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Riassunto esame di criminologia, prof. Lugnano, Manuale consigliato Teorie criminologiche

Riassunti per l'esame di criminologia, basati su appunti e studio autonomo del testo consigliato dal prof. Lugnano: Teorie criminologiche. I temi trattati sono: il crimine e la criminologie, metodologia della ricerca criminologica, le origini del pensiero criminologico, le teorie bio-antropologiche, le teorie psicologiche e psicoanalitiche, le teorie sociologiche: struttura sociale... Vedi di più

Esame di criminologia docente Prof. S. Lugnano

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• Naturali: caratteristici dei Fenici, Greci e Romani, considerano il comportamento criminale

come dovuto a soggetti ed eventi del mondo naturale

• Spirituali: considerano molti eventi come il risultato dell’influenza di poteri soprannaturali

Nel Medioevo il crimine viene considerato un affare privato in cui la vittima o la sua famiglia

possono ottenere giustizia infliggendo un danno uguale o maggiore all’autore o ai suoi familiari.

La nascita della scienza criminale nel mondo moderno si deve a Cesare Beccaria.

Jeremy Bentham, filosofo e giurista inglese, è fortemente convinto che gli uomini siano in grado di

scegliere tra giusto e ingiusto, tra bene e male e che desiderano un alto grado di piacere ed

evitano la sofferenza. La sua concezione sul comportamento umano si basa sul concetto di

utilitarismo. Bentham sostiene che un individuo commette un crimine perché il piacere anticipato,

provato per l’atto commesso è superiore alla sofferenza che ne potrebbe derivare.

A lui dobbiamo un nuovo sistema carcerario detto PANOPTICON = struttura circolare, composta di

celle attorno ad una torre centrale di ispezione in cui i detenuti lavorano 16 ore al giorno. Per

Bentham la pena non deve essere inflitta per vendetta ma per ridurre il crimine.

Beccaria e Bentham sono i fondatori della scuola classica di diritto penale e criminologia che affida

un ruolo decisivo ai controlli esterni.

La prima scuola in contrasto con quella classica nasce in Francia ed è la scuola di Lione

(capostipite: medico Lacassagne) che si propone di associare i punti di vista psicologici con quelli

sociologici. Ad essa appartiene anche Franz von Liszt che parte dal presupposto che il reato va

considerato su una base deterministica. Egli è tra i primi a proporre l’applicazione di pene e misure

di sicurezza.

La frenologia è lo studio delle relazioni tra cranio, cervello e comportamento sociale. Dalla scuola

frenologica nascono gli studi di antropologia e antropologia criminale.

Tra i primi psichiatrici che hanno contribuito allo studio dei criminali ricordiamo Morel a cui si deve

la teoria della degenerazione per cui i comportamenti delittuosi sono il risultato di un processo

patologico in cui l’eredità gioca un ruolo importante.

La scuola statistica studia il delitto come fenomeno sociale. Fu istituita da Quetelet che da inizio

alla sociologia criminal. Egli formula la legge di possibilità che indica la probabilità che in un dato

luogo e in un determinato periodo di tempo, un certo numero di soggetti di un dato gruppo sociale

avrebbero commesso un reato di una data specie.

Cesare Lomborso è tra i maggiori esponenti del positivismo in criminologia. Egli descrive il

delinquente nato il cui comportamento e la cui struttura corporea sono manifestazione di atavismo.

Egli descrive le stimate criminali fisiche più che causa diretta del fenomeno antisociale, indicatori

visibili di una personalità primitiva ed arretrata rispetto alla scuola darwiniana dell’evoluzione

umana.

Scrive “Genio e follia”, “La donna delinquente, la prostituta e la donna normale” in cui sostiene che,

se la criminalità femminile è minore rispetto a quella maschile, questo deriva in parte dal fatto che

essa ha il suo equivalente nella prostituzione.

La maggior parte del materiale di Lombroso oggi è privo di valore, tranne che lo studio della

criminalità con il metodo dell’osservazione scientifica.

Enrico Ferri scrive “sociologi criminale”. Egli sostiene che i crimini hanno i loro determinanti oltre

che nell’ambiente in cui vivono gli autori, anche nelle condizioni biologiche degli stessi.

Ferri stabilì una classificazione dei delinquenti in 5 tipi:

1) Delinquente nato con una tendenza congenita al delitto

2) Delinquente pazzo con una grave anomalia psichica

3) Delinquente abituale con una tendenza acquisita al delitto

4) Delinquente occasionale che si fa trascinare dalle occasioni esterne

5) Delinquente passionale con una maggiore facilità alle reazioni esplosive di carattere

sentimentale

La società si deve difendere dal delitto con il diritto che svolge una funzione di mediatore tra

società e crimine. Alla pena-espiazione si sostituisce la pena-difesa che diventa provvedimento di

rieducazione sociale.

Garofalo fu il primo a dare il titolo “criminologia” a quella disciplina che studia i reati, i rei e i mezzi

difensivi contro questi.

Afferma che il diritto naturale si fonda non sulla violazione dei diritti ma su quella dei sentimenti

morali e sostiene che la genesi del delitto va rintracciata in un’anomalia del sentimento morale.

CAPITOLO 4 – LE TEORIE BIO-ANTROPOLOGICHE

Secondo le teorie bio-antropologiche per comprendere l’atto criminale si deve considerare sempre

l’interazione tra uomo e ambiente. A influenzare il comportamento deviante ci sono diversi fattori:

• Genetici

• Biochimici

• Neuro-fisiologici

Per quanto riguarda la genetica, dopo Lombroso, Goring mette a confronto un campione di

condannati e un gruppo di non delinquenti. Egli rivelò che i soggetti meno intelligenti e inferiori

fisicamente presentano una maggiore predisposizione al crimine.

Anche Halbert Hooton sottolineò che i delinquenti erano inferiori in quasi tutte le misurazioni

corporee e che questa inferiorità era dovuta probabilmente all’eredità piuttosto che a situazioni

ambientali.

Kretschmer e Scheldon sostenevano che alcuni tipi psicofisici propendevano verso la delinquenza

e il crimine. In particolare, il primo distinse 3 tipi costituzionali principali:

1) Tipo leptosomo: corpo snello e testa piccola, carattere rigido, freddo (ladro e truffatore)

2) Tipo atletico: temperamento stabile, non nervoso ma a volte esplosivo (delitti contro la

persona e sessuali)

3) Tipo picnico: viso largo, corpo basso, carattere allegro e socievole (autore di frode)

I primi 2 avrebbero sviluppato una schizofrenia mentre i picnici sarebbero diventati con più

probabilità maniaco-depressivi.

Scheldon riprese la classificazione di Kretschmer con una terminologia diversa ma le

caratteristiche dei tipi costituzionali uguali:

1) Ectomorfi = leptosomi

2) Mesomorfi = atletici

3) Endomorfi = picnici

Sono stati anche condotti studi sui gemelli identici e su quelli fraterni. Nei gemelli identici c’è una

caratteristica genetica tale da aumentare la possibilità di un loro coinvolgimento in attività criminali.

Invece sui minori adottati si è visto come il comportamento criminale sia più ereditato dai genitori

biologici che da quelli adottivi.

Si è anche cercato di dimostrare se vi fosse un cromosoma (criminale) portatore di un

comportamento eccessivamente aggressivo ma studi recenti l’hanno disconosciuto.

CAPITOLO 5 – LE TEORIE PSICLOGICHE E PSICOANALITICHE

In disaccordo con le teorie biologiche si sono sviluppate numerose interpretazioni di tipo

psicologico in cui si fa riferimento a 3 termini:

1) Temperamento = base innata legata alla struttura biologica. Esso si distingue dal carattere

predominante

2) Carattere = dato dall’interazione tra temperamento e ambiente. È una componente

dinamica che si modifica con il tempo e con quelle vicende della vita che ne plasmano gli

aspetti

3) Personalità = totalità affettivo-valitiva del soggetto compresa la tendenza istintiva, e

temperamento e carattere

Sigmund Freud ha dato un fondamentale contributo alle teorie sullo sviluppo della personalità. Egli

sostiene che la personalità è il risultato dell’esperienza sociale. E si distingue in 3 parti spesso in

contrasto tra loro:

• Es: polo pulsionale della personalità, i suoi contenuti sono inconsci da una parte ed

ereditari e innati e dall’altra acquisiti e rimossi. Essi sono riconducibili all’istinto di vita:

eros, fonte della libido e all’istinto di morte: thanatos. L’es entra in conflitto con l’io e il

super-io ed è alla ricerca costante del piacere

• Io: parte della struttura psichica conscia e razionale. È mediatore tra es e super-io

• Super-io: reprime gli istinti asociali. Ha la funzione di coscienza sociale. È in continuo

conflitto con i desideri dell’es e ne controlla gli impulsi

Freud collegò la criminalità a un inconscio senso di colpa che il soggetto prova a causa del

complesso di Edipo (maschio) e di Elettra (femmina) vissuto nell’infanzia.

Reik teorizza la coazione a confessore di alcuni soggetti cioè il delinquente attraverso il modo

indiretto del lapsus svela il proprio segreto alleviando così il senso di colpa.

Alexander e Stalb ritengono che gli impulsi criminali siano presenti nella personalità di ognuno. Nel

soggetto normale, però, questi impulsi sono controllati ed è quando l’io è debole che è più

possibile che si esterni il comportamento deviante.

Essi hanno classificato la criminalità in rapporto al grado di partecipazione dell’io:

• Criminalità fantomatica: le azioni criminali rimangono a livello di sogni. Il soggetto ha un

forte super-io e un’io che riduce la tensione trasferendo l’aggressività su modalità accettate

• Criminalità occidentale: soggetti non criminali in cui il super-io non consente una

realizzazione diretta dell’aggressività e fa si che l’io la manifesti con condotte imprudenti

• Criminalità cronica: soggetti con personalità criminale. In essa si distinguono le seguenti

categorie:

1) Autori di reato affetti da patologie mentali, da intossicazione, da alcool o

stupefacenti

2) Azioni criminose da eziologia nevrotica

3) Azioni criminose del delinquente normale con super-io criminale non dovute a

nevrosi o psicosi ma all’identificazione con modelli criminali

4) Azioni criminose del delinquente genuino, senza super-io dovute ad un soggetto

inadatto alla vita sociale

I meccanismi di difesa sono alla base del comportamento deviante: l’io li aziona quando si trova

a mediare un conflitto tra es e super-io.

I più importanti sono:

• Identificazione: processo psicologico con cui un soggetto assimila un aspetto di un’altra

persona e si trasforma nel modello di quest’ultimo

• Proiezione: operazione psichica con cui il soggetto espelle da sé e localizza nell’altro

qualità, sentimenti che egli non riconosce o rifiuta in sé

• Razionalizzazione: procedimento con cui il soggetto cerca di dare una spiegazione

coerente dal punto di vista logico di un atteggiamento e azione di cui non sono percepiti i

veri motivi

• Rimozione: operazione con cui l’Io cerca di respingere una pulsione il cui soddisfacimento

richiederebbe di provocare dispiacere

• Formazione reattiva: atteggiamento formatosi in reazione ad un desiderio rimosso

Le teorie del comportamento o behaviorismo nascono intorno al 1910. Si sposta l’attenzione

sui concetti stimolo-risposta e comportamento.

Watson (fondatore) intendeva eliminare la soggettività dando importanza agli stimoli ambientali.

Bandura con la teoria dell’apprendimento sociale sottolinea come non si nasca già con la

capacità di comportarsi in modo violento quanto piuttosto si apprenda nel corso della

socializzazione. Inoltre, aggressività e violenza vengono apprese anche attraverso mezzi di

comunicazione di massa e non solo attraverso l’interazione con gli altri.

Dollard elabora la teoria della frustrazione-aggresione. L’aggressione è la conseguenza della

frustrazione. La condotta aggressiva si può rivolgere:

a) Verso l’oggetto causa della frustrazione

b) Verso oggetti simili in caso di inibizione

Questa teoria è stata utilizzata anche da alcuni studiosi per spiegare l’influenza del mass media sul

comportamento antisocial. Infatti, sottoporre le persone al bombardamento di modelli ricchi e felici

equivale a provocare forte frustrazioni connesse all’impossibilità di raggiungere gli stessi traguardi;

perciò qualcuno può reagire al senso di inferiorità esprimendo aggressività.

Secondo il DSM (manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali) i tratti della personalità

sono modi costanti di percepire, rapportarsi e pensare nei confronti dell’ambiente e di se stessi.

Quando i tratti di personalità sono rigidi portano ad una compromissione del funzionamento sociale

o lavorativo oppure ad una sofferenza soggettiva costituendosi come disturbi di personalità.

Il DSM descrive 10 specifici disturbi di personalità riuniti in 3 gruppi:

-Gruppo a/add cluster comprende:

• Paranoide: rigido e diffidente. La rigidità di questo individuo può tradursi in condotte etero-

aggressive molto gravi

• Schizoide: caratterizzato dal distacco nelle relazioni sociali e da una gamma ristretta di

espressioni emotive; ne consegue la difficoltà ad inserirsi in qualsiasi ambiente sociale

professionale. In questa categoria rientrano i delinquenti particolarmente pericolosi

• Schizotipico: grande affinità con il precedente, è un soggetto stravagante e bizzarro ed ha

credenze magiche e strane

-Gruppo b/dramatic cluster comprende:

• Disturbo borderline: instabilità nelle relazioni interpersonali, alterata immagine di sé,

episodi di rabbia immotivata e intensa. Gli individui appartenenti a questa categoria

possono commettere reati contro la persona, connessi agli stupefacenti o alla circolazione

stradale

• Narcisista: tendenza a sottoporsi con la realtà e al prossimo in modo manipolatorio e

funzionale ai propri interessi. Rientrano in questa categoria i truffatori

• Soggetto con disturbo antisociale: comportamento di inosservanza e violazione dei diritti

altrui, fin dall’adolescenza crea problemi in famiglia per la condotta ribelle e in età adulta si

rivela incostante, indifferente a lavoro e facilmente abusa di alcool e droghe

-Gruppo c/anxious cluster comprende:

• Disturbo isterico e istrionico: il primo esprime la sessualità in modo più timido e può

essere teatrale. Nella storia della psichiatria la personalità isterica è stata considerata per

molto tempo tipica delle donne. Il secondo tende a comportarsi abitualmente in modo

drammatico, teatrale, cerca sempre di attirare l’attenzione (soprattutto truffatori)

• Disturbo compulsivo: soggetto attento ai dettagli, all’ordine e all’organizzazione

• Disturbo di evitamento: sorta di ritiro sociale. In questo caso il soggetto vuole legami

interpersonali ma è spaventato perché teme il rifiuto

• Disturbo dipendente di personalità: dipendenza così estrema da essere patologica e il

soggetto ha sempre bisogno di rassicurazione

Ci sono anche altri disturbi che non rientrano nel DSM:

• Disturbo sadico che trae godimento dalla sofferenza fisica o psichica

• Disturbo esplosivo intermittente con reazioni imprevedibili molto violente che possono

sfociare in attentati contro le persone

CAPITOLO 6 – TEORIE SOCIOLOGICHE: STRUTTURA SOCIALE E

COMPORTAMENTO DEVIANTE

Gli studi sociologici danno importanza ai fattori sociali e ambientali per spiegare il fenomeno

criminale. L’ambiente sociale può distinguersi in:

• Generale: comprende l’insieme delle condizioni fisiche generali ed economiche influenti sul

comportamento individuale

• Immediato specifico: si considera l’uomo in relazione al gruppo, lo stato e la famiglia

• Occasionale: è quello non abituale del soggetto (carcere, ospedale)

Riguardo all’ambiente si deve tenere conto di alcuni studiosi quali:

-Lewin  teoria dei campi = mette in rapporto la persona e lo spazio di vita che implica la totalità

dei fattori interdipendenti.

-Luhmann  attribuisce al rapporto sistema-ambiente un ruolo centrale. L’evoluzione dei sistemi

sociali è anche condizionata dall’ambiente naturale.

La teoria della disorganizzazione sociale deriva dalla Scuola di Chicago. Il focus principale è

rivolto ai mutamenti ambientali che influenzano i tassi di criminalità.

Per alcuni individui e istituzioni i mutamenti nella struttura sociale non creano problemi di

adattamento, invece, per altri risultano difficili da accettare per cui essi vivono una situazione di

frustrazione e confusione.

Negli anni ’20 due studiosi dell’Università di Chicago, Thomas e Znrniecki, svolsero una ricerca

sui contadini polacchi in America. Essi rivelarono che la prima generazione riusciva a mantenere le

usanze culturali del paese d’origine, mentre la seconda generazione non riusciva a trasferire le

consuetudini e le regole della comunità di origine in quella d’arrivo; in questo caso il tasso di

criminalità aumentava.

I due autori attribuirono questo incremento alla disorganizzazione sociale vissuta dagli immigrati

polacchi più giovani per il controllo sociale e familiare e la rottura dei legami originali.

Tra gli studiosi della scuola di Chicago vanno ricordati Mckay e Shaw i quali rilevarono che il

comportamento deviante era dovuto alle condizioni ecologiche urbane.

Essi attraverso il modello delle aree concentriche studiarono i tassi di criminalità in rapporto alle

diverse zone. Rilevarono così una più elevata densità criminale nelle zone di transizione dove si

era insediato un alto numero di immigrati.

Durkheim mise in evidenzia il rapporto tra elevato tasso di suicidio e anomia (assenza di norme).

Con questo concetto egli indicava uno stato di confusione ideologica nell’organizzazione sociale,

dovuto a rapidi mutamenti. Di conseguenza, il calo della densità morale provoca patologie sociali

da cui scaturisce il suicidio anomico.

Merton riprese il concetto di anomia = risultato della non integrazione tra mete culturalmente

prescritte e la disponibilità di mezzi legittimi per raggiungerli.

Egli individua 4 tipi di risposte devianti all’inadeguatezza dei mezzi legittimi:

• Rinuncia: risposta deviante di chi abbandona la partita e rifiuta mete e mezzi

• Ribellione: è tipica dei gruppi radicali e rivoluzionari che vogliono cambiare la società

• Innovazione: il soggetto rifiuta soltanto i mezzi e li sostituisce con altri illegittimi

• Ritualismo: adattamento caratteristico di persone che falliscono nel raggiungere il

successo e abbandonano qualsiasi sforzo

• Conformità: il soggetto accetta sia i mezzi a disposizione sia le mete socio-culturali

Sempre espressione della scuola di Chicago è la teoria delle associazioni differenziali di

Sutherland secondo cui l’idea criminoso viene appresa per trasmissione culturale di chi


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Riassunti per l'esame di criminologia, basati su appunti e studio autonomo del testo consigliato dal prof. Lugnano: Teorie criminologiche. I temi trattati sono: il crimine e la criminologie, metodologia della ricerca criminologica, le origini del pensiero criminologico, le teorie bio-antropologiche, le teorie psicologiche e psicoanalitiche, le teorie sociologiche: struttura sociale e comportamento deviante, controllo sociale, conflitto, etichettamento, la criminalità delle organizzazioni, verso e oltre la criminologia postmoderna,


DETTAGLI
Esame: criminologia
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze dell'educazione
SSD:
A.A.: 2017-2018

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Naliab di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di criminologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Suor Orsola Benincasa - Unisob o del prof Lugnano Silvio.

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