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Sigmund Freud

Psicologia, psicoanalisi, psicologia dinamica

La psicoanalisi è:

  • Un metodo di indagine della mente che cerca di esplicitare il significato inconscio dei suoi contenuti.
  • Un metodo psicoterapeutico che utilizza l'interpretazione, le associazioni libere, l'analisi del transfert e del controtransfert e sfrutta la metodologia clinica dell'osservazione.
  • Un complesso di teorie psicologiche e psicopatologiche.
  • Un tentativo di applicare alla vita mentale il principio del determinismo psichico, per spiegare fenomeni fino ad allora affidati al caso.

La psicoanalisi lega la componente teorica con quella pratica. La teoria psicoanalitica studia il funzionamento della psiche; la terapia psicoanalitica è un metodo di cura che interferisce sul modo in cui l'individuo vede sé e il mondo.

Psicologia dinamica

La psicologia dinamica fa riferimento a uno specifico approccio della teoria della personalità. Dinamica perché la personalità deriverebbe da un intreccio di forze, che interagiscono o sono in conflitto tra loro. Tutto ciò che riguarda mente e sviluppo di essa è dinamico; l'uomo è in continua crescita e trasformazione, dunque è dinamico.

Tutti i comportamenti umani si fondano su un'energia che ne è l'origine e sono quindi determinati dal mondo interno (determinismo psichico). Con la dinamica abbiamo un'estensione del campo della psicologia all'inconscio, considerato determinante delle condotte umane. La dinamica inoltre considera i fenomeni cognitivi legati a quelli affettivi. Affettività ed emotività influenzano i processi di pensiero.

All'inizio la dinamica è mescolata con la psicoanalisi, ma poi se ne differenzia, diventando principalmente uno strumento di studio e ricerca. Sebbene origini da Freud, prende in considerazioni le scuole e i lavori di autori successivi, divenendo una teoria complessa costituita da numerose ipotesi. Al contrario della psichiatria tradizionale, che classifica i pazienti in base a liste di sintomi, la dinamica si interessa dell'unicità di ciascun individuo e della sua storia personale. Così sintomi e manifestazioni psichiatriche saranno il risultato di esperienze personali, da ricercare nel mondo interno del paziente.

Freud e la psicoanalisi

La tecnica psicoanalitica è applicata per la prima volta da Breuer su una paziente isterica. Egli tenta di curarla prima con l'ipnosi, poi applica il metodo catartico: il paziente viene fatto parlare liberamente e in modo spontaneo. Così si scopre che ogni sintomo ha una sua storia che se percorsa a ritroso porta all'evento che lo ha causato. Diviene così possibile individuare i conflitti interni causanti, contenuti nei ricordi, attraverso il dialogo, che è lo strumento per farlo. Freud lavorerà a contatto con Breuer.

Da Janet Freud apprende la teoria dello sdoppiamento mentale in conscio e inconscio, punto di partenza del suo lavoro. Per Freud lo sdoppiamento non è dovuto a una debolezza congenita umana, ma le due entità coesistono e sono dotate di energia (dinamismo). Freud prende molti spunti da Charcot, anch'egli sfruttò il dialogo con i pazienti, ma quest'ultimo presenta una concezione di isteria contraddittoria: la considera effetto della suggestione e della simulazione del paziente, ma la fa rientrare nelle patologie somatiche. Freud supera questa dicotomia considerando l'isteria una patologia specifica e ricercandone le cause nella mente, considerandola in termini psichici non fisiologici.

Ipotizza dunque che possa essere una malattia di rappresentanza: la mente sposterebbe sul corpo il suo disagio, quando l'Io del paziente non riesce ad affrontarlo: questo manifesterebbe il sintomo, unico modo di affrontare il conflitto interno. Questa interpretazione evidenzia uno stretto legame tra psichico e somatico. Inizialmente Freud sfrutta l'ipnosi come strumento per eliminare i sintomi isterici; con il caso clinico di Anna O., paziente isterica di Breuer, Freud comprende che vi è un profondo legame tra parole e sintomo isterico, e che ogni sintomo ha una sua storia che va ripercorsa per risalire all'evento traumatico che l'ha causato. Breuer deciderà di sospendere la terapia con Anna O., perché il legame affettivo con la giovane stava divenendo molto forte.

Freud successivamente comprenderà il significato delle relazioni affettive: esse sono irrinunciabili nel processo terapeutico, costituendo il transfert: si tratta dello spostamento sull'analista di sentimenti vissuti dal paziente durante l'infanzia verso le figure fondamentali. Esso può essere positivo o negativo, a seconda del sentimento provato. Però, visto che esso riproduce la relazione dei genitori, ne riproduce anche l'ambivalenza: è quasi inevitabile che un transfert positivo si trasformi in negativo durante la terapia.

Fin dagli inizi della psicoanalisi la teoria è strettamente legata alla pratica: Freud modificherà i suoi principi teorici continuamente con le osservazioni sui suoi pazienti. La psicoanalisi nasce come terapia dell'isteria: da qui trae origine la convinzione che tutto l'agire umano è dotato di senso e può essere visto come contenuto manifesto che rimanda a un contenuto latente. La psicoanalisi è un lavoro in cui emerge l'esperienza dell'inconscio, sono elaborate le resistenze ed il transfert e si va a favorire un migliore funzionamento dell'Io.

Concetti fondamentali della psicoanalisi

Le due ipotesi fondamentali sono:

  1. Determinismo psichico: ogni evento psichico è determinato da quelli precedenti e influenza quelli successivi. Tutti i fenomeni mentali sono connessi causalmente. Nessun fenomeno va trascurato e di tutti vanno ricercate le cause. Questo implica anche che sintomi e comportamenti sono manifestazioni esterne di processi inconsci.
  2. La coscienza è un attributo eccezionale, non regolare, dei processi psichici: molto di ciò che passa nella mente è inconscio. Le apparenti discontinuità nella psiche hanno connessioni che vanno però ricercate nell'inconscio. L'inconscio è un fenomeno stabile e permanente, sede di forze che cercano di manifestarsi nella coscienza.

Stimolo: evento del mondo esterno che induce un'esperienza sensoriale e suscita una risposta o una reazione.

Istinto: capacità di reagire a un insieme di stimoli, con una risposta rigida e stereotipata. È parte del patrimonio genetico di una specie.

Pulsione: forza interna che fornisce energia alla mente, spingendola a compiere azioni tese al soddisfacimento di un bisogno. L'azione motoria che ne consegue è mediata da fattori sociali e culturali e dall'esperienza. Essa spinge all'azione per cessare lo stato di eccitazione prodotto dalla pulsione stessa. Al contrario dello stimolo, esterno, la pulsione è interna e non ci si può sottrarre a essa.

Ogni pulsione ha:

  • Fonte: luogo in cui appare l'eccitazione (zona erogena, organo, ecc) o processo somatico percepito in quella parte del corpo come eccitazione.
  • Spinta: induce l'azione per ottenere il soddisfacimento. Anche quando il soddisfacimento è passivo la pulsione è sempre attiva, perché vi è la spinta all'azione. Aspetto motorio della pulsione.
  • Meta: la meta primaria di ogni pulsione è la riduzione dell'eccitamento. Le attività con cui questo è possibile sono variabili.
  • Oggetto: ciò in cui e con cui la pulsione cerca di raggiungere la meta. Può essere esterno, appartenente al mondo reale, o interno, una rappresentazione.

Freud distingue tra oggetti parziali, parti del corpo o equivalenti simbolici di esso, e oggetti totali, la persona intera con cui l'individuo entra in relazione. A oggetti parziali si rivolgono pulsioni parziali, tipiche delle prime fasi dello sviluppo; l'oggetto totale subentra in fasi più avanzate.

Freud postula l'esistenza di due pulsioni fondamentali:

  • Libido, di natura sessuale, dà origine alla componente erotica dell'attività mentale.
  • Destrudo, di natura aggressiva, dà origine dalla componente distruttiva e aggressiva. Le pulsioni sono allo stato puro solo nei primi tempi dello sviluppo o in condizioni patologiche: le pulsioni operano fuse tra loro, in un impasto di pulsioni.

Metapsicologia

Freud la definisce inizialmente “insieme di spiegazioni del comportamento umano che vanno oltre la psicologia della coscienza”. La ridefinirà come un sistema di osservazione in base al quale ogni processo psichico è esaminato secondo un punto di vista:

  • Dinamico: considerare che tutti i processi psichici sono riconducibili a un gioco di forze, in relazione o in conflitto tra loro, rappresentate in immagini o rappresentazioni affettivamente investite. Le forze contrastanti danno origine ai conflitti, lotte tra pulsioni con mete incompatibili.
  • Economico: si presuppone l'esistenza nella mente di un'energia psichica, con una sua meta, una fonte, e una dimensione quantitativa: le diverse rappresentazioni psichiche sono investite di una precisa quantità di energia. L'aumento dell'eccitamento comporta dispiacere, la diminuzione piacere.
  • Topologico: va a comprendere i conflitti, considerano il sistema in cui ha luogo ogni atto psichico. La psiche è divisa in tre sistemi: inconscio, preconscio, conscio. Si riconosce che la psiche non è limitata a ciò che può essere oggetto di osservazione diretta, ma che esistono altre modalità di funzionamento.

Come funziona la mente

Principio di piacere e principio di realtà: l'individuo è soggetto alla formazione di cariche psichiche, che originano da stimoli sia interni che esterni. La psiche cerca di mantenere questa carica energetica, che varia in quantità e qualità, al livello minimo di tensione, perché l'aumento di tensione causa dispiacere. Ogni carica è connessa a una rappresentazione: quando essa non può sfogarsi, tende a spostarsi verso altre rappresentazioni. Aspetto quantitativo e qualitativo sono legati fra loro; il problema sta nel livello di energia, che causa dispiacere o piacere.

Due principi regolano le funzioni mentali.

  • Il primo è il principio di piacere: esso soddisfa il bisogno attraverso azioni o fantasie che permettano l'eliminazione della tensione pulsionale. La diminuzione dell'eccitamento è ottenuta con la scarica dell'energia. La pulsione preme per un soddisfacimento immediato. Questo principio domina nel primo periodo evolutivo: il bambino, se non dispone immediatamente di un oggetto per soddisfare la pulsione, ricorre a una fantasia dell'oggetto, legata alle precedenti esperienze di soddisfacimento.
  • Con la crescita il principio di piacere si trasforma nel principio di realtà. Con esso si sviluppa la capacità di dilazionare il soddisfacimento; l'energia non scaricata viene utilizzata per le operazioni di pensiero, che tengono conto delle condizioni del mondo esterno, permettendo di decidere se il soddisfacimento debba essere immediato o differito, o se è meglio reprimere la pulsione perché pericolosa. Questo perché il soddisfacimento di una pulsione può comportare sofferenze per l'individuo: per evitare il dolore, il principio di realtà permette questa operazione.

Nell'adulto i due principi coesistono e l'inconscio continua a essere regolato dal principio di piacere.

Processo primario e processo secondario

Le due modalità di funzionamento della psiche. Il processo primario è arcaico e primitivo e associato all'inconscio. Viene utilizzato principalmente nell'infanzia, quando l'Io è ancora immaturo, in condizioni patologiche e nell'attività onirica. Quando esso è predominante l'energia è allo stato libero: può scaricarsi e spostarsi su diverse rappresentazioni liberamente. Il processo primario obbedisce al principio di piacere.

Il processo secondario si sviluppa gradualmente ed è caratteristico di un Io maturo. L'energia viene fatta scorrere in maniera controllata, in modo che il soddisfacimento possa essere differito. L'attività mentale comprende il pensiero vigile, l'attenzione, il ragionamento e il giudizio. L'azione è controllata dall'Io, che va a anche ad inibire il processo primario. Il passaggio tra i due processi è graduale, avviene con lo sviluppo dell'Io, e i confini tra i due sono confusi. Il principio primario è filogeneticamente e ontogeneticamente precedente al secondario.

La struttura della mente – il modello telescopico

La prima descrizione dell'apparato psichico è nell'Interpretazione dei sogni, dove viene descritta come uno strumento ottico complesso, fatto di elementi in sequenza. Le diverse componenti sono funzionalmente collegate tra loro. Un'estremità di questo strumento reagisce agli stimoli sensoriali, mentre all'altra vi sta la coscienza. Le parti intermedie sono collegate fra loro da energia che si propaga. Le divisioni in questo modello sono funzionali e vi è già l'idea di tre strutture separate.

Modello topografico

Nel 1913 Freud ipotizza che la psiche sia divisa in tre sistemi:

  • Inconscio: parte più arcaica e più profonda della psiche. Funziona secondo il principio primario – l'energia è lasciata libera di scorrere, da una rappresentazione all'altra, tutte legate a esperienze di soddisfacimento. Quando il bambino ha un bisogno, l'energia va a reinvestire i ricordi dell'oggetto che aveva soddisfatto il bisogno in precedenza. Questo induce un soddisfacimento allucinatorio. Questa mobilità è consentita dal fatto che l'inconscio è dominato dal principio di piacere. I contenuti inconsci, carichi di energia pulsionale, cercano di emergere alla coscienza, unica via con cui possono portare alle azioni necessarie al soddisfacimento; ma questi contenuti non possono accedere alla coscienza, perché non tollerabili. Vi è uno sbarramento, la censura, che impedisce a questi contenuti di raggiungere la coscienza, a meno che non siano deformati fino a essere irriconoscibili. Queste deformazioni sono formazioni di compromesso tra contenuti inconsci e le forze che vi si oppongono. La formazione di compromesso è la soluzione di un conflitto tra due forze contrastanti, che permette un parziale soddisfacimento. L'inconscio è la sede del proibito e del vietato. I suoi contenuti lottano per raggiungere il soddisfacimento e questa lotta genera i conflitti intrapsichici. I contenuti dell'inconscio sono costituiti da un nucleo primitivo di fantasie originarie, limitate a pochi temi: il rapporto fra i genitori, la seduzione, la castrazione. Esse farebbero parte dell'eredità genetica umana e sono universali, non dipendono dall'esperienza. Accanto a questi, vi sono tutti i contenuti respinti dalla coscienza perché intollerabili ad essa; si costituiscono durante la vita dell'individuo, in particolare nell'infanzia. Le rappresentazioni inconsce sono organizzate in fantasie, messe in scena dei desideri. Tutti i contenuti inconsci hanno le seguenti caratteristiche:
    • Sono regolati dal principio di piacere
    • Non tengono conto della realtà
    • Il principio di non contraddizione è assente – contenuti opposti coesistono
    • Vi è assenza di negazione, dubbio e gradualità
    • Non vi sono sfumature o vie di mezzo, solo estremi
  • Preconscio: separato dall'inconscio dalla censura, barriera che impedisce il passaggio dei contenuti inconsci. I contenuti preconsci sono derivati dai contenuti inconsci (passati attraverso la censura dopo una deformazione) e contenuti temporaneamente espulsi dalla coscienza, che però possono esservi richiamati. Tra preconscio e coscienza vi è una barriera permeabile che non deforma come la censura ma seleziona, evitando l'ingresso di contenuti perturbanti nella coscienza. I contenuti preconsci divengono consci con la formazione di immagini mentali, come i pensieri fantastici o i sogni ad occhi aperti. Il preconscio si differenzia dal conscio con l'acquisizione del linguaggio, che permette di organizzare le tracce mnestiche di attribuirgli dei nomi. Nel preconscio avviene la registrazione degli stimoli, che con uno sforzo attentivo possono arrivare alla coscienza.
  • Conscio: sistema che riceve informazioni dal mondo esterno e da quello interno. Al contrario di preconscio e inconscio, su di esso non è registrata alcuna traccia durevole degli eccitamenti. La coscienza dispone di una certa quantità di energia mobile, che consente di investire i contenuti attraverso l'attenzione. L'attenzione consiste nel dirigere energia su un contenuto, così che esso assuma una posizione privilegiata rispetto agli altri contenuti. Il passaggio di contenuti dal preconscio al conscio avviene con un forte investimento, che permette ai contenuti di superare la censura. La coscienza è influenzata dall'esperienza dell'individuo e dalla sua situazione attuale: i contenuti che divengono consci variano da persona a persona, da momento a momento.

Il modello strutturale

Il funzionamento psichico risulta da forze contrapposte – i desideri pulsionali e la consapevolezza delle esigenze della realtà e delle regole morali. Distingue tre strutture mentali in base alla funzione:

  • Es: parte pulsionale dell'apparato psichico. I suoi contenuti sono inconsci, da una parte innati ed ereditari e dall'altra acquisiti, rimossi dalla coscienza. In quanto inconsci, sono disorganizzati, contraddittori e acronici. Funzionano secondo il principio di piacere. È il serbatoio dell'energia pulsionale, alimentato dalla libido, di natura sessuale. È la parte originaria e costitutiva della psiche.
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/07 Psicologia dinamica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher irislvcia di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia dinamica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Rollé Luca.
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