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ESTRATTO DOCUMENTO

Le spese in ricerca e sviluppo sono uguali o superiori al 15% del maggiore fra costo e

o valore totale della produzione della start-up innovativa;

Impiego come dipendenti o collaboratori a qualsiasi titolo di personale in possesso di

o titolo di dottorato di ricerca o che sta svolgendo un dottorato di ricerca presso

l’università italiana o straniera, oppure in possesso di laurea o che abbia svolto da

almeno tre anni, attività di ricerca in Italia o all’estero.

Sia titolare o depositaria o licenziataria di almeno una privativa industriale relativa a una

o invenzione industriale, biotecnologica, o nuova varietà vegetale.

È possibile inoltre costituire:

- Start up sotto forma di società benefit.

- Start up a vocazione sociale.

- Incubatore di start-up, cioè una società di capitali, costituita anche in forma cooperativa (in

Italia o in UE) che ha come oggetto sociale quello di sostenere lo sviluppo delle start-up.

Qualche anno dopo, nel 2015 la disciplina italiana si è resa conto che i vantaggi introdotti per le start

up potevano essere allargati ad altre imprese per favorire l’economia.

Legge 33/2015 – Introduzione del concetto di Piccole e medie imprese innovative (PMI

innovative).

Le piccole medie imprese innovative (PMI) sono le società di capitali e cooperative, che possiedono i

seguenti requisiti (diversi da quelli delle start-up):

- Non c’è limite di tempo (una start up innovativa dopo 5 anni possono diventare PMI innovative).

- Residenza in Italia o sede operativa in Italia

- Certificazione dell'ultimo bilancio e dell'eventuale bilancio consolidato redatto da un revisore

contabile.

- No iscritta come start-up innovativa.

- No quotata in mercato regolamentato.

Quindi non si può essere PMI e start-up innovativa, i requisiti sono incompatibili. Ma se non si hanno

tutti i requisiti per essere start up innovativa, magari si può essere PMI.

Il governo si è reso conto che un problema fondamentale per le giovani imprese è quello di accesso al

credito. Il legislatore ha voluto favorire canali di finanziamento diversi dal sistema bancario per le

piccole e medie imprese.

Prima le quote delle SRL non potevano essere vendute in un mercato.

Oggi invece è consentito alle PMI (sia Srl che Spa) di emettere titoli quotati.

Consentire alle Srl di entrare liberamente sul mercato è pero rischioso (le PM sono investimenti più

rischiosi) e sono stati quindi previsti degli elementi di bilanciamento dei meccanismi particolari di

finanziamento:

- Se la PMI è una Spa può essere anche quotata nel mercato di Borsa, se ha i seguenti requisiti:

Fatturato < 300 milioni di Euro o capitalizzazione di mercato < 500 milioni.

- Se la PMI è una Srl non può essere quotata in borsa MA i titoli possono essere scambiati su

piattaforme sorvegliate (CONSOB) (crowdfunding). Si tratta di portali:

Gestiti da banche, intermediari finanziari o soggetti diversi.

 Si è sentita la necessità di introdurre questi portali, per far sì che l’investitore

 comprendesse che gli investimenti in PMI e start-up hanno un livello di rischio molto più

marcato, rispetto all’investimento in borsa.

Oggi, è consentito investire in società professionali.

Infatti, è consentito ad un professionista di esercitare la sua attività attraverso una forma

imprenditoriale, ed è consentito che in questa società professionale partecipino società ed imprese

(società tra professionisti).

Fin qui ci siamo occupati soltanto delle imprese intese in forma individuale.

Un altro terreno su cui il legislatore ha lavorato, e che tocca molto più i temi della governance, è quello

delle aggregazioni tra imprese.

Aggregazioni tra imprese

Le aggregazioni di imprese sono accordi di collaborazione tra imprese per il raggiungimento di un

obiettivo comune. Le tipologie di aggregazioni sono:

1. Consorzi.

2. Contratto, come il Franchising.

3. Fusioni.

4. Gruppi aziendali.

Il contratto è l’accordo con cui le imprese collaborano tra loro.

4

Il Franchising è un contratto con il quale un’impresa - franchisor - consente ad un’altra impresa -

franchisee - di sfruttare commercialmente i propri prodotti, servizi, marchi, brevetti, ecc. in cambio di

un compenso.

- Si mantiene l’indipendenza, ma si rinuncia in parte alla propria identità per sfruttare il vantaggio

del marchio.

- Limite: quando il rapporto si interrompe, l’impresa che è entrata nel franchising, si trova in una

posizione di debolezza perché, nonostante mantenga l’indipendenza giuridica, si annulla

totalmente in identità (know how e clientela).

Il limite della fusione è quello che annulla completamente l’autonomia delle singole imprese perché è

integrazione totale. Quindi, Non viene quindi utilizzata da imprese che vogliono essere indipendenti.

Il gruppo aziendale è l’insieme di più imprese che, pur mantenendo la loro autonomia giuridica,

vengono controllate da un medesimo soggetto economico (quindi non c’è integrazione economica

totale perché rimangono entità separate, ma c’è il controllo di un soggetto unitario).

Lo strumento di controllo generalmente utilizzato dal soggetto economico è il possesso di

partecipazioni al capitale sociale delle imprese figlie o controllate al vertice del gruppo vi è di norma

una società - detta capogruppo, holding o società madre - che controlla in modo diretto o indiretto una

pluralità di altre imprese 15 in relazione al tipo di rapporto esistente tra la holding e le imprese affiliate

si distingue tra:

• imprese controllate

• imprese collegate.

Queste forme di aggregazioni tra imprese hanno dei limiti, motivo per cui nel nostro ordinamento, in

tempi recenti (2009), è stata introdotta una nuova forma di collaborazioni tra imprese: il contratto di

rete. Consorzio.

Prima del 2009, al posto del contratto di rete c’era il

CONSORZIO

CONCETTO STORICO CONCETTO ATTUALE

Introdotto nel c.c. nel 1942, pensato come Nel 1977 è stato riformato il concetto di

strumento di limitazione della libera concorrenza Consorzio.

sul mercato.

Esigenza di permettere alle imprese di controllare art. 2602 c.c. = Nozione di Consorzio

il mercato (perché nel ’42 c’era l’autarchia Con il contratto di consorzio più imprenditori,

(economia chiusa) e necessità di controllare il istituiscono un’organizzazione comune per la

mercato). disciplina o per lo svolgimento di determinate

fasi delle rispettive imprese.

CONSORZIO: contratto con cui le imprese si Il consorzio è quindi uno strumento per

univano tra loro per gestire in modo uniforme, coordinare i fattori produttivi.

determinate fasi o attività della loro impresa,

annullando la concorrenza tra loro. Questa prima definizione non esaurisce il mondo

del consorzio, ma l’obiettivo di svolgere

Erano molto diffusi i consorzi, per esempio i un’attività di tipo consortile si realizza anche nel

consorzi per gli approvvigionamenti pubblici. Gli caso di:

agricoltori erano obbligati a dare al consorzio una

parte dei propri beni coltivati, che poi venivano art. 2615 ter c.c. – Società consortile (S.c.p.a)

distribuiti al pubblico. Questo durante la guerra. Le società in forma di Srl, Spa, ecc. possono

CONSORZI OBBLIGATORI assumere come oggetto sociale lo scopo

consortile.

Art. 2602 - Disciplina del Consorzio

La disciplina prevede 2 tipi di consorzio (contratto):

Contratto semplice: gli imprenditori assumono obblighi e acquistano dei diritti e sono le stesse

 imprese (che fanno parte dell’accordo) a dover eseguire gli obblighi e ricevere i diritti. Questo

vuol dire che le società rimangono le stesse, non perdono potere e non si creano nuove entità.

I terzi possono non essere a conoscenza del consorzio, poiché è solo contratto interno tra

imprese. (es. affittare in consorzio un magazzino dove parcheggiare la merce, ai terzi non

interessa sapere ciò).

Consorzio dotato di soggettività giuridica: consorzi con attività esterna. (art. 2612)

 Il consorzio non è solo contratto interno tra imprese, ma può diventare strumento anche per

avere rapporti con terzi, tramite la nascita di un consorzio come soggetto giuridico autonomo

(imprenditori + consorzio). 5

VANTAGGIO: se gli imprenditori vogliono usare il consorzio per gestire in modo più efficiente la

vendita dei loro prodotti a terzi, questa sarà gestita direttamente dal consorzio. Nascerà questo

soggetto (consorzio), dotato di una propria autonomia giuridica, il quale avrà contatti con i terzi.

CONSORZIO CON CONTRATTO SEMPLICE

Art. 2603 – Forma e contenuto del contratto semplice di consorzio.

Il contratto deve essere fatto per iscritto, pena la nullità (obbligo di forma).

È richiesta la presenza del notaio solo se nel contratto ci sono beni che richiedono l’atto notarile (es.

immobili).

Esso deve indicare (obbligo di contenuto):

1. L’oggetto e la durata del consorzio;

2. La sede dell’ufficio eventualmente costituito;

3. Gli obblighi assunti e i contributi dovuti dai consorziati;

4. Le attribuzioni e i poteri degli organi consortili: il consorzio deve avere un amministratore,

un’assemblea che raduna i partecipanti al consorzio

5. Le condizioni di immissione di nuovi consorziati;

6. I casi recesso ed esclusione: nel caso in cui qualcuno dei consorziati non rispetti le regole può

essere escluso;

7. Le sanzioni per l’inadempimento degli obblighi dei consorziati.

Art. 2604 c.c. – Durata del consorzio.

In mancanza di determinazione della durata del contratto, questo è valido per dieci anni.

La legge introduce una regola suppletiva, cioè che si applica se il contratto non dice nulla.

Art. 2606 c.c. – Deliberazioni consortili

Se il contratto non dispone diversamente, le delibere relative all’attuazione dell’oggetto del consorzio

sono prese col voto favorevole della maggioranza dei consorziati.

Quindi, i consorziati operano in maniera collegiale (c’è un’assemblea).

Le deliberazioni che non sono prese in conformità alle disposizioni di questo articolo o a quelle del

contratto possono essere impugnate davanti all’autorità giudiziaria entro trenta giorni.

Quindi, le delibere invalide sono impugnabili.

Art. 2607 c.c. – Modificazioni del contratto

Il contratto, se non è diversamente convenuto, può essere modificato solo con il consenso di tutti.

Anche questa è una norma suppletiva perché dice “se non è diversamente convenuto nel contratto”: è

importante definire il contratto in tutti i suoi dettagli perché raggiungere l’unanimità è difficile.

Art. 2608 c.c. – Organi preposti al consorzio

La responsabilità verso i consorziati di coloro che sono preposti al consorzio è regolata dalle norme sul

mandato.

Sostanzialmente, il rapporto tra consorzio e suoi organizzatori è un rapporto di mandato.

Art. 2609 c.c. – Recesso ed esclusione

Nei casi di recesso e di esclusione dal contratto, la quota di partecipazione del consorziato receduto o

escluso si accresce proporzionalmente a quelle degli altri.

Il mandato conferito dai consorziati per l’attuazione degli scopi del consorzio, ancorché dato con un

unico atto, cessa nei confronti del consorziato receduto o escluso.

Mancanza di norma suppletiva che ci dica quando c’è recesso o esclusione, allora:

Esclusione: è capibile che non ci sia scritto come escludere un socio da un accordo (nelle Spa non è

o consentito escludere un socio, mentre in una Srl sì, solo se vi sono indicate cause di esclusione).

Recesso:

o Nei rapporti che hanno una durata indeterminata o che superano la vita media umana, è

 sempre ammesso recedere (previsto in una norma del mandato).

È sempre ammesso recedere per giusta causa (previsto nei principi generali).

CONSORZI CON ATTIVITA’ ESTERNA:

Art 2612 c.c. – Iscrizione nel registro delle imprese

Se il contratto prevede l’istituzione di un ufficio destinato a svolgere attività con i terzi, un estratto del

contratto deve, a cura degli amministratori, entro trenta giorni dalla stipulazione, essere depositato per

l’iscrizione presso l’ufficio del registro delle imprese del luogo dove l’ufficio ha sede.

• L’istituzione del consorzio che svolge attività con i terzi vuol dire che svolge attività esterna.

• Pubblicità: deposito del contenuto estratto dal contratto, nel registro delle imprese.

L’estratto deve indicare:

1. La denominazione e l’oggetto del consorzio e la sede dell’ufficio.

Sono caratteristiche tipiche di un soggetto giuridico. Ciò significa che tale ufficio è soggetto

giuridico (con nome e sede). 6

Art. 2613 c.c. – Rappresentanza in giudizio

I consorzi possono essere convenuti in giudizio.

Un contratto non può essere portato di fronte ad un giudice) ciò significa che il consorzio è una persona

giuridica, senza averlo detto espressamente.

Art. 2614 c.c. – Fondo consortile

I contributi dei consorziati e i beni acquistati con tali contributi, costituiscono il fondo consortile.

• Un contratto semplice non ha beni, ma una persona giuridica si (è come patrimonio delle

società).

• Il fondo consortile è funzionale alle esigenze del consorzio e non può essere utilizzato per pagare

i debiti dei consorziati (AUTONOMIA PATRIMONIALE), né suddiviso tra i partecipanti.

• Per le obbligazioni assunte dal consorzio, i terzi possono far valere i diritti solo sul consorzio

(AUTONOMIA PATRIMONIALE PERFETTA).

Art. 2615 c.c. – Responsabilità verso i terzi

Per le obbligazioni assunte dagli organi del consorzio per conto dei singoli consorziati rispondono questi

ultimi solidalmente col fondo consortile. In caso d’insolvenza nei rapporti tra i consorziati il debito

dell’insolvente si ripartisce tra tutti in proporzione delle quote.

Il consorzio deve, tutti gli anni, presentare un bilancio.

Art. 2615 ter. – Società consortili

Le società previste nei capi III e seguenti del titolo V possono assumere come oggetto sociale gli scopi

consortili.

È diversa dal consorzio con soggetto giuridico: non è una società, ma ha le caratteristiche tipiche.

Lezione 3 - 29/09/2017

CONTRATTO DI RETE

Come si è arrivati al contratto di rete?

Da un punto di vista economico, si parlava già di “rete” come accordi economici di collaborazione. Si

trattava di un fenomeno di aggregazione che si colloca a metà tra sistema di aggregazione forti

(fusioni, ecc.) e economia di mercato puro (monopolio).

Dal 2009 esiste anche uno strumento tecnico giuridico che si chiama contratto di rete, introdotto sul

presupposto che le PMI necessitassero di uno strumento (flessibile, moderno ed efficiente) per crescere

facendo gruppo, facendo condivisione.

Il fare rete è una strategia antica (pensiamo alle corporazioni medioevali), e basta in fondo un semplice

contratto normativo plurilaterale o più contratti bilaterali collegati o al limite una società fra imprese a

far nascere una rete in senso economico. A livello normativo, è recente l’emersione di strumenti

specifici diretti a consentire di “costruire reti” eventualmente associati a regimi agevolati o premiali.

La crisi economica ha messo a nudo, non solo in Italia, la debolezza di un tessuto imprenditoriale

polverizzato in entità di modesta dimensione e limitata patrimonializzazione, rafforzando le critiche di

chi denunciava l’obsolescenza e l’inefficacia degli strumenti esistenti (contrattuali, consortili, societari)

nell’offrire concrete risposte ai bisogni delle imprese.

La disciplina del contratto di rete è leggermente carente rispetto a quella del consorzio.

Previsto per la prima volta con il decreto-legge 5/2009. Poi convertito e revisionato ben 7 volte in 4

anni.

L’ultima modifica al contratto di rete è intervenuta nel 2012, con il decreto-legge 221/2012.

Per l’imprenditore, avere regole certe, che non cambiano di anno in anno, è un grosso

 vantaggio.

Decreto-legge 5/2009 modificata con la legge 221/2012.

Art. 4-ter – Definizione reti di impresa

Con il contratto di rete, più imprenditori perseguono lo scopo di accrescere, individualmente e

collettivamente, la propria capacità innovativa e la propria competitività sul mercato e, a tal fine, si

obbligano, sulla base di un programma comune di rete, a collaborare.

A livello giuridico, si è aperto un dibattito, relativamente a 2 tesi:

1. Il contratto di rete è semplicemente una previsione che indica una finalità, che può essere

perseguita utilizzando strumenti che sono già oggi presenti nel nostro ordinamento.

Il sostenitore di questa tesi dice che il comma 4ter non ha introdotto una figura nuova (un

 contratto nuovo) diverso da quello esistente. Ma ha semplicemente stabilito che più

imprenditori possono puntare a questi obiettivi di cooperazione ed aggregazione,

utilizzando quei normali strumenti che fino ad oggi si potevano usare per esercitare

l’attività d’impresa.

In altri termini, si ritiene che questa norma abbia aggiunto una possibilità in più: oltre alla

 SpA lucrativa, alla SpA sociale, alla SpA benefit, si ha anche la SpA reticolare. Quindi si

7

può utilizzare il modello della Spa per conseguire l’obiettivo di cooperazione ed

aggregazione per accrescere la capacità innovativa e la competitività.

Questa teoria è definita come teoria della trans-tipicità, in cui l’obiettivo indicato dalla

 norma può essere raggiunto utilizzando tipi differenti (Spa, Cooperativa, Srl, ecc.).

2. Teoria della tipicità: sostiene che la norma preveda un nuovo tipo di contratto, diverso da

quelli già esistenti (diverso dal contratto di società, o di cooperazione (es. franchising), diverso

dal contratto di consorzio).

Qual è la conseguenza della scelta di una o l’altra tesi?

Se si sceglie la tesi della trans-tipicità, ci si trova in una situazione più complessa perché non c’è un

solo contratto di rete ma ci sono più modelli in cui travaso gli obiettivi della rete, MA anche più semplice

perché applico modelli e regole note per perseguire finalità nuove.

Se si sceglie la tesi della tipicità, si ha la situazione opposta, perché c’è un modello solo, MA non

abbiamo regole note da utilizzare.

Quale tesi è prevalente, oggi?

All’inizio la tesi della trans-tipicità ha avuto un grande successo, MA oggi la tesi prevalente è la teoria

della tipicità per una questione di scelta fatta dalla legge.

La trans-tipicità è contrastata dal fatto che il legislatore definisce un nome nuovo “contratto di rete”.

Ad esempio, la formula “il contratto deve indicare la durata, le modalità di adesione, le causa di recesso

se pattuite fermo restando che non sia pattuita una clausola diversa…” non sarebbe stata inserita

un’ulteriore regola per disciplinare una regola già prevista per le società. Quindi, il legislatore pensava

ad un modello diverso.

Problema: Quale disciplina si applica?

1. Ad un contratto di rete si applicano le regole previste dal D.Lgs 5/2009.

2. Qualora non vi siano regole previste da questa legge, bisogna ricercare nel nostro sistema se vi

sono delle regole o dei principi applicabili, anche se definiti per altre norme.

3. Se mancano anche le norme generali, ci si rifà al Giudice.

Che tipo di contratto è? (analisi della definizione)

È un contratto d’impresa, in quanto la legge prescrive che sia stipulato solo tra imprenditori, cioè:

chi esercita un’attività economica, sia pubblico che privato, sia con scopo lucrativo o meno.

 no consumatori

 si professionisti

 restano esclusi i soggetti che non rivestono la qualifica di imprenditore, ad esempio università

 ed enti di ricerca, i quali potranno accedere ai contratti di rete mediante spin-off.

È un contratto plurilaterale, almeno due imprenditori o più di due.

Se vi sono più imprese, che appartengono allo stesso gruppo, in realtà siamo al confine del concetto di

rete.

Nei primi anni di applicazione di questa norma (2009-2010), chi partecipava alle reti aveva molti

incentivi e contributi. Sono così state create molte reti all’interno dei gruppi. Erano lecite, ma non è la

finalità corretta (il coordinamento e l’aggregazione non sono necessari se si è già soggetti ad una

direzione unitaria). Oggi i benefici economici non sono più riconosciuti, quindi il fenomeno è andato

scemando.

È un contratto con comunione di scopo (Scopo comune) [NON è contratto sinallagmatico o a

prestazione corrispettiva].

La società è un tipico esempio di contratto con comunione di scopo. Anche la rete è un contratto con

comunione di scopo in quanto hanno degli obblighi per raggiungere lo scopo comune (e non ci sono

obblighi le une verso le altre).

In un contratto a comunione di scopo, se una parte non adempie può essere estromessa dal

 contratto.

Nei contratti a prestazioni corrispettive c’è la risoluzione del contratto per inadempimento. Mentre

 in un contratto a comunione di scopo non ha la finalità di adempiere agli obblighi e la conseguenza

dell’inadempimento è l’estromissione.

È un contratto che ha effetti obbligatori. Crea degli obblighi per i partecipanti e non crea diritti.

È un contratto aperto: cioè è possibile la partecipazione di altri imprenditori, oltre ai primi. (In un

contratto chiuso, non è ammessa l’entrata di altri soggetti). Come fa un imprenditore ad entrare in una

rete? Le regole sul contratto di rete non ci dicono nulla.

La soluzione più ragionevole è quella di richiamare le regole sulla società di persone, cioè richiedere

 il consenso di tutti.

È derogabile (modificabile dalle parti)? Sì, se lo si inserisce nell’atto costitutivo (proprio come nella

 regola società di persone). 8

Qual è la forma?

Ricordando che nel nostro ordinamento il principio generale è quello della forma libera, cioè un

contratto è valido, qualunque sia la forma con cui viene stipulato, a meno che le norme non dispongano

diversamente.

Ai fini degli adempimenti pubblicitari di iscrizione al registro delle imprese, il contratto di rete deve

essere redatto:

per atto pubblico (redatto dal notaio)

 per scrittura privata autenticata, (scrittura fatta dai privati e poi il notaio autentica le firme)

 per atto firmato digitalmente (e poi il notaio autentica le firme digitali).

Gli obblighi di forma in questo caso hanno finalità pubblicitarie, a differenza dei consorzi in cui la forma

solenne a pena di nullità (finalità di validità).

La libertà di forme è in realtà solo apparente: il contratto di rete “acquista efficacia” con l’iscrizione

nella sezione del registro delle imprese presso cui è iscritto ciascun partecipante.

Presenza di regole che hanno l’effetto di modificare in modo significativo le caratteristiche della rete,

cioè ci sono delle norme che le parti sono libere di adottare (ad adozione volontaria). Ne risulta che

contratti che seguono o meno tali norme, sono due contratti molti diversi.

- Il contratto di rete che prevede un organo comune ed un fondo patrimoniale, non è dotato di

soggettività giuridica salvo la facoltà di acquisto della stessa.

Cioè, posso prevedere un contratto di rete che abbia un fondo comune ed un organo

o comune

Questo contratto di rete rimane un contratto che non è soggetto giuridico, ma rimane un

o accordo, però

Questo contratto può acquistare soggettività giuridica, se lo vogliono le parti (viene in

o mente il consorzio con attività esterna).

Questa regola non si limita a stabilire una caratteristica come le altre norme, ma la costituzione del

fondo può cambiare il contratto di rete in modo sostanziale. Oltre alla regola sul fondo, esistono altre

regole che condizionano il contratto di rete.

Il contratto di rete è definito in modo unitario, ma nei fatti esistono tre modelli di contratto di rete:

1. Contratto di rete puro

2. Contratto di rete soggetto (dotato di soggettività)

3. Contratto di rete a responsabilità limitata.

CONTRATTO DI RETE PURO

Se due o più imprenditori vogliono stipulare un contratto di rete, devono predisporre un testo contente

pochi elementi essenziali:

- Il nome, ditta, ragione e denominazione dei partecipanti: cioè chi partecipa alla rete. (la seconda

parte “nonché la denominazione e la sede della rete, qualora sia prevista l’istituzione di un fondo

patrimoniale comune” non deve essere considerato nel caso di contratto di rete puro).

- L’indicazione degli obiettivi strategici (scopi),

- La definizione di un programma di rete (come raggiungo gli obiettivi) e le modalità di

realizzazione dello scopo comune,

- La durata del contratto, modalità adesione di altri imprenditori,

- Le regole per l’assunzione delle decisioni dei partecipanti su ogni materia o aspetto di interesse

comune.

Non definisce le regole da adottare, ma lascia sceglie all’imprenditore se usa le regole

o della Spa, della Srl o altro. Questa mancanza di regola base è fonte di turbamento per

l’imprenditore che non sa cosa scegliere.

Nel modello di contratto di rete puro, oggi, valgono le ordinarie regole di illimitata responsabilità

patrimoniale verso i creditori della rete: costoro potranno aggredire indifferentemente qualsiasi impresa

partecipante per l’intero credito e soddisfarsi sia sui beni del fondo o sul patrimonio destinato sia sugli

altri beni. Esclusa sembra almeno allo stato della legislazione,la possibilità di ricorrere alle procedure

concorsuali tradizionali dato che la legge fallimentare è articolata per soggetti e non per attività, quindi

se nella rete contratto manca un soggetto c’è difetto del primo presupposto di fallibilità, cioè un

imprenditore.

CONTRATTO DI RETE SOGGETTO

Se è prevista la costituzione del fondo comune, la rete può iscriversi nella sezione ordinaria del registro

delle imprese nella cui circoscrizione è stabilita la sua sede e con l’iscrizione acquista soggettività

giuridica.

Per essere un soggetto autonomo, la rete deve rispettare un requisito di forma e dei requisiti di

sostanza/contenuto: 9

- Requisito di forma: contratto stipulato per atto pubblico, per scrittura privata autenticata o per

firma digitale del notaio.

- Requisiti di sostanza/contenuto: il contratto deve essere dotato di un fondo patrimoniale.

Se resta contratto (e non diventa soggetto), di chi è il fondo? Si utilizza il concetto di patrimonio

destinato: le imprese possono separare una parte del patrimonio e destinarlo a finalità particolari. Quel

pezzo di patrimonio non è più aggredibile dai creditori della società, ma è aggredibile solamente da

quei creditori ai quali è destinato SEPARAZIONE GIURIDICA.

Qualora sia prevista l’istituzione di un fondo patrimoniale comune, bisogna indicare una serie di

elementi aggiuntivi:

la denominazione e sede della rete.

 la misura e i criteri di valutazione dei conferimenti e le regole di gestione del fondo.

 se il contratto ne prevede l’istituzione, il nome, la ditta, la ragione o la denominazione sociale

 del soggetto prescelto per svolgere l’ufficio di organo comune, i poteri di gestione e di

rappresentanza conferiti a tale soggetto, nonché le regole relative all’eventuale sostituzione.

La mancanza di una regola base, permette agli imprenditori di stabilire se l’organo comune sia una

persona fisica o una società (da notare che per le società, l’amministratore deve essere una persona

fisica mentre nel contratto di rete può anche essere una società).

Per essere dotata di soggettività, la rete deve avere un fondo patrimoniale, una sede ed una

denominazione, ma non necessariamente un organo comune stante al comma 4 quarter.

RETE A RESPONSABILITA’ LIMITATA

Si tratta di una rete, sia essa dotata o meno di soggettività, alla quale è riconosciuta a certe condizioni

l’autonomia patrimoniale perfetta.

Se è presente un fondo (anche solo 1€) ed un organo comune, avremo la rete a responsabilità limitata

(con o senza soggettività, si badi) che garantisce ai retisti il beneficio della limitazione del rischio al

conferimento secondo le regole del consorzio ad attività esterna.

Il risultato raggiunto oggi pare equilibrato ed apprezzabile, perché segue la strada innovativa di

svincolare l’autonomia patrimoniale perfetta dalla soggettivizzazione.

“Al fondo patrimoniale comune si applicano le disposizioni di cui agli articoli 2614 e 2615, cioè le norme

del fondo consortile”.

Art. 2614 c.c. – Fondo consortile

I contributi dei consorziati e i beni acquistati con questi contributi costituiscono il fondo consortile. Per

la durata del consorzio i consorziati non possono far valere i loro diritti sul fondo medesimo.

Art. 2615 c.c. – Responsabilità verso i terzi

Per le obbligazioni assunte in nome del consorzio dalle persone che ne hanno la rappresentanza, i terzi

possono far valere i loro diritti esclusivamente sul fondo consortile.

Per le obbligazioni assunte dagli organi del consorzio per conto dei singoli consorziati rispondono questi

ultimi solidalmente col fondo consortile. In caso di insolvenza nei rapporti tra i consorziati il debito

dell’insolvente si ripartisce tra tutti in proporziona delle quote.

In altre parole, il fondo patrimoniale è trattato come il fondo patrimoniale del consorzio. Non è

aggredibile dai creditori delle società (solo dai creditori della rete) ed i terzi possono fare valere i propri

diritti sul fondo comune (la rete garantisce la responsabilità limitata).

Queste regole si applicano anche alla rete soggetto, perché si dice solo che deve prevedere fondo ed

organo, e non la soggettività. Quindi c’è responsabilità limitata anche per contratto di rete puro.

In altre parole, nel modello di contratto di rete «puro» oggi valgono le ordinarie regole di (illimitata)

responsabilità patrimoniale verso i creditori “della rete”: costoro potranno aggredire indifferentemente

qualsiasi impresa partecipante per l’intero credito e soddisfarsi sia sui beni del fondo o sul patrimonio

destinato sia sugli altri beni, fermo restando il diritto di regresso o di rivalsa dell’impresa escussa nei

confronti delle altre.

Allo stato della legislazione (dato che a breve verrà riformata), la rete non ha accesso alla procedura

fallimentare. La legge fallimentare, infatti, è articolare per soggetti e non per attività, quindi nel

contratto di rete manca un soggetto cioè un imprenditore (difetto sul primo presupposto di fallibilità).

Questo crea un sistema di fortissima protezione per l’imprenditore MA anche un fortissimo danno per il

creditore. Lezione 4 – 5/10/2017

TESTIMONIANZA

Start-up innovative e Crowfunding

Garantire uno sviluppo economico tramite nuove forme di società. Queste nuove forme devono essere

in grado di integrarsi nel tessuto dell’economia attuale.

Problemi creativi e applicativi molto importanti.

Affrontando questo argomento, dobbiamo riferirci: 10

Da un lato al codice civile (cioè la legge ordinaria a cui tutti facciamo riferimento; non c’è un

 codice commerciale).

Dall’altro lato, alla legge che disciplina le nuove forme, quali le start up innovative. obiettivo

 

di creare da zero nuove fattispecie.

C’è un incontro/scontro tra norma generale e norma speciale.

Sia la Consob sia il legislatore ha sentito la necessità di creare una disciplina ad hoc per le start up

innovative e per il crowfunding.

Perché si sente la necessità di intervenire in questo senso?

A fronte di un precedente vuoto legislativo in questo ambito, la creazione di una serie di norme

 permette di tutelare l’investitore che è interessato a queste fattispecie.

In un periodo di crisi e di instabilità, gli investitori sono stati costretti a disinvestire. In questa

 situazione, il legislatore si è occupato sia di guarire le ferite sia di creare nuove prospettive o

potenziali opportunità.

In un’ottica di sistema, ovvero della posizione dell’Italia rispetto agli altri competitors, risulta

 importante la capacità di competere dell’Italia all’interno, soprattutto, dell’Europa.

L’impresa sostenibile da un lato e l’evoluzione tecnologica dall’altro, sono stati avanzati alla

 categoria di bene giuridico.

La crescita deve essere sostenibile, nel senso che non solo ci deve essere crescita ma tale

 crescita non deve avere effetti negativi sull’ambiente (cosiddetto impatto ambientale). Anche

dal punto di vista del diritto del lavoro, sostenibile vuol dire che la società cresce in maniera

apprezzabile anche per i lavoratori. Questo non è una cosa scontata, perché la crescita alcune

volte non è sostenibile e questo tipo di crescita non è stata appoggiata dal diritto. Ad esempio,

la turbo finanza aveva molti aspetti negativi e per questo non è stata appoggiata dal diritto.

Quando parliamo di start up innovative, PMI innovative, sono degli argomenti centrali:

la crescita sostenibile;

 lo sviluppo tecnologico;

 imprenditoria giovanile.

Questi tre elementi sono stati innalzati a beni giuridici. Per bene giuridico intendo dire che questi

elementi sono oggetto di specifica osservazione da parte del legislatore che infatti per analizzarli ha

creato una disciplina ad hoc.

Definizione di start up innovativa

Nel decreto “crescita bis”, convertito in legge 221/2017, si è trattato molto della start up innovativa e

sull’incubatore.

Art. 25 _ Start‐up innovativa e incubatore certificato: finalità', definizione e pubblicità

1. Le presenti disposizioni sono dirette a favorire la crescita sostenibile, lo sviluppo tecnologico, la

nuova imprenditorialità e l'occupazione, in particolare giovanile, con riguardo alle imprese start‐up

innovative, come definite al successivo comma 2 e coerentemente con quanto individuato nel

Programma nazionale di riforma 2012, pubblicato in allegato al Documento di economia e finanza (DEF)

del 2012 e con le raccomandazioni e gli orientamenti formulati dal Consiglio dei Ministri dell'Unione

europea. Le disposizioni della presente sezione intendono contestualmente contribuire allo sviluppo di

nuova cultura imprenditoriale, alla creazione di un contesto maggiormente favorevole all'innovazione,

così come a promuovere maggiore mobilità sociale e ad attrarre in Italia talenti, imprese innovative e

capitali dall'estero.

2. Ai fini del presente decreto, l'impresa start‐up innovativa, di seguito «start‐up innovativa», è la

società di capitali, costituita anche in forma cooperativa, ((...)) le cui azioni o quote rappresentative del

capitale sociale non sono quotate su un mercato regolamentato o su un sistema multilaterale di

negoziazione.

La società di capitali sono di base Spa e Srl e poi può esserci anche la forma cooperativa (sulla

cooperativa non diremo nulla). Soffermandoci sulle Spa e sulle Srl, esse sono connotate per avere

personalità giuridica ed autonomia patrimoniale.

La società ha personalità giuridica se gode di diritti e doveri. La personalità giuridica nasce

 quando la società viene iscrive.

La società ha autonomia patrimoniale perfetta se risponde delle proprie obbligazioni tramite il

 patrimonio dell'ente e non dei singoli soci.

Una start up innovativa è una società di capitali, perché in generale è più facile vendere le

partecipazioni. Le start up però non possono quotarsi. D’altro campo, godono di una serie di

agevolazioni.

Continuazione del Secondo Comma. [..] che possiede i seguenti requisiti:

a) Lettera soppressa dal d.l. 28 giugno 2013, n. 76, convertito con modificazioni dalla l. 9 agosto

2013, n. 99;

b) è costituita da non più di sessanta mesi; 11

c) è residente in Italia ai sensi dell'articolo 73 del decreto del Presidente della Repubblica 22

dicembre 1986, n. 917, o in uno degli Stati membri dell'Unione europea o in Stati aderenti

all'Accordo sullo spazio economico europeo, purché abbia una sede produttiva o una filiale in

Italia;

Il motivo principio di questo requisito di residenza in Italia è la tassazione. Infatti, se una società deve

essere agevolata dalla disciplinata della start up innovative, deve d’altro canto pagare le tasse in Italia.

d) a partire dal secondo anno di attività della start‐up innovativa, il totale del valore della

produzione annua, così come risultante dall'ultimo bilancio approvato entro sei mesi dalla

chiusura dell'esercizio, non è superiore a 5 milioni di euro;

e) non distribuisce, e non ha distribuito, utili;

f) ha, quale oggetto sociale esclusivo o prevalente, lo sviluppo, la produzione e la

commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico;

Il punto f è molto importante perché mette in campo due concetti: l’oggetto sociale prevalente che a

volte può essere difficile da inquadrare. Un conto è dire che fa esclusivamente quello, un conto è dire

che fa prevalentemente quel tipo di attività. il problema sta nel fatto che “prevalente” non è una

definizione esatta e quindi può essere soggetta ad elusione o abuso di diritto.

Per evitare questa elusione o abuso di diritto, è stato introdotto il punto g.

g) non è stata costituita da una fusione, scissione societaria o a seguito di cessione di azienda o di

ramo di azienda; infatti, una start up deve essere una società di prima costituzione. Questo

non è il caso delle fusioni, scissioni o cessioni.

Nel punto h, sono definiti i requisiti facoltativi: nel senso che almeno uno dei tre è sufficiente.

h) possiede almeno uno dei seguenti ulteriori requisiti:

1) le spese in ricerca e sviluppo sono uguali o superiori al 15 per cento del maggiore

valore fra costo e valore totale della produzione della start‐up innovativa. Dal computo

per le spese in ricerca e sviluppo sono escluse le spese per l'acquisto e la locazione di

beni immobili. Ai fini di questo provvedimento, in aggiunta a quanto previsto dai principi

contabili, sono altresì da annoverarsi tra le spese in ricerca e sviluppo: le spese relative

allo sviluppo precompetitivo e competitivo, quali sperimentazione, prototipazione e

sviluppo del business plan, le spese relative ai servizi di incubazione forniti da incubatori

certificati, i costi lordi di personale interno e consulenti esterni impiegati nelle attività di

ricerca e sviluppo, inclusi soci ed amministratori, le spese legali per la registrazione e

protezione di proprietà intellettuale, termini e licenze d'uso. Le spese risultano dall'ultimo

bilancio approvato e sono descritte in nota integrativa.

In assenza di bilancio nel primo anno di vita, la loro effettuazione è assunta tramite

dichiarazione sottoscritta dal legale rappresentante della start‐up innovativa;

2) impiego come dipendenti o collaboratori a qualsiasi titolo, in percentuale uguale o

superiore al terzo della forza lavoro complessiva, di personale in possesso di titolo di

dottorato di ricerca o che sta svolgendo un dottorato di ricerca presso un'università

italiana o straniera, oppure in possesso di laurea e che abbia svolto, da almeno tre anni,

attività di ricerca certificata presso istituti di ricerca pubblici o privati, in Italia o all'estero,

ovvero, in percentuale uguale o superiore a due terzi della forza lavoro complessiva, di

personale in possesso di laurea magistrale ai sensi dell'articolo 3 del regolamento di cui

al decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca 22 ottobre 2004, n.

270;

3) sia titolare o depositaria o licenziataria di almeno una privativa industriale relativa a

una invenzione industriale, biotecnologica, a una topografia di prodotto a semiconduttori

o a una nuova varietà vegetale ovvero sia titolare dei diritti relativi ad un programma per

elaboratore originario registrato presso il Registro pubblico speciale per i programmi per

elaboratore, purché tali privative siano direttamente afferenti all'oggetto sociale e

all'attività di impresa.

*Privativa industriale vuol dire che ha inventato qualcosa e la sta usando in azienda.

Questi tre requisiti non sono fondamentali ai fini dell’esame. Vengono letti solo per essere completi

nella spiegazione.

Il terzo comma riguarda la pubblicità. L’autocertificazione è importante da un punto di vista

imprenditoriale per quanto riguarda i costi.

3. Le società già costituite alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto

e in possesso dei requisiti previsti dal comma 2, sono considerate start‐up innovative ai fini del

presente decreto se depositano presso l'Ufficio del registro delle imprese, di cui all'articolo 2188 del

codice civile, una dichiarazione sottoscritta dal rappresentante legale che attesti il possesso dei

requisiti previsti dal comma 2. In tal caso, la disciplina di cui alla presente sezione trova applicazione

per un periodo di quattro anni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, se la start‐up

innovativa è stata costituita entro i due anni precedenti, di tre anni, se è stata costituita entro i tre anni

precedenti, e di due anni, se è stata costituita entro i quattro anni precedenti.

12

4. Ai fini del presente decreto, sono start‐up a vocazione sociale le start‐up innovative di cui al

comma 2 e 3 che operano in via esclusiva nei settori indicati all'articolo 2, comma 1, del decreto

legislativo 24 marzo 2006, n. 155.

L’incubatore è fondamentale perché offre quel passaggio che alla start up serve. La start up, infatti, non

sa bene come muoversi, consideriamo che:

hanno un capitale di 1 euro;

 i soci sono dottorandi, senza esperienza.

Quindi è importante una rete che la pubblicizzi e che la faccia conoscenza.

5. Ai fini del presente decreto, l'incubatore di start‐up innovative certificato, di seguito: « incubatore

certificato» è una società di capitali, costituita anche in forma cooperativa, di diritto italiano ovvero

una Societas Europaea*, residente in Italia, che offre servizi per sostenere la nascita e lo sviluppo di

start-up innovative ed è in possesso dei seguenti requisiti:

a) dispone di strutture, anche immobiliari, adeguate ad accogliere start-up innovative, quali spazi

riservati per poter installare attrezzature di prova, test, verifica o ricerca;

b) dispone di attrezzature adeguate all'attività delle start-up innovative, quali sistemi di accesso in

banda ultralarga alla rete internet, sale riunioni, macchinari per test, prove o prototipi 12;

c) è amministrato o diretto da persone di riconosciuta competenza in materia di impresa e

innovazione e ha a disposizione una struttura tecnica e di consulenza manageriale permanente;

 Per permanente si intende che non è ammesso che un incubatore faccia questo lavoro part-

time o a volte: si deve trattare di un lavoro continuativo e programmato.

d) ha regolari rapporti di collaborazione con università, centri di ricerca, istituzioni pubbliche e

partner finanziari che svolgono attività e progetti collegati a start-up innovative;

e) ha adeguata e comprovata esperienza nell'attività di sostegno a start-up innovative, la cui

sussistenza è valutata ai sensi del comma 7.

* La Societas Europaea (abbreviata, in latino, SE) è una forma di società che può essere costituita sul

territorio dell'Unione europea, e che funziona sulla base di un regime di costituzione e di gestione

unico, anziché sottoposto a normative statali differenti. Lezione 5 – 06/10/2017

DEROGHE AL DIRITTO SOCIETARIO

Deroghe che la disciplina sulle start up innovative apporta al diritto societario.

Le deroghe non sono moltissime e hanno come finalità quella di rendere la vita più semplice a queste

start up innovative sia nella parte di costituzione sia nel caso in cui le cose vadano male, ovvero ci sono

perdite molto alte (fase patologica).

Creazione di una start up innovativa nella forma di Srl.

L’argomento delle deroghe al diritto societario sarà spiegato prendendo prima l’articolo del codice

civile, che ha applicazione generale, e poi confrontandolo con gli articoli del decreto 221 (art. 26 – 27).

L’art. 26 è un articolo un po’ complicato perché richiama altre norme di legge (sulle quote di

partecipazione, sul diritto/potere dei soci di prendere determinate decisioni).

Quando si crea una start up innovativa si tende ad usare la forma della Srl, anche se si può costituire

anche una Spa. La società per azioni tiene, storicamente, meno conto del ruolo dei soci. Quello che

conta è il titolo azionario e non tanto la figura del socio. A differenza delle Srl, in cui la figura del socio è

centrale, soprattutto dopo la riforma del 93 (riforma del diritto societario).

Necessità di fare una disciplina che sia il più possibile vicino alle necessità dei giovani imprenditori:

possibilità di fare un srl con capitale basso e non trovarsi bloccato dalle norme nel costituire una

società.

Proiezione dell’articolo, che ora è un po’ complicato da leggere, sarà più utile rileggerlo alla fine della

lezione.

Le modifiche al diritto societario comune:

1. Estensione del periodo del rinvio a nuovo delle perdite;

2. Facoltà di utilizzare anche per le start up innovative Srl istituti ammessi solo nelle Spa;

3. Facoltà di offrire al pubblico quote di partecipazione in start up innovative Srl;

4. Permesso di effettuare operazioni sulle proprie partecipazioni;

5. Facoltà di emettere strumenti finanziari, forniti di diritti patrimoniali o anche di diritti

amministrativi.

1. Estensione del periodo prima della Riduzione del capitale per perdite

L’art. 26 comma 1 _ In queste società, il termine entro il quale la perdita deve risultare diminuita a

meno di un terzo, stabilito dagli articoli 2446 e 2442 bis, è posticipato al secondo esercizio successivo.

Cos’è il 2446 e il 2442 bis (disciplina identica al 2446 ma riferita alle Spa)?

Sono due articoli fondamentali per la vita vera della società perché parlano della riduzione del capitale

per perdite. 13

La disciplina che viene disposta per società semplici (non start up innovative) è una disciplina

abbastanza complessa perché come potete immaginare non è una bella cosa dover ridurre il capitale

per perdite. Siamo in una situazione in cui si sta per arrivare alla procedura concorsuale, abbiamo tante

perdite ed è necessario ridurre il capitale.

Secondo il 2446, quando il capitale è diminuito di oltre un terzo, gli amministratori o in caso di

imminenza il collegio sindacale, devono senza indugio convocare l’assemblea per prendere

provvedimenti. All’assemblea deve essere sottoposta una relazione sulla situazione della società con le

varie osservazioni, che devono essere depositata presso la società (così che tutti i soci possano andare

a rileggere, riguardare).

In altre parole, in una situazione di dissesto, con riduzione del capitale di oltre un terzo dovuto a

perdite, gli amministratori convocano l’assemblea e presentano un report per spiegare cosa succede.

Se entro la fine dell’esercizio successivo la perdita non risulta diminuita a meno di un terzo, l’assemblea

ordinaria deve ridurre il capitale in proporzione alle perdite accertate.

La situazione diventa talmente grave che interviene un soggetto esterno: Il tribunale.

Gli amministratori in questo caso hanno un compito delicato: nel caso in cui l’assemblea non

intervenisse, l’amministrazione deve rivolgersi al tribunale e se non lo fa sarà chiamato a risponderne.

Art. 2447 c.c. _ Riduzione del capitale sociale al di solito del limite legale.

Se, per la perdita di oltre un terzo del capitale, questo si riduce al disotto del minimo stabilito

dall'articolo 2327, gli amministratori o il consiglio di gestione e, in caso di loro inerzia, il consiglio di

sorveglianza devono senza indugio convocare l'assemblea per deliberare la riduzione del capitale ed il

contemporaneo aumento del medesimo ad una cifra non inferiore al detto minimo, o la trasformazione

della società.

Quindi gli amministratori hanno due opzioni: aumentare il capitale al di sopra del minimo legale

oppure trasformare la società.

Approfondimento: l’art. 2484 c.c. _ cause di scioglimento delle società di capitali.

Le società per azioni, in accomandita per azioni e a responsabilità limitata si sciolgono: punto 4) per la

riduzione del capitale al disotto del minimo legale.

La clausola “gli amministratori o in caso di loro inerzia il collegio sindacale” sta a sottolineare che se gli

amministratori non si muovono saranno loro a risponderne ma data la rilevanza delle cose di cui si sta

parlando, è importante che intervenga il collegio sindacale.

In base al modello di organizzazione presente nella società, intervengono anche il consiglio di gestione

e il consiglio di vigilanza.

In breve: Deroga per la start up innovative estensione del periodo al secondo esercizio successivo.

Questo allungamento dei termini ha il fine di andare incontro alle esigenze della start up.

2. Facoltà di utilizzare anche per le start up innovative Srl istituti ammessi solo nelle Spa;

3. Facoltà di offrire al pubblico quote di partecipazione in start up innovative Srl;

4. Permesso di effettuare operazioni sulle proprie partecipazioni;

5. Facoltà di emettere strumenti finanziari, forniti di diritti patrimoniali o anche di diritti.

Le quote di partecipazione sono i titoli che attestano il fatto che si è soci e che conferiscono diritti e

obblighi. I diritti di solito li distinguiamo in diritti amministrativi (votare in assemblea) e diritti

patrimoniali (ricevere un dividendo) e diritti misti (recesso perché chiedo di andarmene e chiedo che mi

venga liquidata la quota).

Art. 2468 c.c. _ Quote di partecipazione.

Le partecipazioni dei soci non possono essere rappresentate da azioni né costituire oggetto di offerta al

pubblico di prodotti finanziari.

Comma 2 _ Salvo quanto disposto dal terzo comma del presente articolo, i diritti sociali spettano ai soci

in misura proporzionale alla partecipazione da ciascuno posseduta. Se l'atto costitutivo non prevede

diversamente, le partecipazioni dei soci sono determinate in misura proporzionale al conferimento.

Vuol dire che normalmente sulla torta io vado a capire che fetta tagliare a ciascun socio in base a

quanto questo ha conferito. Tanto il conferimento è grande, tanti diritti e doveri si avranno.

Comma 3 _ Resta salva la possibilità che l'atto costitutivo preveda l'attribuzione a singoli soci di

particolari diritti riguardanti l'amministrazione della società o la distribuzione degli utili.

La start up innovativa, invece, dice quasi l’opposto richiamando quasi la disciplina della società per

azioni. Infatti, nella società per azioni, abbiamo azioni di mero godimento e altri tipi di azioni.

Art. 26 _ L’atto costitutivo della start up innovative costituita in forma di Srl può vendere categorie di

quote diversi, che possono determinare il contenuto anche in deroga a quanto previsto nei commi 2 e 3

dell’art. 2468 c.c.

 vuol dire che sapendo che per le Srl la partecipazione è proporzionale ai diritti; la start up innovativa

in forma Srl si ispira alla disciplina della Spa. 14

In deroga al 2468, comma 1, le quote di partecipazioni delle start up innovative possono rappresentare

azioni e costituire oggetto di offerta al pubblico di prodotti finanziari.

Art. 2479 _ decisione dei soci

I soci decidono sulle materie riservate alla loro competenza dall'atto costitutivo, nonché sugli argomenti

che uno o più amministratori o tanti soci che rappresentano almeno un terzo del capitale sociale

sottopongono alla loro approvazione.

tutti i soci di Srl hanno diritto di voto e il voto pesa proporzionalmente a quanto pesa la sua

partecipazione, a sua volta proporzionata a quanto pesa il suo conferimento.

Nella start up innovativa in forma di Srl c’è una deroga:

Possibilità di avere partecipazioni senza diritto di voto coloro che partecipano ad una start up

 

per ottenere degli utili ma che non sono interessati a votare;

Possibilità di attribuire un diritto di voto non proporzionale;

 Diritto di voto limitato a certi argomenti;

 Diritto di voto subordinato al verificarsi di particolari situazioni non meramente potestativa (=il

 verificarsi di una condizione dipende da fattori soggettivi, ad esempio la volontà degli altri, o da

fattori oggettivi, ad esempio il raggiungimento di certi risultati).

Per le Srl c’è il divieto di operazioni sulle proprie azioni, mentre per le start up innovative c’è una

deroga per le start up che vogliono prevedere un’assegnazione di azioni proprie a:

Dipendenti;

 Componenti dell’organo amministrativo.

In altre parole, si tratta di una remunerazione per gli amministratori e i dipendenti. In questi casi, ci

sono degli incentivi e sgravi fiscali.

Art. 27 della legge 221 non è il caso di studiarlo in maniera approfondita. il regime fiscale è

 

rilevante perché incentivano a lavorare.

Una normativa tributaria/fiscale a favore è un forte incentivo.

La start up innovativa si iscrivono ad una ragione speciale nel registro delle imprese. In questo caso, c’è

una incentivazione dato che è gratis mettersi sul registro.

Infine, le start up innovative non sono soggette alle procedure concorsuali vigenti, anche se fanno

attività commerciale perché si ha un occhio di riguardo nei suoi confronti.

La disciplina del sovra-indebitamento è una disciplina che si applica ai soggetti non fallibili (ovvero non

soggetti al fallimento): l’imprenditore va verso una sorta di segregazione del patrimonio che va a

rimborsare i creditori, senza ricorrere ai formalismi della procedura concorsuale del fallimento (ad

esempio, non c’è un curatore).

Cos'è il crowdfunding?

Il termine crowdfunding indica il processo con cui più persone ("folla" o crowd) conferiscono somme di

denaro (funding), anche di modesta entità, per finanziare un progetto imprenditoriale o iniziative di

diverso genere utilizzando siti internet ("piattaforme" o "portali") e ricevendo talvolta in cambio una

ricompensa.

Si parla di "equity-based crowdfunding" quando tramite l'investimento on-line si acquista un vero e

proprio titolo di partecipazione in una società: in tal caso, la "ricompensa" per il finanziamento è

rappresentata dal complesso di diritti patrimoniali e amministrativi che derivano dalla partecipazione

nell'impresa.

È possibile distinguere altri modelli di crowdfunding a seconda del tipo di rapporto che si instaura tra il

soggetto che finanzia e quello che ha richiesto il finanziamento.

I modelli di crowdfunding

1. modello "donation based” Vi sono anzitutto piattaforme in cui è possibile fare donazioni per

sostenere una determinata causa o iniziativa senza ricevere nulla in cambio: ad esempio, si

sostiene la campagna elettorale di un candidato con lo scopo di favorirne l'elezione.

2. modello "reward based" È poi possibile partecipare al finanziamento di un progetto

ricevendo in cambio un premio o una specifica ricompensa non in denaro: ad esempio, si

finanzia uno spettacolo teatrale e in cambio si ottiene il biglietto per assistere alla sua

rappresentazione. Questo è il modello di crowdfunding ad oggi più diffuso.

3. modello di "social lending" o "peer to peer lending" Con il crowdfunding inoltre è possibile

realizzare prestiti tra privati, ricompensati con il pagamento di interessi ed effettuati per il

tramite di piattaforme on-line.

4. modello "royalty based" si tratta di un nuovo modello che si sta diffondendo, nel quale si

finanzia una determinata iniziativa ricevendo in cambio una parte dei profitti.

Com'è disciplinato il fenomeno in Italia? Il "Decreto crescita bis" e il Regolamento CONSOB.

Nella maggior parte dei Paesi in cui operano portali di crowdfunding il fenomeno non è soggetto a

regolamentazione ed è fatto pertanto rientrare nell'ambito di applicazione di discipline già esistenti

(appello al pubblico risparmio, servizi di pagamento, etc.).

15

Proprio a un particolare tipo di start-up (quelle innovative) sono dedicate alcune norme introdotte

dal decreto legge n. 179/2012 (convertito nella legge 17 dicembre 2012, n. 221) recante "Ulteriori

misure urgenti per la crescita del Paese" (noto anche come "Decreto crescita bis"). Lo stesso titolo del

"Decreto crescita bis" aiuta a capire che è stato adottato con lo scopo di fornire uno stimolo

alla crescita economica del nostro Paese. Nel complessivo disegno del legislatore, l'equity

crowdfunding è visto come uno strumento che può favorire lo sviluppo delle start-up

innovative attraverso regole e modalità di finanziamento in grado di sfruttare le potenzialità di

internet.

Cosa sono le start-up innovative?

Le start-up innovative sono piccole società di capitali (spa, srl o cooperative) italiane, da poco

operative, impegnate in settori innovativi e tecnologici o a vocazione sociale.

Il "Decreto crescita bis" stabilisce i requisiti che tali società devono possedere e dispone

diverse semplificazioni normative per favorirne la diffusione e lo sviluppo.

Requisiti della start-up innovativa

Ai sensi del "Decreto crescita bis":

non è quotata su mercati regolamentati (o su altri sistemi di negoziazione);

 è costituita e svolge attività di impresa da non più di 48 mesi;

 ha la sede principale in Italia;

 è di piccole dimensioni (totale del valore della produzione annua non superiore a 5 milioni di

 euro);

non distribuisce utili;

 è impegnata in via esclusiva, o comunque prevalente, nello sviluppo, produzione e

 commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico, ovvero opera in

via esclusiva nei settori di riferimento della disciplina dell'impresa sociale (link art. 2, comma 1

d.lgs. 24 marzo 2006, n. 155).

Le start-up innovative devono inoltre possedere almeno uno dei seguenti requisiti:

investire in ricerca e sviluppo (almeno il 15% del maggior valore tra costo e valore della

 produzione);

avere fra i dipendenti più di un terzo di dottori di ricerca o laureati comunque impegnati nella

 ricerca (ovvero più dei due terzi in possesso di laurea magistrale);

essere titolari di diritti di sfruttamento (almeno uno) di invenzioni industriali, elettroniche,

 biotecnologiche o di nuove varietà vegetali ovvero di diritti relativi a un programma per

elaboratore originario.

Deroghe in favore delle start-up innovative

Il "Decreto crescita bis" stabilisce in favore delle start-up innovative una serie di deroghe

all'applicazione di norme di legge in materia di:

obblighi di riduzione del capitale in presenza di perdite (alle start-up innovative è

 consentito ridurre il capitale entro due esercizi anziché entro l'esercizio successivo);

diritti dei possessori di quote di s.r.l. (a differenza della disciplina ordinaria è consentita la

 creazione di "categorie di quote" aventi diritti diversi rispetto alle quote ordinarie e anche di

quote prive del diritto di voto);

crisi d'impresa (le start-up innovative in crisi non sono assoggettate al fallimento né alle altre

 procedure concorsuali potendo invece accedere alle più semplici procedure di riorganizzazione

del debito e di liquidazione del patrimonio previste dalla legge n. 3 del 2012);

offerta al pubblico di quote di s.r.l. (le quote di partecipazione al capitale di start-up

 innovative che hanno la forma di s.r.l. possono essere offerte al pubblico, a differenza delle

comuni s.r.l. cui ciò è vietato).

Secondo i dati pubblicati nella sezione speciale del registro delle imprese delle Camere di Commercio la

quasi totalità delle start-up innovative sono costituite in forma di s.r.l. (link).

Gli incubatori di start-up

Affinché possano effettivamente supportare le start-up gli incubatori devono possedere i seguenti

requisiti:

disporre di strutture, anche immobiliari, idonee;

 disporre di attrezzature adeguate, quali accesso a internet ultraveloce, macchinari per test e

 prove;

avere amministratori e dirigenti di riconosciuta competenza in materia di impresa e

 innovazione;

avere regolari rapporti di collaborazione con università, centri di ricerca, istituzioni pubbliche e

 istituti finanziari;

avere una comprovata esperienza nell'attività di sostegno alle start-up innovative, valutata

 attraverso la concreta attività prestata. 16

Qualora posseggano i requisiti richiesti anche gli incubatori, come le start-up innovative, sono iscritti in

una sezione speciale del registro delle imprese tenuto dalle Camere di commercio (LINK

http://startup.registroimprese.it/) dove è possibile assumere informazioni sulle loro attività e

caratteristiche.

La trasparenza delle start-up innovative

La legge impone alle start-up di fornire ed, eventualmente, aggiornare con cadenza almeno semestrale

sul proprio sito le seguenti informazioni:

a. data e luogo di costituzione, nome e indirizzo del notaio;

b. sede sociale ed eventuali sedi periferiche;

c. oggetto sociale;

d. breve descrizione dell'attività svolta, comprese le attività e le spese in ricerca e sviluppo;

e. elenco dei soci, con evidenza delle fiduciarie, holding, con autocertificazione di veridicità;

f. elenco delle società partecipate;

g. indicazione di titoli di studio e delle esperienze professionali dei soci e del personale che lavora

nella start-up (ad eccezione dei dati sensibili);

h. indicazione dell'esistenza di relazioni professionali, di collaborazione o commerciali con

incubatori certificati, investitori istituzionali e professionali, università e centri di ricerca;

i. ultimo bilancio depositato (nel formato "standard XBRL");

j. elenco dei diritti di privativa su proprietà industriale e intellettuale.

Al di là di ciò che è standard quale la data e il luogo di spedizione, ci sono delle informazioni più

particolare che la start up deve dare come il titolo di studio dei soci.

Dove posso trovare le informazioni sulle offerte di capitali on-line? Cosa sono i portali di equity

crowdfunding?

Per assumere le informazioni necessarie a decidere se investire (tramite internet) in strumenti finanziari

emessi da start-up innovative gli investitori consultano i portali on-line che si occupano di equity

crowdfunding. Si tratta di piattaforme vigilate dalla Consob che facilitano la raccolta del capitale di

rischio delle start-up innovative.

I portali forniscono agli investitori le informazioni sulle start-up e sulle singole offerte attraverso

apposite schede (redatte secondo il modello standard allegato al Regolamento) che possono essere

presentate anche con strumenti multimediali tramite immagini, video o "pitch" (le presentazioni,

normalmente in formato Microsoft PowerPoint, con cui si descrivono l'azienda, la sua idea di business, le

persone che la compongono e i piani che intendono perseguire con l'investimento cercato).

Il metodo tipico per entrare in contatto con questa modalità sono i portali. A vigilare è la consob. La

consob ha definito che solo certi soggetti possono gestire un portare. essere iscritti al registro

consob.

Chi può gestire un portale per la raccolta on-line di capitale di rischio emesso da start-up innovative? I

gestori iscritti al registro e quelli annotati nella sezione speciale

Proprio per il ruolo cruciale che svolgono il legislatore ha ritenuto necessario garantire l'" affidabilità" e

la "qualità" del servizio svolto dai portali.

Per questi motivi la gestione di portali è riservata a due categorie di soggetti:

i soggetti autorizzati dalla Consob e iscritti in un apposito registro tenuto dalla medesima

 Autorità;

le banche e alle imprese di investimento (SIM) già autorizzate alla prestazione di servizi di

 investimento (i c.d. "gestori di diritto", annotati nella sezione speciale del registro tenuto dalla

Consob).

L'elenco dei gestori di portali è consultabile sul sito della Consob.

Il registro dei gestori di portali

Il Regolamento Consob distingue il registro dei portali in due sezioni, una ordinaria e una speciale.

Nella sezione ordinaria sono iscritti i gestori di portali che sono autorizzati dalla Consob in seguito

alla positiva verifica della sussistenza dei requisiti richiesti, tra i quali:

la forma giuridica di società di capitali;

 il possesso, da parte dei soci di controllo, dei previsti requisiti di onorabilità;

 il possesso, da parte dei soggetti che svolgono funzioni di amministrazione, direzione e

 controllo, dei previsti requisiti di onorabilità (gli stessi dei soci di controllo) e di professionalità;

la presentazione di una relazione sull'attività di impresa e sulla struttura organizzativa (da

 predisporre secondo le indicazioni allegate al Regolamento Consob).

La perdita dei requisiti è una delle cause che comporta la cancellazione del gestore dal registro.

Nella sezione speciale sono invece annotati i "gestori di diritto", ovvero le banche e le imprese di

investimento autorizzate alla prestazione dei relativi servizi di investimento che hanno comunicato alla

Consob lo svolgimento della gestione di portali di equity crowdfunding.

17

Il registro è consultabile attraverso il sito internet della Consob e attraverso i siti dei portali; al suo

interno potranno essere rinvenute importanti informazioni sui gestori di portali tra cui: il collegamento

alla home page del sito internet del portale e gli estremi degli eventuali provvedimenti sanzionatori e

cautelari adottati dalla Consob nei confronti dei gestori.

La Consob esercita la vigilanza sui gestori iscritti al registro potendo richiedere dati notizie e

documenti ed effettuando ispezioni. Nel caso accerti la violazione di regole, può sospendere il gestore

dall'attività e, nei casi più gravi, radiarlo dal registro, oltre ad irrogare sanzioni pecuniarie.

Possiamo anche avere portali che si occupano di “investitor education” per formare gli investitori che

hanno poche conoscenze nell’ambito.

Cosa accade quando si investe tramite un portale gestito da un soggetto iscritto al registro della

Consob? Ci sono differenze nei rapporti con gli investitori?

Ai gestori dei portali iscritti nel registro della Consob si applica una disciplina più "leggera"

rispetto a quella dettata per gli intermediari tradizionali presso cui abitualmente i risparmiatori

effettuano i propri investimenti.

Come contropartita i gestori iscritti non possono detenere somme di danaro di pertinenza degli

investitori né eseguire direttamente gli ordini per la sottoscrizione degli strumenti finanziari offerti

sui propri portali, dovendo a tal fine trasmetterli esclusivamente a banche o SIM. I gestori non possono

poi svolgere in alcun modo consulenza finanziaria nei confronti degli investitori.

Il ruolo fondamentale del portale è quello di assicurare che gli investitori possano comprendere

caratteristiche e rischi degli investimenti proposti, prendendo visione della relativa informativa

presente nel portale e della presente sezione di investor education.

Una particolare tutela è rivolta nei confronti degli investitori retail (cioè quelli diversi da banche, SIM,

compagnie di assicurazione, etc.) i quali devono completare un vero e proprio "percorso di

investimento consapevole": per accedere alla sezione del portale n cui è possibile aderire alle

offerte devono infatti aver compilato un apposito questionario on-line da cui risulti che hanno preso

visione delle informazioni messe a disposizione e che hanno compreso le caratteristiche e i rischi

dell'investimento in start-up innovative.

Se l'investitore retail non supera il percorso il gestore non può consentire che questi aderisca alle

offerte presenti sul portale.

Chi è nell’elenco consob non potrà mai e mai fare attività bancaria.

Quali sono le informazioni che deve fornire il portale?

Il portale gestito da un soggetto iscritto nel registro tenuto dalla Consob deve mettere a disposizione

dell'investitore le informazioni necessarie a assumere consapevoli decisioni di investimento (tenendo

conto quindi delle caratteristiche e dei rischi che corre). I portali possono utilizzare anche tecniche

multimediali di comunicazione per fornire le informazioni dovute (ad esempio, video e presentazioni).

In sintesi, il Regolamento Consob prevede che l'investitore sia messo in grado di acquisire una

equity crowdfunding.

adeguata conoscenza in merito ai tre principali aspetti dell'

Il portale: l'investitore deve sapere:

 chi gestisce il portale (chi controlla tale soggetto e chi svolge funzioni di amministrazione

o direzione e controllo);

le attività svolte da portale (ad esempio, in che modo sono selezionate le offerte);

o come sono gestiti gli ordini per la sottoscrizione degli strumenti finanziari offerti;

o i costi a carico degli investitori;

o le misure che il portale ha predisposto per gestire i rischi di frode, i conflitti di interesse, i

o reclami e il corretto trattamento dei dati personali;

i dati aggregati sulle offerte svolte dal portale e i risultati raggiunti;

o link investor

la normativa di riferimento, i al registro tenuto dalla Consob, alla sezione di

o education predisposta dalla Consob e alla sezione speciale del registro delle imprese dedicata

start-up

alle innovative e agli incubatori;

i provvedimenti sanzionatori o cautelari che la Consob ha adottato nei riguardi del

o gestore del portale; start-up

le iniziative assunte nei confronti delle innovative nei casi di inosservanza delle

o regole di funzionamento del portale. start-up

L'investimento in capitale di rischio emesso da una innovativa: l'investitore

 deve essere informato su:

il rischio di perdere l'intero capitale investito;

o il rischio di non poter "liquidare" in tempi brevi l'investimento (è il rischio di illiquidità);

o start-

il fatto che non percepirà i dividendi sugli utili finché la società sarà una

o upinnovativa (perché la legge ha posto un divieto); bis

i benefici fiscali introdotti di Decreto crescita (durata e decadenza);

o 18

le deroghe al diritto societario e al diritto fallimentare;

o i contenuti tipici di un business plan;

o retailesercitabile

il diritto di recesso che il Regolamento Consob attribuisce agli investitori

o on-

(senza alcuna spesa né motivazione) entro sette giorni dalla data dell'adesione

line all'offerta.

Le singole offerte, relativamente alle quali il portale deve pubblicare:

 una "scheda" con tutte le informazioni che la Consob ha elencato nell'Allegato 3 del

o Regolamento e i relativi aggiornamenti

le banche e le imprese di investimento cui saranno trasmessi gli ordini per la loro

o esecuzione; start-up

il conto corrente (vincolato) della innovativa presso cui saranno depositate le

o somme raccolte;

le informazioni e le modalità per esercitare il diritto di revoca dell'adesione all'offerta che

o retail

il regolamento Consob attribuisce agli investitori definiti come quelli "diversi dagli

investitori professionali" (sono investitori professionali le banche, le SIM, le compagnie di

assicurazione, etc.) nei casi in cui sopraggiungano dei fatti in grado di influire sulla decisione di

investimento (fatti nuovi sull'offerta oppure modifiche delle informazioni fornite a seguito di un

errore),

le informazioni sullo stato delle adesioni alle offerte (dando anche informazioni circa le

o modalità di pubblicazione e di aggiornamento).

Il "percorso consapevole" che gli investitori retail devono completare per poter aderire alle offerte on-

line

Il regolamento Consob prevede che prima di poter aderire alle offerte presentate sul portale gli

("retail")

investitori non professionali devono, mediante le modalità presenti sul portale:

dare prova di aver preso visione delle informazioni di investor education presenti sul

 internet

sito della Consob;

aver risposto positivamente a un questionario sulle caratteristiche essenziali e i rischi

 start-up

principali connessi all'investimento in innovative;

dichiarare di essere in grado di sostenere economicamente l'intera perdita dell'investimento

 che intendono effettuare.

Gli investitori devono rispondere ad un questionario molto dettagliato, fin esagerato. Il problema è nato

dopo la crisi finanziaria, in cui gli investitori non conoscevano i prodotti in cui investivano i propri soldi.

Inoltre spesso i venditori erano incentivati a consigliare certi prodotti su cui avevano delle provvigioni.

Questa procedura, definita profilatura del cliente, è stata introdotta dalla Consob e dalla Mifid apposta

per ridurre i rischi sopra elencati.

È sufficiente aderire all’offerta sul portale iscritto per completare l’investimento? Il ruolo delle banche e

delle SIM in questa fase

Una volta che l'investitore decide di investire in una start-up, il gestore del portale deve trasmettere

l'ordine di adesione ad una banca o una impresa di investimento che provvederanno a perfezionare la

sottoscrizione degli strumenti finanziari (e a raccogliere le somme corrispondenti in un conto

indisponibile a favore dell'emittente).

In virtù della normativa vigente (nota anche come "disciplina MiFID" stante la derivazione dalla norma

europea) le banche e le SIM dovranno svolgere l'attività nel rispetto della disciplina sui servizi di

investimento che prevede una serie di obblighi informativi e di comportamento nei confronti degli

investitori (tra cui la c.d. "profilatura della clientela").

Per favorire lo sviluppo del crowdfunding e, quindi, agevolare l'accesso ai finanziamenti da parte delle

start-up innovative, il Regolamento prevede una esenzione dall'applicazione della disciplina sui servizi

di investimento per gli investimenti che siano complessivamente al di sotto di una determinata soglia

pari a: 500 euro per singolo ordine e 1.000 euro per ordini complessivi annuali, per gli investimenti

 delle persone fisiche,

5.000 euro per singolo ordine e 10.000 euro per ordini complessivi annuali, per gli investimenti

 delle persone giuridiche.

Per poter applicare l'esenzione, è necessario che gli investitori dichiarino di non avere superato le soglie

(prendendo in considerazione, per la soglia annuale, anche gli investimenti effettuati presso altri portali

nell'anno solare di riferimento).

Disciplina mifid C’è una esenzione a favore di investimenti al di sotto di una certa soglia (la soglia

però è molto bassa, quindi ne rientrano solo investimenti molto esigui).

Quali sono le regole che si applicano alle offerte di capitale on-line?

Le offerte on-line di strumenti finanziari emessi da start-up innovative sono offerte "speciali". Ad esse

infatti si applicano le regole stabilite dalla legge e dalla Consob: ad esempio è importante sapere che

19

non è pubblicato un prospetto, ma una scheda informativa (non approvata dalla Consob) che deve

essere pubblicata sul portale e redatta secondo il modello stabilito dalla stessa Autorità.

Dal momento in cui gli investitori aderiscono on-line a un'offerta su un portale al momento in cui

entreranno effettivamente in possesso degli strumenti finanziari oggetto dell'offerta potrebbe

trascorrere del tempo e talvolta l'offerta potrebbe anche non andare a buon fine.

Alla chiusura dell'offerta il portale dovrà verificare che il 5% degli strumenti finanziari offerti sia stato

sottoscritto da investitori professionali e che siano state rispettare tutte le altre condizioni della singola

offerta.

L’importante per questo esame è conoscere che le start up innovative possono emettere azioni. Le

ulteriori informazioni possono essere viste se si ha tempo o possono essere uno spunto per la tesi.

Diritto di cambiare idea Ho aderito a un'offerta di capitale di start-up innovativa su un portale: e

adesso? Posso cambiare idea?

Gli investitori retail hanno il diritto di cambiare idea a patto che ciò avvenga entro i termini stabiliti. In

particolare:

entro 7 giorni dall'adesione è sempre possibile recedere senza alcuna spesa tramite una

 comunicazione al portale, secondo le modalità indicate dallo stesso;

entro 7 giorni dalla data in cui nuove informazioni (fatto nuovo o segnalazione di un errore

 materiale) rispetto a quelle esposte sul portale sono portate a conoscenza degli investitori, è

possibile revocare l'adesione all'offerta,

in entrambi i casi i soldi già versati saranno restituiti.

La normativa sul consumatore è una normativa molto protettiva per il consumatore, in quanto esso è

considerato la parte debole.

Si può cambiare idea e in più entro 7 giorni si può recedere senza alcuna spesa. E dopo il 7 giorni,

iniziano altri 7 giorni da cui è possibile revocare l’adesione all’offerta.

Quali sono i principali rischi dell'investimento in start-up innovative? (i rischi non sono così

importanti ai fini dell’esame)

Adesso, prestiamo bene attenzione. L'investimento in start-up innovative presenta caratteristiche

particolari e rischi economici più elevati rispetto agli investimenti tradizionali.

Riflettiamo in primo luogo sul fatto che una start-up innovativa è qualcosa di nuovo: non ha una storia,

né propria né riferita al settore in cui opera, non ha risultati da presentare, non ha dividendi da

promettere (la cui distribuzione non è consentita affinché gli utili eventualmente realizzati siano

reinvestiti nell'attività d'impresa).

Una start-up, in sostanza, offre un'idea e un progetto per realizzarla.

La decisione se investire oppure no, pertanto, non si basa, come tradizionalmente avviene, su elementi

economici e razionali ma, inevitabilmente, sul nostro modo di apprezzare, anche emotivamente,

il progetto che ci viene presentato.

E sull'impatto emotivo che il progetto può avere su di noi ben possono influire, oltre che le parole, le

immagini, i video o i "pitch" presenti sul portale.

Tutti gli studi che trattano il tema del crowdfunding sottolineano l'importanza del fattore emozionale

nella scelta del progetto da finanziare. E questo costituisce forse uno degli aspetti più delicati di cui

l'investitore (soprattutto quello non professionale) deve prendere coscienza nella sua decisione di

impiegarvi i propri risparmi.

La mancanza di elementi economici e razionali cui fare riferimento e, conseguentemente, l'approccio

inevitabilmente emozionale con cui si valuta l'investimento, oltre che la intrinseca rischiosità di società

neo costituite operanti in settori innovativi, sono alla base dei principali rischi dell'investimento in start-

up innovative. A questi si aggiunge il rischio di truffa tipico di tutte le transazioni effettuate on-line.

Esaminiamoli più nel dettaglio.

Il rischio di perdita del capitale

La disciplina italiana sull'equity crowdfunding consente di sottoscrivere solo strumenti di capitale delle

start-up innovative: si tratta quindi di investimenti tra i più rischiosi, perché acquistando "titoli di

capitale" si diventa soci della start-up e si partecipa quindi per intero al rischio economico che

caratterizza tutte le iniziative imprenditoriali.

Poiché si tratta, come detto, di società neo costituite operanti in settori innovativi, il rischio che il

progetto imprenditoriale non vada a buon fine è ancora maggiore rispetto a quello delle società già da

tempo operanti in un determinato settore, il che, ovviamente, incide anche sul rischio per gli

investitori di perdere l'intero capitale investito.

È opportuno pertanto investire in start-up solo le somme per le quali riteniamo di poter sostenere la

totale perdita.

Inoltre, con riferimento all'intero nostro portafoglio, è sempre una saggia regola quella di diversificare

gli investimenti: in considerazione della sua elevata rischiosità l'investimento in start-up innovative

dovrebbe rappresentare un percentuale (molto) limitata del portafoglio complessivamente investito

20

anche in attività più tradizionali (titoli di Stato, obbligazioni, azioni, quote di fondi comuni, prodotti

finanziari assicurativi, depositi etc.).

Mancanza (iniziale) di dividendi Divieto di distribuzione degli utili

Dobbiamo comprendere che non è facile che una società da poco costituita riesca, nei primi anni di

vita, a produrre utili. Il "Decreto crescita bis" ha addirittura posto il divieto di distribuzione di

utili (per tutto il periodo in cui la società emittente possiede i requisiti di start-up innovativa, e cioè per

un massimo di 4 anni dalla iscrizione nella sezione speciale del registro delle imprese). Gli eventuali utili

saranno quindi necessariamente reinvestiti nella società accrescendo il valore della partecipazione nel

caso in cui la start-up consegua risultati positivi nel tempo. Chi investe in start-up potrà però

beneficiare di un trattamento fiscale di favore (art. 29 del "Decreto crescita bis" e regolamenti

ministeriali di attuazione).

L’investimento in start up innovative presenta caratteristiche particolari e rischi economici più elevati.

Lezione 6 – 12/10/2017

Di qui a pochi mesi ci troveremo ad avere una normativa sulle crisi d’impresa completamente nuova

rispetto a quella attuale, e dunque anche alcuni temi che abbiamo visto (problema fallimento reti senza

soggettività, trattamento start up innovative che non falliscono ma sono soggette a procedura

alternativa).

Società: teoria economica

Proseguendo nei discorsi relativi alla Governance, andiamo più nel dettaglio vedendo come e quali sono

i meccanismi con i quali il nostro ordinamento gestisce i problemi di Governance.

Per meglio comprendere il problema di fondo, è utile fare qualche riflessione sull’elemento centrale del

discorso, ovvero la società: per tutti è una struttura organizzativa, che può essere costruita secondo

diversi, ma a numero chiuso, tipi con alcune caratteristiche ricorrenti.

In realtà la società, aldilà della definizione data all’interno del nostro ordinamento, è una struttura

diffusa ovunque, e tutti i problemi legati alla Governance vengono risolti dai vari Paesi esteri in

soluzioni simili (ad esempio, problema Dualistico italiano, preso spunto da quello Tedesco, dalla

Germania avevano preso spunto anche i Francesi, ecc.).

Vi è quindi una certa uniformità tra i vari paesi.

Nella società, ci sono 5 elementi ricorrenti, che ritroviamo nelle normative di 6 paesi dell’EU:

1. Personalità giuridica, cioè la società è una Legal Entity (entità legale).

2. Responsabilità limitata riconosciuta.

3. Le partecipazioni nelle società siano trasferibili, ovvero che possano essere cedute da un socio ad

altro soggetto (che acquista e diventa socio).

4. Delega di poteri, cioè l’affidamento del compito di gestire la società a dei soggetti

tendenzialmente diversi dai soci cioè gli amministratori.

5. Partecipazione dei soci attraverso un conferimento a capitale (solitamente di denaro).

1. PERSONALITA’ GIURIDICA o LEGAL ENTITY.

La società, come già detto, è un fenomeno che nasce da un contratto (se è unipersonale è pur sempre

un contratto unilaterale).

In USA tale concetto di società come contratto è espresso con Nexus of Contracts (insieme di

contratti).

L’uso del concetto “nexus of contracts” è ambiguo:

- Ogni società può essere frazionata in tanti mandanti o in una pluralità di rapporti contrattuali

individuali che legano i vari soggetti (ogni società ha soggetti soci, amministratori, creditori,

terzi, dipendenti, ecc.; ciascuno di essi è legato agli altri: amministratori legati ai soci perché i

soci li incaricano di gestire).

- Detto così sembra che la società sia tutto tranne che un’unità: la società sembra un soggetto

destrutturato. L’espressione è usata per dare al fenomeno societario una colorazione

contrattuale, che si distingue dai soci, dagli amministratori, ecc.

- Infatti, qualcuno sostiene che la società, quando nasce, si antropomorfizzi (cioè diventi come una

persona fisica), al contrario altri pensano che la società non diventi una persona MA è

semplicemente un’espressione che riassume un regime giuridico.

La società più che un Nexus of Contracts è un Nexus FOR Contracts, cioè è un meccanismo che

permette di negoziare contratti con un solo soggetto rispetto ad una platea di soggetti.

Ad esempio, la banca deve concedere mutuo. Se esiste una società, concederà un solo contratto

mutualistico. Mentre se dovesse negoziare con tutti i soci, dovrebbe moltiplicare tutte le attività che

deve compiere. Ecco il meccanismo Nexus For Contracts che semplifica i rapporti contrattuali.

La società ha personalità giuridica, se:

- Dispone di un patrimonio autonomo. Il soggetto società può avere diritti e doveri e quindi diritto

di essere proprietaria di beni, con alcune limitazioni: tale patrimonio non può essere ridistribuito

21

ai soci, se non in casi particolari e dando ai creditori il diritto di opporsi (impedire il

depauperamento del patrimonio)

- Deve individuare i soggetti che agiscono a nome dell’ente. L’ente è rappresentato dagli

amministratori.

- Rappresentanza giudiziale: tutti gli ordinamenti prevedono che vi siano delle regole che

consentano di identificare il soggetto presso cui rivolgersi in giudizio per far valere una pretesa.

Riprendiamo l’esempio della banca. Una volta concesso il mutuo, la banca ha difficoltà nell’incassare

le rate di restituzione. Verso chi dovrebbe agire? Verso i soci o verso l’ente? In Italia, il creditore

agisce verso l’ente, nel caso di società di capitali.

2. RESPONSABILITA’ LIMITATA

Si tratta di una regola oggi presente in alcune società (nelle società di persone non è presente).

Ma non è una regola storicamente presente, infatti fino al 1600 non era riconosciuta come una delle

caratteristiche della società e ancora a metà del 1800 la Gran Bretagna non la riconosceva. Tra gli

ultimi paesi a riconoscerla c’è la California (nel 1931).

Oggi, la responsabilità limitata è un elemento comune, che attribuisce una serie vantaggi collegati alla

personalità giuridica.

- La personalità giuridica dà il vantaggio di proteggere gli asset della società dai creditori

particolari dei singoli soci, perché società e soci sono soggetti giuridici diversi.

- La limitazione della responsabilità protegge il patrimonio dei soci dall’aggressione dei creditori

della società. La società risponde con tutti i suoi beni illimitatamente, ma quando il socio

effettua il conferimento, che entra a far parte del patrimonio della società. Il termine

“responsabilità limitata” è un modo di dire che la società ha responsabilità illimitata, e limita la

responsabilità dei soci.

La personalità giuridica e la responsabilità limitata sono due facce della stessa medaglia, perché esiste

un’entità autonoma con un proprio patrimonio: i creditori dei soci e i creditori della società non si

incontreranno.

Il concetto di patrimonio destinato consente alle società di separare una fetta del patrimonio per

destinarlo ad un’iniziativa specifica. L’effetto è che la somma destinata viene sottoposta ad un’ulteriore

regola di limitazione della responsabilità.

Si ripete lo stesso meccanismo, i creditori della società non possono rivalersi sul patrimonio

dell’iniziativa e i creditori dell’iniziativa non possono rivalersi sul patrimonio della società.

La legge ha introdotto dei limiti alla creazione di patrimoni destinati, altrimenti vi sarebbe un abuso.

I vantaggi della responsabilità limitata:

- I soci non devono preoccuparsi di come viene gestito il loro patrimonio. Il socio può calcolare il

rischio sulla somma conferita, la società così vive meglio.

- Se le cose vanno male, al massimo fallisce l’ente con il suo patrimonio, MA non i soci.

3. AZIONI TRASFERIBILI

Chiariamo che le azioni trasferibili non si riferiscono solo alle azioni negoziabili su un mercato

regolamentato (quindi non bisogna pensare solo alle società quotate), ma la trasferibilità vuol dire

che è consentito al socio di cedere le sue partecipazioni e questa operazione (la cessione) non ha

nessuna conseguenza sulla società. In altre parole, la società è indifferente rispetto a chi sia il suo

socio.

- Nella società di persone le quote sono trasferibili, ma la regola vuole il consenso di tutti i soci

perché la società è un contratto e un contratto si modifica solo con il consenso di tutte le parti.

- Nelle società di capitali, le azioni possono essere vendute (senza il consenso degli altri soci). È

sufficiente il consenso di chi vende e di chi acquista. Questo si ottiene cartolarizzando le azioni:

l’azione è un titolo di credito (documento cartaceo anche dematerializzato) che incorpora

determinati diritti (patrimoniali ed amministrativi, ad esempio l’essere socio).

Ci due corollari alla trasferibilità:

1) È sufficiente la trasferibilità per dire che la società è indifferente? NO, ci vogliono anche:

la personalità giuridica. In mancanza di questa, la società sarebbe una comunione (cioè

 una situazione di fatto di persone che hanno stessi diritti su un bene comune).

e la responsabilità limitata. In mancanza di questa, la società non sarebbe indifferente

 ad un socio piuttosto che ad un altro. Ad esempio, se tizio è più facoltoso di caio, al

creditore cambia se è socio tizio o caio; ma se c’è la responsabilità limitata, al creditore non

interessa il patrimonio di tizio o di caio perché non si può rifarsi.

2) La trasferibilità vale per società quotate e non quotate MA possono i soci inserire vincoli alla

circolazione delle azioni?

SI, è possibile inserire nello statuto una domanda di gradimento, cioè l’ingresso di un nuovo

socio richiede il gradimento di altri soci o del CdA. Si tratta di una clausola che tutela la società,

22

dato che la società può monitorare chi diventa socio. È però pericolosa per i soci, che rischiano

di rimanere soci per sempre (rimane disponibile il diritto di recesso).

Ad esempio, un socio vuole uscire dalla società, trova l’acquirente che gli comprerebbe le

quote, però a tale acquirente neo socio non è dato il benestare dal CdA. Il socio allora non

potrà vendere le sue quote in questo caso. Ecco perché esiste anche il diritto di recesso.

Le clausole di gradimento sono spesso presenti nelle società di natura familiare (ad esempio

Ferrero) e che sono volte a proteggere l’identità societaria, formata anche da legami affettivi o

culturali.

4. DELEGA DEI POTERI

Con la costituzione di un’entità autonoma si permette a persone specifiche di agire in nome dell’ente.

Questa è un elemento comune a tutti i fenomeni organizzativi (anche nella comunione, ad esempio nel

condominio si nomina l’amministratore).

Nelle società si individuano delle caratteristiche ulteriori che le distinguono dagli altri fenomeni:

a) Di solito chi ha la delega per amministrare non è un socio, o comunque non c’è una regola che

obblighi i soci ad amministrare (nelle società di persone gli amministratori non possono essere

soggetti esterni, quindi per forza i soci).

b) Di solito gli amministratori sono più di 1, quindi c’è pluri-personalità e si parla di CdA. L’obiettivo

è quello di incentivare il confronto dialettico per ottenere risultati migliori anche se è più

costoso.

A differenza del condominio, in cui c’è un singolo amministratore.

c) Nelle società di capitali, gli amministratori sono scelti dai soci. Nelle società di persone tutti i

soci sono amministratori, quindi è la legge che fa la scelta. Nel condominio, invece, sono i

condomini a scegliere gli amministratori.

d) All’interno dell’organo amministrativo c’è una separazione tra due livelli:

1. Un livello rappresentato da coloro che hanno potere di prendere decisioni ed eseguirle,

2. Un livello superiore al precedente rappresentato da coloro che controllano le decisioni e

le possono autorizzare e/o bloccare.

In Italia ci sono amministratori delegati e CdA che autorizzano e controllano (Sistema dualistico

tedesco), c’è sempre un socio di comando. Ma ora si impone al CdA di distinguere i ruoli (AD e

Vigilanza del CdA).

Negli USA, invece, i controllati (soci) nominano i controllori (amministratori) facendo raccolta di

deleghe.

5. CONFERIMENTO DI CAPITALE

I soci partecipano alla società mediante il conferimento di capitale. È una caratteristica che permette di

distinguere le società di capitale dagli altri fenomeni (ad esempio, nelle società di persone possono

esserci prestazioni lavorative; in una cooperativa c’è uno svolgimento di attività); invece nelle società

di capitali ci deve essere un conferimento di capitale.

Questo si traduce in due regole ulteriori:

1. Il socio ha diritto agli utili derivanti dall’attività svolta, di solito parametrati alla misura del

conferimento.

Questa clausola può essere modificata, cioè nello Statuto si può stabilire che il socio ottenga

una percentuale di partecipazione diversa dal conferimento (ci sarà qualcuno che avrà di più di

quello che gli spetterebbe, proporzionalmente a ciò che ha conferito; e altri che avranno meno

di quanto gli spetterebbe. In questo modo il capitale è tutto coperto, ma distribuito in modo

diverso).

Questo è consentito per riconoscere la possibilità di valorizzare forme di apporto diverse dal

conferimento. Ad esempio, il socio non ha abbastanza risorse economiche, ma ha un giro di

conoscenze utili allo sviluppo del business.

2. Il socio ha diritto di partecipare alle decisioni fondamentali, quindi quelle dell’assemblea

(approvare bilancio, nominare gli amministratori, modificare lo statuto, ecc.).

Questi punti suggeriscono come la società è un fenomeno plurale, nella quale si intersecano soggetti

diversi e interessi diversi. Tali interessi diversi generano conflitti. La società è quindi un luogo che

determina l’insorgere di conflitti, le regole di governance sono volte a risolvere e governare tali

conflitti. Lezione 07 – 13/10/2017

Rapporto di agenzia

Come spiegato nel capitolo precedente, il diritto societario svolge due funzioni generali: in primo luogo,

stabilisce la struttura della forma societaria e le regole accessorie necessarie per supportare questa

struttura; in secondo luogo, tenta di controllare i conflitti di interesse tra i gruppi di interesse delle

società, compresi quelli tra gli "insider" aziendali, come azionisti di controllo e top manager e

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in business administration
SSD:
Università: Torino - Unito
A.A.: 2017-2018

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher cristina.mellano di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto commerciale II e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Torino - Unito o del prof Cerrato Stefano.

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