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Brevi ri essioni sul vivere insieme

Rousseau sosteneva che l’uomo prima di possedere il pensiero razionale fosse mosso da due

principi: il benessere-conservazione e la fuga dalla sofferenza degli altri. La convivenza con gli altri

è quindi una grande s da perché frutto di responsabilità (consapevolezza delle proprie azioni) e

richiede un equilibrio tra il sé e la convivenza con gli altri. Il comportamento etico ha senso solo nel

caso di una società, infatti i peggiori crimini verso l’umanità non vengono solo dall’avversione e

l’odio, ma anche dall’ignoranza e l’indifferenza in una società diventata troppo complessa.

L’interpretazione dell’azione umana può essere osservata tramite le tre risposte alle principali s de

etiche: il rapporto del soggetto con se stesso, il rapporto interpersonale e l’azione collettiva

Per questo la prospettiva etica parla di vita buona con e per gli altri all’interno delle istituzioni

giuste, i cui elementi costitutivi sono la cura di sé, degli altri e delle istituzioni. La cura si sé si

riferisce alla capacità di scegliere intenzionalmente rispetto a ciò che si ritiene giusto; il vivere bene

con gli altri si può riassumere con il concetto di sollecitudine, ovvero l’altro inteso come pari; per

cura delle istituzioni si intendono le strutture del vivere comune.

Durante il secolo scorso si è assistito alla bancarotta dell’etica, anche perché la gente comune

seguì lo stalinismo e il nazismo. Le cause si possono ricercare nell’ignoranza, nella debolezza o

nella disperazione.

Differenza tra etica (ciò che è stimato buono) dalla morale (ciò che è imposto come obbligatorio).

La prima primeggia sulla seconda perché si presuppone autonomia, si segue una norma di cui si è

autori (universalismo della morale kantiano).

Max Weber distingueva tra due tipi di etica

• etica dei principi (della convinzione): in uenza l’azione e consente di valutarla

positivamente o negativamente in base all'etic

• etica dei risultati (della responsabilità): giudica se i mezzi consentono o meno di raggiungere

il risultato sperato

Si valuta quindi nel primo caso la legittimità dei ni e nel secondo l’idoneità dei mezzi. I mezzi non

possono essere fatti diventare ni (es. conquista del potere solo per avere potere) e non tutti i mezzi

giusti cano un ne (ci sono mezzi idonei e no).

Nella messa in pratica, non è sempre ef cace mostrare la validità di una regola etica. Questo perché

in una rete così complessa di relazioni globali è dif cile interrogarsi sulle conseguenze delle proprie

scelte.

Etica e legge sono due sfere distinte: la legge si occupa dei rapporti con le istituzioni politiche, non

della moralità dell’uomo

Contrasto tra etica e legge con il mito di Antigone di Sofocle (fratello traditore della patria non può

essere sepolto ma lei lo fa lo stesso).

Da tempo ormai si inizia a scambiare la priorità tra uomo e capitale, società e business. Il sistema

economico da parte della vita umana è diventato il centro di cui l’uomo è input; l’impresa da

comunità di persone a macchina ottimizzata tramite gli uomini per ottenere pro tto. È una visione

contrattualistica della vita umana, per cui una volta terminati gli obblighi del contratto non c’è

più etica. Per fondamentalismo di mercato si intende la logica contrattualistica che lega tutti i

rapporti di mercato. Il presupposto è che il mercato sia ef ciente e tutti i rapporti devono essere

gestiti dal mercato

Proprio Friedman è l’autore della shareholder theory, secondo cui l’unico obbligo dell’impresa è

quello di fare pro tto. Questa teoria si basa su tre aspetti:

• l’economia è mossa dall’egoismo, come affermano anche Mandeville o Adam Smith ("non

si può mangiare se non si conta sull’egoismo del macellaio che vuole vendere i suoi

prodotti

• economicismo che prevede le leggi che regolano le azioni umane

• visione contrattualistica delle relazioni sociali (fondamentalismo di mercato

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Questo atteggiamento rischia di far collassare l’etica e far basare qualunque decisione sul suo valore

di mercato. Lo stesso sta diventando la politica, per cui l’economia è il ne ultimo di qualunque

azione.

Verso la metà degli anni ’80 grazie a Freeman si sviluppa la stakeholder theory, secondo cui

l’impresa deve rispondere all’intero contesto sociale in cui opera. Da questo si sviluppano vari studi

tra cui il valore condiviso (shared value): Porter e Kramer sottolineano come siccome la società sta

chiedendo conto all’economia di quello che sta succedendo, sostengono che l’impresa deve

generare pro tto per se stessa e valore per la società

es. negli USA Microsoft in una società depressa ha messo una scuola per tecnici e informatici. In

questo modo ha permesso a persone svantaggiate di apprendere l’informatica. Poi si è fatta un

bacino privilegiato per assumere tecnici informatici. Ha condiviso un valore per sé ma anche per la

società.

L’importanza di una visione a lungo termine

È importante che sia imprese che esseri umani abbiano una visione di lungo termine per capire quali

azioni intraprendere. Lo sviluppo della società ha portato l’uomo a fare dell’economia e della vita

lavorativa il centro di sé stesso, ne a sé stesso. Ma molti sociologi ritengono che chi vive la vita

con uno scopo sia più felice. Frankl scrive che l’esistenza umana si proietta oltre se stessa e che il

piacere umano si realizza nell’andare oltre a sé (auto-trascendenza). Durkheim aggiunge che una

vita con senso è piacevole anche se ci sono dif coltà concrete, mentre una vita senza senso è una

sofferenza anche se confortevole.

La strategia di vita dell’uomo quindi si fonda sulla consapevolezza di avere un compito; se non

siamo consapevoli di cosa desideriamo saranno gli altri a decidere per noi. In un sondaggio di

Allstate/National è emerso che le nuove generazioni stanno riscoprendo il loro scopo nella vita che

non si ferma all’accumulazione di denaro. Molte persone rinunciano ad un proprio signi cato per

due ordini di ragioni

• tempo: la costante urgenza di produttività ha dato priorità al fare più che al pensare, quindi

non ci si interroga più sullo scopo della vita

• potere: si rinuncia al proprio signi cato per avere soldi, immagine, ruolo o carrier

Arendt ritiene che il potere sia ricercato dai deboli, Hobbes che ci siano persone sicamente e

spiritualmente più potenti ma anche che ci sia un potere che viene dagli strumenti. Kant

presupponeva un rapporto spontaneo di sfruttamento tra gli uomini, insito alla struttura

dell’interazione umana, in virtù dei bisogni che li uniscono.

L’importanza di una visione di lungo termine per il genere umano: il concetto di impresa e

società

Impresa e ambiente

Il ruolo della cultura dominante in uisce sulle persone, e ci sono opinioni diverse sul rapporto tra

business e ambiente. Non è però possibile guardare a lunghissimo tempo: il percorso di sviluppo

dell’umanità si dispiega attraverso le generazioni, per questo è complicato per una prevedere gli

effetti delle sue azioni sulle prossime. Si nota però che gli effetti dei modelli economici sono

preoccupanti tanto che si delinea il termine “antropocene” per de nirli.

Max Planck sosteneva che una nuova verità scienti ca non trionfa perché i suoi oppositori si

convertono, ma perché nasce una nuova generazione a cui nuovi concetti diventano familiari.

Per capire dal punto di vista scienti co se si può parlare di antropocene si ricorre alla geologia, che

valuta se cambiamenti biologici e chimici sono segnati da un nuovo strato sedimentario e de nisce

quindi una nuova era geologica. Ciò è stato veri cato con:

• carote di ghiaccio per misurare la concentrazione di anidride carbonica nell’atmosfera

• sedimenti palustri per la modi ca delle concentrazioni inquinanti

• anelli circolari degli alberi per il fallout nucleare

• marcatori nelle rocce sedimentarie

Lo sviluppo umano si può scandire in 4 fasi, due in base al consumo di energia e due in base

all’organizzazion

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• da caccia/raccolta ad agricoltura pre-industriale (energia): addomesticano altre specie,

maggiore energia dal sol

• inizio 1500 europei colonizzano vaste aree del mondo (organizzazione): scambio

colombiano, mercantilismo, riconnessione dei continenti, malatti

• forte aumento della disponibilità di energia grazie ai combustibili fossili (energia

• dopo II GM istituzioni globali (organizzazione): aumento produttività globale,

miglioramento situazione sanitaria e benessere materiale

È possibile che l’essere umano si autodistrugga a causa delle sue pratiche? L’evidenza scienti ca

afferma che l’abbattimento di boschi e savane (che assorbono CO2) per i pascoli ha rinviato l’era

glaciale; il minimo di CO2 nell’atmosfera si ebbe nel 1610 perché gli europei portarono malattie

nelle americhe sterminando la popolazione, danneggiando l’agricoltura e favorendo i boschi; con la

colonizzazione spostamento di piante e animali che genera globalizzazione; la rivoluzione

industriale ha accelerato investimenti e crescita demogra ca, accelerata ancora di più dopo la 2GM;

oggi c’è più CO2 di quanta ce ne sia stata negli ultimi 800.000 anni, e la maggior parte è stata

prodotta negli ultimi 50 anni; 2/3 delle estinzioni dal 1500 si sono registrate nell’ultimo secolo; 3%

stato selvatico 30% umani 67% animali allevati. Per quanto riguarda i pesci, ogni anno gli uomini

ne prelevano 80 milioni di tonnellate e ne allevano altri 80 milioni. Negli ultimi 40 anni perdita del

58% di pesci, an bi, rettili, uccelli e mammiferi. In Groenlandia, da una popolazione iniziale di

alcune decine di migliaia di balene oggi ne sono rimaste poche decine di esemplari; sconvolgimento

dei cicli di fosforo e azoto che servono per rendere i campi più fertili

La geologia segna quindi il 1610 come inizio dell’antropocene perché l’uomo ha profondamente

cambiato le condizioni del pianeta. Gli ottimisti vedono in questo progresso migliori condizioni

materiali, meno povertà e più aspettative di vita. Altri sono preoccupati per ambiente e società

(disuguaglianza, alienazione, individualismo). È dif cile affermare che ci sia stato progresso oltre a

quello economico e tecnologico; c’è stata maggiore felicità, libertà e minore sofferenza?

Una quinta fase dipende dalla vision strategica dell’uomo

• se prevarrà una fede in una "provvidenza economica" in grado di conciliare crescita e

salvaguardia dell’ambiente allora si potrà continuare a credere nel dogma di crescita=felicità

e la natura sarà solo un serbatoi

• se non si riesce a tutelare il dissesto ambientale si arriva al collasso del genere umano o un

gruppo limitato potrebbe salvaguardarsi con enclave protett

• se prevarrà la consapevolezza del rischio di tale dissesto sarà necessario cambiare

l’approccio economico basato sull’individualismo

Business de nition

Oltre a ciò che viene detto nel riassunto del libro più in basso (funzioni, modalità, gruppi di clienti,

settore, business, mercato, fattori critici di successo)

Dopo aver individuato gruppi omogenei di clienti e di funzioni inizia il processo di segmentazione

strategica

• identi co un numero limitato di variabili strategicamente signi cative (matrice di

segmentazione

• si analizza l'attrattività di ogni elemento della matrice

• all'interno di ogni segmento si identi cano i fattori critici di success

Questo processo serve a comprendere su quanti e quali segmenti di mercato concentrarsi. Sulla base

dei segmenti selezionati si de nirà poi il business, sulla base di una serie di variabili interne (risorse

e competenze) ed esterne (caratteristiche del mercato, del settore e della concorrenza). Unendo la

segmentazione con l'analisi delle variabili interne ed esterne si capisce come

• differenziare i fattori critici di successo nei diversi segmenti

• de nire la quota di mercato obiettivo dell'impresa e il suo posizionamento

• delineare i con ni dell'analisi competitiva (chi sono i concorrenti, quindi chi ha una

de nizione del business simile

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es. server sirena: gruppo coordinato di computer connessi in rete dove si raccolgono dati

es. in Cina hanno messo insieme un sistema di social credit system per vedere quanto una persona

si comporti bene. Si valutano cinque elementi (storia del credito, caratteristiche personali, abitudini

e preferenze personali valutate come misura della sua bontà e malizia e le relazioni

interpersonali).

Importante per la propria libertà è sviluppare il pensiero critico:

- Bacon: desiderio di cercare, pazienza di dubitare, passione nel meditare, ... odio per ogni tipo di

impostur

- Scriven e Paul: concettualizzare le informazioni raccolte trascendendo le divisioni disciplinar

- Percy Snow: ricerca strumento per crescita economica e sanitaria, cultura umanistica per scelte

politiche e crescita morale, devono essere considerati complementari e non uno più importante di un

altro

- Huxley: attenzione ai particolari

Attenzione alle dissonanze cognitive: cercare dare un senso alle proprie idee contraddittorie. Questo

fenomeno è visibile quando è sviluppato il concetto del sé in una persona.

Il mondo è arrivato no a questo punto perché sempre più persone hanno collaborato quindi c’è la

responsabilità di vivere insieme. La globalizzazione sta unendo il mondo, ma si sta lottando su

come arrivarci: se alla Hobbes (sovrano decide e tutti si adeguano, la libertà di uno riduce la libertà

dell'altro) o alla Rousseau (decisione comune). In ogni caso è necessario un equilibrio tra il sé e il

rapporto con gli altri.

L’ikigai è il pensiero di cosa fare della propria vita: cosa sono bravo a fare, cosa amo fare, di cosa

ha bisogno il mondo e come posso essere pagato.

Decidere meglio, decidere per tutti

Nelle teorie economiche l'impresa ha assunto sempre più centralità, così come la sua responsabilità

nel contribuire all'economia. Ultimamente si discute anche della sua responsabilità etica, che porta a

chiedersi se l'impresa sia solo un meccanismo economico volto al pro tto o una comunità di

individui volta allo sviluppo dell'uomo.

L'uomo viene visto quindi a volte come un essere egoista e razionale o umano e non razionale, a

seconda che prevalga una concezione dell'economia come scienza naturale o sociale. Questa

separazione di un'azione dal suo valore ha causato una dissonanza della somma zero, per cui

impresa e società sono in con itto in un gioco a somma zero.

Per valutare più ef cacemente un'azione sia dal punto di vista del fatto che del valore si possono

analizzare le motivazioni estrinseche (per avere la legittimazione della società, perché diminuisce i

costi o aumenta i pro tti) che quelle intrinseche (per convincimento personale) dietro azioni etiche.

Porter e Kramer hanno però dimostrato che alcuni imprenditori sono andati oltre questa dicotomia,

implementando azioni etiche per convincimento personale che hanno allo stesso tempo generato

crescita economica e dimostrato che l'impresa è fatta da uomini e che l'uomo è sia il mezzo che il

ne, scalzando la diffusa concezione neoclassica.

Tre risposte per coniugare rispetto dell'uomo e dell'ambiente con il pro tto

• istituzioni: UE e G8 valutano l'eticità delle azioni di business intraprese, USA danno codice

di condotta prestabilito

• management: alla base del comportamento etico ci sono obbligazioni morali (motivazioni

intrinseche), sostenibilità (economica, sociale, ambientale), licenza ad operare (necessario

fare del bene per avere supporto sociale), reputazion

• ricerca accademica: analisi delle motivazioni che spingono ad azioni etiche (teorie

strumentali, opportunismo; teorie politiche, rapporti di potere tra impresa e istituzioni; teorie

integrative, dipendenza dalla società; teorie etiche, è la cosa giusta da fare); inoltre si

analizza se all'impresa convenga essere etica (dibattito aperto) e se sia etica solo per

ingraziarsi la società

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Vedere come antagonisti impresa ed etica è sbagliato: secondo la concezione neoclassica

dell'economia, l'etica non deve far parte dell'impresa perché non è razionale e non è empirico.

Questa teoria vede l'uomo come egoista e con ittuale, e vede il rapporto uomo-natura come

regolato da automatismi. Se questo è vero, dovremmo presumere che l'economia sia antecedente

all'uomo. Ciò è chiaramente falso, quindi possiamo concludere che è l'uomo che prende decisioni

(etiche o no) che si ri ettono sul mercato.

Il capitalismo si fonda sull'idea di libertà liberale (ognuno è libero di realizzare le proprie

aspirazioni come meglio crede), di idealismo, l'illimitato. Questi due elementi si uniscono nell'idea

di un progresso materiale e morale in nito. Tuttavia sperimenta comunque il tragico asservimento

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/08 Economia e gestione delle imprese

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher alessio.sacco5 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia e gestione delle imprese e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Boschetti Carlo.
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