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MEDIOEVO—> TEATRALITA’ DIFFUSA

Molteplicità di luoghi teatrali: chiese, strade, cortili, piazze

Paradosso del corpo—> dualità di valori—> danza

Istrione generico

Con la nascita della poesia trobadorica XII sec si afferma il giullare

XIV sec—> CORTE

Spettacolo utilizzato dalla corte per mostrare il proprio potere politico, prestigio e per avere

consenso, e comunicare i propri valori.

Danza—> utile strumento di educazione e diletto. Parte integrante dell’educazione del buon

cortigiano

Intermedii—> durante i banchetti, danza puro movimento o tema

TRATTATI:

“De arte saltandi et choreas ducendi” (ante 1455) Domenico Da Piacenza

“Libro dell’arte del danzare” (1455) Antonio Cornazano

“De pratica seu arte tripudii” (1463) Guglielmo Ebreo

“Il ballarino” (1581), “ Nobiltà di dame” (1600) Fabrizio Caroso

“Nuove invenzioni di balli” (1604) Cesare Negri

“Ad suos compagnones studiantes” (1589) Antonio Arena

“Orchésographie” Thoinot Arbeau

BALLET DE COUR FRANCIA:

Prima forma definita di balletto introdotta tra XVI e XVII secolo in ambiente di corte.

Generalmente strutturato in un prologo, una serie di entreé e un gran finale, a cui talvolta partecipa

direttamente il pubblico aristocratico

Pubblico elitario, interpreti cortigiani stessi

Baldassarre da Belgioioso

1571 Paradis d’amour

1573 Balletto dei polacchi

1581 Ballet comique de la reine

1617 Ballet d’Armide —> Luigi XIII

1641 Ballet de la prosperite des armes de la France—> Richelieu

1653 Ballet de la nuit—> Luigi XIV, re sole

1681 Triomphe de l’amour, ch Pierre Beauchamps e Louis Pécourt—> 2 rappresentazione tutti

interpreti professionisti dell’Academie Royal—> PASSAGGIO AL PROFESSIONISMO E AL

BALLETTO COME SPETTACOLO

TRATTATI:

1682 “ Des ballets anciens et modernes selon les règles du theatre” Claude-Francois Menestrier

1700 “ Choreographie, ou l’art de décrire la danse par caractères” Feuillet (Beauchamps)

ITALIA 500/600—> Patria della scenografia—> scena dipinta

OPERA LIRICA: 1600 Euridice di Rinuccini —> primo dramma interamente cantato

1617 Teatro San Cassian Venezia —> prima rappresentazione pubblica

L’opera lirica oscura la danza, che viene relegata agli entr’acte, sempre più slegata dal dramma.

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1700—> BALLET D’ACTION OU BALLET PANTOMIME

E’ uno spettacolo di balletto narrativo, in cui la trama si sviluppa per mezzo della danza e

della pantomima. Nasce all’inizio del Settecento e incontra notevole successo sin all'inizio

dell'Ottocento, epoca in cui prende le forme del balletto romantico.

Hilderving lavora a Vienna—> centro precursore in cui le esperienze ita e fr si intrecciano

1712 “Essay towards a history of dancing” John Weaver

1754 “La danse ancienne et moderne ou traite historique de la danse” Louis de Cahuzac

Gasparo Angiolini—> 1 ballet d’action “ Le festin de Pierre” (1761) vs

Jean George Noverre—> “Lettres sur la danse et sur le ballets” (1760)

1789 “La fille mal gardée” Jean Dauberval—> BALLETTO D’AZIONE

BALLET DE COUR BALLET D’ACTION

funzione cerimoniale funzione rappresentativa

tempo della festa tempo dell’azione

scena e platea comunicanti scena e platea non comunicanti

musica accessoria musica essenziale

corte città/ stato

intento allegorico-simbolico Intento mozione/ divertimento

Nel ‘700 si consolida la TECNICA ACCADEMICA

La danza classica accademica è un particolare stile di danza teatrale.

Questo tipo di danza si avvale di una tecnica accademica codificata inizialmente dai maestri

dell'Académie royale de danse, fondata a Parigi nel 1661 da Luigi XIV di Francia con l'intento di

fissare e sviluppare i principi fondamentali dell'arte coreografica.

Nell'ambito dell'Académie Royale, il maestro e coreografo Pierre Beauchamp codificò la gran

parte dei passi principali e le cinque posizioni classiche.

1570 Académie de poésie et de musique—> stile musicale nazionale

1661 Académie royale de danse—> organizzare la danza praticata a corte, inizia a delinearsi così

la danza accademica

1682 “ Des ballets anciens et modernes selon les règles du theatre” Claude-Francois Menestrier

1700 “ Choreographie, ou l’art de décrire la danse par caractères” Raoul-A. Feuillet (Beauchamps)

1713 Ecole royale de l’Opera de Paris

1725 “Le maitre a danser” Jean Philippe Rameau

1728 “Trattato del ballo nobile” Giambattista Dufort

1779 “Trattato teorico-pratico di ballo” Gennaro Magri

Maggiore libertà dei movimenti , accentuato realismo

Dal 1801 Armand Vestris —> tecnica di elevazione sulle punte, messa a punto a Vienna per due

danzatrici. Il loro uso si perfeziona con Maria Taglioni

La posizione dei piedi passa da 90 a 180 gradi

Gambe alzate più di 90 gradi

Numerose pirouettes Pagina 2 di 72

Carlo Blasis—> Fissa i risultati cui è pervenuta la tecnica accademica saldando le nuove

acquisizioni (punte) con la tradizione de secolo precedente. Per lui la danza è un’arte di imitazione.

Ideale di bellezza classico nel corpo del ballerino che deve essere armonioso, dotato di grazia,

leggerezza, equilibrio, naturalezza e decoro

1820 “Traite élémentaire, théorique et pratique de l’art de la danse” Carlo Blasis

1830 “Trattato dell’arte della danza” Carlo Blasis

Lo stile accademico è riconoscibile pur mantenendo delle differenze tra:

TECNICA ITALIANA

Tradizione della corte + tradizione commedia dell’arte

vigore, velocità nei salti + uso della pantomima e del gesto significante

TECNICA FRANCESE

si sviluppa in seno all’Académie de musique et de danse

caratterizzata da morbidezza, grazia, abbandono aristocratici

SCUOLA DANESE

Influenzata dalla dante d’école francese, ma provvista di uno stile originale. August Bournonville

SCUOLA RUSSA

unisce la vitalità della tradizione italiana, la grazia di quella francese alla spiritualità e alle tradizioni

popolari autoctone Pagina 3 di 72

NEOCLASSICO

1789 RIVOLUZIONE FRANCESE

Spettacolo post rivoluzionario

—> portatore di nuovi valori: libertà, fraternità e uguaglianza

—> esce dai teatri

—> partecipazione del popolo

—> cambiano i temi

—> danze borghesia

—> corpo naturale vs corpo pieno di arte ancien regime

—> semplificazione atteggiamento corpo e relazione tra corpi

—> disposizione a cerchio come simbolo di fratellanza

1804 RESTAURAZIONE - NAPOLEONE IMPERATORE

Spettacolo torna a forme neoclassiche espressione di grazia e mobilità

Parigi—> tradizione. Fratelli Gardel martire de Ballet all’opera, impongono una forte impronta per

40 anni

ITALIA

Milano—> sperimentazione

Salvatore Viganò—> COREODRAMMA

E’ un balletto d’azione che realizza una pantomima ballata.

La tecnica è al servizio dello sviluppo drammatico.

Incorporazione della pantomima alla danza.

Realizza a pieno la linea del balletto d’azione iniziata da Angiolini e Noverre.

Rivendicato un corpo naturale vs corpo pieno di arte dell’ancien regime

Naturalezza sia del corpo che nelle relazioni tra i corpi

Semplificazione nell’atteggiamento del corpo e nelle relazioni tra i corpi

Cambiano i temi

Si cerca di rappresentare e infondere l’idea di un fraterno e universale ordine sociale, ricerca di un

nuovo equilibrio basato su rispetto reciproco e eguaglianza.

Viganò riesce a fondere: tradizione pantomimica, commedia dell’arte e la naturalezza neoclassica.

1801 “Le creature di prometeo” musica Beethoven

mito che pone al centro l’essere umano, non creature ultraterrene

1813 “Prometeo”—> atto fondato coreodramma

Morte Viganò—> morte coreodramma in Italia

Carlo Balsis—> danse d’école

1820 “Traite élémentaire, théorique et pratique de l’art de la danse” Carlo Blasis

1830 “Trattato dell’arte della danza” Carlo Blasis Pagina 4 di 72

BALLETTO ROMANTICO

Il periodo romantico nel balletto inizia intorno agli anni Trenta del XIX secolo, seguendo di poco il

movimento romantico nell'arte e nella letteratura.

Come in questi due movimenti, anche nel balletto romantico è presente una forte caratteristica

conflittuale tra uomo e natura, tra realtà e sovrannaturale.

I balletti romantici sono generalmente suddivisi in due atti:

—> il primo rappresentato alla luce del giorno e associato alla realtà

—> il secondo, l’atto bianco, invece ha luogo di notte, in un mondo sovrannaturale (villi, silfidi),

dove solitamente si svolge un finale tragico.

Mescola il candore onirico dell’atto bianco alla semplice vita degli umili, all’esotismo e alla storia.

Emblema unitario del Balletto Romantico è l’abbigliamento: tutù e scarpette da punta.

Tutù—> gonna lunga fino alle ginocchia, vaporosa. Si accorcia nel corso del secolo per mostrare la

tecnica delle gambe.

1845 “Pas de quatre” Jules Perrot: Maria Taglioni, Carlotta Grisi, Lucile Grahn e Fanny Cerrito

Scarpette da punta—> introdotte da Armand Vestris, il loro uso si perfeziona con Maria

Taglioni. Con la Taglioni la danza da mestiere si eleva ad arte. Sono mezzo per elevare l’anima

attraverso il sollevarsi della materia, il corpo si protende verso un altrove ideale.

Mezzo per elevare l’anima attraverso il sollevarsi della materia. Il corpo si protende verso un

altrove ideale.

Il corpo danzante non è solo uno strumento, ma è anche espressione di una certa visione

dell’essere umano.

Lo stile romantico è caratterizzato da movimenti dolci, braccia curve ed un'accentuata

inclinazione in avanti del busto. Questo dona alla ballerina un aspetto morbido e leggero.

Il movimento delle gambe diviene più elaborato, elevando il livello tecnico.

L'epoca romantica ha accentuato il ruolo della ballerina: la protagonista femminile è divenuta la

componente principale e parte essenziale del balletto, portando così in secondo piano il ruolo

maschile. Le grandi interpreti di quest’epoca sono Maria Taglioni, Carlotta Grisi, Fanny Elssler,

Fanny Cerrito e Lucile Grahn.

Si consolidano i vari ruoli:

Solista—> si distingue dal corpo di ballo per capacità tecniche ed espressive. La coreografia è

costruita per per metterne in risalto le doti

Corpo di ballo—> fa da cornice ai solisti. Stipendio molto più basso.

Marcheuses—> camminatrici, comparse

Passo a due—> si consolida la forma del passo a due. Assoli + momenti d’insieme

Permette nuove possibilità

‘800–> Rinnovamento dell’edificio teatrale: introduzione della luce a gas (separa palco e platea),

fondali dipinti, quinte armate Pagina 5 di 72

1831 Ballet des nonnes, Filippo Taglioni

Interprete Maria Taglioni

divertissement dell’opera “Robert le diable”, e il primo esempio di ATTO BIANCO

1832 La Sylphide, Filippo Taglioni

Interpreti: Maria e Paul Taglioni

1841 Giselle, Jean Coralli e Jules Perrot

Interpret: Carlotta Grisi e Lucien Petipa

Libretto: Theophile Gautier

non solo candore atto bianco, ma

—> ESOTISMO: “Le Dieu et la Bayadère” (1830)

—> DANZE NAZIONALI: “Esmeralda” (1844), “Paquita” (1846)

DANIMARCA

August Bournonville—> Balletto reale di Danimarca

SCUOLA DANESE: danse d’école francese + stile originale, cristallino

ITALIA

Difficoltà ad assimilare innovazioni francesi fino in fondo, nonostante ne risenta l’influenza

Ricerca di uno stile autoctono: temi seri e storici.

Moti risorgimentali e unificazione entrano nel balletto—> contribuisce all costruzione di una nuova

omogenea cultura nazional popolare

—> Nazionalismo, fiducia nel progresso e nel futuro, ottimismo per una vita nuova e migliore, temi

che entrano nel balletto

“Excelsior” 1813, Luigi Mazotti

Musica: Romualdo Marenco

Interpreti: Corpo di ballo del teatro alla scala

Fascinazione per tecnica ma qui il rilievo è dato al progresso industriali (diversamene da Coppelia,

luce sull’uomo)

In Italia la danza rimane in secondo piano rispetto alla lirica

FRANCIA SECONDA META’ ‘800

“Coppélia ou La fille aux yeux d’email” 1870, Arthur Saint Leon

Musica: Leo Delibes

Libretto: Charles Nuttier da E.T.A. Hoffmann “Der Sandmann”

Interpreti: Giuseppina Mazzocchi

Contrasto naturale/ artificiale

Fascinazione per la macchina

Grande successo, ma interrotto dalla guerra Franco Prussiana—> Parigi perde ruolo di rilievo

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RUSSIA—> principale centro di elaborazione del balletto dagli anni 70 dell’Ottocento

Marijnskij—> Charles Le Pica

—> Charles Didelot TRASMETTONO LA SAPIENZA E LA TRADIZIONE

—> Jules Perrot DELL’ACCADEMISMO FRANCESE

—> Athur Saint Leon

—> Marius Petipa

MARIUS PETIPA—> fine ‘800 “ERA PETIPA”

dal 1846 al teatro Marijnksij—> coreografo principale

Inserisce nel repertorio balletti nati altrove: “Sylphide”, “Giselle” (1830 versione che conosciamo

oggi), “Coppélia”, “Esmeralda”. Si dedica a nuove creazioni:

1862 “La figlia del faraone”

1869 “Don Chisciotte”

1877 “La Bayadére” (Musica: Minkus)

Il direttore dei teatri imperiale vuole la collaborazione tra Petipa e Cajkocskij

“La bella addormentata” 1890

Interpreti: Ekaterina Vazem, Pavel Gerdt, Lev Ivaonv

“Lo schiaccianoci” 1892

Coreografia: Ivanov perché Petipa si era ammalato

Interpreti: Sergrj Legat, Antoniette Dell’Era, Pavel Gert

Drammaturgia anomala, viene meno la centralità del personaggio principale

I atto—> ambientazione realistica

II atto—> ambientazione sovrannaturale

“Il lago dei cigni” 1895

Coreografia: Petipa (I e III atto) Ivanov (II e IV)

Interpreti: Pierina Legnani, Pavel Gerdt

BALLET RUSSES (1909-1929)

BALLETTO MODERNO—> la tradizione viene rivisitata in seno alla contemporaneità

sotto la direzione di Sergej Diaghilev, impresario e direttore artistico della compagnia

danzatori russi di San Pietroburgo

prima tournee a Parigi nell’estate del 1909 Theatre de Chatelet

Coreografi:

1909-1912: Michail Fokin—> metodo di lavoro etnografico

—> progetta una riforma del balletto

1910 “L’uccello di fuoco” con musiche di Stranvinskij

1911 “Pétrouschka” con musiche di Stranvinskij

1911 “Le spectre de la rose”

1905 “La morte del cigno”—> Anna Pavlova Pagina 7 di 72

1912-1917: Vaclav Nizinskij

Considerato il più grande danzatore del ‘900

Come coreografo attua una rottura completa con la tradizione—> scandalo!

Temi insoliti e linguaggio di movimento innovativo

1912 “L’aprés-midi d’un faune”

1913 “Le sacre du printemps”

1917-1921: Leonid Mjasin

“classicismo ironico”: danza/mimo, caratteri delineati, ironia, grottesco

cura aspetto visivo—> collaborazione con Matisse, Picasso..

1917 “Parade”—> costumi scena e sipario di Picasso

1921-1924: Bronislava Nizinskaja (sorella di Vaclav)

opere antinaturalistiche, chic, irriverenti, nate a Montecarlo

1924 “Le train bleu”

1924-1929: George Balanchine

1928 “Apollon musagète”

Nel 1948 fonda il New York City Ballet.ì

Considerato il padre del balletto neoclassico

BALLET SUEDOIS

1920 Rolf de Maré

guidati da Jean Borlin, che cura tutte le creazioni

arte folcroristica svedese/ avanguardia

1924 “Relache”—> “Entr’acte” film di Francis Picabia e René Claire con Man Ray e Duchamp,

proiettato fra i due atti del balletto Pagina 8 di 72

BALLETTO NEOCLASSICO

Rivisita la tradizione in seno alla contemporaneità. Impiega l’armonia e la logica della danza

classica, ma adattandole alla contemporaneità.

Nasce con Balanchine: “Nuova forma innestata sull’antica”

—> GEORGE BALANCHINE (1904-1983)

Ultimo coreografo dei Ballet Russes.

Nel 1948 fonda il New York City Ballet.

Danza piena di armonia ed equilibrio.

Importante connessione danza-musica. Danza che rende visibile la musica.

La danza non deve avere un significato, “danza e basta”

—> FREDERIK ASHTON (1904-1988)

Scuola britannica, allievo di Massine e Rambert.

Elabora un proprio neoclassicismo, a volte a piedi nudi.

Attenzione ai corpi nello spazio e alle emozioni

“Symphonuc Variations” (1946) —> Margt Foteyn

“Marguerite and Armand” (1963)—> Fonteyn e Nureyev

“The Sleeping Beauty” (1946)

“The Nutcracker” (1951)

“La fille mal gardée” (1960)

—> MAURICE BEJART (1927-2007)

1970 Mudra

1987 Béjart Ballet Lausanne

1992 Rudra

Mescola: tecnica, gestualità carica di significato (ispirazione culture orientali), filmati, proiezioni

Temi: attualità, riflessioni filosofiche, squarci autobiografici

1959 “Sagra della primavera”—> reinterpretata come

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/05 Discipline dello spettacolo

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher alicepan di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di storia della danza e delle arti del movimento e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Cervellati Elena.
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