Diritto penale
Teoria della pena
General-preventiva (intimidatoria): far capire ai consociati quali sono le conseguenze nel caso si commetta un determinato reato. Condivisa da Antolisei.
Special-preventiva e di ammonimento: fare in modo che l'agente non compia più in futuro altri reati. Collegate all’idea passata del reato come peccato.
Retributiva: castigare l'agente per il male che ha causato, ricompensandolo con altro male.
Emenda: migliorare, correggere, rieducare l'agente.
Dell’espiazione: purificare lo spirito dell’agente; la sofferenza purifica.
Principi alla base del diritto penale
Principio di offensività: non vi può essere reato senza offesa (danno o pericolo) a un bene giuridico protetto dalla norma incriminatrice.
Principio di colpevolezza: tale offesa deve essere personalmente rimproverabile al suo autore.
Principio della personalità della responsabilità penale: articolo 27 della Costituzione.
Principio di eguaglianza-ragionevolezza: articolo 3 della Costituzione; tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali di fronte alla legge.
Principio di proporzione: la pena deve essere proporzionata all’offesa. Se viene percepita come ingiusta può assolvere alla sua funzione di intimidazione e ammonimento?
Principio di sussidiarietà: lo Stato ricorre alla pena come ultima ratio. Collegamento con la depenalizzazione a partire dal 1967; reati trasformati in illeciti amministrativi, ad esempio, violazioni in materia di circolazione stradale come la sosta vietata. Collegamento con il carattere inviolabile della libertà personale.
Principio di legalità
Nullum crimen sine lege. Nulla pena sine lege. Il principio di legalità stabilisce che reati, pene e misure di sicurezza devono essere previsti dalla “legge”, esigenza di certezza e garanzia per proteggere il cittadino da eventuali arbitri del potere esecutivo e giudiziario.
Il termine legge rimanda a quello di riserva di legge:
- Articolo 1 del codice penale per reati e pene.
- Articolo 199 del codice penale per misure di sicurezza.
- Articolo 14 delle preleggi.
- Articolo 25 della Costituzione.
Nel codice penale, a differenza della Costituzione, è presente l’avverbio “espressamente”, per la volontà di essere più pregnante.
Riserva di legge
È in senso formale (quindi solo legge formale del Parlamento) o in senso materiale (oltre a legge formale anche atti aventi forza di legge)?
Secondo Marinucci: solo in senso formale. Secondo il prof. D’agostino: in senso materiale, quindi anche decreti legge e decreti legislativi, poiché il decreto legge, una volta convertito, è incorporato in legge formale e il decreto legislativo richiede che il Parlamento detti all'esecutivo principi e criteri direttivi.
Prassi: ampio ricorso a decreti legge prima del divieto di reiterazione imposto dalla Corte Costituzionale nel 1996, ma anche dopo, seppur in misura minore.
Rapporto con fonti di rango inferiore
La riserva di legge deve essere assoluta (quindi nessun ricorso a fonti di rango inferiore) o relativa (quindi ricorso a fonti di rango inferiore)?
Norme penali in bianco: norme che, per l'individuazione del precetto, fanno riferimento a fonti di rango inferiore, come l'articolo 640 del codice penale.
Non bisogna confondere norme penali in bianco con elementi normativi. Per quanto riguarda la norma sul furto, per comprendere cosa si intende con “cosa mobile altrui”, bisogna fare riferimento a nozioni civilistiche.
In due casi si può fare ricorso a tipi di fonti di rango inferiore:
- Atti dell’esecutivo generali e astratti (ad es. regolamenti ministeriali), solo per integrazione tecnica, riserva di legge tendenzialmente assoluta.
- Classi di provvedimenti la cui inosservanza viene punita, come l'articolo 650 del codice penale.
Principio di tassatività e determinatezza
Principio di tassatività e determinatezza: la norma deve essere chiara e precisa.
Casi di indeterminatezza: clausole generali come “cagionare”.
Definizioni legislative: quando un articolo è in combinato disposto con un altro, come il 357 del codice penale che rimanda al 314 del codice penale.
Imprecisione su cornice edittale: non determinato massimo della pena.
Divieto di analogia in malam partem
Meccanismo dell’analogia: si hanno due casi simili, uno disciplinato, l’altro no. Si estende la disciplina del primo sul secondo.
Nel diritto penale, divieto di analogia in malam partem: articolo 14 delle preleggi, per cui le leggi penali non si possono applicare oltre i casi e i tempi previsti. È possibile però un'analogia in bonam partem.
Divieto di retroattività della legge penale sfavorevole
Articolo 2, comma 1 del codice penale: divieto di retroattività della legge penale sfavorevole; nessuno può essere punito per un fatto che, all’epoca della commissione, non costituiva reato.
Articolo 2, comma 2 del codice penale: retroattività della legge favorevole, si ha in due ipotesi:
-
Abolizione del reato: il soggetto commette un fatto che, all’epoca della commissione, costituisce reato; successivamente entra in vigore una nuova norma penale che abolisce il reato.
- Se non vi è ancora una sentenza di condanna definitiva: assoluzione.
- Se vi è già sentenza di condanna definitiva: si estinguono pene principali, pene accessorie ed effetti penali della condanna.
- Successione di leggi penali favorevoli: se entra in vigore una nuova norma penale più favorevole, si applica retroattivamente a patto che non ci sia ancora stata sentenza definitiva di condanna. Se la nuova norma penale prevede pena pecuniaria al posto di quella detentiva e c’è già stata sentenza di condanna definitiva, si converte la pena detentiva in pena pecuniaria. Non si applica a leggi eccezionali (leggi emanate per fronteggiare calamità, epidemie, ecc.) e leggi temporanee (leggi che prevedono un termine). All’inizio non si applicava alle leggi tributarie perché si volevano comunque riscuotere tributi, poi la cosa è cambiata.
Abrogatio sine abolitione: abrogato articolo che puniva omicidio d’onore; dopo l'abrogazione, l’omicidio (anche se d’onore) rientra nel 575.
DL convertito o non convertito
Soggetto commette reato:
- DL favorevole, DL convertito: DL si applica.
- DL sfavorevole, DL convertito: DL non si applica.
- DL sfavorevole, soggetto commette reato (sapendo le dure conseguenze), DL convertito: DL si applica.
- DL favorevole, soggetto commette reato, DL convertito: DL si applica.
- DL favorevole o sfavorevole, DL non convertito: DL non si applica.
- DL sfavorevole, soggetto commette reato, DL non convertito: DL non si applica.
- DL favorevole, soggetto commette reato, DL non convertito: DL si applica.
Momento in cui reato si considera commesso
Teoria dell’attività: reato commesso quando si pone in essere azione o omissione.
Teoria dell’evento: reato commesso quando l'evento si verifica (risultato esteriore della condotta).
Teoria mista: reato commesso quando si agisce o si omette di compiere azione doverosa e quando l'evento si verifica.
Legge penale italiana
La legge penale italiana si applica a tutti i reati commessi nel territorio dello Stato, in base al principio della territorialità.
Reato commesso nel territorio dello Stato: quando nel territorio dello Stato:
- O viene posta in essere, in tutto o in parte, azione od omissione.
- O si verifica l'evento.
La legge penale italiana obbliga tutti coloro che si trovano nel territorio dello Stato, secondo il principio dell’obbligatorietà.
Il territorio dello Stato comprende tutto il territorio della Repubblica dove lo Stato esercita la sua sovranità:
- Suolo dello Stato.
- Sottosuolo, fin dove l’uomo può ricavarne utilità.
- Acque interne.
- Lido del mare.
- Mare territoriale, 12 miglia marine dalla costa.
- Spazio aereo nazionale, che passa sopra il suolo dello Stato e il mare territoriale.
Parte dell'azione
A vuole uccidere B somministrandogli del veleno poco per volta. A incomincia a somministrare il veleno in Francia per poi finire di somministrarlo in Italia: legge penale italiana.
Evento
A investe colposamente B in Francia. B viene trasportato al pronto soccorso di Cuneo dove muore: legge penale italiana.
Estradizione
Lo Stato chiede a un altro Stato di consegnargli un soggetto per farlo processare o per fargli scontare la pena.
Estradizione attiva: quando è lo Stato italiano a richiedere la consegna.
Estradizione passiva: quando invece è lo Stato italiano a ricevere la richiesta.
Condizioni
- Doppia incriminazione: il fatto deve costituire reato per entrambi gli Stati.
- Non deve esserci divieto di estradizione in base a convenzioni internazionali.
- Principio di specialità: il soggetto deve essere processato o punito solo per il reato oggetto della richiesta di estradizione.
Immunità
Cause di esclusione della punibilità
Possono derivare da diritto pubblico interno o da diritto internazionale.
- Presidente della Repubblica: nell’esercizio delle sue funzioni risponde solo di alto tradimento e attentato alla Costituzione.
- Presidente del Consiglio e ministri: devono essere giudicati dal Tribunale dei Ministri (sezione della magistratura ordinaria) per i reati commessi nell’esercizio delle loro funzioni con autorizzazione a procedere di una delle due aule.
Parlamentari:
- Insindacabilità: non rispondono per opinioni e voti espressi nell’esercizio delle loro funzioni.
- Inviolabilità: valida solo per il periodo in cui il parlamentare è in carica. Bisogna richiedere autorizzazione a procedere all'aula di appartenenza per perquisizione personale o domiciliare, limitazione o privazioni di libertà personale, intercettazioni, a meno che non sia esecuzione di sentenza definitiva di condanna o non sia colto in flagranza.
Elementi costitutivi del reato
Teoria quadripartita
- Fatto: condotta, azione o omissione, offesa a un bene giuridico.
- Antigiuridicità: contraddizione tra fatto e ordinamento giuridico.
- Colpevolezza
- Punibilità
Fatto
Quando si parla di fatto, si parla di condotta.
La condotta può consistere in azione (reati commissivi) od omissione (reati omissivi).
Reati commissivi:
- A forma vincolata: l'azione deve essere compiuta con determinata modalità, ad esempio, truffa con artifizi o raggiri.
- A forma libera: l'azione può essere compiuta con qualsiasi modalità, ad esempio, omicidio “cagionare”.
Reati commissivi di evento: omicidio.
Reati commissivi di mera condotta: violazione di domicilio.
Reati omissivi di mera condotta: omissione di soccorso.
Nesso causale
Tra condotta ed evento, quando sussiste il nesso causale?
Teoria condizionalistica (conditio sine qua non): l'evento si verifica a determinate condizioni. Se la condotta costituisce anche solo una sola di queste condizioni, esiste il nesso causale. Per capirlo, si procede con il meccanismo di eliminazione mentale: se, eliminando la condotta, l’evento non si sarebbe verificato, sulla base di leggi scientifiche, allora esiste il nesso causale.
A spara a B; B viene caricato su un'ambulanza; l'ambulanza è coinvolta in un incidente; B muore a causa dell’incidente. Esiste il nesso causale tra la condotta di A e l'evento morte di B.
Rischio di considerare collegate condotte remote che non c’entrerebbero nulla, ad esempio, se la madre di A non avesse messo al mondo A, l’evento morte di B non si sarebbe verificato.
Sussunzione sotto leggi scientifiche: una legge scientifica è un enunciato che esprime la successione regolare di accadimenti frutto dell’osservazione sistematica ed empirica della realtà fisica e psichica. Le leggi universali stabiliscono che a una determinata condotta si accompagna sempre un determinato evento; le leggi statistiche stabiliscono che a una determinata condotta si accompagna, con un alto grado di probabilità, un determinato evento.
Teoria della causalità adeguata (id quod plerumque accidit, come normalmente vanno le cose): esiste il nesso se l'evento è conseguenza normale o perlomeno non improbabile della condotta. Rischio di non trovare mai il nesso.
Teoria della causalità umana (teoria dell’Antolisei): non esiste il nesso se l'evento è conseguenza eccezionale, rarissima e al di fuori del dominio dell’uomo.
A picchia B; B viene portato all’ospedale; incendio in ospedale; B muore a causa dell’incendio; non esiste il nesso tra la condotta di A e l'evento morte di B.
Articolo 41 del codice penale
Comma 1: cause sopravvenute non escludono il nesso.
A ferisce B con un coltello; B muore per dissanguamento in quanto assume anticoagulanti; il nesso non è escluso.
Comma 2: cause sopravvenute da sole sufficienti a causare l'evento escludono il nesso.
A mette una bomba in casa di B; prima che la bomba scoppi, B ha un infarto e muore; l'infarto da solo è sufficiente a determinare la morte.
Offesa
L'offesa può consistere in danno o pericolo.
Reati di danno: omicidio, si distrugge il bene “vita”.
Reati di pericolo concreto: strage, accertare nel caso concreto se vi è stata effettiva messa in pericolo del bene “incolumità pubblica”.
Reati di pericolo astratto: scarichi di acque reflue industriali senza autorizzazione; punita la condotta in sé che si presume costituisca pericolo.
Altri tipi di reati
- Reati comuni: possono essere commessi da chiunque, ad esempio, omicidio.
- Reati propri: possono essere commessi solo da chi possiede determinate qualità o riveste una determinata posizione, ad esempio, infanticidio può essere commesso solo dalla madre.
- Reati monosoggettivi: possono essere compiuti da un solo soggetto, ad esempio, omicidio.
- Reati necessariamente plurisoggettivi: bigamia.
- Reati istantanei: omicidio.
- Reati permanenti: sequestro di persona, in cui permane nel tempo la condotta antigiuridica della privazione della libertà personale.
- Reati abituali: maltrattamenti contro familiari e conviventi, in cui si richiede la ripetizione nel tempo di più azioni tipiche.
- Reati monoffensivi: omicidio.
- Reati plurioffensivi: rapina, offende beni “vita” e “patrimonio”.
- Reati di possesso: possesso di monete falsificate.
- Reati di sospetto: detenzione di chiavi o grimaldelli.
- Reati che richiedono il compimento di più azioni: furto, sottrazione + impossessamento.
- Reati che richiedono la reiterazione: maltrattamenti contro familiari e conviventi.
Beni giuridici
- Individuali: vita.
- Collettivi istituzionali: integrità del territorio.
- Collettivi a titolarità diffusa: ambiente.
- Strumentali: acqua e aria.
Reati omissivi propri e impropri
Reati omissivi propri: previsti da specifica norma incriminatrice, ad esempio, omissione di soccorso.
Reati omissivi impropri: non previsti da specifica norma incriminatrice, ma in combinato disposto con l'articolo 40 del codice penale, comma 2. Non impedire un evento che si ha obbligo giuridico di impedire equivale a cagionarlo.
Esempio: un bagnino ricopre una posizione di garanzia, è sul posto di lavoro ma è distratto perché sta parlando con delle bagnanti, non vede un bambino che sta affogando e il bambino muore. Si tratta di omicidio colposo mediante omissione.
Esempio: un casellante ha l'obbligo giuridico di abbassare la sbarra, si addormenta e non lo fa, si verifica uno scontro tra un treno e un pullman. Si tratta di disastro ferroviario colposo mediante omissione.
Cause di giustificazione o scriminanti o cause di esclusione dell’antigiuridicità
Cause di giustificazione: circostanze che eliminano l’antigiuridicità, rendendo il fatto lecito. Si trovano in qualsiasi luogo dell’ordinamento, ad esempio, la legittima difesa è presente anche nel codice civile, quindi non sono norme penali. Sono applicate se oggettivamente esistenti.
Erronea supposizione di commettere il fatto in presenza di una causa di giustificazione
Esempio: una donna viene avvicinata da un uomo, crede stia per essere aggredita e tira un calcio all’uomo. Se al posto suo chiunque si sarebbe reso conto che quell’uomo voleva solo delle informazioni, si tratta di lesioni personali colpose.
Consenso dell’avente diritto (articolo 50 del codice penale)
Non è punibile chi lede o pone in pericolo un diritto se ha avuto il consenso da chi può disporre validamente di tale diritto.
Diritti disponibili:
- Diritti patrimoniali: esempio, conferire alla mia vicina la facoltà di entrare in casa mia una volta al giorno per dare da mangiare al gatto durante la mia assenza per motivi di lavoro.
- Diritti personalissimi: posso concedere a terzi il diritto di trattare i miei dati personali.
Per la libertà personale, non conta il consenso in caso di riduzione o mantenimento in schiavitù o servitù.
Per l'integrità fisica, ognuno può decidere di donare sangue o midollo (che si riproducono), ma per quanto riguarda organi non autoriproducibili? Attualmente è possibile donare un rene, parti di fegato, polmone, pancreas, intestino, e attuare opere di sterilizzazione (vasectomia e ovariectomia).
Diritti indisponibili: incolumità pubblica.
La vita è disponibile o indisponibile? Per il nostro codice penale, la vita è indisponibile, come testimonia la norma che punisce l'omicidio del consenziente. Con gli anni si è affermato il diritto di autodeterminazione terapeutica medico-chirurgica, il diritto di poter vivere le fasi finali della propria esistenza secondo il proprio canone di dignità umana, scegliendo di non curarsi permettendo alla malattia di seguire il suo corso naturale. Questo è diverso dall'eutanasia, che è un comportamento che abbrevia la vita.
La Costituzione parla di dignità umana, del fatto che nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario.
Nel 2017, è stata emanata una legge in materia di consenso libero e informato e di disposizioni anticipate di trattamento (DAT).
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