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Rischio di dispersione scolastica e disagio socio-educativo

Introduzione

Il termine “disagio" inizia ad affermarsi alla fine degli anni '70. Il disagio rappresenta una condizione legata a percezioni soggettive di malessere. Invece, possiamo parlare di devianza quando un comportamento va a infrangere una norma. Il disagio può essere una conseguenza di assenze di valori, di validi modelli educativi.

Nell’ambito della scuola, il disagio scolastico viene definito da Mancini e Gabrielli come uno stato emotivo che si manifesta attraverso un insieme di comportamenti disfunzionali, che non permettono all’alunno di vivere adeguatamente le attività in classe. Il soggetto può manifestare questo disagio in molteplici modi (irrequietezza, iperattività, basso rendimento, difficoltà di inserimento nel gruppo, dispersione scolastica…). Quindi per disagio intendiamo il sintomo dell’incapacità del soggetto di trovare soluzioni soddisfacenti e coerenti alla propria identità.

La scuola riveste un ruolo fondamentale per la crescita di un individuo, insieme alla famiglia essa rappresenta una delle principali agenzie di formazione e di socializzazione. Una conseguenza del fallimento scolastico può essere l’abbandono scolastico precoce (drop out).

Le cause

L’abbandono scolastico è un fenomeno preoccupante perché ha come protagonisti i giovani, coloro che rappresentano il futuro. Abbandonando prematuramente la scuola si va incontro alla disoccupazione e all’esclusione sociale. Sono state individuate 4 importanti aree di valutazione per l’identificazione dei fattori di rischio di abbandono scolastico:

  • L’area socio-familiare (fa riferimento a situazioni familiari e scolastiche).
  • L’area socio-pedagogica (racchiude la capacità di raggiungere gli standard dei modelli di riferimento).
  • L’area fisiologica e psicopatologico-individuale (si riferisce a variabili biologiche e neurofisiologiche).

Tra le motivazioni dell’abbandono, poi, vi sono quelle individuali, come ad esempio i disturbi dell’ansia. Questi soggetti non riescono a sostenere i livelli di stress che l’ambiente scolastico procura loro. Quindi le responsabilità del drop out scolastico possono essere interne o esterne al soggetto. Le cause possono essere di ordine:

  • Socio-culturale quando il basso livello di scolarizzazione ha come conseguenza l’insuccesso scolastico.
  • Socio-economico, influenzata dalla figura professionale dei genitori. A queste si aggiungono cause di ordine scolastico.

Ad esempio quando l’insegnamento risulta poco coinvolgente per gli alunni a causa di un metodo poco adeguato all’età moderna. Un’altra causa per la dispersione scolastica può essere l’età. In quanto la fase adolescenziale è una fase delicata, rende i ragazzi più sensibili ai fattori a rischio (già elencati).

Indicatori psicologici del rischio

Nel rapporto personale fra lo studente e l’istituzione scolastica la condizione di disagio rappresenta una difficoltà. La difficoltà a raggiungere il successo scolastico è una delle principali cause che portano all’abbandono scolastico. Rutter e Quinton sostengono che un’esperienza scolastica positiva sia importante a consolidare la fiducia in se stessi. L’ambiente circostante al soggetto appare, quindi, fondamentale per un buon livello di crescita e sviluppo.

Alcuni dati a confronto

La questione della dispersione e dell’abbandono scolastico influisce su uno scarso sviluppo economico. Tant’è che nel 2008 la Commissione Europea ha stabilito degli obiettivi che l’Unione avrebbe dovuto raggiungere, ma questi non sono stati raggiunti dalla maggior parte dei Paesi, tra cui l’Italia; pertanto la commissione ha riformulato una nuova strategia (“Europa 2020”) proponendo una serie di obiettivi, tra cui la diminuzione del tasso di abbandono scolastico al 10% e l’incremento del numero dei giovani laureati oltre il 40%.

In Italia, sebbene il fenomeno dell’abbandono scolastico sia in progressivo calo, si è ancora lontani dagli obiettivi europei. Attualmente il maggior tasso di abbandono scolastico è in Sicilia e Sardegna. L’Italia è in fondo alla classifica europea. Tra le possibili soluzioni che il sistema scuola si impegna a svolgere per attenuare il disagio abbiamo molti progetti (di cucina, informatici, utilizzo dei social network, di arte) che mirano a coinvolgere studenti e genitori.

La dispersione scolastica in termini di costi

Il tema della dispersione scolastica viene approfondito in maniera multidisciplinare da una recente indagine patrocinata dall’Autorità Garante Nazionale dell’Infanzia e dell’Adolescenza. Essa cerca di analizzare le cause dell’insuccesso formativo dell’abbandono scolastico e del passaggio dei giovani al mondo del lavoro. Ogni anno vengono investiti 60 milioni di euro per contrastare la dispersione scolastica.

È possibile avere un’idea precisa del fenomeno della dispersione scolastica grazie alle molte ricerche che si sono accavallate negli ultimi anni; una di queste è l’HBSC che ha lo scopo di studiare i fenomeni e i comportamenti che possono avere effetti sulla salute dei ragazzi. La ricerca ha permesso di individuare i fattori che accrescono il rischio di ritardo scolastico: le caratteristiche socio-demografiche degli studenti, le dinamiche e i contesti scolastici, i comportamenti, i contesti territoriali di riferimento.

Quindi l’estrazione culturale gioca un ruolo decisivo e crescente nel tempo. Un elevato rischio di ritardo scolastico si evince in studenti immigrati o uno studente di seconda generazione. Il ragazzo che parte già svantaggiato culturalmente e socialmente è un ragazzo che richiede dei metodi di insegnamento alternativi, che se non gli vengono assicurati, aumentano il divario tra lui e la classe, possono scatenare atteggiamenti di rifiuto nei confronti della scuola e dei coetanei (bullismo) o scatenarsi con un disagio personale (autolesionismo).

Apprendimento e concetto di sé

Introduzione

La scuola riveste un ruolo fondamentale nel processo di costruzione dell’identità e per la crescita della persona. Pone all’adolescente una serie di compiti evolutivi di rilevanza individuale e sociale; incide sul processo di identità attraverso gli stimoli culturali, i modelli relazionali, le conoscenze, le competenze…

L’organizzazione del nostro sé è legata alle esperienze di vita, agli stimoli, quindi al flusso delle informazioni provenienti dal mondo esterno. Il sistema di conoscenza dell’uomo viene definito “aperto” (in grado di ricevere informazioni) e “chiuso” (le informazioni influenzeranno il sistema solo sulla base di auto-referenzialità).

La prospettiva psico-sociale nella costruzione dell'identità

Il termine identità etimologicamente assume due significati: identità come ciò che si oppone all’alterità; identità come continuità dell’oggetto sotto diversi aspetti. Tutti gli studi sull’identità concordano nel ritenere che l’individuo sviluppa il concetto di sé nel corso del processo di socializzazione. L’identità fornisce un senso di unicità e contemporaneamente di continuità. Locke definiva l’identità personale di una...

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/04 Psicologia dello sviluppo e psicologia dell'educazione

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Chicca0308 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia dello sviluppo e dell'educazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Libera Università della Sicilia Centrale "KORE" di Enna o del prof Pellerone Monica.
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