Estratto del documento

Psicologia dello sviluppo

Si occupa di descrivere e spiegare la natura del cambiamento nel tempo, di comportamento e caratteristiche psicologiche.

Descrivere e spiegare

  • Descrivere: Si occupa di rispondere alla domanda “come?”
  • Spiegare: Si occupa di rispondere alla domanda “perché?”

Natura del cambiamento

  • Progresso/perdita
  • Comportamento: attività soggettive/oggettive, osservabili/inosservabili svolte da individui, sistemi, gruppi
  • Caratteristiche psicologiche sono di tre tipi: capacità, funzioni e abilità. Se sono inserite in un contesto generale, sono interscambiabili; se invece sono inserite in un contesto di particolari e specificità, assumono differenti significati.

Tipi di caratteristiche psicologiche

  • Capacità: Condizioni psichiche necessarie allo svolgimento di un determinato compito
  • Funzioni: Possono essere considerate come fine/scopo oppure come attività psichica indipendente e immutabile
  • Abilità: Sono le potenzialità psicologiche che si determinano con apprendimento, esercizio ed esperienza

Le fasi del tempo

  • Prenatale: < 0
  • Prima infanzia: 0-2
  • Prima fanciullezza: 2-6
  • Media fanciullezza: 6-11
  • Preadolescenza: 11-13
  • Adolescenza: 13-18
  • Prima età adulta: 20-40
  • Media età adulta: 40-60
  • Anziani giovani: 60-80
  • Anziani anziani: > 80

Tipi di studi

  • Studi longitudinali: Prendo un gruppo e lo seguo nel suo percorso di sviluppo annotando i particolari, i cambiamenti, le caratteristiche specifiche
  • Studi trasversali: Confronto gruppi di diverso tipo per un periodo limitato di tempo

Quesiti

  1. Qual è la natura dell’uomo?
    • La mente dell’essere umano all’inizio è una tabula rasa
    • L’essere umano è governato da istanze egocentriche ed egoistiche che impara a controllare
    • “Sociale” L’essere umano diviene
    • L’essere umano ama sulla base del soddisfacimento dei suoi bisogni
  2. Il cambiamento nel corso dello sviluppo è quantitativo o qualitativo?

    Lo sviluppo viene visto come accrescimento, ovvero come somma e accumulazione progressiva di piccoli cambiamenti nel tempo. Lo sviluppo viene visto nei termini di trasformazione di capacità ed emergenza di capacità nuove per effetto di specifiche transizioni e modificazioni evolutive.

  3. In che misura le caratteristiche individuali rimangono costanti o cambiano nel corso del tempo?

    Le caratteristiche psicologiche sono soggette sia a continuità che a discontinuità. Il problema è accertare:

    • Quali siano soggette a continuità e perché
    • Quali siano soggette a cambiamento e perché
    • È così in tutti?

    Continuità: “Il permanere di caratteristiche individuali nel corso della vita”

    • Omotipica: stessa forma
    • Eterotipica: la forma è cambiata ma i cambiamenti di forma sono parte di un medesimo processo
  4. In che modo natura e cultura contribuiscono allo sviluppo?

    La questione relativa al possibile peso assunto da natura e cultura nel determinare lo sviluppo dell’individuo ha origini molto antiche. Possiamo rintracciarla negli scritti di Platone, tuttavia è nel seicento, con pensatori quali Cartesio e Locke, che ha assunto caratteri più moderni.

    • Galton sostenne che i tratti psicologici potevano essere ereditati al pari delle caratteristiche fisiologiche.
    • Watson sostenne che le caratteristiche psicologiche dipendevano totalmente dalle interazioni con l’ambiente.
    • Broffenbrenner e Kagan formularono la teoria ecologista basata sui fattori ambientali.

    All’interno della psicologia si accese quindi un dibattito che è durato decenni, in cui si cercava di stimare quale delle due variabili (cioè genetica e ambientale) fosse in grado di influenzare lo sviluppo maggiormente. “Quanto” Tuttavia la questione risultava mal posta: il dibattito si era focalizzato sull’eredità o l’ambiente fossero responsabili dello sviluppo individuale, cercando di stabilire il “come” primato dell’uno o dell’altro, ma sarebbe stato più proficuo concentrarsi su come natura e cultura interagiscono nel determinarlo.

Genetica del comportamento

Si propone di verificare come due grandi fonti di variabilità quali il corredo genetico e l’ambiente concorrano nel determinare il fenotipo di una data caratteristica psicologica e nella determinazione delle differenze individuali nel corso dello sviluppo. Al fine di studiare come il corredo genotipico e l’ambiente concorrano nel determinare una determinata caratteristica psicologica si usano ricerche di tipo correlazionale, cioè si misura il grado in cui si presenta una somiglianza della caratteristica in questione in coppie di individui che possiedono differenti livelli di affinità genetica e di affinità ambientale:

  • Studi gemellari (stesso ambiente):
    • Comparazione fra gemelli omozigoti
    • Comparazione fra gemelli eterozigoti
  • Studi familiari (stesso ambiente):
    • Comparazione fra fratelli
    • Comparazione genitori-figli
  • Studi di bambini adottati (ambiente diverso):
    • Comparazione con genitori e fratelli biologici
    • Comparazione con genitori e fratelli adottivi

Credenze erronee

  • Natura e cultura agiscono in modo separato
  • La presenza di forti effetti genetici significa che le influenze ambientali non siano importanti
  • I geni determinano un limite potenziale a prescindere dall’ambiente
  • La ricerca genetica riguarda soltanto le influenze ereditarie e non ci dice nulla circa quelle ambientali
  • Le influenze genetiche diminuiscono con l’età mentre quelle ambientali aumentano

Il paradosso della genetica comportamentale

Dopo un secolo di studi si sa che:

  • Quasi tutti i tratti psicologici sono almeno in parte soggetti all’influenza genetica (anche il tempo trascorso davanti alla televisione)
  • Non esiste una caratteristica psicologica che vari esclusivamente in funzione delle differenze genetiche.

La forza dell’effetto genetico varia a seconda delle particolari caratteristiche psicologiche ma sembra che il fattore genetico giustifichi solo il 30-60% delle differenze individuali nella popolazione; gli stessi dati quantitativi che hanno evidenziato l’importanza della variabilità genetica sono anche quelli che forniscono una forte dimostrazione della rilevanza dei fattori non genetici.

“L’ereditabilità non implica determinismo genetico. L’influenza genetica sul comportamento coinvolge tendenze probabilistiche piuttosto che una programmazione preordinata. In altre parole la complessità di molti sistemi comportamentali porta alla conclusione che i geni non sono il destino.” Plomin

Legami tra corredo genetico e ambiente

  • Genotipo ⇔ Fenotipo
  • L’ambiente influenza il genotipo
  • Il genotipo influenza l’ambiente

Lo stesso genotipo può dare origine a fenotipi diversi a seconda delle caratteristiche ambientali; ciò vale sia per le caratteristiche fisiche sia per quelle psicologiche.

Legami bidirezionali fra funzionamento cerebrale e comportamento

In genere si pensa ai legami esistenti fra funzionamento cerebrale e comportamento in termini causa-effetto dove il primo determina il secondo, ma il legame è bidirezionale.

Il genotipo influenza l’ambiente. La costituzione genetica dei bambini influenza il loro ambiente di crescita. Sandra Scarr ha individuato tre possibili effetti del genotipo sull’ambiente:

  • Passivo: Le componenti genetiche dei genitori agiscono sui figli sia per trasmissione biologica sia influenzando alcuni aspetti dell’ambiente in cui i figli crescono (esempio: genitori con abilità di lettura molto sviluppate rendono l’ambiente del figlio più stimolante)
  • Evocativo: I fattori genetici dei bambini, agendo sul comportamento, influenzano il loro ambiente (esempio: un bambino più socievole e sorridente incontrerà un mondo sociale diverso rispetto ad un bambino meno socievole e cupo, perché determinerà reazioni più positive negli altri).
  • Attivo: Più tardi nello sviluppo, la sua costituzione genetica influenzerà anche la scelta degli ambienti (esempio: la scelta degli amici).

Processi ambientali

Definire l’ambiente

  • Distale
    • Fisico
    • Geografico
    • Storico-culturale
  • Prossimale
    • Ambiente prenatale
    • Sociale in senso stretto (individui con cui si è in contatto)
    • Insieme degli oggetti con cui si è in contatto
    • Eventi di vita

La teoria di Brofenbrenner

L’autore ha proposto di pensare all’ambiente in termini di differenti livelli:

  • Microsistema: È l’ambiente che il bambino frequenta ed esperisce in modo diretto (esempio: famiglia, asilo nido)
  • Mesosistema: Si riferisce ai legami esistenti fra i diversi microsistemi (esempio: legami famiglia-scuola)
  • Esosistema: Si riferisce ai contesti, cui il bambino non partecipa direttamente, ma che tuttavia sono in grado di influenzare i microsistemi (esempio: l’ambiente di lavoro di un genitore)
  • Macrosistema: Sono le strutture predominanti nella particolare cultura in cui vive il bambino. Comprendono stili di vita, sistemi di credenze, tradizioni e strutture di ciascuna società. È il sistema sociale in senso lato.
  • Cronosistema: Sono una aggiunta recente al modello e rappresentano la dimensione temporale delle esperienze del bambino che vive in un determinato periodo storico (esempio: crisi economiche, guerre, un'improvvisa scoperta tecnologica)

Modelli del processo di influenza dell’ambiente

La teoria di Plomin sullo sviluppo

Secondo Plomin in psicologia, la concettualizzazione di come le influenze ambientali agiscono sullo sviluppo possono essere riassunte in tre modelli:

  • Passivo: L’uomo è succube dell’ambiente
  • Intermedio: L’uomo si pone domande sull’ambiente
  • Attivo: L’uomo agisce sull’ambiente

Temperamento (le basi biologiche dell’individualità)

  • Caratteristiche psicologiche individuali, presenti fin dalla nascita, che permangono costanti al variare delle situazioni
  • Differenze individuali nei modi di rispondere a stimoli/situazioni
  • L’insieme di caratteristiche innate che distinguono una persona dall’altra nello stile comportamentale che manifesta

Il modo più efficace di considerare il temperamento è ritenerlo un termine generale che si riferisce al "come" del comportamento: differisce dall’abilità che riguarda il "che cosa" e la qualità del comportamento, e dalla motivazione, che spiega il perché una persona fa quello che fa. Il temperamento riguarda, piuttosto, il modo in cui una persona si comporta.

Dimensioni del temperamento

  • Mantengono una relativa stabilità nel tempo
  • Sono influenzati dall’ereditarietà genetica
  • Ma anche da alcuni aspetti di ordine ambientale legati alla gestazione (esempio: stress materno)

Le dimensioni temperamentali interagiscono con i fattori ambientali fin dalla nascita.

Temperamento vs. personalità

La personalità è diversa dal temperamento in quanto riguarda la concezione del sé, la costruzione del sé, le relazioni interpersonali e le esperienze specifiche.

Modelli di classificazione dei tratti temperamentali

1. Thomas & Chess

  • Livello di attività: Tendenza del bambino ad essere spesso attivo e in movimento oppure inerte
  • Regolarità dei ritmi biologici: Regolarità o meno dei ritmi alimentari e dei cicli sonno-veglia
  • Approccio-allontanamento: Reazione alla novità manifestata attraverso umore o attività motoria, tendenza ad accettare positivamente oppure evitare persone e situazioni nuove
  • Gradi e tempi di adattabilità: Facilità o difficoltà ad adattarsi a cambiamenti intervenuti nell’ambiente, facilità con cui il comportamento del bambino può essere modificato in una direzione desiderata
  • Soglia di sensibilità/risposta: Sensibilità della soglia sensorio-percettiva, intensità necessaria di uno stimolo per evocare una risposta
  • Intensità di reazione: Livello di energia delle risposte indipendentemente dalla qualità o dalla direzione, livello delle risposte emotive
  • Qualità dell’umore: Positiva vs. negativa
  • Distraibilità: Capacità di reagire o meno a stimoli distraenti
  • Estensione dell’attenzione: Durata e grado di perseveranza delle attività

Bambini Facili vs. Bambini Difficili vs. Bambini a lenta attivazione

Bambini Facili Bambini Difficili Bambini a lenta attivazione
Livello attività Vario Vario Basso-medio
Regolarità ritmi Molto regolare Irregolare Varia
Approccio-allontanamento Approccio Inibizione Inibizione iniziale
Adattabilità Rapida Lenta Lenta
Sensibilità-risposta Varia Lenta Lenta
Intensità di reazione Bassa-media Elevata Media
Qualità umore Positiva Negativa Tendente al negativo
Distraibilità Varia Varia Varia
Estensione attenzione Varia Varia Varia

Goodness of fit: Grado in cui le proprietà dell’ambiente (con particolare riferimento alle richieste, aspettative e opinioni dei genitori, cioè al microsistema) si adattano alle caratteristiche temperamentali e generali del bambino. “Non tutti i bambini rientrano in queste categorie. Le tre categorie non rappresentano tre costellazioni di reazioni predominanti piuttosto che invariabili: è quindi contemplata una certa variabilità di situazione.”

Modello di Buss & Plomin: il modello EAS (emotività, attività e socievolezza)

  • Emotività: Tendenza a divenire facilmente e intensamente di malumore, ad entrare in stati di agitazione
  • Attività: Differenze individuali nel livello ottimale di attivazione: velocità di reazione, mobilità, ritmicità, intensità della reazione alla stimolazione e quantità di azioni intraprese in risposta
  • Socievolezza: Comprende tratti quali la gregarietà, la preferenza a stare con gli altri, tendenze affiliative L’uomo tende a creare gruppo, alla cooperazione, altruismo; a condividere scopi, mezzi e tecniche; distribuire le mansioni; cerca affiliazione/affettività:
  • Disturbi di esternalizzazione: rabbia, aggressività
  • Disturbi di internalizzazione: introversione, depressione, isolamento

Modello di Rothbar & Posner

  • Eccitabilità: Reattività, attivazione delle risposte comportamentali e emozionali
  • Autoregolazione: Processi che modulano la reattività dell’individuo, includendo le differenze individuali nell’attenzione, nei comportamenti di inibizione, nella capacità di calmarsi e nell’approccio, nel ritiro, nell’attacco

Sensation Seeking Zuckermann (1979): alto livello di attivazione, incostanza, insoddisfazione, rischio, piacere per il pericolo, per l’avventura e per la sregolatezza.

Conclusioni (sul New York Longitudinal Study)

  1. Il bambino è fin dall’inizio un essere umano a pieno titolo. Nasce con un corredo biologico che immediatamente lo abilita ad entrare in una relazione sociale con i genitori ed avviare un processo di apprendimento attivo circa il mondo che gli sta intorno.
  2. I bambini sono diversi in partenza. Un insieme importante di differenze individuali è costituito dal temperamento. Il temperamento del bambino influenza le sue risposte alle cure genitoriali, così come influenza gli atteggiamenti e il comportamento dei genitori stessi. In questo senso la relazione tra genitore e bambino è una via a doppio senso: ciascuno influisce continuamente sull’altro.
  3. Ci sono molti modi diversi di essere un buon genitore. Come i bambini hanno le loro caratteristiche individuali, così le hanno i genitori, non esiste affatto un’unica ricetta magica “buona valida per tutti i bambini. Decisiva per un sano sviluppo è quella che viene chiamata compatibilità” in altre parole una corrispondenza soddisfacente fra gli atteggiamenti ed aspettative dei genitori da un lato e il temperamento e le caratteristiche del singolo bambino dall’altro.

Le differenze di genere

Riguardano le differenze fisiche tra maschi e femmine. Compare dalla 7o settimana dal concepimento. Maccoby e Jacklin analizzano le differenze sessuali nel comportamento.

Aggressività

  • L’aggressività fisica o diretta è maggiore nei maschi, causata da influenze ormonali (testosterone). L’aggressività relazionale (insultare, deridere, escludere dal gruppo) appartiene anche alle femmine.

Abilità verbali

  • Le ragazze hanno una migliore prestazione nelle abilità verbali, evidente soprattutto dagli 11 anni. Questo per via della laterizzazione cerebrale: i due emisferi si specializzano in modo progressivo.

Abilità spaziali

  • I maschi hanno pres...
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/04 Psicologia dello sviluppo e psicologia dell'educazione

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Thanthius di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia dello sviluppo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano - Bicocca o del prof Caprin Claudia.
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