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Riassunto esame di Geografia BC, prof. Pappalardo, testo consigliato Uomo e Natura di Tozzi.

Il clima:

Il clima cambia nella storia, oggi molto più rapidamente rispetto al passato.

J. Hann: il clima è l’insieme dei fenomeni meteorologici che hanno caratterizzato lo strato medio

dell’atmosfera in un dato punto sulla superficie terrestre.

Il clima si basa sulle medie.

Il meccanismo di riscaldamento dell’effetto serra:

Anidride carbonica (CO2), vapore acqueo e altri gas fanno passare nell’atmosfera le radiazioni solari di

breve lunghezza d’onda, ma trattengono le onde più lunghe irraggiate sulla superficie.

il 50% di anidride finisce negli oceani o viene assorbito dalle acque.

Struttura dell’atmosfera:

L’atmosfera è un involucro gassoso (azoto, ossigeno, vapore acqueo, anidride) che occupa gli strati più

vicini alla superficie (100 km circa).

Si suddivide in fasce stratiformi:

 Troposfera: ci avvengono i fenomeni metereologici, contiene ¾ dell’acqua e tutto il vapore.

 Stratosfera: è presente più ozono, la temperatura aumenta con l’aumentare della quota.

 Mesosfera: la temperatura scende fino a -100 °C a 80 km di altitudine.

 Termosfera: sono presenti gli ioni prodotti dalle radiazioni e dai raggi X.

 Ionosfera: tetto della termosfera, dove si approssima la condizione di vuoto.

 Esosfera: esterna, elio idrogeno e ossigeno sono rarefatti, gli atomi sono a 10 km di distanza.

El-Niño e le modifiche climatiche globali:

El-Niño è responsabile di fenomeni climatici esterni come uragani e tempeste.

Si sviluppa nel periodo natalizio, prende il nome da Gesù Bambino, quando le acque del Pacifico subiscono

un riscaldamento. È noto dal 1895, ma solo un secolo dopo Gene Rasmusson ne individuò i meccanismi.

È dovuto alla circolazione delle acque e ai cambiamenti dei venti superficiali. Quando il Pacifico si riscalda

(fino a 30 °C) gli alisei diminuiscono, spostando verso oriente ancora più acqua calda.

Quando gli alisei riprendono forza il processo si inverte, causando addirittura un raffreddamento verso

oriente, che prende il nome di La-Niña.

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Gli effetti di questi due fenomeni hanno ripercussioni su tutto il pianeta, e le motivazioni sono ancora oggi

studiate, ed ha un impatto mondiale sulle distribuzioni delle risorse idriche.

Il cambiamento del clima ha effetto anche sugli ecosistemi naturali e sugli insediamenti umani.

Questo fenomeno può provocare: aumento di frequenza/intensità degli uragani, cambiamento di percorso

delle perturbazioni cicloniche, periodi di siccità. Potrebbero addirittura tornare malattie come la malaria.

Il ruolo dell’uomo nei cambiamenti atmosferici:

I cambiamenti climatici hanno avuto cause naturali (tettonica delle placche, eruzioni, asteroidi), ma

subiscono l’azione dell’uomo dall’invenzione dell’agricoltura, e in modo consistente dopo la Rivoluzione

industriale. Ogni anno vengono rilasciati 12 miliardi di tonnellate di CO2 in più.

Senza un effetto serra naturale sarebbe impossibile vivere sul pianeta, ma lo sarebbe altrettanto se l’effetto

serra aumentasse notevolmente, riscaldando la superficie terrestre.

Il protocollo di Kyoto:

È un trattato internazionale riguardo all’ambiente firmato da oltre 160 paesi nel 1997, alla Conferenza

COP3 della Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici.

Il fine è quello di ridurre le emissioni di CO2 nel periodo 2008-2012 di almeno il 5,2% rispetto al 1990.

Entra però pienamente in vigore nel 2004, quando la Russia perfeziona la sua adesione.

Si tratta del primo tentativo di fissare delle regole vincolanti, creando le basi di un diritto internazionale in

materia climatica.

L’ozono:

E’ una molecola di ossigeno triatomica O3, si trova prevalentemente nell’alta atmosfera e agisce da scudo

protettivo proteggendo la terra dalle radiazioni ultraviolette assorbendole.

Nel 1985 si inizia a parlare per la prima volta di “buco dell’ozono”, perché la concentrazione di ozono nel

vortice polare era notevolmente diminuita (del 50%), provocando una lacerazione dello strato.

I gas responsabili sono i Clorofluorocarburi (cloro, fluoro, carbonio), e fanno in modo che l’ozono non sia in

grado di proteggere la terra dai raggi. Tutto ciò p provocato dall’utilizzo di bombolette aerosol, schiume

sintetiche, refrigeranti…

1987: accordo con il Protocollo di Montréal con cui si ottiene la Conferenza internazionale nel 1989, per

cessare la produzione di clorofluorocarburi e cambiare gli impianti che li utilizzano.

Esiste anche un genere di ozono negativo, ed è quello che si trova a bassa quota provocato

dall’inquinamento delle aree urbane.

Desertificazione:

Si tratta dell’espansione delle zone deserte, in zone che non dovrebbero esserlo naturalmente ma lo

diventano a causa dell’uomo.

Le cause sono un uso improprio del territorio, accelerato dalla siccità, che porta a rendere aride e non più

abitabili certe zone.

Se ne parla per la prima volta negli anni Sessanta a proposito del Sahel, dove si persero aree fertili, molti

abitanti morirono insieme alle mandrie, provocando un grande impatto ambientale.

La classificazione del clima:

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La classificazione climatica più utilizzata è quella di Koppen, che si basa sulla distribuzione della

vegetazione.

Esistono 5 differenti tipi di clima, legati alle condizioni di temperatura e precipitazioni, che a loro volta si

dividono in sotto-climi.

1. Climi umidi tropicali.

2. Climi aridi.

3. Climi umidi temperati.

4. Climi boreali.

5. Climi nivali.

La biodiversità:

Biodiversità: termine dato da Wilson nel 1896. Intende la diversità di tutte le forme viventi, la varietà di

esse sulla Terra e la combinazione delle forme di vita, la loro interazione e l’ambiente fisico che ha reso la

Terra abitabile. La biodiversità aumenta con il diminuire della latitudine.

La biodiversità del mondo vivente è studiata su 3 livelli:

1. Ecosistemi.

2. Specie che compongono gli ecosistemi.

3. Geni che si trovano in ogni specie (unità fondamentale della selezione naturale).

Conferenza di Rio, 1992: sensibilizzazione per il problema dell’erosione genetica.

Specie estinte: delfino d’acqua dolce dello Yangtze, alligatori e pesci spada cinesi, Dea del fiume azzurro,

dodo.

I mari:

Effetti della creazione di riserve marine:

-Benefici nei limiti delle riserve: aumenti dell’abbondanza, vastità, produttività, diminuzione della

distruzione dell’habitat.

-Benefici oltre i limiti: abbondanza di specie nelle aree adiacenti.

-Benefici di una rete di riserve: resistenza allo stress, protezione delle comunità marine.

Contributi per il ripopolamento degli stock:

-Limitazione dello sforzo di pesca.

-Protezione maggiore nelle fasce costiere.

-Aumento taglia minima per lo sbarco portandola a 110 centimetri o 16 kg di pesce vivo.

-Aumento dimensioni degli ami dei palangari per la pesca da bersaglio.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-GGR/01 Geografia

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher giulia.pasquali1996 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Geografia culturale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Verona o del prof Pappalardo Maria.
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