SAPERI SOCIALI, RICERCA SOCIALE
1500-2000 – O. LENTINI
CAP. 5: VERSO LA GEOCULTURA DEL SISTEMA-MONDO
1800 = secolo di definitivo assestamento del sistema storico occidentale
(nato nel 1500)
• sistema-mondo capitalista = sistema-mondo mondiale
(in quanto ha incorporato tutte le aree esterne verso la metà del secolo);
• fase di standardizzazione delle istituzioni, delle procedure e dei soggetti, mettendo in
comune non solo la concezione dello spazio, ma anche del tempo per una più efficiente
circolazione di capitale;
• definizione pluralistica del modo di pensare il mondo, determinata dalla dialettica
culturale dei Paesi centrali (che contemporaneamente continuano a conservare le
proprie “visioni nazionali”).
Per quanto riguarda il 1800, partendo dalla premessa che i saperi sociali nascono come
risposte a bisogni organizzativi, in base ai diversi bisogni organizzativi di Gran Bretagna,
Francia e Germania, Lentini individua rispettivamente Jeremy Bentham, Claude Henri de
Saint-Simon e Friedrich List.
//
/JEREMY BENTHAM – L’UTILITARISMO SOCIALE/
Jeremy Bentham è stato un giurista inglese esperto di economia, vissuto tra 1700 e 1800.
→
Contesto storico Secessione Americana / Rivoluzione Francese / Ascesa egemonica
dell’Inghilterra / II Rivoluzione Industriale.
Mentre Paesi centrali meno favoriti (come la Francia) e Paesi semiperiferici (come quelli del
territorio della Germania) cercano di sviluppare strategie di adeguamento alla Gran Bretagna,
quest’ultima cerca di adeguare anche il sistema ideologico delle sovrastrutture del sistema (ossia
l’agire dei soggetti).
Obiettivo di Bentham = formulare una teoria “generale” dell’organizzazione,
sviluppata principalmente su 3 punti:
1) La teoria del soggetto agente
2) Il ruolo del legislatore
3) Teoria del diritto della classe padronale alla decisione organzzativa.
1) TEORIA DEL SOGGETTO AGENTE
Per formulare la sua teoria, Bentham parte dal presupposto che i soggetti agenti siano dotati
→
dalla nascita di una capacità di calcolo dei piaceri e delle pene (= calcolo dell’utilità).
Essi sono dunque caratterizzati da una razionalità “formale”, ossia fondata sul raggiungimento
di uno scopo, in questo caso dell’utilità.
[≠ Weber, che distinguerà a questa razionalità una razionalità “sostanziale”, ossia una
razionalità rispetto al valore incondizionato delle azioni dei soggetti]
Dunque, questi soggetti empirici devono agire in un contesto giuridico corrispondente, che
persegua il massimo della felicità per il maggior numero di soggetti, tenendo comunque
conto come dati di sistema (cioè dati ineliminabili)
la diseguaglianza e il laissez faire.
Per Bentham allora l’individuo viene prima della società, e quindi ne è il vero contenuto. Di
conseguenza, agire sulla società vuol dire agire sui singoli soggetti, che devono essere lasciati liberi
di agire in tutti i casi in cui non possono nuocere
che a loro stessi (liberalismo).
2) RUOLO DEL LEGISLATORE
Lo Stato regolerà gli altri casi e si dovrà porre come un legislatore razionale:
• provvedendo alla sussistenza,
• perseguendo l’abbondanza,
• sostenendo l’uguaglianza e la libertà,
• mantenendo la sicurezza.
Secondo Bentham, però, non esiste legge senza disuguaglianza. Quindi sicurezza>libertà.
Fine ultimo del legislatore = produzione di leggi razionali, chiare, pubbliche.
Dichiarazioni dei principi = “nonsenso sui trampoli”, in quanto troppo astratte.
3) TEORIA DEL DIRITTO DELLA CLASSE PADRONALE ALLA DECISIONE
ORGANIZZATIVA
Capitalista = titolare del diritto di comando sul lavoro e sull’intera popolazione perché utilità =
profitto
→
Panopticon forma architettonico-organizzativa ideale progettata da Bentham a fine 1700, in
cui un unico sorvegliante può osservare tutti i soggetti a lui sottomessi senza che loro
possano vedere lui. Dunque, essi non riuscirebbero a capire quando sono controllati e quando
no, e quindi assumerebbero in automatico un atteggiamento disciplinato. Esso è plausibile
soprattutto per le carceri, ma è valido anche per tutte le istituzioni e per i rapporti di
produzione.
Bentham individua così nel principio di efficienza economica la giustificazione al diritto assoluto
di organizzazione dello Stato o dell’imprenditore.
Queste due autorità infatti manipolano i soggetti attraverso degli interventi sul meccanismo
piaceri-pene, soddisfacendo una serie di aspettative e facendosi legittimare dai soggetti comandati.
(Karl Marx, nel “Capitale”, considera Bentham il principale teorico dello sfruttamento
capitalistico)
Così, si ha una duplicazione di modelli organizzativi
(uno per chi comanda e uno per chi obbedisce)
Le istituzioni totali (=èlites) governano i Le istituzioni liberali (=Stato)
dipendenti e gli emarginati a cui va regolano in termini di autogoverno le
insegnata l’etica del lavoro disciplinato èlites politico-economiche
* Utilitarismo = dottrina etico-politica sviluppatasi in Inghilterra tra il 1700 e il 1800 per la
quale è “bene” tutto ciò che aumenta la felicità degli esseri sensibili, e dunque tutto ciò che è utile.
Essa è basata sul conseguenzialismo (=un’azione deve essere giudicata in base alle sue
→
conseguenze e non per le ragioni per cui è stata compiuta razionalità “formale”)
*Panopticon = dal greco παν (tutto) e οπτικος (visione integrale) / Può essere chiamato anche
panottico quando si parla della pianta di edifici a sviluppo radiale / Il nome fa anche
riferimento ad Argo Panòptes, un gigante della mitologia greca con 100 occhi. Si diceva che
dormisse chiudendone 50 alla volta e per questo era considerato il guardiano perfetto.
//
/CLAUDE HENRI DE SAINT-SIMON – L’EPOCA INDUSTRIALE/
Negli stessi anni, la Francia, rispetto al Regno Unito, viveva una situazione di arretratezza in
termini di produttività industriale. Dunque, era sentita l’esigenza di un
adeguamento “sociale”
(≠ adeguamento istituzionale di Bentham)
esso doveva realizzarsi, in primo luogo, con la rivendicazione del ruolo dirigente delle nuove
forze produttive (industriali), dal momento che erano ancora culturalmente percepite come
subalterne alla classe feudo-fondiaria (aristocrazia terriera) che aveva caratterizzato l’ancien
régime.
→
Programma scientifico di Saint-Simon obiettivo = elaborazione di uno schema di
riorganizzazione complessiva dello Stato per creare in Francia una nuova “cultura
industriale” adatta a competere con i britannici
classe centrale = industriali
(produttori per eccellenza e capaci di autogoverno)
(forze produttive > rapporti di produzione)
• Stato e religione = sostituti provvisori dell’autogoverno politico e
ideologico che si creerà con la rifondazione istituzionale.
Dunque, essi andranno riformati fino a portarli
a una progressiva estinzione. Con l’avvento della società industriale, lo
→
• Concezione pacifista della classe industriale spirito industriale, per sua natura
pacifico, prevarrà sullo spirito militare
di conquista ancora dominante anche in Gran
Tale mito, che sopravviverà fra i teorici Bretagna.
liberali dell’imperialismo, deriva
probabilmente dalla convinzione che la
produzione capitalistica, in condizioni di
normalità, richiedesse una certa
stabilità geopolitica. →
• Coalizione dei capitalismi nazionali necessaria per preparare
l’instaurazione di un regime industriale.
(le forze produttive di tutti i Paesi centrali dovranno quindi riunirsi in un regime di
libero scambio, garantendo così il futuro della Francia)
• Versione industrialista della storia della civilizzazione:
storia istituzionale dell’Occidente = graduale avvicinamento all’epoca industriale
(visione che ispirerà molte versioni positiviste e industrialiste della “storia della
modernità”)
• Tensione verso la formazione di una società “organica” (= caratterizzata dall’equilibrio
tra le sue componenti)
Per questo, i rapporti tra capitale e lavoro devono essere basati sulla collaborazione
pacifica, anche con concessioni ai bisogni delle masse dei lavoratori.
(Questo punto in particolare del programma di Saint-Simon ha fatto parlare di
“socialismo utopistico”, a cui poi avrebbero attinto Marx e Engels)
Tuttavia, vi è una forte contraddizione tra il ruolo progressivo dell’industria e lo
sfruttamento che è alla base dei rapporti di produzione. Questo problema viene risolto
nella sua ultima opera, “Nuovo cristianesimo”, con l’invito alla fratellanza cristiana e alla
restaurazione del principio di obbedienza.
Cristianesimo = religione universale dell’epoca del libero scambio
(idea raggiunta dopo la presa di coscienza della difficoltà di ottenere obbedienza in forme razionali)
Uno dei segretari di Saint-Simon, Augusto Comte, pose i valori della società industriale delineata
dal maestro al centro della sua filosofia sociale, fino a considerarla una disciplina a parte, che
chiamò “sociologia”.
Teoria degli stadi dello sviluppo ideologico → →
(sulla linea della visione settecentesca del Teologico Metafisico Positivo
“progresso dello spirito umano”) (“positivo” = modernità
la scienza sociale diventa “sociologia”)
La concezione della borghesia produttiva come classe garante di ogni progresso e
garanzia di pace e libertà, sarà ripresa da numerosi intellettuali e politici impegnati nei paesi in
via di industrializzazione per creare condizioni favorevoli agli imprenditori con il nome di
“saintsimonismo”
//
/FRIEDRICH LIST – I LIMITI DEL LIBERO SCAMBIO/
Friedrich List fu un attivo esponente del movimento per l’unione doganale tedesca che
svolse una fondamentale funzione di critica nei confronti del paradigma divenuto modo di
rappresentazione mondiale, basato sulla visione di Adam Smith.
(Infatti, la visione smithiana veniva spesso criticata come “ideologia britannica” dalle borghesie
locali di quei Paesi ancora svantaggiati)
–
Contesto storico: Germania del XIX secolo.
Germania (=insieme degli Stati e delle entità politiche di lingua tedesca esclusa l’Austria)
- inizio 1800: società prevalentemente agricola, basata sulla supremazia degli Junker
(=aristocrazia terriera) e sulla servitù della gleba.
- dopo il 1810: gli Junker, approfittando della più libera circolazione di manodopera e della
trasformazione capitalistica dell’agricoltura, accrebbero le loro proprietà e sfruttarono
senza limiti la forza lavoro (avvio della “via prussiana al capitalismo”)
- anni ‘30: anni in cui il movimento per l’unione doganale (Zollverein) diede una prima
→
spinta al dibattito sull’unificazione inizio di una vera e propria industrializzazione
→
- anni ‘60: abolizione delle gilde e affermazione della libertà di commercio definitivo
compimento dell’industrializzazione
(questa crescita graduale è stata frutto di un impegno convergente da parte delle varie componenti
della “nazione tedesca” nella creazione di un’area economica competitiva che porterà alla
formazione di un potente stato capace di tenere testa sia a Francia che a Gran Bretagna)
A livello culturale, dopo la Rivoluzione Francese e l’invasione napoleonica, nei paesi di lingua
tedesca vi fu un “risveglio” che accese gli ambiti della filosofia e della storiografia, con Kant,
Fichte, Schelling ed Hegel, entrando in sintonia con il pensiero inglese e francese.
Infatti, la geocultura del sistema-mondo deriva dalla convergenza di 3 culture nazionali della
rappresentazione (britannica, francese e tedesca), ma deve la sua sistematizzazione soprattutto
al contributo della Germania.
–
A causa di una serie di vicissitudini politiche, List è costretto a emigrare negli USA dove:
• svolge funzioni di imprenditore, costruttore di ferrovie, giornalista, esperto di economia
economica e di console a Lipsia;
• trae un forte stimolo dallo sviluppo economico americano per impostare
correttamente il problema dello sviluppo tedesco;
• svolge una serie di eventi su commissione a sostegno di una politica di protezione delle
imprese e delle industrie, finendo per criticare l’intero paradigma del libero scambio.
→
Ritorno in Europa ruolo di primo piano nel sostegno dell’ integrazione economica della
Germania
“Il sistema nazionale di economia politica” (opera più importante)
[riformulazione della storia economica europea attraverso l’analisi dei suoi protagonisti sia di
→
successo che di relativo ritardo] capitalisti = protagonisti del nuovo modo di pensare il mondo
–
Critica ad Adam Smith:
List definisce polemicamente il paradigma smithiano come “cosmopolitico” (non tiene conto
delle specificità nazionali dello sviluppo), quindi: Libero scambio Dannoso per i Paesi
Utile per lo sviluppo semiperiferici o
Paesi centrali o egemoni periferici
Questi Paesi che hanno bisogno di una fase intermedia,
durante lo sviluppo competitivo delle loro attività economiche
dovranno servirsi della “protezione”.
→
Per la Germania, prima fase dello sviluppo paradigma dell’economia politica nazionale
[prima del commercio estero – importante solo per i Paesi
centrali – bisogna occuparsi di sostenere un armonico
sviluppo
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