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RIASSUNTO: UN'ESPERIENZA DI CUI AVER CURA

  • Esperienza educativa -> necessità di essere curata
  • Come si può concretizzare nella pratica educativa questo aver cura dell'esperienza educativa?
  • Cosa significa aver cura delle persone?

CAPITOLO 1: CURA, EDUCAZIONE E LAVORO EDUCATIVO

  • Rapporto essenziale, radicale, originario tra cura ed educazione
  • Senso comune di cura ed educazione
  • Cura:
    • istituzionale
    • pregno di avvicinamento
    • "di pancia"
    • informale
    • immediatezza relazionale
    • relazione intima
  • Accianamento
  • riflessione
  • da luogo a relazioni
  • "di testa"
  • formale
  • vicinanza e distacco si alternano
  • Ne cura né educazione quando:
    • gli educatori non possono intervenire secondo un loro intenzione, pensiero o progetto
    • l'esito delle loro azioni sono determinate da fattori esterni
    • quando non si mette intenzione e di ciò che avviene

Educazione e cura -> intenzionalità descrittiva

  • desiderio dei soggetti

Riassunto: Un'esperienza di cui aver cura

  • Esperienza educativa -> necessità di essere curata
  • Come si può concretizzare nella pratica educativa questo aver cura dell'esperienza educativa?
  • Cosa significa aver cura delle persone?

Capitolo 1: Cura, educazione e lavoro educativo

  • Rapporto essenziale, radicale, originario tra cura ed educazione
  • Senso comune di cura ed educazione
  • Cura:
    • Istintuale
    • Pratico allenamento
    • "Di pancia"
    • Informale
    • Immediatezza relazionale
    • Relazione intima
  • Educazione:
    • Ragionamento
    • Riflessione
    • Da luogo a relazioni "di testa"
    • Formale
    • Vicinanza e distacco si alternano
  • Né cura né educazione quando:
    • Gli educatori non possono intervenire secondo un loro intendimento preciso o progetto
    • Quando le loro azioni sono determinate da fattori esterni
    • Quando non si metta intenzione e non si dà libertà
  • Educazione e cura -> intenzionalità descrittiva

- 3 NUCLEI CURA - EDUCAZIONE

  • SPONTANEITÀ/NATURALITÀ
  • SFONDO SOCIALE
  • DIMENSIONE ESISTENZIALE

EDUCAZIONE "NATURALE"->NATURALIZZARE

  • ESCLUSIVITÀ
  • IMMEDIATEZZA

ACCOGLIENZA CONTINUAMENTEINTRECCIATA ALLA PERSONA AI SUOIBISOGNI, RISORSA, CONTATTO

COME BASE X RITORNISCOMMETTESUL MONDO ESTERNO, TUTTO CON UNAMBIENTEPROTETTO

  • SPINGERE
  • BUTTARE FUORI

EQUILIBRIO ISTANZE DI PROTEZIONE EDI EMANCIPAZIONE

EDUCAZIONE SOCIALE E CURA COME NORMALIZZAZIONE

  • EDUCAZIONE COME UN FATTO SOCIALE
  • FOUCAULT
  • CURA DELLA SOCIETÀ -> ESCLUSIONE -> GRANDEINTERNAZZIONALIZZATO

ANCHE QUE MARCATO STRETTOTRA CURA ED EDUCAZIONE

3) Una esistenziale ed educazione romantiche

  • Come qualcosa connesso ad una vita e la morte
  • Accompagnamento

Heidegger cura come "struttura dell'esistenza"

  • La cura regge l'esistenza di ciascuno di noi

Esistenza: mix tra quello che noi siamo e ciò che possiamo essere

  • Auto educazione
  • Cura come coltivazione di possibilità
  • Domande di pausa, riflessione

4) Educazione come campo di esperienza

  • Luogo educativo introduce uno scarto rispetto alla vita di tutti i giorni
  • Consente di separare "l'educazione dalla vita"
  • Si evita un processo che nasconde somiglianze con la propria esperienza pregressa ma fa anche tutte ciò che fanno solitamente la discontinuità
  • Esperienza educativa
    • Una come sfondo, come pratica e come effetto di essa

CAPITOLO 2: AVER CURA DEL CORPO

  • La dimensione corporea aiuta a stare in contatto con la concretezza della pratica educativa
  • Aver cura dell’educazione = Aver cura del corpo
  • Corpo come luogo di un’esperienza educativa
  • Corpo è il nostro modo di fare esperienza

Tradizione occidentale

  • Corpo come oggetto

Il corpo può essere visto come luogo in cui si provano sensazioni

  • Possibilità di sentire la relazione verso il mondo, verso il corpo altrui.

La relazione si costituisce nell’incontro e nei confini di due o + corpi, all’interno di uno spazio dato e vissuto

-Incontro con la differenza

se no, la rifiutiamo come qualcosa che ci allontana = ci rivolge a quella attiva

→ diversità

→ costruisce sé nuova

→ rotture di stare nella differenza

→ smarrimento della ns esistenza a quella attiva

- la diversità non paralizza camminare avanti - e il tramite "intenzionalità" = la nostra l'analogia, migliorando noi stessi → attiva

- empatia → implica contatto corporeo → nasce dalla sensazione concreta→ implica un cambiamento/trasformazione in interiore (rassicurare le proprie sicurezza) x le proprie tenuti come proprio corpo/para)

  • STATO DI BISOGNO -> STATO DI MANCANZA

MASLOW PIRAMIDE

Bisogni come esperienza corporea che avviene in un contesto relazionale (ciò può acquistare significati differenti)

  • Bisogno come esperienza relazionale

Come ci rapportiamo al bisogno? Come viviamo?

  • Le ns. une tendono a corrispondere a un’azione di sostituzione all’atto nella sua capacità di aver cura di sé
  • CIÒ CHE TENDI A SOSTITUIRSI DOMINANDO

UNA AUTENTICA = comprendendo insieme alla persona quale senso stia assumendo ciò che vive, sente, può fare ecc.

Fai scoprirle di poter essere

  • OSCILLAZIONE TRA EFFETTIVITÀ (corrispondenza in un preciso bisogno) E POSSIBILITÀ

LA VITA AUTENTICA SI FERMA ALL’EFFETTIVITÀ!

CAMBIARE SEGUENDO SU BISOGNO, DISAGIO, EMERGENZA

CAPITOLO 3: AL LAVORO DELLE MEDIAZIONI

  • MEDIAZIONE EDUCATIVA - DI ATTRIBUIRE SENSO A QUEL CHE ACCADE
    • COSCIENTE DI FARE ESPERIENZA DEL PROPRIO VISSUTO
    • APRE A NUOVE FORME DI CONSAPEVOLEZZA
      • MODO CON CUI OGNUNO DI NOI COSTRUISCE I PROPRI SIGNIFICATI, LE SIMBOLI CHE CON CUI AFFRONTA IL MONDO, LO INTERPRETA E AGISCE
  • MEDIARE = PRATICA CHE CONSENTE DI FARE ESPERIENZA DEI VISSUTI, ELABORANDOLI
    • COLLEGAMENTO CON ATTIVITÀ - PROCESSI SUCCESSI - GRADUALITÀ
  • MEDIARE = RESTITUIRE - SECONDO MASSA
    • COMPITO DI FACILITARE L'INSERIMENTO DELL'UTENTE IN UNA SINTONIA SOCIALE CONDIVISA
  • MEDIARE = SPAZIO TRA CHI STA APPRENENDO E L'AMBIENTE IN CUI VIVE
  • SOSTARE NELLE ESPERIENZE
  • 3 RISCHI:
    1. POSSIBILITÀ DI RIDURRE LE PRATICHE DI MEDIAZIONE A PRATICHE INFORMALI
    2. CREDERE CHE SI POSSA MEDIARE ATTRAVERSO LA RIPRODUZIONE DI OPPORTUNE E SPECIALI MEDIAZIONI CHE VENGONO A COLLETTIVIZZARSI NEI LUOGHI ISTITUZIONALMENTE DEPUTATI AD EDUCARE

Rischio di dare x scontata la mediazione

Mediazione - pratica che ha a che fare con l'esperienza, e predisposizione di contesti.

  • Mediatori (ex prove → sostegno)
    • Assumono forme diverse: reviste, oggetti, attività.
    • Crea dei passaggi tra il passato/presente e il futuro → va verso qualcosa di nuovo
      • fondatore colle progetto
        • Gestoi istituitivo → modifica l'istituito
    • Devono essere riconosciuti dai soggetti come qualcosa di cui ci si possa fidare.
    • Possono essere usati dai soggetti per scoprire qualcosa, vivendo a modo loro.

Caratteristice:

  1. Non possono essere unig/isolati ma devono essere tanti/pluirali xk ciascuni mediatore rinvia in ad un áltro.
  2. Sono tali quando connettono non solo le esperienze ma anche diverse pensiete tra loro.
  3. Servono x fare esperienza: devono potere portare alla riscia il soggetti é fare questo gioco rappresentano il soggetto senza compromitierno.

d) Si costruiscono su misura, il cui valore è situazionale e si trasferiscono

  • Inventori ai giochi distinguendo l'esperienza di apprendimento si fa normalmente, ovvero l'esperienza diffusa
  • Modulano gli stimoli, la loro frequenza
  • Concentrarsi su qualcosa di specifico
  • Lavorano anche sull'ordine e intensità in cui vengono presentati gli stimoli
  • Gradualmente in modo tale che l'attività sia sopportabile e maneggiabile dal soggetto

Creatività pedagogica - Conoscere a fondo le situazioni in cui si trova a lavorare, conoscere in funzione della creazione di mediazioni

Inventori organizzano dei campi di esperienza

"Come se" dimensione finzionale dell'esperienza educativa

Educatore è capacità di analisi e lettura critica delle situazioni

+ Capacità progettuali

Capitolo 4: aver cura del processo educativo

  • Compito educatori-drammaturgie esperienze educative

Mediazione pedagogica:

  1. Creazione condizioni ambientali
  2. Impatto del contesto da contesto
  3. Predisposizione di condizioni per nuovi apprendimenti

Differenza inserimento-accoglienza

Immediato                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                         

In esperienza educativa il mondo della vita va allontanato ma tenuto in sfondo

<< È nel modo di nominare adesso di ripensare a quanto accade da fuori del significato e sedimentario gli apprendimenti

Tempi diversi: settoriali

R. Massa

PROCESSO EDUCATIVO - DI SPETTACOLO TEATRALE

  • LUOGO
  • CHIOCIALE
  • LUOGO
  • EDUCATIVO

  • ARTICOLARE SCENE - TRATTI
  • RITMO DI PASSAGGIO TRA UNA SCENA E L'ALTRA
  • RITUALI

LOREAZIONE EFFETTO "RADURA"

CREARE CONDIZIONI ASSEGUATE = APPARECCHIARE LA SCENA

  • COMPETENZA - PEDAGOGICA COMPLESSA

INCONTRO EDUCAZIONI TRA'NT PRESENTE

VALORIZZARE NEL QUI E ORA CIÒ CHE ACCADE NELLE SCENE EDUCATTIVE IN TERMINI DI APPRENDIMENTI, CONQUISTE, INSOSIE DEI LIMITI

CAPITOLO 5: IL PROGETTO E LA CURA DEL PROCESSO EDUCATIVO

PROGETTO - PROGETTAZIONE EDUCATIVA

  • ANALISI BISOGNI - OBIETTIVI A LUNGO/BREVE TERMINE - STRATEGIE - ATTIVITÁ - ESITI ATTESI - MODALITÁ E TAPPI DI VALUTAZIONE
  • PROGETTO COME ROTTE

CONSTRUZIONE ARTIFICIALE

  • AZIONE TECNICA E CULTURALE
  • STIMA IL MONDO DELLA VITA E IL MONDO DELL’EDUCAZIONE
  • DIAMO VALORE A QUESTI 2 MONDI

RISCHIO: “DARE X

SCONTATO IL MIR

PROGETTO RISCHIA DI DIVENTARE VUOTO TRA I TANTI OGGETTI E INGOMBRORE DEL CARICO EDUCATIVO

PROGETTO = AZIONE IDEATIVA E PRATICA DOPO AVER A CHE FARE CON IL FATTO DI PARTIRE DA CONCETTI ESISTENTI, COSTRUIRE SITUAZIONI ATTIVE, EVIDENZIANDO LE POTENZIALITÁ GIÁ

ESISTENTI

SI HA LA RIX DI FAR “SFUMULARE/SFORMULARE

RENDERE EVIDENTE AL SOG “C MQ/CQM CUI E

FATTO, LE POTENZIALITÁ NON VISIBILI, RINNORSI

IMPOSSIBILI

  • PROGETTO = DOPO DIVENTARE OGGETTO DI ATTENZIONE
  • E MANUTENZIONE

Diversi Progetti

  1. Progetto Educativo Individualizzato (PEI)

    • Conoscenza del soggetto
    • Raccogliere le diagnosi mediche o conoscenze pregresse
    • Osservazioni svolte da educatori
    • Evidenziare le parti "sane"
  2. Il Progetto di Vita

    • Ampio contesto progettuale in cui si colloca la progettazione individualizzata
    • Consente agli educatori di pensare al loro utente non solo come utente ma come persona che frequenta uno o più contesti educativi
    • Verifica attraverso territorialità che ogni servizio educativo tende a darsi ai PET
    • Box di conoscenze ad ogni soggetto la facoltà di avere un proprio progetto esistenziale e quindi di poter decidere come vivere la propria vita
    • Mettere gli educandi nella condizione di potersi esprimere e ascoltati
    • Educandi parte attiva del progetto
    • Si forma una rete di continuità educativa
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PED/03 Didattica e pedagogia speciale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher luswim di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Didattica e pedagogia dell'inclusione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano - Bicocca o del prof Palmieri Cristina.
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