DIRITTO INTERNAZIONALE
= ‘’diritto della comunità degli Stati’’ che si rivolge ad essi e per essi crea diritti e obblighi
diritto internazionale privato: siamo al di sotto dello Stato nell’ambito
dell’ordinamento statale. È formato dalle norme statali che delimitano il diritto privato
di uno stato stabilendo quando esso va applicato e invece quando i giudici sono tenuti
ad applicare norme di diritto privato straniere
diritto internazionale pubblico: tende a regolare anche i rapporti interni allo stato
ed anche rapporti oggetto del diritto privato , lo stato ha l’obbligo d tradurre le norme
internazionali che di sili rapporti si occupano in norme interne
diritto generale:
Funzione normativa : - norme di consuetudine formatesi con l’uso di
esse e vincolate a tutti gli stati
diritto particolare:
- accordi = sono numerosi e regolano i
rapporti di vita sociale. Al di sotto degli accordi si trovano le fonti previste da
accordi/fonti di terzo grado, in esse si collocano molti degli atti delle organizzazioni
internazionali, esse si servono delle raccomandazione
Funzione di accertamento giudiziario: nelle comunità internazionale
ha carattere arbitrale poggia sull’accordo tra le parti, accordo
diretto a sottoporre una controversia ad un determinato giudice
Funzione di attuazione coattiva: autotutela > essenziale, una
corretta applicazione del DI è alla base di sani rapporti diplomatici
SOGGETTI DEL DIRITTO INTERNAZIONALE
STATO = soggetto più antico e importante > stato-organizzazione insieme di
governanti e degli organi che esercitano il potere ed è il soggetto del diritto
internazionale vs stato-comunità comunità su una parte del territorio sottoposta a
leggi che la tengono unita. Tutti gli organi dello stato partecipano alla formazione della
volontà.
Affinché uno stato sia soggetto del DI deve essere effettivo (= capacità di governare
un territorio e la popolazione ivi stanziata > casi in cui la soggettività è dubbia per
governi in esilio, comitati di liberazione nazionale con
mancanza di effettività: sedi ,
all’estero > OLP e sentenza cassazione, accordi Palestina e Israele, Fronte Polisario
stati falliti) e indipendente (= capacità di governare senza dipendere da un altro Stato
stati federali non sono
> è formale perché l’assoluta indipendenza non esiste:
indipendenti, nemmeno i governi fantoccio, caso del Kosovo: dichiarazione di
indipendenza e sentenza della corte internazionale di giustizia) > non esistono altri
requisiti
Riconoscimento = non è un elemento costitutivo della soggettività. Esempi:
1991, Dichiarazione di Bruxelles sugli Stati sorti dalla disgregazione dell’ex
blocco sovietico. Riconoscimento de iure (=) e de facto (=)
Gli insorti possono dare vita ad uno Stato se controllano effettivamente un
territorio > Rilevante è l’applicazione delle norme di diritto umanitario
(protezione dei diritti civili durante i conflitti) > gli insorti possono stipulare
accordi sulle modalità di conduzione delle ostilità e sul cessate il fuoco
Il territorio di uno stato può subire diverse vicende (dividersi)
INDIVIDUI = hanno una soggettività limitata. A favore della soggettività ci sono:
norme internazionali a tutela dei diritti umani, potere di azione davanti ad alcuni organi
internazionali, alcune norme emanate da organizzazioni internazionali indirizzate agli
individui, crimini internazionali > è vero che in molti casi questi diritti senza gli Stati
non potrebbero essere rispettati ( le minoranze e le popolazioni indigene non sono
soggetti) può ricorrere al proprio diritto. Sono i destinatari delle norme
consuetudinarie
Il popolo = ha senso solo nel contesto di un diritto ben preciso: il diritto di
autodeterminazione dei popoli. Norma di ius cogens (inderogabile) si consolida negli
anni ‘60/’70 e non è retroattiva = si applica ai popoli sottoposti a dominio straniero 1
(autodeterminazione esterna): dominio coloniale, territori occupati con forza, diritto di
rendersi indipendenti o associarsi ad un altro stato:
-applicato nei casi in cui il governo straniero interviene su un
territorio ‘’invitato’’ da un governo locale che a sua volta sta opprimendo una
popolazione (ex presenza URSS in Afghanistan)
- competenza dell’assemblea generale delle Nazioni Unite
- in generale il principio di autodeterminazione deve coordinarsi e bilanciarsi con
quelli di integrità territoriale > diritto internazionale tutela anche l’integrità dello stato
> l’autodeterminazione non legittima qualsiasi pretesa
- quello che giuridicamente non esiste è l’autodeterminazione interna (vd caso
tribunale internazionale dei popoli) > è un dovere degli stati
Organizzazioni internazionali (OI) = sono soggetti se hanno una struttura
funzionale ai propri obiettivi e possono entrare in relazione con altri soggetti (non
confondere con ONG)
SOGGETTI ATIPICI
Santa Sede = lo Stato della Città del Vaticano è distinto, ma costituisce il territorio su
potere di concludere accordi)
cui la SS esplica potere (esempio:
Ordine di Malta = ordine che svolge attività di tipo sanitario/assistenziale e attività
diplomatica (soggettività dubbia)
FONTI DEL DIRITTO INTERNAZIONALE
La consuetudine = fonte non scritta a portata generale. Ha due elementi costitutivi:
1. Prassi/ diuturnitas= comportamento ripetuto nel tempo,
2. Opinio iuris sive necessitatis = convincimento della
obbligatorietà e doverosità sociale. Esso fa una differenza fra una
norma e un atto di cortesia, permette di capire se un trattato
conferma una consuetudine esistente oppure contribuisce a
crearla, se un comportamento viola una norma esistente oppure
se la norma sta cambiando:
- non esiste un tempo di formazione predefinito, ma le
consuetudini ‘’istantanee’’ sono da escludersi perché manca la
stabilità
- tutti gli atti di Stato contribuiscono a formare la consuetudine,
soprattutto la giurisprudenza interna (immunità, rapporti di lavoro
etc)
- la consuetudine si applica a tutti gli Stati, anche quelli che non
hanno contribuito a formarlo, ma il numero degli obiettori è
rilevante
- la rilevanza delle Dichiarazioni dell’Assemblea Generale delle NU
ai fini della formazione della consuetudine è limitata > tuttavia gli
atti delle OI possono contribuire a questo processo
- le consuetudini particolari vincolano una cerchia ristretta di stati
(es. prassi che modificano le disposizioni di un trattato di
cooperazione regionale) > in questi casi è sufficiente che la
maggior parte degli Stati di quel gruppo segua la norma
- applicazione per analogia (es. norme sulla navigazione marittima
applicate alla navigazione aerea)
>>> proprio perché è così difficile rilevare la consuetudine la
Commissione di diritto internazionale ha adottato della ‘’
conclusioni’’ (testo su moodle) = lo scopo è quello di guidare colui
che deve applicare la consuetudine al processo tramite cui capisco
se una data norma esiste. 2
Principi generali di diritto riconosciuti dalle nazioni civili > utili ad affermare nuove
norme consuetudinarie in materia di diritti umani, in questo caso il ruolo va al di là del
colmare le lacune. Molto usati dai tribunali penali internazionali
Principi costituzionali > es. libertà nei mari. Secondo alcuni sarebbero al di sopra
della consuetudine perché imposti dalle ‘’forze prevalenti’’ nella comunità
internazionale. Conforti non accetta la teoria perché può dare luogo ad abusi. La prassi
nella maggior parte degli Stati deve essere sempre presente
Equità > comune sentimento del giusto e dell’ingiusto. Due ipotesi accettate: 1- equità
come ausilio interpretativo / 2- un tribunale internazionale giudica secondo equità. Due
ipotesi respinte: 1- equità contro la legge / 2- equità come strumento per colmare le
lacune di diritto internazionale. Secondo Conforti l’equità rileva soprattutto nella fase
della formazione della norma, è sorta di opinio iuris (es. delimitazione territorio)
La codificazione della consuetudine > codificare significa fissa in forma scritta la
è compito dell’Assemblea Generale, che lo ha
consuetudine. Art 13 carta ONU:
delegato alla Commissione del diritto internazionale (CDI) (es. diritto dei trattati, diritto
del mare). Molta cautela nell’applicare le convenzioni di codifica a Stati che non la
ratificano, soprattutto perché c’è anche una parte di sviluppo progressivo. L’interprete
dovrà sempre verificare se le norme corrispondono davvero alla consuetudine vigente
in quel momento. Ma cosa succede se la consuetudine muta? = avviene il ‘’ricambio
della norma’’ ovvero si applica la nuova norma consuetudinaria. Ma questo vale solo
per gli stati che hanno ratificato la convenzione perché per gli altri il problema non si
pone
Dichiarazione dell’Assemblea Generale delle NU > non sono vincolanti. Questo vale
anche per le dichiarazioni importanti (es. dichiarazione universale dei diritti dell’uomo).
Ma esse sono importanti per ricostruire la prassi degli Stati, soprattutto se adottate ad
ampia maggioranza. Sono vincolanti solo se il testo equipara l’osservanza della
Dichiarazione a quella della Carta NU, oppure se si equipara la violazione ella
Dichiarazione a quella del diritto internazionale
I TRATTATI
Carta o statuto = per i trattati istitutivi di organizzazioni internazionali
Scambio di note = scambio di note diplomatiche
Fanno parte del diritto particolare
Trattati normativi unici accordi produttivi di vere norme giuridiche hanno un
contenuto che regolano la condotta di un numero rilevante di stati (accordi di
codificazione, accordi istitutivi, rinuncia di guerra..)
Trattati legge fonti di diritti e di obblighi, ovvero rapporti giuridici e non norme
(accordi commerciali, trattati di alleanza)
Norme materiali disciplinano direttamente i rapporti tra destinatari imponendo
obblighi o attribuendo diritti VS norme strumentali si limitano ad istituire fonti per
la creazione di ulteriori norme come i trattati di organizzazioni internazionali
Convenzione di Vienna e il diritto dei trattati
I diritti dei trattati nascono alla Convenzione di Vienna nel 1969 che si occupa degli
accordi stipulati tra stati.
Il trattato può essere realizzato all’istante oppure può avere procedure complicate, può
essere scritto o orale, può essere consegnato in un documento ad hoc oppure può
essere un processo verbale è necessario però che emerga la volontà di obbligarsi e
che la volontà degli stati sia unanime
Procedimento:
3
Negoziazione
1. viene condotta dai plenipotenziari, che sono organi del potere
esecutivo (capo di stato, capo del governo, ministri degli esteri, capi delle
missioni diplomatiche). Questa fase è più complessa più sono numerosi gli stati
che partecipano e più è importante la materia da trattare (trattati di pace). La
votazione avviene per unanimità o a maggioranza (2/3) a volte però si possono
combinare
Firma
2. la chiusura del trattato avviene con la firma dei plenipotenziari e diventa
definitivo (si potrà modificare solo con l’apertura di altri trattati)
Ratifica
3. aspetta ad ogni singolo stato con le proprie norme costituzionali. Art.
87 della costituzione IT dice che il CsS può ratificare i trattati previa
autorizzazione delle due camere + art 89 dice che nessun atto del CdS è valido
se non è controfirmato dai ministri = una volta che le Camere hanno autorizzato
la ratifica non è dichiarato quanto tempo l’esecutivo possa attendere prima di
l’adesione
procedere. A volte viene usata che si ha quando lo stato non ha
partecipato ai negoziati di un trattato aperto
Scambio o deposito
4. nel primo caso l’accordo si perfeziona istantaneamente
mentre nel secondo caso l’accordo si forma tra gli stati che depositano le
ratifiche
Registrazione dei trattati
5. viene registrato presso il segretario delle nazioni
unite che lo pubblica
Accordi negoziati presso organizzazioni internazionali alla negoziazione diretta si
sostituisce la discussione e l’approvazione da parte dell’organo assembleare
Firma differita nel caso di accordi multilaterali il testo una volta redatto è ‘’aperto’’
alla firma e ratifica dei trattati in modo tale che questi possano firmare e poi
depositare la ratifica
Accordi in forma semplificata è l’accordo che si è concluso con la sola sottoscrizione
del testo da parte del rappresentate dello Stato e dunque la firma sostituisce la ratifica
Art. 12 Convenzione di Vienna ‘’Il consenso di uno stato ad essere vincolato da un
trattato è espresso dalla firma del rappresentate di questo stato: a) quando il trattato
prevede che la firma avrà questo effetto, b) quando gli stati partecipanti abbiano deciso
di attribuire tale effetto alla firma, c) quando l’intenzione dello stato di dare tale effetto
alla firma.
In questa categoria ci sono anche le note diplomatiche dove si ha l’intenzione delle
parti di vincolarsi immediatamente. Per aversi un accordo in f.s non è sufficiente che la
fase della ratifica sia saltata ma è anche necessario che dal testo dell’accordo o dalle
circostanze risulti una sicura volontà di obbligarsi.
Le memorande di intesa non sono dei veri accordi e non hanno natura giuridica, valgo
fino a quando valgono. La competenza a concludere gli accordi in f.s. è regolata da
ciascuno stato in base alle proprie norme costituzionali. Questo tipo di stipulazione è da
escludere quando appartiene alle categorie dell’art. 80: trattati di natura politica con
arbitrati, variazioni del territorio, oneri delle finanze. La prassi di questi accordi trova la
giustificazione in motivi di speditezza e praticità e infatti sono sempre più frequenti.
Applicazione provvisoria dei trattati per alcuni sono privi di carattere giuridico
mentre per altri vincolanti. Essi sono revocabili unilateralmente.
Trattati segreti sono vincolati dal diritto interno che stabilisce se sono vincolanti o no
e se sono validi
Cosa succede se il potere esecutivo stipula un trattato in forma fs ma non è competente nella
materia? violando le norme della propria costituzione. Es: domanda di ammissione
dell’Italia alle Nazioni Unite che è avvenuta con un atto del ministro degli esteri, gli accordi
per le concessioni delle basi militari non hanno bisogno di ratifica. L’articolo 46 della
convenzione di Vienna dice che i trattati stipulati in violazione di una norme interna sulla
competenza a stipulare di importanza fondamentale sono invalidi, la violazione deve essere
manifesta ovvero evidente ad un altro stato in buona fede. Per Conforti però il criterio della
buona fede è impreciso e l’intesa diventa giuridica se l’organo ‘’messo da parte’’(parlamento)
da il proprio assenso con lo stesso strumento formale con cui avrebbe dovuto pronunciarsi 4
Art. 117 co. 3 dice che le regioni possono stipulare accordi nelle materie di loro competenza
secondo quanto stabilito dalla legge dello stato. La legge del 2003 il governo conferisce
previamente i poteri alle regioni ovvero la regione stipula accordi internazionali per conto
dello stato. Però le iniziative regionali di cooperazione con altre regioni non sono accordi
internazionali, stessa cosa per i gemellaggi tra città.
norme pattizie
Le si distinguono dalle norme di diritto internazionale generale perché
valgono solo per gli stati che le pongono in essere. Diritti e obblighi per terzi stati non possono
derivare da un trattato se non attraverso una forma di partecipazione dei terzi stati al trattato
stesso, infatti il trattato può essere aperto (contiene la clausola di adesione o accessione). Un
trattato può prevedere vantaggi a favore di terzi, revocabili in qualsiasi momento dagli altri
stati, questi però, fino a quando non si trasformano in diritti attraverso la partecipazione del
terzo possono sempre essere revocati dalle parti contraenti trattati sulla libera
navigazione. L’articolo 34 della CdV dice che un trattato non crea obblighi o diritti per un terzo
stato senza il suo consenso. L’articolo 37 invece autorizza i contraenti originari a revocare
quando vogliono il diritto accettato dal terzo, a meno che non ne abbiano previamente
stabilita l’irrevocabilità per Conforti però se si tratta di un diritto esso non è revocabile
Incompatibilità fra norme convenzionali cosa succede se in un trattato tra A, B e C
solo A e B modificano gli obblighi con un trattato successivo incompatibile? Che cosa deve
fare C? è possibile che uno stato si impegni tramite un accordo ad seguire un determinato
comportamento e poi con un altro accordo fatto con stati diversi si obblighi a tenere il
comportamento contrario. Tra A e B si applica il trattato successivo (lex posterior) mentre nei
rapporti con C , A e B dovranno scegliere a quale trattato aderire, in ogni caso saranno
responsabili della violazione di uno o dell’altro trattato. Se due trattati ricevono attuazioni
nell0ordinamento interno con fonti dello stesso rango, vale la lex posterior. La Corte europea
dei diritti umani e la CEDU si rifiutano di giustificare la violazione della convenzione europea
dei dirit
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Riassunto di Diritto internazionale
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Riassunto esame Diritto internazionale, prof. Caracciolo
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