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Riassunto esame Ecologia dello sviluppo, Prof. Varin e Bulf, libro consigliato Genetica del comportamento

Riassunto completo dell'esame di Ecologia dello sviluppo dei Professori Varin e Bulf. Il riassunto è basato sul frutto di un' attenta rielaborazione di concetti presi in autonomia durante le lezioni, vi è anche l 'integrazione di slide e informazioni del libro consigliato di Plomin: "Genetica del comportamento".
Si possono trovare numerosi esempi riguardanti studi,... Vedi di più

Esame di Ecologia dello sviluppo docente Prof. H. Bulf

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Nonostante le premesse siano diverse rispetto agli studi sulle adozioni, i due metodi convergono

nel concludere che fattori genetici hanno un ruolo importante in molti tratti comportamentali.

Ad esempio, per un gemello di un individuo schizofrenico il rischio di schizofrenia è di circa il 17%

nel caso di gemelli dizigoti, mentre è del 48% per i gemelli monozigoti. Il fatto che i gemelli

monozigoti risultino più simili rispetto ai dizigoti indica la presenza di INFLUENZE GENETICHE.

STUDI COMBINATI

Si tratta di studi che combinano lo studio della famiglia, dei gemelli e delle adozioni.

Negli studi di gemelli sono stati inclusi fratelli non gemelli per verificare se rispetto alle

caratteristiche in esame i gemelli differivano in maniera statisticamente significativa dai non gemelli

e se i gemelli dizigoti erano più simili ai semplici fratelli.

In studi che abbinano il metodo dei gemelli e il metodo delle adozioni, gemelli adottati da famiglie

diverse vengono confrontati con gemelli cresciuti insieme nello stesso ambiente familiare.

Da questi studi è emerso che in termini di capacità COGNITIVA GENERALE gemelli che monozigoti

allevati separatamente si assomigliavano quasi quanto i gemelli monozigoti cresciuti insieme.

Altri approcci prevedono lo studio di figli di gemelli. Quando fratelli monozigoti diventano genitori,

nelle loro famiglie si creano relazioni di parentela particolari dal punto di vista genetico.

Figli di gemelli monozigoti maschi sono geneticamente correlati nello stesso modo al padre e allo

zio, quindi, i cugini di primo grado sono geneticamente correlati tra loro come lo sono i fratelli

unilaterali o ‘’mezzi fratelli’’.

Studi delle famiglie derivate da divorzi e seconde nozze, in cui uno dei membri della coppia porta

con se figli nati da un precedente matrimonio e genera figli con il nuovo coniuge.

I fratelli che condividono entrambi i genitori sono geneticamente simili per il 50 % mentre i figli

unilaterali sono correlati geneticamente solo per il 25%: in queste famiglie il ruolo dei fattori genetici

ed ambientali può essere valutato paragonando i fratelli unilaterali con i fratelli bilaterali nati

all’interno del nuovo matrimonio o da matrimoni precedenti.

Il confronto può essere esteso includendo coppie di fratelli bilaterali cresciuti in famiglie ‘’normali’’.

LA STIMA DELLE INFLUENZE GENTICHE E AMBIENTALI

EREDITABILITA’

Per i tratti complessi studiati dalle scienze comportamentali è possibile chiedersi non solo SE i geni

hanno un’influenza, ma anche QUANTO è grande quest’influenza.

In questo caso sarà necessario coinvolgere la SIGNIFICATIVITA’ STATISTICA, cioè l’attendibilità

dell’effetto da parte delle influenze genetiche.

La significatività statistica dipende dalla grandezza dell’effetto e dell’ampiezza del campione

esaminato.

La domanda su quanto le componenti genetiche contribuiscano a determinare un TRATTO si

riferisce alle dimensioni dell’effetto, ovvero al limite superiore oltre il quale le differenze individuali

per quel carattere possono essere attribuite a differenze individuali per un tratto nell’ intera

popolazione, non in certi individui.

Molti effetti ambientali statisticamente significativi sui tratti psicologici corrispondono ad effetti

minimi nella popolazione. L’ordine di nascita è correlato in maniera significativa ai risultati dei test

per valutare l’intelligenza, ma l’effetto è piccolo poiché la differenza media nei valori di QI tra

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primogeniti e secondo geniti è inferiore a 2 punti. Quindi se di due fratelli conosciamo solo l’ordine

di nascita, del loro QI non sappiamo nulla.

Al contrario, le dimensioni degli effetti genetici sono spesso molto grandi e arrivano a spiegare fino

al 50% della varianza.

Da tenere bene in evidenza è LA PORZIONE DI VARIANZA FENOTIPICA che può essere attribuita a

differenze genetiche tra gli individui di una popolazione e viene detta EREDITABILITA’. Essa può

essere stimata partendo dalle correlazioni tra parenti.

Se l’ereditabilità è del 100%, la correlazione sarà pari al 0,50.

Le stime dell’ereditabilità sono soggette ad errori che dipendono dalle dimensioni dell’effetto e del

campione.

Negli studi sui gemelli una stima grezza dell’ereditabilità si può ottenere raddoppiando la differenza

tra le correlazioni per gemelli monozigoti e dizigoti.

La differenza nelle loro correlazioni riflette la metà dell’effetto genetico e viene raddoppiata per

calcolare l’ereditabilità.

Per le malattie le somiglianze tra i membri di una famiglia sono valutate in base alla concordanza,

cioè un indice del rischio.

Se la concordanza tra gemelli monozigoti e dizigoti è la stessa, l’ereditabilità è zero, il contributo

delle influenze genetiche aumenta con l’aumentare della differenza tra le concordanze di gemelli

monozigoti e dizigoti.

Un modo per valutare l’ereditabilità delle malattie è quello di usare il MODELLO della SOGLIA di

RISCHIO per tradurre le concordanze in correlazioni.

Per i disegni combinati che paragonano diversi gruppi, ma anche nel caso di semplici studi su

adozioni o su gemelli, gli studi genetici moderni utilizzano tipicamente un approccio chiamato

MODEL FITTING, ovvero un adattamento al modello.

Tale metodo valuta la significatività della corrispondenza tra un modello di relazioni gene-ambiente

e i dati osservati. Possono essere confrontati diversi modelli e quello che risulta più adeguato viene

utilizzato per stimare le dimensioni degli effetti genetici e ambientali.

Le ricerche di genetica molecolare indicano che, in generale, l’ereditabilità di tratti e di disturbi

comportamentali è altamente POLIGENICA, cioè dovuta agli effetti piccoli di molti geni; anche se

non si conoscono questi geni, l’ereditabilità di caratteri complessi può essere stimata direttamente

dal DNA usando il metodo GCTA (Genome-wide complex trait Analysis).

INTERPRETARE L’EREDITABILITA’

L’ereditabilità si riferisce al contributo genetico alle differenze individuali, non al fenotipo di un

unico individuo. Per un singolo soggetto sono indispensabili sia il GENOTIPO sia l’AMBIENTE.

Quesito: in che misura le differenze che si osservano tra individui sono determinate dalle loro

differenze tra i loro genotipi e dalle differenze tra gli ambienti in cui le persone sono nate e

cresciute?

In alcuni libri si legge ancora che le influenze genetiche e ambientali sul comportamento non

possono essere distinte perché il comportamento è il prodotto di geni e ambiente.

Bisogna sempre tenere in considerazione che l’ereditabilità si riferisce al ruolo svolto dalle

differenze genetiche nel produrre le differenze osservate per un certo carattere in una certa

popolazione in un determinato momento

Se i geni sono gli stessi, non possono contribuire a determinare differenze individuali, ma quando

vengono alterati da mutazioni, essi possono dare un effetto negativo /letale sullo sviluppo.

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Molti fattori ambientali, analogamente, non variano in maniera sostanziale ma se accadessero dei

cambiamenti in tali fattori ci possono essere effetti devastanti.

DIFFERENZE MEDIE FRA GRUPPI (maschi vs femmine)

In questo caso l’ereditabilità rispecchia il contributo genetico delle differenze tra individui che fanno

parte di un gruppo.

Le differenze medie tra gruppi, però, possono essere dovute esclusivamente a differenze ambientali

anche quando l’ereditabilità all’interno dei gruppi è alta.

L’ereditabilità descrive ciò che risulta in una determinata popolazione in un momento di tempo, non

ciò che potrebbe essere.

Per quanto sia utile pensare a che cosa potrebbe essere, è importante iniziare dall’esame di ciò che

è: le fonti genetiche e ambientali di variabilità nelle popolazioni esistenti.

L’ereditabilità non implica un determinismo genetico: solo perché un tratto è influenzato

geneticamente non è detto che non si possa fare qualcosa per cambiarlo (combinazioni ambientali

sono possibili anche per malattie indotte da un singolo gene).

Quando vengono identificati geni specifici che contribuiscono allo sviluppo di disturbi complessi,

questi geni rappresentano soltanto fattori di rischio: aumentano le probabilità che un disturbo si

manifesti. In questi casi l’ereditabilità non limita la possibilità di interventi ambientali, come ad

esempio può essere la psicoterapia.

Infine, il fatto di rilevare influenze genetiche sui tratti complessi non vuol dire che per quei tratti

l’ambiente non si importante.

I fattori ambientali possono avere piccoli effetti su disturbi monogenici semplici, ma per i caratteri

complessi le influenze ambientali sono spesso rilevanti delle influenze genetiche.

La genetica del comportamento studia entrambe le componenti: mentre valuta il ruolo delle

influenze genetiche sul comportamento, fornisce anche una stima delle influenze ambientali.

INFLUENZE AMBIENTALI

Ambiente condiviso: le influenze ambientali condivise sono tutte le influenze non genetiche che

rendono simili i membri di una famiglia. L’ambiente condiviso può includere un ampio spettro di

componenti, come il livello di istituzione dei genitori, l’atteggiamento nei confronti dei figli o i

conflitti intrafamiliari.

Nel corso dell’infanzia/ adolescenza le influenze ambientali condivise hanno degli effetti che

diventano meno rilevanti nello spiegare somiglianze fra familiari che non abitano più insieme.

Quindi le influenze che derivano dal fatto di vivere insieme, sotto lo stesso tetto, aumentano la

somiglianza tra i membri di una famiglia, ma i loro effetti non persistono quando i figli lasciano la

casa dei genitori.

Ambiente non condiviso: le influenze ambientali non condivise si riferiscono alle influenze non

genetiche che sono indipendenti per i membri di una famiglia. Le fonti di queste influenze non

condivise includono sia esperienze intrafamiliari sia extra familiari.

Attualmente si sta cercando di individuare le fonti specifiche di influenza ambientale non condivisa

e di investigare le associazioni fra ambienti non condivisi e tratti comportamentali.

STIMARE LE INFLUENZE AMBIENTALI CONDIVISE E NON CONDIVISE

Nelle ricerche di genetica quantitativa la VARIANZA AMBIENTALE è la variabilità non spiegata dai

fattori genetici. 9

L’ambiente condiviso è stimato come somiglianza familiare non spiegata dai fattori genetici.

L’ambiente non condiviso corrisponde alla variabilità né spiegata da fattori genetici, né

dall’ambiente condiviso.

Questa componente residua viene stimata usando il MODEL FITTING.

Per valutare l’AMBIENTE NON CONDIVISO si possono esaminare coppie di gemelli monozigoti

cresciuti insieme: le differeze possono essere dovute soltanto all’ambiente non condiviso.

Le differenze tra gemelli monozigoti forniscono una stima osservativa dell’ambiente non condiviso,

perché i gemelli spesso condividono ambienti speciali che aumentano la loro somiglianza ma che

non contribuiscono alla similarità fra fratelli normali.

L’AMBIENTE CONDIVISO: per quanto riguarda questa tipologia di ambiente un esempio è la

somiglianza tra parenti adottivi in termini di capacità cognitiva.

La variabilità nella capacità cognitiva generale durante l’infanzia è dovuta per ¼ a influenze

ambientali condivise.

Ad esempio: CAPACITA’ COGNITIVA GENERALE

La correlazione tra gemelli monozigoti è pari a 0,85. Per i gemelli dizigoti è di 0,60, per i fratelli non

gemelli 0,40. Nei gemelli un ambiente condiviso speciale può rendere conto di circa il 20% della

varianza e il valore della correlazione tra gemelli monozigoti può essere sopravvalutato.

Circa 1/3 della variabilità potrebbe essere dovuto all’ambiente non condiviso. Tuttavia, dagli studi

non sono state trovate evidenze sistematiche dell’esistenza di un ambiente condiviso speciale per i

fratelli.

IDENTIFICARE AMBIENTI NON CONDIVISI SPECIFICI

Un altro passo nelle ricerche sull’ambiente non condiviso è l’identificazione dei fattori SPECIFICI che

rendono così diversi i bambini cresciuti nella stessa famiglia. A tale fine bisogna esaminare gli aspetti

dell’ambiente che non vengono condivise da coppie di fratelli, ma sono particolari per ogni bambino.

Tuttavia, anche quando sono specifiche per un bambino, le misure dell’ambiente possono essere

condivise da due bambini della stessa famiglia (vedi divorzio).

Quanto vengono condivise le vocalizzazioni o le manifestazioni affettive materne?

Indagini osservazionali sulle interazioni madre-bambino hanno trovato che le vocalizzazioni

spontanee della madre erano parzialmente equivalenti e costituivano un’esperienza condivisa dai

fratelli.

Al contrario, le correlazioni tra fratelli per le manifestazioni affettive erano minime: esse sono una

potenziale origine di influenze ambientali non condivise.

Altre variabili come l’ordine di nascita dei figli e le differenze di età fra fratelli sono fattori ambientali

non condivisi. Tuttavia, questi fattori rendono conto solamente di una piccola parte delle avariabilità

negli stati comportamentali.

PROGETTO NEAD- Nonshared Environment and Adolescent Development

- Studio con 720 famiglie con due figli (età 10-18 anni)

- Intervista ai genitori e ad entrambi i figli

- Questionari di valutazione dell’ambiente familiare

- Videoregistrazione dell’interazione genitori figli

Risultati

Sulla base dei resoconti dei figli, le correlazioni tra i fratelli sono risultati modeste, sulla base delle

videoregistrazioni le correlazioni delle relazioni genitori-figli sono risultate basse, sulla base dei

resoconti dei genitori i valori delle correlazioni tra fratelli sono risultate più alte. Quindi le percezioni

dei genitori non forniscono dati affidabili per lo studio dei fattori ambientali non condivisi.

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Da tenere in considerazione è che man mano che i bambini crescono le influenze non condivise

derivano da esperienze extra-familiari. Le correlazioni tra queste esperienze va da 0,10 a 0,40 (molto

basse).

IDENTIFICARE AMBIENTI NON CONDIVISI SPECIFICI CHE PREDICONO ESISTI COMPORTAMENTALI

Progetto NEAD mostra come comportamenti genitoriali negativi diretti a uno de figli adolescenti

siano correlati alla presenza di comportamenti antisociali e disturbi depressivi nell’adolescente. Le

associazioni di questo tipo riguardano soprattutto aspetti negativi dei comportamenti dei genitori e

outcome negativi nei figli.

Da numerose metanalisi sulle correlazioni tra esperienze condivise e differenze negli esisti in coppie

di fratelli emerge che: le variabili ambientali non condivise misurate non spiegano una porzione

considerevole della variabilità non condivisa.

Una questione legata agli esisti dell’ambiente non condiviso è la direzione degli effetti: le differenze

negli atteggiamenti negativi dei genitori sono la causa o l’effetto delle differenze tra fratelli in

termini di comportamento antisociale?

Molte delle differenze nei comportamenti dei genitori sarebbero gli effetti e non le cause delle

differenze tra fratelli.

Tali effetti sono in parte legati a fattori genetici, per tale motivo risulta utile includere studi su

gemelli monozigoti e dizigoti, fratelli bilaterali e fratelli non geneticamente correlati.

Pertanto, le differenze nei comportamenti dei genitori riflettono le differenze tra i figli che sono

influenzate geneticamente.

I gemelli monozigoti forniscono un sistema eccellente per verificare la presenza di influenze

ambientali non condivise.

Per fornire un esempio, sono state selezionate coppie di gemelli monozigoti discordanti per diversi

aspetti riscontrati all’età di sette anni. Essi sono stati intervistati e si è scoperto che le ragioni di tali

differenze erano:

1) Esperienze scolastiche negative

2) Atteggiamenti di rifiuto da parte dei compagni

3) Malattie; incidenti; fattori perinatali

Per tali motivi va sottolineato che in generale L’AMBIENTE NON CONDIVISO è LA NORMA NELL’AREA

DELLE SCIENZE COMPORTAMENTALI. Esperienze al di fuori della famiglia sono le fonti più importanti

di influenze ambientali non condivise.

Galton sostiene che l’ambiente non condiviso sia ampiamente dovuto al caso.

Studi longitudinali mostrano come le influenze ambientali non condivise siano età-specifiche

(cambiano con l’età del soggetto).

ANALISI MULTIVARIATA

L’analisi genetica multivariata stima quanto i medesimi fattori genetici e ambientali influenzano

tratti differenti.

La base dell’analisi genetica multivariata è l’analisi della covarianza crociata fra parenti, si valuta,

quindi la covarianza tra il carattere X in un gemello e il carattere Y nell’altro.

La correlazione genetica è indipendente dall’ ereditabilità: è possibile che X e Y siano altamente

ereditabili ma che la loro correlazione genetica sia pari a 0 o viceversa.

Un’altra tecnica statistica utilizzata è l’EREDITABILITA’ BIVARIATA, che fornisce una stima del

contributo dell’influenza genetica alla correlazione fenotipica tra due tratti.

Da porre molta attenzione a questi tre elementi:

INFLUENZE AMBIENTALI CONDIVISE influenze non genetiche che rendono simili i membri di una

famiglia; 11

INFLUENZE AMBIENTALI NON CONDIVISE influenze non genetiche che sono indipendenti per i

membri di una famiglia;

CORRELAZIONE GENETICA misura statistica che indica quanto le influenze genetiche su un carattere

sono correlate con le influenze genetiche su un altro carattere, indipendente dall’ereditabilità dei

due tratti.

CORRELAZIONI E INTERAZIONI tra GENOTIPO e AMBIENTE

Numerose ricerche hanno fornito prove sull’importanza dell’ambiente come fonte di differenze

individuale in tutte le aree del comportamento. Tre delle scoperte più significative della ricerca

genetica nel campo della psicologia riguardano l’ambiente.

- Le influenze ambientali non condivise hanno un ruolo decisamente rilevante nel

determinare le differenze individuali

- Molte misure dell’ambiente utilizzate in psicologia rilevano un’influenze genetica; ciò

significa che le persone creano le loro esperienze in parte per ragioni genetiche

(questo fenomeno è chiamato correlazione genotipo ambiente perché si riferisce alle

esperienze correlate a propensioni genetiche)

- Gli effetti dell’ambiente possono dipendere dai geni e quelle dei geni possono dipendere

dall’ambiente. In questo caso per indicare la sensibilità genetica alle condizioni ambientali si

parla di interazione genotipo-ambiente.

Riguardo l’ambiente vanno ricordati tre dati essenziali:

- Le migliori prove dell’importanza di fattori ambientali derivano da studi di genetica, a volte

i fattori genetici possono contribuire al 50% della varianza; tuttavia l’ereditabilità è

raramente superiore al 50% e il contributo dell’ambiente è raramente inferiore al 50%.

- Nella teoria genetica quantitativa la parola ‘’ambiente’’ include tutte le tipologie di influenze

eccetto l’ereditarietà

- La ricerca genetica ciò che è, non ciò che potrebbe essere

OLTRE L’EREDITABILITA’

Le ricerche di genetica quantitativa vanno oltre l’ereditabilità in 3 modi:

- invece di stimare le influenze genetiche e ambientali sulla varianza di un singolo carattere,

l’analisi genetica multivariata investiga le cause della covarianza fra più caratteri;

- gli studi genetici vanno oltre l’ereditabilità indagando le origini di continuità e cambiamento

nel corso dello sviluppo;

- la genetica del comportamento considera l’interfaccia tra geni e ambiente;

PREMESSA: Breve excursus storico

Galton, ha affermato che i tratti psicologici possono essere ereditati al pari delle caratteristiche

fisiologiche: è stato il padre della genetica del comportamento

Watson, invece ha affermato che le caratteristiche psicologiche dipendono totalmente dalle

interazioni con l’ambiente: non si possono, quindi, secondo lui ereditare talenti, temperamento e

caratteristiche mentali.

A partire da questi contributi si è poi giusti alla posizione attuale riguardo alla genetica del

comportamento: Plomin la definisce come una disciplina che indaga l’interazione fra fattori genetici

e ambientali che agiscono sulle differenze nello sviluppo.

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Al fine di studiare come il CORREDO GENOTIPICO e l’AMBIENTE concorrono nel determinare una

specifica caratteristica psicologica si usano ricerche di tipo correlazionale, cioè si misura il grado un

cui si presenta una somiglianza della caratteristica in coppie di individui che possiedono diversi livelli

di affinità genetica ed affinità ambientale.

CORRELAZIONE GENOTIPO AMBIENTE

Inclinazioni genetiche sono correlate a differenze individuali nelle esperienze, fenomeno noto come

correlazione genotipo-ambient. Le correlazioni genotipo ambiente, descritte come una forma di

controllo genetico dell’esposizione all’ambiente, contribuiscono alla varianza fenotipica per un dato

carattere, ma è difficile determinare QUANTO una misura dell’ambiente è sia l’HOME (Home

Observation for Measurement of the Enviroment) che valuta aspetti dell’ambiente familiare

(responsività dei genitori, disponibilità dei giochi, etc..).

Altre indagini si sono basate sull’uso di questionari che permettono di indagare i processi soggettivi

coinvolti nella percezione dell’ambiente familiare.

Il progetto NEAD ha condotto un’analisi dei contributi genetici in varie misure dell’ambiente

familiare.

È stata rilevata un’influenza genetica significativa per le valutazioni fornite da adolescenti su variabili

composte dagli atteggiamenti POSITIVI o NEGATIVI dei loro genitori. Tra le dimensioni esaminate è

stata riscontrata l’ereditabilità più alta per la misura relativa a intimità e supporto.

Sono state considerate anche le percezioni che i genitori avevano dei propri comportamenti nei

confronti dei figli: le stime dell’ereditabilità sono risultate paragonabili a quelle ottenute per le

valutazioni degli adolescenti.

In questi studi le influenze genetiche sullo stile di parenting derivavano dalla risposta dei genitori a

caratteristiche geneticamente influenzate dei loro figli.

Le influenze genetiche non riguardano soltanto le misure dell’ambiente familiare ma anche su

misure di stress ed eventi di vita, sulle caratteristiche del gruppo dei pari e degli amici ( sia durante

l’infanzia sia durante l’età adulta)

Sulla tendenza ad essere oggetto di bullismo e vittimizzazione da parte dei coetanei.

Altri studi hanno individuato influenze genetiche in misure relative all’ambiente scolastico,

all’ambiente di lavoro, al sostegno sociale, incidenti durante l’infanzia, propensione a guardare Tv,

a sposarsi, alla qualità del matrimonio, rischio di divorzio e , infine all’esposizione a traumi.

TRE TIPOLOGIE DI CORRELAZIONE GENOTIPO-AMBIENTE

1) PASSIVA: i bambini ereditano passivamente dai genitori ambienti familiari che sono correlati

alle loro propensioni genetiche, le componenti genetiche dei genitori agiscono sui figli sia

per trasmissione biologica sia influenzando alcuni aspetti dell’ambiente in cui i figli crescono;

2) EVOCATIVA: gli individui evocano reazioni di altre persone sulla base delle loro propensioni

genetiche;

3) ATTIVA: gli individui selezionano, costruiscono o ricostruiscono esperienze che sono

correlate con le loro propensioni genetiche.

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ESEMPI

1) Per quanto riguarda la correlazione PASSIVA: genitori intelligenti creeranno ambienti più

stimolanti

2) Per quella EVOCATIVA: un bambino che nasce più irritabile susciterà nel suo ambiente

risposte meno positive

3) Ed infine per la correlazione ATTIVA la scelta del gruppo dei compagni durante l’adolescenza

Per fornire un esempio pratico: le abilità musicali

Se l’abilità musicale è ereditabile i bambini musicalmente dotati avranno genitori a loro volta

musicalmente dotati che trasmetteranno al loro figli sia i geni che il giusto ambiente per lo sviluppo

di tali abilità.

I bambini musicalmente dotati possono venire selezionati a scuola dando loro più opportunità

I bambini musicalmente dotati possono creare i propri ambienti musicali selezionando le compagnie

o creandosi proprie esperienze musicali.

Secondo Scarr e McCarteney le forme evocative e attive di correlazione genotipo-ambiente

diventano più importanti quando i bambini incominciano a muoversi in ambienti esterni alla famiglia

e ad avere un ruolo più attivo nella selezione e nella costruzione delle proprie esperienze.

Correlazione genotipo-ambiente

Carattere nei genitori biologici Misura dell’ambiente nella famiglia adottiva

Genetica :

Es. COMPORTAMENTO ANTISOCIALE IN ADOLESCENZA

- il rischio genetico per gli adottati era indicato dalle tendenze antisociali o dall’abuso di droghe dei loro

genitori biologici;

- i bambini con un rischio genetico avevano genitori adottivi che erano più negativi nei loro atteggiamenti

verso i figli rispetto ai genitori adottivi dei bambini di controllo

- questo effetto era influenzato da comportamento antisociale degli adottati

Correlazione tra GENOTIPO e AMBIENTE di tipo EVOCATIVO e ATTIVO

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Il terzo metodo per rilevare correlazioni genotipo -ambiente prevede l’analisi genetica multivariata

della correlazione tra una misura dell’ambiente e un carattere. Tale metodo consente di rilevare

tutte le tipologie di correlazioni. l’analisi genetica multivariata stima il grado in cui gli effetti genetici

su una misura si sovrappongono agli effetti genetici su un’altra misura. La correlazione tra genotipo

ed ambiente è implicita se gli effetti genetici su una misura ambientale si sovrappongono agli effetti

genetici sulla misura di un determinato carattere.

Ciò non significa che i fattori genetici siano più importanti di quelli ambientali nel determinare i percorsi

dello sviluppo individuale

Tuttavia i fattori genetici contribuiscono alla formazione degli ambienti dell’individuo nel suo sviluppo

I fattori genetici operare in sinergia con i fattori ambientali ai fini degli effetti

sullo sviluppo

ESEMPI DI RICERCHE CHE HANNO DIMOSTRATO LA CORRELAZIONE GENOTIPO AMBIENTE

Uno studio sui gemelli ha trovato che l’associazione tra atteggiamenti negativi dei genitori e

comportamento pro sociale dei bambini è in gran parte mediata da fattori genetici.

Durante l’adolescenza analisi multivariate hanno evidenziato un’influenza genetica sulle

correlazioni tra misure dell’ambiente familiare e depressione o comportamento antisociale

nell’ambito del progetto NEAD.

In età adulta le influenze genetiche sulla personalità contribuiscono alle influenze genetiche

sull’atteggiamento verso i figli

Per distinguere CAUESE ED EFFETTI nelle relazioni tra misure ambientali e comportamentali, l’analisi

genetica multivariata può essere combinata con l’ANALISI LONGITUDINALE (atteggiamento negativo

dei genitori e comportamento antisociale sviluppato durante l’adolescenza).

Per chiarire il ruolo svolto da correlazioni genotipo-ambiente evocative, passive ed effetti ambientali

diretti degli STILI GENITORIALI, l’analisi genetica multivariata può essere utilizzata con un approccio

ECOT che combina i metodi degli studi sui figli di gemelli e genitori di gemelli.

La combinazione di strategie diverse permette di ottenere nuove informazioni sulle modalità con

cui geni e ambienti interagiscono. 15

IMPLICAZIONI

La conseguenza più importante dell’identificazione di un contributo genetico a misure ambientali è

che l’esistenza di una correlazione tra una misura dell’ambiente e un tratto comportamentale non

implica necessariamente una causa ambientale. Quello che a prima vista appare come un rischio

ambientale potrebbe in realtà riflettere componenti genetiche.

Ciò non significa che l’esperienza sia interamente pilotata dai geni, ma che la maggior parte della

loro variabilità non è dovuta a cause genetich. D’altra parte, le misure dell’ambiente non possono

essere considerate interamente ambientali.

Infatti, l’approccio più sicuro è quello che pensa che le misure dell’ambiente possono includere

anche effetti genetici.

INTERAZIONE GENOTIPO-AMBIENTE

Se le correlazioni genotipo ambiente riflettono il contributo di componenti genetiche

nell’esposizione agli ambienti, le interazioni genotipo-ambiente riflettono invece la sensibilità o

suscettibilità genetica agli ambienti.

L’effetto dell’ambiente su un fenotipo dipende dal genotipo o viceversa, l’effetto del genotipo su

un fenotipo dipende dall’ambiente.

Quando si considera la VARIANZA DI UN FENOTIPO:

- I geni possono influenzare il fenotipo indipendentemente dagli effetti ambientali

- Gli ambienti influenzano il fenotipo indipendentemente dagli effetti genetici

- Il fenotipo può essere influenzato dalle interazioni tra geni e ambiente

Come le correlazioni genotipo-ambienti, le interazioni genotipo-ambiente contribuiscono alla

varianza fenotipica, ma è difficile stabilire l’entità complessiva del loro apporto.

Interazione genotipo-ambiente: rappresenta la sensibilità genetica, o suscettibilità, agli ambienti

I fattori genetici operare in sinergia con i fattori ambientali ai fini degli effetti

sullo sviluppo

(INTERAZIONE FRA FATTORI GENETICI E FATTORI AMBIENTALI)

A) Studi su animali

Le interazioni genotipo-ambiente sono più facili da studiare in animali da laboratorio, dove sia il

genotipo sia l’ambiente possono essere manipolati.

Studio sui ratti: due linee di ratti sono state selezionate sulla base delle loro capacità di orientarsi in

un labirinto: ratti intelligenti e ratti stupidi. 16

Si è osservato che rispondevano in modo differente all’ambiente arricchito, impoverito o standard,

in cui gli animali venivano allevati.

- L’ ambiente arricchito non aveva alcun effetto sui ratti intelligenti, mentre migliorava le

prestazioni dei ratti stupidi;

- L’ ambiente impoverito non aveva scarso effetto sui ratti stupidi, mentre aveva un effetto

deleterio sui ratti intelligenti.

Si tratta di un’interazione genotipo-ambiente, perché l’influenza esercitata dall’ambiente più o

meno stimolante dipendeva dal genotipo

B) Studi sulle adozioni

È stato rilevato un incremento del rischio di comportamenti criminali in bambini adottati i cui padri

biologici o adottivi avevano problemi con la giustizia. È emersa un’interazione genotipo-ambiente

perché i comportamenti criminali dei padri adottivi erano associati ad un aumento dei

comportamenti criminali dei figli soprattutto quando anche i padri biologici avevano commesso

crimini. Un esempio simile è il DISTURBO DELLA CONDOTTA negli adolescenti: il rischio genetico era

legato ad abuso di sostanze o diagnosi di personalità antisociale nei genitori biologici, quello

ambientale a problemi matrimoniali, legali o psichiatrici nella famiglia adottiva.

Gli adottati ad alto rischio genetico erano più sensibili allo stress dell’ambiente adottivo, al contrario

degli adottati a basso rischio genetico.

C) Studi sui gemelli

Il fenotipo di un gemello può essere utilizzato come indice del rischio genetico dell’altro per

investigare le interazioni con gli ambienti valutati.

Gli effetti di eventi stressanti sullo sviluppo di disturbi depressivi erano maggiori in individui

a rischio genetico di depressione.

Uno studio simile ha trovato che gli effetti dei maltrattamenti fisici sullo sviluppo di problemi

della condotta erano maggiori in bambini ad alto rischio genetico.

D) Studi sul DNA

È lo studio delle relazioni tra il comportamento antisociale in età adulta, i maltrattamenti infantili

e un polimorfismo funzionale nel gene per la monoamminoossidasi A.

La forma più rara del gene, associata a una bassa attività enzimatica, rendeva gli individui

portatori vulnerabili agli affetti dei maltrattamenti subiti durante l’infanzia. Il gene MAOA era

strettamente associato al comportamento antisociale negli individui che in età infantile erano

stati oggetto di gravi maltrattamenti: PRESENZA DI UN’ INTERAZIONE GENOTIPO-AMBIENTE DEL

TIPO DIATESI-STRESS.

L’effetto di un polimorfismo del gene per il trasporto della serotonina sui sintomi depressivi

dipende dal numero degli eventi di vita stressanti.

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DESCRIZIONE APPUNTO

Riassunto completo dell'esame di Ecologia dello sviluppo dei Professori Varin e Bulf. Il riassunto è basato sul frutto di un' attenta rielaborazione di concetti presi in autonomia durante le lezioni, vi è anche l 'integrazione di slide e informazioni del libro consigliato di Plomin: "Genetica del comportamento".
Si possono trovare numerosi esempi riguardanti studi, che facilitano l'apprendimento e lo studio di alcuni argomenti come : ambiente condiviso - non condiviso, ceppi eterogei, incroci F2, studi longitudinali,studi sui gemelli etc.
L'ideale per un preciso ripasso prima dell'esame.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in psicologia dello sviluppo e dei processi educativi (Facoltà di Psicologia e di Scienze della Formazione)
SSD:
Docente: Bulf Herman
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher poppi9491 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Ecologia dello sviluppo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Milano Bicocca - Unimib o del prof Bulf Herman.

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