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Sociologia

Nicoletta Vittadini
Università Cattolica del Sacro Cuore
Frequenza 100%. Appunti presi in classi con esempi fatti dall’insegnante, integrati con slide e libri consigliati.

Lezione 1: La sociologia

È un termine coniato da Auguste Comte, con il significato di studio del sociale. Secondo Comte non esiste la società ma complesse e motivate relazioni sociali. È uno studio scientifico delle norme che regolano gli scambi sociali, delle leggi che regolano gli scambi sociali, si cercano le costanti, non è un lavoro descrittivo.

La sociologia studia:

  • Le relazioni tra gli uomini operanti in una società (affetti, influenze reciproche, potere, conflitti)
  • Le condizioni di appartenenza ad una comunità (inclusione ed esclusione)
  • La struttura delle relazioni sociali in quanto danno vita ad interazioni (interazioni comunicative, forme e mediazioni)

Max Weber studia l’azione sociale: l’azione è intenzionale, con obiettivi. Spesso l’obiettivo è quello di cambiare l’atteggiamento dell’altro e a seconda della reazione di chi ci circonda riprogrammiamo il nostro agire.

Globalizzazione

Il processo in cui i limiti degli spazi fisici vengono meno. Mentre si cancellano i confini però, si infittiscono le relazioni di condizionamento (una crisi negli USA è una crisi anche in Italia).

L’evoluzione delle relazioni nella società contemporanea porta a:

  • Delocalizzazione, per cui lo spazio in cui viviamo è diventato sempre meno importante
  • Rilocalizzazione perché allo stesso tempo si necessita di reintrodurre la persona nella cultura del paese cui appartiene.

Glocalizzazione = Le culture che recepiscono i prodotti continuano ad essere diverse: per esempio McDonald’s forniva a tutti gli stessi prodotti, quindi ha cominciato a glocalizzarsi, a dare un’offerta localizzata, speciale rispetto alle abitudini alimentari. Anche la Mattel e i format.

La glocalizzazione è legata a: rilocalizzazione, per cui anche nel mondo globale ci sono culture diverse e il concetto di riappropriazione culturale, legato soprattutto all’immigrazione. Si vogliono recuperare le proprie radici e trovare persone che le condividano; tanto che spesso le identità riemergono di più che in patria.

La comunicazione come fondamento sociale

È sulla comunicazione che si fonda la società. Essa può essere:

  • Comunicazione interpersonale
  • Comunicazione media
  • Comunicazione via internet

Comunicare = cum + munire = mettere in comune, far partecipe.

Comunicazione è uno scambio interattivo, dotato di intenzionalità reciproca e di un certo livello di consapevolezza, in grado di far condividere un determinato significato sulla base di sistemi simbolici e convenzionali di significazione secondo la cultura di riferimento. È una relazione sociale nel corso del quale due o più individui arrivano a condividere particolari significati.

Modelli di comunicazione

Sistema Shannon e Weaver
Funzioni di Jakobson

Attraverso la comunicazione non forniamo solo informazioni, ma costruiamo la nostra realtà sociale (Scuola di Chicago). Quando comunichiamo incrementiamo la nostra conoscenza condivisa cioè il "senso comune", la precondizione essenziale per l’esistenza di qualsiasi comunità.

  • Memoria collettiva: celebrare eventi, per esempio il Vajont, per focalizzare la propria attenzione su momenti solitamente oscuri all’interno di una specifica cultura. I media puntellano queste cose, anche le tappe del progresso. In questo caso la comunicazione è consolidante.
  • Stereotipi: modalità attraverso cui ci rappresentiamo gli altri e l’ambiente sociale senza possedere le conoscenze dettagliate e precise. Sono una semplificazione: ci appropriamo della realtà senza conoscenze dettagliate e specifiche. La comunicazione ne consolida l’uso.
  • Senso comune: ciò che costruiamo condividendo in ambito sociale qualcosa. Una piattaforma per la comunicazione e l’azione in una cultura. Il senso comune è un sistema di significati e di definizione della realtà: rappresentazioni degli altri e dell’ambiente, schemi di conoscenza che le persone impiegano a livello implicito. È un prodotto del vivere sociale, un giudizio sentito da tutto un ordine, senza alcuna riflessione. Un prodotto sociale condiviso che non mettiamo in dubbio, i detti per esempio, oppure le cose che non metteremmo mai in dubbio: una mamma vuol bene al suo bambino. Sono convinzioni di base che non mettiamo in dubbio (anzi, ci sorprenderebbe il contrario). Queste convinzioni sono rafforzate dalla comunicazione.

Attraverso la comunicazione le persone che comunicano non solo scambiano informazioni, ma costruiscono la loro relazione e quindi il mondo sociale che li circonda.

Funzioni della comunicazione

  • Funzione proposizionale: l’organizzazione delle conoscenze in modo da poterle comunicare attraverso il linguaggio
  • Funzione relazionale: la comunicazione genera e rinnova le relazioni generando quell’intersoggettività dialogica che consente di negoziare significati e condividere scopi.

Comunicare=Costruire relazioni sociali

  • Mettere in comune significati sociali (parole, valori, comportamenti sociali)
  • Partecipare a un processo di costruzione del senso condiviso

Trasferire informazioni

  • Colmare una differenza di informazione attraverso la messa in forma di contenuti
  • Influenzare/modificare il ricevente anche avvalendosi di media e tecnologie

La comunicazione come relazione sociale

Comunicare significa trasmettere un messaggio, ma anche comprendere, costruire ed elaborare messaggi e mantenere, creare e modificare relazioni. I concetti fondamentali sono quelli di azione, ciò che accade, e SA, soggetto agente, ossia mittente e destinatario.

La sociologia studia la relazione comunicativa nella sua struttura e nelle sue funzioni fondamentali, ma anche i tipi e le forme che essa può assumere nelle diverse situazioni e contesti.

Struttura della relazione comunicativa

Modello di Shannon e Weaver (modello informazionale, elaborato per risolvere i problemi di disturbo nella comunicazione) e modello delle Cinque W. Caratterizzati da una struttura unidirezionale e lineare (qui per prima la comunicazione è atto intenzionale e in questo sono implicati personalità, bisogni e valori dell’emittente e del ricevente). Il triangolo di Newcomb introduce la bidirezionalità della relazione. Da Jakobson in poi vengono introdotti anche gli scopi e le norme che insieme al contesto conferiscono alla relazione uno spessore socio-culturale.

I modelli di Jakobson e Shannon-Weaver concepiscono la comunicazione in termini di efficacia, per cui il successo della comunicazione coincide con il raggiungimento degli obiettivi dell’emittente, ma l’atto comunicativo inteso come relazione comunicativa si ha con più agenti che cooperano alla costruzione di un senso secondo determinati scopi e norme in un contesto.

I soggetti

Sono simili e diversi: l’altro è come me ma anche diverso da me. Esperire o partecipare degli stati mentali o dei vissuti dell’altro attraverso la comunicazione non significa pensare, sentire o volere ciò che pensa, sente o vuole l’altro, ma solo rappresentarsi sulla base della propria esperienza che cosa egli può pensare, sentire o volere.

La similitudine rende la comunicazione semplice, anche con chi ci è lontano per cultura, a causa degli universali comunicativi, ossia strutture invarianti della comunicazione presenti in ogni cultura, strutture profonde del linguaggio. La diversità fra i soggetti rende la comunicazione un evento problematico. L’altro rimane diverso da me, per cui la comunicazione rimane sempre traduzione.

Intenzionalità

Come rapporto consapevole con l’atto comunicativo. Ci possono essere gradi diversi di consapevolezza, io posso avere intenzionalità cosciente (gesti significativi) o manifestazioni involontarie.

  1. La consapevolezza della comunicazione dipende dal fatto che l’essere umano è capace di essere/divenire oggetto, di guardarsi e valutarsi come se fosse altro.
  2. Intenzionalità è anche essere rivolto verso l’altro, tener conto di lui. Si ha l’intenzione primaria del mittente che vuole produrre qualcosa nel ricevente e l’intenzione secondaria del destinatario che riconosce l’intenzione del mittente.

Ruoli

Goffman. I ruoli definiscono la reciprocità delle aspettative e la restringono, limitano l’imprevedibilità del comportamento dell’altro evitando fraintendimenti e perdite di tempo. Soprattutto quando gli individui agiscono per conto di organizzazioni o istituzioni.

  • Definizione normativa del ruolo: cosa ci si aspetta da chi svolge quel ruolo?
  • Agire tipico del ruolo: cosa fa la maggior parte delle persone che assume quel ruolo? (anche se esiste sempre uno spazio interpretativo, perché ogni ruolo è interpretato fra assorbimento e distanza dal ruolo comunicativo)

Scopi

Possiamo distinguere innanzitutto la differenza fra gli scopi generali della relazione (lo scopo dell’intera partita di calcio) e gli scopi perseguiti dai singoli soggetti agenti (lo scopo di ogni giocatore, del pubblico e dell’arbitro).

  • Scopi comuni: una squadra che mette a punto una strategia
  • Scopi complementari: vendere-comprare, insegnare-apprendere, anche la situazione dei mass media
  • Scopi conflittuali: relazione concorrenziale
  • Scopi negoziati: sebbene in presenza di una relazione potenzialmente conflittuale, si accetta una base comune di azione reciproca, un compromesso.

Norme

Modelli di comportamento legati a valori sociali che sono prescritti, richiesti o preferiti in una determinata situazione comunicativa. Definiscono il comportamento appropriato e possono avere carattere più o meno vincolante, essere implicite o esplicite e prevedere sanzioni differenti. Gli individui nel corso della vita imparano a seguire e rispettare queste norme.

  1. Norme dell’interazione comunicativa: chi può assumere il ruolo di mittente, di ricevente, quando si può parlare o si deve tacere. Ad esempio durante una funzione religiosa non si può parlare liberamente. Inoltre ci sono norme sempre presenti: non si parla contemporaneamente, si prende il proprio turno, non si parla in modo ambiguo (tuttavia queste regole non vengono sempre rispettate).
  2. Norme della cooperazione: per creare le migliori condizioni e dar vita ad una relazione comunicativa e norme finalizzate alla salvaguardia della relazione. Le massime di Grice, per massimizzare le chance di comprensione fra i parlanti (a) regolando la quantità degli enunciati, (b) assicurando la veridicità del contenuto, (c) attenendosi a criteri di rilevanza e pertinenza, (d) evitando confusioni e oscurità. Goffman affronta le regole del tatto, finalizzate a far sì che i partecipanti si ‘salvino la faccia’. (1) Regole difensive adoperate dagli emittenti per salvare la relazione, (2) regole protettive usate per sostenere gli emittenti nel loro tentativo di salvare la relazione, (3) regole relative ai modi in cui gli emittenti devono comportarsi per rispondere al positivo atteggiamento del pubblico (non abusare della benevolenza). Anche Lakoff studia queste norme e dice: non ti imporre, offri alternative, metti l’interlocutore a suo agio, sii amichevole. Questo crea un patto comunicativo, accordo implicito tra i soggetti.
  3. Norme basate sui ruoli e gli status. Le norme dipendono dalle diverse dimensioni: (1) Dimensione verticale, asse dello status, della posizione sociale. (2) Dimensione orizzontale dell’uguaglianza e della solidarietà, di chi detiene lo stesso status, (3) la dimensione della prossimità che esprime l’intimità fra le persone. Nel caso di relazioni verticali con ruoli asimmetrici, anche gli allocutivi saranno asimmetrici: chi occupa la posizione superiore potrà usare formule confidenziali, chi occupa la posizione inferiore deve essere deferente e rispettoso. La violazione di queste regole crea situazioni di imbarazzo, tranne in situazioni in cui il compito richiede un riallineamento. In alcune situazioni le norme sono esplicite (tribunali, esercito), in altre più informali e tacite (genitore-figlio). A volte però non sappiamo come comportarci e usiamo modi consolidati con il tempo, e questo ha portato al ‘tu generalizzato’ della rete.

Contesti

  1. Ciò di cui si parla
  2. Il contesto richiamato tramite deittici per comprendere il senso della comunicazione.
  3. Il contesto influenza l’agire e le loro motivazioni, interessi, valori. Abbiamo un microcontesto specifico dell’azione e un macrocontesto più ampio.

Goffman definisce ‘situazione sociale’ l’intera arena fisica in cui le persone presenti possono vedersi e sentirsi reciprocamente. I partecipanti sono in presenza l’uno dell’altro (accessibili in tutta la loro espressività) oppure no, e i partecipanti si influenzano reciprocamente.

Micro e Macro

I partecipanti agiscono come partecipanti singoli, in quanto individui e in quanto ruoli o membri di una categoria sociale. Essi sono legati da particolari relazioni interpersonali e da relazioni di ruolo o categoriali. Non è sufficiente regolarsi limitandosi al micro-contesto, poiché i ruoli della particolare situazione non sono stati decisi nel micro-contesto, ma perché posseggono uno status-ruolo riconosciuto da un’istituzione: insegnante-studente, giudice-imputato. Ciò che accade è l’esito dell’interazione concreta, ma è influenzato da una serie di fattori più generali che costituiscono il macro-contesto. Macro e micro si influenzano a vicenda.

Dimensione spazio-temporale

  • Distinzione tra ribalta (luogo in cui siamo davanti a un pubblico per cui dobbiamo comportarci in un certo modo e seguendo certe regole) e retroscena (non siamo esposti allo sguardo degli altri) e il trattamento degli assenti (il cameriere agisce in un certo modo in presenza del cliente, in un altro modo in sua assenza).
  • Oppure il fatto che la relazione sia in presenza o a distanza (la condivisione della dimensione spazio-temporale). Grazie ai media la comunicazione è resa a-sincronica e de-spazializzata. La comunità non ha più solo base territoriale, ma anche relazionare (comunità ebraica).
  • Il tempo e lo spazio sono importanti anche per l’organizzazione del discorso (quanto tempo ho?)
  • Feedback: il feedback cambia se in presenza o in assenza, diventa molto più astratto con i mass media.

Dimensione psicologica

L’atteggiamento, ma anche l’umore (mood). Di solito tendiamo ad adottare un atteggiamento favorevole, di neutralità che però favorisca la comunicazione. I saluti hanno un ruolo importante, perché rassicurano sulle intenzioni dei partecipanti iniziare la comunicazione con le migliori intenzioni.

Appunti integrati con slide

Lo studio delle leggi

Sociologia = neologismo: socius + logia. Definizione di Auguste Comte.

È uno studio scientifico, con uno sguardo di analisi delle costanti (non è un lavoro descrittivo!). L’oggetto sono i rapporti fra gli uomini e le strutture sociali in cui questi rapporti si costruiscono, e i gruppi sociali.

Scienza dell’azione sociale, Max Weber, 1922 studia la sociologia come ossia il fatto che l’azione è intenzionale, con obiettivi (spesso di far cambiare atteggiamento all’altro), e secondo la reazione dell’interlocutore riprogrammiamo la nostra strategia. Georg Simmel dice che è una scienza che studia i gruppi e le relazioni sociali. Luciano Gallino, che descrive, interpreta e comprende la società contemporanea, il modo in cui le loro parti componenti si collegano fra loro e con l’insieme della società.

Globalizzazione

La Globalizzazione è l’evoluzione delle relazioni nella società contemporanea. È un processo in cui si velocizzano le connessioni in tutto il mondo in tutti gli aspetti della vita, i limiti degli spazi fisici e i confini vengono meno. L’indipendenza aumenta, le relazioni diventano anche stringenti, anche nei condizionamenti (la crisi che arriva dall’America fino in Italia).

Si compone di:

  • Delocalizzazione: Lo spazio in cui viviamo è diventato sempre meno importante
  • Rilocalizzazione: si necessita di reintrodurre la persona nella cultura del paese cui appartiene.

Glocalizzazione: il passo più in là: le culture che recepiscono i prodotti continuano ad essere diverse. McDonald’s forniva a tutti la medesima offerta, poi ha cominciato a glocalizzarsi cioè a proporre un’offerta particolare rispetto alle abitudini alimentari del luogo specifico. Un altro esempio è la Mattel: la Barbie standard si glocalizza e indossa lo hijab in Arabia.

La rilocalizzazione è importante perché anche nel mondo globale ci sono culture differenti, anche in paesi differenti in riferimento all’immigrazione. Si ha infatti il concetto di riappropriazione culturale, in cui si vogliono recuperare le proprie radici e trovare persone che le condividano. A volte questo spirito di appartenenza risulta più evidente fra gli immigrati che in patria, e questo spiega perché di solito l’estremismo nasce all’estero.

La sociologia studia

  • Le relazioni fra le persone operanti in una società
  • Le condizioni di appartenenza ad una comunità
  • La struttura delle relazioni sociali in quanto danno vita ad interazioni.

La comunicazione è ciò su cui si fonda la società. Cum+munire, legare insieme, mettere in comune.

  • Comunicazione interpersonale
  • Comunicazione mediale
  • Comunicazione via internet

Mettiamo in comune significati e facciamo partecipi gli altri costruendo legami.

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Scienze politiche e sociali SPS/08 Sociologia dei processi culturali e comunicativi

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ChiaraHelder di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia della comunicazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Vittadini Nicoletta.
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