Riassunti del manuale "Le teorie criminologiche"
Capitolo 1 – Il crimine e la criminologia
Criminologia = studio della criminalità, del delinquente e del comportamento criminale. Lo scopo del criminologo è avere una chiara visione del fenomeno ed esaminare le connessioni tra il fenomeno criminale e i fattori sociali che contribuiscono a farlo esistere, quindi i valori dominanti e la struttura sociale. Come afferma Manuheim, la criminologia è:
- Disciplina multifattoriale
- Scienza idrografica: studia i fatti, le cause e le probabilità degli eventi
- Mometetica: mira a scoprire le leggi scientifiche valide universalmente
Quindi il criminologo ha il ruolo di:
- Teorico in quanto sviluppa teorie e tenta di individuare le cause del comportamento criminale
- Ricercatore
- Ermeneuta in quanto sottopone continuamente i risultati a indagine
La criminologia ha diversi obiettivi:
- Individua e descrive il maggior numero di atti e comportamenti devianti
- Analizza e organizza i dati rilevanti sulla criminalità
- Sviluppa e fornisce teorie sulla criminalità e il comportamento deviante
L’approccio proprio della criminologia è quello scientifico. Nell’uso di tale metodo i criminologi seguono linee guida quali:
- Obiettività: il criminologo deve condurre la ricerca e trarne le conclusioni senza farsi influenzare da preconcetti e sentimenti personali
- Dati fattuali: deve basarsi su dati emersi nella ricerca scientifica
- Precisione: è necessaria la precisione in tutte le fasi di una ricerca, in particolare nella raccolta e analisi dei dati
- Valutazione critica e verificazione
Nella criminologia a indirizzo sociologico si sono sviluppate numerose prospettive:
- Del consenso: questo approccio mira a considerare la società come struttura il cui equilibrio è dato da un insieme di funzioni. Nelle società esiste un bilanciamento di cui le norme sono espressione e quelli che non si adeguano a queste norme sono devianti
- Marxista del conflitto: pone l’accento sulla lotta di classe. Alcuni valori sociali sono in contrasto con altri e questi conflitti producono criminalità. Chi stabilisce regole e norme decide di fatto chi è criminale e chi no
- Interazionismo: il comportamento è appreso dal confronto con persone significative. La norma non è considerata neutrale ma espressione di uno scontro di interessi
Per la criminologia il crimine è la forma più grave di comportamento deviante.
Devianza = comportamenti che violano le norme civili, amministrative e sociali. È relativa rispetto al tempo, al ruolo e al luogo, infatti non c’è un comportamento che sia deviante in ogni luogo. Criminologia = comportamenti che violano le norme giuridiche.
Marotta parla di criminologia del consenso secondo cui le regole seguono l’opinione pubblica e sono il modo di rafforzare la coesione sociale. Egli, inoltre, per distinguere la criminalità dalla devianza usa 2 termini: male in se = criminalità (reato tipo omicidio) e mala quia proibita = devianza (comportamento proibito in un certo momento).
Secondo Marotta la legge ha un ruolo generale preventivo perché il suo potere intimidativo dissuade le persone dal compiere reati e una funzione speciale preventiva ovvero chi ha commesso già un reato deve essere dissuaso ancora di più dal compierne altri.
Capitolo 2 – Metodologia della ricerca criminologica
Il compito principale della criminologia è quello di fornire indicazioni per un’efficace attività di controllo sociale attraverso due direttrici principali:
- Prevenzione generale che tende a ridurre la criminalità attraverso interventi di politica sociale e prevenzione speciale diretta a ridurre comportamenti devianti soprattutto negli adolescenti attraverso trattamenti risocializzanti
- Attività di repressione messe in atto dal sistema della giustizia penale
I criminologi utilizzano diversi metodi per misurare la criminalità. La ricerca prevede l'uso di metodologie standardizzate e sistematiche. Il punto di partenza è la formulazione di ipotesi. Seguono varie fasi:
- Analisi e commento critico della letteratura sull’argomento
- Scelta del metodo da utilizzare e degli strumenti
- A seconda del metodo l’approccio può essere: quantitativo (basato sulla quantità come il questionario) e qualitativo (basato sulla qualità della ricerca)
- Raccolta dei dati cui segue l’elaborazione e la sistemizzazione in grafici e tabelle
- Interpretazione dei dati
Gli strumenti per la raccolta dei dati sono:
- Questionario: domande compilate direttamente dall’intervistatore, spedito ad un campione specifico di persone considerate rappresentative
- Intervista: faccia a faccia o per telefono. È svolta da un intervistatore addestrato che pone domande preparate dal ricercatore. Quella strutturata si basa sull’uso di un questionario che consente di raccogliere sistematicamente informazioni delle persone scelte per l’indagine; quella semistrutturata è informale ed è utile per individuare sentimenti, atteggiamenti e comportamenti
- Ricerca sperimentale: consiste nel controllare i fattori che si ritiene influenzino i risultati dell’esperimento
- Osservazione: può essere diretta (un osservatore esterno osserva la scena attraverso l’uso di specchi unidirezionali, videocamere e registratori) e partecipante (l’osservatore si unisce e partecipa alla vita del gruppo)
- Studio del caso metodo longitudinale: analisi approfondita di un singolo individuo, di un gruppo. Lo studio può essere sviluppato per un periodo di tempo che permette di cogliere l’evoluzione di un fenomeno. Può essere svolto in: retrospettiva studio anamnestico utile per spiegare lo svolgimento delle carriere criminali e prospettiva studio catamnestico significativo nell’analisi dell’efficacia delle misure di trattamento e recupero sociale dei condannati
- Studi predittivi: permettono di elaborare tabelle di predizione in base a fattori maggiormente riscontrati nei delinquenti
- Metodo storico: indagare sui fenomeni criminali del passato e sull’evoluzione storica di un tipo determinato di realtà. I possibili oggetti di ricerca possono essere: il delinquente, il controllo della criminalità, il delitto
Si possono svolgere ricerche anche basandosi su dati secondari: statistiche ufficiali. L’istituto nazionale di statistica pubblica un annuario di statistiche giudiziarie penali che si suddividono in:
- Statistica processuale penale
- Statistica della criminalità
- Statistica della delittuosità
- Statistica in materia penitenziaria
Un limite delle statistiche ufficiali è il problema del numero oscuro = numero di reati effettivamente commessi ma che rimangono non scoperti, non denunciati o non registrati. Per questo motivo si distingue:
- Criminalità reale: che non risulta nelle statistiche giudiziarie perché sfugge alle rivelazioni
- Criminalità apparente: reati effettivamente denunciati
- Criminalità legale: reati portati in giudizio e per i quali si emette una sentenza
Capitolo 3 – Le origini del pensiero criminologico
I primi tentativi interpretativi del crimine sono quelli:
- Naturali: caratteristici dei Fenici, Greci e Romani, considerano il comportamento criminale come dovuto a soggetti ed eventi del mondo naturale
- Spirituali: considerano molti eventi come il risultato dell’influenza di poteri soprannaturali
Nel Medioevo il crimine viene considerato un affare privato in cui la vittima o la sua famiglia possono ottenere giustizia infliggendo un danno uguale o maggiore all’autore o ai suoi familiari. La nascita della scienza criminale nel mondo moderno si deve a Cesare Beccaria.
Jeremy Bentham, filosofo e giurista inglese, è fortemente convinto che gli uomini siano in grado di scegliere tra giusto e ingiusto, tra bene e male e che desiderano un alto grado di piacere ed evitano la sofferenza. La sua concezione sul comportamento umano si basa sul concetto di utilitarismo. Bentham sostiene che un individuo commette un crimine perché il piacere anticipato, provato per l’atto commesso, è superiore alla sofferenza che ne potrebbe derivare. A lui dobbiamo un nuovo sistema carcerario detto Panopticon = struttura circolare, composta di celle attorno ad una torre centrale di ispezione in cui i detenuti lavorano 16 ore al giorno. Per Bentham la pena non deve essere inflitta per vendetta ma per ridurre il crimine.
Beccaria e Bentham sono i fondatori della scuola classica di diritto penale e criminologia che affida un ruolo decisivo ai controlli esterni.
La prima scuola in contrasto con quella classica nasce in Francia ed è la scuola di Lione (capostipite: medico Lacassagne) che si propone di associare i punti di vista psicologici con quelli sociologici. Ad essa appartiene anche Franz von Liszt che parte dal presupposto che il reato va considerato su una base deterministica. Egli è tra i primi a proporre l’applicazione di pene e misure di sicurezza.
La frenologia è lo studio delle relazioni tra cranio, cervello e comportamento sociale. Dalla scuola frenologica nascono gli studi di antropologia e antropologia criminale. Tra i primi psichiatrici che hanno contribuito allo studio dei criminali ricordiamo Morel a cui si deve la teoria della degenerazione per cui i comportamenti delittuosi sono il risultato di un processo patologico in cui l’eredità gioca un ruolo importante.
La scuola statistica studia il delitto come fenomeno sociale. Fu istituita da Quetelet che dà inizio alla sociologia criminale. Egli formula la legge di possibilità che indica la probabilità che in un dato luogo e in un determinato periodo di tempo, un certo numero di soggetti di un dato gruppo sociale avrebbero commesso un reato di una data specie.
Cesare Lombroso è tra i maggiori esponenti del positivismo in criminologia. Egli descrive il delinquente nato il cui comportamento e la cui struttura corporea sono manifestazioni di atavismo. Egli descrive le stimate criminali fisiche più che come causa diretta del fenomeno antisociale, indicatori visibili di una personalità primitiva ed arretrata rispetto alla scuola darwiniana dell’evoluzione umana. Scrive "Genio e follia", "La donna delinquente, la prostituta e la donna normale" in cui sostiene che, se la criminalità femminile è minore rispetto a quella maschile, questo deriva in parte dal fatto che essa ha il suo equivalente nella prostituzione. La maggior parte del materiale di Lombroso oggi è privo di valore, tranne che per lo studio della criminalità con il metodo dell’osservazione scientifica.
Enrico Ferri scrive "Sociologi criminali". Egli sostiene che i crimini hanno i loro determinanti oltre che nell’ambiente in cui vivono gli autori, anche nelle condizioni biologiche degli stessi. Ferri stabilì una classificazione dei delinquenti in 5 tipi:
- Delinquente nato con una tendenza congenita al delitto
- Delinquente pazzo con una grave anomalia psichica
- Delinquente abituale con una tendenza acquisita al delitto
- Delinquente occasionale che si fa trascinare dalle occasioni esterne
- Delinquente passionale con una maggiore facilità alle reazioni esplosive di carattere sentimentale
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