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Jean Martin Charcot

Jean Martin Charcot, neurologo, assunse la direzione del Salpêtrière, in un reparto in cui erano ricoverate donne affette da convulsione. Formulò una descrizione dell’attacco isterico utilizzando l’ipnotismo, dimostrò la correlazione tra paralisi traumatiche e isteriche. Riteneva che lo stato ipnotico fosse una condizione patologica simile all’isteria e che appunto alcuni tipi di paralisi da lui definite isteriche fossero dovute a problemi psichici e non di natura fisica.

Hippolyte Bernheim

Hippolyte Bernheim, medico alsaziano, fondò la Scuola di Nancy. Il suo metodo di cura si basava sulla suggestione. Ipnotizzava il paziente fissandolo negli occhi, gli suggeriva di provare una sonnolenza crescente e, una volta entrato nello stato ipnotico, gli diceva che tutti i sintomi non c’erano più. Col passare del tempo si servì di un procedimento chiamato psicoterapia.

Pierre Janet

Pierre Janet, psichiatra, la sua opera più nota tratta l’automatismo psicologico, quella condizione in cui il soggetto esegue, senza esserne consapevole, atti molto complessi e intelligenti che raggiungono una meta specifica e adeguata alle circostanze. Gli stati dell’automatismo psicologico totale vi sono la catalessi, lo stato ipnotico e le personalità multiple. Tra gli stati dell’automatismo psicologico parziale ci sono l’assenza mentale, la scrittura automatica, la suggestione post-ipnotica, le idee fisse, le allucinazioni... Fondamentale nella teoria di Janet è il concetto di idee fisse.

Il metodo prescelto è l’ipnosi perché durante lo stato ipnotico il paziente può risalire all’origine traumatiche delle sue idee fisse, rivivere l’evento che le ha determinate cambiando il ricordo dell’evento. Altro concetto fondamentale è di funzione della realtà che gli permise di distinguere gli stati mentali in base alla tensione psicologica.

Sigmund Freud

Nel suo percorso formativo, Sigmund Freud fu influenzato principalmente da due orientamenti: 1) teorie dell’isteria e l’uso clinico; 2) scienze neurologiche e positivismo. La carriera clinica di Freud inizia in collaborazione con Breuer, insieme pubblicano studi sull’isteria in cui prendono in esame cinque donne isteriche:

Il caso di Anna O.

Quando si ammala ha 21 anni, evade dalla monotonia attraverso il sogno a occhi aperti. L’evento precipitante delle sue condizioni è la malattia mortale del padre. I sintomi (sonnolenza, assenze mentali, allucinazioni, difficoltà del linguaggio) la portano a sviluppare una doppia personalità. Breuer la visitava ogni sera finché nel 1882 ha un attacco di idrofobia (non riesce più a bere). Quando i suoi sintomi erano sotto controllo, una sera Breuer fu chiamato da lei e la trovò in stato confusionale e in preda a forti dolori addominali. Quando le chiese cosa le stesse accadendo rispose che stava per venire il bambino del dott. B. Questo episodio lo spaventò e decise di affidarla a Freud, il quale ravvisò la conferma della teoria sull’origine sessuale dei sintomi isterici.

Il caso di Emmy Von N.

Attraverso un'ipnosi leggera, Freud fa sì che il paziente riviva le emozioni collegate al ricordo e possa liberarsi del peso emotivo. Così nasce la tecnica della libera associazione, cioè chiedere al paziente di dire tutto quello che gli viene in mente. Questo procedimento dovrebbe produrre la scomparsa del sintomo, perciò si parla di conversione isterica.

Il caso di Elisabeth Von R.

Adottando la tecnica della libera associazione, Freud osserva come occasionalmente il flusso di parole si arresti. Quando le chiede cosa le passi per la testa, la risposta è "nulla". Questo "nulla" indica il pensiero inaccettabile che è all’origine dei sintomi isterici. L’idea impensabile della ragazza è l’amore verso il cognato e il desiderio di morte per la sorella.

Il caso di Lucy R.

La donna è in preda ad allucinazione olfattiva, sente continuamente odore di bruciato. Attraverso la tecnica della libera associazione recupera una serie di ricordi familiari traumatici che portano la memoria verso il ricordo della violenza del padre. Ciò viene chiamato da Freud "attenzione fluttuante", che indica un atteggiamento mentale di apertura a tutti i dettagli della narrazione.

Il caso di Katharina

Katharina, cameriera di una locanda, parla a Freud del suo sintomo di soffocamento e difficoltà respiratorie da due anni. Chiedendole cosa fosse accaduto in quel periodo, si accorse che la causa erano le attenzioni da parte dello zio. Freud arriva quindi a ipotizzare una teoria completa a base traumatica e sessuale, riguardante esperienze sessuali precoci, così raggruppabili:

  • Abusi da parte di estranei adulti;
  • Persona adulta a cui è stato affidato il bambino iniziò il bambino al rapporto sessuale;
  • Casi dei rapporti tra bambini di sesso diverso.

Ha riscontrato la presenza di questi episodi in tutti i casi di isteria, perciò il trauma depositerebbe nel bambino un'idea patogena che nasce da una stimolazione sessuale avvenuta nell’infanzia e acquisterà forza con la pubertà.

Il 1897 e l'autoanalisi di Freud

Il 1897 è un anno importante per la psicoanalisi perché Freud iniziò a se stesso il metodo psicoanalitico, analizzò attraverso i propri sogni e svolse su di essi libere associazioni. Il concetto centrale per la teoria del sogno è quello di desiderio, il sogno è una forma di pensiero, l’appagamento mascherato di un desiderio rimosso. Lo definisce come il guardiano del sonno. A questa opera di mascheramento provvede il sogno attraverso meccanismi che appartengono al lavoro del sogno e sono:

  • Condensazione (un elemento del sogno manifesto riassume più elementi del sogno latente);
  • Spostamento (sostituzione di una rappresentazione inaccettabile);
  • Raffigurazione plastica (il lavoro del sogno costruisce una trama mantenendo nessi logici che possono divenire coscienti);
  • Elaborazione secondaria (accade quando il soggetto si sta risvegliando ed agisce dando una forma coerente al sogno).

I sogni mantengono un collegamento con la realtà e fanno riferimento ad eventi vissuti. L’interpretazione del sogno deve basarsi sulle libere associazioni del paziente e sui vari dettagli del sogno. Si rese conto che il meccanismo di difesa chiamato resistenza era la principale difficoltà da superare. Occorreva concentrare l’attenzione e l’interpretazione sulla resistenza stessa, cioè l’accettazione da parte del paziente di una interpretazione dello psicoanalista non indica che la sua interpretazione è errata ma solo una resistenza del paziente.

Sogno di Freud

La famiglia Freud sta ricevendo un gran numero di ospiti in un salone, tra questi c’è Irma, paziente e amica di Freud. Egli la chiama e la sgrida per non aver accettato la soluzione, chiedendole di avvicinarsi alla finestra per fargli vedere la gola, nota una grande macchia bianca all’interno. Chiama Breuer, e ci sono anche gli amici Oscar Rie e Fliess, il quale gli dice che si tratta di un’infezione provocata da un’iniezione fatta a Irma da Oscar Rie con un preparato di una sostanza che potrebbe essere propilene usando una siringa sporca. L’inizio del sogno è un residuo diurno, infatti Irma era stata ospite da Freud. Interpreta il sogno punto per punto attraverso le sue libere associazioni esplorando che la siringa sporca gli fa venire in mente l’accuratezza con cui pulisce le siringhe. Arriva a ricordare di aver iniettato ad un paziente un farmaco che ne aveva provocato la morte. Dopo una lunga serie di associazioni, il significato del sogno appare chiaro, tutte le associazioni convergono sul suo bisogno di dimostrare di essere un bravo terapeuta. La sua interpretazione del sogno dimostra tutti i limiti di un’autoanalisi. Fliess (specialista berlinese di malattie del naso e orecchio) fa una fugace apparizione nel sogno. La vicenda appare composita, frutto di una condensazione tra il personaggio reale e altre due pazienti di Freud: Anna è la paziente da lui preferita che assomiglia ad un'altra sua paziente, Emma. Colto dal dubbio, Freud chiama Fliess e decide di operarla. Dopo l’intervento la paziente peggiora, convoca alcuni specialisti viennesi e con una pinza estrae dal naso mezzo metro di garza che Fliess aveva lasciato nella ferita, così la paziente si rimette. Il riferimento del sogno alle conche nasali che appaiono nella gola di Irma sono da mettere in relazione con questo avvenimento che poteva minare la fiducia per Fliess. Il desiderio del sogno è quello di salvaguardare l’immagine dell’amico. Un anno dopo gli scriverà che le perdite di sangue della donna dopo l’intervento erano di origine isterica, ma che la paziente si serviva di quel sintomo per dimostrare agli altri le sue sofferenze.

I tre saggi sulla teoria sessuale

Il tema centrale è la pulsione, definita come processo dinamico consistente in una spinta (carica energetica) che tende verso una meta (modalità di scarica della tensione energetica). L’energia che si esprime nella pulsione viene chiamata libido, espressione dinamica nella vita psichica.

Nel primo dei tre saggi, Freud affronta il tema della perversione caratterizzata da oggetti che consistono in un arresto del processo di sviluppo della sessualità dell’individuo.

Nel secondo, dedicato alle fasi dello sviluppo sessuale infantile, sostiene che l’esistenza di una sessualità infantile è stata fino ad allora ignorata. Freud stabilisce che le pulsioni sessuali sono presenti fin dalla prima infanzia e vengono prodotte dall’eccitabilità di alcune zone erogene. Parla di pulsioni parziali perché la loro esistenza è collegata a singole parti del corpo. Fino ai 18 mesi l’area eccitabile è quella della bocca, per cui l’autore parla di una fase orale. Dai 18 mesi ai 3 anni l’area di eccitamento è l’ano, perciò fase anale. Dai 3 ai 5 anni la zona erogena si trasferisce sul pene/clitoride, fase fallica, e collegata a questa è la relazione libidica tra bambino e genitori, che prenderà il nome di complesso edipico, che porta il bambino a sviluppare un investimento libidico per il genitore dell’altro sesso. Si ha quindi la fase di latenza, la quale dura fino al risveglio della sessualità nella prima adolescenza. In questa fase nascono il disgusto, il sentimento del pudore, gli ideali estetici. L’energia sessuale rimane latente e viene deviata verso altre mete per il meccanismo della sublimazione. Per quanto riguarda il complesso edipico al femminile, Freud dirà che l’invidia del pene produce attrazione per la figura paterna nelle bambine, più avanti sarà sostituito nella crescita dal desiderio di avere un figlio. Durante il periodo, il bambino può essere considerato un perverso polimorfo.

Nel terzo saggio, Freud sviluppa il tema dello sviluppo della genitalità nell’adolescenza. Questa fase fallica al femminile è prova di un forte legame con la madre, però la bambina inizia ad odiarla quando la riconosce mancante di pene e la responsabilizza della stessa mancanza.

Il piccolo Hans

A 3 anni, Hans fu minacciato di evirazione dalla madre perché sorpreso a giocare con il suo "fa pipì". Cominciò a chiedersi se altre persone o animali ne fossero dotati come lui e sembrò incuriosito dalle dimensioni dei cavalli. Dopo aver assistito all’età di 5 anni alla caduta di un cavallo, sviluppò una fobia per questi animali. Il tutto venne interpretato da Freud come un effetto del complesso edipico: vedendo cadere il cavallo aveva temuto che suo padre potesse morire a causa dell’odio che il bambino provava per lui. Aveva paura del padre e della castrazione e aveva spostato questa paura sui cavalli. Inoltre, emersero pulsioni aggressive verso la sorellina che immaginava vedere soffocare nella vasca da bagno. Hans ammise al padre di desiderare la sua morte, così avrebbe potuto sposare la mamma, dopodiché i sintomi fobici cominciarono a recedere. Così il complesso edipico sta diventando la chiave di volta delle interpretazioni di Freud.

Caso clinico di Dora

La cura della giovane durò 3 anni e fu interrotta per decisione della paziente. Nella seduta di quel giorno, la malata esordì dicendo che quello fosse l’ultimo giorno e la risposta di Freud non tradisce nessuna emozione. La seduta si svolge regolarmente e Freud completa la sua interpretazione del malessere di Dora come effetto dell’amore deluso per il signor K, da cui la giovane dichiara di essere stata molestata. Reagisce alla delusione amorosa vendicandosi sull’analista. Freud l’ha vista una prima volta a 16 anni, poi le condizioni della ragazza sono peggiorate: depressione, scontentezza, stanchezza, minaccia di suicidio e svenimento dopo una lite col padre, il quale ha sofferto di gravi malattie ed è stato lui a presentargli Dora. La madre è una donna insignificante. La famiglia ha stretto amicizia con un'altra famiglia che Freud chiama K. La signora K ha assistito il padre della ragazza durante la sua ultima malattia e i due sono diventati amanti. Dora si occupava invece dei figli della signora K finché a 14-16 anni ha subito molestie da parte del signor K. La prima volta ha tentato di abbracciarla e baciarla e ha provato un senso di nausea, la seconda le ha fatto proposte sessuali ma ha reagito schiaffeggiandolo. Dopo ciò, Dora racconta tutto al padre che all’inizio appare indignato ma poi si accontenta dell’accusa che questi fa alla giovane di aver mentito, suggerite da letture poco adatte alla sua età. L’amicizia con la signora K rappresenta il suo segreto ideale di donna appassionata, al contrario della madre. Dora percorre con lei i luoghi più segreti del desiderio, ma quando si accorge che la signora K ha tradito il segreto parlandone al marito, capisce che ha accettato di fare amicizia con lei solo per avere più agio per frequentare il padre. Dora si rivolge a Freud dandogli fiducia, e lui pretende di dimostrarle che è innamorata del signor K e che il sintomo della nausea è una conversione isterica dell’eccitamento sessuale da lei provato in quell’occasione. Nel sogno fatto da Dora in cui la casa va in fiamme e la madre vorrebbe salvare il suo scrigno dei gioielli, il termine scrigno è usato per indicare il genitale femminile, Freud deduce che Dora volesse regalare quello scrigno al suo spasimante, ma sta coprendo la sua passione per il signor K. Freud appare a Dora un confidente affidabile perché non si dimostra ipocrita come il padre, nell’isteria l’infelicità e il desiderio segreto non trovano che un’esteriorizzazione degli affetti.

Narcisismo e omosessualità

Freud prende in esame un ricordo d’infanzia di Leonardo da Vinci: ricorda che da bambino ebbe una fantasticheria mentre era nella culla: un nibbio si posava sulla sponda e gli infilava ripetutamente la coda nella bocca. Secondo Freud, si tratta di un ricordo ricostruito che ha un riferimento ad un atto omosessuale. Racconta che fino a 3 anni fu abbandonato dal padre e che sviluppò un rapporto stretto con la madre. Il riferimento alla divinità femminile fallica è collegata al fatto che tutti sono dotati di un pene, anche le donne. Il bambino che sviluppa ammirazione per la sua aggiunta è curioso di confrontarla con quella degli altri e scopre con orrore che le donne ne sono prive e vive questa cosa con la paura di essere castrato. Appare così il concetto di narcisismo collegato all’omosessualità.

Narcisismo e delirio

Nello scritto "Osservazioni psicoanalitiche su un caso di paranoia descritto autobiograficamente" (caso clinico del presidente Schreber), nel 1884 si presenta come candidato al Reichstag ma non viene eletto. Comincia a soffrire di deliri ipocondriaci e viene ricoverato e dopo alcune settimane dimesso. Nominato giudice di Sassonia, il suo stato mentale precipita e viene nuovamente ricoverato a Lipsia e pubblica "Memorie di un malato di nervi". Nelle sue interpretazioni, Freud trascura un fatto: come alcuni autori hanno dimostrato, i testi di Schreber e i violenti metodi educativi da lui applicati ai figli richiamano i tormenti fisici e morali subiti nell’educazione paterna. Freud ritiene che Dio rappresenti per Schreber la figura di suo padre e il dott. Flechsig quella del fratello e spiega la formazione del delirio attraverso un meccanismo che gli appare tipico della paranoia sul rivolgimento nel contrario e sulla proiezione. Quindi, la formazione delirante che noi consideriamo il prodotto della malattia costituisce il tentativo di guarigione, la ricostruzione.

Introduzione al narcisismo

Freud indica come narcisismo primario la fase collegata alla costruzione di un io del soggetto; secondario un ritorno all’investimento libidico su di sé (libido dell’io cioè pulsione di sopravvivenza). Alle dinamiche narcisistiche appartiene anche la costruzione di un io ideale che il bambino ritiene adatto alle aspettative del mondo esterno.

La melanconia

In "Lutto e melanconia", Freud esamina i meccanismi eziologici della melanconia o depressione. Il lutto è un periodo di dolore nel quale ci distacchiamo dal mondo, quando finisce torniamo allo stato d’animo abituale. La melanconia può essere considerata un lutto senza fine, l’odio rimosso per qualcun altro determina l’auto aggressività e irritabilità.

La pulsione di morte

È concepita come la tendenza naturale di tutti gli esseri viventi a ritornare allo stato inorganico. La libido, che si oppone, la devia verso l’esterno e la pulsione di morte diviene distruttiva. Freud considera manifestazioni della pulsione di morte il senso di colpa dei nevrotici e la relazione terapeutica negativa, consistente nel fatto che dopo un bilancio positivo fatto dal terapeuta, questi peggiorano.

Modello strutturale dell’apparato psichico

Il modello che Freud propone è quello dell’Es-Io-Super Io. L’io è in parte inconscio, nasce nel momento in cui l’es (l’inconscio) entra in contatto con la realtà esterna, è un io corporeo fatto di sensazioni, si trova a fare i conti con... (testo originale interrotto).

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/07 Psicologia dinamica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher bibba4 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia dinamica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Firenze o del prof Lauro Grotto Rosapia.
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