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Bisogni umani: individuali e collettivi

I bisogni umani sono il punto di partenza del campo di studio dell'economia. La vita dell'uomo è caratterizzata da una molteplicità di bisogni, che possono essere soddisfatti da risorse limitate. Tra tali bisogni sussiste una gerarchia e si possono distinguere nettamente due categorie: quelli individuali e quelli collettivi. I primi comprendono bisogni primari quali fame, sete, la necessità di vestirsi, avere una casa, ecc.; i secondari (collettivi) comprendono il bisogno di giustizia, sicurezza, difesa estera, ecc.

Beni economici

Si tratta di beni materiali, o servizi, atti a realizzare i bisogni umani. Sono relativamente scarsi rispetto ai bisogni stessi. Si articolano in tre gruppi: natura, comprendente le risorse disponibili in modo originario; lavoro, ovvero la capacità fisica ed intellettuale dell'uomo e infine capitale, che fa riferimento a ciò che deriva dall'applicazione del lavoro umano a beni naturali o capitale precedentemente allestito.

Gruppi sociali

I gruppi sociali sono aggregazioni di persone che nascono dall'incapacità dell'uomo di vivere da solo e dal suo innato bisogno di intessere rapporti con un elevato numero di altri individui. Tali rapporti possono avere un carattere di occasionalità o di stabilità e durevolezza. Queste entità presentano natura, dimensioni, caratteristiche differenti e, fatta eccezione per le loro forme più evolute, tendono a confondersi l'una con l'altra per quanto riguarda gli elementi che la compongono. Sinteticamente è possibile raggruppare i gruppi sociali in quattro classi: le famiglie, le imprese, le associazioni private e le istituzioni pubbliche.

Definizione di azienda secondo Zappa

Istituto economico atto a perdurare che, per il soddisfacimento dei bisogni umani, compone e svolge, in continua coordinazione, la produzione, o l'acquisizione, e il consumo delle ricchezze.

Logica di gestione delle aziende

Classificazione delle aziende (processi economici)

Ponendo enfasi sui processi economici (produzione e consumo) è possibile schematizzare l'ampio concetto di azienda in aziende di consumo (le famiglie) e aziende di produzione, che si articolano in imprese e aziende di produzione di servizi collettivi. Le aziende di erogazione, o di consumo, sono quelle che hanno come scopo il diretto soddisfacimento dei bisogni dei loro membri. Le aziende di produzione, invece, attuano un’attività di produzione per il soddisfacimento dei bisogni del mercato, sono cioè quelle aziende caratterizzate dallo scopo del lucro. Esse sono chiamate anche imprese.

Azienda (giuridico)

Secondo il concetto giuridico, presente nel codice civile, “l'azienda è il complesso dei beni organizzati dall'imprenditore per l'esercizio dell'impresa”. La norma si riferisce quindi al solo aspetto materiale o al solo elemento capitale (stato patrimoniale).

Soggetto giuridico

Il soggetto giuridico d'azienda, o titolare, è una persona, o un gruppo di persone, fisica o giuridica, nel cui nome l'azienda stessa “viene esercitata e alla quale vengono riferiti i diritti e gli obblighi che nascono dalla costituzione dell'azienda e dal suo esercizio”.

Soggetto economico

Il soggetto economico d'azienda, o dominante, è inteso come “persona o gruppo di persone fisiche, che di fatto ha ed esercita il potere supremo nell'azienda”. È la fonte principale ed originaria del potere decisionale nell'istituto aziendale dalla quale vengono promanate le massime decisioni relative alla vita dell'unità economica.

Gruppo di imprese

Un gruppo di imprese o gruppo aziendale, è un insieme di imprese direttamente collegate tra loro sul piano finanziario ed organizzativo. Un gruppo aziendale viene di solito definito come un insieme di unità tra loro autonome dal punto di vista giuridico, assoggettate ad un unico soggetto economico. La società dominante impartisce, in maniera periodica o continuativa, istruzioni e direttive alle altre società del gruppo, inoltre svolge un'attività di coordinamento al fine di garantire l'armonizzazione delle attività e degli obiettivi.

Soggetto giuridico ed economico nell'impresa individuale

Nell'impresa individuale la gestione è svolta da una unica persona fisica, cui fanno capo diritti e obbligazioni e che accentra su di sé le principali funzioni aziendali. In tale ipotesi, quindi, è corretto affermare che il soggetto giuridico ed economico coincidono.

Soggetto giuridico ed economico nella società in nome collettivo

Nel caso della società in nome collettivo, il soggetto giuridico è rappresentato in via principale dalla società stessa e in via sussidiaria dai soci che possiedono una quota di capitale sociale. Il soggetto economico invece è rappresentato dal socio che detiene la maggioranza assoluta delle quote in cui è diviso il capitale sociale, circostanza che gli fa prevalere la propria volontà su quella degli altri soci.

Proprietà olistica dei sistemi

La proprietà olistica dei sistemi esprime la natura intrinseca del concetto di sistema stesso, secondo tale proprietà il sistema costituisce una realtà originale rispetto agli elementi componenti e alla loro riunione casuale. È l'esistenza delle relazioni e del coordinamento tra i suoi elementi che consente al sistema di essere tale.

I sistemi deterministici

I sistemi deterministici sono quei sistemi in cui gli elementi e le relazioni tendono a non mutare nel tempo e il cui funzionamento, di conseguenza, è prevedibile con relativa certezza. Conoscendo gli elementi introdotti (input) e le condizioni di operatività, è possibile stabilire con modesto margine di errore quali saranno i risultati dell'azione (output).

Sistema aperto

Un sistema si definisce aperto quando è influenzabile da elementi a esso esterni, trovandosi quindi in relazioni di interdipendenza con le entità esterne. Tuttavia, facendo riferimento all'esperienza più comune nessun sistema è completamente aperto o chiuso, per questo motivo si parla più propriamente di sistemi relativamente aperti (o relativamente chiusi).

I sistemi sociali

Sono i sistemi in cui l'uomo è associato a beni economici, possono trovare la loro origine in una decisione esplicitamente assunta da uno o più individui che si propongono di raggiungere determinati obiettivi o di essere spontanei. Nel primo caso rientra un'impresa costituita sotto forma societaria, nel secondo una comunità locale o nazionale.

L'organizzazione in senso ampio

Esprime la predisposizione e la riunione di condizioni e fattori aventi una funzione strumentale durevole per la vita dell'azienda.

L'organizzazione in senso stretto

Indica l'insieme di operazioni volte, direttamente o indirettamente, alla rilevazione quantitativa degli accadimenti aziendali e alla loro elaborazione per la produzione di informazioni e, prima di tutto, del bilancio di esercizio. È anche definita come specifica funzione aziendale il cui oggetto è costituito dalle modalità di impiego del fattore umano e, più precisamente, dalla divisione e specializzazione dello stesso, da un lato, dal suo coordinamento dall'altro.

Gestione in senso obiettivo

È il sistema delle operazioni, economicamente significative, che trovano attuazione nell'ambito aziendale.

Gestione in senso soggettivo

L'organizzazione costituisce l'aspetto soggettivo, data la natura sociale dell'azienda e tenuto quindi conto del fatto che aspetto essenziale dell'organizzazione è costituito delle modalità di utilizzo del lavoro umano.

La gestione parziale

La gestione parziale scinde l'attività economica, secondo il decorrere del tempo, in periodi amministrativi, secondo convenzione di generale accettazione, la loro durata è pari a dodici mesi, più spesso coincidenti con l'anno solare.

Gestione esterna

Sono scambi che l’azienda effettua con l’ambiente-mercato e riflettono i costi di acquisizione dei fattori produttivi strutturali e fattori produttivi d’esercizio. Possiamo quindi definire operazioni di esterna gestione tutti quegli scambi di beni e servizi con l’ambiente-mercato attraverso cui la dimensione patrimoniale dell'azienda subisce continue alterazioni a favore e a danno dei terzi.

Gestione interna

Comprende gli scambi tra gli elementi del sistema che avvengono all'interno dell'azienda, senza che si abbia alcuna influenza o contatto economicamente rilevante con l'ambiente.

Vie di entrata e uscita del capitale monetario rispetto alla gestione

La gestione prevede due vie di entrata del capitale e due di uscita. Quelle di entrata sono chiamate finanziamento e vendita; la prima consiste nel dotare dei mezzi monetari capitale finanziario necessari per lo svolgimento della sua attività. A questa fase segue quella di impiego, in cui il denaro disponibile viene utilizzato per acquisire i fattori specifici necessari alla produzione. La terza fase è quella della produzione, che così come la seconda è una via d'uscita del capitale, e prevede che i fattori specifici acquistati vengano combinati tra di loro così da ottenere dei prodotti. L'ultima fase della gestione è quella della vendita del prodotto, che rappresenta la maggiore via d'entrata del capitale monetario.

Classificazione dei valori rispetto agli aspetti della gestione

La dinamica dei valori può essere esposta utilizzando un prospetto a due sezioni chiamato tavola dei valori, che costituisce un modello di rappresentazione del capitale aziendale in cui convenzionalmente: il lato destro, intitolato alle fonti, espone la sua provenienza; il lato sinistro, intitolato agli impieghi, espone la sua consistenza e composizione.

Fabbisogno finanziario

Il fabbisogno finanziario è costituito dalle operazioni in corso di svolgimento, ovvero il complesso dei costi sostenuti anticipatamente per l'acquisizione dei fattori atti alla produzione.

Principali modalità di finanziamento e loro caratteristiche

In sintesi, è possibile individuare sei categorie di movimenti di liquidità, tre in entrata e tre in uscita. In entrata: per capitale monetario ricevuto dai finanziatori (compreso il capitale di rischio), dai clienti contro cessione di prodotti, o da terzi sotto forma di rimborsi dei finanziamenti attivi concessi. In uscita: per capitale monetario ceduto ai fornitori di fattori specifici della produzione, ai finanziatori per rimborsi, o a terzi per concessione dei finanziamenti.

Capitale netto e di rischio

Si definisce capitale netto la differenza tra il capitale lordo e i debiti contratti dall'impresa. Il capitale netto può essere chiamato anche patrimonio netto. I debiti contratti dall'impresa prendono anche il nome di passività. Il capitale di rischio è il capitale di finanziamento di una società costituito dal capitale investito dall'imprenditore o dai soci.

Impieghi in capitale circolante

Il capitale circolante è l'ammontare di risorse che compongono e finanziano l'attività operativa di un'azienda ed è un indicatore utilizzato allo scopo di verificare l'equilibrio finanziario dell'impresa nel breve termine. Il suo impiego dura un ciclo produttivo, le risorse sono variabili nel loro importo complessivo all'interno dell'esercizio e cambiano continuamente nelle loro componenti in relazione con le vicende correnti del ciclo di trasformazione e della regolazione dei pagamenti relativi alle operazioni commerciali.

Fattori strutturali

Sono elementi che partecipano ad una pluralità di cicli produttivi che si sviluppano, di norma, in una molteplicità di periodi amministrativi. Rientrano in tale categoria i fabbricati industriali, gli impianti, attrezzature ed automezzi, inoltre sono compresi anche i brevetti, diritti diversi di durata pluriennale, ecc.

Fattori d'esercizio

Sono elementi che partecipano ad un solo ciclo produttivo nel quale perdono ogni loro utilità, così da non essere più disponibili per un secondo: si tratta di merci, di materie prime e diverse, di servizi, di prestazioni lavorative.

Componenti del costo di acquisizione

Il sacrificio monetario cui si è sottoposti per acquisire i fattori produttivi viene denominato costo di acquisizione. È la somma del costo di utilizzazione più il costo sospeso.

Costo di utilizzazione

È il valore idealmente attribuibile alla parte di fattore o meglio alla parte della sua utilità utilizzata in uno o più processi produttivi.

Costo sospeso

È il valore residuo che esprime l'utilità non ancora utilizzata.

Costo della produzione ottenuta

Si definisce il concetto di costo della produzione ottenuta, o allestita, quale somma dei costi di utilizzazione dei fattori produttivi utilizzati.

Valore interno della produzione

Esprime la ricchezza “distrutta” per dare vita ai prodotti. In sintesi è quindi costituito dai costi di utilizzazione dei fattori anticipati e dai costi di acquisizione/utilizzazione dei fattori contestuali.

Obsolescenza

La perdita di valore e di efficienza economica subita da un bene (capitale o di consumo) per effetto della comparsa sul mercato di un bene (macchinario oppure prodotto) tecnicamente più perfezionato e più competitivo, o anche, più semplicemente, a causa della sua usura.

Ammortamento

È il costo di utilizzazione dei fattori strutturali.

Fattori anticipati e fattori contestuali

I primi comprendono tutto il capitale fisso e parte del capitale circolante e sono a spesa indipendente dall'utilizzo. I secondi invece coincidono con i restanti fattori d'esercizio e possono essere sia a spesa dipendente (es. il lavoro umano) che dipendente dall'utilizzo.

Condizione di non reversibilità dei valori

Situazione tipica dell'impresa in funzionamento, in cui la situazione precedente a date operazioni o non può essere materialmente raggiunta, o si incomberebbe in una pesante perdita di denaro, macchine o merci acquistate, che potrebbero essere rivendute ad un prezzo inferiore a quello d'acquisto.

Vendita di beni materiali e servizi

Non sempre l'output dei processi aziendali ha caratteri di materialità, al contrario, nelle gestioni produttrici di servizi il prodotto è immateriale.

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/08 Economia e gestione delle imprese

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher alebsns di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia e gestione aziendale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Cagliari o del prof Pavan Aldo.
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