1

Elevata dimensione impresa -> necessità ambiente stabile

 Fornitori dipendenti dall’impresa e aumento stakeholders

 Controllo del mercato con azioni commerciali (differenziazione marca e superamento

 del potere degli intermediari)

Investimenti in innovazione

Post-fordismo (impresa flessibile, snella, a rete (network) e che interagisce con l’ambiente)

Crescente complessità ambientale

 Ambiente generale

o Ambiente specifico (transazionale e competitivo)

o

Crescente varietà e variabilità:

 Delle esigenze dei clienti

o Dei prodotti

o Delle tecnologie sottostanti i processi produttivi

o Dei processi e dei componenti

o Delle relazioni tra domanda e offerta

o

Cause della complessità

 Dinamismo tecnologico

o Rivoluzione microelettrica e miniaturizzazione

o Globalizzazione -> processi di internazionalizzazione

o Autonomia della domanda (prima i gusti erano omogenei mentre ora sono più

o soggettivi)

ECONOMIE DI SCALA = risparmi di costo dovuti agli alti volumi di produzione.

Sono legate ai costi fissi (es. macchinari), cioè indipendenti dalla quantità prodotta e venduta.

Produzione più alta -> costi unitari più bassi

Economie di scala gestionali = riduzione del costo medio totale per effetto della scala

dimensionale maggiore di attività.

Economie di scala tecnologiche = fanno riferimento alla dimensione degli impianti

manifatturieri.

ECONOMIE DI SCOPO = riduzione di scosti che si riesce ad ottenere sfruttando le sinergie tra

prodotti diversi

Sono legate alle sinergie che scaturiscono dalla condivisione di processi, strutture o risorse.

Sono di natura tecnologica, associate ai macchinari (costi fissi) – sfruttare uno stesso

macchinario per produrre prodotti diversi.

ECONOMIE DI REGOLAZIONE SISTEMICA = riduzione di costi dovuti alla codificazione di

conoscenze

Procedure standardizzate, codici, procedure scritte che aumentano l’efficienza.

Meno tempo per risolvere un problema -> più produttività e meno costi

Trasformazione di conoscenze tacite in conoscenze conosciute da tutti e codificate (knowledge

management).

I fattori che influenza la diversità delle imprese sono:

Fattori firm-specific: specifici della singola impresa (stile di gestione, struttura

 organizzativa, storia, professionalità, dimensione, risorse);

Fattori industry-specific: influenzano una varietà di imprese, come l’appartenenza ad un

 settore; 2

Fattori context-specific: riguardano l’ampio contesto in cui l’impresa opera, dal semplice

 contesto territoriale di riferimento (il distretto industriale) sino a quello più generale

(Italia).

La grande impresa

Secondo Istat e Eurostat deve avere oltre 500 addetti.

Secondo l’Unione Europea deve avere oltre 250 addetti e oltre €50 milioni di fatturato.

Elevata quota di mercato (= la quantità del prodotto x che l’impresa y riesce a vendere

 rispetto al totale del prodotto x venduto in quel determinato mercato, ad un

determinato prezzo, in un determinato periodo di tempo), quindi anche forte potere di

mercato

Manager nell’attività di governo:

 Imprese governate da proprietari e manager (imprese familiari)

o Imprese a proprietà assente (public company)

o Imprese a proprietà organizzata e gestite da manager (es. banche)

o

Capacità di organizzazione dei fattori produttivi autonoma

 Potere di condizionamento verso soggetti esterni (fornitori e clienti per esempio)

 Frequente strutturazione a gruppo

Vantaggi:

1. Economie di scala tecnologiche e gestionali

2. Specializzazione dei compiti e ricerca dell’innovazione

3. Bassi rischi di mercato (internalizzazione) e bassi rischi gestionali (maggiore controllo)

4. Capacità di influenzare il mercato

Svantaggi:

1. Flessibilità limitata -> rigidità (ciò è negativo per i mercati turbolenti)

La media impresa

Secondo Istat e Eurostat deve avere dai 100 ai 499 addetti.

Secondo l’Unione Europea deve avere dai 50 ai 249 addetti e tra i 10 e i 50 milioni di euro di

fatturato.

Ibrido tra piccola e grande impresa

 Grande leader nel comparto e piccola nel settore

 Tra imprenditorialità e managerialità

 Tra vecchie e nuove generazioni

 Tra orientamento al prodotto e orientamento al cliente

 Tra integrazione verticale e sviluppo per linee esterne

 Tra orientamento allo sviluppo e orientamento alla razionalizzazione (efficienza)

 Tra locale e globale

 Tra modelli organizzativi consolidati e nuovi modelli sperimentali

 È impresa rete ed è in reti di imprese

 Tra imprenditorialità individuale e imprenditorialità collettiva

Per rafforzarsi senza diventare di grandi dimensioni è fondamentale l’organizzazione di

gruppo.

La piccola impresa 3

Secondo Istat e Eurostat deve avere dai 10 ai 99 addetti.

Secondo l’Unione Europea deve avere tra i 10 e i 49 addetti e tra i 2 ai 10 milioni di euro di

fatturato.

Coincidenza tra controllo proprietario e gestione dell’impresa

 Accentramento processi decisionali

 Operare in reti di relazioni con altre aziende

 Semplice struttura organizzativa -> maggiore adattabilità a diversi contesti e velocità

 dei processi decisionali

Risorse finanziarie limitate -> prudenza e scarse opzioni strategiche

 Mira alla qualità, piuttosto che realizzare a poco costo e vendere a prezzi competitivi

 Spesso c’è interferenza tra interessi aziendali e familiari

 Flessibilità e specializzazione della produzione/lavorazione

 Mansioni non specializzate

 Rischio del ricambio generazionale

 Dipendenza da altre aziende

 Pochi prodotti per pochi clienti -> infatti l’impresa è dipendente da loro

 Sviluppo legato solo alle competenze dell’imprenditore

 Basso coinvolgimento di tutto il capitale umano -> pericolo impoverimento del capitale

 umano

Limiti nelle opportunità di crescita (svantaggiate in contesti globali)

 Rischio di rimanere in nicchie (=sottoinsiemi del mercato, cioè segmenti molto piccoli,

 che non si rivolgono quindi a tutto il mercato, a solo a pochi consumatori)

Microimpresa e impresa artigiana

Secondo Istat e Eurostat deve avere da 1 a 9 addetti.

Secondo l’Unione Europea deve avere meno di 10 dipendenti e un fatturato minore ai €2

milioni.

Substrato conoscitivo utilizzato nella produzione:

 Empirico/manuale (artigianato di mestiere)

o Scientifico (artigianato di professione)

o

Livello di meccanizzazione:

 Scarso (artigianato lavorativo)

o Elevato (artigianato industriale)

o

Remunerazione dei fattori produttivi:

 Sottoremunerazione (artigianato marginale)

o Remunerazione di mercato (artigianato imprenditoriale)

o

Artigianato tradizionale = conoscenze empiriche, elevata intensità del lavoro e

sottoremunerazione.

Artigianato moderno = conoscenze scientifiche e tecnologiche, impiego di macchinari e

remunerazione dei fattori produttivi in linea con il mercato.

Il distretto industriale

Concentrazione geografica

 Forte legame tra le aziende

 Divisione del lavoro e processi di scambio tra un gran numero di piccole imprese

 specializzate in diverse fasi del ciclo produttivo

Elevati livelli di efficienza produttiva

 4

Il distretto industriale è diverso dalle aree di specializzazione produttiva, in cui tutte le

imprese sono specializzate in lavorazioni simili e sono concorrenti. In queste aree manca la

componente socio-culturale e i fenomeni di interrelazione produttiva tra le imprese.

L’impresa non è solo un insieme di fattori materiale, ma è un sistema articolato, complesso,

unitario e sistematico, composto da un insieme di risorse, capacità e competenze. Accanto

alle risorse materiali ci sono anche le risorse immateriali, che spesso sono anche più

importanti.

Ogni impresa è diversa dalle altre in base a come si combinano tra loro risorse, capacità e

competenze e ciò può determinare la capacità dell’impresa di ottenere un VANTAGGIO

COMPETITIVO (= avere qualcosa in più (per esempio un reddito maggiore) rispetto ai propri

competitor ed esso deve essere duraturo e difendibile nel tempo).

Alla definizione della resource-based theory (il successo dell’impresa è dato da come essa sia

capace di organizzare le sue risorse, capacità e competenze) si è giunti percorrendo un lungo

cammino caratterizzato alcune tappe fondamentali:

1) Il paradigma struttura-condotte-performance: sostiene che le condotte delle imprese

siano condizionate dalla struttura del settore d’appartenenza.

2) La teoria della concorrenza monopolistica: si crea una situazione di monopolio a causa

di un’innovazione o di più imprese che si mettono d’accordo formando cartelli. Il

comportamento dell’impresa è teso a differenziare il prodotto.

3) La teoria della concorrenza imperfetta: si verifica in presenza di poche imprese che

producono beni omogenei.

4) La teoria dell’innovazione schumpeteriana: l’impresa che per prima crea

un’innovazione diventa per un certo periodo di tempo una monopolista.

5) La teoria evoluzionistica del cambiamento economico: si riferisce al mercato che

determina la possibilità di sopravvivenza e di successo delle imprese.

6) La teoria dell’espansione dell’impresa: riguarda la capacità dell’impresa di crescere

(massimizzazione vendite/massimizzazione profitti).

Le risorse

Possono essere finanziarie, fisiche, umane, tecnologiche, di reputazione e organizzative.

Tanto più riesco ad appropriarmi di una risorsa, tanto più ce l’ho io e non gli altri e questo

porta al vantaggio competitivo.

Risorse tangibili (impianti, fabbriche, magazzini, materie prime, semilavorati): sono una

condizione necessaria ma non sufficiente perché l’impresa operi con successo nei marcati.

L’impresa deve dotarsi di queste risorse. Esse sono facilmente imitabili e riproducibili e per

questo motivo non distinguono l’impresa dai concorrenti e non le consentono di ottenere

vantaggio competitivo perché possono essere possedute da tutti. Non sono risorse distintive,

ma sono appropriabili. 5

Risorse intangibili: sono risorse difficilmente imitabili e non riproducibili da parte dei

concorrenti, consentono quindi all’impresa di dotarsi di un vantaggio competitivo. Tanto più le

risorse sono intangibili, tanto più si ottiene vantaggio competitivo. Le risorse intangibili si

dividono in:

Risorse di conoscenza (riguardano la dimensione interna dell’impresa):

o Competenze (tecnologie, manageriali, ecc.)

o Saperi incorporati

o Cultura aziendale

o Senso di appartenenza

o

Risorse di fiducia (collegate alle relazioni con il mercato, si fondano sui rapporti tra

o impresa e soggetti esterni):

Notorietà

o Reputazione

o Immagine (il brand)

o Fedeltà

o Relazioni

o

L’impresa può acquisire risorse intangibili tramite le relazioni e queste risorse sono firm-

specific.

Le risorse e le relazioni consentono di definire i confini di un’impresa (i limiti entro i quali essa

si sviluppa). I confini sono collegati al tipo di controllo che l’impresa può esercitare:

Controllo proprietario, cioè attraverso la proprietà e ciò definisce i confini interni (per

 esempio i brevetti, che sono diritti di proprietà intellettuale di una scoperta);

Controllo di tipo contrattuale, cioè controllo esercitato sull’ambiente, sul mercato e ciò

 definisce i confini esterni (per esempio le licenze: non sono proprietario di un brand, ma

lo posso sfruttare per un periodo di tempo);

Controllo di influenza, che dipende dal potere dell’impresa. In questo caso i confini si

 spingono fino a dove l’impresa può esercitare la sua influenza. Essi sono meno definibili

con chiarezza ed oggettività.

Le risorse necessarie all’impresa per la maggior parte dei casi sono collocate al di fuori

dell’impresa stessa. Le risorse possono essere acquisite agendo sulle relazioni attraverso un

processo che comprende 3 fasi:

1. Individuazione delle risorse (e delle relazioni) necessarie all’impresa;

2. Attrazione delle risorse. Le relazioni devono essere gestite, si deve generare reciproca

fiducia e ci deve essere reciproco adattamento;

3. Inserimento e condivisione delle risorse. core

Di solito le imprese si concentrano sulle attività (quelle che si reputano più strategiche)

ed il resto lo lasciano fare ad altre imprese con cui si instaura una relazione di fiducia.

Le relazioni consentono di trasferire e ottenere risorse, ma, a loro volta, le relazioni sono una

risorsa dell’impresa stessa. Esse sono fondamentali per raggiungere il vantaggio competitivo.

Le relazioni non possono essere ricondotte ad una condizione “proprietaria”, ma esistono in sé

e sono sempre condivise tra i soggetti.

Ha maggiore valore il possesso (produce un valore immediato id reddito) della proprietà

(costituisce più una garanzia). Possesso > proprietà

È fondamentale avere capacità relazionali perché l’impresa deve sapersi aprire e mantenere

relazioni.

Il patrimonio di risorse di cui dispone un’impresa non è però in grado, da solo, di garantirne il

successo sul mercato. Le risorse devono essere gestite opportunamente, devono essere

continuamente rinforzate ed indirizzate.

La capacità di gestire in modo opportuno le risorse genera le competenze dell’impresa. Le

competenze derivano da un processo di applicazione di conoscenze generali e astratte e la 6

possibilità che esse vengano imitate è ancora più difficile. Però non tutte le competenze

possono essere definite distintive, infatti ci sono tre diverse tipologie:

Competenze standard: sono quelle di base che qualsiasi impresa deve avere perché

 non averle significa non sopravvivere (es. l’uso del computer);

Competenze abilitanti: garantiscono risultati nel breve-medio periodo, consentono di

 sopravvivere nel breve-medio periodo, nei contesti di business attuali (es. conoscenze

dei fornitori);

Competenze distintive: qualificano in modo differenziale l’impresa, sono caratterizzate

 da un’assoluta esclusività e sulla base di ciò l’azienda può basare il suo vantaggio

competitivo. Esse sono apprese dall’esperienza ed un esempio è l’avere partner unici

che riforniscono con materiali qualitativamente migliori. Queste competenze sono rare

e firm-specific. Devono consentire all’impresa di operare in mercati anche molto diversi

tra loro (incertezza, complessità ambientale). Inoltre, portano ad una differenziazione

percepita dell’offerta dell’impresa e sono difficilmente imitabili da parte dei concorrenti

(barriere all’entrata, barriere alla m

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/08 Economia e gestione delle imprese

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher chiara_101 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia e gestione delle imprese e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi "Carlo Bo" di Urbino o del prof Cioppi Marco.
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