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1. COS’È IL DIRITTO
Il diritto è innanzitutto una forma di organizzazione sociale.
Secondo Santi Romano il diritto è un ordinamento giuridico
: è un insieme di norme ( normazione
) che può esistere
e funzionare solo se c’è un gruppo umano organizzato (
plurisoggettività
) dotato di un’organizzazione in grado di
produrre regole e farle rispettare (
istituzione
).
Il diritto si divide in diritto oggettivo e diritto soggettivo
: il diritto oggettivo è l’insieme di norme giuridiche,
mentre, il diritto soggettivo è la pretesa di un soggetto nei confronti di altri soggetti, riconosciuta dall’ordinamento
giuridico come pretesa degna di tutela.
Secondo la teoria positivistica esiste solo il diritto oggettivo e si ha un diritto soggettivo solo quando esso è fondato
su una norma giuridica. Con questa teoria vi è però la possibilità di utilizzare il diritto come giustificazione di leggi
contrarie al senso di umanità.
Secondo la teoria giusnaturalistica ogni individuo è titolare di diritti soggettivi a prescindere o meno dall’esistenza
di norme di diritto oggettivo. Il problema di questa teoria è capire chi definisce quali sono i diritti di cui l’individuo è
titolare a prescindere dal diritto oggettivo.
Nel Secondo dopoguerra si è assistito al tentativo di positivizzare il diritto naturale attraverso le Costituzioni
rigide ed i trattati internazionali sui diritti umani.
Il diritto si divide in pubblico e privato. Il diritto pubblico ha per oggetto l’ordinamento giuridico: si occupa delle
norme sulla plurisoggettività (norme sulla cittadinanza), sulle istituzioni e sui rapporti tra Stato e cittadino.
Il diritto privato regola i rapporti tra i soggetti dell’ordinamento assicurando che la loro attività non contrasti
l’interesse generale e la parità tra essi.
I rapporti regolati dal diritto privato sono tendenzialmente rapporti paritari, mentre, i rapporti regolati dal diritto
pubblico sono disuguali perché lo Stato si colloca in una posizione di supremazia.
2. LO STATO E LE SUE FORME
Lo Stato è un’istituzione di carattere politico, sociale e culturale, che esercita il suo potere sovrano su un
determinato territorio e sui soggetti ad esso appartenenti. Gli elementi che caratterizzano lo Stato sono: la sovranità
,
la popolazione ed il territorio
.
La sovranità si divide in sovranità interna e sovranità esterna: la sovranità esterna viene ricondotta alla nozione di
originarietà ed indipendenza
: è sovrano quell’ordinamento che non dipende da nessun altro e che ha la capacità di
escludere ingerenze esterne; la sovranità interna
, invece, si riconduce alla supremazia che l’ordinamento ha nel
porre dei comandi nei confronti dei soggetti dell’ordinamento.
FORME DI STATO
La forma di Stato è il modo attraverso il quale la sovranità si distribuisce rispetto al popolo e al territorio.
All’interno dello Stato autoritario la sovranità è concentrata in un unico soggetto. Nello Stato democratico la
sovranità è distribuita tendenzialmente su tutto il popolo. Nello Stato federale la sovranità è distribuita tra la
Federazione ed i singoli Stati membri (esso si differenzia dalla Conferenza di Stati in quanto i suoi componenti
restano titolari della sovranità).
Nello Stato unitario la sovranità spetta allo Stato centrale (art. 5 “La Repubblica, una e indivisibile”), con la
possibilità di lasciare uno spazio di autonomia per gli enti territoriali, il cosiddetto Stato decentrato . Una particolare
sottospecie dello Stato decentrato è costituita dallo Stato regionale, come quello italiano: in questa forma di Stato l
primo sistema si caratterizza per la prevalenza dei mercati come forma di finanziamento esterno alle imprese:
accanto all'autofinanziamento, il capitale viene raccolto attraverso emissioni di azioni e indebitamento PG
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obbligazionario. I titoli vengono trattati liberamente sul mercato e il loro prezzo rappresenta il più importante
meccanismo per disciplinare il comportamento dell'impresa.alle regioni è riconosciuta la potestà legislativa.
La prima forma di Stato nasce tra il XV e il XVII secolo in Europa in un contesto in cui il potere era organizzato
secondo un sistema feudale
. Il sistema feudale non era una vera e propria forma di Stato poiché i regni medievali
non possedevano nè una sovranità interna e nè una esterna. Inoltre, il popolo ed il territorio erano parte del
patrimonio personale del re e non vi era la distinzione tra diritto pubblico e privato.
L’esigenza di creare uno Stato nacque nel momento in cui si svilupparono commerci e trasporti e nacquero le
esigenze per la guerra moderna. L’unico sistema per il re per far fronte a queste nuove esigenze, fu quello di imporre
dei tributi al popolo: lo Stato moderno nasce proprio intorno al fisco (insieme di funzionari che avevano lo scopo di
assicurare al re che tutto il popolo pagasse e tributi).
Nasce così lo Stato assoluto in cui vi era la concentrazione dei poteri in un unico soggetto. L’investitura era di tipo
divino e dinastico, il sovrano era tale perché figlio del precedente sovrano e per volere divino. L’unico obiettivo
dello Stato assoluto era quello di affermare la potenza e la figura del re.
Durante la fase ascendente dello Stato assoluto, il periodo che coincide con il cosiddetto assolutismo illuminato,
nacque lo Stato di polizia
. Dal greco polis
, questa nuova forma di Stato aveva l'obiettivo di assicurare il benessere
dei sudditi.
A seguito della Rivoluzione francese e con l’affermazione della borghesia, nacque in Europa lo Stato liberale di
diritto
. Con Stato liberale si indica la finalità perseguita dal potere pubblico, mentre con Stato liberale di diritto si
indicano gli strumenti utilizzati.
La finalità di questa nuova forma di Stato era quella di garantire i diritti individuali, tutelandoli dalle ingerenze da
parte del monarca assoluto.
Lo Stato liberale era però uno Stato monoclasse e si basava sul principio della legalità, sulla nozione moderna di
costituzione e sul principio della separazione dei poteri.
1. Secondo il principio di legalità ogni atto dei poteri pubblici deve trovare fondamento in una norma giuridica
già adottata. La legge dello Stato liberale di diritto era caratterizzata dalla generalità e dall'astrattezza,
caratteristiche strettamente collegate al principio di uguaglianza.
2. La Costituzione in senso moderno è un atto giuridico vincolante per tutti i soggetti all’ordinamento che
serve a garantire i diritti e costituisce il fondamento di tutti i poteri.
Il potere costituente è il potere che pone la Costituzione, mentre i poteri costituiti sono i poteri che si
fondano sulla Costituzione e che quindi incontrano i limiti che essa pone. Il potere costituente si manifestava,
ad esempio, attraverso le elezioni dell'Assemblea costituente o attraverso la concessione da parte del
monarca assoluto della Costituzione.
3. Secondo il principio della separazione dei poteri il potere legislativo, esecutivo e giurisdizionale dovevano
appartenere a soggetti diversi. Il potere è il prodotto dell'esercizio di una funzione da parte di un organo,
l'organo è l'insieme di uffici pubblici che svolge un attività a rilevanza esterna e la funzione è un'attività
preordinata ad un fine.
Durante il periodo liberale la funzione legislativa era attribuita al Parlamento e consisteva nel predisporre
norme giuridiche generali ed astratte, la funzione esecutiva apparteneva alla corona e la funzione
giurisdizionale, che si occupava soprattutto della controversia, era svolta dalla magistratura.
Lo Stato liberale cade nel momento in cui vi è l’estensione del suffragio. In Italia con Giolitti nel 1912 il suffragio si
estese al 23% della popolazione e dopo la Seconda guerra mondiale il voto era riconosciuto al 28% della
popolazione. Lo Stato liberale cade per numerosi motivi: innanzitutto, si trattava di uno Stato monoclasse, poiché,
tutelava solo l’interesse della borghesia escludendo così le classi lavoratrici e le donne. In secondo luogo vi era una
vera e propria contraddizione del principio di uguaglianza poiché vi erano numerose disuguaglianze dal punto di PG
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vista sociale, come quella tra uomini e donne. Inoltre, non veniva rispettato il principio della sovranità nazionale.
poiché sia l’elettorato attivo che l’elettorato passivo era circoscritto.
Con l’ingresso delle classi lavoratrici sulla scena politica nacque così uno Stato pluriclasse , il cosiddetto Stato
liberaldemocratico
.
In Germania, in particolare, con la Costituzione di Weimar, vi fu l’estensione del suffragio universale maschile,
l’affermazione del principio di democrazia, la nascita dei partiti di massa ed il riconoscimento dei diritti sociali come
strumento di tutela dei più deboli.
Ma in un clima di scontro tra lavoratori e proprietari questo non bastò. Infatti, lo Stato liberaldemocratico crollò
dopo la Prima guerra mondiale e fu sostituito da forme di Stato autoritario oppure totalitario.
Con queste forme di Stato totalitario si ritorna ad uno ad una forma di Stato simile a quello assoluto. Nello Stato
autoritario vi è la concentrazione del potere nelle mani di un unico soggetto. Nello Stato totalitario i caratteri dello
Stato autoritario sono ancora più accentuati, poiché il sovrano entra in ogni aspetto della vita sociale della
popolazione. Durante questo periodo vi è una falsificazione della legalità poiché continuano ad esistere il
Parlamento e la magistratura, ma svuotati da tutti i loro incarichi.
In Italia nel 1943 con la caduta di Mussolini e del fascismo nasce lo Stato contemporaneo con la finalità principale
di mantenere l’unità in un contesto pluralista. Per fare ciò il potere della maggioranza si sottopone alla Costituzione
e si persegue l’uguaglianza sostanziale.
Lo Stato contemporaneo è uno Stato pluralista, democratico, costituzionale e sociale.
❏ È uno Stato pluralista poiché all’interno dello Stato contemporaneo vi è una pluralità di soggetti diversi tra
di loro. L’art. 2 della Costituzione italiana infatti afferma che: “La Repubblica riconosce e garantisce i diritti
inviolabile dell’uomo sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità”.
❏ Si tratta di uno Stato democratico poiché esiste una corrispondenza tra governati e governanti. Questo è
dato senz’altro dal fatto che i governanti eleggono le forze politiche e successivamente il Presidente della
Repubblica decide a chi dare l’incarico di formare il Governo. In secondo luogo, vi è il rispetto delle
minoranze e delle libere elezioni. Inoltre, le decisioni adottate dalle maggioranze devono passare sotto il
controllo delle minoranze.
❏ È uno Stato costituzionale , poiché è caratterizzato da una Costituzione rigida, cioè una Costituzione che si
pone al di sopra di tutte le altre fonti. La supremazia della Costituzione è data da due garanzie principali: la
giustizia costituzionale ed il procedimento aggravato di revisione costituzionale.
❏ È anche uno Stato sociale poiché il suo fine è quello di raggiungere l’uguaglianza sostanziale.
L’uguaglianza formale vuol dire che tutti i soggetti sono uguali davanti la legge e devono essere trattati
nello stesso modo. L’
uguaglianza sostanziale
, indica l’obiettivo dello Stato di rimuovere le differenze che
ostacolano il raggiungimento dell’uguaglianza formale.
3. ORDINAMENTI INTERNAZIONALI E SOVRANAZIONALI
A partire dal secondo dopoguerra si è assistito ad una messa in discussione della sovranità esterna. L’
art. 11 della
Costituzione italiana dopo aver affermato che l’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa e come mezzo di
risoluzione delle controversie tra le Nazioni, afferma che consente le limitazioni della propria sovranità in condizioni
di parità tra con gli altri Stati per garantire la pace la giustizia tra le nazioni. Inoltre, afferma, che l’Italia promuove
le organizzazioni internazionali volte a questo scopo.
Le organizzazioni internazionali si dividono in due categorie: quelle a carattere mondiale come l’ONU e quelle a
carattere regionale come l’Unione Europea. PG
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L’ONU
L’
ONU è un’organizzazione di tipo politico il cui compito è quello di mantenere la pace e la sicurezza
internazionale, sviluppare le relazioni fra le Nazioni e promuovere il rispetto dei diritti umani. Ogni Stato membro è
rappresentato nell’
Assemblea generale il cui compito principale è quello di produrre raccomandazioni, poiché
l’ONU non ha un potere legislativo.
Nel Consiglio di sicurezza siedono solo 15 Stati membri (di cui Cina, Francia, Russia e USA in maniera
permanente) e rappresenta l’organo esecutivo.
Il Consiglio economico e sociale si occupa dell’attività economica e sociale dell’ONU.
La Corte internazionale di giustizia è l’organo arbitrale dell’ONU, in cui i giudici deliberano sulle controversie fra
Stati.
Un altro organo importante a livello internazionale è la Corte penale internazionale che dal 2002 accoglie giudizi
ad esso sottoposti dai governi firmatari e dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.
L’UNIONE EUROPEA
Il 18 marzo del 1951 a Parigi viene stipulato un trattato che stabilisce la nascita della CECA (Comunità europea
del carbone e dell'acciaio), u
n’
unione di industrie del carbone e dell'acciaio. Di questa comunità facevano parte la
Germania, i Paesi Bassi. il Lussemburgo, l'Italia. la Francia ed il Belgio.
Con questa comunità vengono aboliti i dazi per quanto riguarda il commercio dei prodotti e tutti i lavoratori
impegnati in queste industrie potevano circolare liberamente.
Nel 1957 a Roma vengono stipulati due trattati istitutivi: una riguardante l
'energia atomica e un'altro riguardante e
la creazione della CEE (
Comunità economica europea) con lo scopo di omologare i settori dell'agricoltura, dei
trasporti e dei commerci.
Nel 1990 viene stipulato il Trattato di Schengen
, un trattato che prevede un mercato unico cioè la libera
circolazione delle merci. dei capitali, dei servizi e dei cittadini europei.
Nel 1992 abbiamo il Trattato di Maastricht che prevede la sostituzione della CEE in UE
, stabilendo una politica
sociale, estera e di sicurezza comune. Prevede inoltre l’entrata in vigore di una moneta unica
.
Oggi i Paesi dell’Europa occidentale che non fanno parte dell'UE sono: Gran Bretagna, Ucraina, Malta, Cipro,
Svizzera e Norvegia per quanto riguarda l'Europa.
Le principali istituzioni dell’Unione Europea sono: il Parlamento europeo, il Consiglio europeo, la Commissione
europea ed il Consiglio dell'Unione europea.
Il Parlamento europeo rappresenta la voce del popolo poiché è l'unica istituzione ad essere eletta direttamente dai
cittadini dell'Unione. Il Parlamento europeo esercita la funzione legislativa dell'Unione europea assieme al Consiglio
dell'Unione europea. Esso è composto da 750 deputati più il Presidente e dal 1979 viene eletto direttamente ogni
cinque anni a suffragio universale.
Il Parlamento partecipa inoltre alla procedura di approvazione del bilancio dell'UE ed elegge il Presidente della
Commissione. L'attuale Presidente del Parlamento europeo è David Maria Sassoli.
Il Parlamento europeo dispone di tre sedi: Bruxelles, Strasburgo e Lussemburgo.
Il Consiglio europeo è un organismo che definisce le priorità e gli indirizzi politici dell'Unione europea.
Rappresenta gli Stati membri e comprende i capi di Stato o di Governo degli Stati membri dell'UE, con il Presidente
del Consiglio europeo ed il presidente della Commissione europea.
Il suo presidente è Charles Michel ed il suo mandato ha una durata di due anni e mezzo.
La Commissione europea è l’organo esecutivo e promotrice del processo legislativo dell’Unione. È composta da
un delegato per ogni Stato membro dell'Unione europea (detto Commissario) ed a ciascun di essi è richiesta la
massima indipendenza dal Governo nazionale che lo ha delegato. L’attuale presidente di questo organo è Ursula von
der Leyen. PG
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ll Consiglio dell'Unione europea detiene - insieme col Parlamento europeo - il potere legislativo nell'ambito
dell'Unione europea.
ll Consiglio è composto da un rappresentante di ciascuno Stato membro scelto in funzione della materia oggetto di
trattazione.
Diverso da questi organi è il Consiglio d'Europa che ha lo scopo di promuovere il processo economico e di tutelare
i diritti umani. Oggi è composto da 47 Stati membri (27 dei quali fanno parte dell’UE).
Il principale strumento operativo del Consiglio d'Europa è la Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti
dell'uomo e delle libertà fondamentali (CEDU)
, firmata Roma nel 1950. La convenzione è il primo strumento di
diritto internazionale che consente agli Stati e al singolo individuo di fare ricorso contro uno Stato firmatario per
violazione dei diritti sanciti da essa.
L’organo competente a giudicare è la Corte europea dei diritti dell'uomo
, che ha il potere di condannare lo Stato a
risarcire il danneggiato.
4. FONTI DEL DIRITTO: CONSIDERAZIONI GENERALI
Le fonti del diritto sono quei meccanismi che pongono in essere le regole giuridiche. Esse si dividono in: fonti di
produzione, fonti sulla produzione e fonti di cognizione.
Le fonti di produzione pongono in essere nuove regole che devono essere rispettate. Le fonti sulla produzione
riguardano i meccanismi
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