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Criminologia prof. Romano Bettini

Manuale – Teorie sociologiche, psicologiche e biologiche

Teorie sociologiche

Teoria delle aree criminali o teoria ecologica: si indica con il termine di aree criminali quelle zone delle città dalle quali proviene la maggior parte della criminalità comune. Le aree criminali sono quei quartieri dove c’è un’alta percentuale di persone bisognose, dove le condizioni igieniche sono precarie e con condizioni socio-economiche disagiate. La teoria ecologica rende conto solamente della delinquenza più povera, degli emarginati e dei tossicomani.

Teoria della disorganizzazione sociale: vi è disorganizzazione sociale quando gli strumenti di controllo sociale perdono di efficacia (soprattutto gruppo e famiglia). Secondo questa teoria, il singolo individuo, vivendo in una struttura sociale instabile, perde la possibilità di governarsi con i vecchi parametri normativi, divenendo egli stesso, come la società, disorganizzato nella sua condotta.

Teoria dei conflitti culturali: nasce dal grande flusso immigratorio verso gli Stati Uniti. Alcuni valori normativi dell’immigrato erano in contrasto con quelli della società ospitante; il partecipare a due sistemi culturali differenti, provocava una situazione di disagio e di insicurezza. Secondo questa teoria si riscontra più criminalità nella seconda generazione (figli degli immigrati), perché per la prima generazione persistono le vecchie regole di condotta.

Teoria della devianza: i soggetti che agiscono nella società regolano il loro comportamento in funzione di un complesso sistema di norme che vengono consapevolmente o meno, fatte proprie da ciascuno. L’osservanza o meno di queste regole si manifesta con la scelta tra: conformità = stile di vita orientato e coerente con l’insieme delle norme e devianza = condizione opposta alla conformità. Vi è devianza quando c’è una precisa scelta di violazione, non quando è accidentale.

Teoria dell’anomia: Merton = l’anomia è il risultato di una incongruità fra le mete proposte dalla società e la reale possibilità di conseguirle. Esistono società nelle quali c’è un equilibrio fra le mete proposta e i mezzi per raggiungerle (società non anomiche). In altre società non vi è questo equilibrio e quindi c’è un alto tasso di frustrazione tra i membri (società anomiche). Esistono diversi modi per reagire alla condizione anomica: conformità, innovazione, ritualismo, rinuncia e ribellione.

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SSD
Scienze politiche e sociali SPS/12 Sociologia giuridica, della devianza e mutamento sociale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Menzo di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di criminologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi Suor Orsola Benincasa di Napoli o del prof Lugnano Silvio.
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