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Neuropsicologia del linguaggio

Neuropsicologia del linguaggio

CAP.1 CHE COSA E' IL LINGUAGGIO

NEUROPSICOLOGIA E LINGUAGGIO

Ha come oggetto la relazione tra fenomenologia e basi nervose delle funzioni cognitive

(rapporto tra mente e cervello), perciò ha una vocazione interdisciplinare, data la

(→ integrazione con altre branche delle neuroscienze).

complessità della questione

Si costituisce negli anni Cinquanta e ha origine nelle scuole cliniche neurologiche e

psichiatriche di metà Ottocento, che avevano condotti studi su pazienti con lesioni cerebrali

e conseguenti alterazioni delle funzioni cognitive complesse.

nell’osservazione e l’uso di

La metodologia adottata consiste sul campo strumenti statistici

e tecnologici. Tra i metodi usati per lo studio di pazienti cerebrolesi abbiamo:

- Associazione sintomatologica: che conduce a una sindrome. Quando lo stesso

paziente presenta alterazioni riguardanti compiti e funzioni cognitive diverse, si

desume che vi sia un danno di aree funzionalmente diverse oppure che abbiano un

legame con un unico sistema funzionale.

- Dissociazione: principio metodologico per scoprire la multicomponenzialità dei

processi cognitivi, usando diversi compiti. Ipotesi che diverse lesioni possano

danneggiare sistemi funzionalmente diversi.

o Semplice: quando un paziente sa svolgere un compito A ma non un compito

B → implica il coinvolgimento dell’area lesa nello svolgimento del compito

B ma non di A; oppure la diversa difficoltà dei due compiti.

o Doppia: quando due gruppi di pazienti (A e B) devono svolgere i compiti x e

y e hanno comportamenti opposti (ma entrambi sanno svolgere solo uno dei

due compiti) → il sistema del compito x contiene una parte non contenuta nel

sistema del compito y.

Inizialmente studi su casi clinici singoli, alcuni dei quali divenuti paradigmatici (citati col

nome del paziente), poi dagli anni 60-80 si sviluppa il metodo degli studi di gruppo

basato sull’applicazione di strumenti valutativi standardizzati a gruppi costituiti sulla

base del tipo di sintomo e sede della lesione, per generalizzare i dati dei casi singoli

(talvolta però la valutazione media può essere fuorviante).

Sia studi sui gruppi sia studi sui casi singoli sono strumenti fondamentali, attuati con:

- Osservazione sul campo

- Strumenti statistici e valutativi

attraverso repliche dell’esperimento

- Verifica → relazione tra morfologia

- Tecniche di visualizzazione del cervello in vivo

cerebrale e strutturale neurali e funzioni cognitive. 1

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LINGUAGGI E LINGUE STORICO NATURALI

I linguaggi umani sono gli strumenti di comunicazione più sofisticati e potenti, si

distinguono in gestuali (lingue segnate) e vocali (lingue storico-naturali)

Le lingue storico-naturali sono gli strumenti più tipici utilizzati dagli uomini, e che hanno

una caratterizzazione sociale e storica. Sono così definite perché rappresentano una

miscela di natura e cultura.

Sono caratterizzate da:

• Oralità-auralità: canale vocale per la produzione e canale uditivo per la

comprensione

• Doppia articolazione (1*): sono costituite da un numero limitato di unità non

significanti (fonemi) a partire dai quali vengono formati un numero illimitato di

unità significanti (morfemi etc.)

• Creatività e onnipotenza semantica: capacità di un nativo di una data lingua di

produrre enunciati mai uditi o mai formulati prima. È una proprietà esclusiva del

linguaggio umano.

Il linguaggio corrisponde alla capacità umana di utilizzare un codice arbitrario e

convenzionale per esprimere, comunicare, e rappresentare la realtà interna ed esterna.

È arbitrario perché questa capacità di sviluppare la lingua parlata prende come

realizzazione pratica moltissime sfumature, che sono poi le diverse lingue.

Per svilupparsi è necessario che si verifichino almeno tre condizioni:

• contesto comunicativo, è necessario essere esposti, cioè è necessario che i neonati,

il bambino, tutti noi si sia immersi in un determinato contesto dal punto di vista della

comunicazione.

• Bisogna essere esposti ad una lingua, in teoria che il neonato può imparare tutte le

lingue del mondo, dipende esclusivamente dalla lingua alla quale è esposto,

• L'integrità dei sistemi afferenti ed efferenti, vale a dire è necessario che ci sia un

sistema uditivo intatto e che siano integri i sistemi di uscita che sono ovviamente la

laringe per la produzione, e il tratto sovralaringeo per l'articolazione del suono.

La scienza descrittiva delle lingue storico-naturali è la linguistica, che analizza la lingua su

vari livelli:

• fonologia e fonetica: studiano le proprietà distintive e acustiche dei suoni

è l’unità fonologica minima con

caratteristici di una lingue. Il fonema valore

distintivo, cioè il cui cambiamento comporta un cambiamento di significato. È un

concetto astratto, a cui il parlante riconduce gli allofoni, cioè le diverse modalità di

produzione di un fonema che in fase di percezione il cervello dell'ascoltatore

NB l’identificazione

classifica e giudica come un unico fonema di una data lingua.

necessaria per la decodifica e l’interpretazione.

della corrispondenza è Perciò:

→ apparato fonatorio e onda sonora

allofono → cervello e insieme concomitante

fonema di tratti distintivi, cioè le più piccole

differenze tra due fonemi. 2

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La fonologia studia i suoni specifici di una lingua (fonemi), la fonetica invece

studia la produzione e la percezione di suoni linguistici.

I fonemi vocalici vengono distinti in base alla posizione assunta dalla lingua nella

cavità orale durante la loro produzione. I fonemi consonantici si distinguono

innanzitutto per il tratto di sonorità (vibrazione o meno delle corde vocali) e poi si

classificano in base al luogo di articolazione:

Occlusivi: occlusione momentanea del canale orale.

Fricativi: restringimento del canale orale

Affricati: iniziale occlusione a cui segue una costrizione

il velo palatino si solleva e l’aria fluisce dalle fosse nasali.

Nasali:

Laterali: parziale occlusione del canale orale, provocata dalla lingua che ne

ostruisce la parte centrale lasciando spazio solo ai lati

Vibranti: occlusione intermittente del tratto vocale

NB i suoni che compongono una parola sono concatenati in una sequenza

→ impossibile separare i fonemi tra loro → difficoltà per lo

ininterrotta speech

recognition (riconoscimento automatico del linguaggio grazie a un elaboratore

elettronico).

• Morfologia: studia la concordanza delle parole e la struttura interna delle parole.

Il morfema è la più piccola unità linguistica dotata di significato, che si può

combinare in diversi modi. Si distinguono morfemi liberi (da soli veicolano una serie

di info sufficienti a formare una parola indipendente) e morfemi legati (per

esprimere significati completi devono essere associati ad una forma libera). Si

distinguono inoltre i morfemi lessicali (classe aperta, parole contenuto come nomi,

verbi, aggettivi) e morfemi grammaticali (classe chiusa, funtori come pronomi,

articoli, preposizioni).

• → livello più spinoso, diversi

Semantica: si occupa del significato delle parole

approcci (es. analisi componenziale, classificazione tramite tratti semantici).

sono varie fasi dell’elaborazione

Secondo alcuni ci delle parole nel lessico mentale

(dizionario):

1. Stadio semantico: significato delle parole

2. Lemma: caratteristiche grammaticali delle parole sequenza di

3. Stadio lessicale: rappresentazioni fonologiche/ortografiche→

fonemi o grafemi corrispondenti alle parole.

Poiché il processo di comunicazione può avvenire attraverso un canale su uditivo

(lettura) è stata ipotizzata l’esistenza di

(ascolto) o visivo due componenti lessicali

in ingresso lessico fonologico e lessico ortografico sia in entrata che in uscita

(modello a due vie).

Inoltre, ampliando la prospettiva si ha la semantica frasale (studio del significato

delle frasi) e la semantica discorsiva (studio del significato dei testi e della loro

coesione → significato delle parole e come esse sono strutturalmente combinate) 3

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• Sintassi: riguarda le modalità di collegamento delle parole per costruire frasi

→ In quest’ambito possono

dotate di significato frase unità minima del discorso.

essere distinte le lingue analitiche (es ita) in cui la funzione sintattica è stabilita in

base all’ordine delle parole (che quindi deve essere preciso); e le lingue sintetiche

(es latino) dove la funzione sintattica è incorporata nella parola stessa e codificata

→ l’ordine delle parole nella frase è meno importante

come morfema

• →

Pragmatica: è lo studio della lingua come mezzo per compiere azioni studio

della conoscenza delle regole dell'uso di una lingua al contesto, anche

extralinguistico (→ aspetto sociale e culturale), entro il quale si svolge la

comunicazione (turni di conversazione, metafore, ironia, conoscenza dei discorsi

precedenti, livelli culturali e ruoli) competenza pragmatica consente lo sviluppo

corretto delle informazioni inferenziali attivate da una certa frase (ironia, metafora

etc.) e presupposizione di ciò che è condiviso tra i due interlocutori. 4

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CAP 2 - IL FARSI DELLE LINGUE

FILOGENESI DEL LINGUAGGIO

quanto la comunicazione costituisca l’essenza degli esseri viventi, nessun altro

Per

organismo ha mai sviluppato un codice di complessità paragonabile a quello delle lingua

umane, data da:

• Vastissima gamma di suoni producibili

• Combinazione di suoni in unità significanti (parole)

• Precise regole di combinazione

La nascita del linguaggio articolato sembra collocarsi a circa 200-150 mila anni fa.

ha consentito l’amplificazione

Lo sviluppo del linguaggio articolato delle capacità

mentali dell’Homo Sapiens. ↓

linguaggio articolato è stato un salto evolutivo con una funzione adattiva: la sua

comparsa viene equiparata a processi di selezione naturale che hanno permesso la

(come quello dell’allungamento del collo

sopravvivenza e il successo della specie

della giraffa). ↓

Rapido scambio di informazioni consentito dal linguaggio che ha favorito

nell’Homo Sapiens:

• creatività artistica

• abilità tecnica

• complessità sociale

→ l’esplosione artistica e tecnologica di 50 mila anni fa coincide almeno in

parte con lo sviluppo del linguaggio.

I fattori determinanti che hanno consentito lo sviluppo del linguaggio sono:

▪ abbassamento della laringe nel tratto vocale: tale cambiamento ha lo svantaggio

di non consentire di bere e respirare contemporaneamente, come fanno gli

vantaggio di consentire l’articolazione di una

scimpanzé e i bambini, ma il grande In accordo con l’assunto fondamentale

gamma molto vasta di suoni.

secondo cui lo sviluppo del singolo individuo (ontogenesi)

dell’embriologia

riepiloga quello della specie (filogenesi) la capacità del bambino di produrre suoni

più complessi sembra legata al cambiamento di posizione della laringe che ha luogo

tra gli 11 e 18 mesi di vita.

▪ Ampliamento della scatola cranica che ha consentito la crescita della corteccia

prefrontale

▪ Mutamento del gene FOXP2: questo gene codifica le proteine regolatrici dello

sviluppo della corteccia cerebrale. È un gene molto legato al linguaggio articolato, a

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livello evoluzionistico il suo cambiamento avvien nello stesso periodo ipotizzato per

l’origine del linguaggio. Inoltre, in persone con mutazioni di questo gene presentano

gravi problemi di linguaggio

Una questione controversa è quella legata alla modalità in cui è comparso il linguaggio

articolato due tipi di teorie:

▪ Monogenetica: le complesse capacità linguistiche sarebbero comparse

all’improvviso nell’Homo sapiens grazie a un singolo evento determinante, un

momento di forte di discontinuità.

▪ Poligenetica: il linguaggio si sarebbe sviluppato in maniera graduale e lentissima,

tramite una serie di fattori.

Ci sono alcune teorie che considerano il linguaggio articolato come una derivazione del

Il linguaggio articolato sarebbe conseguente all’autonomia

linguaggio gestuale. della parole

dal gesto, altrimenti sarebbe possibile solo un protolinguaggio (sistema di simboli senza

regole di combinazione).

ONTOGENESI DEL LINGUAGGIO

L’acquisizione del linguaggio deriva da:

- Naturale predisposizione genetica: si tratta di un istinto (innato), di un processo

“automatico” legato a fattori genetici. NECESSARIA MA NON SUFFICIENTE.

- Processi di apprendimento ed esperienza: sono fondamentali per la corretta

maturazione del linguaggio. ↓

Per il pieno sviluppo del linguaggio è necessario:

▪ Integrità di strutture anatomo-fisiologiche e di precise funzioni cognitive

▪ in cui l’individuo è immerso

Complessità e ricchezza della società linguistica

ed esposti a certi stimoli necessari alla corretta acquisizione del linguaggio.

Sviluppo della percezione e del riconoscimento dei suoni del linguaggio

Sul piano ontogenetico la capacità di produrre e comprendere i suoni ha luogo entro i primi

11-18 mesi.

È emerso però che i suoni del linguaggio vengono riconosciuti e memorizzati già nella vita

intrauterina.

Infatti, il feto umano reagisce alla voce umana in modo diverso rispetto al rumore, e

nell’utero, possiamo

reagisce in particolar modo alla voce materna. Ponendo una sonda

avere informazioni su come cambia il battito cardiaco del feto in relazione ad un evento

esterno come la produzione di parole da parte della madre. Si è notato che durante la

presentazione di stimoli verbali si verifica un'accelerazione del battito cardiaco, che

torna a livelli basali dopo la ripetizione continua del suono. Presentando un suono

linguistico diverso, si registra un nuovo aumento della frequenza. Ma è un cambiamento

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linguistico che l’infante registra, o semplicemente un cambiamento sonoro?

Per rispondere a questa domanda un altro paradigma di studio utilizza al posto della

frequenza cardiaca il parametro della frequenza di suzione dimostrando che bambini di

poche ore o giorni percepiscono i suoni del linguaggio in maniera categoriale. La

ripetizione di uno stesso suono o di suoni fisicamente diversi ma con gli stessi tratti

distintivi (variazione acustica ma stessa categoria linguistica allofoni), porta ad una

abituazione del riflesso di suzione mentre la presentazione di un suono fisicamente simile

ma con tratti distintivi diversi (variazione fonemica) non portano ad abituazione.

I neonati hanno la capacità di percepire fini e importanti differenze fonologiche e di

discriminare i contrasti fonemici di tutte le lingue. Questa capacità decresce fino a che

sono discriminabili solo i contrasti fonemici della lingua a cui si è esposti.

NB la capacità di discriminare e categorizzare i complessi suoni di una lingua dipende dalla

grazie all’esposizione a certi suoni.

1

capacità di attivare certe strutture cerebrali , stimolante

Senza esposizione quelle strutture decadono.

L’uomo possiede un apparato uditivo programmato geneticamente alla discriminazione

l’esperienza è

di caratteristiche distintive dei suoni linguistici MA decisiva per lo sviluppo

e la messa in atto delle potenzialità linguistiche.

NB il neonato riconosce la lingua parlata dalla madre, perché mostra una preferenza per

l’ascolto di questa lingua, mentre gli sono indifferenti le altre.

SVILUPPO DELLA PRODUZIONE VOCALE NEL BAMBINO

L’abbassamento della laringe è determinante per la capacità di produrre e modulare suoni

→ prima di allora nessun neonato

linguistici (a livello ontogenetico avviene tra 11-18 mesi)

potrà articolare suoni complessi.

L'emissione di suoni precede di molto l'organizzazione della fonazione in linguaggio

(pianto, grida etc. per comunicare stati interni → strutture sottocorticali

articolato

indipendenti da quelle deputate al linguaggio). Per il corretto sviluppo articolatorio sono

necessari una normale percezione uditiva e una corretta dinamica neuromuscolare (per il

controllo della laringe). →

La capacità di comprendere i suoni linguistici precede quella di produrli

discriminazione e produzione dei suoni linguistici sono interdipendenti.

Nel periodo prelinguistico distinguiamo varie fasi:

• 3 mesi: prime vocalizzazioni, suoni in cui si riconoscono associazioni consonante

vocale, oltre a gridolini e gorgheggi. Appare il sorriso sociale (rivolto al volto

umano) e, durante le interazioni quotidiane come la pappa o il cambio, il bambino

1 Le strutture nervose atte alla discriminazione fonetica alla nascita sono sottocorticali. NB alla nascita il sistema non è

completamente maturo, l’abilità di riconoscere e riprodurre suoni complessi cresce col tempo. 7

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mostra sempre più interesse e piacere a produrre suoni diversi. Se l'adulto lo imita è

già possibile costruire delle micro-conversazioni, che rappresentano la base delle

future conversazioni.

• 4-5 mesi: maturazione di strutture nervose per una migliore coordinazione

→ crescita del repertorio di suoni.

orofaringea

• 6 mesi: il bambino inizia a produrre sillabe composte da Consonante Vocale con un

ritmo respiratorio uguale a quello del linguaggio a

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/02 Didattica delle lingue moderne

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Bacchae2 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di glottodidattica delle lingue moderne e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Roccaforte Maria.
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