Cos'è la demografia?
La demografia è la disciplina che studia le componenti e le forze che determinano la variazione della popolazione in un certo contingente. È lo studio quantitativo della popolazione umana e delle biografie individuali che la costituiscono. L'oggetto della demografia è quindi la popolazione umana, con le sue caratteristiche strutturali e le sue dinamiche spaziotemporali. L'interesse si estende anche alle componenti che agiscono sulla crescita. La demografia è una materia interdisciplinare, cioè mette in relazione fenomeni demografici con quelli sociali, economici, climatici, politici ecc.
Temi principali della demografia
La demografia considera tre temi principali: natalità, mortalità e migrazione. La demografia ha la possibilità di lavorare sul medio-lungo periodo e ciò permette di determinare le cause dei vari scenari (prevede il futuro).
Evoluzione della popolazione
L'evoluzione della popolazione è influenzata da due forze:
- Virtus generativa: il potere riproduttivo.
- Virtus nutritiva: disponibilità dei mezzi di sussistenza.
Gli eventi biografici vanno analizzati a livello individuale, in quanto ogni soggetto ha la sua specifica propensione a sperimentarli. Esistono due prospettive di analisi: macro e micro. La prima tiene conto delle dinamiche sociali, storiche e di popolazione; la seconda, invece, considera le scelte e i comportamenti a livello individuale. La popolazione non è semplicemente un insieme di individui, ma un complesso di relazioni che sono influenzati dai diversi contesti di vita (lavorativo, affettivo, rapporti sociali ecc.).
Ruolo del tempo negli studi demografici
Il tempo ha un ruolo centrale negli studi demografici; esso ha due dimensioni:
- Età: descrive il trascorrere della vita del singolo.
- Storia: descrive il trascorrere della vita della popolazione.
La generazione indica l'essere nati nello stesso intervallo limitato di anni e quindi l'essere cresciuti condividendo gli influssi degli eventi storici e del clima sociale.
Uno dei più importanti indici demografici è "la speranza di vita alla nascita": indica quanti anni mediamente una persona può vivere. L'allungamento della speranza di vita è legato alla riduzione del rischio di morte che è data dalle migliori condizioni di vita.
Perché la Cina sarà superata dall'India?
La popolazione in Cina cresce meno a causa di un'interruzione forzata legata alla politica demografica del figlio unico. In questo modo, la Cina si è esposta al rischio di non poter garantire un'assistenza adeguata alla popolazione più anziana, perché non c'è stato un cambio generazionale adeguato. Quindi, riducendo l'ingresso di nuove generazioni, la popolazione invecchia.
Il tasso di fecondità indica il numero medio di figli per donna. Affinché il nostro paese possa crescere in modo stabile, le donne dovrebbero avere due figli. Se i figli in media sono più di due, allora la popolazione tende a crescere; se i figli sono in media meno di due, la popolazione si riduce portando ipoteticamente all'estinzione. Nascite e disoccupazione hanno andamenti inversamente proporzionali: se la disoccupazione è elevata, allora le nascite si riducono.
Fattori che incidono sulla questione demografica
- Innovazione tecnologica
- Immigrazione
- Invecchiamento della popolazione
L'immigrazione ha effetti positivi sul mondo del lavoro, ma al tempo stesso comporta costi aggiuntivi di sostegno e mantenimento (sanità e pensione). Rispetto agli altri paesi europei, nel nostro paese l'immigrazione è avvenuta più tardi, con un impatto maggiore e in un periodo meno prospero a livello economico.
Principali tassi demografici
- Tasso di natalità: nascite annue/popolazione media annua.
- Tasso di mortalità: decessi annui/popolazione media annua.
- Tasso di mortalità infantile: decessi nel primo anno di vita/numero dei nati.
Il cambiamento più importante dal 1861 ad oggi è che gli elementi costitutivi (economici, sociali e politici) sono totalmente cambiati; da ciò si deduce che la popolazione si rinnova continuamente.
Equazioni del bilancio
La demografia si occupa di un bersaglio mobile: la popolazione.
- Pt: popolazione all'anno t.
- Nt: numero ingressi (nascite) nella popolazione.
- Dt: numero di decessi. La morte è l'unico modo per uscire dalla popolazione mondiale.
- It: numero di persone immigrate in una popolazione.
- Et: numero di persone emigrate da una popolazione.
1.1.2016 P = 1.1.2015 P + 2015 N – 2015D + 2015 I – 2015 E.
Saldo naturale: 2000S = 2000 N – 2000 D
Saldo migratorio: 2000 M = 2000 I – 2000 E.
Pt è una grandezza stock si misura al primo gennaio. Nt, Dt, It e Et sono grandezze flusso che si misurano a fine periodo (anno).
Lezione del 4 marzo '16
Lo stato della popolazione indica l'ammontare della popolazione in un dato istante temporale. Movimento della popolazione: corrisponde alle uscite e alle entrate in un certo intervallo.
Tasso generico
Eventi avvenuti in un dato anno/la popolazione media dell'anno. (In genere viene moltiplicato per 1000, per indicare il numero di eventi ogni mille abitanti).
- Tasso di mortalità: m = D/P
- Tasso di natalità: n = N/P
Dove: D = decessi in valore assoluto; N = nascite in valore assoluto; P = popolazione media.
Demografia d'impresa
Tra gli indicatori usati ci sono i tassi di natalità e mortalità delle imprese.
- Tasso di natalità: rapporto tra il numero di imprese nate nell'anno t e la popolazione di imprese attive nello stesso anno.
I tassi sono sempre riferiti ad un intervallo annuale (in modo che il confronto venga effettuato non solo a parità di popolazione sottostante, ma anche a parità di periodo considerato).
Fonti dei dati demografici
Per fonte statistica si intende lo strumento tramite il quale sono raccolti dati di interesse. Le fonti demografiche più importanti sono: il censimento e l'anagrafe.
Il censimento è la fonte di Stato che fornisce il ritratto della popolazione in un certo istante.
Requisiti del censimento
- Individualità: la rilevazione viene fatta su ciascun individuo.
- Universalità: la rilevazione deve raggiungere tutti gli individui.
- Simultaneità: le informazioni devono essere rilevate nello stesso momento.
- Periodicità: la rilevazione deve avere una certa cadenza regolare nel tempo (5-10 anni).
Il censimento non deve avere finalità diverse da quella scientifica. In Italia, il censimento viene condotto dall'Istat e l'unità minima di rilevazione considerata è la famiglia. Lo strumento di rilevazione è un questionario auto-compilato.
Tipi di errore più comuni
- Omissioni
- Doppi conteggi
- Risposte parziali
Vantaggi del censimento
- Rilevazione simultanea ed omogenea su tutta la popolazione.
- Elevato dettaglio territoriale (sub-comunale).
- Fornisce i valori della popolazione legale.
- Consente di aggiornare l'anagrafe comunale.
Limiti del censimento
- Fornisce dati solo ogni 10 anni.
- Il livello di dettaglio è basso.
- È molto costosa.
- Complicato da realizzare e pesante a livello organizzativo in ogni fase.
Nuovo censimento (2011)
Spedito direttamente a casa usando liste anagrafe aggiornate. Possibilità di compilazione online (riduzione dei costi e tempi, aumento della qualità). Domande aggiuntive (fonti di energia usate, luogo di nascita dei genitori, condizione di disabilità degli anziani ecc.). L'obiettivo per il futuro è quello di effettuare rilevazioni continue sul territorio italiano.
Anagrafe
L'anagrafe è la fonte di Stato dei dati demografici. Essa riporta, per ciascun comune italiano, le informazioni principali delle persone residenti (nascite, decessi e trasferimenti di residenza in entrata e uscita). L'anagrafe non è aggiornata sulla vita delle persone.
Problemi dell'anagrafe
- Scarso aggiornamento delle caratteristiche (lavoro, figli ecc.) dei residenti che mutano nel tempo.
- Scarso aggiornamento dei trasferimenti di residenza.
L'anagrafe dovrebbe consentire di conoscere età, sesso, stato civile, livello di istruzione, struttura familiare ecc.
Le indagini campionarie
Le fonti precedenti (censimento e anagrafe) raccolgono informazioni di base sulle caratteristiche della popolazione. Per avere informazioni più dettagliate sui fenomeni socio-demografici bisogna ricorrere alle indagini campionarie.
Riassunto capitolo 2
Gli elementi costitutivi della popolazione sono caratterizzati da due fattori: durata limitata di vita e facoltà di generare nuovi individui. Il sistema demografico si evolve nel tempo autorigenerandosi e quindi potrebbe proseguire all'infinito. Questo ciclo potrebbe interrompersi se le uscite (per decesso) dovessero risultare sistematicamente superiori alle entrate, portando così all'estinzione della specie. Alcune popolazioni si sono effettivamente estinte a causa di epidemie o collisioni di meteoriti. La popolazione cambia e si rinnova, ma tende a farlo in modo lento e graduale. Infatti, i tempi di cambiamento della demografia sono medio-lunghi.
L'antico regime demografico
La storia della popolazione umana è stata caratterizzata da due grandi discontinuità che hanno cambiato il modo di vivere. La prima si è verificata con la rivoluzione agricola del neolitico; la seconda, invece, si è prodotta con la rivoluzione industriale. Nel neolitico si inizia a coltivare la terra e allevare animali, rendendo la vita più statica. Al contrario, la rivoluzione industriale ha segnato una riduzione della mortalità infantile.
Il sistema demografico dell'antico regime era:
- Disordinato: perché la probabilità di morte dei figli era elevata.
- Inefficiente: i genitori dovevano avere almeno 4 figli perché quasi la metà morivano.
Transizione demografica
Il processo di passaggio dal vecchio regime, caratterizzato da alti livelli di natalità e mortalità, viene chiamato transizione demografica e può essere scomposta in due parti:
- Transizione sanitaria: indica l'abbattimento dei rischi di morte e il miglioramento delle condizioni generali di vita, grazie allo sviluppo della medicina e la riduzione delle malattie infettive, a partire dal 1700.
- Transizione riproduttiva: indica la riduzione, da 5 a 2, del numero medio di figli per donna. Ciò dipende sia dalla riduzione del rischio di morte e sia dall'incremento del costo della vita, legato alla rivoluzione industriale.
Nei primi decenni del dopo guerra si pensava che la popolazione italiana fosse stabile, in realtà:
- La durata media di vita crebbe sopra i 65 anni e tutt'ora non vi è un limite.
- La fecondità media scese sistematicamente al di sotto dei due figli per donna; di conseguenza, la popolazione invecchia progressivamente perché il turnover si riduce.
- A partire dagli anni '60, si verificarono cambiamenti strutturali (economici, sociali e politici) che influenzarono il modo di fare di fare famiglia.
Riassunto capitolo 3
Giovani e transizione alla vita adulta. Sesso ed età sono i principali caratteri distintivi delle unità che formano una popolazione. Ogni società può essere suddivisa tra uomini e donne, adulti e bambini. Non c'è una età univoca dalla quale non si è più bambini e tanto meno una a partire dalla quale si è adulti. Tra queste due età si colloca la parte di popolazione considerata giovane (under 15-16 anni). Si cessa di essere giovani al compimento del 21 esimo anno di età.
Tappe della transizione alla vita adulta
- La prima esperienza sessuale.
- La fine del percorso formale di studi.
- Entrata nel mercato del lavoro.
- Uscita dalla casa dei genitori.
- Formazione di unione di coppia.
- Nascita del primo figlio.
Baby boom (i giovani nel 1945-64)
I baby boom sono i nati dal 1945 al 1964 che hanno vissuto il boom economico, l'urbanizzazione e il consolidamento delle società dei consumi. In questo periodo, cambia la scuola e a tutti i cittadini viene concessa sia l'assistenza sanitaria pubblica sia la copertura previdenziale. Inoltre, in questa fase aumentano i diritti delle donne e così le relazioni interne alla famiglia iniziano a mutare; il ruolo del padre diviene sempre meno centrale.
Generazione X
La generazione X indica i nati tra la fine degli anni '60 e l'inizio degli anni '80, i quali si caratterizzano per la progressiva posticipazione dell'età nuziale oltre la soglia dei trent'anni. La generazione X vive in un contesto positivo in cui cresce la libertà individuale e aumentano le opportunità. Questa fase viene chiamata "postponement transition" per indicare il progressivo rinvio, in età sempre più tardiva, dell'autonomia familiare e quindi del matrimonio. Mediamente, la generazione X entra nella fase adulta a metà degli anni '90, con l'uscita dalla casa dei genitori e il matrimonio.
Ruolo della famiglia
Nei paesi mediterranei il processo di posticipazione è maggiore del resto d'Europa perché esiste un intenso e prolungato rapporto tra genitori e figli. Specialmente in Italia, i soggetti più deboli sono aiutati dalla famiglia piuttosto che dalle istituzioni. Ciò influisce molto sull'età nuziale e in generale sull'autonomia degli individui. Viceversa accade nel nord Europa, dove la società fornisce maggiori strumenti ai singoli per essere più preparati ad affrontare le difficoltà; la nuzialità è più bassa.
I Millennials: i giovani del nuovo millennio
I millennials sono i giovani del nuovo millennio e cioè coloro che sono nati all'inizio degli anni '80 ed hanno compiuto i 18 anni nel 21 esimo secolo. La grande capacità di gestione delle nuove tecnologie e la voglia di mettersi in gioco sembra aver reso i millennials più sicuri e determinati rispetto alla generazione X. Sfortunatamente, la crisi economica ha colpito specialmente questi giovani, frenando la realizzazione dei loro progetti; nonostante questo, non sembrano avere un atteggiamento passivo. Con i millennials, anche in Italia si sviluppa la partnership revolution: i giovani sono sempre più prudenti nel prendere decisioni definitive e vincolanti, perché il futuro è incerto.
Riassunto capitolo 4 – Relazioni di coppia e strutture familiari
La demografia considera la popolazione come un sistema di persone in relazione dinamica. Non si occupa solo delle caratteristiche degli individui, ma anche delle scelte di vita e del contesto sociale in cui tali scelte vengono realizzate. Il ruolo primario della famiglia è quello di costituire il principale e basilare contesto di accadimento nel quale far crescere i membri delle nuove generazioni, fino alla conquista di una propria autonomia da parte loro. Sono cambiati notevolmente sia i rapporti tra i coniugi sia quelli tra genitori e figli. Sempre più figli nascono da genitori non sposati e da madri/padri di nazionalità diversa. Cresce la variabilità delle strutture familiari.
Il nucleo, costituito da due genitori con almeno un figlio, si sviluppa su due assi: uno orizzontale che mette in relazione affettiva due adulti; una verticale che mette in relazione di sangue due generazioni. I genitori possono non essere sposati, i figli possono essere adottati o arrivare da unioni precedenti. Viene considerata famiglia anche quella costituita da un unico componente: i single sono considerati una famiglia unipersonale.
Definizione di famiglia secondo l'ISTAT
Secondo l'ISTAT, per famiglia si intende un insieme di persone legate da vincoli di matrimonio, parentela, affinità, adozione, tutela o da vincoli affettivi, dimoranti abitualmente nella stessa abitazione. Sono quindi due le condizioni perché un insieme di persone formi una famiglia:
- Coabitazione
- Presenza di un legame di matrimonio, parentela, affinità, adozione, tutela o da vincoli affettivi.
All'interno di una famiglia è dunque possibile trovare: nessun nucleo, un nucleo (coppia), due o più nuclei (due fratelli che vivono insieme con rispettive mogli e figli). Per l'aggregato domestico, l'elemento centrale è la coabitazione; per la famiglia questa condizione non è necessaria. Esempio: un anziano e la figlia adulta che vivono nella stessa casa sono una famiglia; se vivono in due appartamenti separati, ma uno a fianco dell'altro, allora sono due famiglie. È utile distinguere il concetto di aggregato domestico che implica lo stare sotto lo stesso tetto e comprende chi vive da solo, dalla famiglia nel senso proprio che si basa sulle relazioni nelle due dimensioni citate (abitazione e coabitazione) e non è necessariamente confinata all'interno delle mura domestiche.
Unità di rilevazione secondo l'ISTAT
- Le famiglie: insieme degli individui che coabitano (vivono nella stessa dimora) e sono legati tra loro da vincoli legali, affettivi o di parentela.
- Gli aggregati domestici: un gruppo di persone che coabitano. Es: i coinquilini di una casa in affitto. Le unità domestiche formate da un solo individuo sono dette: famiglie unipersonali.
Vecchi e nuovi modelli familiari
Nell'ultimo secolo, i ruoli e modelli familiari sono cambiati profondamente sotto la spinta di forze economiche-sociali e demografiche come: industrializzazione, la modernizzazione e la transizione demografica.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Riassunto esame Demografia, prof Rosina, libro consigliato Demografia, Rosina
-
Riassunto esame Demografia , Prof. Rosina Alessandro, libro consigliato Demografia seconda edizione, Alessandro Ros…
-
Riassunto esame demografia, prof. De Rose, libro consigliato Demografia, De Rose, Rosina
-
Riassunto esame Demografia, Prof. Pirani Elena, libro consigliato Demografia, De Santis