Elementi di demografia
La fecondità
Le nascite: la vitalità dei nascituri. In Italia, attualmente, si parla di:
- Aborto, per indicare l’interruzione della gravidanza con espulsione del feto entro il sesto mese di gestazione;
- Nato morto, per indicare il feto che, dopo il sesto mese di gestazione, non abbia dato segni di vita dopo l’espulsione dal corpo materno;
- Nato vivo, per indicare il feto che, a prescindere dalla durata della gestazione, abbia dato segni di vita dopo l’espulsione dal corpo materno, anche se subito dopo si è verificato il decesso.
Tale distinzione assume notevole rilievo in demografia, in quanto serve a determinare il rapporto primario, secondario e terziario dei sessi.
Il rapporto dei sessi alla nascita
Il rapporto terziario dei sessi, ossia il rapporto tra l'ammontare dei maschi e l'ammontare delle femmine in una data popolazione di una certa epoca, varia notevolmente in dipendenza di una serie di fattori, quali il rapporto secondario dei sessi, l’entità e la direzione dei pregressi flussi migratori, i divari sessuali di mortalità e la struttura per età della popolazione.
Il rapporto dei sessi alla nascita (o rapporto secondario), è a sua volta condizionato dal rapporto dei sessi al concepimento (o rapporto primario) e dall’abortività differenziale per sesso nel corso della vita intrauterina.
Il rapporto dei sessi alla nascita: Stabilità e variazioni
In particolare, il rapporto secondario assume la caratteristica di presentare una grande stabilità nel tempo e/o nello spazio, sicché quando, per grandi aggregati demografici, esso varia in maniera sensibile, significa che vi sono cause esterne che lo hanno alterato, fra cui le più frequenti sono la soppressione delle nate vive e la differente propensione a dichiarare le nascite a seconda che esse siano di sesso maschile o di sesso femminile.
Quoziente di natalità e di fecondità
In demografia, la distinzione tra nati vivi e nati morti è inoltre importante per calcolare i quozienti di natalità e di fecondità. Il quoziente (grezzo) di natalità si ottiene, infatti, rapportando l’ammontare (medio annuo) dei nati vivi alla popolazione media dell’intervallo preso in considerazione, ossia mediante l’espressione:
NQ = Pn / Pm
La differenza tra questo quoziente e quello di mortalità fornisce il tasso di sviluppo naturale della popolazione.
Quoziente di fecondità
Tuttavia, una misura più soddisfacente della fecondità, ossia della capacità riproduttiva di una popolazione in un dato intervallo di tempo, viene fornita dai quozienti di fecondità generale che si ottengono dividendo l’ammontare (medio annuo) dei nati vivi per la popolazione femminile in età presunta feconda, ossia mediante l’espressione:
NQ = Ff 15-49
Quozienti di fecondità legittimi e illegittimi
Tenuto poi conto che le nascite possono essere classificate in base alla filiazione, è possibile calcolare tanto i quozienti di fecondità legittima rapportando l’ammontare dei nati (vivi) di filiazione legittima all’ammontare delle coniugate in età presunta feconda, ossia mediante l’espressione:
NQv,l = (c)f,l / F15-49
quanto i quozienti di fecondità illegittima rapportando l’ammontare dei nati (vivi) di filiazione illegittima all’ammontare delle non coniugate (nubili, vedove, etc.) in età presunta feconda, ossia mediante l’espressione:
NQv,i = (nc)f,i / F15-49
Quozienti di fecondità specifica
Infine, è anche possibile calcolare i quozienti di fecondità specifica per età dividendo i nati vivi da donne in età x, x+s per l’ammontare delle donne della stessa età, ossia mediante l’espressione:
(x,x+s)N / (x,x+s)Qv = Ff x,x+s
I tassi lordi e netti di riproduzione
Per effettuare invece confronti nel tempo e/o nello spazio sia tra diversi livelli di natalità che tra diversi livelli di fecondità vengono di solito utilizzati alcuni indici sintetici che sono indipendenti dalla struttura per età della popolazione femminile feconda e che sono tradizionalmente noti come tassi di riproduzione.
I tassi lordi e netti di riproduzione: Calcoli
Se ad esempio si vuole conoscere il numero medio dei figli che una donna avrà in tutto il periodo della sua vita feconda, ipotizzando una popolazione chiusa e l’assenza di eliminazione mortuaria, occorre calcolare il tasso lordo di riproduzione totale (o indice sintetico di fecondità o tasso di fecondità totale), che si ottiene sommando i quozienti annuali di fecondità per l’intero intervallo di età feconda di una donna, ossia mediante l’espressione:
∑x=1549(x)QR = Fx
Se poi si vuole conoscere solo il numero delle figlie cui dà luogo una donna in tutta la sua vita feconda occorre calcolare il tasso lordo di riproduzione femminile, che si ottiene ponderando quello totale con il cosiddetto tasso di femminilità delle nascite, ossia mediante l’espressione:
NfR / R = 1 N / N+mf
I tassi netti di riproduzione
Se invece si vuol tenere conto dell’eliminazione per morte occorre calcolare il tasso netto di riproduzione totale, che si ottiene ponderando ciascun quoziente annuale di fecondità con il valore della probabilità che ha una donna appena nata di pervenire all’età x+1/2, ossia mediante l’espressione:
∑x=1549lxR' = Qx x+1/2lf0
da cui si ottiene poi il tasso netto di riproduzione femminile, mediante l’espressione:
NfR / R' = 0 N / N+mf
Significato di R0
Il tasso netto di riproduzione femminile assume una notevole importanza anche ai fini dell’evoluzione della popolazione, in quanto:
- Se R0 > 1 significa che l’ipotetica generazione delle figlie è in grado non solo di sostituire quella delle madri ma anche di garantire l’espansione della popolazione;
- Se R0 = 1 significa che viene garantita solo la sostituzione delle madri;
- Se R0 < 1 significa che la popolazione risulta potenzialmente in declino, in quanto l’ipotetica generazione delle figlie non è neanche in grado di garantire la sostituzione delle madri.
Il tasso intrinseco di variazione della popolazione
Tuttavia, una valutazione ancora più soddisfacente della forza intrinseca di sviluppo di una popolazione chiusa è fornita dal cosiddetto “tasso intrinseco di variazione” (o tasso di Lotka), che in prima approssimazione si può ottenere sottraendo un’unità alla radice T.esima del tasso netto di riproduzione femminile, ossia mediante l’espressione:
ρT = −1R0
dove T rappresenta l’età media delle madri al parto (ossia l’intervallo tra la generazione delle madri e quella delle figlie).
Il tasso di riproduzione per anni vissuti
Se infine si vuole conoscere lo sviluppo della popolazione tenendo anche conto della probabilità di sopravvivenza delle figlie occorre calcolare il tasso di riproduzione per anni vissuti, che si ottiene ponderando il tasso netto di riproduzione femminile con il rapporto tra la speranza di vita alla nascita delle figlie e quella delle madri, ossia mediante l’espressione:
!ef0R / R = !H0 / em0
Elementi di demografia: Le migrazioni
Generalità
Tradizionalmente, con il termine migrazione o mobilità territoriale si indica ogni spostamento di individui da un territorio a un altro. Nella maggior parte dei casi tali movimenti sono determinati da fattori di natura economica, ossia dalla conoscenza di migliori condizioni di vita in territori diversi da quelli di origine, che comporta di sovente il crearsi di un meccanismo usualmente noto con il nome di “catena migratoria” o di “migrazioni a catena”.
Tuttavia, accanto ai fattori di ordine economico ne sussistono anche altri (es. calamità naturali, rivoluzioni, diversa fede religiosa, etc.) che possono determinare massicci spostamenti di popolazione e comportare quindi situazioni assimilabili agli esodi e/o alle diaspore.
Tipologie di migrazioni
In demografia si parla poi di:
- Migrazioni interne, se il trasferimento avviene all’interno dell’ambito territoriale di riferimento e non comporta pertanto alcuna modifica nella struttura della popolazione.
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