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Riassunto esame Didattica Generale, prof. Teruggi, libro consigliato Esperienza e didattica, E. Nigris F. Zuccoli e S. Negri Appunti scolastici Premium

Riassunto completo per l'esame di didattica generale del il corso di laurea di scienze della formazione primaria, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente Teruggi: "Esperienza e didattica" di Nigris, Teruggi e Negri. Gli argomenti trattati sono i seguenti:
- esperienza ed educazione.
- la didattica sociocostruttivista.
- il brainstorming.
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Esame di Didattica generale docente Prof. L. Teruggi

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ESTRATTO DOCUMENTO

Contratto didattico​ : sistema di regole e norme implicite che condizionano l’interazione tra i

partecipanti (istruzioni indirette) → si elabora in base alla ripetizione di abitudini specifiche →

elaborazione di un repertorio di comportamenti accettabili che si trasformano in reciproche

aspettative (NB: attenzione all’effetto Pigmalione!)

Trasposizione didattica​ : processo in base a cui vengono selezionati i contenuti disciplinari

da insegnare e organizzare allo scopo di dare loro una forma scolastica, insegnabile e

accessibile agli alunni → semplificazione di una disciplina

NB: per approfondire vedi “Didattica Generale” di E. Nigris, F. Zuccoli e L. Teruggi

Brainstorming: cervelli in ebollizione

​ ​

La scelta​ di qualsiasi metodologia didattica​ rispetto ad altre non è mai una decisione

neutra → l’insegnante:

● dichiara la propria idea di insegnamento

● posiziona la sua figura e quella degli alunni

● definisce un’idea di cultura

Metodologie attive​ : ​ ​

● no percorsi rigidi e predefiniti → modalità f lessibili e strategie non vincolanti

​ ​

● risuonano delle peculiarità dei gruppi in cui vengono utilizzate

Brainstorming​ = “tempesta di cervelli”:

​ ​

● tecnica mutuata dal marketing​ → Osborn​

: inventore di questa metodologia (1939)

→ “​ Come può funzionare un pensiero creativo? Può una squadra produrre idee? La

risposta è sì. Adeguatamente organizzato e gestito, un gruppo può essere

creativamente produttivo a un livello straordinario.” → produzione di molte idee su

specifici problemi/argomenti individuati per aumentare la produttività

• analogie tra la formazione in azienda e quella degli insegnanti

● no giudizio​ , no valutazione, no critica

● molteplicità di soluzioni​ , pluralità di idee e proposte → no unica risposta

● valorizzazione del pensiero creativo

​ ​ ​

● scambio comunicativo e intellettivo → g

ruppo c ome risorsa

• associazione di idee​ → partendo dall’idea di un altro, il cervello risuona per

​ ​ ​

assonanza o dissonanza → analogie, unioni, collegamenti e

contrapposizioni

– Freud​

: psicoanalisi e interpretazione dei sogni

– condensazione: concisione con cui viene resa l’idea in confronto alla

ricchezza che nasconde

● argomento/problema specifico​ (​ “Il problema dovrebbe essere ristretto in modo che

i membri possano dirigere le proprie idee verso un unico obiettivo.”) → no

dispersione

● ruoli​ : ​

• conduttore → spiega le regole di partecipazione, introduce la

questione/problema e chiede ad ognuno di intervenire portando un proprio

contributo (trascrizione su una lavagna + ripetizioni a specchio)

• partecipanti → nessuno copre uno status di maggiore prestigio rispetto agli

altri ​

● anticipare il tema​ ai partecipanti un paio di giorni prima (per “

dormirci sopra”)

● successiva esaminazione delle idee emerse

Esperienze concrete​ in classe​ → doppia d

imensione​

:

● cognitiva​ : ​ ​ ​

● indagine delle p

reconoscenze e delle rappresentazioni di ognuno

​ ​

● pensiero creativo/divergente → flessibilità → a

ssociazioni

● ristrutturazione d

elle conoscenze

● socio-emotiva​ : ​ ​ ​ ​

● rispetto e ascolto r eale dell’altro →​ gruppo → costruzione di un ambiente

relazionale di scambio comunicativo e intellettivo

​ ​ ​ ​

● condivisioni​ , arricchimento e confronti → interazioni

TIP: per la partecipazione di tutti → ognuno scrive la propria idea su un post - it da attaccare

a un cartellone

TIP: collegamenti e connessioni tra le diverse idee emerse → percorso

Discutere per apprendere

​ ​

Discussione​ = esame approfondito di un problema specifico da parte di due o più persone

​ ​ ​

che espongono e confrontano idee, ipotesi e pareri​ e li elaborano a

ttraverso un

ragionamento collettivo​ → Pontecorvo​

: condivisione, ascolto, confronto e riflessione

insieme per giungere a una conoscenza (capacità cognitive e sociali) → bambino come

soggetto attivo​ , competente, in grado di costruire le proprie conoscenze anche in situazioni

collettive in cui vi è uno scambio comunicativo tra pari (​ co - costruzione​ della conoscenza)

→ no processo di insegnamento - apprendimento come trasmissione di saperi

dall’insegnante all’alunno

Ragioni teoriche: ​ ​ ​ ​

● Dewey​ : interesse per gli a

spetti sociali e per gli a

tteggiamenti cooperativi → i

bambini imparano a rapportarsi con gli altri, a rispettare le idee/opinioni altrui, a

lavorare insieme per la realizzazione di progetti comuni o per la soluzione di problemi

→ “pratica di democrazia​ ” ​ ​

● Cousinet​ : importanza dei lavori per g

ruppi di pari e della funzione sociale del

linguaggio → argomentazioni e opposizioni

​ ​ ​

● Piaget​ : scambi sociali tra bambini per lo s

viluppo del pensiero​ e lo stimolo di

conflitti cognitivi (il bambino si imbatte in esperienze che non corrispondono alle

strutture mentali elaborate → disequilibrio → modificare le proprie conoscenze)

● Vygotskij​ : la costruzione della conoscenza avviene prima sul piano sociale

(​ interazioni​ ) e il sapere viene poi interiorizzato a livello individuale (​

zona di

sviluppo prossimale​ = differenza tra il livello di sviluppo effettivo di un bambino nel

risolvere un compito da solo e il livello di sviluppo potenziale, determinato attraverso

le abilità che manifesta nello svolgimento di un compito con il sostegno di un adulto o

di un coetaneo più capace)

​ ​

● Bruner​ : importanza del contesto​

, delle relazioni sociali e degli s

trumenti culturali

(esempio: il linguaggio)

● Gardner​ : teoria delle intelligenze multiple​ → esistono diverse forme di intelligenza e

diversi stili cognitivi all’interno di una classe → vanno valorizzate tutte

● cooperative learning​ : considera il gruppo come mezzo per lo sviluppo cognitivo e

sociale → valorizzazione della cooperazione e della dimensione dell’interazione

sociale

Influenza dell’organizzazione dello spazio​ nello sviluppo cognitivo e sociale:

● flessibilità → no vincoli, adattabile a diverse attività

● personalizzazione → senso di appartenenza

● coerenza → tra strutturazione dello spazio e stile comunicativo di insegnamento

TIP: per una discussione è consigliabile disporre le sedie a cerchio

TIP: organizzare degli “angoli” strutturati in modo specifico per uno scopo/attività

​ ​ ​

Clima positivo: libertà di espressione → no giudizi

Quando e perché: ​

● indagare le conoscenze pregresse → continuità tra conoscenze nuove e quelle già

consolidate → partire da ciò che già sanno i bambini (inizio del percorso)

● far emergere di errori/incomprensioni → indagine delle strutture cognitive e dei

processi mentali dei bambini → errore come tappa necessaria

● approfondire un concetto/argomento → ripensare, rielaborare le conoscenze

● esercitare capacità argomentative

​ ​ ​

● riflettere sul percorso svolto (termine del percorso) → dare s

enso a ciò che si è

​ ​

fatto + sistematizzare gli apprendimenti

TIP: organizzare quanto emerso in mappe cognitive

​ ​ ​

Comunicazione in classe → centralità del l

inguaggio n

ei processi di insegnamento -

ɒ

apprendimento: ↔ɏ

Rogers​ : rispecchiamento verbale​ (o ripresa a specchio) → ripetizione (o riformulazione) da

parte dell’insegnante di una parola o di una frase pronunciata dall’alunno → rilievo a

concetti, conferma di ciò che ha detto l’alunno, incoraggiamento

● sintesi (o riepilogo) → per “fare il punto della situazione”

NB: per approfondire vedi "Le domande che aiutano a capire" (capitoli 1, 2, 3 e 4) di E.

Nigris, “Didattica Generale” (capitolo 5) di E. Nigris, F. Zuccoli e L. Teruggi

Ruolo dell’insegnante​ :

● predisporre un ambiente adatto e un clima favorevole

● individuare l’argomento/problema

● far condividere un’esperienza comune su cui confrontarsi

● far acquisire le regole indispensabili per partecipare → rispetto dei turni di parola

● ridurre i propri interventi

● aiutare a sviluppare la capacità di ragionare ed esprimere il proprio pensiero

● ascoltare ​

Riferimenti a fatti ed esperienze personali​ → analogie e collegamenti con la​ vita

quotidiana

Imparare insieme. Il lavoro del gruppo nella costruzione della

➔ conoscenza

NB:​ per approfondire vedi “La scuola del fare” di C. Freinet

Cooperative learning → apprendimento in piccoli gruppi:

● interdipendenza positiva → il successo del singolo dipende dal successo del gruppo

● eterogeneità dei gruppi → differenze come risorse, ricchezza (​ Cohen​

: impegnare il

gruppo in compiti multiability, complessi, concettuali, che implichino lo sviluppo di

competenze e non l’applicazione di procedure meccaniche)

● responsabilità condivisa della leadership → ognuno è responsabile della

realizzazione del lavoro connessa al proprio ruolo

● clima relazionale positivo

● interazioni faccia a faccia → competenze linguistiche e comunicative

● valutazione di gruppo e valutazione individuale

Tutoring​ : il bambino più competente (tutor) aiuta (scaffolding) il bambino meno competente

(tutee) → zona di sviluppo prossimale​ (​ Vygotskij​ )

​ ​ ​

Spazi, tempi, materiali e strumenti c ome mediatori del processo di conoscenza:

l’​ ambiente comunica obiettivi e aspettative​ e la sistemazione dell’aula​ incide sul clima, i

comportamenti, il rendimento, le relazioni e l’attenzione​ (esempio: distribuzione di un

materiale a testa = lavoro individuale; distribuzione di una parte di materiale a testa = lavoro

di cooperazione)

TIP: all’interno dei sottogruppi affidare a un alunno anche il ruolo di “controllore del tempo”

→ organizzazione, previsioni, responsabilità

​ ​

Composizione dei gruppi (NB: eterogeneità = differenze come risorsa → potenzialità):

● gruppo grande​ = diverse capacità, conoscenze e abilità disponibili ma necessità di

buone capacità sociali e comunicative (rischio di scarsa interazione)

● gruppo piccolo​ = partecipazione di tutti al lavoro e maggiore facilità nell’individuare

eventuali difficoltà

Compiti​ :

● routinari​ :

• hanno una sola soluzione

• sono eseguibili più efficacemente se svolti dal singolo studente

• implicano la ripetizione di procedure o la memorizzazione fine a se stessa

● concettuali → problemi/enigmi (questione aperta e complessa) = ricerca:

• hanno più di una risposta o più di un percorso di soluzione

• implicano una varietà di abilità e di comportamenti → è indispensabile

l’apporto di tutti i singoli membri (​ Cohen​

: “modello di equo scambio”)

• implicano processi complessi, come il problem solving

• implicano l’utilizzo di una varietà di codici, strumenti e materiali diversi e

coinvolgono più sensi

NB: per approfondire vedi “Valutare e certificare le conoscenze” (capitolo 6) di M.

Castoldi

TIP: consegnare a ogni gruppo il testo di un problema tagliato in tante parti quanti sono i

componenti del gruppo

Consegne chiare (grado di dettaglio delle istruzioni variabile)

​ ​

Il prodotto materializza gli obiettivi di apprendimento prefissati → riflette e concretizza i

processi che si sono sviluppati all’interno dei diversi gruppi

NB: per approfondire vedi “Le domande che aiutano a capire” (capitolo 5) di E. Nigris

L’insegnante deve:

● introdurre l’attività (creazione della cornice entro la quale gli studenti lavoreranno →

obiettivi, regole, organizzazione, criteri, strumenti, modalità) → importanza dell’incipit,

di chiarezza della consegna e di coerenza

● intervenire solo se richiesto → autonomia

● assegnare i ruoli/incarichi

• delegazione dell’autorità

• responsabilità

• partecipazione di tutti

• considerazione di:

– età

– esperienze di cooperazione maturate dalla classe

– tipo di compito → determina le funzioni che i ruoli hanno all’interno dei

gruppi

• comprensione di funzioni, obiettivi, valenze sociali e comportamenti connessi

ai diversi ruoli

• è opportuno che ogni alunno sperimenti periodicamente tutti i ruoli

​ ​

● porre delle domande che aiutino​ a esplicitare​ gli apprendimenti emersi durante il

​ ​

percorso/attività e sistematizzare i concetti emersi collegandoli al lavoro svolto in

gruppo ​ ​ ​

Progettazione coerente di attività significative p

er quel gruppo ed esplicitazione dei criteri

​ ​ ​ ​

di valutazione (attenzione non solo al prodotto finale ma anche ai p

rocessi c he sono

avvenuti)

NB: per approfondire vedi “Valutare e certificare le conoscenze” di M. Castoldi

Imparare giocando. Ruoli, apprendimento e didattica

No separazione​ tra gioco e apprendimento (gioco visto erroneamente come svago,

​ ​ ​

distrazione) → il gioco ha un alto p

otenziale educativo​

:

● acquisizione di conoscenze, abilità, competenze

● sviluppo dell’identità e delle relazioni sociali

● interiorizzazione di regole e valori

● motivazione all’apprendimento

​ ​

Huizinga​ → gioco come azione libera​ , situata al di fuori della vita consueta​ , che

​ ​ ​

coinvolge totalmente​ il giocatore, che si svolge con ordine secondo delle r

egole​

, tempi e

​ ​

spazi (setting definito) e che suscita r

apporti sociali

Caillois​ → classificazione dei giochi:

​ ​

● giochi agonisti → competizione

​ ​

● giochi di fortuna → sorte e fortuna

​ ​

● giochi di vertigine → adrenalina

​ ​ ​ ​

● giochi di finzione → “far finta di” → s

imulazione (gioco simbolico)

​ ​ ​

Lotman​ e Bateson​ → rapporto con il reale e il vero​ : il gioco n

on​ è una “falsa realtà” → con

​ ​

«​ questo è un gioco» la realtà viene “​

modellizzata/incorniciata” e gli individui i

nterpretano

​ ​ ​

i reciproci comportamenti, interagiscono c on il mondo e fra di loro, riferendosi a un

​ ​

sistema di regole​ diverse (quelle del gioco) → g

ioco come​ una delle tante r

ealtà

“incorniciate” in cui ci troviamo a vivere quotidianamente →​ comprensione​

,

​ ​ ​ ​

sperimentazione e interiorizzazione​ della v

ariabilità e delle categorie di regole,

comportamenti e stili a seconda di specifici contesti in una situazione protetta →

​ ​ ​ ​ ​

rielaborazione e combinazione d

i elementi e schemi comportamentali che il gruppo

​ ​ ​ ​ ​

culturale di appartenenza propone, i

nteriorizzandoli e innovandoli → esercizio​

,

​ ​ ​

consolidamento e creazione d

i abilità e competenze

Bondioli​ e Savio​ → promozione di:

​ ​

● sviluppo del pensiero (il bambino manipola e ricombina mentalmente i significati)

● creatività (pensiero divergente → idee/soluzioni nuove)

● narrazione (trame di gioco)

● metacomunicazione (condivisione delle trame con i compagni e capacità di uscire

dai ruoli) ​

● affettività (elaborazione di emozioni)

​ ​

● sviluppo sociale (decentramento ed empatia)

Ruolo​ : “​ insieme delle norme e delle aspettative che convergono su un individuo in quanto

occupa una determinata posizione, in una rete di relazioni sociali, ovvero in un sistema

sociale” ​

Goffman​ → visone “teatrale” della vita sociale​ : è una “rappresentazione scenica” in cui gli

attori, a seconda della situazione che si presenta, agiscono il proprio ruolo interagendo con

ruoli altrui e costruendo la propria identità → “ il sé di ognuno di noi non esiste a prescindere


PAGINE

15

PESO

5.46 MB

AUTORE

ElisaDC

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE APPUNTO

Riassunto completo per l'esame di didattica generale del il corso di laurea di scienze della formazione primaria, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente Teruggi: "Esperienza e didattica" di Nigris, Teruggi e Negri. Gli argomenti trattati sono i seguenti:
- esperienza ed educazione.
- la didattica sociocostruttivista.
- il brainstorming.
- la discussione.
- il lavoro di gruppo.
- il role playing.
- l'autobiografia.
- la lezione.
NB: ho inserito collegamenti ad altri testi per eventuali ulteriori approfondimenti.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze della formazione primaria
SSD:
A.A.: 2017-2018

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ElisaDC di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Didattica generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Milano Bicocca - Unimib o del prof Teruggi Lilia.

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