L'uomo e il paesaggio
Il paesaggio è:
- Gli spazi limitati che il nostro sguardo può abbracciare.
- L'invisibile che sta al di là del visibile, il significato che diamo a ciò che vediamo e viviamo.
- Il nostro segno, le opere che abbiamo inserito nella natura.
Nel paesaggio è implicita la nostra presa: non esiste paesaggio senza l’uomo, solo dati di natura.
La bellezza della natura
Quindi, il sentimento che si prova di fronte a un paesaggio riguarda anche la cultura dell’uomo?
Certamente! La cultura gioca un ruolo decisivo:
- Diversi modi di guardare il paesaggio rientrano nei fatti della cultura.
- È attraverso la cultura che noi assorbiamo modelli di paesaggio.
Es. La sublimità della natura: i paesaggi che appaiono belli in quanto assurgono a spettacolo.
Il paesaggio allora è: l’interfaccia con la quale l’uomo si rapporta con la natura (è intermediazione tra natura e cultura).
Conoscere per agire, agire per conoscere
Ma la geografia non è una sola. Oggi esiste la geografia istituzionalizzata, ma prima di essa ne sono esistite altre. Questa varietà dipende:
- Dagli interessi degli uomini.
- Dal modo in cui vedevano il mondo.
- Dalle loro paure.
- Dal senso del sacro.
- Dai loro sentimenti.
Geografie locali
Riguardano gli uomini e uno stretto ambito spaziale (società pre-moderne).
- Sono numerose quante le comunità umane.
- Funzionali ma semplici.
- Hanno codificazione orale.
- Sono oggi state superate dalle geografie globali o continentali.
- Oggi comunque ancora non da relegare in soffitta perché l’organizzazione antropica (almeno relativamente) si aggancia pur sempre a uno spazio limitato.
La geografia narrata e la geografia scritta
La geografia dei geografi è invece la nostra geografia: Geografia scritta che studia le conoscenze dello spazio terrestre totale per comunicarle a fini di uso:
- Rappresenta lo spazio terrestre (cartografia).
- Cerca di comprendere quali siano le forze attuali che provocano i dinamismi naturali e antropici nelle diverse parti della terra.
La prima geografia
Erodo riunì (circa 500 a.C.) per primo le fondamentali qualità di un geografo:
- La passione per il viaggio.
- La capacità di fare ordine nelle conoscenze raccolte.
- Rappresentante di una concezione storico-geografica (cultura e territorio).
La conoscenza geografica al servizio della civiltà
La conoscenza geografica è sempre stata alla base delle (soprattutto nella sua veste cartografica) società, anche quelle più antiche. Importante:
- Per il commercio (Marco Polo).
- Per l’opera di conversione (Pellegrini Cristiani, islamici arabi).
- Per l’opera di colonizzazione avviata fin dal medioevo.
L'esplorazione del mondo e il fondamento delle scienze ambientali
L’opera cartografia perseguita dalla geografia dei viaggiatori e degli esploratori gettò le basi per le scienze, le quali declassarono gli approcci religiosi delle civiltà pre-moderne:
- Definizione dei continenti e degli oceani.
- Classificazione delle specie viventi.
I padri della moderna geografia sono Alexander Von Humboldt (visse a cavallo tra Settecento e Ottocento) e Carl Ritter (cavallo Ottocento e Novecento).
I paesaggi di Humboldt
Sulla scorta della rivoluzione scientifica del Seicento, Humboldt:
- Affronta i temi della varietà terrestre facendo leva sul metodo scientifico e l’indagine diretta.
Il determinismo fisico di Ritter
La sua è una geografia scientifica fondata sul principio secondo il quale uomo e natura interferiscono reciprocamente tra loro. Così come pensa Ratzel.
Paesaggi antropizzati e la storia
Sul finire dell’Ottocento si afferma in Francia la geografia Vidaliana (da Paul Vidal de La Blache). Per lui i rapporti che l’uomo stabilisce con la natura sono influenzati dall’uomo in quanto essere storico. Si parla in questo caso non di determinismo ma di possibilismo!
La regione: lo spazio organizzato
Ambito della superficie terrestre nel quale si è affermato un certo genere di vita e certi tipi di paesaggio. Essenzialmente antropico è invece il concetto di territorio.
Relazione tra paesaggio e territorio
Il paesaggio è la proiezione soggettiva del territorio che scaturisce dalla presa di coscienza dell’uomo: la relazione tra paesaggio e territorio corrisponde allora a quella tra cultura e natura.
- Il territorio è il risultato dell’agire dell’uomo = uomo attore.
- Il paesaggio è la proiezione visiva (lo sguardo), la rappresentazione di quel territorio = uomo spettatore.
Il paesaggio da fuori e dall'alto
L’insider è più facilitato dell’outsider nel modificare e plasmare la natura a proprio vantaggio. E gioca un ruolo fondamentale il punto di osservazione in cui l’insider si pone per guardare il proprio territorio:
- Dall’alto
- Visione in movimento (lenta o veloce)
- Una visione poetica
- Una visione scientifica
Ogni tipo di visione genera un proprio significato (è importante considerare tutte le possibilità visive).
Il viaggio e il paesaggio
Il viaggio è fondamentale per la geografia:
- Ci permette di conoscere un nostro proprio paesaggio, estremamente soggettivo (siamo letterati in viaggio? O storici? O naturalisti?).
- Ci permette di approcciare il mondo in modi diversi (per esempio a seconda che io viaggi a piedi libero nella natura o con i mezzi sui binari della società).
Certo è la figura del geografo quella in grado di manifestare, eseguito un viaggio, la situazione generale di un dato territorio; mentre altre categorie di viaggiatori possono inciampare facilmente su fatti episodici che danneggerebbero l’opera geografica.
Paesaggi e iconemi
Possiamo definire iconemi le parti elementari che costituiscono un paesaggio. Utilissimi indicatori della strutturazione del territorio e della società che vi vive.
La geosfera e le sue forme
Lo sguardo al mondo della natura
Il problema primario dell’uomo è quello che potrà assicurarli la sopravvivenza: l’osservazione e l’esperienza del mondo fisico diventano perciò il primo passo. Ma se si considera il paesaggio come il riflesso dell’agire umano nella natura, in che modo si può parlare di paesaggio quando si è al cospetto soltanto della natura?
La sua stessa presenza in quanto osservatore introduce già concretamente un primo elemento di umanizzazione.
I diversi ritmi temporali dei fenomeni fisici e antropici
Una percezione antica ha determinato la distinzione tra una geografia fisica e una geografia umana, che trova ragione nella diversità delle regole, soprattutto temporali, a cui sono soggetti i fenomeno fisici e i fenomeni antropici. Non si può però escludere, naturalmente, nello studio di un territorio dal punto di vista fisico l’azione dell’uomo e viceversa.
Es. La laguna di Venezia, come fenomeno fisico è un fatto provvisorio destinato a sparire, fatto che l’uomo sembra ignorare.
Il mare e le acque
L’acqua costituisce un potente fattore di modellamento del paesaggio, dai mari alle manifestazioni meteoriche che danno origine alle diverse forme terrestri.
Le grandi forme della superficie terrestre
Le terre emerse si presentano in condizioni molto diverse, in un rapporto rappresentato dalla curva ipsografica, la quale mostra come sotto il livello dei mari le masse continentali sprofondino gradatamente con una scarpata piuttosto ripida.
Le forze endogene: vulcanismo e instabilità crustale
Le forme che movimentano le superfici continentali sono il risultato dell’azione di forze endogene (che agiscono dall’interno della terra, fluido e in continuo movimento).
- Es. Il vulcanismo
- Es. Le masse ignee, che vengono sollevate verso l’alto e messe allo scoperto, formando spesso i vertici delle catene montuose.
Le montagne, le rocce e la linea orizzontale
Rocce ignee, eruttive. Rocce sedimentarie, formate dalla compattazione di materiali di origine continentale. Rocce metamorfiche, modificatesi per processi orogenetici.
Le rocce nel paesaggio
Nello studio del paesaggio la conoscenza delle rocce è importante, perché a causa delle loro caratteristiche:
- Si legano ad esse in diverso modo le forme del paesaggio
- Si legano specifici effetti paesaggistici
Ciò è dovuto principalmente:
- Dalla loro predisposizione a produrre suoli più o meno adatti ad accogliere la vegetazione
- Dalla loro diversa adattabilità ad essere utilizzate come materiali costruttivi
La struttura del rilievo e l’aggressione esogena
Nel momento stesso in cui un rilievo in formazione si solleva al di sopra di una superficie marina viene subito aggredita dall’erosione meteorica (prima fase delle orogesi). La forza esogena agisce sulle strutture per:
- Azione meccanica
- Azione eolica
- Azione chimica
L’azione di trasporto delle acque
Lo scorrimento ha risultati imponenti nelle zone di maggiore piovosità laddove esso trae maggior velocità. Poi i canaloni che incidono un versante sboccano su un fondovalle o in una pianura, le acque perdono molto della loro capacità di trasporto. Si formano, allo sbocco, dei conoidi di deiezione (accumuli di materiali). I conoidi di deiezione sono elementi importanti del territorio che ne raccontano la storia (sono quindi destinati a diventare iconema).
I fiumi
L’azione di trasporto esercitata dalle acque di superficie ha nei fiumi la sua manifestazione più importante e completa. Di solito i fiumi vengono classificati sulla base della loro lunghezza, ma è una pura curiosità statistica:
Più importanti per comprenderne i meccanismi sono la dimensione e le caratteristiche ambientali dei loro bacini, che nel caso di sistemi fluviali sono fiumi anche di grandi dimensioni con loro bacini del tutto diversi per caratteristiche.
Le pianure fluviali, dove pulsa la vita antropica
Anche i fiumi hanno fasi di giovinezza e di maturità. Fiumi giovanili sono quelli che, nella parte superiore del bacino, scorrono veloci, scavando valli rettilinee via via approfondite a forma di V. Nelle pianure alluvionali i fiumi scorrono invece generalmente secondo percorsi a meandri. Essi si formano perché le acque cercano la via più veloce per giungere al mare: si innesca una curva e questa a sua volta ne innesca altre e così via (ma i meandri sono costruzioni provvisorie). (Per impedire questo processo che porta alle esondazioni, molte società hanno provveduto ad arginare i fiumi). Le pianure alluvionali sono dunque per eccellenza gli spazi dell’antropizzazione.
Il paesaggio segnato dalle morfologie glaciali
Nel loro movimento verso il basso i ghiacciai svolgono una duplice azione:
- Trasporto
- Modellamento dei versanti vallivi (a U, diversamente dalle acque che incidono a V)
Le deposizioni moreniche hanno spesso intasato gli sbocchi delle valli e hanno funzionato da dighe quando le acque sono andate a sostituire i ghiacciai: ciò all’origine dei laghi prealpini, una delle maggiori eredità del paesaggio alpino.
Il paesaggio carsico
L’erosione carsica è attiva sui rilievi di rocce carbonatiche che formano solitamente le falde esterne delle catene montuose. Le acque intaccano e trasformano il materiale roccioso, ciò avviene:
- Come processo chimico.
- Come processo meccanico dovuto allo scorrimento delle acque.
In superficie il carsismo si rivela in vario modo: presenza di cavità, inghiottitoi ecc.
Le forme costiere
Il mare incide lungo i contorni costieri delle terre emerse. L’azione modellatrice si deve ai diversi movimenti delle acque marine: il moto ondoso, le correnti, le maree, le variazioni di livello. Un delta è sempre un elemento importante, vistoso, delle morfologie costiere, che esprime il dinamismo erosivo dei bacini idrografici dei fiumi.
I paesaggi oceanici: gli atolli
Diverso è il caso degli arcipelaghi e delle isole, situati tra le vaste superfici oceaniche, le quali hanno origine vulcanica. La geografia di questi luoghi è perciò, inquieta, instabile. Le isole possono nascere o scomparire sott’acqua, essere soggette a sollevamenti o sprofondamenti (con movimenti che soltanto su scala geologica possono sembrare veloci).
La biosfera
Il cielo
Il cielo fa parte inscindibile del paesaggio, tanto da poter dire che ogni paesaggio ha il suo cielo: meteorologicamente parlando e per il diverso modo di incidere che vi ha la luce del sole.
L'atmosfera
L’atmosfera costituisce l’involucro d’aria che contiene la vita (Il suo spessore non è elevato. Sopra i 10 km la rarefazione dell’aria è tale che la vita non è più possibile, siamo entrati nella stratosfera). Uno degli effetti di disturbo che l’uomo sembra essere riuscito a provocare sull’atmosfera è il cosiddetto effetto serra. Il calore portato dalle radiazioni solari riflesse dal suolo viene trattenuto all’interno di quella sorta di cappa, funzionante come una serra, formata di gas. Se l’aumento di tali gas dovesse risultare eccessivo, le temperature si eleverebbero troppo e verrebbe sconvolto l’equilibrio dell’ecosistema terrestre.
Il clima, fattore primario della diversità dei paesaggi
L’atmosfera non è statica, e ciò incide sulla superficie terrestre, la quale a sua volta incide sulle caratteristiche dell’atmosfera stessa. Tra atmosfera e geosfera c’è quindi uno scambio continuo di energia che localmente si esprime in modi diversi. Ciò è all’origine della varietà dei climi.
Es. le variazioni su scala millenaria che producono crisi climatiche di grande portata come le glaciazioni. (I fenomeni climatici appartengono ai cosiddetti sistemi complessi, flessibili, privi di rigidità).
Le masse d'aria e i meccanismi atmosferici
Il dinamismo climatico è legato anche alla diversità delle masse d’aria che formano l’atmosfera: (temperatura, pressione, umidità)
- Le masse d’aria sono individuabili in rapporto alle principali superfici terrestri di cui subiscono gli influssi.
- La rotazione terrestre ha un effetto di trascinamento dei venti e quindi provoca una loro deviazione nel senso di rotazione.
Cicloni e monsoni
Cicloni
All’effetto di trascinamento dovuto alla rotazione terrestre si deve la formazione dei cicloni e degli anticicloni, movimenti rotatori innescati dall’incontro di masse d’aria di diverse caratteristiche (di pressione e di direzione)
- Situazioni cicloniche: danno luogo a precipitazioni e variabilità, si formano dall’incontro di masse di origine polare con quelle più calde di origine oceanica.
- Situazioni Anticicloniche: danno luogo a bel tempo e stabilità.
Monsoni
Nel sud della Cina e in tutta l’Asia meridionale esposta all’oceano Indiano, come anche in tutta l’Africa occidentale rivolta all’oceano Atlantico esiste il meccanismo dei monsoni, venti che si formano sull’oceano e che stagionalmente, nei mesi estivi, portano precipitazioni nelle regioni continentali: ecco l’alternarsi delle due stagioni. (Poi ci sono variazioni a piccola scala legate al rilievo e alla presenza di fattori locali).
Le temperature e le precipitazioni
Le temperature e le precipitazioni sono i fattori determinanti del clima e delle forma di vita.
- La piovosità, sensibilmente percepibile attraverso la consistenza della massa vegetale.
Ma importante è anche la loro distribuzione nell’arco dell’anno (Lunghi periodi di precipitazioni seguiti da altrettanti lunghi periodi di siccità comportano una grave difficoltà per la vegetazione e le colture).
Es. in Inghilterra, dove le precipitazioni sono continue, è facile avere il prato verde, il...
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Riassunto esame Geografia, prof. Micelli, libro consigliato Il Paesaggio Come Teatro, Turri
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