Che materia stai cercando?

Riassunto 'esame di sociologia, prof. Di Meglio, libro consigliato Saperi Sociali, Ricerca Sociale, Lentini Appunti scolastici Premium

Riassunto per l'esame di sociologia, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente Di Meglio: "Saperi Sociali, Ricerca Sociale", di O. Lentini.

Tra gli argomenti: Bentham, Saint-Simon, List, Spencer, Babbage, Ure, Maine, Morgan, Capitalismo corporato, progetto sviluppo, progetto globalizzazione, teorie della modernizzazione

Esame di Sociologia docente Prof. M. Di Meglio

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

• Versione industrialista della storia della civilizzazione:

storia istituzionale dell’Occidente = graduale avvicinamento all’epoca industriale

(visione che ispirerà molte versioni positiviste e industrialiste della “storia della

modernità”)

• Tensione verso la formazione di una società “organica” (= caratterizzata dall’equilibrio

tra le sue componenti)

Per questo, i rapporti tra capitale e lavoro devono essere basati sulla collaborazione

pacifica, anche con concessioni ai bisogni delle masse dei lavoratori.

(Questo punto in particolare del programma di Saint-Simon ha fatto parlare di

“socialismo utopistico”, a cui poi avrebbero attinto Marx e Engels)

Tuttavia, vi è una forte contraddizione tra il ruolo progressivo dell’industria e lo

sfruttamento che è alla base dei rapporti di produzione. Questo problema viene risolto

nella sua ultima opera, “Nuovo cristianesimo”, con l’invito alla fratellanza cristiana e alla

restaurazione del principio di obbedienza.

Cristianesimo = religione universale dell’epoca del libero scambio

(idea raggiunta dopo la presa di coscienza della difficoltà di ottenere obbedienza in forme razionali)

Uno dei segretari di Saint-Simon, Augusto Comte, pose i valori della società industriale delineata

dal maestro al centro della sua filosofia sociale, fino a considerarla una disciplina a parte, che

chiamò “sociologia”.

Teoria degli stadi dello sviluppo ideologico → →

(sulla linea della visione settecentesca del Teologico Metafisico Positivo

“progresso dello spirito umano”) (“positivo” = modernità

la scienza sociale diventa “sociologia”)

La concezione della borghesia produttiva come classe garante di ogni progresso e

garanzia di pace e libertà, sarà ripresa da numerosi intellettuali e politici impegnati nei paesi in

via di industrializzazione per creare condizioni favorevoli agli imprenditori con il nome di

“saintsimonismo”

//

/FRIEDRICH LIST – I LIMITI DEL LIBERO SCAMBIO/

Friedrich List fu un attivo esponente del movimento per l’unione doganale tedesca che

svolse una fondamentale funzione di critica nei confronti del paradigma divenuto modo di

rappresentazione mondiale, basato sulla visione di Adam Smith.

(Infatti, la visione smithiana veniva spesso criticata come “ideologia britannica” dalle borghesie

locali di quei Paesi ancora svantaggiati)

Contesto storico: Germania del XIX secolo.

Germania (=insieme degli Stati e delle entità politiche di lingua tedesca esclusa l’Austria)

- inizio 1800: società prevalentemente agricola, basata sulla supremazia degli Junker

(=aristocrazia terriera) e sulla servitù della gleba.

- dopo il 1810: gli Junker, approfittando della più libera circolazione di manodopera e della

trasformazione capitalistica dell’agricoltura, accrebbero le loro proprietà e sfruttarono

senza limiti la forza lavoro (avvio della “via prussiana al capitalismo”)

- anni ‘30: anni in cui il movimento per l’unione doganale (Zollverein) diede una prima

spinta al dibattito sull’unificazione inizio di una vera e propria industrializzazione

- anni ‘60: abolizione delle gilde e affermazione della libertà di commercio definitivo

compimento dell’industrializzazione

(questa crescita graduale è stata frutto di un impegno convergente da parte delle varie componenti

della “nazione tedesca” nella creazione di un’area economica competitiva che porterà alla

formazione di un potente stato capace di tenere testa sia a Francia che a Gran Bretagna)

A livello culturale, dopo la Rivoluzione Francese e l’invasione napoleonica, nei paesi di lingua

tedesca vi fu un “risveglio” che accese gli ambiti della filosofia e della storiografia, con Kant,

Fichte, Schelling ed Hegel, entrando in sintonia con il pensiero inglese e francese.

Infatti, la geocultura del sistema-mondo deriva dalla convergenza di 3 culture nazionali della

rappresentazione (britannica, francese e tedesca), ma deve la sua sistematizzazione soprattutto

al contributo della Germania.

A causa di una serie di vicissitudini politiche, List è costretto a emigrare negli USA dove:

• svolge funzioni di imprenditore, costruttore di ferrovie, giornalista, esperto di economia

economica e di console a Lipsia;

• trae un forte stimolo dallo sviluppo economico americano per impostare

correttamente il problema dello sviluppo tedesco;

• svolge una serie di eventi su commissione a sostegno di una politica di protezione delle

imprese e delle industrie, finendo per criticare l’intero paradigma del libero scambio.

Ritorno in Europa ruolo di primo piano nel sostegno dell’ integrazione economica della

Germania

“Il sistema nazionale di economia politica” (opera più importante)

[riformulazione della storia economica europea attraverso l’analisi dei suoi protagonisti sia di

successo che di relativo ritardo] capitalisti = protagonisti del nuovo modo di pensare il mondo

Critica ad Adam Smith:

List definisce polemicamente il paradigma smithiano come “cosmopolitico” (non tiene conto

delle specificità nazionali dello sviluppo), quindi: Libero scambio Dannoso per i Paesi

Utile per lo sviluppo semiperiferici o

Paesi centrali o egemoni periferici

Questi Paesi che hanno bisogno di una fase intermedia,

durante lo sviluppo competitivo delle loro attività economiche

dovranno servirsi della “protezione”.

Per la Germania, prima fase dello sviluppo paradigma dell’economia politica nazionale

[prima del commercio estero – importante solo per i Paesi

centrali – bisogna occuparsi di sostenere un armonico

sviluppo di agricoltura, industria e commercio

all’interno del Paese, perché è questa la condizione

per renderlo competitivo sui mercati mondiali]

Quindi, secondo List, il libero commercio e la creazione di un mercato internazionale sono

solo proiezioni organizzative premature, forze “realizzabili fra secoli”, in quanto nella

condizione mondiale a lui contemporanea non porterebbero a una “repubblica universale”, bensì

alla “soggezione universale delle nazioni meno progredite alla supremazia della potenza

preponderante”.

Divisione mondiale del lavoro

(determinata dalle egemonie di Olanda e Gran Bretagna)

Zone calde

Zone temperate [esportatrici di materie

[produttrici ed esportatrici prime]

di prodotti manufatti]

Tale divisione non è una selezione naturale di tipo razziale, ma un’inevitabile conseguenza dovuta a

determinanti ambientali e geopolitiche.

(List è infatti convinto che le distinzioni di razza non abbiano alcuna rilevanza

economica e che si debba favorire l’incrocio tra le diverse popolazioni del mondo.)

-

Teoria delle forze produttive

• Esse si creano e si muovono in contesti nazionali definiscono la natura di uno Stato;

• Il loro sviluppo deve coincidere con lo sviluppo delle istituzioni politiche liberali;

• Scopo di ogni politica di sviluppo = favorire lo sviluppo di tutti i settori

(infatti, una nazione è “completa” solo se ha sviluppato armonicamente tutte le sue forze

produttive, comprese quelle “intellettuali”, considerate strategiche)

• vera ricchezza = ricchezza prodotta (e non quella accumulata)

List è inoltre uno dei primi a indicare come fattore determinante dell’espansione dei mercati lo

sviluppo dei trasporti e delle comunicazioni.

-

scopo della società industriale = universalismo concreto

La politica deve rendere le nazioni simili

tra loro, perfezionando le forze produttive,

Sulla linea di questo discorso, List prevede un la cultura e il regime politico

programma di imperialismo esteso a tutti i Paesi

centrali del sistema, in quanto essi devono aiutare i

Paesi periferici a integrarsi attraverso

l’immigrazione, l’introduzione della religione

cristiana, della cultura europea ecc.

List aveva inoltre previsto il ruolo degli Stati Uniti come forza egemone successore della

Gran Bretagna.

-

Un altro importante contributo di List è stata la ripresa dello studio dello sviluppo

organizzativo in termini di stadi dello sviluppo economico dei popoli:

→ → →

stadio selvaggio pastorizio agricolo agricolo+manifatturiero

agricolo-industriale-commerciale

Ha così costruito una solida base per l’analisi comparata dei divari socio-economici e culturali su

scala mondiale.

Quella di List è stata una proposta di economia politica concreta, e per questo il suo lavoro è stato

variamente sottovalutato per una serie di ragioni, come il suo legame alla borghesia tedesca, il

ritardo rispetto alla necessità di una critica dal punto di vista del proletariato, l’incapacità di

comprendere i meriti dell’economia politica “classica”.

Tuttavia, oggi il suo approccio è considerato come uno dei più lucidi precorrimenti delle future

teorie della mondializzazione.

//

/HERBERT SPENCER – CENNI ALL’EVOLUZIONISMO NELLE

SCIENZE SOCIALI/

Herbert Spencer era un ingegnere inglese ultraliberista, collaboratore dell’Economist.

Negli stessi anni, Charles Darwin formulava la sua teoria dell’evoluzione, naturalizzando il

passato dell’umanità

Ispirato dalla sua teoria, Spencer delinea un modello evoluzionista (“darwinismo sociale”), per

cui il mutamento sociale è segnato dalla lotta per la sopravvivenza,

dalla selezione naturale, in cui prevale la legge del più forte.

Tuttavia, Stephen Jay Gould ha pubblicato molti libri in cui sottolineava come nella visione

reale darwiniana non vi fosse alcuna logica di progresso, poiché caratterizzata da

variazioni casuali. Tuttavia, era l’epoca del positivismo ed era molto semplice che le sue parole

fossero interpretate male.

Così come Marx non era marxista e Smith non era smithiano, allo stesso modo Darwin non era

un darwinista.

Spencer credeva che tra società e organismo umano vi fosse una forte analogia.

Infatti, così come il nostro organismo, la società si è evoluta dal semplice al complesso,

dall’indefinito al definito, attraverso un processo di differenziazione.

Teoria dell’evoluzione sociale legge “monista” (coinvolge ogni cosa: la terra, l’industria, il

governo, l’arte, la scienza ecc.)

Nella sfera psicologica, essa si manifesta attraverso la trasmissione ereditaria di orientamenti

mentali “intelligenza della specie”

Il progresso sciale procede lentamente e per questo non va forzato con interventi riformisti. Lo

Stato non deve occuparsi di nulla.

Ammesso che la geocultura del sistema-mondo sia quella liberal-marxista, e dunque basata sulla

ricerca del compromesso tra imprenditori e lavoratori, il pensiero di Spencer si pone come

“paradigma di resistenza” alla formazione di tale geocultura.

//

/IL SISTEMA DELLE MACCHINE, LA FABBRICA E L’INDAGINE

SOCIALE/ →

Avvento delle macchine e della grande industria –---- nuovo tema di studio =

divisione tecnica del lavoro

(o modo materiale di produzione)

vera e propria scienza basata sull’analisi dell’attività di produzione industriale

Così, nasce un “modo industriale” di vedere e costruire il mondo, una nuova “cultura

industriale” .

Charles Babbage ed Andrew Ure, nella prima metà del 1800, rappresentano gli esponenti più

importanti di questo movimento intellettuale concentrato sulla fabbrica e sul sistema di

fabbrica come nuovi centri delle relazioni umane.

Charles Babbage:

(ingegnere e matematico)

◦ è considerato uno dei più grandi precursori dell’organizzazione scientifica del lavoro;

◦ sviluppa un’analisi della fabbrica come luogo specifico dell’applicazione della

“scienza della produzione”;

◦ nesso industria-scienza riforma sociale:

(eleva il contenuto tecnico del sapere operaio e

coinvolge i lavoratori nel profitto d’impresa);

◦ nonostante la consapevolezza di come la divisione tecnica del lavoro sia cambiata, nella

sua analisi persiste ancora l’idea che il processo lavorativo debba adattarsi alle capacità

operaie.

Andrew Ure :

fase delle macchine automatiche = forma di produzione dominante

fabbrica = “vasto automa composto da molti organi meccanici e intellettuali che agiscono senza

interruzione per produrre un medesimo oggetto e stando subordinati ad una forza

motrice che si muove da sé”.

Principio del sistema automatico sostituire alla manodopera l’arte meccanica

Il processo lavorativo nella grande industria perde così ogni soggettività degli operai per divenire

organismo di produzione del tutto oggettivo.

Data la grande trasformazione dei sistemi industriali, Ure poi suggerisce agli intellettuali dell’epoca

di passare da un approccio libresco ad uno studio sul campo entrando nella fabbrica.

-----

La trasformazione industriale del rapporto città-campagna modifica profondamente, attraverso

la creazione di nuclei urbano-industriali, modi e qualità della vita nelle città.

“questione sociale” in relazione alle condizioni delle classi operaie, che induce società

filantropiche e istituzioni pubbliche ad occuparsene.

È questo il periodo in cui nasce la statistica, con nuove imprese di documentazione e analisi, di

raccolta dei “dati sociali”.

L’attenzione dei vari approcci antropologici si sposta così dallo studio dei cosiddetti “popoli

selvaggi” allo studio delle fabbriche con particolare attenzione alla condizione degli operai.

In questo contesto, molti intellettuali pubblicano rapporti di ricerca sempre più documentati e

basati su osservazioni dirette all’interno delle fabbriche.

Tra questi:

◦ Louis Villermé espone i risultati combinati dell’uso di fonti ufficiali e di indagini

specifiche svolte in Francia e in Inghilterra sugli effetti sociali

dell’industrializzazione. La sua ricerca però, pur denunciando il degrado fisico e

morale degli operai, si conclude con un’esaltazione del sistema industriale e

l’invito all’autocontrollo da parte dei lavoratori, poiché se compiono deviazioni dallo

standard morale accettato dalle classi medie è solo per loro volontà.

◦ Antoine Eugène Buret , invece, denuncia l’oggettivismo dell’economia

politica, che si rifiuta di considerare gli aspetti umani e sociali del sistema di

produzione. Essa infatti pretende di essere considerata scienza sociale generale, ma di

fatto comprende l’uomo come mero produttore e non nella sua integrità. Le scienze

sociali dovrebbero occuparsi della povertà prima della ricchezza e le contraddizioni del

sistema capitalista prima o poi indurranno i lavoratori alla rivolta.

◦ Thomas Hodgskin scrive addirittura un saggio sui diritti dei lavoratori (che sarà

alla base della rivoluzione operaia) in cui mette in discussione i principi del capitalismo:

“E’ chi lavora ad essere proprietario del lavoro, perché una macchina non è niente se

non c’è qualcuno che la fa funzionare”.

È infatti in questo periodo che si sperimentano le varie forme di “socialismo utopistico” e che

vengono alimentate le nostalgie per le forme pre-industriali.

Il giovane Engels, in particolare, ne “La situazione della classe operaia in Inghilterra”, descrive il

formarsi della città industriale nel distretto di Manchester, uno dei centri produttivi dell’economia-

mondo. Engels mette in evidenza gli effetti perversi della rivoluzione industriale sul

proletariato di fabbrica, che reagisce organizzandosi in movimento.

------

Dunque, intorno al 1840, i saperi sociali del sistema-mondo sembrano aver raggiunto una relativa

convergenza intorno all’economia politica , che assume il compito di definire gli elementi del

processo costitutivo dell’economia-mondo capitalistica.

Venne diffusa una visione comune del mondo, delle sue leggi, della sua storia e quindi anche

regole di agire comuni, accettate dai ceti governanti e imprenditoriali ma anche da una buona

parte dei governati.

Sistema come evoluzione, progresso verso stadi sempre più avanzati.

Tuttavia, il sistema elabora al suo interno forme di critica e di rifiuto da parte di coloro su cui

ne ricadono gli elementi perversi e da parte di coloro che si schierano dalla parte di quest’ultimi.

Molti analisti, oltre a individuare la logica del sistema, ne individuano i limiti, le ingiustizie e la

disumanità.

In tale ambito si ricordano la Chiesa di Roma e gli esclusi dai benefici, che si organizzano in forme

di resistenza e lotta aperta che ispireranno buona parte dei movimenti del 1848.

Molti cominceranno poi a mobilitarsi a favore di una società non più capitalista, sostenendo un

ideologia che verrà chiamata comunismo.

//

/HENRY SUMNER MAINE E LEWIS MORGAN – LE TEORIE DEL

CENTRO, LE SOCIETÀ PRIMITIVE, I PASSATI E LE PERIFERIE/

Nello stesso periodo, l’imperialismo coloniale dei Paesi centrali aveva creato l’esigenza, da

parte dei saperi sociali, di creare un modello ideologico per la gestione delle colonie.

[In particolare, il modello delle relazioni centro-periferia sarà ispirato soprattutto all’imperialismo

coloniale britannico.]

In questo periodo, infatti, assistiamo alla prima sistemazione del programma di ricerca che sarà

chiamato “antropologia culturale”, che si sarebbe poi diviso nelle varie diramazioni giuridiche,

economiche, sociali, politiche e culturali.

Essa aveva assunto già tempo il compito di definire le reciproche relazioni tra centro e periferia,

ma, a partire dal 1700, studierà nello specifico il pre-moderno (= passato del “moderno”) e il

periferico, in funzione del dominio esercitato dal centro.

[Essi erano oggetti strategici su cui indagare, in quanto servivano a ricostruire i vari passaggi

della costituzione della civiltà occidentale, comparandoli con le altre forme pre-

capitalistiche o non occidentali]

-------

HENRY SUMNER MAINE è stato uno studioso dell’antichità classica e del diritto greco e

romano, che fu incaricato di perfezionare il diritto indiano in funzione della dominazione

britannica.

Opera più importante “Ancient Law”, in cui sviluppa un’analisi sistematica, in termini di

diritto comparato, delle forme arcaiche della giurisprudenza.

La conclusione a cui arriva Maine è che il ritardo giuridico del diritto indiano è da attribuire

all’assenza della proprietà privata, un istituto giuridico che sta alla base della

modernizzazione (non a caso i popoli primitivi sono caratterizzati dal cosiddetto

comunitarismo).

In tal senso, riclassificando le varie forme di organizzazione sociale in una scala basata sul

principio organizzativo della proprietà privata, pone i paesi coloniali al livello più basso e la

Gran Bretagna al culmine.

Così, l’intervento britannico in India veniva visto come tecnicamente necessario per la

modernizzazione del Paese e allo stesso tempo veniva favorita un’interiorizzazione da parte dei

colonizzati di una scienza del progresso che riproducesse la subordinazione, e che dunque

giustificasse le èlites inglesi.

Il modello elaborato da Maine servirà a fissare i rapporti tra i vari centri locali e le loro “periferie” e

a definire le relazioni etniche all’interno delle popolazioni dei paesi centrali, comprese quelle

presunte “razziali”.

LEWIS HENRY MORGAN, a differenza di Maine, che aveva visto l’India solo dopo aver

pubblicato il suo studio sul diritto antico, modella la sua visione attraverso una “ricerca sul

campo” sugli indiani del nord America, per poi compararne le istituzioni con le istituzioni

dell’antica Grecia e dell’antica Roma.

Obiettivo fissare le regolarità del mutamento politico e sociale a partire dai gradini più

bassi della scala dell’umanità.

Morgan, a tal proposito divide l’esperienza umana in 7 periodi etnici:

I – Stadio inferiore dello stato selvaggio;

II – Stadio intermedio dello stato selvaggio;

III – Stadio superiore dello stato selvaggio;

IV – Stadio inferiore della barbarie;

V – Stadio intermedio della barbarie;

VI – Stadio superiore della barbarie;

VII – Stadio della civiltà.


PAGINE

22

PESO

224.57 KB

AUTORE

hickou1

PUBBLICATO

9 mesi fa


DETTAGLI
Esame: Sociologia
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze politiche e relazioni internazionali
SSD:
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher hickou1 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Napoli L'Orientale - Unior o del prof Di Meglio Mauro.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Sociologia

Riassunto esame sociologia, prof. Di Meglio, libro consigliato Il Mondo in questione, Jedlowski
Appunto
Riassunto esame di sociologia, prof. Di Meglio, libro consigliato Comprendere il mondo, Wallerstein
Appunto
Esame di sociologia, domande e risposte su tutto il programma
Appunto
Riassunto esame di sociologia, prof. Di Meglio, libro consigliato Comprendere il mondo, Wallerstein
Appunto