Lingua portoghese
Le due nature del Portogallo
Il Portogallo presenta una duplice natura:
- Atlantica: in quanto si affaccia sull’oceano atlantico.
- Mediterranea: perché facente parte della penisola iberica viene considerato anche un paese Mediterraneo. La mediterraneità del Portogallo ha radici storiche, si sviluppa in molti aspetti storico-culturali.
L'origine del portoghese
Il portoghese fa parte delle lingue neolatine o romanze, queste sono: francese, italiano, spagnolo, rumeno, catalano e portoghese. La terminologia con la quale vengono chiamate si riferisce alla loro provenienza dalla lingua latina ma non da quella classica bensì da quella volgare. Tutte hanno la solita origine ma ognuna nel corso del tempo ha sviluppato caratteristiche, procedimenti fonetici e morfologici unici.
Lusofonia
La Lusofonia è la diffusione della lingua portoghese ufficiale nazionale nei vari territori del mondo, fra questi abbiamo:
- Portogallo.
- Azzorre: isole nell’Oceano Atlantico, in line d’aria si trovano davanti al Portogallo.
- Isole di Madeira: si trovano in corrispondenza della costa occidentale marocchina.
- Isola di Capo Verde: sono 12 isole che formano un arcipelago.
- Guinea Bissau: regione dell’Africa.
- Isole di San Tomé e Principe.
- Angola: qui è parlato da circa 17,5 milioni di persone.
- Mozambico: parlato da circa 20 milioni di persone, si trova nella costa orientale del Sud Africa.
- Parte Est dell’isola di Timor, è un’isola dell’Indonesia, la restante parte è sotto il governo indonesiano.
- Città di Macao: Sud della Cina. Il nome “Macao” si riferisce sia alla città che alla penisola, separata dalla Cina solo attraverso una porta dove anticamente venivano richiesti ingenti dazi.
Perché si parla di lingua portoghese europea e lingua portoghese brasiliana?
Anno di nascita: queste due lingue sono nate in epoche diverse.
- Portoghese brasiliano: nasce nella pasqua del 1500 nell’attuale città di Salvador de Bahia. Questa terra era abitata da Indios, le famiglie più importanti erano i Tupi-Guarani, che risiedevano nella parte costiera ed entrano subito in contatto con i portoghesi, e dalla famiglia dei Macro-je che risiedeva nelle zone amazzoniche e cioè zone più impervie e che quindi ebbero successivamente contatti con i portoghesi. Queste famiglie Indios non avevano una scrittura, il loro sapere veniva tramandato solo oralmente, per questo motivo i portoghesi iniziarono ad usare la propria lingua che grazie al latino volgare era già strutturata.
- Portoghese europeo: questa lingua si formò attorno all’anno 1000. Nel XVI secolo era già una lingua strutturata dal punto di vista grammaticale e morfo-sintattico grazie al latino volgare. La prima grammatica portoghese esce nel 1536 e la seconda nel 1540.
Portoghese brasiliano per Oswald de Andrade
Oswald de Andrade fu uno dei padri fondatori del modernismo brasiliano. Dal 1922 ci furono una serie di esposizioni artistiche e convegni che prese il nome di “semana de arte moderna”. Per la prima volta si ragionò sul concetto di identità brasiliana e ci si posero per la prima volta alcune domande: Cos’è la cultura brasiliana? Chi è l’individuo brasiliano? Per Oswald de Andrade il portoghese brasiliano è una lingua senza arcaismi e quindi una lingua naturale e neologica, comprensiva quindi di neologismi ovvero di parole inventate usate nella quotidianità e nei nuclei familiari. De Andrade sosteneva che il brasiliano fosse “il contributo milionario di tutti gli errori. La lingua di tutti coloro che sono brasiliani, che lo utilizzano nel parlato.”
Scoperta del Brasile
Pedro Alvarez Cabral fu il primo che per ordine del re portoghese Manuel I arrivò in Brasile che diventò una colonia d’esplorazione all’interno della politica mercantilistica dell’epoca umanistico-rinascimentale del tempo. La scoperta del Brasile ebbe due spiegazioni:
- Motivazione portoghese: I portoghesi, successivamente al Trattato di Tordesillas fra la corona spagnola e quella portoghese che tracciava una linea immaginaria da Lisbona in giù, la parte occidentale poteva essere esplorata solo dagli spagnoli, la parte orientale solo dai portoghesi. Secondo i portoghesi la scoperta del Brasile avvenne casualmente quando nel 1500 alcune navi naufragarono in prossimità di Capo Verde e per ritrovarle modificarono le loro rotte e arrivarono in prossimità di nuove coste.
- Reale motivazione: Volontà espansionistica del Portogallo.
I Portoghesi dal XVI secolo fino alla fine del XVIII secolo rimasero sulle coste, l’interno del Brasile fu esplorato dalla fine del XVIII secolo. Dal 1415 fino al 1580 il Portogallo visse un periodo di splendore e di affermazione nel contesto europeo, denominato il “siglo de oro.” Nel 1580 il Portogallo perse la sua indipendenza politica perché venne annesso sotto la corona castillana fino al 1640. La storia del Portogallo da quel momento in poi non fu più la stessa si sviluppò nell’animo portoghese un sentimento contrastante di piccolezza/grandezza che ritroviamo nel Fado.
Riforma pombaliana, lingue africane
Nel 1549 entrarono in Brasile i padri gesuiti che dettero vita alla Lingua Geral che fu la più utilizzata dalla fine del XV secolo fino al XVIII. Era una lingua indigena appartenente alla famiglia dei Tupi-Guarani che fu semplificata e grammaticalizzata dai padri gesuiti per comunicare meglio con gli Indios e con l’obiettivo di trasmettere loro la lingua latina e evangelizzarli, attuarono così una politica di evangelizzazione.
Le lingue parlate all’interno del territorio brasiliano erano quelle degli Indios, il portoghese europeo, la lingua Geral e, successivamente al 1535 data in cui vennero importati gli schiavi africani in Brasile, anche le lingue africane appartenenti alla famiglia linguistica Bantu. Dal punto di vista linguistico la presenza di queste lingue africane accrebbe il portafoglio linguistico portoghese. Si suppone da alcuni studi che le parole di utilizzo portoghese derivanti da queste lingue siano più di 300, si sostiene anche la riduzione morfo-sintattica del portoghese brasiliano dipese dalle lingue africane, le lingue africane sono lingue semplificate, contenenti il soggetto e il verbo spesso lasciato all’infinito, prive di declinazioni. Per questo vengono definite lingue riduttive e pratiche. Dal 1535 al 1855 furono importati in Brasile circa 1.8 milioni di schiavi africani provenienti principalmente da due zone:
- Angola e Congo: famiglia dei Bantu che si stabilì nello stato di Rio de Janeiro, Sao Paolo, Maranao ecc..
- Mozambico: stabiliti soprattutto nella zona di Bahia.
Gli schiavi neri conducevano la loro vita nelle piantagioni di caffè o zucchero o nelle case patronali dei portoghesi. Spesso i coloni ospitavano gli schiavi africani nelle loro abitazioni o in case molto vicine, i portoghesi davano loro un'istruzione e questo consentì loro di allontanarsi dallo status di schiavo. A volte i coloni bianchi si univano alle donne nere o alle donne Indios dando così vita alla politica dei matrimoni misti, come conseguenza di ciò nascevano figli meticci (da un genitore Indios e un genitore bianco) o figli mulatti (da un genitore bianco e uno nero).
Nel 1700 il Marchese di Pombal ebbe un ruolo fondamentale, del XVIII secolo gli venne dato il compito di ricostruire il centro storico di Lisbona successivamente ad un terremoto che lo aveva distrutto, iniziò così una serie di riforme non solo urbanistiche ma anche linguistiche che prevedevano:
- L’obbligo dell’insegnamento portoghese nelle colonie d’oltremare.
- Proibì l’utilizzo della lingua Geral e nel 1759 i gesuiti furono cacciati dal territorio brasiliano.
La riforma di Pombal da un lato rafforzò ed incentivò l’insegnamento pubblico l’alfabetizzazione, dall’altro alcune lingue locali, fra cui anche la Lingua Geral, ne risentirono fino a scomparire, questa riforma intaccò anche alcuni creoli di base portoghese. Fu in questo periodo che, a causa delle guerre napoleoniche, la famiglia reale si trasferì in Brasile a Rio de Janeiro che divenne capitale, in questo momento si affermò l’insegnamento della lingua portoghese.
La cultura dal XVI secolo fino alla fine del XVIII era una cultura popolare con un registro basso. Si sviluppò una differenza fra lingua scritta e lingua parlata, la lingua scritta era una lingua colta ed erudita ed era parlata solamente dai padri gesuiti, dai laureati e dalle piccole elite di intellettuali, la lingua popolare invece era parlata dai brasiliani analfabeti.
La prima grammatica brasiliana venne pubblicata nel 1585 a Coimbra in pieno territorio portoghese, l’autore di essa fu José de Anchieta, il titolo era “A arte de gramàtica”. Il più grande divario fra portoghese europeo e brasiliano si avrà fra il 1822 in poi.
Aspetti di contrasto fra Brasile e paesi spagnoli
- Unità coloniale: a differenza dal colonizzazione inglese e spagnola, i portoghesi riuscirono a mantenere l’unità della colonia. Nel continente sudamericano il Brasile è unico paese dove si è mantenuta unità politica e linguistica, non si sono mai verificate guerre interne e non si è mai fratturato a differenza delle colonie spagnole dove ciascun paese ha la propria indipendenza politica.
- Istruzione: Mentre gli spagnoli crearono collegi e università, nel Brasile coloniale del XVIII secolo esistevano solo pochi istituti, poche scuole e soltanto per l’insegnamento primario e secondario, l’esistenza di questi fu quasi un miracolo, e quelli che esistevano furono fondati dai padri gesuiti. Tutti coloro che volevano un istruzione superiore dovevano recarsi a Coimbra in Portogallo.
- Diffusione della stampa: In Perù la stampa si diffonde nel 1584, in Messico era già presente nel 1535, in Brasile si diffonde solo nel 1808.
- Razzismo: Nelle colonie spagnole e inglesi le forme di razzismo presenti erano legate al colore della pelle, in Brasile non troveremo mai discriminazioni di questo tipo ma troveremo razzismi presenti legati all’appartenenza di un ceto sociale più alto rispetto ad uno più basso.
Lingua norma, lingua variante
La lingua del portoghese brasiliano è considerata una variante del portoghese europeo perché ha come matrice linguistica la lingua portoghese europeo ma si differenzia da essa a livello morfosintattico e lessicale.
La norma (padrão) è quella lingua che viene ritenuta il modello linguistico da esportare al di fuori del proprio paese natio. La lingua portoghese europea è la norma perché nel corso dei secoli è diventato il modello linguistico esportato in tutti gli altri sparsi di lingua portoghese.
Lingua norma padrão = Portoghese europeo
Lingua variante = Portoghese brasiliano
Questo concetto di variante inizia ad essere applicato anche alla lingua angolana e a quella mozambicana, entrambe lingue africane ma di base portoghese. In Angola e Mozambico questo è un processo in corso, è un procedimento in fase di sviluppo ed è complesso perché in entrambi i paesi il portoghese europeo è già lingua ufficiale il che significa che a livello governativo, scolastico e culturale è la lingua più utilizzata. Il portoghese europeo però non è lingua ufficiale nazionale significa cioè che ci sono altre lingue, che sono quelle africane, che vengono utilizzate.
In Angola e Mozambico il panorama linguistico è molto variegato, si stimano 30 lingue africane in Angola e 40 in Mozambico, queste sono lingue usate nella quotidianità, il portoghese europeo è appreso a livello scolastico, non viene definita lingua ufficiale nazionale perché usata solo in alcuni ambiti. In corso c’è un processo di costruzione di lingua angolana e mozambicana come varianti della lingua portoghese europea e allo stesso modo si riflette sul concetto di identità nazionale, queste riflessioni vengono sviluppate anche in ambito letterario e si possono ritrovare nei testi di Paolina Chizione.
Il creolo (crioulo)
Il creolo è una lingua nuova che si forma soprattutto per esigenze comunicative fra individui parlanti lingue materne diverse.
Creoli di base portoghese in Africa
- Creolo Capoverdiano: si sviluppa nelle isole di Capo Verde ed è il più attivo, viene sia parlato che scritto. Le isole di Capo Verde sono divise in due raggruppamenti, a settentrione troviamo le isole di Sopravento (Barlavento) qui ci sono l’isola di Sal, Boa Vista, Sao Nicolao, Sao Vicente e isola di Sao Antão. L’isola più importante è l’isola di Sao Vicente dove c’è la città di Mindelo, la più importante a livello culturale. La capitale di tutto l’arcipelago di Capo Verde è la città di Praia nell’isola di Sao Tiago che si trova a meridione, nel gruppo di Sottovento (Sotovento). In questo secondo raggruppamento abbiamo l’isola di Fogo, l’isola di Maio e l’isola Brava. In realtà a livello lessicale abbiamo delle differenze fra il raggruppamento delle isole settentrionali e meridionali. Nel creolo settentrionale ci sono molte più parole europee portoghesi in confronto al creolo capoverdiano del gruppo meridionale dove a livello lessicale ci sono sempre parole portoghesi ma anche molte parole africane. Quello settentrionale è più europeo il meridionale e più africano. La struttura è la stessa per tutte le isole le singole isole capoverdiane. Ogni singola isola ha sviluppato nel corso dei secoli dei propri tratti distintivi, che, soprattutto a livello fonetico, il suono è diverso da isola a isola. I tratti distintivi dipendono dalla insularità.
- Creolo Guineense: Si sviluppa in Guinea Bissau che in linea d’aria si trova davanti a Capo Verde. A differenza del creolo capoverdiano questo viene usato come lingua veicolare e che quindi si presta alle comunicazioni fra le varie etnie africane presenti. In Guinea Bissau le etnie sono più o meno una ventina. La differenza fra la Guinea Bissau, l’Angola e il Mozambico è che tutte e tre hanno come denominatore comune il portoghese europeo ma solo in Guinea Bissau si svilupperanno le lingue creole. In Guinea Bissau il panorama linguistico è vario, il portoghese europeo è la lingua ufficiale, ci sono 20 lingue africane e il creolo guineense, usato esclusivamente come lingua veicolare.
- Creolo Santomense: sviluppato nell’isola di San Tomé e Príncipe e nell’isola di Ano Bom, nel golfo di Guinea. In realtà in queste tre isole non si parla un solo creolo ma si parla ancora oggi un altro creolo che si chiama Angolar, questo nome ha a che fare col territorio dell’Angola, la parola deriva da alcuni schiavi neri che nel corso del sedicesimo secolo vennero importati dall’Angola, non erano tutti propriamente nati in Angola svilupparono questo creolo per poter parlare fra loro.
Creoli di base portoghese in Asia
- Creolo di Malacca: si sviluppa nella parte settentrionale della Malesia. È un creolo particolare perché a livello lessicale ha varie parole di origine olandese per motivi storici, nel 600 in tutto il sud est asiatico l’Olanda giocò un ruolo molto importante dal punto di vista economico. Il Portogallo si era già impossessato dei porti più importanti per i traffici commerciali fra oriente e occidente tra cui anche quello di Malacca. Nel 1603 fu fondata la Compagnia olandese delle Indie Orientali, l’Olanda voleva quindi togliere il monopolio dei traffici commerciali ai portoghesi anche se non riusciranno mai in questa impresa, ma alcuni mercanti si stanziarono pacificamente a Malacca, si inserirono nel contesto sociale, convivendo con i portoghesi. Questo portò ad un arricchimento del lessico di questo creolo con parole olandesi.
- Creolo Macaense: Macao è una città al sud della Cina. Oggigiorno questo creolo è usato ed è vivo a livello familiare (parlato da circa 10 famiglie), a livello letterario e teatrale, viene considerato un creolo caduto in disuso ma non viene abbandonato né dimenticato grazie a gruppi teatrali e ad alcuni scrittori che lo mantengono in vita. Viene usato però solamente in ambienti colti ed esclusivi.
- Creolo Indiano: Questo creolo venne parlato in 3 città, due che si trovano a nord e sono le città di Diu e Daman (Damão in portoghese), e una a centro sud chiamata Goa. Il creolo indiano di base portoghese si sviluppò a partire dal XVI secolo fino al 1961, data in cui il governo indiano si rimpossessò di queste città che prima erano governate dai portoghesi. Dal 1961 il governo indiano attuò una politica di decreolizzazione. Tuttavia questo creolo viene ancora parlato dagli abitanti di un villaggio chiamato Korlai che si trova vicino alla città di Daman. Anche in Srilanka ci sono alcuni villaggi dove questo creolo sopravvive.
Differenze e aspetti comuni dei creoli africani e asiatici
I Creoli di base portoghese in Asia si sono formati per gli stessi motivi di quelli africane ovvero per necessità comunicative ma l’aspetto contrastivo risiede nel fatto che questi creoli di base portoghese in Asia si sono formati all’interno della politica dei matrimoni misti e cioè all’interno di nuclei familiari fra parlanti lingue materne diverse e mai di schiavitù. Il concetto di colonizzazione lo dobbiamo usare in Africa ma non in Asia, i portoghesi non colonizzarono né schiavizzarono in Asia. Le persone locali indiane, cinesi e giapponesi non vennero mai messe in schiavitù come avvenne in Africa.
Il pidgin
Il pidgin è quella fase che da avvio al procedimento di creolizzazione, una fase primordiale, iniziale. Un creolo prima di diventare tale è un pidgin.
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